Lacrime e sangue: Atene brucia

Molotov, bombe carta, lacrimogeni, scontri. Brucia piazza Syntagma ad Atene, dove migliaia di manifestanti stanno assediando il Parlamento greco chiamato in nottata a varare il pacchetto di austerity ‘lacrime e sangue’ preteso dall’Ue e dal Fmi per dare il via libera al secondo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro.Migliaia di persone sono affluite già nel primo pomeriggio davanti la sede del Parlamento con striscioni di protesta contro i tagli e l’Europa che li impone, ma gli scontri sono divampati quando una colonna di black bloc, al grido di ‘maiali assassini’, ha fatto irruzione nella piazza, tra gli applausi della gente, lanciando molotov e bombe carta.Anche il leggendario compositore greco Mikis Theodorakis, 88 anni, autore del sirtaki e storico attivista politico è in piazza Syntagma con i dimostranti. Un giovane greco su due non ha lavoro. La corruzione è endemica. E intanto 65 miliardi di euro sono stati trasferiti all’estero. Ansa.it

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41 thoughts on “Lacrime e sangue: Atene brucia

  1. Grecia/ Un paio di considerazioni. La rabbia sociale puo’ trasformarsi rapidamente in qualcosa di ancora piu’ violento. Non sarei sorpreso se i gruppuscoli eversivi presenti nel paese usino la situazione per nuovi attentati. Sono nuclei ridotti ma che hanno rapporti anche in altri paesi (compresa l’Italia) e sfruttano talvolta legami con il crimine. Due scenarI: 1) attacchi dimostrativi con lettere bomba. 2) omicidi. E’ gia’ avvenuto in passato. E solo per ricordare a chi lo avesse dimenticato i violenti hanno gia’ provocato la morte di tre poveri impiegati di banca, asfissati nel loro ufficio incendiato con le bottiglie molotov (era il maggio 2010). GUIDO OLIMPIO (Corriere della Sera)

  2. Le immagini che arrivano da Atene fanno veramente paura. Per me, totalemte ignorante di economia e politica, è difficle capire cosa ci aspetterà, se il pacchetto “lacrime e sangue” passerà, e anche se questo non dovesse avvenire.

    Riusciranno a votare prima che il Parlamento venga dato alle fiamme? :(
    Sembrano così pochi quei polizziotti…

  3. Viste le immagini in televisione: impressionanti. Non è una dimostrazione di piazza, sembra già una guerra civile.

  4. “Io separarei il giudizio su iniziative politiche/economiche dalle reazioni della piazza. la protesta e’ legittima al 300%, ma mai puo’ giustificare la violenza. che senso ha bruciare 7 edifici nel centro di Atene, compresa la biblioteca dell’Universita’. mi viene da dire: chi lo fa e’ ben contento che ci siano gli “squali” di Wall Street”. (sempre Guido Olimpio)

  5. Stanno all’anarchia.
    Le manifestazioni civili hanno sempre preso le distanze dai black-bloc, adesso in Grecia li hanno accolti con entusiasmo quando sono arrivati.
    Il discorso di Guido Olimpio ormai non vale più, prima….. adesso non più.
    Sono esasperati, è la morte di una popolazione. Sono le guerre moderne: ora non ti mettono in ginocchio con le bombe al fronte ma impedendoti di vivere. Anarchia, stanno all’anarchia….l’hanno capito??
    A quel punto si scatena di tutto…la guerra civile è PEGGIO di quella al fronte.
    Qualunque decisione europea andava presa PRIMA…… ormai è tardi, è ovvio che non hanno tutti quei miliardi da restituire ormai.

    Ora forse se ne accorgeranno che tutte queste sviolinate a Monti…. ma che ha fatto?! scusate eh. Sarebbe una manovra questa?? io voglio vedere a primavera quando la gente i soldi delle tasse non-li-avrà! speriamo che lo capiscano Monti & company…. o sarà questione di tempo andrà a finire molto male per tutta l’europa…….

    1. purtroppo hai ragione… tutti quelli delle sviolinate al nuovo messia (il finanziere monti) o stanno bene o non hanno capito niente…

  6. Napolitano non ha mentito: l’Italia non è davvero come la Grecia. In Grecia hanno capito, noi ancora no. Infatti ci sentiamo tutti greci e molto solidali … da lontano viene bene.

  7. E’ da meravigliarsi del contrario Sissi. Una cosa è annunciare una stretta di cinghia, un’ altra è annunciare il digiuno ad oltranza. Nessuno intende accettare di buon cuore, una drastica (dal 30 al 70 percento) riduzione degli stipendi, figuriamoci il licenziamento in tronco. Chi non ha niente da perdere è capace di tutto, quindi si può capire la violenza in Grecia. Ovviamente non accettarla.

  8. Sono almeno 40 gli agenti feriti, di cui due in modo grave, negli scontri a piazza Syntagma ad Atene, il cuore della manifestazione che ha portato in piazza 100mila persone contro il piano di austerity che alle 23 il Parlamento dovra’ votare per scongiurare il fallimento della Grecia. Almeno 12 gli edifici in fiamme, inclusi la biblioteca dell’universita’ e alcuni storici cinema. Le zone piu’ colpite sono piazza Korai dove sono stati dati alle fiamme un caffe della catena americana Starbucks e una filiale della banca greca Eurobank.

  9. Non hanno capito niente…. adesso forse si stanno svegliando.
    Certo nemmeno prima si poteva andare avanti così, ma era da capire immediatamente…. che siamo caduti dalla padella alla brace (altro che ‘sacrifici’). Già c’era una crisi pazzesca…. e hanno dato questa valanga di tasse senza fare niente per il lavoro, lo sviluppo!! allucinanteee…………
    Io comunque ormai ho perso la fiducia in tutti: vai a capire che c’è dietro… a questo punto. Se non era già tutto previsto.
    Ma l’Argentina chi l’ha fatta fallire?? La Banca Mondiale! col cavolo che l’hanno aiutata, preferendo per i loro comodi pensare alla turchia….
    QUESTA è “l’europa unita”…… su queste basi ma che ti aspetti: crolla…. come i loro intrallazzi economici del c…xxxx.

  10. Spero che un giorno, a palle ferme, capiremo meglio questa situazione. Per il momento vedo cose completamente incomprensibili. L euro doveva essere il fondamento per uno sviluppo globale dell Europa. Stati indebitati fino al collo che cercano strategie vincenti insieme ad altri che fanno finta di aiutarti. Un disastro. Sono disgustato.

  11. Certo che in un clima infuocato (giusto per mantenersi in tema) la presenza dei Black bloc non aiuta affatto, anzi…non so ancora l’esito del voto in parlamento, ma se è vero che la Grecia è arrivata al punto di non ritorno, qualsiasi scenario si apra c’è poco da star tranquilli.

  12. Ho la brutta sensazione che, la mia vita si stia riunendo con il principio. Vorrei tanto sbagliare, ma ricordo della guerra è ancora presente.
    Maledetti potenti, maledetti guerrafondai, non vi rendete conto il male che avete fatto e che seguitate a fare all’umanità. Solo per sporchi interessi continuate a promuovere guerre e seminate morte.
    Maledetti! Un giorno arriverà pure per voi la fine e porterete il tormento delle vostre malefatte.

  13. Grecia: i contenuti del piano appena approvato dal Parlamento. Il pacchetto prevede una radicale riforma del mercato del lavoro, con una profonda deregulation; una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito e un taglio delle pensioni; una drastica economia di spesa in settori come la difesa, gli ospedali e le autonomie locali; la vendita dei gioielli di famiglia, come le quote pubbliche in petrolio, gas, acqua e lotteria. In cambio, il progetto di accordo tra la Grecia e i suoi creditori internazionali prevede il via libera al nuovo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro, con la possibilità di usufruire di 35 miliardi di prestiti dal fondo temporaneo salva-Stati Efsf, che andranno ad aggiungersi ai 4,5 miliardi dei ricavi dalle privatizzazioni e ai risparmi.

    La tv ha riferito di violenze anche a Corfù, Creta (a Eraklion) e Salonicco, dove 20.000 persone avevano marciato contro l’austerità. Una banca è stata data alle fiamme nella città di Volos, nel centro-nord del Paese. Scontri anche ad Agrinio (Grecia centrale).

  14. La sfiga dei Greci è stata quella di non farsi pagare i diritti d’autore per tutto quello che ci hanno regalato.

  15. IL PIANO DI RIENTRO – Una radicale riforma del mercato del lavoro, con una profonda deregulation e una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito e un taglio nelle pensioni. Drastica economia di spesa in settori come la difesa, gli ospedali e le autonomie locali. Vendita dei gioielli di famiglia, come le quote pubbliche in petrolio, gas, acqua e lotteria. In cambio, il progetto di accordo tra la Grecia e i suoi creditori internazionali prevede il via libera al nuovo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro, con la possibilità di usufruire di 35 miliardi di prestiti dal fondo temporaneo salva-Stati Efsf, che andranno ad aggiungersi ai 4,5 miliardi dei ricavi dalle privatizzazioni e ai risparmi.

    E’ una cosa orrenda: hanno condannato a morte un popolo.
    Gad Lerner ha intitolato semplicemente: è uno schifo quel che stanno facendo alla Grecia. Sì anch’io sono disgustata…veramente. L’Europa ha fallito, ne prendessero atto i grandi Finanzieri, Banchieri, Lobby, e tutti i Poteri Occulti…. rovina del mondo. Non ha compiuto quella che era la sua ‘missione’, il suo ruolo…nel mondo. E lo sanno benissimo….loro.

    Non a caso nel ‘700 sono nate grandi personalità, non ‘solo’ l’Illuminismo – grande impulso risvegliante ma prettamente materialista e scientifico – ma anche Hegel, Goethe, Beethoven… e QUEGLI impulsi andavano seguiti; a seguire Steiner che disse chiaramente si sarebbero abbattute gravi calamità se l’Europa non avesse seguito il suo corso, la sua centralità culturale…basata su una fraternità umanistica con la triarticolazione sociale. Infatti….sono arrivate due guerre mondiali, il fenomeno del Male assoluto come il nazismo, e adesso di nuovo: lacrime e sangue, distruzione, una nuova guerra tutta economica che crea morti ogni giorno, in una parola il più completo fallimento….europeo. I “modernisti”, tutto sommato rimasti all’800 tanto son moderni, in realtà lo sanno. Dovranno capirlo prima o poi… dopo le lacrime e il sangue che avranno sparso.

    In attesa di un nuovo Umanesimo di cui questi nuovi esponenti al governo, ns. maestà i banchieri, non hanno neanche la minima idea: sono veramente soltanto dei tecnici

    (Walter, non ho capito: “il contrario”..di che? dico davvero, mi riferisco al tuo commento di ieri, ma non ho capito)

  16. Da Repubblica – Gad Lerner

    Questo articolo è uscito su “La Repubblica”.
    Davvero qualcuno pensa di salvare l’Europa così, spezzando le reni alla Grecia? Proprio a ciò stiamo assistendo, con disagio crescente: l’illusione nefasta di restituire Unione politica al Vecchio Continente con il bastone dell’austerità. Calpestando la rivolta di piazza Syntagma e contrapponendo un Parlamento prigioniero al suo popolo affamato.
    La sequenza di provvedimenti dettati dalla Troika al governo di Atene ricorda l’indifferenza del boia piuttosto che non l’abilità del chirurgo. Questa entità burocratica, la Troika, composta dalla Commissione di Bruxelles, dalla Banca centrale di Francoforte e dal Fondo monetario di Washington –il cui nome sinistro evoca la giustizia sommaria del regime stalinista- si propone di erigere un firewall, cioè un muro antincendio, come estrema difesa dell’euro. E pazienza se al di là di quel muro sono i greci a bruciare.
    Dietro la Troika che ogni giorno inasprisce le sue richieste di sacrifici -non basta, non basta, non basta- si riconosce inconfondibile la sagoma dominatrice della Germania. “Non dobbiamo dare l’impressione che non debbano sforzarsi”, ha dichiarato ieri il ministro tedesco dell’economia, Wolfgang Schaeuble. Aggiungendo che la Grecia rimarrebbe in Europa anche se ritornasse alla dracma. Prospettiva, questa, che ormai gli avvoltoi della finanza internazionale sembrano auspicare, desiderosi solo di mettere al riparo le banche e gli hedge fund che fino a ieri speculavano sul debito di Atene.
    Sono gli stessi gnomi che tre mesi fa posero il veto al referendum indetto dal primo ministro socialista Papandreou, allora con buone chances di vincerlo, nella speranza che la difficile scelta di restare nell’eurozona venisse cementata dal suffragio popolare. Come è noto Papandreou fu costretto a cedere il posto al tecnocrate Papademos, uomo di fiducia di Francoforte. Ma ora neanche questo basta più. La Troika non vede di buon occhio la scadenza del prossimo mese d’aprile, quando i greci dovrebbero eleggere democraticamente un nuovo Parlamento e un nuovo governo. Teme che la volontà popolare contraddica il piano di lacrime e sangue cui ha vincolato la concessione di ulteriori prestiti. Esige un commissariamento della sovranità nazionale che non è previsto da alcun trattato, e quindi delinea una nuova forma di colonialismo il cui dominio si fonda non più sugli eserciti ma sul debito.
    L’europeismo rigoroso e solidale che mira a una vera unione politica e fiscale, esce umiliato da questa tragedia greca che i governi di destra, a Berlino come a Parigi, hanno lasciato degenerare, temo, per fini pedagogici: colpiscine uno per educarne cento.
    La stessa ragionevole constatazione del presidente Napolitano –“l’Italia non è la Grecia”- suona come un’estrema autodifesa. Perché è vero che disponiamo di risorse ben maggiori in confronto al vicino ellenico, la nostra società sta sopportando meglio la cura del risanamento, e le forze politiche garantiscono una maggioranza irrequieta ma solida all’azione del governo Monti. Ma la bancarotta che sta accelerando l’uscita della Grecia dall’eurozona rende meno probabile la tenuta della coesione sociale in casa nostra, mentre sospinge l’establishment sovranazionale a insinuare che anche le elezioni italiane del 2013 giungano troppo presto, nuocendo alla continuità dell’azione riformatrice.
    L’Italia non è la Grecia, d’accordo. Come reprimere però il disagio provocato dallo spettacolo di una nazione costretta a licenziare, tagliare gli stipendi, rinunciare a prestazioni sociali essenziali, il tutto per pagare gli interessi sul debito, ma sapendo che ciò non comporterà alcun rilancio della sua economia? Finora ha prevalso fra noi un atteggiamento di distacco nei confronti delle sofferenze dei greci: in fondo se la sono voluta, avevano truccato i conti, vivevano al di sopra delle loro possibilità… Neppure i sindacati italiani, come del resto le altre confederazioni europee, hanno manifestato solidarietà internazionalista, resi diffidenti anche dalle forme violente che ha assunto la protesta sociale in Grecia. Ma di fronte allo strangolamento in atto, non occorre richiamare gli antichi sentimenti filo-ellenici del romanticismo e della carboneria –da Lord Byron a Santorre di Santarosa- per sentirsi coinvolti nel destino di un paese a noi così prossimo. Se questo è l’esito ultimo delle politiche d’austerità che privilegiano il pagamento del debito, coloro i quali hanno davvero a cuore la prospettiva europeista, non devono forse correre ai ripari?

  17. Splendido eh? questo articolo. La spietatezza cinica…. descritta chiarissimamente.
    Siccome i greci tutto questo lo sanno, l’hanno capito…. ecco perchè bruciano Atene. La Grecia è GIA’ morta.
    Altro che fratellanza e triarticolazione sociale, qui c’è un desiderio di potere e di predominio per cui non gliene frega niente di niente: sotto devi stare! sta bene l”oligarchia’ e tu obbedisci, punto.
    A livello mondiale…….
    Perchè quello che rimane da capire….. è quando dicono che se fallisce la Grecia ne risente tutta l’Europa e perfino l’America – tant’è che Obama ha ‘accarezzato’ Monti di recente…. preoccupatissimo, pare, che se non ce la facciamo noi va giù pure l’America. E ma allora? pare un controsenso..con l’articolo di cui sopra. insomma speculano sulla Grecia o ne risentono del fallimento? delle due cose l’una…
    A meno che…. ed ecco “il segreto” dov’era… vanno giù i “paesi” – l’america, quelli europei…tutti, intesi propriocome “paesi”, dai governi alle popolazioni…. mentre chi non va per niente giù sono i grandi poteri mondiali che intendono, con queste “manovre” tecniche…piegare tutto il mondo direttamente….proprio tutto il mondo… al nuovo ordine mondiale.
    Ecco dov’era “il segreto”…capite? con tanto di lacrimucce in tasca.

  18. Quasi 90 anni e nessuna paura. Manolis Glezos, politico di sinistra ed ex partigiano, è da sempre in prima linea. E così anche domenica è andato in piazza Syntagma per protestare contro l’ennesimo piano di rigore voluto dall’Europa e dall’Fmi. Fuori dal Parlamento che stava discutendo le nuove norme, centinaia di migliaia di greci. E non appena sono cominciati gli scontri, Glezos non è arretrato. È rimasto con i suoi connazionali fino a quando intossicato dai lacrimogeni è stato portato in ospedale. Scrittore, ex partigiano e politico, Glezos è diventato famoso nel 1941, quando riuscì a intrufolarsi sull’Acropoli e ammainare una bandiera nazista. Il tutto mentre il Paese era ancora occupato. Da quel momento il suo impegno in politica è stato costante. Sempre presente nelle manifestazioni, anche negli ultimi anni. E poco importa se poi veniva colpito dalla polizia. Così è stato anche domenica. «Adesso basta», ha spiegato ai cronisti che lo interpellavano in piazza. «Non hanno idea di cosa significhi un’insurrezione del popolo greco. E i greci, al di là dell’ideologia, si stanno ribellando». Poi il fitto lancio di gas, l’ha fatto arretrare. E lo hanno portato in ospedale. E su internet è scattata la solidarietà. Fotografie che lo ritraggono mentre i poliziotti lo colpiscono.

  19. “Lascetemi sogna’
    co la penzione in mano
    lasciatemi sogna’
    so ‘n itajano”

    Aho! ner piatto de li spaghetti, invece de mettece du telline co du lupini mo ce metto le cocce così me inzogno du telline vere.

  20. …questa foto mi emoziona da morire, nella sua tragica forza è bellissima, mi fa venire i brividi, un manifesto!!…vecchie e nuove generazioni SANE ( non quegli idioti teppisti dei black block ) insieme con degli ideali comuni a dire NO, NON POTETE TRATTARCI COME PECORE, NON POTETE FARCI PAGARE I VOSTRI ERRORI !!
    Pazzesco un uomo di 90 anni tenuto a stento per il collo da un poliziotto forse 20enne..deve essere parecchio incazzato…

  21. Marce’, me sa che ciai raggione. Ho visto accosto a casa ‘n vecchiarello che pe difenneme contro ‘n orco giovinotto, L’orco è scappato e io so arimasta de stucco. Er vecchiarello ( tra du mesi fa centanni) s’è fatto ‘na risata a la faccia dell’orco propotènte.

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