La regina triste e il paradiso di cartapesta

Alla vigilia dei Grammy Awards, il mondo della musica deve dire addio a Whitney Houston. La cantante e attrice americana è morta all’età di 48 anni. Il suo corpo è stato trovato in una stanza al quarto piano di un hotel di Beverly Hills, a Los Angeles. La precoce scomparsa di Whitney Houston purtroppo era attesa. Tanto è stato repentino il suo successo, quanto il suo declino. La forza della sua voce nulla ha potuto contro i suoi problemi personali.  La Stampa

Erano gli anni ’80, una vita fa. Fra le tante straordinarie cose che mi sono capitate c’è stata anche una notte al Beverly Hills hotel. Ricordo una stanza da sogno, tutta rosa, con una vasca da bagno proprio vicino al letto, americanate insomma. Sconvolto dal fuso orario, all’alba uscii da quel “paradiso” e presi a passeggiare convinto di scoprire Los Angeles e invece mi ritrovai in un deserto dorato popolato solo da ville indescrivibili. Ero più giovane allora e rimasi stordito da tanto lusso, il vertice del lusso. Una villa dopo l’altra, per chilometri. Pensai: “che vita!” senza considerare che era tutta cartapesta, come nei film. Ho ripensato immediatamente a quel “paradiso” quando nello stesso albergo hanno ritrovato il corpo senza vita di  Whitney Houston, un’autentica regina. Così bella. E così fortunata da vendere 170 milioni di dischi, ma  così sfortunata da perdere un matrimonio e l’amore del padre. Già,  cartapesta: come lo è stato il mondo di Jacko o di Amy. La grande Whitney, una delle pochissime artiste che mi facevano emozionare, è stata sul palco fino all’ultimo nonostante la devastazione fisica. Tre giorni fa ha cantato “Yes, Jesus loves me”. Sicuramente. Come è vero che è più difficile  vivere che morire.

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45 thoughts on “La regina triste e il paradiso di cartapesta

  1. ..grazie Pino, di questo piccolo frammento, seppur triste…ci fa apprezzare ancora di più la realtà casalinga e così nostrana di noi, gente “comune”….
    almeno per me, è così…
    grazie, Whitney, di averci regalato le note di un usignolo…
    saranno gli angeli , d’ora in poi, a sognare con la tua voce..

  2. Los Angeles una città orrribile , Piena di ville e nulla piu’ , di notte di fronte alle discoteche decine e decine di poliziotti che tenevano sotto controllo scalmanati che volevano entrare, girare per la strada di notte dava una certa inquitudine .
    Lei regina del Pop , oltre alla dipendenza soffriva di depressione ecco la trappola , per soffocare la depressione si sollevava con le droghe , invece avrebbe avuto bisogno di amore e di cure vere .

  3. Ma che vuol dire cartapesta?! che vuol dire la ‘realtà casalinga di noi comuni mortali’??
    forse noi comuni mortali non ci ammaliamo e non moriamo? prima o poi? anche una casalinga o l’impiegata alle poste può essere depressa o alcolizzata. (anzi…a mio parere ci sarebbero perfino più motivi per esserlo, ma questa è un’impressione soggettiva).
    E il mondo di cartapesta non esiste forse dappertutto? se la gente, la maggior parte della gente, è falsa… cosa cambia se lo è su un set o dentro un ufficio??? anzi… anche qua: perlomeno il gioco deve valere la candela…no, in certi casi. Pensa in ufficio o alle poste, già c’è da sopportare un lavoro terrificante per la noia, pensa sopportare pure tutta la “cartapesta” annessa e connessa, cioè altrettanta falsità… con l’unica differenza che è su livelli più bassi e in cambio di niente (in cambio di un cartellino da timbrare), mentre almeno di là la si sopporta in cambio di un film e tanto altro ancora.

    Se poi arriva il “vuoto” esistenziale – che può arrivare sempre e comunque a tutti e dappertutto – perlomeno ci sono delle gratificazioni….in parallelo: successo, un lavoro affascinante e gratificante, viaggi e vacanze.
    Ergo…i miei interrogativi di cui prima rimangono totalmente insoluti (e temo che ci rimarranno a vita).

    1. Sissi, mi riferivo all’ambiente , lussuoso e al tipo di vita, della gente del cinema……soprattutto americana., o come lo si chiama, il “mondo dorato di Hollywood “..non è certo uguale alla nostra , di comuni impiegati o dipendenti statali.
      certo che anche fra noi c’è stress e depressione..e droga, e condivido ciò che dici, ma lì è tutto più esasperato..
      Insisto sulla “realtà casalinga” , per me è un termine che comunque rispecchia di più il mio modo di vivere e di essere (se pur non sono casalinga)…e , seppur condivido ciò che dici, per quanto mi riguarda sono cose lontane anni luce , non mi riconosco assolutamente ..e non mi sono certo risparmiata (e non mi risparmio) nella mia già lunga vita.
      Forse perchè pur lavorando strenuamente, amo ciò che faccio, amo il mondo, amo la vita, la natura, gli esseri umani, i miei 4 figli e i miei sette nipoti…..e penso che sia così anche per molti altri, non è detto che ci sia depressione, ad ogni angolo, cerchiamo di voler vedere anche il sole, ..qualche volta.

      1. purtroppo la depressione quella vera la depressione “maggiore” non ti fa vedere il sole, la vita, ti spappola la vita anche se sei nel lusso , nel benessere, probabilmente non aveva cio’ di cui aveva piu’ bisogno

  4. …di cartapesta significa finta…una felicita’ finta… invece c’e’ chi crede che quella sia la felicita’…. la felicita’ sta dentro, non fuori di noi….

  5. Eh sì vabbè..’la felicità sta dentro’: ma mica può stare sempre tutto dentro… La libertà può essere uno stato interiore, perchè l’ho sperimentata: è come liberarsi del “burattino”, e si sale di gradino…o di gradini… ed è proprio fantastico. Però, pure quella, mica può stare solo dentro, insomma io è con questo “solo dentro” che ce l’ho, invece per me è tutt’e due, fifty-fifty: dentro e pure fuori….io so solo che ogni volta che ho sperimentato quelle (poche) gioie mi venivano dall’esterno, non da dentro.
    Poi dici il fintume, Roberto? capirai, manco ci fossero in giro sti contenuti profondi…. una banalità che uccide ogni giorno con la quotidianità ordinaria…che altro che depressione poi.

    Comunque mi sa che non mi sono spiegata: Renza, avevo capito che ti riferivi al “mondo dorato” di Hollywood e suoi eccessi – e certo che è lontanissimo da quello ‘parastatale’, purtroppo – ma, oltre a ciò che ho già fatto notare, e cioè il fintume sparso in giro anche qua, correlato anzichè di eccessi, di piccinerie…il che per me è ancora peggio, comunque la domanda è un’altra: perchè finiscono tutti/e alcolizzati, drogati, depressi, quando hanno…tutto? è questo che non riesco a capire.
    E loro riescono perfino ad abbinare l’essere e l’avere con due cose in una.
    Un altro…non mi ricordo chi di un importante gruppo rock, si è suicidato… e quando hanno mandato una sua intervista diceva di rimpiangere i tempi in cui non era famoso e andava a comprarsi le cose nei negozi dell’usato, vintage… adesso aveva miliardi per poter fare quello che voleva ma era profondamente infelice (e infatti poi si è suicidato).
    Non lo so, non riesco a capire qual’è il meccanismo che si instaura…sento di intuire qualcosa..ogni tanto, poi ho il terrore dei moralismi e dico no: tutti “contentini”….in giro, distribuiti come i volantini, per acquietare le (in)sofferenze altrui….. (e scappo a gambe levate).
    Non lo so, forse ha a che fare col disordine (di vita). Che lì si instaura fin da subito, e in altri ambiti per forza di cose…meno. Allora posso capire che dopo un po’…tutti questi eccessi…magari provocano qualche squilibrio, insomma si perde un po’ il senso della realtà, depressione ecc. Anche se è un po’ vaga come sensazione, non è che riesco a portarla bene a livello di coscienza ancora, insomma lo penso così-così. Perchè in realtà continuo a pensare che staremmo tutti molto meglio in barca in costa azzurra senza depressioni…all’incontrario! no? ;-)

    e soprattutto…svolgendo un lavoro con vera passione, diventando dei semidei. voilà!
    (per oggi avrei finito che capisco troppe cretinate tutte insieme…ho comprensione pure per voi:)))

    1. la risposta sta proprio… in quell’interrogativo… insomma se hanno tutto perche’ sono depressi? gia’, perche’ quello non è tutto, i lustrini non sono tutto, sono solo la parte superficiale della vita e non danno certo felicita’

      1. Forse hai un po’ ragione…però si tratta pure di seguire le proprie inclinazioni, non è solo un discorso di lustrini. E allora perchè i politici non sono depressi? non è una vita finta pure quella? che ne so penso a talenti straordinari, voci meravigliose… e tutta la vita che vi è annessa ed è inutile: continuo a pensare che non può…non essere la felicità. O avvicinarcisi molto. Solo che poi appunto finisce così, ma credo che ci siano altri motivi però…prima o poi lo capirò. (forse tendono ad essere così fin dall’inizio, e si ritrovano tutti insieme inseriti in ambiti che corrispondono..come impulsi dell’anima sia creativa… sia di spessore e introspettiva…sia di altrettante fragilità però. Proprio perchè sono così…insomma una doppia anima, tanto frizzante e su di giri, magnificamente viva… tanto fragile e tendente a depressioni, alcol ecc.
        Ecco, dev’essere così. Il disordine, poi, ha a che fare pure con tutto un disordine che è anche emotivo, interiore, secondo me.

        1. continui a farti domande che contengono gia’ una risposta, il successo non significa felicita’, e’ solo successo, agli altri sembra che hai tutto e magari ti manca l’amore, quindi non hai niente

          i politici depressi? ma per carita’, per fare politica bisogna avere il pelo sullo stomaco, quelli fanno deprimere noi…

      2. perchè la depressione è una malattia , come il cancro , che non si combatte coi soldi e il lusso, anzi caso mai è un aggravente perchè nonostante tutto stai anche male

  6. (P.s. sempre Renza: e comunque io invece stavo molto meglio in altri ambiti più vicini simili a quello, sperimentato. Quando ho rimesso piede in un call-center…è stato un pugno allo stomaco! sai una ‘separazione’ totale…fino al giorno prima le luci….la musica…sì è proprio un altro ambito lontano anni luce, per fortuna, dall’ordinarietà, è inutile.
    E ti dirò di più: una sera ho incontrato una mia ex amica di scuola-stage, che anche lei aveva ormai rinunciato – lavorava come segretaria ormai, in quel periodo. Beh, era sempre carina….ma l’ho notato subito che aveva perso quel… quella luce sul viso, quell’aria frizzantina sempre esaltata che poi avevamo tutti quanti, con le stelline negli occhi. Era carina- spenta, diciamo. ‘normale’…normale. Beh, chiusa parentesi, grazie, ciao a tutti).

  7. E’ vero Lorena, (rispondo qui a Lorena e a Roberto), infatti pensavo proprio a te, proprio ora, quando hai scritto: perchè era depressa, …e andava curata seriamente e con amore. Sì, la depressione è una malattia e ..pure gli psicofarmaci boh: vedi che lei li ha mischiati con la droga, o con l’alcol, ed è morta? e allora non riescono a capire e a curare nemmeno la depressione (i medici, ovviamente). E comunque deve avere una causa anche quella..quando hai tutto. Mi chiedo perchè l’anima si ammala… anche se hai tutto? manca l’amore…come dice Roberto? ma lei era sposata, aveva un matrimonio travagliato sì, ma comunque evidentemente lo amava. E Liz Taylor con 9 mariti? eppure era alcolizzata anche lei. E poi l’amore finisce… anche per la gente comune, mica dura in eterno. Insomma, vivono come noi le delusioni della vita (una separazione, un lutto), ma secondo me hanno una marcia in più nel loro talento… e nelle chance di vita per ‘tirarsi su’, come dire.
    Poi, nessuno mi leva dalla testa che oltre all’anima divisa in due e più fragile del comune, è proprio quando si invecchia che cominciano i guai. Si perde la giovinezza e la bellezza, e poi ormai già sai tutto…conosci quasi tutto… tutto si ripete, diventa ripetitivo. Ci aggiungi il lavoro che non va più come prima…e non trovano più un senso all’esistenza (ecco pure la depressione). Tutte cose che tanta gente accetta normalmente senza tante storie, e invece c’è chi non lo fa, e cade in depressione. Comprensibile…comunque. Perchè dopo un po’… boh penso si stuferebbe chiunque di una vita sofferta, hai voglia a curare… vedi che infatti finisce mischiato con alcol e droghe’ è così, secondo me è proprio un modo ‘travagliato’…di concepire la vita.

    (e la politica ce lo peggiora… ;-)

    1. Sissi cara dolce Sissi , temo che stiamo confondendo un mal di vivere , con una vera malattia , il limite fra la normalità e la malattia è molto sottile e fragile molte volte invisibile anche agli occhi piu’ attenti, puo’ essere che lei avesse tutto ma che questo tutto non le bastava rifugiandosi nella droga, ma siccome si è parlato di depressione non si deve sottovalutare che la depressione vera che non scaturisce solo dall’anima ma dalla mente è cosa diversa . Poi ovvio c’è il vizio , l’insofferenza alla vita , la sfida , la paura del vivere tutto è collaterale , inoltre quando si vive in un mondo patinato fauto , dove i valori sembrano solo il possedere anche così non va bene, quando si a la percezione che tutto ti è possibile male ti adatti a questa inquitudine che ti assale . Per vivere in pace con se stessi a volte basta poco altre volte ti viene voglia di possedere tutto ed anche di piu’ ” non si vede bene che col cuore, L’essenziale è invisibile agli occhi”

      1. dolcissima che sei…tu!
        di vero cuore… come sei saggia… grazie per le belle cose che hai detto.
        ..e ‘l’essenziale è invisibile..agli occhi’. già.

        (un grazie anche a Roberto, saggio anche lui)

  8. l’unica cosa certa, certissima e’ che la depressione e’ una malattia, grave, bella la frase, e vera, che “e’ una malattia dell’anima”
    e cosa ne sappiamo noi dell’anima? quando si parla di amore si pensa al matrimonio magari e invece magari lei soffriva per il mancato amore del padre con cui ha avuto una lunga causa per i soldi…
    poi ci sarebbe anche da affrontare il discorso del vizio, spesso si prende la droga per vizio e in certi ambienti sembra che non se ne possa fare a meno senza rendersi conto che la droga porta alla morte, vale la pena di ricordarlo sempre senza apparire dei moralisti

  9. Comunque, è un dato di fatto che suicidi (e droga, e alcol) sono in aumento. Pare che nessuno sopporta più niente.
    Per questo quegli interrogativi di cui sopra mi rimangono…risolti così-così.
    Lei forse è andata giù per la droga…ma “perchè” lì in mezzo c’è un concentrato di depressioni e droghe, compreso l’alcol, proprio quando stanno felici e sereni?? vabbè, non ricomincio, tanto con me è un cane che si morde la coda, è inutile. Però è la causa che mi sfugge, è sempre la causa – ma certo, ogni caso è a sè, ognuno ha le sue (di carenze, di insofferenze, di sopportazioni, di problemi).
    Però, proprio per questo…il successo dovrebbe alleviarle…no? il successo, l’amore… insomma tutte le chance in più di vita in ambiti veramente un po’ speciali..e non solo all’apparenza. No, dici dipende tutto da..’dentro’?
    sarà. (mia madre ragiona come te…)

    1. certo che e’ tutto dentro… l’anima sta dentro…. e non si vede, mica e’ una ferita che si vede e si puo’ saturare
      il fatto e’ che tutto e’ relativo: bisogna vedere come ti rapporti con l’esterno, con gli altri
      c’e’ chi e’ felice con poco e c’e’ chi e’ infelice con moltissimo, significa che non ci sono regole
      c’e’ gente che non guarda quello che ha, ma quello che hanno gli altri: errore gravissimo perche’ ci sara’ sempre quello piu ricco piu bravo piu bello o piu intelligente
      spesso non ci sono cause

      droghe alcool e tutto il resto fanno parte dei vizi come si diceva, l’anima non c’entra, purtroppo ci si casca, e’ umano, importante e’ esserne consapevoli per poterne uscire in tempo

      ricordi quella foto?

  10. Sicuramente proprio la sua voce da brivido e la sua straordinaria bellezza sono all’origine dei suoi problemi personali. La storia si ripete, certi grandi artisti, deboli di carattere, perdono letteralamente il contatto con la realta’ e fama e miliardi diventano paradossalmente un tragico ed ingombrante problema. In questo caso droga e alcool sono ottime medicine che ti distruggono lentamente facendoti smettere di “pensare” e di “soffrire”. Tanti ne escono faticosamente ma credo sia molto complicato e difficile.

  11. whitney probabilmente e’ morta per eccesso di anima…. jacko e’ morto per eccesso di follia.. ma amy per esempio e’ morta per eccesso di vizio… come tanti altri in un mondo dove trasgredire sembra la regola… guai a prenderli come esempio, sono degli sconfitti

  12. Già…. ;-) dolce…
    sì ma infatti sono discorsi assurdi: tanto non lo sapremo mai. Come si può pretendere di fare l”analisi’ a distanza di persone che neanche si conoscono, come si può pretendere di capire cosa provano dentro… è assurdo.
    L’anima…io sapevo che l’anima è il ‘corpo astrale’, quello in cui vivono tutte le brame e le pulsioni… chiunque ha bisogno di farla respirare, chiunque. Però è anche vero che…spesso sono proprio quelle brame di vita – e a prescindere da quello più ricco e più bello, non è un discorso di competizione ma proprio di brama di vita – a intossicarla. Insomma sembrerebbe che ogniqualvolta c’è un abbandono…alle voluttà egoistiche della vita, al godere della vita… la risposta è depressione. Non a caso c’è gente che interiorizza di più…dal vagabondo di cui sopra ai grandi geni, o anche semplicemente leggendo poesie…ma interiorizzandole…che in qualche modo si salva da queste profonde depressioni.
    Poi però c’è pure Cesare Pavese…. (a proposito, con la poesia sul vagabondo! quella bellissima).
    Insomma è inutile Roberto…forse ho un po’ sfatato il mito del successo… ma continuo a pensare che ognuno nella vita deve trovare la sua strada e le sue inclinazioni. Fare qualcosa con passione. Altrimenti è l’inferno.
    Ed ecco perchè quando vedo persone che ci riescono…e la vita risponde…non mi capacito che non possano esserne felici. (però dipende pure da come se la vivono dentro, certo questo sì). O forse sono irresistibili pigrizie…esistenziali, spesso anche queste.
    Il bello è che avevo pure ‘cercato’ tanto…anni fa, – interiormente – per poi sprofondare in un materialismo…veramente da madame bovary. Chissà se è quello che succede anche a tanti di successo, non lo so.
    Non c’è una causa? secondo me sì, a tutto corrisponde una causa… e un effetto.

    (non so se siamo andati fuori tema, casomai Pino….ce lo dirà)

  13. Roberto, non concordo, tutte queste morti a mio parere hanno lo stesso denominatore comune. L’elenco e’ lunghissimo e tragico. Io come esempio fortunatamente ho una madre che e’ rimasta vedova a 34 anni e che ha tirato su tre figli con grandissimi sacrifici ma con il sorriso sulla bocca non facendoci mai pesare niente. ho grande pieta’ e rispetto per queste persone che soffrono veramente, ma a me fanno anche una certa rabbia. Hanno il mondo in mano e lo sbattono a terra calpestandolo!

    1. non è che lo calpestano…stanno male dentro. Se soffri soffri, non è che sia meglio piangere in rolls royce….
      il punto era capire perchè…. anche quand’è così, anzi pare un concentrato…. di depressioni e vizi tutti là. Questo.
      Non sempre, ma come dici anche tu, l’elenco è lunghissimo.
      e comunque, per quel po’ che li ho conosciuti io, più il mio ex fidanzato, più l’elenco noto…devo dire che gli attori sono quasi tutti giù, oppure hanno uno stato d’animo che va come un pendolo… o tipo elettrocardiogramma, su e giù, questa pure è un’altra caratteristica… ma non so perchè.

  14. Piccolo ot
    Pino un tuo collega del tg1 ha chiesto pochi minuti fa ad una anziana donna piangente che e’ senza luce da 4 giorni per colpa della neve: Come si sta senza luce (e di conseguenza senza riscaldamento) ? Che cavolo di domanda e’…
    ti prego fai qualcosa…

      1. Che volete che vi rispondo. Anch’io l’ho sentita quella domanda. E che devo dire, che va tutto a scatafascio, anche il mio adorato mestiere? La colpa non è dei giovani. Ai miei tempi (quanto odio dire ai miei tempi) per una domanda così minimo eri fatto fuori dal video per un mese. E c’è di peggio.

  15. “il mio fiore è effimero” si disse il piccolo principe ” e non ha che quattro spine per diferdersi dal mondo! E io l’ho lasciato solo!!!!
    Pure io sono rimasta vedova a 21 anni con due figlie , poi mi sono successe altre cosucce gravi , ma non mi sento di giudicare la sofferenza che porta al suicidio

  16. In cima

    Ognuno di noi
    deve amarsi tanto
    altrimenti sarà
    duro arrivare in cima.

    Da soli non è facile
    arrivarci.
    Ma ancora più difficile
    è restarci.

    Spesso bisogna
    rinunciare all’aiuto
    anche se ti senti finito
    ma da solo devi andare.

    Anche se il tuo corpo
    è coperto di ferite
    e i tuoi piedi sanguinano
    sai che non devi mollare.

    Un albero tenero s’è accasciato
    sotto il peso della neve
    ci ha lasciato…
    la bufera ha spezzato il suo tronco.

    Ora è libero e forte
    i suoi rami non temono
    il vento il gelo e la pioggia.
    Adesso il suo corpo è solo una quercia.

    franca bassi

  17. Grazie Franca! grazie di cuore, io non credo di essere un poeta ( sono un cinico per natura) e la tua risposta in poesia mi conforta e vale piu’ di mille analisi piu’ o meno logiche.

  18. Bellissima frase di Renza: “adesso canterà per gli angeli“. Beati gli angeli, più poveri noi senza la sua voce.

  19. scusate l’Ot (whitney ci perdonera’) ma questa e’ troppo grossa come scemenza…

    Il suo ideatore l’ha presentata come un omaggio alla numerosa e storica comunità italiana di Nogent-Sur-Marne, ma per tanti francesi non è altro che l’ennesima operazione di piaggeria politica per ingraziarsi la benevolenza del presidente Nicolas Sarkozy. Il prossimo maggio sarà inaugurata in una delle piazze principali della cittadina dell’Île-de-France una statua di bronzo, alta circa due metri, in onore di Carla Bruni. Costo del monumento: 80.000 euro, metà dei quali sborsati dai contribuenti francesi. L’iniziativa promossa da Jacques J.P. Martin, sindaco della comunità di 30.000 abitanti e membro dell’UMP,il partito di Sarkozy, ha fatto storcere il naso non solo a buona parte dei residenti del comune attraversato dalla Marna, ma anche agli avversari politici dell’inquilino dell’Eliseo. Questi ultimi fanno notare che l’inaugurazione del monumento è prevista proprio nei giorni in cui si terranno le elezioni presidenziali francesi. La statua sarà opera della scultrice Elisabeth Cibot e dovrebbe immortalare l’immagine della première dame in tenuta da operaia, in omaggio alle dipendenti di un’antica “plumasserie” (fabbrica in cui si lavoravano le piume) che un tempo sorgeva a Nogent-Sur-Marne e nella quale lavoravano tante operaie del Belpaese: «Sarà un piccolo omaggio all’Italia», ha commentato entusiasticamente il sindaco Martin che ha rilevato come il monumento vorrà ricordare il contributo delle donne della penisola allo sviluppo della sua città. Ma l’opposizione comunale è insorta: «Ricordare le donne di Nogent con l’immagine di una persona che non ha alcun rapporto con la città è davvero di dubbio gusto – dichiara al quotidiano Le Parisien il socialista William Geib – È triste per le donne che fanno questo mestiere. Carla Bruni ha visto più piume di struzzo alle sfilate di moda che nelle fabbriche».

    1. INFATTI….. GROTTESCO.

      (mi sa che Sarkò continuerà a perdere voti… così. Intanto ha soltanto il problemino degli investimenti in Grecia, insieme alla Merkel: noi abbiamo investito 12 miliardi…ma loro molto molto di più. Ma poi si può ‘scommettere’ su una paese in fallimento? è una ‘manovra’ pure questa? tutti geni della finanza….insieme alla statua radical-chic come omaggio alla classe operaia?!?)

  20. Se n’è andata in una camera d’albergo a Beverly Hills,. L’hanno trovata senza vita alle 15,30 di sabato, dopo che per ore il suo comportamento erratico, gli abiti sgualciti, la difficoltà di parola avevano come sempre innescato rabbia e pietà fra gli addetti ai lavori che preparavano la consueta serata pre Grammy nella quale Clive Davis, il suo scopritore, avrebbe presentato sabato sera nuovi talenti.
    Povera Whitney, così brava così infelice. Così incapace di risollevarsi. Da almeno vent’anni aveva abbandonato quella brava bambina che era vissuta dentro di lei, maestra nel gospel come la mamma e la cugina Dionne Warwick, aveva scordato la propria innocenza e la virtù di un’ugola quasi unica al mondo, ridotta in un decennio a performances imbarazzanti, come può ricordare chi ha visto i suoi ultimi concerti: anche quello famoso sotto la neve delle Olimpiadi di Torino, nel 2006, quando fu il coro del pubblico a toglierla dall’imbarazzo.
    Disse Bobby Brown, suo marito dal 1992 al 2007 e secondo i più artefice della sua discesa negli inferi: “Whitney mi ha sposato per dare di sé un’immagine pulita”. Probabilmente alludeva al rumour secondo il quale Whitney era lesbica, e avrebbe usato con la spinta della famiglia questo poco raccomandabile personaggio che la facesse apparire “normale” agli occhi del pubblico.
    Il crack fece parte della sua vita, le distrusse la voce. Sembrava, due anni fa con un disco e un tour, che ce l’avesse fatta. Ma, come confessò lei stessa in un’intervista del 2002: “sono io il mio miglior amico e il mio peggior nemico. Sono io il mio diavolo”.

  21. Grazie Marcello, io non sono un poeta, scrivo solo le mie emozioni. E lei meritava tantissimo. Non siamo riusciti a darle l’amore il calore che le mancava. Un vero peccato averla persa così giovane.

  22. Il “National Enquirer” è stato sommerso dalle critiche per aver pubblicato in prima pagina la foto di Whitney Houston nella bara. La maggior parte dei media ha censurato l’immagine. Perfino Perez Hilton ha criticato duramente il tabloid. La foto deve essere stata scattata da un invitato o un infiltrato alla cerimonia funebre. Nell’articolo si sostiene che la cantante è stata sepolta indossando il suo abito preferito di colore viola, pantofole dorate e gioielli dal valore stimato di 500 mila dollari.

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