Il complotto contro il Papa: sembra un romanzo, invece è solo politica

Pare una trama alla Dan Brown che getta uno sguardo sinistro sulla fine del pontificato. Un cardinale ottantenne, grande elettore di Benedetto XVI al conclave del 2005, inoltra al Papa un appunto riservato in lingua tedesca per metterlo al corrente di intrighi di corte ma, soprattutto, di un complotto ordito alle sue spalle nel tentativo di portarlo alla tomba entro l’anno. Il Fatto

Già, sembra un romanzo. Invece è solo politica. Avevate per caso sentito qualcosa sull’attentato a Giovanni Paolo II prima dello sparo (forse) di Alì Agca? Avete per caso memoria di una qualche inchiesta seria sulla morte repentina di Papa Luciani, quello che si era messo in testa di ripulire lo Ior? Come la storia insegna i veri complotti si scoprono sempre dopo, quando sono avvenuti. Adesso c’è questa confidenza del cardinale Hoyos, trentennale amico di Ratzinger, che lo mette in guardia: il cardinale Paolo Romeo avrebbe parlato di vita breve dell’attuale Pontefice, diciamo al massimo altri otto mesi, per far posto a Scola, cardinale di Milano, tra i fondatori di Cl, per fare uno sgarbo soprattutto al segretario di stato Bertone che, dicono, in Vaticano non può vedere nessuno. Altro che romanzo. Siamo al gossip politico puro, attraverso il rituale massacro mediatico, con una novità sostanziale: ormai anche da via della Conciliazione escono documenti riservati. Chissà quante teste (porporate) adesso cadranno. Vero, non c’è più… religione.

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10 thoughts on “Il complotto contro il Papa: sembra un romanzo, invece è solo politica

  1. E meno male che era un documento strettamente riservato!
    Comunque credo anche io che sia un modo per far fuori politicamente Bertone….. sempre che questo presunto complotto, sia vero

  2. Dal latino Vaticanus, era uno dei tanti colli di Roma, dove adesso c’è la Basilica di S. Pietro… Il nome viene da “vaticanare” che significa PREDIRE, probabilmente perché nell’antichità c’era un oracolo su quel monte…

    un nome, una storia, una garanzia !

  3. Ma una volta non sapevi una notizia manco se ti facevi…frate. Mah, non c’è più il Vaticano di una volta: ha fatto la fine delle mezze stagioni.

  4. camplotti ,complotti , e ancora complotti bastaaaaaaaaa, ma sti’ Cardinali oltre che al voto di castità ,poverta ,scic, facessero voto di silenzio non sarebbe meglio ………….certo che Bertone ha avuto troppo potere

  5. Si vocifera che lo IOR (la Banca Vaticana) è al secondo posto come proprietà nel numero di Azioni societarie della Beretta Holding S.p.A. Quella dei fucili e delle pistole per intendersi, cioè il maggior esportatore al mondo di armi leggere.
    Questo si vocifera in molti blog e in qualche Social Network. Della loro presenza in Assemblee Annuali dei Soci Beretta Holding però, non si trova traccia. Misteri tonacali.
    Che c’ entra questo con il post? Beh, per fare parte delle elìte economiche, non si può odorare di santità, ma si vive sul rasoio degli intrighi. Forse il Papa li lascia fare, chi lo sa.

  6. Si sa anche, come ho ricordato nel post, che Papa Luciani invece voleva vederci chiaro. E’ durato trentatrè giorni.

  7. Me zompacòre, pe er granne potere de sto stato è puro ricco de misteri. Eppoi… quanno je serve nonzocché s’accommoda.

    ‘Na spina ner còre

    Drénto la città eterna ce so li sette colli,
    l’urioni, li quartieri, li suburbi, le zone
    e c’è pure Fiume che ce passa drénto.
    Quanno camino pe’ stà città
    quante storie antiche vorrei riccontà.
    Me viene ‘n mente ‘na storia strana
    de ‘na certa spina ner còre de Roma.

    Le città spess’e volentieri so martoriate
    dar potere e puro pe fa li quadrini.
    A morti rioni janno tajato le ràdici
    e a li borghi janno spuntàto l’ali…
    Co ‘n mischiétto de carte
    hanno sparecchiàto le case vecchie,
    pe méttece tocchi de marmo bianco, senza età…

    Sampiè …che delusione!
    Armeno Tu da drénto er cuppolone
    potevi ribbellatte e scatenà er putiferio,
    ma t’hanno tappato la bocca
    senza criterio.
    Me fa specie hai tradìto
    er sor Borgo Pio, lui te stava accosto.

    Nun hai arzato neppure ‘n deto
    pe daje agliuto.
    Pòro Borgo Pio lui t’amava!
    Indove è finita la fraternità,
    la storia e le case antiche?
    Ar posto de la spina, janno impostato a sintinèlla
    du file d’ obbelischi pe illuminazzione.

    Ma tu Borgo dije che le case vecchie
    co l’odore de li cammini
    lo preferivi a la puzza de le bancarelle,
    eppoi indove lo metti er subbùjo
    frettoloso de li pellegrini.
    T’aricordi quanno la matina te svejavi
    co er vocio de li regazzini?

    Quante scarpe se so conzumàte
    a risercià su li sampietrìni…
    Lo so Borgo mio,
    ciai la còllera drénto er còrpo.
    ‘Na voja de sfogatte e dije ‘n po’ de parolacce!
    Stabbono… stabbono nun te fa’ sentì
    dar potere… stabbono!

    Dije che pe er male che t’hanno fatto
    te piacerebbe
    segà er passetto,
    sampietro, inzieme ar colonnato.
    Dije che a te la spina ner còre
    te sconfifferava un fregaccio…
    e te serviva pe vive.

    Dije che da quanno
    t’hanno sfilata sta spina,
    pe corpa loro da la matina a sera
    seguiti a sanguinà drénto er còre.
    Dije che sei ‘na rosa e rivoi la spina.
    ‘Na rosa antica nun è rosa
    se nun c’ha la sua spina.

    franca bassi

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