Quei poveri turisti alle Maldive

Sono preoccupato e anche un pò turbato. Penso a quei poveri turisti italiani alle Maldive, così lontani da casa. In fondo cosa chiedevano se non un pò di pace: hanno attraversato letteralmente il mondo per potersi gustare un pizzico di sole anche d’inverno, quando qui c’è la neve. Giusto, sacrosanto. Immagino lo choc quando hanno saputo del colpo di stato e non mi è affatto di consolazione la garanzia del console “che non si sono accorti di nulla”. Vuoi che nei loro resort non sia giunta qualche notizia allarmante? Più tranquillizante la posizione decisa della Farnesina: “evitate Malè”, la capitale. In effetti un pò di subbuglio da quelle parti c’è: addirittura una manifestazione con la polizia che spara peperoncino spray che manco a Genova. La colpa è tutta dell’ex presidente Nasheed che si è fatto trovare in casa cento bottiglie di liquore. Immagino la spesa per telefonare a casa e rincuorare i parenti. Fino al prossimo volo per tornare perchè gli aeroporti funzionano regolarmente. Poi, vuoi mettere i raccconti.

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38 thoughts on “Quei poveri turisti alle Maldive

  1. Ma no, tranquilla. Il colpo di stato perchè da quelle parti si usa così, mica ci sono le elezioni per sostituire il leader. Ma poi al presidente forzatamente deposto hanno trovato pure una riserva di alcol e in un Paese islamico è peccato mortale (naturalmente per amore dell’economia ai turisti invece è permesso).

  2. ah. non ho la pazienza di leggere tutto….ma certo che ora pure le maldive…ma ci sarà una parte del mondo tranquilla???

      1. sì certo figuriamoci: naturalmente io non corro questo “rischio”! :-(
        non è obbligatorio andare da nessuna parte…se è per questo…

  3. uhm..che umorismo storto stasera… ;))
    comunque in crociera non ci sono mai stata ma secondo me deve essere proprio noiosa… io dopo un po’ vorrei scendere mi sa

    1. Ironia, semplicemente ironia. E assolutamente generalizzata.

      Anch’io non sono mai stato in crociera e neppure mi piacerebbe andare. Ho attraversato molte volte il mondo, questo sì, ma sempre per lavoro, mai in vacanza. Già pensare di stare sull’aereo per dodici ore mi fa passare la voglia. Sono stato da quelle parti, infatti, per lo tsunami. Ed è stata dura.

      1. oh…scherzavo è, mammamia!
        io che non potevo andare alle maldive, walter con la crociera, mi sembrava di notare un certo scogl….mento… tutto qua.
        (ma forse mi ci sento solo io).

  4. La situazione comunque sta degenerando, coinvolti altri due atolli. La Farnesina insiste: usate cautela.
    Qualche giornale cavalca la rivolta, un pò perchè effettivamente le Maldive fanno sempre notizia, ma anche perchè – vi confido un segreto – gli inviati fremono per andare ;)))

  5. Ma solo per raccontare come si divertono e si rilassano i turisti nelle tiepide acque dell’ Arcipelago. Tutto ovviamente, dentro la notizia.

    1. Certo… Stavo nello Sri Lanka durante lo tsunami e un aereo della protezione civile partì da Colombo per le Maldive per recuperare i turisti (molti vip). Scherzando ho chiesto agli amici: veniamo pure noi giornalisti? E loro: ma non è successo niente lì! Appunto…. Ahò, capitasse una volta di fare una vacanza gratis ;))) A me non è mai successo. Ogni trasferta sudore piaghe e fame, ma sono contento così.

  6. Diciaaaaaamooolooo Vedi però, non ricordo tanto le bombe quanto i disagi. Per esempio, ecco, per andare in Libia: aereo fino a Istanbul, secondo aereo fino al Cairo. Poi in auto sgangherata quasi 1500 chilometri dentro una tempesta di sabbia pressocchè continua e poi cinque ore di fila alla frontiera egiziana. Una volta passato altra auto, stavolta libica con due shabab poco affidabili, e altri 700 chilometri per arrivare a Bengasi. Per non parlare poi di tre settimane di scarpinate nel deserto, 800 chilometri al giorno (rileggi bene le distanze…) Capisci perchè odio i viaggi e i viaggiatori?
    Una volta ho detto a un amico: sai qual’è la differenza fra noi? Che almeno a me…mi pagano, tu invece paghi addirittura. Non era una battuta.

  7. “…sudore piaghe e fame, ma sono contento così.” E puro pe scrivania le ginocchia. Mo te vedo puro arrampicato su sta cima de sta torre. Aho Gabbià, me riccomanno tiette forte. ;)

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