Tutte queste lezioni cominciano a stufare

Vabbè che sono professori, ma adesso con tutte queste lezioni cominciano a stufare. Il premier Monti accusa la monotonia del posto fisso, il ministro dell’interno Cancellieri rimbrotta i mammoni, quello del welfare Fornero (la signora dalla lacrima facile) rincara la dose mentre il suo vice Martone  parla di sfigati. Questi poveri giovani che sono disoccupati uno su tre insomma oltre al danno devono subire anche gli sberleffi. Intanto non è vero che ambiscono al posto fisso perchè il massimo oggi come oggi è di accedere a un impiego precario (forse non sa il super professore che la monotonia è la disoccupazione: provi a chiederlo ai suoi amici banchieri).  Poi scopri nello specifico che Martone non digerisce gli sfigati perchè uno con lo stellone come lui è più unico che raro, ma soprattutto che la Fornero ha una figlia, Silvia, che ha addirittura due posti fissi, mica uno. E dove? Nell’università di famiglia (Torino) dove insegnano toh papà e mammà. Ma certo lei è brava, se lo merita. Sicuramente lei è tutt’altro che sfigata.

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79 thoughts on “Tutte queste lezioni cominciano a stufare

  1. E ieri che a BLOB facevano vedere Monti che ripeteva: “troppo cuore…finora i governanti hanno avuto troppo cuore…”
    :-) ah! pazzesco…
    Dev’esserci veramente un nesso con lo stato di “ibernazione”: paragonando (sempre secondo la mia beneamata Triarticolazione..) uno Stato al corpo umano, l’Europa che geograficamente è il centro…tra le due polarità della Terra, rappresenta il cuore… ossia il centro tra le due polarità, testa e metabolismo, del corpo umano.
    Ebbene, il “cuore” si è ibernato. Appunto.
    Le lacrime della ministra…ibernate ;-)
    La figlia Silvia tramite i suoi studi (fanta)scientifici sull’eugenetica (?) ci riesumerà… in un futuro prossimo da definire.
    Sempre che non siamo troppo “sfigati” ossia degni…della ‘selezione naturale’ secondo Darwin :-(
    brrrrrr che freddoo!!! chiudete i frigoriferi!!

  2. che commento ci può essere se non quello di dire che ci governa una pura CATTIVERIA innata in queste persone CHE MERITA SOLO LA MORTE VIOLENTA NON ASSISTITA, TROPPA arroganza a non capire la reltà in cui versa questa povera nazione chiamata italia( minuscolo è d’obbligo), pagate l’abbonamento e tacete italiani, la rai vi dice quello che vuole comandata da loro,quando vi sveglierete è sempre troppo tardi, PECORE DI UN GREGGE SENZA PASTORE compresa me

  3. non vedo altri al momento !!!!!!!!, quanto al lavoro non credo di dire nulla di nuovo ma in europa c’è il lavoro flessibile da sempre , tutto dipende da come verrà organizzato.
    Se siamo arrivati a tutto sto’ casino la colpa è della politica che ha ucciso le speranze di tanta gente

  4. Sicuramente. Ma allora i tecnici facciano i tecnici, cioè s’inventino una soluzione invece di continuare a parlare: non servono cattedre, servono fatti. Sono stati messi apposta (perchè sono stati messi). Ma, si sa, la televisione fa male….

  5. Ho due lauree con 110 e lode a 30 anni le avevo gia conseguite entrambe…sicchè non mi sento affatto una sfigata!!
    Malgrado ciò non trovo lavoro, ho provato concorsi, fatto domande di stage e quant’altro a destra e a manca. Ho insegnato ma dopo la riforma Gelimini la scuola è diventata un miraggio.
    Dei miei colleghi hanno trovato lavoro, senza un giorno di esperienza…ormai la crisi è solo una scusa o perlomeno la crisi vale solo per chi è figlio di nessuno (nel senso buono)… per i raccomnadati crisi nn ce n’è stata e nn ce ne sarà mai…sono veramente delusa e se potessi tornare indietro nn farei più la scelta della laurea…nn serve proprio a nulla quando nn hai nessno che ti guarda le spalle…buona ricerca di una raccomandazione a tutti…

    1. Piccola Minù…no, ti scrivo solo per dirti che questo non devi dirlo: sii fiera delle tue DUE lauree, frutto di studio e intelligenza, mentre su altre lauree casomai si indirizzano i dubbi…su “come” sono state prese.
      Tutto quel che si è fatto rimane..come conquista personale. Questa è l’unica consolazione che c’è.
      In bocca al lupo… di cuore.

    2. le lauree una riserva personale , di impegno di cultura , ora occorre rimboccarsi le maniche incominciare a lavorare ed essere disposti a rincorrere il lavoro , il figlio di mio marito laureato informatico è stato anni anche in america , poi il momento era critico , è tornato in europa ora con coraggio lavora per una azienda americana facendo progetti di informatizzazione , ogni salto costa paura e coraggio , , ma si deve fare , è difficile molto difficile sperare di lavorare per la laurea che si è con fatica ottenuto . Non è piu’ tempo di fare scelte ideologiche occorre studiare sui bisogni reali .
      Non abbiamo mai avuto bisogno di raccomandare i miei figli , hanno sempre trovato lavoro da soli, con tanti tanti sacrifici e non sempre contenti , ma si doveva lavorare , mai pagato telefonini, mai pagato patenti , hanno fatto tutto da soli e si sono laureati anche lavorando

  6. Premettendo che la moglie di Cesare è al di sopra di ogni sospetto, ma i figli no, non credo sia possibile accettare critiche frettolose e appellativi da bar da parte di chi, anzicchè verificare con cura la presenza di scheletri e scheletrini virtuali in ogni possibile personale armadio, ha manifestato nel giro di poche settimane la più crassa mancanza di opportunità e capacità di comunicazione.
    Nel coacervo delle idiozie emesse a beneficio dei media da soloni dell’ultimissima ora qualcosa di interessante c’è, ma rimane sepolto dalla manifesta incapacità di farlo capire a chi serve, cioè alla gente. Compresi sfigati, mammoni, figli di paparino e mammarina.

  7. Scusate , io a 25 anni, senza raccomandazioni,mi sono preso una partita IVA uno scoperto di conto ed ho rischiato. Non stravedo per i tecnocrati ma oggi piu che mai la speranza dello stipendio sicuro diventa molto molto vana. Nei disastri della globalizzazione va incluso anche questo. Facciamocene una ragione. E paghiamo pure i disastri, oltre che degli evasori fiscali, di quei dipendenti Pubblici che fanno finta di lavorare e che rubano letteralmente lo stipendio. detto questo concordo con Pino, risolvano i problemi senza fare tanti discorsi con LA PANCIA PIENA.

  8. Ognuno ha la sua storia. C’entra sicuramente l’impegno, ma anche la fortuna. Nessuno può dare lezioni agli altri, men che meno se ha incarichi di responsabilità.

    1. sono d’accordo , questo governo, propio per il ruolo tecnico che ricopre, deve molto lavorare e poco parlare , ma lasciamelo dire, che anche i commenti attorno ad una parola sono esagerati !!!!

  9. Pino scusa ma cosa ti saresti aspettato , e lo dimostrano le scelte prese, da questo governo, comprensione ? Questi sono li a far tornare i conti . Dimenticavo, non sono ne ‘ricco ne’ un figlio di papa’ ,( l’ho perso che avevo 5 anni e senza ammortizzatori sociali.)

  10. Infatti chiedo questo: visto che chi fa i conti non ha anima, almeno la smettessero di dire fesserie. Scendessero dalla cattedra e si mettessero a lavorare.

    Sai, anch’io non sono nè ricco nè figlio di papà. Vengo da una famiglia popolare e sono riuscito a diventare giornalista perchè sono tanto cocciuto, senza santi in paradiso, e cambiando città (altro che mammà). Dopo una vita passata per guerre e arrivato a livelli alti nella professione ho appena una pensione decente. E un figlio (grande) disoccupato. Non precario, disoccupato. Perchè la sua azienda ha chiuso, semplicemente, come ne stanno chiudendo tante.

  11. Come sempre le lezioni arrivano da pulpiti di chi non ha provato quello di cui parla e soprattutto ha i figli tutti con il didietro al caldo e al sicuro. Chissà come parlerebbero o meglio, come agirebbero, se fossero i loro figli quelli disoccupati

  12. Pino oggi piu’ che mai il lavoro ce lo dobbiamo inventare. Paradossalmente, senza togliere nulla alle tue innegabili capacita’, anni fa era piu’ facile. Mio zio ha fatto i soldi a vendere cornici. Oggi se vendi cornici fai la fame. Si hai ragione ci vuole anche culo ma anche tanta determinazione. Purtroppo, in Italia non basta laurea, non bastano capacita’. Le aziende chiudono, licenziano e con questo cazzo di crisi non credo che a breve ne aprano altre per compensare l’offerta di lavoro. Mica sono scemi!

  13. In parte è vero, ma non è che una volta fosse tutto così facile. Io ho cominciato a scrivere su un giornaletto: eravamo addirittura 180 ragazzetti figurati. E sai in quanti poi siamo diventati giornalisti? In cinque o sei (con almeno sette-otto anni a lavorare…gratis). La selezione era durissima anche allora. Il problema di oggi indubbiamente è una crisi generale e generalizzata. E purtroppo davvero la differenza la fa quella che una volta si chiamava spinta, perchè i posti disponibili sono limitatissimi, non si sfugge. Ed è inutile far finta che non sia vero, sennò diamo ragione a quelli nati e vissuti al caldo. Non è colpa dei giovani se non hanno lavoro.

  14. ;-) “i tecnici… ma chi li ha chiamati?!”

    E’ proprio inaccettabile che da quei “pulpiti” si mettano a pontificare… proprio loro con i figli sistemati e raccomandati nell’università di mammà. E’ perfino peggio di un B.! almeno lui era coerente invitando a sposarsi uno ricco, non si metteva ipocritamente a pontificare.
    (non per difendere nessuno ma insomma…almeno la coerenza).

    OT Se non fosse tragica sarebbe comica: ci hanno martellato per mesi…che se crollava la Grecia sarebbe crollata tutta l’Europa, trascinandosi dietro l’Italia e così via, per MESI… abbiamo avuto l’incubo e il martellamento della Grecia che affondava… Ora è crollata… e praticamente non gliene frega niente a nessuno. (!!!???)
    “L’Euro sopravviverà anche senza la Grecia”.
    Scusate ma due sono le cose: questa o è follia… o c’è veramente qualcosa dietro che non sappiamo, a questo punto.

  15. Ho sempre pensato che chi dispensa lezioni dovrebbe essere il primo ad applicarle nella vita mentre chi parla tanto per far prendere aria alla bocca dovrebbe risparmiare il fiato, tanto più che le generalizzazioni dànno sempre estremamente fastidio.E’ vero che tante offerte restano disattese perché ci sono giovani che nutrono fin da subito altissime aspirazioni professionali e disdegnano perciò la gavetta; è anche vero che molti ( e non solo giovani) arricciano il naso quando si tratta di non avere almeno due fine settimana liberi al mese, e posso assicurarvi di averne incontrati diversi, in entrambe le categorie, nel corso degli anni passati in hotel. Ma “tanti” non sono comunque “tutti”. Io stessa non posso rientrare tra i mammoni perché con due invalidi in casa ho sempre preferito non allontanarmi troppo, rinunciando così a diverse opportunità. Chissà cosa penserebbero di me i professoroni….

  16. Avevo sentito la dichiarazione del Ministro Fornero ieri sera; stamattina mi sono svegliato con la notizia data dal GR alla radiosveglia e con l’idea di scrivere qualcosa in dissenso con quelle parole, soprattutto con la generalizzazione. Mi compiaccio che tu lo abbia fatto da par tuo: io neanche sapevo i dettagli familiari del Ministro, che certo non attenuano la rabbia.
    I giovani oggi desiderano esattamente quello che hanno avuto questi allora. La differenza è che oggi è meno facile che in passato. Salvo eccezioni.

  17. Pino io non incolpo certo chi non ha o perde il lavoro. Figurati! Cerco, sulla base della mia piccolissima esperienza di vita, di vedere una soluzione senza raccomandazioni e con un pochino di coraggio in piu’. Farabutti a parte, conosco piccoli datori di lavoro, artigiani specialmente che non dormono la notte per cercare di tirare avanti con dignita’ e senza licenziare nessuno. Per quanto riguarda l’ odiosa usanza delle raccomandazioni stenderei un velo pietoso. L’Italia la pratica da decenni nel pubblico (voto di scambio) e nel privato. ricordi Nanni Loi ? mi manda Picone…1983

  18. Io credo che l’unica cosa intelligente sia di non generalizzare.
    Non mi pare proprio il caso di approfondire questioni private, ma certamente – come ho già detto – ognuno ha la sua storia personale.
    Sono d’accordo con Marco: non è che questi giovani siano peggiori di quelli di una volta. E che tutti quelli che non riescono a trovare lavoro sono degli sfaccendati o, peggio, smidollati. Hanno semplicemente un destino diverso in una situazione nazionale (e mondiale), come diceva Sissi, da brivido.

  19. eccomiiii….
    Grandeeeee!!!!!!!! :-)

    …”liberami dalle ragioni per cui
    preferiresti piangere
    preferiresti volare”

    ma sì torniamo agli anni ’70…che scendano i burocrati dai loro piedistalli… ci stanno svuotando l’anima!

    Altra dedica: a voi, The Doors……….
    (la scena del tacchino…. ;-)

    e Andy Warhol party….

    non c’entrano niente lo so!
    ma quest’epoca proprio…non mi piace neanche un po’.

    1. Sono d’accordo. C’è bisogno anche di un pò di aria fresca ogni tanto. Ci stanno bene questi video invece: spezzano.

  20. pino e anche altri, mi trovate parzialmente in disaccordo. la comunicazione non è il punto forte di questo governo, ok. su questo mi sembra che siamo tutti d’accordo. però il concetto secondo me è assolutamente giusto.
    al giorno d’oggi PURTROPPO e al di là di chi siano le colpe, il posto fisso ce lo sognamo. punto. è un dato di fatto e dobbiamo farcene una ragione. concentrarsi su quell’aggettivo, “monotono”, vuol dire non voler (colpevolmente?) leggere il senso del tutto. i ventottenni che sono ancora all’università sono sfigati? certo, non stiamo parlando degli studenti lavoratori (e qui avrebbe fatto bene a specificarlo ma era talmente chiaro!), ma di chi si parcheggia all’uni. e ce ne sono tanti. questo mi trova assolutamente d’accordo. le facoltà umanistiche per come sono concepite almeno in italia sono da finire in fretta. non puoi metterci dieci anni: vuol dire che non ti interessa/non hai voglia/stai facendo altro: liberissimo di farlo per carità. da qui un’altra cosa: qual è l’utilità di fare TUTTI e A QUALUNQUE COSTO l’università? nel mondo di oggi: nessuna. certo, se studi scienze robotiche o anche “solo” medicina è un altro discorso, ma ci sono tante di quelle facoltà del tutto inutili…
    ognuno ha la sua storia, ed ecco la mia: ho sempre, per fortuna, lavorato tanto (con partita iva), e nessuno, mai nessuno, mi ha chiesto se sono laureata. perché so fare il mio lavoro, ed è questo che conta.

  21. Alice, qui non si parla di posto fisso. Si parla di posto, cioè di lavoro e purtroppo di posti ce ne sono sempre meno. Una volta l’incubo era il precariato, adesso sembra addirittura l’unica speranza. La media è drammatica: un giovane su tre è disoccupato, il problema è reale.
    Certamente ci sono sfigati, mammoni e svogliati ma ci sono anche ragazzi in gamba, pronti al sacrificio, che non riescono proprio a svoltare. E le parole di chi è privilegiato suonano come una beffa. Non parlo di te naturalmente, che te lo sei ampiamente meritato, ma di chi è finito nelle stanze dei bottoni … per volontà divina.

  22. Il punto è che insistete (o fate finta a questo punto) a non capire che dare dei “mammoni” e degli “sfigati” a una popolazione che ha seri problemi oggettivi di sopravvivenza…oltre che di studio e di disoccupazione, da parte di coloro che per primi hanno sistemato prole e confraternite in posti d’oro assicurati e proprio in compagnia di mamma e papà, non è “un problema di comunicazione”… ma di incoerenza e di una certa buona dose di spudoratezza. La provenienza degli stessi da gruppi bancari, quali la Goldamnn Sachs… non è un altro “problema di comunicazione”….noi abbiamo capito benissimo, ti assicuro. Forse potremmo osare definirla pure un’eventuale concausa… del momento EPOCALE storico che stiamo sopportando?

    Non vedo ‘problemi di comunicazione’ sinceramente, ma segnali chiarissimi – nelle frasi, in quelle lacrime per le quali c’è stato anche un solidale ed autocompiaciuto silenzio…da parte del Professore, talmente ‘sentite nel profondo’ da essere immediatamente dopo sostituite con un secca decisione a procedere “anche senza la coesione sociale”, fino alll’aspetto dandy dei giovani rampanti carrieristi – segnali fin troppo chiari di una calcolata e indissolubile freddezza distante anni luce… da un vago ricordo di quella corrente chiamata Umanesimo.

    Non trovo più un articolo postato tempo fa sulla “flessibilità” del lavoro, e un esperimento che stava facendo un’azienda tedesca: ma realmente…. flessibile e solidale CON i lavoratori. Peccato, volevo rileggerlo. Mentre il problema, oltre al lavoro che non c’è proprio, insieme alla famosa crescita di cui ancora non si vede la benchè minima iniziativa da parte dei moderni carrieristi dallo stato di nascita ben dissimulato come ‘assente’, è che qualsiasi modernità ‘robotica’ difficilmente si rivela “con” la gente ma più facilmente “contro”.

    Sì, molti erano e sono parcheggiati alle università per anni, certo. Del resto consapevoli, molto più dei prof, che sbrigarsi non fa che accelerare il futuro ruolo di disoccupati, o sottopagati, mentre quello di “studenti” è ancora in grado di fornir loro una Dignità.
    E poi scusa: ma sarà una libera scelta almeno quella di iscriversi o meno all’università? dove sta scritto che tutti debbano aprirsi una partita iva altrimenti sono dei “fannulloni” che perdono tempo a studiare?

    Casomai il discorso, per gli studenti, potrebbe (purtroppo) essere un altro: coerentemente con i diritti che si stanno cinesizzando… in tanti già da tempo ormai vanno a studiare in Cina, nemmeno più negli States. Sembra che al confronto dei cinesi le università americane siano dei parco-giochi, veramente dei..parking.
    Chissà se i nostri solerti professori potranno insegnarci anche il cinese, a questo punto, o magari lo parlano già?

  23. che siano “loro” a dirlo posso capire che sia irritante, ma purtroppo (e lo dico da dentro la generazione dei mammoni) è la sacrosanta verità.
    certo e menomale che ci sono quelli che fanno il culo, che amano il loro corso di studi, che si sbattono magari andando all’estero ma anche no: certo non sono quelli che a 28 anni sono ancora in università (senza nel frattempo lavorare perché debbono mantenersi, specifichiamo).
    L’università è e deve essere un diritto di tutti, e su questo siamo assolutamente d’accordo. Detto questo io spero che i miei figli vadano all’università solo se lo vogliono davvero, solo se trovano un corso di studi che li appassiona. Non certo per fare piacere a me o perché non sanno cosa fare. Io discuto di motivazione. Tanti ce l’hanno, tanti altri non ce l’hanno, e una parte dell’università italiana non ti aiuta a trovarla.
    Io non ho mai detto né pensato che chi frequenta l’univerità perde tempo a studiare. Il brutto è che alcuni perdono tempo senza studiare.
    Il precariato è l’unica possibilità che ci rimane? Rendiamolo meno “precario” e pià “flessibile”. E’ anche una questione di termini (if you know what I mean).
    Tutto ciò detto da una persona che dall’Italia se ne è andata eh.

  24. Leggo qua e là tra i vostri commenti “il lavoro bisogna rincorrerlo”, “la laurea non serve” etc etc. Personalemnte non pretendo di avere il lavoro per il quale ho studiato!!! Io voglio semplicemente un “LAVORO”.
    Sapete l’umiliazione che si prova nel momento in cui invii centinaia di CV e nessuno ti risponde.???

    1. appunto Minù il lavoro presuppone qualcuno che te lo offra..ti sei risposta da sola, nessuno risponde…e chissà per quanto tempo . Mi sono permesso, senza voler insegnare niente a nessuno di consigliare UNA fra molteplici soluzioni, evidentemente non percorribile da tutti forse, ma è pur sempre una soluzione…e magari una speranza…cordialmente marcello

    2. Lo SO. Credimi lo so benissimo – anche se non parlo da laureata, ma pur sempre una che ha SEMPRE lavorato svolgendo le più svariate mansioni e sempre onestamente e bene. A un certo punto ho ritenuto proprio che fosse finita la vita…sai quando ti scivola dalle mani e dici: ok, ve la lascio. Già ritrovarsi a fare tutt’altro rispetto a ciò che si è studiato e in cui si è creduto è umiliante, ti distrugge i sogni e le inclinazioni, ma non trovare nemmeno un lavoro qualunque, come dici tu, è allucinante.

      Alice, dici alcune cose vere per carità, solo che la maggiorparte veramente sta a terra ma proprio a terra ma proprio atterrata, ed è troppo comodo strumentalizzare quella minoranza di giovani ‘parcheggiati’ come scudo perchè non sanno che dire a tutti gli altri. Un’intera popolazione che aumenta di giorno in giorno con cifre di disoccupazione impressionanti, di tutti gli strati sociali e di tutte le età. Allora una volta sono bersagliati gli studenti, un’altra gli operai che prendono e li licenziano solo perchè osano chiedere condizioni umane di lavoro, e un’altra è il licenziamento senza giusta causa, e un’altra ancora massacrano quei poveri commercianti che, dice bene Marcello, ormai sono alla canna del gas anche loro coi consumi congelati, ma dagli “studi di settore” a qualche genio evidentemente ‘non risulta’, e non ci sono neanche i soldi per le pensioni…. come dice Pino io non vorrei più sentire una parola, voglio vedere i fatti.
      (quegli stessi fatti che chiedono a quella minoranza parcheggiata che, guarda caso, parlano solo di loro, col restante 90% della popolazione altrettanto parcheggiato e disoccupato ber buona grazia di chi ci governa e delle loro crisi internazionali). Tutto qua… – e non che sia poco.

  25. Marcello, non mi riferivo a te ma, dalle parole di Alice, mi sono tornati in mente tutti quelli che quando avevo i sogni di gloria, e studiavo, pensano che “perdi tempo a non fare niente”….
    Mentre io adesso sto tra quelli costretti ad aprirsi partita iva…per lavorare. Quindi hai ragione anche tu, ma con questa crisi…io continuo a vederla malissimo. Non so quando hai cominciato tu, probabilmente anni fa in cui era ancora possibile ‘buttarsi’ e rischiare, ma adesso…veramente non danno nemmeno più i mutui per una casa.
    (altra incongruenza: il posto fisso è noioso, ma poi banche, affittuari e immobiliari chiedono quello come garanzia. Anzi le banche nemmeno più quello perchè chi guadagna mille euro al mese non va bene: chiedono soldi, punto. Come con la Grecia che adesso fallisce: se hai i soldi bene, altrimenti puoi pure impiccarti. Tutto…..dall’agenzia delle entrate ai prestiti bancari alle ‘soluzioni illuminate’ funziona così, sempre di più. E’ questo…che è agghiacciante).

  26. sissi figurati !! l’avevo capito che non ti riferivi a me ! conosco bravi laureati e diplomati che stentano moltissimo ad inserirsi nel mondo del lavoro e sono costretti ad accontentarsi a fare tutt’altro rispetto alle specializzazioni o peggio ancora ne rimangono senza a 30 40 50 anni, e dopo? il buoi…un vero disastro…
    registro però anche con un certo disappunto che in molte tipologie di lavoro, una per tutte Il “muratore” trovi OGGI difficilmente un operaio italiano…è un caso ?? è una scelta ?? c’è qualcosa che non funziona!!! forse negli ultimi decenni ci hanno fatto credere (scemi noi a crederci ) che potevamo diventare tutti DOTTOR ROSSI e guadagnare soldi a palate….o no?
    anni fa un caro amico americani di new york mi disse delle parole che mi illuminaronno : VOI ITALIANI NON VI RENDETE PIU’ CONTO DELL’ENORME POTENZIALE CHE AVETE. SIETE I MIGLIORI IN TUTTO, AVETE ARTIGIANI STRAORDINARI, CREATIVITA’ E GUSTO DA VENDERE, CITTA’ CHE STRABUZZANO DI ARTE E CULTURA E STATE PERDENDO TUTTO….sissi come possiamo dargli torto ?…

  27. Infatti…i tedeschi ci hanno definito “un museo”….
    Banale dirlo ma il delirio dei soldi facili ha fatto ammalare il mondo, buttando via reali capacità e valori culturali…
    Gli operai stranieri? beh, non è una novità che cercano dipendenti quasi completamente gratis…tra un po’. Perchè poi l’altro paradosso è questo: uno pensa c’è crisi….uniamo le forze, macchè! Pare che non faccia altro che renderci ancora più egoisti, freddi, menefreghisti. L’artigianato…bellissimo, ma tu ti ricordi quando la Biagiotti fu tra le prime a trattare sete e tessuti e manovalanza provenienti dall’india e dalla cina? che altro resta da dire quando perfino aziende in ATTIVO…non in crisi, se ne vanno magari in romania? basta, siamo una nave che affonda ormai perchè non ce n’è uno…che sappia dare un altro valore alla vita e al lavoro, concepito con passione per sviluppare la persona e le sue capacità…chiunque essa sia. Tra Essere e Avere ha prevalso l’avere, come tutti i tossici, e infatti ci ritroviamo intossicati…senza ‘Sentire’ più niente che non sia denaro e arrivismo che si autoriproducono da sè, meccanicamente.
    Abbiamo perso tutto, proprio tutto: dal patrimonio culturale europeo all’Italia con le sue bellezze archeologiche che crollano, con le strade senza manutenzione, le voragini che si aprono all’improvviso – ora a roma è crollato un intero palazzo sprofondato nel marciapiede…sai? è tutto… terrificante.
    L’ho detto, c’erano I Mediici a Firenze …ma ancora tutto si reggeva sul commercio e sul lavoro… ormai mondialmente parlando, proprio, si è creato un meccanismo pazzesco…e perverso in cui i soldi sembrano autoriprodursi da sè…con un ‘clic’! polverizzati i miliardi in un secondo nelle Borse, quei soldi che dovrebbero essere impiegati a favore della gente…delle opere d’arte, della manutenzione di questo sistema di vita costosissimo che abbiamo messo su… ma tutto questo non è più umano….non è umano.

    Il ’68 è stato un periodo di fermenti. Ancora non ci ho capito niente…che poi in effetti è stata una ‘fiammata’ presto spentasi sotto tutta l’utopia contenuta nell’assioma, splendidamente immaginifica ma su basi…inconsistenti. Ma tutto il fermento di allora, proprio come una fiammata…voleva portare l’uomo su, verso l’alto, ‘lontano’ dalla terra…in un mondo squisito fatto di poesia, musica e immaginazione, ma con i corpi decadenti che rischiando di perdersi…nella droga (tantissimi sono morti giovani, infatti), creavano una ‘separazione’ con il proprio “io” autocosciente. Molto ingannevolmente e ‘lucifericamente’ seducente. Questa è l’epoca della ‘macchina’ invece. “Arimanica”. Nessun fermento creativo, l’anima è congelata, il lavoro è sostituito da macchine, esseri umani concepiti come numeri, investimenti virtuali, nascite “in vitro” – ma quali anime si incarnano….nel freddo di una provetta? lo ‘spirito’ del tempo, ora, sta cercando di ri-allontanare l’uomo dalla terra, ma tramite la “macchina”. Il libro “la strada del futuro” di bill gates fa impressione: sulla copertina c’è questa grande autostrada e un uomo, nella retrocopertina….rimane solo l’autostrada.
    Mah. “Dove va l’umanità?”- “Boh”. – Mao tse tung… ;-) :-(

  28. PROVOCAZIONE:
    – “Se a venti anni non uscite fuori di casa, siete un branco di mammoni sfigati.”
    Questo dicono i politici medi, cioè dei signor nulla.
    Allora cari politici che non siete altro, date pure dell’ handicappato a chi soffre di disturbi mentali, magari con un ghigno di squallida e fittizia superiorità, e fate le plein.
    Ma bisogna dare credito a tutto quello che dicono questi incompetenti mangia soldi che ci sono al Governo? Non sanno come fare per risolvere delle situazioni che loro stessi hanno creato… e si crogiolano nel posto di velluto, dove sono stati messi dalle stesse persone che tentano di umiliare.

    Politico medio, fai pena. I tuoi insulti sono più ridicoli di te.
    Vacci tu, politico che non sei altro a chiedere un mutuo in banca con un posto da precario, e vedi se te lo concedono. Vacci tu a vivere in affitto con sole 800 euro al mese.
    Cari politici che non siete altro, non sfidate oltre la pazienza del popolo che indegnamente rappresenti.

    Le hanno realizzate i giovani le pensioni dopo solo 15 anni di contributi?
    Le hanno realizzate loro le vostre pensioni d’ oro, dopo solo un gettone di presenza in Parlamento? None!
    Datevi da fare e non rompete le scatole oltre, lista di inetti, che si è un passo dalla mobilitazione civile e voi non godete affatto di simpatie popolari. Vivete fuori dal mondo, non sapete nemmeno quanto costa un chilo di pane o latte.
    Continuate ad andare da Vespa a fare da plastico di voi stessi, politici che non siete altro!

  29. …Pino sono in ristrettezze economiche…devono risparmiare!! hai visto mai che Monti gli toglie qualche altro euro…fanculo.

    nomi e cognomi ?? o chiedo troppo ??

  30. “Quando gli ideali scendono in campo, appunto.” – è bellissima. la dice tutta.

    Prendere il mondo a calci.
    Il calcio….il pallone, (la sfera…col suo significato cosmico, che rappresenta la terra) presa ‘a calci’: portarla avanti con gli istinti più brutali.
    “coerente”….sì.

  31. Intanto, le uscite inopportune dei rappresentanti di quello che è stato definito il “governo dei cocchi di mamma” ha provocato la curiosità di andare a vedere che fanno e come sono piazzati i figli delle ministre. Detto della Fornero, ora è la volta della Cancellieri. Il figlio, Giorgio Peluso, è stato appena promosso direttore generale della Fondiaria-Sai, sede Roma, vicino a mammà, con il piccolissimo stipendio (fisso) di 500 mila euro l’anno. Prima era direttore di Unicredit. Le banche, ci sono sempre di mezzo le banche. Però non malignate: se lo merita, lui lavora perchè è bravo. Come la brillante figlia del ministro del welfare: “Parla il mio curriculum” ha risposto oggi sdegnata. Certo, tutti gli altri sono sfigati.

  32. Nel governo dei professori in cattedra svettano inoltre tre esempi eccellenti: Andrea Riccardi (figlio del fondatore della Comunità di Sant’Egidio); Giulio Maria Terzi (marchese, conte, barone e cavaliere del Sacro romano impero); Enzo Moavero (discendente del fondatore dell’università Bocconi). Ma ne parleremo.

    1. Marcello…fai come allo spilungone di Brunetta? ti alzi e te ne vai? :-)
      Ancora sta lì, con tre cuscini sullo scranno e la cravatta avvolta come una sciarpa a fare sorrisini ebeti, dicendo che risolve tutto in due mesi.

  33. Pino ho una proposta seria : MA SE LIBERALIZZASSIMO LE RACCOMANDAZIONI ? forse avremo una speranza anche noi…anche perchè i raccomandati veri a quel punto non avrebbero il coraggio di SCENDERE IN PIAZZA…

    ….E POI DITE CHE NON SONO UN GENIO..

  34. Non ti illudere: scenderebbero in piazza anche loro ;))) nessuno è disposto a rinunciare ai privilegi…

  35. Ma come potevi pensare una cosa del genere? Tra un pò vedremo i parlamentari che sfileranno contro se stessi perchè gli hanno alzato il prezzo della mensa… Forse non ti è arrivata la notizia, ma la vergogna è finita, non c’è più. ;)))

  36. ed intanto :
    In rete si sta diffondendo a macchia d’olio la notizia. L’On. Giovanna Melandri si oppone fermamente ad un eventuale abolizione del vitalizio per i parlamentari.

    La sua opposizione, a suo dire, sarebbe diversa rispetto a quella degli altri: “È dal 1994 che siedo in Parlamento e non ho mai preso il doppio stipendio. Non ho fatto, come invece tanti miei colleghi, il deputato e al tempo stesso l’avvocato, il notaio, il commercialista… E quel che mi dispiace è che in futuro non ci potrà essere un’altra Giovanna Melandri, una ragazza come me che a 35 anni lascia un lavoro da economista in Montedison e decide di servire il suo Paese. Non ho da recriminare nulla, ma ho paura di quel che resterà sotto le macerie del populismo. Mettere insieme una rappresentatività di giovani sarà sempre più difficile”.
    ….scusa il post bagnato di lacrime, mi sono commosso….

  37. Rega’ nun tené a menté che, li ariccomannatii, li fiji de mammà e li nòbbili ce so sempre stati. Fin dar tempo der sor Noè, eppuro prima.
    Che dite, ce famo arissegnazione… oppuro è mejo ‘n antra alluvione?

  38. Caro Pino , non sò e che fino a qual punto questi “bocconiani” salveranno ,come tecnici, l’Italia, ma ci risparmiassero almeno queste battute di sufficienza e da superuomini! Quella di Monti sulla monotonia del posto fisso la considero una brutta caduta di stile! Dovrebbe sapere che più che fisso è…il posto qualunque esso sia ai giovani!! Quanto agli altri “scienziati” ,parlare di sfigati è un insulto . e la “Fornerina” ha già replicato che è frutto solo del suo sapere il divenire “associata”alla D’Annunzio di Chieti a 37 anni appena! Un genio ,insomma!

  39. Naturalmente cominciano a fioccare le difese d’ufficio dei “figli di”. Nessuno che ricorda un piccolo particolare: che la bagarre è stata scatenata dai “genitori di”. Se avessero evitato lezioni, nessuno sarebbe andato a indagare.

  40. SABATO LA FORNERO ERA ATTESA A PADOVA A UN CONVEGNO ALL’AUDITORIUM APERTO AL PUBBLICO MA DAVANTI AL RISCHIO DELLA CONTESTAZIONE DEI CENTRI SOCIALI, NON SI E’ PRESENTATA – A TORINO È STATA CONTESTATA E NON NE HA PARLATO NESSUNO…

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