Quel piccolo uomo di Battisti

«Signor presidente Napolitano – ha detto Cesare Battisti -, mi dia la possibilità di presentarmi di fronte ad un tribunale, oggi in Italia, e di potermi difendere, di rispondere ad un interrogatorio vero, come non è mai successo, e così io mi comprometto a rispondere delle mie responsabilità d fronte alla giustizia italiana».

Il piccolo uomo fa finta di dimenticare un piccolissimo particolare. Che se non si è mai presentato davanti a un tribunale italiano, se non è mai stato interrogato “seriamente” è solo perchè lui è scappato. Arrestato dopo una serie di rapine è evaso nel 1981 dal carcere di Frosinone. E negli anni in cui sono stati istruiti i processi lui se ne stava in giro tra Francia, Messico e Brasile, così come quando la Cassazione ha confermato gli ergastoli. Lui che non crede alla giustizia italiana deve spiegare come è possibile che sette giurie si siano sbagliate. Ho la nausea a parlare ancora di lui dopo aver seguito da vicino tutta la buffonata brasiliana in cui è stata umiliata con un atto di forza anche la massima autorità giudiziaria. E mi viene l’orticaria a ripensare alle farneticazioni di un ex guerrigliero diventato ministro che temeva per la vita del suo pupillo, come se l’Italia fosse la Siria o la Corea e dove Curcio, Moretti, Senzani, Morucci non fossero da tempo in libertà e non godessero tuttora di ottima salute. Non parliamo poi dei patetici vecchi intellettuali francesi storditi da questo pavido terrorista, pessimo scrittore e mediocre uomo che nella sua vita è sempre fuggito.  E continua a piagnucolare. Mai una parola di pentimento nè di ricusazione, mai una parola per le vittime ma solo, sempre, a ripetere la sua splendida innocenza. Intanto, lui se ne sta al sole di Copacabana con una giovincella carioca, mentre c’è chi vive su una sedia a rotelle. E adesso, dopo i fascisti, se la prende con gli stalinisti e attacca un gentiluomo come Napolitano. Il quale da vero signore gli ha risposto appena: “Venga in Italia ad espiare le sue pene”. Sicuramente non merita neppure una riga in più.

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16 thoughts on “Quel piccolo uomo di Battisti

  1. Da noi si chiama “faccia di tolla” (tolla=latta) chi, come questo omuncolo, ha la sfacciataggine estrema di presentarsi sempre come se nulla fosse successo pensando anche di avere ragione.Non resta davvero che invocare una Giustizia Superiore perché quella del paese carioca è andata, come abbiamo visto, a gambe all’aria.

  2. Ciao Barba, sta matina t’ ‘ricopio.
    Dimo che er sor ‘faccia de tolla’… vabbé è mejo che nun scrivo ‘n romanesco quelo che penzo, sinnò quarcheduno me dice che so vorgàre.
    Ciao Gabbià, me sembra che la capoccia de tolla, fa er tonto e nun s” ricorda de le su malefatte.
    Vabbé se da cucco vole veni’ a Roma, dasi ch’è ‘n omucolo, po puro ambì a ‘n posto ar sant’ ‘pollinare, armeno tra banniti fanno cricca. Bona giornata de volo.

  3. ” E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre.”

  4. Pino, non c’è altro da aggiungere, hai ampiamente descritto “il piccolo uomo”,,,anzi “l’uomo piccolo”… ma non è il solo; piccoli sono stati anche tutti coloro che l’hanno avvallato, coperto, sostenuto o difeso, singoli o governi.
    che poi, nella sua negatività , è stato “grande” , se è riuscito ad abbindolare una parte di mondo…..e lui,di questo, sicuramente ne va fiero.
    E’ il resto del mondo, che dovrebbe “tagliargli la cresta”…

  5. ot

    Melania Rea era morta da due giorni. E proprio la mattina del 20 aprile, mentre tutti cercavano la donna, ancora nascosta nel bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella (Teramo), il marito di lei, Salvatore Parolisi, chattava con alcuni trans. A rivelarlo è il suo computer, che procura nuove informazioni sull’uomo, in carcere proprio con l’accusa di aver ucciso la moglie. Questi contatti di Parolisi, come scrive il giornale “Il Centro”, sono stati recuperati dai carabinieri del Ros nella memoria del personal computer dello stesso caporalmaggiore. E gettano nuova luce sulle indagini. Melania potrebbe aver scoperto queste frequentazioni del marito e l’avrebbe forse minacciato di riferirlo ai suoi superiori, all’esercito. La conseguenza sarebbe stata la perdita del lavoro per Parolisi. Il legale della famiglia Rea non esclude l’ipotesi che Melania avesse scoperto quei contatti. Se gli avesse detto che intendeva riferire tutto all’esercito? Se fosse questo il movente del delitto? Inquietante resta il fatto che Parolisi chatta con i trans il 20 aprile, proprio il giorno in cui viene scoperto il cadavere della donna.

  6. ho visto l’intervista che gli hanno fatto le “IENE”….fra le tante cazzate che dice, afferma:- mi sento una vittima !
    ma non ho ben capito di che cosa…mah!

  7. Infatti. Vittima di che e di chi? Ci sono prove e testimonianze del suo coinvolgimento in quattro efferati omicidi. E’ stato condannato in contumacia, come ho già detto, per un motivo molto pratico: perchè è fuggito. I suoi compagni di terrore hanno da tempo espiato la pena e sono liberi. Scappare è stata una sua scelta. E ora, a distanza di più di vent’anni, vorrebbe un altro processo: perchè? Vorrebbe chiudere quella pagina nera della storia italiana senza averne mai pagato le conseguenze (come altri) nè pentirsi per il sangue versato. Un piagnucolare continuo che lo rende ormai una macchietta ridicola.

  8. forse Pino di una giustizia, a suo dire, SOMMARIA e FRETTOLOSA !!?? dichiara anche che HA POSSEDUTO ARMI ma non le ha mai usate contro nessuno…afferma anche che non è stato mai “ASCOLTATO” dai giudici…mi sembrano francamente farneticazioni deliranti….insomma l’intervista conferma quello che penso da anni, un FURBETTO DEL QUARTIERE che ha potuto contare su un drappello di idioti ( ci sono nomi e cognomi ) che lo hanno protetto e che andrebbero quantomeno coinvolti per FAVOREGGIAMENTO…

  9. Lui può dire quello che vuole. Ho già pubblicato molte volte la storia dei quattro omicidi per cui è stato condannato. Almeno per due ci sono le prove della sua partecipazione diretta, cioè è stato lui che ha sparato. Lo hanno sentenziato ben sette tribunali. Altro che giustizia sommaria e frettolosa: i processi sono durati anni mentre lui se ne stava in giro per il mondo. I giudici non lo hanno ascoltato perchè è scappato, la sua vita è tutta una fuga. Può prendere in giro solo i suoi amichetti scemi. E’ solo una mezzacalzetta.

  10. Pino scusa ma come diavolo hanno fatto quelli delle iene a stanarlo ??!! bo ? misteri del giornalismi…bravi però…
    perchè non vai a trovarlo pure tu magari con un contraddittorio un pò più vibrante e documentato ( hai visto ?? non sapeva neanche di avere sul gozzo ben 2 ergastoli…è caduto dalle nuvole!! )

    rinfreschiamogli la memoria :- 6 giugno 1978. Secondo la condanna definitiva, spara, uccidendolo, assieme a un complice, al maresciallo di polizia penitenziaria, Antonio Santoro, responsabile per i Pac di maltrattamenti dei detenuti a Udine.

    – 16 febbraio 1979. Secondo la condanna definitiva, ha fatto da «copertura armata» a Diego Giacomin, omicida materiale del macellaio di Mestre, Lino Sabbadin, che aveva reagito con le armi alla tentata rapina.

    – 16 febbraio 1979, lo stesso giorno dell’omicidio di Mestre. A Milano viene ucciso il gioielliere Pierluigi Torregiani, sempre durante una rapina. Secondo la condanna definitiva, Battisti ne è «co-ideatore e co-organizzatore».

    – 19 aprile 1979, viene ucciso l’agente della Digos, Diego Campagna, che aveva partecipato ai primi arresti per l’omicidio Torregiani. Battisti viene riconosciuto come l’esecutore materiale.

  11. Sul gozzo, come dici te, ne ha quattro di ergastoli. Povera stella….neppure lo sapeva….
    Forse non è chiaro che lui non vuole il contraddittorio. Finora aveva parlato solo con giornalisti brasiliani, che neppure conoscono la storia, e chissà quale patto di non belligeranza (minimo…) è stato siglato con le Iene.

  12. Oltre la decenza.

    Tra carri e ballerine ci sarà anche Cesare Battisti. Infatti secondo la stampa brasiliana, l’ex terrorista ha incontrato alcuni parlamentari a Brasilia, manifestando l’intenzione di sfilare al Carnevale di Rio de Janeiro. Ad invitarlo a partecipare al carnevale carioca sarebbe stato il direttore di un giornale tradizionale, il “Cordao do Bola Preta”, al quale Battisti avrebbe confermato la partecipazione all’evento. «Certo che ci vado – ha dichiarato Battisti mentre parlava con alcuni parlamentari – il Bola Preta è in grado di portare in strada due milioni di persone». Intanto l’ex membro dei Proletari armati per il comunismo inizierà a lavorare in una libreria di Rio,in attesa che ad aprile esca il suo nuovo libro “Ai piedi del muro”.

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