L’omicidio stradale, finalmente

Guidava sotto l’effetto di coca e tranquillanti, travolse e uccise una ragazza: è stato condannato in appello a 14 anni per omicidio volontario. Una sentenza esemplare, che farà discutere, quella comminata dalla prima corte d’Assise d’appello di Milano.

Quattro anni fa, nell’estate del 2008, era stato fermato alla guida dell’auto gonfio di alcol e cocaina. A ottobre dell’anno successivo era stato condannato a quattro mesi, ma disgraziatamente è entrato in carcere troppo tardi perchè nel frattempo ha ucciso una ragazza. Alessando, 31 anni, in una notte buia e piovosa a Bollate era sotto l’effetto di cannabis e di tranquillanti pesanti. Talmente fuori di testa da invadere l’altra corsia e schiantarsi contro l’auto di Roberta, una giovane appena laureata. Era stato condannato a quattro anni per omicidio colposo, ma complessivamente dietro le sbarre è rimasto solo sei mesi. Adesso la Corte d’Assise ha ribaltato tutto condannandolo a 21 anni (ridotti a 14 per il rito abbreviato) per omicidio volontario. Un giudice coraggioso, Maria Luisa Dameno, ha insomma messo in atto quello che può definirsi un reato purtroppo frequentissimo: l’omicidio stradale. Drogarsi, ubriacarsi e poi mettersi alla guida di un’auto in stato semiconfusionale tanto da non distinguere più la strada non può considerarsi un incidente. Ma un atto assolutamente consapevole. 

“Quest’articolo ha riempito il mio cuore di orgoglio, segno che la volontà di chi come me, da tempo si sta battendo affinchè venga riconosciuto “finalmente” il reato di omicidio stradale. La scorsa settimana, il quotidiano Il Giorno ha pubblicato 50 foto di giovani che hanno perso la vita in incidenti stradali, tra quelle foto c’era anche l’immagine sorridente di Roberta Caracci, insieme a quella di mio figlio Giuseppe e di altre 48 giovani Vittime. Dovevamo gridare il nostro dolore” (Erina Panepucci)  Cinquemila morti l’anno sulle strade italiane

“Sono la mamma di un ragazzo di 15 anni, Andrea De Nando, ammazzato lo scorso 29 gennaio alle sei di pomeriggio mentre rientrava dall’oratorio dopo aver trascorso un pomeriggio di sano divertimento. Ammazzato sulle strisce pedonali e con il semaforo verde da chi aveva fretta, molta  fretta di recarsi in pizzeria Ho detto pizzeria e non pronto soccorso..Mio figlio e’ morto immediatamente dopo l’impatto che lo ha scaraventato a 30 metri di distanza, sotto gli occhi terrorizzati dell’altro mio figlio, suo fratello gemello. Mi sto battendo per quella che considero una battaglia che dia valore alla vita umana, con le leggi attuali, l’assassino di mio figlio non farà neppure un giorno di galera…Ma forse il vento sta cambiando, me lo auguro”.  (Betty Cipollone)

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14 thoughts on “L’omicidio stradale, finalmente

  1. Omicidio stradale

    In Italia ogni anno quasi 5000 persone perdono la vita in seguito a scontri stradali. Si può stimare che almeno un terzo di questi sia riconducibile alla fattispecie dell’ “omicidio stradale”. In Italia lo scorso anno sono ci sono stati circa 600 gli omicidi con arma da fuoco o da taglio. Uccidere con un mezzo meccanico -camion, auto, moto, ciclomotore- è molto più semplice che uccidere con una pistola.

    In altri paesi europei, dove le strade sono molto più sicure che in Italia, esistono già pene e provvedimenti simili a quelli che vorremmo introdurre nel nostro ordinamento. Leggetelo nell’articolo di Lorenzo Borselli nel numero di Aprile 2011 della rivista dell’ASAPS il Centauro.

  2. finalmente! Ma chiunque provochi un incidente a causa della guida pericolosa, andrebbe condannato per omicidio volontario!!!!!

  3. Finalmente, esce immediatamente questa semplice parola , anche se concordo anche io che 14 sono pochi, soprattutto perché non si può negare che il bere o assumere sostanze stupefacenti porta allo sballo e che non si è consapevoli delle conseguenze che comporta il mettersi alla guida di un’auto o di una moto.

  4. Anni fa ho perso il mio nipotino di 14 anni che giocava in bici per strada. Ho sempre detto che uccidere con un incidente stradale era l’omicidio perfetto. Ora finalmente sembra che qualcuno ha capito che bisogna essere più rigidi.

  5. Abbiamo bisogno di più giudici coraggiosi, che vedano il reato per quello che è.E se di omicidio si tratta, come tale va condannato. Chi è morto non torna più, purtroppo, ma che almeno per i colpevoli ci sia la certezza della pena.

  6. Anche mio figlio più piccolo è stato vittima del pirata della strada. Si è salvato per miracolo, con una lunghissima degenza e invalidità. Il conducente è stato protetto e può ancora uccidere. Avevo raccolto molti indizi, elementi per rintracciare il conducente, ma nessuno ha fatto nulla. Per mesi sono andata di notte sul posto dell’incidente fino che ho trovato la macchina. La frase che mi ricordo “La prossima volta chiamiamo lei per investigare”.
    Poi è stato vittima anche delle assicurazioni che, per liquidarlo ci sono voluti 10 anni di udienze.
    Le assicurazioni lucrano e poi quando devono pagare ti fanno penare.Vergogna su vergogna.

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