Partire è sempre un pò fuggire

Poi dice che non è vero che ognuno ha il destino segnato. Smessi da un pò i panni (decennali) di cronista dell’emergenza vado in Veneto per tutt’altre faccende e mi ritrovo in pieno terremoto. L’appuntamento era fissato da tempo, per le commemorazioni del 69.esimo anniversario della battaglia di  Nikolajewka. Presenterò il libro scritto sulla valle del Don e il filmato girato in Russia: prima in provincia di Treviso e il giorno dopo a Verona. Proprio nel momento di staccare i biglietti e organizzare il viaggio arrivano le scosse, giusto in quella zona. Niente di grave, per fortuna, e per quanto mi riguarda un nonnulla rispetto alle devastanti esperienze passate. Però è un segno. Paradossalmente mi ha dato la carica, facendomi tornare indietro di qualche anno e al di là dell’incontro entusiasmante con i superstiti di quella pagina indimenticabile di storia (e con i familiari dei dispersi) mi guarderò intorno con molta attenzione pronto a raccontare quello che succede, come ho sempre fatto nella mia vita. Torno “inviato”. La parentesi mi servirà anche per spezzare una routine da troppo tempo sedentaria e di ignorare questa massa informe di notizie schizofreniche, quasi terroristiche (oltre a liberarmi dalla schiavitù del web). Lo ammetto: sì, in qualche maniera è una fuga.

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55 thoughts on “Partire è sempre un pò fuggire

  1. (ed è un po’ disintossicarsi…)
    spegni tv/pc/cell/ipod/iphone/ipad/i-etc.etc.
    racconta e respira.
    un abbraccio,
    anzi, un colpo d’aluccia membranosa … ^^v^^

  2. ..Pino, è il tuo destino, che ti corre dietro, tu volevi startene tranquillo, cambiare direzione, non ce la fai…..almeno ti ha dato “la carica”!
    e allora……”buona presentazione libro e report”, con un occhio al……..dondolìo del palco…..con un pò di tuoni, potrebbe uscirne la scenografia giusta per “….una notte sul Don”……
    In bocca al lupo

  3. Buon giorno buon viaggio e in bocca al lupo Peccato che questa presentazione non sia organizzata anche a Roma e mi auguro che non fuggi da noi che seguiamo il blog
    rosaria

  4. Il nostro Gabbiano,non può stare fermo. Le sue ali sono fatte per volare. Non importa se i voli sono brevi basta volare. Anche io volo sempre, solo così mi sento viva.
    Gabbià facce sape’ indo’ vai, er brogghe pole aspettà, mica se lo semo maritato ;) ciao

  5. Gabbiano,la vita a volo radente, la cronaca che incalza, difficile staccare davvero la spina, credo che per fermare un gabbiano cisonosolo due cose; o il gabbiano muore di vecchiaia,penso a 124 anni; oppure finisce in un territorio, come gabbiano…dove la caccia è aperta; permettimi la battuta. ciao Giovanni Farzati Reporter senza frontiere, Positanonews

  6. PINO ti capisco…e ribadisco che la tua presenza OVUNQUE ( anche in seno alla tua vecchia casa RAI), farebbe bene a tutti e farebbe anche altrettanto onore ad un certo tipo di GIORNALISMO DI QUALITA’.
    … certe trasmissioni di approfondimento mi mettono la depressione…BUON LAVORO GABBIANO

  7. Ieri sera ho avuto il piacere di parlarle e di conoscerla, come le raccontavo il primo libro che ho preso sugli eventi della campagna di Russia è proprio stato ARMIR! La ringrazio molto per la dedica proprio su quel volume! Sentirla narrare le sue esperienze è ipnotizzante e come nel libro trasmette tutto… La ringrazio ancora e spero di reincontrarla presto! Bellissima serata!!

  8. Ristorante Dodici Apostoli, Verona (frequentato da Hemingway e D’Annunzio): fra le bottiglie di vino dedicate ai vip c’è anche quella del vostro Gabbiano. Poi dice che uno si monta la testa ;)))

    • eh, vorrei vedere…..”Pino(t) di pino(t).”…bianco , spumeggiante, che racchiude i sapori dei vitigni più prelibati
      se non è un complimento questo…

  9. OT Signore e signori in questo teatrino della vita, per l’esattezza cabaret d’avanspettacolo, vi presento “un mondo di pazzi” – sottotitolo: il Denaro Spa, la vera maledizione del terzo millennio.

    Dalle ricostruzioni all’Aquila NUOVAMENTE senza misure antisismiche, alle colate di cemento dei grandi affaire dei centri commerciali a Genova, quando c’è ancora da mettere a posto intere aree idrogeologiche nonchè magari ricostruire le case alle PERSONE….prima di tutto. Fino alla zanzara tigre, che trasmette malattie tropicali da noi finora inesistenti: 50 persone ammalate su 2000 abitanti vicino Ravenna, un uomo guarito relativamente presto ma che si è sentito impazzire per quanto stava male fino a credersi ormai vicino alla morte, persone cui questa malattia tropicale è durata 3 anni, che camminavano piegate in avanti. Surriscaldamento del pianeta cui le multinazionali non intendono rinunciare, e al quale si continua ad anteporre la ricerca nucleare.
    Denaro S.p.a.: se un tempo I Medici a Firenze, i banchieri più potenti dell’epoca, fondavano le loro ricchezze sui commerci, quindi ancora su un guadagno derivante dal LAVORO, adesso è il denaro che nasce dal denaro, che si autoriproduce da solo – e ancora ci chiediamo le cause della crisi. Ma non basta ancora: neanche averci sbattuto le corna insegna ancora qualcosa. Conoscenza, scienza, coscienza? macchè, continuiamo ad autodistruggerci: dall’umanità stessa prima o poi si leverà un urlo e a dire basta… con la stupidità cieca dell’autodistruzione e i suoi pinocchieschi guadagni, specchietti d’allodole.

    PRESADIRETTA del 29.01.12

    (il video della zanzara tigre non l’ho trovato)

  10. BELLISSIMO. Otto e Mezzo con Concita De Gregorio e ministro Fornero, due donne due due culture: la prima pur guardando lontano…e anzi proprio per questo sottolinea i diritti…e la precarietà, scettica osserva incuriosita l’altra che preserva soprattutto logiche di mercato.

    Poi, da Gad Lerner a seguire, proprio gli interrogativi che mi ponevo anch’io: sembra un governo di destra questo, ma come mai piace tanto alla sinistra? E tanti altri ancora che proprio…sono i miei stessi identici interrogativi!! è perfetto!
    appena trovo la “presentazione” della puntata, la metto. Volevo proprio dirlo perchè ha veramente saputo tradurre per-fe-tta-men-te! gli stessi identici pensieri.

    E naturalmente…cara dolce intelligente profonda Concita ;-)

  11. E’ inutile: rimpiango “l’immaginazione al potere”… e l’unica cosa che desidero come Ugo Mattei (del quale condivido sempre Tutto…di quello che dice, perchè è splendido, si capisce che ha un’interiorità) è un nuovo UMANESIMO.
    (poi parlare di “pace sociale” mi sembra veramente qualcosa di ..grottesco: stanno mettendo tutti contro tutti… e di un reale sviluppo neanche l’ombra ma..scherziamo?).

  12. Ugnuno de noantri pe nun accorasse e pe sarvasse trova er modo de volà. Antriménti la vita è ‘na granne bùggera. Mo, pe nun penzà ar negativo, sto a volà giù pe la valle inzieme a l’amico Farco. Gabbià, sapessi li segreti che me ricconta.
    Vabbè! Perantro ciè chi sta più pèggio.
    Me riccomanno Gabbià, mettete le penne de lana de pecora, sinno stranuti… Ecci!
    Accicòria! Er sor Farco m’aspetta pe volà. ;) ciao

  13. Già Ceglie, imparare a volare….che liberazione infinita da questo mondo miserevole fatto di facce facce… senza uno un solo ideale!
    veramente a me mi vien da piangere. Oggi sono particolarmente emotiva. Chiaro che non è un mondo per “idealisti” questo. Falsità e menzogna pensano ad arraffare solamente, e anzichè volare passi la vita a tradurre linguaggi molto ben dissimulati…in partenza.

    La verità è: per un benessere da miserabili avete ucciso tutte le utopie. (frase del mio ex barman… perchè gli unici ambiti in cui riesco tormentosamente a ‘spaziare’ sono quelli del genio creativo, con tanto di sregolatezza perchè no, ai bohemien en voyage. Preferendo ricordare che la verità sta dove c’è armonia e creatività…….. e BASTA).
    – pensiero ricevuto dall’unica persona bellissima che ho avuto la fortuna d’incontrare, oltre ai miei genitori –

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