Storie di balordi e di fughe

Grazianeddu mi ha sempre raccontato un sacco di storie intorno a Regina Coeli. Grazianeddu naturalmente è Graziano Mesina e le sue storie sulle carceri meritano attenzione perchè è scappato nove volte, insomma un re assoluto delle evasioni. Mi raccontava dunque di quando usciva di sera da Regina Coeli attraverso un tunnel sotterraneo che porta a piazza di Spagna. Una volta è stato anche a cena con Michele Placido, a sentir lui. Probabilmente una favola per alimentare la leggenda, però la storia mi è rimasta in mente. Me la sono ricordata l’altro giorno dopo la notizia della fuga di due detenuti secondo i canoni tradizionali, roba da film: segate le sbarre della cella e poi venti metri di lenzuola annodate come una corda. Gli evasi non li hanno ancora ripresi, due tipini niente male: l’albanese Altin Hoxha detto “occhi di ghiaccio”, 28 anni, rapinatore seriale di banche e ville, e il rumeno Stefano Cusnier, 28 anni, specialista in assalti a mano armata dalle parti dei Castelli romani. Ma la realtà non è un film perchè la beffa apre uno squarcio sulla clamorosa (nota) mancanza di personale penitenziario e le scandalose carenze (meno note) nella sicurezza tanto che la videosorveglianza non funziona e la sala dei monitor è fuori uso da mesi per un guasto. Infine, un dato allarmante: nel 2011 le evasioni in Italia sono state quattordici. Allegria, questa è anche l’Italia.

Continuano a chiamarlo Goico Jovanovic per comodità, ma quel ragazzotto dalla faccia gentile beccato alla frontiera fra Ungheria e Serbia si chiama almeno in altre quattro maniere. Dice di aver 24 anni, ma forse ne ha soltanto 19. Certo che comunque ha cominciato presto con le rapine, ma soprattutto con le truffe: la più eclatante in Spagna quando vestito da sceicco trafugò i gioielli di Evita Peron. Bravissimo nei travestimenti è stato fermato tante volte, ma si è sempre salvato. Ma stavolta forse finalmente non riuscirà a farla franca perchè sul volante del Suv che ha ucciso il povero vigile urbano milanese ci sono le sue impronte. E avrà (speriamo) la punizione che meritano le belve.

Lui è italiano, non è certo un criminale, ma ci sta bene in questa carrellata di balordi e soprattutto di fughe. Francesco Schettino, napoletano 52 anni, comandante della Costa Concordia, che in un’intervista di due anni fa parlando del Titanic affermava: “Ormai basta essere professionisti per evitare qualsiasi tragedia. Il comandante deve avere tutto sotto controllo e pensare alla sicurezza dei passeggeri”. Infatti la sera del Giglio stava a cena, non ha mai mandato l’Sos e con la prima scialuppa è scappato: quando la Guardia Costiera gli ha chiesto di tornare a bordo si è rifiutato. E i “suoi” passeggeri stavano ancora lì, a lottare con la morte per colpa di una gigantesca follia.

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162 thoughts on “Storie di balordi e di fughe

  1. Schettino è un vigliacco, non ci sono scusanti!

    Si spero proprio che Jovanovic paghi per quello che ha fatto assolutamente con intenzione!
    Sullo stato delle carceri italiane, non ci sono parole, giusto stamattina sentivo che in quello di bari, sono in aumento i casi di scabbia. E meno male che questo è un paese civile… credo!
    E intanto gli agenti sono sempre di meno, i carcerati spesso vengono imbottiti di tranquillanti, perchè così non pensano alle ore di totale ozio… e dov’è la rieducazione in tutto questo?

  2. da Il Fatto Quotidiano

    Schettino è tra i primi ad arrivare al Giglio, sulle banchine del porto. Lui e moltissimi membri dell’equipaggio. A bordo resta praticamente solo il primo commissario di bordo quello che, al contrario degli altri, farà il suo lavoro, verrà trasformato in eroe. Lui resta e aiuta i passeggeri a trasferirsi sulle scialuppe, ma gran parte del resto dell’equipaggio è già sulla terra ferma, in salvo. Il bar, l’unico del porto, il Caffè Ferraro, riapre la saracinesca per aiutare i naufraghi.

    Tra le persone gigliesi, così si chiamano gli abitanti dell’isola, arriva sul molo anche un tassista. E’ a lui che il comandante, in abito bianco pronto per la cena di gala, si rivolge. “Mi porti lontano da qui”. “Comandante”, risponde il tassista, “io la posso portare a casa mia, questa d’inverno è un’isola deserta”. Così il tassista porta a casa il capitano e gli prepara un caffè.

    Le telefonate dalla Capitaneria di porto di Livorno. Schettino, che è frastornato, ma non sotto choc, riceve tre telefonate in serie. E’ sempre la Capitaneria di porto di Livorno che lo chiama. L”ufficiale in servizio alla sala operativa non riesce a capire. “Come capitano, lei non è sulla nave?”. “No, non sono sulla nave e non ci torno”. Un’altra telefonata. “Capitano”, dice il funzionario di turno, “ordini superiori mi riferiscono di dire che lei deve tornare sulla sua nave”. “Non ci torno”. La terza telefonata, racconta il tassista, è concitata. Urlano da Livorno, urla Schettino. Sempre con le stesse ragioni. Il comandante a quel punto si fa accompagnare sulla banchina, ma sale sulla prima barca che lo porta a Porto Santo Stefano. Sulla nave non ci tornerà.

  3. Per completezza, c’è anche da prendere in considerazione una versione opposta,

    http://www.certastampa.com/news/index.php/news/world-news/italia/cronaca-2/1161-concordia-non-e-vero-che-il-comandante-e-sceso-per-primo-io-ero-sullultima-lancia

    secondo la quale il comandante è rimasto a bordo

    Io non so, non posso sapere, ma mi mette a disagio credere che 4000 persone vengano messe nelle mani di un solo uomo, creatura fallibile per antonomasia..
    Non può essere così. C’è o c’è anche dell’altro.
    Sta avvendendo in Twitter un linciaggio internazionale “il comandante era al bar mentre accadeva il disastro” e doveva forse essere ai remi?
    Capisco perfettamente la posizione della Costa, un discredito sulla compagnia, e la Carnival a cui appartiene in borsa oggi ha fatto un naufragio della quotazione, è un pericolo su centinaia di posti di lavoro.
    Capisco meno l’opinione pubblica che si sente sempre esperta di tutto, dalla formazione della nazionale a come si conduce una nave.
    – e ricordiamoci quei famosi 10000 morti in un giorno con cui il consiglio di sicurezza ha coperto una programmata aggressone.-

  4. Quello che scrive quella ragazza (che faceva parte dell’equipaggio) è assolutamente in contrasto con centinaia di altre testimonianze e non soltanto di chi era a bordo, ma soprattutto degli uomini della Guardia Costiera: il comandante era a terra fin dalle 23,30 e si è rifiutato di tornare sulla nave. Non a caso è incriminato anche per la fuga.
    Sui famosi diecimila morti libici mi sono già espresso molte volte, era manipolazione mediatica. Ma qui ci sono i fatti: il mancato allarme, la vicinanza con l’isola. Il disastro non è un’ipotesi: è avvenuto. E i responsabili della nave stanno in galera. Non sono pettegolezzi, sono fatti. E ogni buon cronista è tenuto a riportarli e a denunciarli.
    No, il comandante non doveva stare ai remi. Ma sulla plancia, al suo posto, specie dopo quella decisione avventata di …. salutare i gigliesi. Quella Katia parla di idiozie? Lo andasse a spiegare ai magistrati.

    1. Storie di eroi per un giorno. Persone che hanno aiutato altre persone a sopravvivere. Come quella di Mario Pellegrini, di un giovane ufficiale, di un dottore e di un commissario di bordo. In quattro hanno aiutato quasi 500 persone rimaste in trappola. Mario Pellegrini è il vicesindaco della piccola bellissima isola del Giglio. Salito sulla nave per aiutare, è stato l’ultimo a scendere. Parla della sua notte guardando dal porto la carcassa piegata, schiacciata dentro un mare ancora troppo freddo. Quando la Costa Concordia e i suoi quattromila passeggeri è stata tranciata dallo scoglio, “nessuno ha sentito niente” racconta Pellegrini. “Io ero dall’altra parte dell’isola”. Il Giglio a gennaio è vuoto, tranquillo, la gente a quell’ora era nelle case, fuori il gelo. La nave è passata vicino alla costa. “Troppo vicino. Succede a volte. Ma mai così”, continua il vice sindaco. Quando la gente ha cominciato a sbarcare nel piccolo porto, ha deciso di andare a bordo per dare una mano. “Sono montato sul primo tender da solo, d’accordo col sindaco che rimaneva qua a gestire l’affluenza. Volevo salire sulla nave per coordinare il trasporto delle persone, il nostro porto è piccolo, all’inizio volevo cercare un collegamento con qualche ufficiale, volevo arrivare come carica istituzionale, ma una volta salito, non ho trovato nessuno”. (…) Sul lato sinistro si sono ritrovati in quattro. Pellegrini, il giovane ufficiale, un dottore e un commissario. Sono stati loro a salvare oltre cinquecento persone. Non sono andati via finché dalla nave non sono scesi tutti. Tutto il racconto

  5. …che brutto “inizio d’anno”…! ma non è meglio, a questo punto, scappare in un’isola deserta?
    forza..Pino, fai le valigie..

  6. # Ot #

    La Corte d’appello di Torino ha condannato Fabrizio Corona a 5 anni di reclusione per l’estorsione a David Trezeguet, ex giocatore della Juve. Secondo l’accusa, nel 2009, a Trezeguet erano stati chiesti 25.000 euro per evitare la pubblicazione di alcune foto che lo ritraevano all’ingresso e all’uscita dell’appartamento di una ragazza conosciuta in un locale di Milano. I reati contestati a Corona erano estorsione aggravata e trattamento illecito di dati.

    Ma che bravo ragazzo: e ancora gli dedicano le trasmissioni.

  7. # Ot #

    Prendere una fittizia residenza in Svizzera per ottenere una targa straniera e poter così sfuggire al pagamento delle multe. Questo il sotterfugio escogitato da un 28enne milanese: sarebbero almeno 168 le contravvenzioni che, stando alle indagini, avrebbe collezionato nel capoluogo lombardo, dove di fatto ha sempre abitato. Il gip di Milano Antonella Bertoja ha ora disposto il sequestro preventivo dell’auto, una BMW 120, e il proprietario ora è indagato per truffa aggravata.

    Italiani, popolo di furbi.

  8. Non per difendere Corona ma proprio in politica, la nostra casta governativa, teneva il cassetto dei segreti con cui ricattare chiunque non facesse il loro gioco: Fini ancora non aveva ufficializzato il suo cambio di rotta che già era uscita la questione Montecarlo.
    Corona è diventato un capro espiatorio , a questo punto (sottolineando “a questo punto”).

    Sul “titanic” voglio solo sottolineare come si potrebbe ristampare l’intera mappa per individuare se gli scogli sono un po’ più verso i 90 gradi o verso i 93 e mezzo, resta il fatto che a 150 metri dalla costa ci sono gli scogli e le secche: punto!
    E non doveva succedere una tragedia per capire che il gioco non vale la candela: ti metti a navigare tra gli “iceberg” solo perchè finora l’hanno sempre fatto ed è sempre andata bene?? Mi riferisco all’affresco di Gauguin dell’altro post, se non vi dispiace: e chi ha parlato degli isolani? saranno sicuramente delle persone meravigliose ma che c’entra… con la tragedia appena avvenuta? E’stato a buon diritto criticato “l’inchino” tra il sindaco e il comandante, dal momento che ha creato “solamente” cinque morti e 40 dispersi. Che gli dobbiamo dire: bravi? perchè sennò siamo troppo “cattivi”?

    E’ ora di finirla che chiamare le cose con il loro nome equivalga a una “cattiveria”: è il contrario, ossia chi non chiama le cose con il loro nome, che è tacciabile di “falsità”, o di un orgoglio smisurato di chi non si mette mai in discussione.

    Neanch’io sono una giustizialista: infatti non sto facendo mezzo commento sul comandante, anche se per ovvie ragioni non posso certo averne stima, ma siccome nessuno può sapere cosa lui stia provando dentro questo momento, non mi sento di “infierire”, appunto. Ma dal linciaggi al giustificare l’ingiustificabile, esiste quella terza via che si chiama obiettività: definire le cose per quello che sono. E quindi che A PRESCINDERE da quanti altri l’hanno già fatto prima di lui, arrivare a 150 metri dalla costa quando sai benissimo che è piena di scogli si chiama menefreghismo e superficialità, punto! Il ragionamento da fare per chi ancora proprio non ci arriva è solo uno, ed è semplice: prendi una bilancia. Metti su un piatto della bilancia le condizioni esterne e i rischi da affrontare: scogli e secca. Sull’altro piatto metti le “motivazioni impellenti” che ti inducono ad affrontare il rischio: c’è un moribondo a bordo? vi hanno tirato addosso una bomba? vi stanno inseguendo i pirati? No, niente di tutto questo: tu stai correndo il rischio di una TRAGEDIA con morti e feriti per fare “ciao, ciao” agli isolani!
    E’ QUESTO, mi spiego, ciò che la gente non è più disposta ad accettare!
    Morire, o ritrovarsi gravemente menomati, per le cazzate, la superficialità e il menefreghismo assoluto di cui quest’epoca porta la bandiera.

    1. sulla concordia e’ stato gia’ abbondantemente detto tutto, su corona non ci siamo: e’ tutto meno che un capro espiatorio. intanto, il fatto che …lo fanno gli altri non giustifica niente e poi siamo su altra levatura, il bulletto e’ solo un volgare ricattatore da quattro soldi (si fa per dire: 25 mila euro per una foto sono una cifra).

  9. tratto dall’ articolo: “Lui è italiano, non è certo un criminale” … “Francesco Schettino, napoletano 52 anni, comandante della Costa Concordia”.

    Si è rifiutato di tornare a bordo dopo aver creato a perfezione, le condizioni per mandare a picco un paese galleggiante pieno di persone al suo interno, lasciandole in balia di se stesse, abbandonando la nave. E ci è riuscito, facendo morire persone che si sono affidate a costui e che invece sono morte nel terrore.
    Se non è criminale questo, che si deve fare per essere considerati tali?

  10. @ Roberto – Ma non lo sto giustificando.
    Come non è una giustificazione fare qualcosa “per secondi”, solo perchè prima l’ha fatta qualcun’altro, ovviamente,torna il discorso già fatto: se una cosa è sbagliata è sbagliata, punto… a prescindere da quanti l’abbiano già fatta prima di te. (non ho la “morale temporale”, quella secondo cui un’azione cambia di significato secondo i “tempi”).
    Ma non mi piacciono neanche le prese per il culo, “il bue che dice cornuto all’asino”, o i “due pesi e due misure”.
    Al riguardo è consigliata la visione di Report di qualche tempo fa…tutta sulla politica e i fotografi e i ricatti. Diciamo che Corona è uno perfettamente inserito nel sistema.

  11. Quello che ancora non ho letto da nessuna parte – perchè forse solo interrogatori e scatola nera lo riveleranno- è se la nave stava andando manualmente o in automatico, cioè secondo il piano che sempre viene preparato prima che la nave lasci il porto di partenza.
    L’inchino può, infatti, essere già compreso nel progamma ed essere realizzato dalla nave senza intervento manuale.

    E’ importante questo per sapere “quando” è nato l’errore, prima di tutto;poi chi ne è in pratica il reponsabile o quanti condividono la responsabilità- Da non trascurare infatti l’indagine sulla catena di comando, poichè gli ufficiali hanno facoltà di intervenire e passare dall’automatico al manuale.
    Da tutto questo sapremo il grado di infamità, se così, posso dire, del comandante. .

    .
    Su quel che si dice circa una cattiva conduzione dell’evacuazione, ritardi , mancanza di giubbotti ecc, la trasmissione di stasera a Classtv , con un superstite e un comandante – non della Costa – ha chiarito che le procedure sono state eseguite secondo quanto previsto dai regolamenti Ma ovviamente nel momento del panico non tutti comprendono.
    Per esempio alcuni hanno accusato il personale di essere corso subito alle scialuppe con il giubbotto indossato- in realtà è ciò che dovevano fare per assistere i passeggeri a imbarcarsi nelle scialuppe, Invece i passeggeri hanno equivocato, pensando che essi stessero abbandonando la nave, così anche quelli che avrebbero potuto andare in cabina a recuperare il giubbotto, documenti, valori non sono andati. C’è anche questo tra l’altro: la nave è una cassaforte in questo momento, con soldi e gioielli, molti esigeranno il recupero

    Aspettarsi come cosa naturale che andare per mare o in aereo sia sicuro e senza imprevisti come una passeggiata a piedi, secondo me è una pretesa esagerata, noi tutti viaggiatori ce lo dovremmo ricordare…

    1. Tutti noi viaggiatori infatti prevediamo la possibilità di un incidente. Non gli errori di chi ci porta. Comunque aspettiamo l’inchiesta: sarà tutto chiarito.

      1. “Le procedure che sono state adottate – ha precisato l’armatore – non hanno rispettato le rigide disposizioni documentate e di addestramento. Il comandante ha preso un’iniziativa di sua volontà che è contraria alle nostre regole di comportamento scritte e certificate. La manovra non era approvata, né autorizzata da Costa Crociere” , ha ribadito.

        Lo ha detto l’armatore. Non i passeggeri e neppure i giornalisti.

        1. Scusa, io non voglio difendere il comandante – non c’ero! – però la Costa con tutte le navi che ha in mare non può certo lasciar nascere il sospetto di qualche guasto ai comandi. Se non accusa qualcuno, e non si pone come parte lesa è la rovina. E non è detto che se la cavi, purtroppo.
          Se l’iniziativa cui si riferisce è l’inchino, direi che forse i comandanti dovrebbero giustificarsi se non lo fanno dal momento che è prassi; Ci sono video della Costa Romantica che sfiora Scilla. Nella tragedia, adesso si stigmatizzano anche cose per cui prima si applaudiva.

          1. Ok, anche questo è vero. Ma era un surplus l’ammissione della compagnia, c’è l’atto d’accusa del pm molto circostanziato e basato su dati tecnici e su testimonianze di esperti.
            Vedremo questo cowboy del mare come si giustificherà.

    2. Soprattutto quando sono 4.000 persone impaurite, che devono fuggire da una bara che affonda.
      La massa, quando si trova in queste condizioni, perde la sua identità e fa saltare fuori tutto ciò che di negativo possiede: il panico, l’ istinto di sopravvivenza che deve sopraffare quello degli altri. 4.000 persone da evacuare in pochi minuti sono troppe: questo lo dovrebbero capire pure gli amministratori della Costa Crociere, quando realizzano dei mostri galleggianti che per progettarli ci vuole l’ Urbanista.

  12. Nessuno pretende di controllare l’imprevisto e tantomeno l’errore umano che, lo voglio ricordare, humanum est.
    Ma rischiare una tragedia per un “inchino”, manuale o automatico che sia, per me si commenta da sè. Perlomeno incluso nel programma doveva esserci il rispetto della distanza di 5 miglia dalla costa, per non parlare della sicurezza che non si capisce come mai sia sempre un optional, e proprio quello mancante.
    Riguardo l’equipaggio, certo che devono usare i salvagenti e salvarsi anche loro, mica sono delle vittime sacrificali…. ma un prete, da un video messo da Giorgius nell’altro post, ha detto che sono stati presi a calci e pugni? pure questo faceva parte del programma? (se è vero è, io seguo come voi quello che sento).

    Ma invece io mi chiedo: riusciranno prima o poi a costruire navi con giubbotti e scialuppe in quantità superiori e per tutti?

    1. @Sissi. Prendo spunto dalla tua domanda per riformularla:
      Riusciranno 4.000 persone, che da spensierati e allegri turisti, in un attimo si devono trasformare in potenziali sopravvissuti ed uscire da una nave, in perfetta sicurezza, avendo a disposizione pochi minuti e senza sapere perché e dove fuggire? E’ impossibile.

    2. (cioè, con tutto il rispetto all’isola del Giglio eh! pare che uno non gli voglia fare l'”inchino”, invece sto solo dicendo che non ci si può sfracellare contro gli scogli per farlo, non so se si è capito, e come questo tante altre manovre azzardate per motivi assolutamente inspiegabili al confronto del rischio, questo sto dicendo. ma passo e chiudo – anche l’ot di prima, Pino)

  13. @ Walter – sì, infatti è simile ;-) (l’interrogativo).
    4000 persone sono quasi impossibili da gestire, ma a maggior ragione facessero almeno altrettante scialuppe e salvagenti. Anche perchè non vorrei che su un traghetto con 100 persone di salvagenti ve ne fossero quindici… sai com’è sono diffidente ;-)

      1. Ma sì, Walter, ma è proprio lo specchio dell’epoca.
        C’è gente che rischia la vita tutti i giorni, tutti i santi giorni, come se lavorare fosse un lusso acrobatico o una punizione, anzichè la possibilità e il diritto di poter sviluppare capacità e qualità, responsabilmente…e per tutti i tipi di lavoro.
        Il profitto è l’unica cosa che conta, ormai è tristemente noto, siamo indebitati fino al collo… e tutto affonda, proprio il caso di dirlo, sempre di più. Tutto.
        Per questo non sono e non mi sento giustizialista, penso che sia lo svolgersi della vita proprio..che ha questo scopo: l’esperienza, anche negativa, per capire quello che altrimenti non si capirebbe. Fosse per me io neanche condannerei quel comandante, ma lo aiuterei a capire… riabilitandolo affinchè non succeda più per le prossime volte. Stessa cosa per la compagnia.
        Come ognuno di noi, e a maggior ragione coloro che hanno anche la responsabilità delle vite altrui, dovrebbe uscirne profondamente toccato e responsabilizzato da questa tragedia… mettendoci del suo in quanto a responsabilità e rispetto anche nel lavoro più semplice che ci sia. Non linciaggi e punizioni, non servono a niente, ma cambiare, trasformare… quello che al momento attuale ancora non è.
        Già se ci avvicinassimo a questo, potremmo dirci un po’ più evoluti. (secondo me naturalmente).

  14. Le cause della sciagura saranno accertate tecnicamente (anche se il magistrato le ha di fatto già chiarite e lo stesso armatore le ha ammesse: errore umano), a me fa indiavolare in ogni caso la fuga del comandante. Accertata. Perchè le testimonianze non sono soltanto quelle dei passeggeri, sicuramente alterate, ma della Guardia Costiera e della Capitaneria di Porto. Cioè autorità. Ecco la ricostruzione.

    All’1.46 di sabato mattina il comandante della Concordia Francesco Schettino riceve l’ennesima telefonata dalla Capitaneria di Porto: «Cosa vuole fare, vuole andare a casa?». Domanda con voce alterata un ufficiale. E Schettino si lascia sfuggire: «Abbiamo abbandonato la nave», ma subito dopo ritratta. E quando dalla Capitaneria si dice che ci sono «già dei cadaveri», Schettino chiede «Quanti?». E l’ufficiale: «Deve dirmelo lei!». La prima telefonata della Capitaneria Schettino la riceve alle 00,32. A quell’ora secondo alcuni testimoni il comandante si sarebbe già messo in salvo sulla scogliera. Gli viene chiesto quante persone sono ancora a bordo. Schettino risponde 2-300, cioè, come sottolinea una fonte qualificata dell’Ansa, sostiene che sarebbero state già evacuate 4 mila persone dopo soli 40′ dall’abbandono nave. Ma è una cifra che ripete più volte nel corso della telefonata. «Ora torno sul ponte – assicura alla Capitaneria – Ero andato a poppa per capire cosa stava succedendo». «Rimarrà solo lei?», chiede la sala operativa. «Credo di rimanere solo io» replica. Alle 00,42 una nuova telefonata. La sala operativa della Capitaneria chiede quante persone devono ancora essere evacuate. Schettino risponde: «Ho chiamato la società e mi dicono che ci sono un centinaio di persone». In realtà l’evacuazione è ancora nel pieno svolgimento, se non all’inizio. «Io sto coordinando» assicura Schettino all’ufficiale della Capitaneria. Ma pochi secondi dopo si lascia scappare prima la frase «Non possiamo salire più a bordo perché stava appoppando». E poi: «Abbiamo abbandonato la nave». È a quel punto che l’ufficiale della guardia costiera comincia a sospettare che Schettino abbia lasciato ad altri il coordinamento dell’evacuazione e si sia messo in salvo: «Comandante, ha abbandonato la nave?», gli chiede. Schettino svelto ritratta: «No, no, macché abbandonato la nave». All’1,46 le comunicazioni si fanno più concitate. L’ufficiale della guardia costiera alza la voce, e cerca di scuotere il comandante. «Adesso lei va a prua, risale la biscaggina (la scala di corda delle navi, ndr) e coordina l’evacuazione. Ci dice quante persone ci sono ancora: se ci sono bambini, donne, passeggeri e il numero esatto di ciascuna di queste categorie. Vada a bordo. Cosa fa, lascia i soccorsi?». Schettino: «No, no, sono qua, sto coordinando i soccorsi». L’ufficiale ricomincia: «Comandante, è un ordine, ora comando io. Lei ha dichiarato l’abbandono nave, vada a prua, risalga sulla nave e vada a coordinare i soccorsi. Ci sono già dei cadaveri». Schettino: «Quanti?». L’ufficiale: «Deve dirmelo lei, cosa vuole fare, vuole andare a casa? Lei ora torna sopra e ci dice cosa si può fare, quante persone ci sono e di cos’hanno bisogno». Schettino di nuovo assicura: «Va bene, sto andando». Secondo la Capitaneria, tuttavia, non risalirà più a bordo.

      1. Come vedi, non sono pettegolezzi di giornalisti. Si tratta di verbali. E quella Katia pensasse alle decine di morti (36?) piuttosto che attaccare la stampa, com’è ormai sport nazionale.

        1. Però mi chiedevo una cosa, questa registrazione è una prova che andrà in dibattimento, non so se sia stato un comportamento corretto quello di diffonderla. A meno che sia stata diffusa dagli inquirenti stessi.
          Leggevo che per la Rena,, quella che si è arenata in Australia e che causa tuttora dei pericoli, le autorità si sono comportate in modo diverso – c’ e ancora c’è chi chiede una indagine indipendente . Siccome si è saputo subito che il livello di sicurezza della nave era sotto gli standard richiesti, non è stato possibile scaricare tutto su “un” responsabile.

          1. Questo è un altro discorso: probabilmente sono stati gli stessi inquirenti a diffonderla. Ed è un altro discorso anche la sicurezza della nave (non credo che debba superare il test dello slalom fra gli scogli). Se mi permetti continui ad arrampicarti sugli specchi per arginare una situazione che è addirittura evidente. Il comandante è sempre comunque responsabile di un disastro. Con l’aggravante, pesante, stavolta della fuga: ci sono i codici (oltre alla tradizione) a stabilire che deve essere l’ultimo ad abbandonare la nave. Così non è stato: ci sono testimonianze e riscontri a dimostrare che non è così. Non riesco proprio a capire come puoi continuare a difenderlo.

            [e per piacere commenta in fondo, con i “replica” non ci si capisce più niente]

  15. Sono ventinove i nomi che mancano all’appello, ma per ore sul reale numero dei dispersi del naufragio del Giglio è stato il caos. E ancora adesso non è definita la “mappa” delle nazionalità di chi non si trova più. Oltre ai sei italiani irreperibili, la giornata è stata scandita da allarmi e notizie dalla difficile conferma. I media tedeschi hanno parlato per tutto il giorno di almeno dieci cittadini scomparsi provenienti dalla Germania. Cifra confermata dalla Prefettura di Grosseto. Da Parigi il ministero degli Esteri denuncia la scomparsa di due coppie di francesi. E poi ci sono due americani e una peruviana.

  16. Le operazioni per evacuare la nave Concordia sarebbero iniziate almeno un quarto d’ora prima della comunicazione di abbandono nave data dal comandante. Sarebbe stato una sorta di ammutinamento condotto in alcune parti della nave Costa da parte dell’equipaggio. I membri dell’equipaggio, secondo le prime indagini della Guardia Costiera, dopo che la nave si è inclinata ed è rimasta al buio avrebbero capito che non c’era altro tempo da attendere e hanno deciso di preparare i passeggeri e le scialuppe per lasciare la Concordia. Questo sarebbe iniziato già intorno alle 22,45, quando la comunicazione di ’abbandono navè del comandante Francesco Schettino alla guardia costiera è fissata dai sistemi di registrazione alle 22.58. Dall’inchiesta emerge anche che la manovra di accostamento al porto del Giglio non è stata voluta dal comandante. I locali motore erano invasi dall’acqua, non più funzionanti, e la nave era in balia delle correnti. L’accostamento al porto sarebbe stato dunque un caso. Dalle prime verifiche della guardia costiera, dunque, dopo la collisione con lo scoglio e l’allagamento della sala macchine, non sarebbe stato possibile governare compiutamente la Concordia e compiere la manovra di emergenza di accostamento al porto: la nave sarebbe sbandata, andata come ’in testacodà. La conferma arriverebbe anche dalla velocità tenuta dalla nave e registrata sia dal Voyage Data Recorder, una delle “scatole nere” sia dall’Ais, il sistema di identificazione delle navi che ogni Capitaneria ha in sala operativa. La Concordia al momento dell’impatto (alle ore 21,45 e 5 secondi) viaggiava a 15 nodi e ha rallentato, sbandando e girando la prua verso sud, fino a 5 nodi delle 21,49, ai 4 delle 21,52,agli 0,7 (meno di 2 km all’ora) alle 22,14. La nave, sempre secondo i tracciati, si è fermata definitivamente dov’è ora circa mezz’ora più tardi.

  17. LA STRAGE PER UN BANALE GIOCO

    «Guarda la tua isola». Strage per un gioco
    In plancia un capo cameriere del Giglio. Lui avvisò: attenti, siamo troppo vicini

    http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_16/guarda-la-tua-isola-strage-per-un-gioco-marco-imarisio_625più tutto il materiale video e fotografico di una nave squarciata5f41c-4014-11e1-a5d

    …perchè un conto è non aver seguito vicende complicate in cui due o più persone vengono accusate o si si accusano a vicenda di qualcosa: ovviamente serve un approfondimento a meno di non possedere la sfera di cristallo con l’oracolo di Delfi….
    un altro è saper leggere i giornali, ascoltare le testimonianze di gente stralunata che si è vista la morte in faccia, ma soprattutto il materiale video e fotografico di una nave squarciata da uno scoglio, DIVELTO addirittura dal fondale.
    Oppure , Pino, dici che è caduto un asteroide proprio sul motore della nave, guastando il motore?

    Io penso che la gente è sempre tenuta all’oscuro di un po’ troppe cose, non è realmente consapevole dei pericoli che corre. Perchè se i passeggeri di questa o altre navi sapessero che fare l'”inchino”, ora come in passato, comporta
    una vicinanza tale alla costa da rischiarci la vita, non credo proprio applaudirebbero, anteponendo l'”etichetta” alla loro stessa vita. Anzi, lo ripeto fino alla nausea: è questa superficialità…. tipica dei “cowboy” e degli sbruffoni del pericolo che ha veramente rotto.

    “Adesso il maitre del Giglio è chiuso in casa, abita lontano dall’isola, e chi ha parlato con lui racconta di un uomo tormentato dai sensi di colpa, per quel gioco non voluto e neppure richiesto che lo ha trasformato in un protagonista a sua insaputa di uno dei più grandi naufragi della storia d’Italia”. (Corriere.it)

    (e con la compagnia che, come sempre avviene, all’inizio ha cercato di negare appoggiando il “proprio” comandante, poi di fronte all’evidenza dei fatti…e del disastro, ovviamente non ha potuto continuare a negare l’evidenza).

    OT – altri “naufragi” in corso: Draghi ha detto che la situazione è gravissima…

  18. Il filmato, che gli investigatori definiscono «impressionante», segna l’ora delle 22,30: ovvero 45 minuti dopo l’impatto della Concordia con gli scogli delle Scole, 150 metri a sud del porto dell’Isola del Giglio. Lo ha realizzato una motovedetta della Guardia di Finanza, quella sera casualmente in servizio nelle acque dell’Argentario, la prima ad arrivare vicino alla nave in avaria, dopo aver captato le perplessità e le richieste della Guardia Costiera di Livorno, in contatto radio con la plancia della Concordia. E dimostra una cosa semplicissima quanto micidiale: la nave per quasi due ore rimase quasi senza inclinazioni. Rimase cioè in una posizione di sicurezza (7 gradi di inclinazione dieci minuti dopo l’impatto, diventati 60 due ore dopo). Se l’ordine di sbarco fosse stato dato per tempo, avrebbe consentito di utilizzare tutte le scialuppe di salvataggio, anche quelle della fiancata sinistra che invece non si riuscirono più a sganciare per il piegamento della nave. E soprattutto, avrebbe consentito di portare in salvo davvero tutti i passeggeri e il personale di bordo.

    I magistrati vogliono capire un «buco» di quasi un quarto d’ora che si rileva dai controlli dei tracciati satellitari del sistema «Ias» (acronimo di identification automatic system) sulla rotta della Concordia quella sera. Come se, è questo il sospetto, il sistema fosse stato disattivato appositamente poco prima dell’impatto con lo scoglio, esattamente 7 minuti prima, e riattivato 8 minuti dopo, quando ormai la nave era sulla secca a 20 metri dalle rocce del Giglio.

    1. ah ecco… quindi lo sapeva pure lui…che non si poteva fare. (se ha disattivato il sistema).
      L’altro comandante, quello famoso…come si chiama, è sbottato furioso che lui invece avvertiva la Capitaneria di Porto prima… di fare l'”inchino”. PRIMA, sempre. In altri tempi.

  19. …ma soprattutto le FOTO DI UNA NAVE SQUARCIATA…. sai vero che giornali e tg a volte sono controversi e imprecisi – come tutti cercano di capire e di approfondire, e poi si aspettano ulteriori accertamenti tecnici della scatola nera ecc – ma le FOTO… di una nave squarciata, con uno scoglio entrato entro alla nave…difficile pensare a un guasto al motore, questo dico. Ma che siamo tutti cretini.

    Ora si esamineranno altre concause, certo…ma dico il maitre, non esperto quindi di navigazione e macchinari, ha detto per primo spaventato “siamo troppo vicini”… serve un brevetto nautico per capire che sotto costa è pericoloso??? ADESSO COME PRIMA, certo! sono due giorni che lo ripeto: ANCHE IN PASSATO…. se questo inchino comporta passare su secche e scogli. Anzi strano che ci sia voluta la tragedia perchè sennò prima non si capiva.

    (e comunque se mi scaldo tanto non è “solo” per la tragedia attuale, per quanto enorme, ma perchè appunto vuole essere un richiamo a quella vecchia responsabilità e serietà di una volta… a tutti, compresi i singoli che fanno casino con le moto ad acqua proprio a riva, compresi gli sparvieri che corrono coi motoscafi magari ubriachi, fino ai comandanti che vorrei come quei vecchi comandanti di una volta…Uomini d’onore e di mare, seri, coraggiosi, Responsabili, protettivi… con la propria nave e passeggeri che amavano più di se stessi. Come si stanno comportando ora tutti i sommozzatori, sempre da quel che leggo…. e tutta la capitaneria di porto, dai soccorsi in poi: dei veri eroi.
    E’ lo specchio dell’epoca invece quell’altro scenario di cui sopra, lo ripeto).

  20. Ci sono comandanti e comandanti. Certo il comandante dell’Andrea Doria è stato molto diverso. E’ storia.

    Il numero limitato di vittime ed il completo successo delle operazioni di soccorso è merito del comportamento eroico dell’equipaggio dell’Andrea Doria e soprattutto del comandante Piero Calamai e delle rapide e difficili decisioni da lui prese in momenti tanto concitati. Tali capacità furono dovute alla sua grande esperienza soprattutto nelle due Guerre Mondiali. Dopo il salvataggio di tutti i passeggeri, il comandante Calamai restò a bordo dell’Andrea Doria rifiutandosi di mettersi in salvo; fu costretto a farlo dai propri ufficiali tornati indietro appositamente.

  21. Ho letto tutta la storia col fiato sospeso l’altra sera sul Corriere, dal Titanic all’Andrea Doria al Moby Prince.
    Commovente..il capitano dell’Andrea Doria: un vero Uomo, e un vero esperto di mare.

  22. Poi stavolta giornali e televisioni stanno facendo un ottimo lavoro. Al di là delle testimonianze, pubblicano documenti, registrazioni audio, filmati, analisi di autentici esperti.

    Non sono chiacchiere, sono fatti. Sentite la registrazione della telefonata con la Guardia Costiera.

    Il procuratore capo di Grosseto: “L’ordine di abbandonare la nave è arrivato un’ora e 16 minuti dopo l’impatto”.

  23. Già. Anche loro, come i soccorritori.
    Poi da chi c’era invece…senti dire, cioè chiedere se “il comandante doveva essere ai remi”: e perchè non a giocare a tennis o a ballare il tip-tap? non ci ha pensato la ragazza che invece C’ERA….(?)

    (e comunque pure le due ore di ritardo mi avevano colpito fin sa subito: anche in questo…. è stato sottovalutato il pericolo, lo dicevano i passeggeri stessi che sono rimasti un’ora e mezza senza che succedesse niente, e anche in questo…non serve essere esperti di navigazione…….. per capire l’importanza della tempestività. Per chi non sottovaluta i pericoli…sempre, prima ancora di titoli e brevetti).

  24. Ieri i carabinieri del nucleo sommozzatori di Genova si sono immersi dal promontorio sotto casa Tievoli. Cercavano il punto preciso dell’impatto. Lo hanno trovato a 8 metri di profondità, nell’allargamento sottomarino della Scola piccola, lo scoglio esterno. C’erano anche due pezzi di lamiera della nave, prova definitiva della violenza dell’urto, di una nave fuori controllo. Hanno misurato la distanza dall’ultima propaggine del litorale, e il risultato è come una sentenza. Tra 92 e 96 metri, quella bestia da 114mila tonnellate era in zona balneabile.

  25. Katia Keyvanian, GSM della Costa Crociere era sulla Concordia. Scrive velocemente perché vuole prendere prima possibile il treno che la riporterà a casa. “Vorrei tanto essere invitata dai vari Giletti, Mentana, Vinci, e da tutti gli altri giornalisti, che senza cognizione di causa, senza aver verificato le loro fonti, e le notizie, scrivono e dicono un sacco di idiozie! spesso le informazioni sono date da persone che non conoscono i fatti e la materia. Vorrei poter rispondere, alla marea di idiozie e falsità che sono state dette!”, scrive Katia.

    Lo ripropongo perchè più leggo queste dichiarazioni e più mi sale la rabbia. Di questa signorina che dà lezioni a tutti. Certo lei c’era e conosce fatti e materia, chissà se ha sentito le registrazioni audio, se ha sentito gli esperti veri, i magistrati, se ha analizzato tutti gli elementi probatori. Ho già scritto che è da tempo uno sport preferito da tutti scaricare le colpe sui giornalisti, ma stavolta non si tratta di ipotesi, si tratta di fatti. Un fatto, per esempio, è che la signorina lamenta la perdita della sua targhetta e della macchina fotografica ed ha soprattutto una fretta tremenda di prendere il treno e tornare a casa. Mentre i cadaveri ancora non erano all’obitorio e trenta persone erano (sono) ancora dentro la nave-tomba. Pensasse alla sua coscienza piuttosto e anche alla sua fuga. Non conosco esattamente il suo ruolo e dunque le sue responsabilità per cui non so se le spettava restare per partecipare ai soccorsi. Pensasse in ogni caso alle sue idiozie e alle sue falsità, come per esempio quella di difendere un comandante pazzo e codardo.

  26. Comunque pure la Costa Crociere ha le sue responsabilità oggettive. Non lo hanno messo i turisti quell’ equipaggio da bagnarole rose e fiori., ma loro. Gli inquirenti valuteranno cosa addebitargli dell’ accaduto.

  27. …caro Walter intanto la proprietà, CON DIVERSE ORE DI RITARDO, ha preso le distanze dal coraggioso CAPITAN FRACASSA…ma credo tu abbia ragione, qualche scapaccione lo prenderanno pure loro….
    mi chiedevo: ma a chi guida le navi lo fanno il test dell’alcool o peggio ancora antidroga ???
    Pino i momenti sono parecchio drammatici ma la tua battuta mi ha fatto ridere parecchio….:)

  28. Sale a 11 il numero delle vittime nella tragedia della Costa Concordia: altri cinque corpi senza vita sono stati individuati dai sommozzatori della Guardia Costiera a bordo del relitto. Si tratta di quattro uomini e una donna di età compresa fra i 50 e i 60 anni: i corpi si trovavano nella parte di poppa sommersa e indossavano tutti il giubbotto salvagente.

    In mattinata, prima del ritrovamento degli altri cinque corpi a poppa del relitto, risultavano 29 dispersi: lo aveva comunicato il prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi. Le nazionalità sono state rese note dall’unità di crisi: si tratta di sei italiani, 14 tedeschi, 4 francesi, un ungherese, due statunitensi, un indiano e un peruviano. Di questi quattro sono membri dell’equipaggio: un italiano e i cittadini di India, Ungheria e Perù. L’unità di crisi del ministero degli esteri tedesco ha detto oggi che i dispersi tedeschi al momento sono 12, ma gli incaricati del ministero stanno ancora cercando di rintracciare alcune persone attualmente irreperibili, il cui numero non è stato specificato.

  29. (ANSA) – ISOLA DEL GIGLIO (GROSSETO) – Quando sali’ a bordo del suo taxi,la mattina dopo il naufragio della Concordia l’unica cosa che il comandante Francesco Schettino chiese al conducente fu dove poteva comprare un paio di calzini. Lo racconta lo stesso tassista che quella mattina,come tanti altri cittadini del Giglio si trovava sul molo per soccorrere i naufraghi della Costa e al quale fu chiesto di portare il comandante all’Hotel Bahamas.’Era come un cane bastonato,aveva freddo ed era impaurito’dice.

  30. …..francamente non riesco, al momento, a provare pena per lui…..comprendo il panico, comprendo la paura, capisco tutto ma darsela a gambe con 4000 persone in balia del mare è stato un comportamento inqualificabile ( per decenza )…un pò come colore che investono con l’auto un passante e scappano…anzi peggio!!!

  31. È terminata a Grosseto l’udienza del comandante della nave Costa Concordia, Francesco Schettino, davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Grosseto, Valeria Montesarchio. Il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio ha spiegato che «la ricostruzione fornita dal comandante della Costa Concordia non ha modificato l’impianto accusatorio» e che è stata chiesta la conferma delle misure cautelari per il graduato. Il gip si è riservato di decidere. Le accuse sono di omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono di nave.

  32. Dopo l’impatto con lo scoglio, racconta l’ufficiale Alessandro di Lena a La Repubblica, “il comandante si è attaccato al suo telefono cellulare, ha fatto numerose chiamate. Noi gli chiedevamo: “Comandante che si fa?” Ma lui niente, era sempre al telefono”. Secondo quanto viene riferito, “Schettino chiama almeno tre volte, forse quattro, Ferrarini, con cui parla a lungo”. Roberto Ferrarini è il responsabile dell’unità di crisi e controllo della flotta Costa.
    Fonti della società armatrice confermano alla testata che “è vero. Schettino ha contattato Ferrarini una prima volta alle 22.05 e a seguito di quella comunicazione sono state attivate le procedure d’emergenza”. Ma lo sgombero è stata disposto soltanto alle 22.58, dopo un’ulteriore insistenza della Guardia Costiera. Fonti ufficiose della compagnia confermano che le comunicazioni di quella notte con Schettino sono movimentate, come riferisce il giornale.
    Alle 22.30 circa, gli ufficiali si sarebbero resi conto che attendere una risposta dal comandante era inutile e avrebbero investito di fatto del comando della nave il comandante in seconda, Roberto Bosio, che ha dato il via all’immediato sgombero”.

  33. non sugli specchi… sugli scogli mi sto arrampicando.
    Gli scogli sono la confusione fra chi era ai comandi in quel momento – e ciò lo dobbiamo ancora sapere –
    e quello che il comandante ha fatto dopo – e ciò lo sappiamo da moltissimi, come sempre quando ci sono dei morti-
    Un altro scoglio è che tutte le spiegazioni infamanti sono credute,, quella della ragazza no e nemmeno, questo è strano, quella di Foschi che ha accusato sì della manovra sbagliata ma non di abbandono della nave.
    Lo scoglio più scivoloso è il processo alle intenzioni cerca il recupero della scatola nera, a meno che sia stato lui a dirlo, questo non mi risulta ma non leggo tutto.
    Mi inciampo anche in quei 7 minuti di black out satellitare- è mai possibile che una nave possa nascondersi impunemente cosi? Il comandante avrebbe poi dovuto giustificarsi con i superiori; oppure era prassi normale avvicinarsi a riva e allora perchè il black out?
    Appena trovo risposte convincenti e colpevoliste mi disinteresserò della faccenda e scenderò dagli scogli..

    1. a Schettino interessa che sia convinta la Procura, a me interessa di essere convinta da quello che viene diffuso. Al momento, sembra che l’ipotesi di fuga all’estero e del pericolo di gesto autolesionista sia smentita dai domiciliari. un pò di infamia gratuita è stata tolta.
      Con il passare dei giorni si elimineranno le supposizioni infondate e si avrà finalmente il quadro realistico. Ciao

        1. ..o di chi vuole aver ragione per forza in cerca di originalità.
          Una nave squarciata e affondata è diventata una “supposizione”, quei poveracci (magari) comparse prese a cinecittà: poi quando parlo di superficialità di giudizio oltre che d’azione ora mi capite?

          Ha confessato il comandante di cui si supponeva la responsabilità del disastro.
          C’è un gran parlare di tutte le altre navi che nei mari di tutta Italia perseguono nell’avanzare sotto costa: dopo una tragedia, chissà se presupposta anche quella, io spero solo che passi a tutti la voglia di certe spacconerie (mezzi pubblici e privati, marini come stradali). Almeno dopo…non dico “prima”, ma almeno con la coscienza del “poi”, quella che è risaputo non essere troppo illuminata.

          Carina la foto Roberto… ;-)
          ..ma invece “i discorsi” di tale Katia, incomprese perle di saggezza, quali sarebbero? vorrà mica andarci fino da Giletti per chiedergli “se il comandante doveva mettersi ai remi”? ma perchè non si propone al grande fratello magari insieme a qualcun’altro in cerca di risposte, che là troverebbero tutte le.. conferme!….. (e un rispetto per le vittime, e agli occhi del resto del mondo…).

      1. Non c’è verso: stai sempre sugli scogli. L’ipotesi di fuga era una mossa tecnico-giudiziaria (che chi ha un minimo di pratica conosce bene) per arrestarlo non in flagranza di reato. Forse ti sfugge appena che i domiciliari sono un dettaglio per una persona che non ha certo un passato criminale. Ma la notizia vera, cioè il quadro realistico, è che stato confermato l’arresto, quindi l’impianto accusatorio della Procura anche per il giudice è più che solido (è comunque una misura cautelare). Ho detto della Procura, non dei giornalisti.

        (Non c’è verso, con tutti questi replica. Naturalmente la risposta era per mcc43)

  34. ”La nave dopo l’urto con lo scogli ha avuto uno sbandamento di 90 gradi. Non potevo risalire sopra”. Anche cosi’ il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino si e’ difeso dall’accusa di aver abbandonato la nave nel naufragio dell’Isola del Giglio rispondendo al gip e ai pm di Grosseto.

    altro che le scemenze che scrive quella katia, e’ lui stesso a confermare: se non poteva risalire e’…perche’ era sceso – e non si mai visto nella storia del mare un comandante che non scende per ultimo (basta leggersi la storia dell’andrea doria)

  35. schettino – dice il pm – ha sbagliato. ok. dicono anche che le navi da crociera passano spesso sotto costa. domanda: questi passaggi risultano in qualche rapporto delle capitanerie? ci sono dei controlli o si lascia fare? come dire: schettino passava sempre con il rosso e il vigile non diceva nulla. ora c’e’ stato un “frontale” e allora sono guai. schettino dira’: ma sono sempre passato con il rosso…

    1. Forse voleva coordinare le operazioni di soccorso dal Bar del Porto bevendo Sambuca.
      Si spera che si riescano a trovare le altre persone disperse ancora vive. E’ possibile, ma molto alla lontana.

  36. Arresti domiciliari per il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino. E’ la decisione del gip di Grosseto, Valeria Montesarchio che ha dunque convalidato il fermo del comandante disposto dalla procura di Grosseto sabato scorso. E’ quanto si apprende da fonti vicine alla difesa

  37. Sul comportamento del comandante nella serata di venerdì 13 si è espresso anche uno dei cuochi di bordo, Rogelio Barista di nazionalità filippina, che ha raccontato che la sera del disastro il comandante Francesco Schettino era indifferente a quanto stava succedendo a bordo dopo l’incidente “Il comandante ci ha ordinato la cena intorno alle 22-22.30 e l’ho visto con una donna che non ho riconosciuto”, ha detto Barista. “Ho guardato fuori per cercare il comandante e l’ho visto ancora in attesa del suo drink. Mi sono chiesto perchè, con tutto quello che stava accadendo -ha concluso- stava ancora aspettando il dessert per la sua ospite”.

    ed ecco com’era accolto, da vero vip video

  38. @ no roberto, non mi offendo, però devo dire che non è bello accogliere opinioni diverse come se fossero tignose impuntature. Mancano tante risposte prima di farne un “mostro” invece che un imputato.
    Me ne starò … sugli scogli. fino a che non arriva la lettura della scatola nera. che delinirà finalmente,- speriamo – le colpe del comandante, .

  39. e’ vero che e’ ormai dipinto come un mostro ma se vuoi il mio di parere e’ che tu continui a parlare dell’incidente (sicuramente da accertare tecnicamente) mentre qui come dappertutto si insiste sul fatto che e’ scappato: si insulta per la fuga e mi pare che almeno su questo non ci siano dubbi dopo tante testimonianze e soprattutto quella famosa telefonata (lo ha ammesso lui stesso poi dicendo che “non poteva risalire” segno che era sceso e non certo per ultimo visto che l’operazione era ancora in corso)

  40. Se tutto quello che si è letto è vero questa storia mi lascia sgomento. Come è possibile lasciare la vita di 4000 persone in mano ad un uomo che non è all’altezza di affrontare situazioni di crisi, da lui stesso generate oltrettutto? Come viene valutata l’idoneità di questi ufficiali? Ma non solo. Pare che i tentativi di calare le scialuppe siano stati effettuati da membri dell’equipaggio che non avevano idea di come eseguire l’operazione. Forse qualcuno che conosceva la procedura c’era ma per calare in mare quattromila persone tutti i membri dell’equipaggio dovrebbero essere in grado di calare scialuppe, anche la donna che pulisce i pavimenti.

  41. Veramente anch’io (e tanti altri) abbiamo continuato a parlare dell’incidente più che della fuga, riprovevole ma pur sempre una “conseguenza”, nel senso cronologico, del primo.
    Rispetto le opinioni di tutti, ma se non sono d’accordo lo dico (e anche questa è una mia opinione): solitamente si chiama dibattito, o confronto, scambio di vedute – e lungi da me zittire alcuno.
    Tutt’è attenersi alla realtà dei fatti però: perchè se all’origine è evidente al mondo intero che la causa è stato uno scoglio divelto dal fondale e entrato nella nave – detto dai passeggeri che l’hanno vissuto in prima persona, detto dalle foto e dai video documentatissimi e visibili a tutti, dalle telefonate e dalle registrazioni del “gioco” e dell'”inchino” all’isola del Giglio, detto dal comandante stesso…. che si è giustificato dicendo di non sapere che in quel punto c’era uno scoglio ma non ha negato l’impatto con lo scoglio stesso dicendo che gli è caduto addosso un asteroide…. a quel punto sentir parlare di un eventuale “guasto al motore” mi lascia perplessa, tutto qua.

    Va bene approfondire, ovvio che l’inchiesta va avanti e rivelerà ulteriori eventuali corresponsabili, nè io ho mai parlato di chiuderla (io parlavo esclusivamente di “superficialità” all’origine, nemmeno creando “mostri e imputati” ma solo e unicamente analizzando la ‘causa’ più che l”effetto’), ma attenendosi ai fatti e alle circostanze esterne però, DOCUMENTATI da foto e video, ripeto, (in cui si evince una nave squarciata da uno scoglio), e dunque non sulla base di sensazioni soggettive e individuali.

    1. La rotta per il saluto al Giglio era stata tracciata fin dalla partenza, da Civitavecchia. L’ufficiale di rotta mi aveva avvertito: “Occhio allo scoglio”. Ma io lo avevo già fatto almeno altre tre o quattro volte, mi sentivo sicuro…». Ammette: «Ero alla guida della nave. Il pilota teneva il timone al mio fianco e io davo gli ordini. C’era un punto in cui dovevo virare a destra per evitare gli spuntoni ma non ho fatto in tempo. Ci siamo avvicinati troppo e quando la nave ha cominciato la virata, la poppa ha preso lo scoglio sulla fiancata sinistra e ha avuto uno scossone…». Altro che scogli non segnati dalle carte nautiche, altro che «blackout» elettrico: Francesco Schettino, il comandante della Concordia, davanti al gip Valeria Montesarchio e ai quattro pm della Procura di Grosseto, nel suo primo interrogatorio ammette ogni responsabilità. Balbetta, si dà del «coglione», si dice pentito, chiede scusa. Non è vero nemmeno infatti che quella notte Schettino dopo l’impatto fece una manovra di riscatto per avvicinare la nave alla costa: «Dopo aver colpito lo scoglio mi accorsi che la nave non manovrava più, sperai nell’abbrivio per arrivare il più vicino possibile al Giglio, dove sapevo che c’era una secca…».L’inchiesta riparte da questo verbale che invece di chiarire definitivamente le cose apre nuovi interrogativi. Due soprattutto i punti rimasti in sospeso: perché Schettino non si accorse di aver superato il punto di virata segnato sulla carta nautica dal suo pilota? E soprattutto: perché attese ben un’ora e 40 prima di ordinare l’abbandono della nave impedendo così l’utilizzo di diverse scialuppe? Due mosse fatali che hanno causato la morte di troppe persone.

      Qualche “suggerimento” dalla Costa?

      1. «Non è vero che sono scappato. Ero caduto accidentalmente fuori dalla nave sul tetto di una scialuppa e non sono più riuscito a risalire perché la scialuppa è rimasta appennellata, sospesa. L’ordinanza del gip

        L’accusa gravissima per chi è il responsabile della nave è quella di aver «abbandonato 300 persone incapaci di provvedere a se stesse e delle quali doveva invece avere cura». Il riferimento è ai disabili, ai bambini, agli anziani che erano a bordo della Concordia e che sono stati lasciati in balia degli eventi mentre «Schettino, nonostante quanto previsto dalla legge, non è sceso per ultimo». Una violazione pesante, ma soprattutto un’onta che il comandante ha provato ieri a spiegare con una ricostruzione difficilmente credibile: «Non avevo alcuna intenzione di scappare, stavo aiutando alcuni passeggeri a mettere in mare una delle scialuppe. Ad un certo punto il meccanismo di discesa si è bloccato, abbiamo dovuto forzarlo. All’improvviso il sistema si è riattivato e io, dopo aver sbattuto, mi sono ritrovato dentro la barca di salvataggio insieme a numerosi passeggeri». Una linea di difesa che appare alquanto strana se si tiene conto che su quella stessa scialuppa si sono ritrovati anche il secondo ufficiale Dimitri Ckristidis e il terzo ufficiale Silvia Coronica. Possibile che ci siano finiti per caso pure loro?

        Insomma, è vero che è scappato. Ma a sua insaputa. Quest’Italia piena di gente distratta.

  42. Il capo degli “ammutinati” della Concordia parla con doloroso imbarazzo. Non fa mai il nome dell'”altro”, ma ad un certo punto sbotta: «Solo un disgraziato avrebbe potuto abbandonare tutte quelle persone a bordo». Roberto Bosio è il capitano che dopo l´abbandono del comandante Schettino ha preso il comando della nave e coordinato con il resto dell´equipaggio le operazioni di soccorso e sbarco dei passeggeri. Lui è quello che non ha abbandonato nessuno. Che per tutta la notte ha aiutato donne e bambini a salire sulle scialuppe di salvataggio. Che a terra è sceso per ultimo. Due volte predestinato, anche perché sulla Concordia era senza divisa, un ospite in borghese. Reduce da un´altra crociera Costa al timone di una “gemella”, la Serena, dopo sei mesi consecutivi di navigazione stava tornando a casa e aveva preso un passaggio dai colleghi fino al porto di Savona, da dove avrebbe poi proseguito per Ventimiglia.

    1. Cerco di tacere i giudizi perchè sennò siamo noi i “disgraziati” e “quelli che lo stanno umanamente uccidendo”.
      “Noi”, capito?

      Comunque: 80 feriti, rischia la paralisi il cuoco del Bangladesh.
      (Corriere.it)

  43. Schettino afferma di essere “caduto” sulla scialuppa, e dopo di non essere risalito a bordo perché tecnicamente impossibile. Secondo me è una panzana perché il vicesindaco del Giglio, appena giunto sul posto, la prima cosa che ha fatto è stata aggrapparsi ad una corda per raggiungere la nave e aiutare nei soccorsi! Ed è salito!
    Com’è possibile che un comandante non sia stato in grado di farlo?

  44. E guarda caso è caduto con la sua banda di Ufficiali; poi si deve considerare anche l’ invasione delle cavallette, gli UFO, gli scogli che si muovono a sua insaputa. E in questi casi, mollano subito le poltrone. Poltrone che tengono saldamente sotto il lato B a tutti i costi in tempo di “pace”.
    Si, hai ragione tu Pino: è proprio uno stronzo.
    Il che non significa che gli altri, inquirenti compresi, siano tutti stupidi e pronti ad avallare le sue fandonie.

  45. Per la procura di Grosseto, la posizione di Schettino è indifendibile. Schettino “è uno scellerato”, dice il procuratore Verusio e c’è motivo di credere “che possa sottrarsi alle proprie responsabilità”. Di più: non è sembrato pentito. “Dispiaciuto forse per la sua nave e per quello che gli potrà capitare, ma non credo dispiaciuto per quello che ha combinato”, dice ancora Verusio.

    1. Questo il dramma. Che lui ANCORA non si rende conto! continuerà a considerarla una tragica fatalità, un colpo del destino, “sfortuna”….. del resto l’ha sempre fatto e gli è sempre andata bene! come diceva Roberto: è sempre passato col semaforo rosso, “la sfiga” stavolta ci ha messo lo zampino! oppure: “il cowboy (“noi ommini veri” incuranti del pericolo e della vita di altre 4000 persone) stavolta ha toppato come un coglione”! così ragionano.
      Il dramma è che ce ne sono tanti di “stronzi” così. E’pieno. E’ proprio questo il vero dramma, che mi manda il fumo al cervello.

      Apposta dico che è l’epoca…a dir poco particolare. E quando non stanno fuori di testa per conto loro, sono ubriachi o drogati, al volante di un’auto, di un pullman, di una moto ad acqua a riva che rischia di tranciare qualche ragazzino e gli altri… quegli “altri” che per certa gente non esistono mai, perchè i cowboy conoscono la forza bruta, le piacionerie da bulli, ma non il senso della responsabilità, della SERIETA’ e del rispetto!

      E’ proprio l’epoca è inutile. Come quegli autisti di pullman che scambiano i tornanti di montagna per piste da sci facendo gli slalom tra i tornanti, su curve pericolosissime, e inevitabilmente finiscono rovesciati in qualche burrone o in scontri mortali col malcapitato di turno, per le loro spacconerie… le sfide estreme, l’irrisione del pericolo di fronte al quale siamo tutti dei cretini e codardi e invece NON SI RENDONO CONTO, proprio questa la definizione esatta, di quanto siano LORO gli STORDITI nella vita, storditi che si trastullano in citrullerie inebrianti, inconsapevoli di ogni possibile conseguenza alla loro superficialità, prendendo coscienza sempre DOPO, a tragedia avvenuta – non caso si dice anche “a scoppio ritardato” o “dopo averci sbattuto le corna”. (per quanto sono “furbi”).
      E poi c’è chi nemmeno “dopo” ancora prende coscienza, ma tutt’al più parla di “sfiga”! “mammamia come sono stato sfigato, lanciato a 200 all’ora in macchina…tu guarda caso proprio a me l’incidente o la morte di altre persone doveva capitare”!
      Il “caso”….. è il (loro) buco del pensiero. Procedono STORDITI nella vita, e si sentono pure furbi.
      E’ una società in decadenza, è inutile.

      1. Mi dispiace, ho esagerato forse. Chiaro che la penso così come detto, e non solo con lui appunto ma in generale.
        Ma nessuno può sapere cosa sta provando dentro il comandante ora. Infatti io critico soltanto la superficialità, che non è solo la sua ma largamente diffusa anche, più che la persona, e tantomeno l'”errore umano”, che per l’appunto… è umano.

          1. Letto Walter. No ma l’incoscienza di quest’uomo è nota, che si può dire di più. ( e non solo la sua, insisto, è proprio l’epoca. Io la sento tanto questa mancanza di serietà diffusa, non so se lo sentite anche voi. Niente è più come prima, le persone anzichè acquisire saggezza sembrano ‘ringiovanire’ sempre di più, e non nel senso fanciullesco del termine).
            Solo che come possiamo sapere se “è dispiaciuto o no”… Nessuno può sapere cosa sta provando in questo momento…solo questo.

  46. Già…. questo è un Uomo vero.
    Un fanciullo dentro…che ha sacrificato la propria vita, nel senso originario del termine sacri-ficio, donandola a un bambino.
    Ma auguriamoci che invece non sia così .
    (va riconosciuta la nobiltà interiore e la ‘sacralità’…dell’atto, ma non sono mentalmente e ideologicamente per la richiesta o la pretesa di “eroismi”. E’ una maggiore responsabilità e coscienza…che sarebbe ora si riesumassero: gli unici che possono evitarli).

  47. TUTTI I NOMI DEI DISPERSI
    La prefettura di Grosseto ha diffuso in serata sul proprio sito l’elenco delle 28 persone da rintracciare dopo il naufragio della nave Costa Concordia. Tali dati, si specifica, «tuttora in corso di aggiornamento, potrebbero risultare utili ai fini della ricerca dei cittadini italiani e stranieri».
    Questi i nominativi: Italia: Dintrono Maria, Girolamo Giuseppe, membro equipaggio, Trecarichi Maria Grazia, Virzì Luisa Antonia, Arlotti Dayana, Arlotti Williams.
    Germania: Bauer Elisabeth (f), Ganz Christina Mathi (f), Ganz Norbert Josef (m), Grube Gabriele (f), Hoer Egon (m), Neth Margarethe (f), Schall Inge (f), Stumpf Siglinde (f), Werp Brunhild (f), Werp Josef (m), Galle Horst (m), Schroeter Margrit (f).
    Francia: Blemand Michael (m), Gannard Jeanne (f), Gregoire Pierre (m), Litzler Mylene (f).
    India: Rebello Russel Terence (m), membro dell’equipaggio.
    Peru: Soriamolina Erika Fani (f), membro dell’equipaggio.
    Usa: Heil Barbara (f), Heil Gerald (m).

      1. COMPLIMENTISSIMI AL TG PROCIDA!
        Questa…..l’Italia intelligente che mi piace.
        (altri per capire hanno evidentemente bisogno di passare per l’esperienza, negativa. (vittime escluse, naturalmente).

  48. Guardava la nave affondare

    Imprudente, incapace, sconsiderato. Con questi aggettivi il Gip di Grosseto, Valeria Montesarchio, descrive il comportamento del comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, nell’ordinanza con cui ne dispone gli arresti domiciliari. Otto pagine che ricostruiscono i fatti 1 ed attribuiscono il disastro alle scelte compiute dall’ufficiale, reo di “condotta gravemente colposa” dall’inizio alla fine: “Nella sconsiderata manovra di eccessivo avvicinamento all’Isola – scrive il Gip – , nella fase dell’impatto con il sottovalutare il danno prodotto nella parte vitale della Costa Concordia e nella fase immediatamente successiva all’impatto, con il ritardo dei segnali di allarme e comunque di segnalazione alle autorità costiere dell’effettiva situazione in cui si trovava la nave”. Tra i passaggi salienti del testo c’è quello relativo all’abbandono della nave: “Alle 22,58 – scrive il giudice per le indagini preliminari – il comandante ordinava l’abbandono della nave, che comunicava alle autorità costiere, ma durante le operazioni lasciava la nave quando a bordo vi erano ancora almeno un centinaio di persone”. Lo ammette anche il comandante che però, in sede di udienza di convalida, aveva affermato che l’abbandono non fu voluto, ma “necessitato”. Invece, sottolinea il Gip, “è accertato che altri ufficiali a bordo nave coordinarono e diressero le operazioni di salvataggio”, mentre il comandante guardava affondare la nave da terra perché “aveva già raggiunto uno scoglio a bordo della scialuppa di salvataggio e si rifiutava di risalire a bordo ritenendo ciò una impresa impossibile”.

    Lo dice il gip. Non i giornalisti.

  49. Ciao caro Gabbiano, magari fossero solo questi i balordi. Sulla terra ci sono giacimenti ben più ricchi di questi esseri. Credo che per ogni persona buona una è cattiva. Spero solo di vederli puniti, ma ci credo poco. Sto sorvolando la zona, ma devo andare nel bosco per nascondermi, altrimenti l’orco mi vede e organizza le sue malefatte truffaldine.
    Per le persone buone che non ci sono più.

    Naufraga

    Ogni giorno nel cielo
    si accendono nuove stelle.
    Sulla terra le lacrime
    delle creature buone
    le aiutano a brillare.

    Quanta sofferenza…
    Sento il vento gelido
    che arriva dal mare
    il mio corpo si allontana
    la terra piano piano si spegne.

    Grido… annaspo…grido
    fluttuo… galleggio… grido
    cerco un appiglio
    ma il mio corpo lentamente
    si stacca dalla mia anima.

    franca bassi

  50. E al suo paese tutti lo difendono! Certo è uno “di casa” ma quanto abbiamo visto e sentito (le telefonate in particolare) dovrebbe imporre almeno di evitare manifestazioni esteriori. Non fosse altro per rispetto a coloro che hanno perso la vita. Questo è proprio uno strano paese. Uno che fà bene prende spesso calci nel culo. Chi fà male vine spesso protetto e osannato.

  51. faccio mie le parole di Crozza…”Schettino è la metafora del nostro paese”
    siamo diventati lo zimbello di tutto il mondo…Monti avrà di che lavorare per ridare al nostro “paesucolo” un immagine dignitosa…come se non fossero bastati ANNI di berlusconate in casa ed in giro per il mondo!!….roba da matti…..
    …MI VERGOGNO !!

  52. Strano Paese il nostro sì. Dove o il peggio del peggio viene assunto ad orgoglio nazionale – quella fierezza… delle qualità più deteriori – oppure a parole siamo tutti per il bene… tranne quando si tocca il gruppo, la categoria, la regione, la squadra, il clan, il reparto, la nazione, la cerchia, il club, la congregazione, il nucleo, il partito, la razza, la specie, il paese…
    …e un popolo di “santini” (cioè quelli di Padre Pio… attaccati al muro).

  53. … e ti pareva che non ci sono di mezzo ” amiche ” più o meno misteriose ( non era registrata a bordo!!?? mah !) che fungono da INTRATTENITRICI……fonti giornalistiche :
    Una cena raffinata, a base di cibo di qualità e buon vino rosso: a tavola il comandante Schettino, intento a intrattenere una donna di circa 25 anni e un ufficiale della Costa Concordia. Una coppia inoltre avrebbe spiato Schettino, intento a intrattenere i due commensali a colpi di vino, cibo e battute. Si sarebbe alzato da tavola alle 21.05, 40 minuti prima della collisione. E durante la cena non si può dire che non avesse bevuto. Ci sarebbe quindi una donna che avrebbe cenato con Schettino pochi minuti prima del naufragio e che sarebbe poi salita con lui sulla plancia della nave: bionda, è stata fotografata da alcuni passeggeri, è rumena e si chiama Domnica Cemortan. Forse era sulla Concordia per un viaggio premio. Inoltre il giallo si amplia perchè non si sa dove la ragazza dormisse (ci interessa poco!! ), particolare importante visto che alcuni passeggeri l’hanno definita “l’ombra del comandante”. Domnica alla televisione Jurnal Tv ha detto che era effettivamente con il comandante al momento dell’impatto della Costa Concordia con gli scogli ( a fare che ??).

  54. Si infittisce il mistero sulla giovane donna bionda vista in compagnia del comandante Francesco Schettino sul ponte di comando della Costa Concordia al momento del naufragio e nei minuti precedenti. Il suo nome è Domnica Cemortan, una ballerina moldava 25enne, con un figlio di due. Secondo l’emittente Journal tv è un membro dell’equipaggio e per questo aveva diritto a trovarsi con gli ufficiali sulla plancia di comando. La giovane nell’intervista alla televisione del suo Paese si presenta in effetti come membro dell’equipaggio e difende l’operato del comandante della Concordia, che «ha salvato migliaia di persone». Secondo fonti giudiziarie, invece, Cemortan non sarebbe presente negli elenchi dei passeggeri. La madre della giovane, raggiunta sempre da adevarul.ro, assicura che il fratello di Domnica «ha acquistato il biglietto regolarmente su internet, era un regalo di compleanno». Cemortan risulta, in effetti, nata il 7 gennaio 1987, e si sarebbe imbarcata per una vacanza dopo la scadenza di un contratto. I magistrati vogliono capire a che titolo si trovasse a bordo e la stanno cercando, per interrogarla.
    Di professione la giovane è ballerina (ha studiato presso l’Accademia di Balletto di Parigi). Secondo un sito di appassionati di storia delle crociere, Cemortan dall’ottobre 2007 risultava imbarcata sulla Royal Star, della compagnia di navigazione svizzera «African Safari Club» proprio come ballerina. In un’altra intervista rilasciata al sito adevarul.ro («Verità»), Cemortan ha spiegato di essere stata a cena al momento dell’incidente: «Sono salita sul ponte a tradurre in russo le informazioni fornite dagli ufficiali». E poi è scattato l’ordine d’evacuazione. L’intervista

  55. Pino però non siamo mai contenti !!….la politica dell’emergenza di Bertolaso ha avuto i suoi bei problemi, non dimentichiamolo ( il visto della corte dei conti ha un senso ben preciso e cioè quello di evitare inciuci)…le liste ? dovrebbe fornirle la immediatamente la COSTA CROCIERE !!! viceversa la porto davanti ad un giudice !!!
    per quanto riguarda le presenze/assenze sono abbastanza d’accordo anche se in certi momenti forse è meglio seguire a distanza e dare spazio e precedenza a chi è realmente UTILE….per quanto riguarda la querelle fra Sallusti e Travaglio me ne frega il giusto..in questo momento abbiamo dispersi, soccorritori che rischiano la vita e rischio di disastro ambientale gravissimo…

  56. Marcello, a parte che ho linkato l’articolo solo per curiosità, cioè per aggiungere elementi, comunque è vero che così si evitano inciuci ma contemporaneamente si annulla la capacità di intervento di una struttura inventata proprio per l’emergenza.
    Sul resto… beh la Costa deve rispondere su molte questioni.

  57. si Pino avevo capito che avevi linkato DAGOSPIA per questo, non volevo essere polemico con te !.
    Però certi discorsi ( e ripeto anche in parte condivisibili ) li sto sentendo e leggendo in giro e francamente mi danno il voltastomaco.
    La protezione civile italiana è una delle migliori al mondo ( quella sana ! la base !) e si regge su centinaia di volontari che danno tantissimo GRATIS.
    Purtroppo i vertici si trovano ora, a torto o a ragione, con le mani molto meno libere ma credo che verrà aggiustato il tiro. Di ritardi ( COSTA COMPANY a parte) nella fattispecie non mi pare ce ne siano stati, nel giro di poche ore la nave era circondata da lance e motovedette e sull’isola i naufraghi sono stati accolti con coperte e bevande calde.
    Forse o Monti o Napolitano una capatina da quelle parti potevano pure farla ma credo che avrebbero creato intralcio in una situazione assolutamente caotica e delicata.

  58. ..sono troppo impegnati a creare? salvare? altri morti e feriti della guerra (economica) in corso…cioè di un altro naufragio in corso.
    (quello che il governo non vedeva, tra una tenda e un’altra… ;-)

  59. Prime fratture: la Costa si è dichiarata parte offesa e ha sospeso il comandante Francesco Schettino affermando che non si occcuperà della sua difesa legale.

  60. Avrai sicuramente avuto modo di seguirmi sul blog e su Facebook, quando ho parlato dei miei setter giorni di crociera, nel 2010, sulla “costa Atlantica” per la crociera con partenza dal porto di Copenaghen il 22 Maggio e rientro il 29 denominata “Le capitali del Baltico”. Il comandante era Schettino.

    domanda: come diversamente abile mi sarei salvato? Probabilmente si, anzi quasi certo con la mia amica Patrizia, migliaia di interventi del 118 alle spalle, collaudata alle situazioni difficili, critiche.

    Pino, ti sembrerà strano: io ripartirei anche domani.

    1. …ricordiamoci che a casa, c’è una moglie….(mi riferisco a …” è proprio innamorata”….)
      comunque la penso anch’io così.

  61. LA FRASE PIU’ BELLA DEL 2012

    “Ci sono state delle accuse da parte dei turisti secondo cui il capitano e l’equipaggio si sono comportati da incompetenti. E’ una bugia totale! Se fossero stati incompetenti 4000 persone non si sarebebro salvate”.

    Domnica Cemortan

    …abbiamo la conferma che è proprio innamorata…..

  62. se e’ innamorata… e’ un problema loro, certo una ballerina moldava (con tutto il rispetto per le ballerine moldave) che valuta la bravura di un equipaggio e’ roba da ridere…anzi da piangere

  63. già un membro dell’equipaggio che definisce passeggeri in preda al panico “massa di pecoroni”, e in una tragedia di portata simile con morti e feriti, per me non ha da spiegare nessun tipo di “qualità ed efficienza”.
    Dovrebbe andare a vendere le patate al mercato.

  64. Alla base di ogni reato ci sono sempre i maledetti soldi.
    Per le persone cattive e avide di guadagni non si fanno scrupoli ad agire nel male, anche a danno dei più deboli.
    Spero solo che la mia mente rimanga lucida fino alla fine di decidere per me.
    Mi dispiace per tutti gli anziani che restano indifesi in balia di questi criminali.
    Caro Gabbiano, sapessi quanti orchi ci sono a piede libero, e baldanzosi si nascondono dietro una pelle di pecorella.
    Torno al mio bosco. In questo spazio riesco a creare qualcosa e mi sento più protetta.. Un caro saluto a tutti.

  65. …e tu declassi togliendo una A?! ma io ti metto una tripla V !

    Beppe Grillo (Italia= sistema Concordia)

    http://video.corriere.it/beppe-grillo-italia-sistema-concordia/08f74c6e-42e3-11e1-8207-8bde7a1445db

    …e se l’Italia è una buffonata, QUESTA ne è l’origine capito? i comportamenti sconsiderati e folli dell’equipaggio, un marinaio che per salvare la vita a una coppia rischia di perdere il posto…..
    RISCHIA DI PERDERE IL POSTO?!?!? Un membro dell’equipaggio che sta facendo il suo dovere??????

    Costa Crociere dove sei??? Risponderà anche degli insulti che si permette l'”efficiente” Katia? ma perchè la invitano pure a parlare in televisione una che insulta i passeggeri chiamandoli “pecoroni” dopo i MORTI e i FERITI che ci sono stati……ma un briciolo di PUDORE…. ce l’hanno???
    Eccolo il paese buffone, dopo la tragedia pure l’insulto: il RISPETTOOOOOOOOOO IGNORANTI!!!!!!!!!!!!
    (anche se comincio a dubitare delle capacità mentali sul serio, ma c’è un concentrato di “ritardi” su quella nave?)

    1. Ma poi, domanda: ma agli impiegati dell’agenzia delle entrate, servono soldi o appropriarsi delle case altrui???
      Strano che nessuno se lo sia mai posto questo interrogativo sui tanto ‘onesti e integerrimi’ “acchiappa-evasori”, quelli che con l’esercito sfrattano una donna da casa e la sbattono in mezzo a una strada. Sarebbero questi gli “onesti”???

      No perchè il ragionamento è semplice: se lo Stato ha intenzione di recuperare soldi…. basta che permette di vendere al COSTO REALE DEL VALORE l’immobile di proprietà di qualcuno, affinchè questo qualcuno possa PAGARE……. quello che ti deve.
      Se invece tu glielo impedisci, sequestrando e ipotecando tutto, e mettendo la casa all’asta e per tre soldi – e poi meraviglia delle meraviglie magari “si scopre”… che se la sono inguattata loro e per tre lire, allora NON ti servono soldi……. allora tu stai facendo razzia delle cose private altrui per impossessartene tu stesso!! Giusto? cioè è così???
      Sul serio non sono ironica nè sarcastica stavolta, ma chiedo proprio di capire come funziona: vogliono recuperare i soldi evasi o vogliono appropriarsi delle cose altrui?

      Spero che il governo tecnico faccia qualche controllo e soprattutto una REGOLAMENTAZIONE su questo meccanismo molto poco chiaro, almeno per me. Se cercano soldi per le casse dello stato, o casa…per i loro impiegati.

  66. …e sempre a Piazzapulita il 19 gennaio, complimenti alla lucidità logica intelligente lungimirante e razionale del Prof. UGO MATTEI.

    “Voglio un nuovo Umanesimo”.
    “Riforme incostituzionali. Bisogna che ci si renda conto che esiste il DIRITTO, e che va RISPETTATO sennò la gente scende in piazza”.

    Ugo Mattei.

  67. anche se effettivamente il quadro e’ piuttosto chiaro e sconvolgente
    mancano i dettagli: evitiamo, sono d’accordo, la rincorsa dei dettagli pronti pero’ a dare le notizie, vero?

  68. Io com’è noto sono contraria alle bombe e alla violenza da qualsiasi parte essa provenga, ma com’è risaputo la violenza genera violenza.

    (dopo gli interessi usurai, aver sbattuto famiglie in mezzo a una strada perchè, costi quel che costi, l’attaccamento al denaro di costoro è più forte del rispetto della vita altrui, (e in particolare della povera gente che non riesce a sostenere questi interessi altissimi), per non parlare di ipoteche (e aste) su immobili che hanno invece un valore di gran lunga superiore alle somme richieste da questi signori, sicuramente c’è bisogno di un urgente intervento politico onde REGOLAMENTARE quella che da normale riscossione tributi è degenerata in un altro meccanismo perverso).

  69. …e specialmente con il susseguirsi di fenomeni inquietanti di cui sopra, sicuramente condannabili, spiegabili ma NON giustificabili – come è SEMPRE INGIUSTIFICABILE la violenza – ma sicuramente la risultanza di altra violenza.
    Spero che il governo riesca a sistemare (umanamente…) questa situazione, che di questi tempi oltretutto non può che peggiorare in termini di vittime…di tutti i generi.

  70. 1 -> La Costa Concordia non poteva non sapere del tradizionale “inchino” all’ Isola del Giglio perché le rotte sono monitorate e memorizzate con un errore massimo di 50 metri. Inoltre “l’inchino” penso fosse una cosa voluta perché è sicuramente un’ottima pubblicità per la compagnia.

    2 -> Se “l’inchino” fosse programmato nel pilota automatico vuol dire che tutte le altre volte le navi avrebbero preso la secca. Quindi è da escludere. Questa manovra va fatta sicuramente con la navigazione a vista.

    3 -> Proviamo pure ad ipotizzare che “l’inchino” facesse parte del programma dato in pasto al pilota automatico. Se così fosse di sicuro la rotta non prevedeva il passaggio della nave a soli 150 metri dall’isola. A questo punto si può pensare ad un errore del pilota automatico. Ma allora , mi chiedo io , è possibile che durante una fase così delicata non ci fosse nessuno sulla plancia comandi in grado di rendersi conto di ciò che stava accadendo ? Cazzo ma è possibile che nessuno si sia reso contro che la nave stava facendo un “frontale” con l’isola. Tra l’altro hanno anche il radar che segnala la presenza di ostacoli pericolosi su un raggio di qualche chilometro….

    Lasciamo perdere poi la fase del salvataggio. Ma una cosa la voglio dire. Secondo me l’allarme non è stato lanciato immediatamente perché in un primo momento la Costa Concordia pensava di poter ridimensionare l’incidente. E’ andata poi male perché la nave si è inclinata in modo da non poter permette più la possibilità di calare le scialuppe. Quel Comandante è sicuramente un coglione , ma non escludo che qualcuno gli abbia dato l’ordine di comportarsi in quel modo.

    Poi vengono i media. Come al solito spettacolarizzazione dell’evento ed una marea di cazzate che non hanno fatto altro che confondere tutti. Pare che la colpa sia solo di Schettino. Io andrei molto più a fondo e speriamo che la Magistratura e le autorità competenti puniscano tutti i responsabili e non solo quel “povero” c………e.

    1. Ho già detto e ripeto che stavolta invece i media non hanno detto cazzate, anche questo è un luogo comune. Hanno invece riportato in gran parte documenti seri, registrazioni audio, filmati, rapporti della Procura: non chiacchiere, ma fatti. Che l’allarme è stato lanciato in ritardo è ormai acclarato, lo sanno tutti, come sanno delle responsabilità della Costa. Comunque proprio per evitare altre notizie non documentate ho deciso di aspettare riscontri certi.

  71. @ Pino
    Lo sai meglio di me che focalizzando l’attenzione su un fatto piuttosto che su un altro si rischia di manipolare la realtà.
    Comunque sono d’accordo con te. Ora bisogna solo aspettare che le autorità competenti accertino i fatti. Sempre con la speranza che non finisca tutto a tarallucci e vino come spesso accade in Italia.

    1. La realtà è quella che è, impossibile manipolarla. Ci sono due certezze: la nave non doveva stare lì e il comandante doveva stare sulla nave. Certo c’è chi (come me, del resto) ha insistito molto sulla fuga e chi invece sulle cause dell’incidente. Ma sono due facce della stessa realtà, abbastanza evidente al momento.
      Solo che non accetto le solite frasi banali sulle cazzate della stampa per una volta si è comportata seriamente (sicuramente spettacolarizzando ma è normale: in tutto il web anche da non giornalisti ci sono miliardi di commenti e informazioni spesso superficiali). Il compito della stampa è di indagare e di denunciare. Stavolta l’ha fatto, finalmente e ci lamentiamo pure?

  72. Mah. Sicuramente non conosciamo il contenuto delle telefonate con Costa Crociere. Dunque vedremo che si sono detti.
    Ma più sento le “argomentazioni” e più trovo il tutto proprio surreale…da rimanere sempre più sgomenta. Talmente surreale da far risultare tale anche ogni ragionamento con pretesa di una logica.
    Ora, partiamo da un eventuale tentativo di “minimizzare” il disastro: a prescindere da chi l’abbia avuta questa idea, è surreale… Minimizzare “cosa” e soprattutto “perchè”, con quale scopo, dal momento che si sa che più indugi e più danni e morti si creano, anche per la compagnia navale stessa. (ora hanno perso una nave da seicento milioni per esempio, oltre al danno ambientale: va da sè che più si indugia più aumenta il danno, più si creano miliardi di risarcimenti, oltre naturalmente ai morti, ma ora sto tentando proprio un ragionamento logico più che altro. Quindi, come il “movente” in altro tipo di situazioni, a me manca proprio capire il “vantaggio”… di questa (eventuale) “minimizzazione”).

    Poi sì, io sto ferma ancora alle cause del disastro e all’eccessivo ritardo dei soccorsi, voglio dire: a parte il primissimo momento del blackout – perchè sono passate 2 ORE (dopo), tutte da spiegare, non è che ogni volta si può rimanere fermi a questo blackout e ripetere la filastrocca: “che dovevamo fare, calare le scialuppe per un blackout?”: No…ovviamente non cali le scialuppe “per un blackout”, ma subito dopo vi siete resi conto però di aver preso uno scoglio, addirittura divelto dal fondale ed entrato nella nave SQUARCIANDOLA. Vi siete resi conto che la nave imbarcava acqua, tanto da avere tutta la sala macchine completamente allagata. Allora questo non è più “un blackout”…. siamo ben oltre, ormai.
    E questa consapevolezza è avvenuta poco dopo, certo non dopo due ore, certo non la settimana successiva, ma subito dopo il famoso blackout… con tanto di nave che imbarca acqua. A questo punto, a chi conviene minimizzare il danno? Ma soprattutto minimizzare “cosa”….dal momento che non puoi COMUNQUE riprendere la navigazione?? Uno può minimizzare un danno quando comunque può nasconderlo, nel senso che una nave, come un’automobile, è danneggiata, ma puoi far finta di niente, riprendere la navigazione, non creare panico ai passeggeri perchè comunque è risolvibile, e poi nel porto più vicino ti fermi a farla vedere e riparare. Ma NON con una nave allagata, e con uno scoglio entrato dentro divelto dal fondale!!! Boh veramente mi pare di fare dei ragionamenti assurdi, l’ho detto è surreale basta ci rinuncio.

    P.s. comunque sono d’accordo che i media hanno fatto un bel lavoro invece (lasciando stare forcaioli e linciatori – quelli non mancano mai per ogni cosa, anche prima di danni gravi e morti stanno sempre in prima linea pronti a fare a pezzi i responsabili di turno, questo sì) del resto tra linciaggi da un lato e negazioni dall’altro… ora, se qualcuno non avesse girato il video del “tutto a posto, tornate in cabina”, per esempio…. avrebbero negato anche questo. Magari sempre secondo la formula di un “branco di pecoroni che dice solo idiozie”.

    Comunque, qui c’è Aldo Grasso.
    Un’analisi su quella mancanza proprio di serietà….e quindi di responsabilità, ormai obsolete, che poi per me continuano a rimanere alla base di tutto, ma proprio tutto.

    http://www.corriere.it/editoriali/12_gennaio_22/grasso-incapaci-inattivi-e-sciocchi_a2413470-44d2-11e1-b12c-223272f476c4.shtml

  73. Francesca, la giornalista bionda presente sulla nave e ora ospite di Giletti, (non so il cognome), si sta vagamente innervosendo…..in questo momento (come sguardi intendo, perchè è fin troppo carina).
    Talmente carina e civile da aver detto addirittura: “non me ne importa niente di vedere il comandante, se c’era non c’era, non giudico nemmeno l’incidente e le sue cause, MA: se ci avessero soltanto detto cosa fare, se ci avessero detto di scappare, e avessero dato l’allarme!” – più o meno insomma, ora non è che posso avere le parole precise, ma insomma il senso era questo.
    Ora risentire la solita pappardella del blackout… delle raffiche di vento… del fatto che sono abituati ad andare per mare con mare forza 9…del non creare panico…… Francesca, la sento come amica, giustamente risponde: “Che devo dire. Io non ce l’ho con nessuno, non ce l’ho col capitano nemmeno con Costa Crociere, poi vedremo gli accertamenti di tutto MA dico solo SE l’annuncio della nave fosse stato dato non dico immediatamente ma mezz’ora dopo 40 minuti dopo, ci sarebbe stato tutto il tempo di evacuare tutti”.

    Parla una naufraga, e una NON giustizialista……… (Francesca).

  74. (OT) – LAURA DEKKER: A SEDICI ANNI FA IL GIRO DEL MONDO IN BARCA. MA ORA POTREBBE FINIRE IN MANETTE PERCHE’ HA SALTATO LA SCUOLA

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-22/sedici-anni-giro-mondo-175153.shtml?uuid=AaMqbFhE

    Queste sarebbero le persone cosiddette “mature” invece… o quelle “normali”?
    Sedici anni….un’impresa coraggiosa e di successo, e come “premio” gli assistenti sociali o il carcere.

    (SECONDO OT) Lyn Balfour : «L’ho dimenticato in macchina.Poi la corsa, ma il mio bambino era già morto»

    http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_23/bimenticato-macchina-bimbo-morto_faa9029e-4592-11e1-9389-b1111b488a17.shtm

    Il giudice ha avuto clemenza, considerandolo un “tragico incidente”, il “popolo” no: le hanno intimato di non mettere più al mondo figli. Ecco dove può arrivare la crudeltà della gente…

    Ahh Mondo!… tra falsità “di parte” e negazione, mancanza totale di immedesimazione…
    ….ancora non riesce a sviluppare amore.

    1. Veramente un cretino razzista. Andrea Tarquini gli ha risposto benissimo. Di sicuro è vero che se Schettino ha sputtanato tutti gli italiani, questo Ian dal cognome impronunciabile fa credere istintivamente che tutti i tedeschi siano nostalgici del nazismo. Per fortuna sono entrambi due casi isolati. Del resto lo sport preferito da Spiegel è quello di parlar malissimo del nostro Paese, da sempre, dai tempi della P38 dentro il piatto di spaghetti. Forse è tutta invidia. Ma non gli venderemo mai il sole, neppure a peso d’oro.

  75. Infatti l’articolo di Tarquini è splendido.
    Sai che sono sempre favorevole all’autocritica e al mettersi in discussione, SEMPRE……
    Vera cultura = dibattito, confronto, e molte altre cose in più…tranne che razzismi e fondamentalismi all’origine di ogni violenza. E laddove c’è vera cultura NON c’è violenza. Ma intanto l’autocritica non può essere sempre unilaterale.
    Se l’autocritica sul nostro Paese è possibile, farsi stigmatizzare da chi ha trascorsi molto più inquietanti: NO.
    Questa spocchia ha veramente stufato.
    (e il nostro Paese resta il più bello del mondo…questione di Bellezza!).

    1. Figurati, ho sempre odiato i secchioni: pericolosissimi per se e per gli altri. Continuano a dare lezioni a tutti ogni giorno e cominciano ad essere veramente insopportabili.

  76. …anche perchè “quel che può succedere quando non si conosce la psicologia dei popoli” ce l’hanno dimostrato per primi…. voglio dire.

  77. Lui è nato nel 1962. Si facesse raccontare cosa ha combinato qualche anno prima la Germania illuminata e culturalmente aperta nel mondo. O magari cominciasse seriamente a studiare.

  78. OT Santoro… non so se qualcuno lo sta seguendo ma sta egregiamente dimostrando di avere più che argomenti….anche senza il B.
    (ha appena parlato il popolo sardo ora: ha RAGIONE).

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