L’angosciante agonia di un gigante che sembrava immortale

I morti accertati sono finora tre, ma si teme fortemente per settanta dispersi. Una grande tragedia, inspiegabile se non con una serie di errori umani. E’ ancora presto per capire le ragioni del disastro del Costa Concordia, ma mette molta angoscia assistere praticamente in diretta all’agonia di questo gigante del mare: bello, lussuoso, simbolo di vacanze e di gioia trasformarsi in una enorme bara. Un gigante così grande e forte da sembrare immortale. Forse il gigante è morto proprio per condividere la festa, passando troppo vicino all’isola del Giglio. Forse è vero che l’equipaggio (a cominciare dal comandante, a una cena di gala) ha molto da rimproverarsi se già erano successi altri incidenti. Magari ha ragione la ritualità marinara che ritiene un triste presagio il brindisi mancato durante il varo, cioè la tradizionale bottiglia di champagne che non si rompe. Solo cabala probabilmente, ma il mare non sbaglia mai.

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52 thoughts on “L’angosciante agonia di un gigante che sembrava immortale

  1. Tecnologia ed erorre umano… Qui è troppo evidente “l’errore umano” – La smettessero in rete di far passare questa terribile tragedia come effetto Venerdì 13.

  2. Tragedia Costa Concordia: Si indaga per naufragio, disastro e omicidio colposo

    …Da una ulteriore ricostruzione dell’incidente, è emerso che il comandante della nave ha cercato, una volta accortosi di una prima collisione, probabilmente con uno scoglio, di avvicinarsi ancora di più all’isola. Solo questo avrebbe evitato una tragedia di proporzioni ben più ampie. Infatti la nave si è praticamente incagliata, in un punto di mare piuttosto basso…

    MORE (VIDEO – Update): http://goo.gl/d32eW

  3. Doveva stare a cinque miglia dalla costa. Si è incagliata a un miglio.

    La velocità della nave era talmente elevata che al momento dell’impatto, tra le 21.20 e le 21.40, uno degli scogli del gruppo chiamato «le Scole» è stato letteralmente divelto dal fondale ed è rimasto conficcato nello squarcio apertosi lungo la poppa della Concordia.

  4. vabbè ma allora è follia.
    ma soprattutto a chi l’ha lasciata la nave se stava alla cena di gala?!

  5. “Col bambino stretto al collo, pensavamo di morire”
    .
    ..Riguardo alle cause del naufragio, il marittimo è cauto: ”Non ero in turno al momento dell’incidente. Puo’ essersi trattato di un problema tecnico come di un errore umano. Di certo la nave ha urtato contro qualcosa procurandosi uno squarcio sulla fiancata di 70/100 metri. Abbiamo cominciato a imbarcare acqua. Abbiamo tentato in tutto i modi di isolarla”…

    MORE: http://goo.gl/6jKXP

    La Rettondini: “Tutti nel panico, ho avuto paura”. L’attrice a bordo per condurre un reality di parrucchieri

    MORE: http://goo.gl/tnBXL

  6. Che dire. Non ci sono parole: la superficialità umana è senza limiti.
    Col personale di bordo che li tranquillizza…invitandoli addirittura a tornare in cabina MENTRE LA NAVE AFFONDA?

    (come in abruzzo che dopo le scosse precedenti ancora non avevano ‘realizzato’ che forse quella notte c’era la botta finale, pure prevista da quello studioso..di cui non ricordo il nome: denuncia per procurato allarme, in quel caso, si è pure beccato mi sembra, no? insomma oltre a prevenire…che bisogna fare perchè almeno si rendano conto dei pericoli in corso? uno stage?)

  7. non si capisce davvero come la nave fosse così vicina all’isola pazzesco , è impressionante vedere il gigante in agonia

  8. com’e’ che il comandante deve essere l’ultimo a lasciare la nave?

    Secondo la Procura di Grosseto il comandante della Costa Consordia “si è avvicinato molto maldestramente all’Isola del Giglio, la nave ha preso uno scoglio che si è incastrato sul fianco sinistro, facendola inclinare ed imbarcare tantissima acqua nel giro di due, tre minuti”. All’arrivo dei soccorsi avrebbe poi abbandonato la nave, verso le 23.30. Quando a bordo c’erano ancora dei passeggeri. Le ultime scialuppe sono infatti partite alle 3 di notte. Il procuratore di Grosseto Francesco Verusio ha anche specificato che, al momento dell’impatto, “c’era Schettino al comando della nave”, e che è stato il comandante “ad ordinare la rotta: questo è quanto ci risulta. Secondo i testimoni il comandante al momento dell’impatto di sarebbe trovato nella sala dove veniva servita la cena. Sul ponte di comando ci sarebbero stati un ufficiale e 3 sottoufficiali.
    Convalidato l’arresto del comandante Francesco Schettino con i reati contestati di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave mentre c’erano ancora molti passeggeri da trarre in salvo. Il comandante è stato trasferito nel carcere di Grosseto in attesa dell’udienza di convalida che si terrà martedì o mercoledì.

  9. No non se ne può più proprio della superficialità.
    Ora pare che non era neanche la prima volta che si avvicinavano così tanto, pensare che è stata la prima cosa che ha detto mia madre: chissà quante altre volte l’avranno fatto e gli è andata sempre bene…
    (mentre a me davvero non mi aveva neanche sfiorato questa idea).
    Perchè? per salutare quelli dell’isola?!

    Imbarcavano acqua: a parte che così ravvicinati agli scogli niente di più facile che ci sbatti contro, non serve il brevetto per capirlo, ma a maggior ragione allora ti avvicini a riva a quella velocità?!??? (commento h. 14.46 di Pino).
    Le scialuppe, diceva la giornalista sulla nave ospite stasera da Mentana, calate dopo un’ora e mezza. (per “tranquillizzare” sempre….potevano organizzare un valzer anche no? così si distraevano meglio…)
    Marinai, sottufficiali: assenti. (personale di bordo, stranieri, con difficoltà perfino a capirsi).
    Ma quanto costa…. la superficialità?????
    E bastaaaa…… io ho sempre svolto lavori semplici, neanche mi piacevano se è per questo, ma dalla mansione più cretina a quella più complessa l’ho sempre svolta BENE, concentrata, e con responsabilità! non è per andare sul personale, ma per far capire che a un certo punto non se ne può più………perchè al di là di questo caso, allargo il discorso ora, tra le imbecillità di chi lascia il timone magari a una passeggera, tra attrezzi del dopoguerra senza manutenzione, velocità elevate nell’avvicinarsi al porto, bullismi di chi se ne frega dei pericoli REALI….. poi c’è l’errore umano che, oggettivamente, può capitare, chiedo: quanto costa questa superficialità???
    Ne vale la pena?

    (e poi a ogni tragedia ahhhh… ohhhh! ihhhhh…. ohhhhh! uhhhhh!! i vocalizzi…..)

  10. Sì, la confusione era totale e anche l’impreparazione.
    Ma personalmente mi colpisce molto (negativamente s’intende) l’atteggiamento del comandante. Che prima se ne sta tranquillo a cena (ci sono i testimoni) poi alle 23,30 già sta a terra, mentre quasi tutti i passeggeri erano ancora sulla nave. Contravvenendo a legge, regole e tradizione. Tutto.

  11. Basterebbe questa testimonianza.

    “E’ stata un’esperienza tremenda. Sono ancora scosso, ma anche furioso perché non si può gestire una situazione di emergenza come hanno fatto il comandante e l’equipaggio della nave. Sono stati degli incompetenti”. A lanciare queste accuse è Giuseppe Lanzafame, 42 anni, messinese, che insieme alla moglie e alle due figlie di 7 e 14 anni era in crociera sulla Costa Concordia, imbarcato per diversi anni su alcune petroliere come marittimo per un compagnia genovese. Oggi Lanzafame non fa più che questo lavoro e dirige un grande supermercato a Messina, ma la sua esperienza di uomo di mare lo porta a mettere sul banco degli imputati chi ha gestito le operazioni di evacuazione della nave subito dopo l’incidente. “Ci hanno fatto restare sul ponte per un’ora e mezza senza dirci niente, i passeggeri erano in preda alla disperazione e qualcuno per il panico si è gettato in mare”, racconta. “Mi sono subito accorto dell’impreparazione del personale che non sapeva come calare in mare le scialuppe. Inoltre molti non riuscivano a comunicare con noi perché stranieri: non parlavano italiano, ma neanche inglese. Ad un certo punto ho dovuto spiegare io ad uno di loro come manovrare le scialuppe e mi sono messo alla guida dell’imbarcazione perché loro non sapevano che fare ed erano più spaventati di noi”. Lanzafame ricostruisce poi i momenti terribili dell’incidente: “Stavamo cenando quando è avvenuto l’impatto, nella sala da pranzo la gente ha cominciato a urlare anche se il personale ci diceva di stare calmi. Ho capito subito la gravità della situazione e l’errore del comandante che prima è finito sugli scogli e poi ha fatto una manovra all’ultimo momento, portando la nave in una secca”.

  12. Due sopravvissuti al naufragio della Costa Concordia sarebbero stati individuati dai vigili del fuoco all’interno della nave. I due, un uomo e una donna, hanno risposto ai soccorritori ma non sono ancora stati raggiunti. Secondo quanto si apprende, sarebbero due ponti al di sotto di dove sono ora i vigili del nucleo Saf (Speleo alpino fluviale).

  13. Il sospetto è che, a cento anni dall’affondamento del Titanic, anche questa volta a pagare il prezzo più alto sia stata la “terza classe”. In questo caso sarebbero i “membri dell’equipaggio – come raccontano fonti confidenziali all’interno della Procura di Grosseto – dalle mansioni più modeste”. Secondo gli ultimi numeri raccolti ieri coloro che non sono ancora stati rintracciati sulla terraferma sarebbero 41. Prevalentemente cinesi e filippini che, secondo l’ipotesi della procura, si sarebbero trovati negli alloggi o nelle lavanderie: non si sarebbero neppure accorti di cosa stava succedendo e comunque non avrebbero avuto il tempo di mettersi in salvo. I morti accertati, nell’incredibile sciagura dell’isola del Giglio, sono invece i francesi Francis Servel e Jeanpierre Micheaud e il marinaio peruviano Thomas Alberto Costilla Mendoza, che sarebbero tutti annegati.

  14. Corsa disperata alle scialuppe – «Lasciavano indietro i bambini»

    …SÌ, LA GENTE del Giglio è stata formidabile. Quando ha visto il gigante del mare spiaggiato, ha aperto le proprie case, i propri alberghi, le proprie chiese e il proprio cuore a quella gente dolente che, per ripararsi dal freddo, ha usato di tutto. Un orientale, ieri mattina, era ancoro avvolto in una bandiera italiana strappata chissà dove: «In fondo che potevo fare? Non c’era nessuno dei soccorsi a darci una coperta»…

    MORE: http://bit.ly/Ad2XTv

    Famiglia di Toano in salvo dalla nave affondata: padre, madre e due figli di 4 e 7 anni

    …Al porticciolo dell’isola del Giglio c’è tanta gente: sono usciti dalle loro case con coperte e viveri per soccorrere e poi ospitare (come è accaduto alla famiglia Giunzioni) chi ha vissuto quell’incubo…

    MORE: http://bit.ly/wFPFvK

  15. Non c’erano salvagenti per tutti, se li litigavano.
    Tra il personale di bordo, oltre a non parlare italiano nè inglese, “una babele di lingue”: non si capivano neanche tra di loro. Come nel caso del signore esperto di mare di cui sopra, uno straniero del personale di bordo ha dovuto guidare la scialuppa perchè il marinaio di turno non era in grado di farlo.
    Un cuoco filippino salva una famiglia e altre 150 persone, caricando tutti su una scialuppa e remando fino a riva.

    “Fai da te”.
    E’ la logica del profitto: lussi faraonici e personale di bordo fatto di stranieri, (perchè sottopagati) neanche in grado di parlare…. e soprattutto senza formazione, spaventati ad arrangiarsi insieme ai passeggeri.
    Che non corrispondano i salvagenti al numero previsto di persone poi è gravissimo. E la manutenzione? chi controlla le (grandi) compagnie private che pure si fanno pagare a peso oro biglietti di semplici traghetti? Ho sentito gente che per andare in sardegna ha pagato biglietti dai 500 ai 1000 euro……… questi soldi vanno in manutenzione almeno?

    E tutto questo quando non fanno imbarcare più gente del previsto, perchè fanno anche questo, sempre nell’ottica del PROFITTO e della convenienza immediata.
    (vecchio discorso, come per le cosiddette “morti bianche”, determinate da incivili).

  16. Cercando Costa Crociere sui portali si trova sta roba:

    Costa Crociere
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    O anche:

    Costa Crociere | Facebook
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    Eh! come no! Hanno ancora il coraggio ti tenere in piedi questi siti.

    1. Letta. Arriva un dilettante allo sbaraglio, cioè il sindaco di un’ isoletta e stabilisce che le cose sono fatte in sicurezza. Ma l’ orrore vero,sta nelle epistole digitali di risposta: il Comandante sapeva di fuoriuscire dalle rotte imposte. Sembra di rivivere il post sull’ allegro elicotterista che raccoglie in spiaggia la madre, per “la grigliata di pesce”. Ma stavolta il mezzo pesava 114.000 tonnellate.
      Si può sperare che i dispersi vengano ritrovati tutti, sani e salvi.

  17. ..beh ora sicuramente stanno su “giglio news”.

    E’ inutile… non dico più niente, hai voglia a fare blitz fiscali ecc.ecc.eccetera…. tanto se non cambia la mentalità di fondo…. sostituendo in ogni campo, professione, lavoro, la coscienza…all’incoscienza, non cambierà mai niente.

    1. Esatto. A me continua a fare impressione l’abbandono della nave da parte del comandante. Alle 23,30 sale su una scialuppa e se ne va lasciando allo sbaraglio un equipaggio incompetente (a parte l’eccezione dell’ufficiale-eroe che ha rischiato di morire per portare aiuto). C’erano ancora tutti i passeggeri in crisi: donne bambini disabili, a centinaia. Se tutto questo è vero, l’avvicinarsi all’isola è stato demenziale, ma la fuga è un atto criminale.

  18. Al 2012, non si possono fare ancora queste “gaffe” giornalistiche, specie su un terribile incidente civile di queste proporzioni – Il video gira da diverso tempo in rete – [P.S.]: Controllate “sempre” su Youtube o altro (ricerca in inglese), se i video sono i soliti fake etc. etc.

  19. Sono 17 i dispersi del naufragio della nave Costa Concordia, avvenuto davanti all’Isola del Giglio. 6 appartengono all’equipaggio, 11 sono viaggiatori. Tra loro Giovanni Masia, sardo, 84 anni. Secondo le prime testimonianze si sarebbe separato dalla moglie durante la cena al momento del black out successivo all’impatto tra la nave e lo scoglio. E non sarebbe mai arrivato nè all’Isola del Giglio nè a Porto Santo Stefano. Il figlio Claudio è ancora in Toscana a seguire da vicino le operazioni di ricerca del padre.
    Non si hanno notizie anche di due riminesi, un uomo di circa 30 anni e la figlia di 5 anni, che erano a bordo della Costa Concordia. I due erano in crociera insieme alla fidanzata di lui che sta rientrando a casa a Villa Verucchio (Rimini). La giovane donna è stata separata, nel caos dell’evacuazione, dal compagno e dalla bambina, al momento di salire sulle scialuppe. Una volta giunta a terra, però, non è più riuscita a mettersi in contatto con loro.
    Sono ore di paura anche per Maria D’Introna, 30 anni da Corato, in Puglia. Il marito è riuscito a salvarsi, “ho visto mia moglie buttarsi in acqua con il salvagente, poi non ho avuto più notizie”. L’uomo si trova a Porto Santo Stefano, con lui anche i familiari della donna. Sarebbero una trentina i pugliesi che erano a bordo della nave. Tra loro anche cinque parrucchieri (due brindisini, due tarantini, di cui uno con figlia al seguito, e una barese) che partecipavano a un concorso per un reality show; due turisti leccesi; dieci persone di Fasano, in tutto tre famiglie composte da sette adulti e tre bambini.

  20. Sale a sei il bilancio delle vittime accertate del naufragio della nave da crociera Costa Concordia di fronte all’isola del Giglio. I sommozzatori hanno infatti avvistato due cadaveri nella parte sommersa della nave. Si lavora senza sosta per rintracciare le persone che ancora mancano all’appello.

  21. Mentre il comandante se la filava sulla scialuppa, il commissario di bordo restava ad aiutare la gente sulla nave prossima ad inabissarsi. Francesco e Manrico, due uomini che hanno vissuto la medesima emergenza, ma l’hanno affrontata in maniera diametralmente opposta. Fuggire di fronte ad un disastro del genere è inqualificabile, soprattutto da parte di chi dovrebbe guidare non solo la nave, ma anche tutti coloro che vi lavorano e che vi soggiornano. Restare come ha fatto Manrico significa vivere il senso del dovere nei confronti del prossimo. Aldilà delle misure disciplinari e penali che emergeranno dall’inchiesta, la differenza tra i due si è abbondantemente mostrata.

  22. Ha lavorato tutta la notte senza risparmiarsi l’eroe commissario di bordo Manrico, tirando fuori le persone dalle cabine, salvando la vita a tutti, fino a che non è rimasto con una gamba rotta, e l’hanno estratto oggi a mezzogiorno (mi sembra). Ora è salvo anche lui.
    Comunque vengono proprio le lacrime.

  23. Una tragedia immane… in un luogo che adoro, che sogno spesso e spero di tornarci presto anche questa estate.
    Percepisci già l’umanità dei gigliesi se hai avuto occasione di viverli almeno una volta, basta stare un poco vicino a loro per capire che sono persone semplici, magari un po’ rudi, ma favolosamente felici di quel che hanno e di come vivono… così lontane dalla fretta e dal menefreghismo che contraddistingue l’italiano medio che vive in città. Ci stupiamo tanto del loro comportamente e del fatto che abbiano dato tutto per quelle 4000 persone che hanno “invaso” l’isola durante la notte di un venerdì qualunque di gennaio. Ma è perché non siamo più abituati a tutto ciò ed è male, tuttavia credo sia un comportamento normale per chi si è visto capitare una tragedia simile davanti casa.
    Io non sarei comunque troppo severa nei confronti del sindaco e dei comandanti che hanno finora effettuato questi famosi “saluti” all’isola… Perché conosco un po’ quelle zone e l’unico punto in cui non c’è scogliera è nei dintorni del porto. Io credo che finché ci si avvicina ricalcando la rotta dei traghetti non c’è alcun pericolo. Ed è quello che han fatto finora tutte le Costa molto probabilmente che son passate a salutare. Si sono avvicinate solo nei pressi nel porto.
    Il problema adesso secondo me è stato che si sono avvicinati (per leggerezza, non lo so, o forse per incompetenza) PRIMA di arrivare al porto, a ridosso della Cala delle Cannelle, dove appunto è pieno di scogli!!
    Inconcepibile e incommentabile il comportamento tenuto dal comandante… poco credibile anche la tesi in cui affermava che gli scogli non erano segnalati… Non c’è bisogno di segnalarli, un uomo di mare, abituato a fare sempre le stesse rotte SA che da lì è meglio non passare.

    Per il personale impreparato e straniero meglio che non commenti. E’ da una vita che predico e affermo che in Italia le cose si fanno per finta: la formazione è per finta, l’esercitazione è per finta, la competenza è per finta. Tutta apparenza e si cerca di guadagnare il massimo togliendo i costi per la sicurezza e la formazione di competenze perché ritenute inutili… Poi però in questi casi viene fuori e allora tutti a sputar veleno e a stupirci! Io non mi stupisco più!!
    Per fortuna che abbiamo una marina che è il top del top e che ha saputo attivare tutti i canali per l’emergenza praticamente in tempo reale (certo, appena hanno ricevuto la chiamata di soccorso…).
    E ringraziamo anche il fatto che in quel momento non ci fosse mare mosso… ve l’immaginate cosa sarebbe potuto succedere in caso di mare agitato, anche se di poco?

  24. …credo che piu’ che di ERRORE UMANO ( E SAREBBE GIA’ UN ATTENUANTE !!) possiamo ragionevolmente parlare di ENORME CAZZATA UMANA sulla pelle dei propri simili…non sono mai stato un forcaiolo ma istintivamente al “coraggioso comandante”, SE COLPEVOLE, darei una punizione ESEMPLARE…e poi Pino francamente mi stupisce e mi indigna l’atteggiamento della compagnia COSTA…non ho sentito un solo comunicato stampa, una presa di posizione…insomma almeno DELLE SCUSE UFFICIALI…invece SOLO ieri ALLE 17,30! Onorato DIRETTORE GENERALE della compagnia afferma quanto segue:
    “Non siamo in grado di dare risposta a tutte le domande perchè le autorità competenti con la nostra fattiva collaborazione stanno cercando di accertare le ragioni di questo incidente – prosegue la nota -. Sulla base dei primi accertamenti, ancora preliminari, la nave Costa Concordia, al comando del Comandante Francesco Schettino, stava effettuando la regolare navigazione da Civitavecchia a Savona quando improvvisamente la nave ha urtato uno scoglio”.
    REGOLARE NAVIGAZIONE !!!??? MA CI PRENDE PER IL C…..

  25. I dispersi sono ancora sedici e le speranze di trovarli in vita diventano purtroppo sempre meno probabili.
    Tra i dispersi figurano sicuramente due riminesi (un uomo di circa 30 anni e la figlia di 5). Ci sono poi due donne siciliane, di 50 e 49 anni. Le due sarebbero salite su una scialuppa, risultano censite, ma non sono più state contattate e si teme possano essere cadute in acqua. Il marito di Maria Grazia Trecarichi, data come sopravvissuta, ha invece perso le speranze: «Purtroppo ho buone ragioni per ritenere che mia moglie sia morta», ha detto Elio Vincenzi. «Le ultime parole dette al telefono a un nostro amico sono state: «Stiamo scivolando verso il mare«. La donna, come si è appreso, non sapeva nuotare. Ci sarebbero inoltre fra i dispersi 10 o 11 turisti tedeschi.

  26. ho appena sentito la telefonata, mi viene da piangere… ma non sono previsti test psicologici per chi è responsabile di navi così grandi? evidentemente non era in grado… spero che fosse sotto shock… sono davvero senza parole.
    ne stanno parlando parecchio anche in giappone, per la cronaca.

  27. E’ loquace Francesco Schettino all’indomani del naufragio della Costa Concordia. Il capitano della nave naufragata davanti all’isola del Giglio viene intercettato dagli inquirenti mentre si trova in procura, ed è al telefono con un amico racconta: «Per dar retta al manager, passa da lì, passa da lì… Qualcun altro al posto mio non sarebbe stato così benevolo a passare lì sotto, perchè mi hanno rotto il c…, passa di là, passa di là. La secca c’era, ma non era segnalata dagli strumenti che avevo e ci sono passato».«Quando ho capito che la nave si stava inclinando ho preso e sono sceso»

  28. Non so perché, ma in ogni tragedia ci sono sempre tante versioni. Chissà se un giorno sapremo la verità, almeno per rispetto delle persone che non ci sono più. Un caro saluto

  29. Svolta rosa sulla misteriosa presenza sulla Costa Concordia della 24enne moldava Domnica Cemortan. “Ero a bordo perché sono innamorata di Schettino”, ha spiegato la giovane ai magistrati, che l’hanno interrogata come testimone. “Quando è avvenuto l’incidente in plancia c’ero anch’io”, ha aggiunto la 24enne, smentendo la ricostruzione dei fatti del comandante.
    I magistrati le hanno chiesto che cosa ha visto e cosa è successo durante e dopo l’avvicinamento della nave all’isola del Giglio. E lei, secondo quanto riporta “Il Messaggero”, ha raccontato tutto, spiegando anche i dettagli sulla sua presenza a bordo e sul comportamento di Schettino.

    Per la 24enne, dopo l’impatto dell’imbarcazione contro gli scogli, il comandante ha agito da eroe, salvando la vita di centinaia, se non migliaia di persone. Una ricostruzione che i magistrati intendono verificare attentamente, confrontando tutte le altre testimonianze e verificandone l’attendibilità.

    La giovane si era imbarcata senza avere una cabina assegnata né una registrazione e la sua presenza in plancia era stata segnalata anche dal commissario di bordo Manrico Giampedroni. “L’unica estranea presente in plancia quella sera era un’amica del comandante”, ha spiegato agli inquirenti. Alcuni oggetti appartenenti alla giovane sono stati trovati dai sommozzatori nella cabina di Schettino.

    L’interrogatorio della moldava è durato circa sei ore e tra gli argomenti trattati nel colloquio ci sarebbe stato anche il fascino esercitato proprio da Schettino sulla ragazza. “Ero lì perché sono innamorata del comandante”, ha spiegato Domnica, spiazzando tutti e confermando le voci circolate subito dopo la scoperta della sua presenza in plancia di comando durante il naufragio.

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