Povera piccola Sarah ancora senza pace

“È ricominciato il morboso circo sul caso di Sarah Scazzi. Qui a Taranto, piccole penne si fanno “grandi“ e si gonfiano come fossero inviati/e su un fronte di guerra”.  (Marco Stefano Vitiello) Già, è ricominciato il circo. Il processo seguito in presa diretta con piccoli cinguettii attraverso cui apprendiamo notizie decisive, oltre che assolutamente…impreviste, come il pianto di Sabrina, gli sguardi spauriti di Misseri, la testa bassa di Cosima. L’unica notizia vera finora è che il comune di Avetrana chiede la restituzione dei soldi spesi per il funerale di Sarah, compresi i duecento euro di fiori, e anche per i volantini di ricerca come se la scomparsa di una giovane, sfortunata concittadina non possa essere messa in conto all’amministrazione. Anzi, la vera notizia è un’altra, cioè la decisione della Corte di permettere le riprese televisive perchè – ha spiegato la signora presidente – “visto l’eccessivo interesse della società alla rilevanza del processo è giusto che i cittadini possano seguire tutto il dibattimento”. Fermo restando il rispetto per la decisione delle due principali imputate di non essere riprese tutto il resto insomma si vedrà. Non è certamente un pettegolezzo sottolineare che la Corte d’Assise di Taranto su otto giudici (compresi quelli popolari) sette sono donne. L’occasione era troppo ghiotta. Così tutta Italia potrà ripercorrere nei dettagli la morte e l’agonia di una ragazzina vittima del male, sarà di nuovo tirata fuori da quel pozzo, insieme ai sogni spezzati, saranno vivisezionate le sue timide  illusioni e le ultime emozioni, stroncate (forse) in quel garage, saranno ricostruiti momenti violenti e macabri e messi a confronto l’odio e la gelosia.  Oh, che spettacolo: peccato che sia tutto vero. Personalmente aspetto la sentenza: mi interessa solo sapere chi l’ha uccisa. E, se possibile, perchè.

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11 thoughts on “Povera piccola Sarah ancora senza pace

  1. La Corte di Assise di Taranto ha stabilito con ordinanza, dopo un’ora e mezza di camera di consiglio, che le immagini del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi potranno essere mandate in onda solo dopo la conclusione del processo stesso. Con la stessa ordinanza, accertato l’interesse “particolarmente rilevante” della vicenda da parte dell’opinione pubblica, la Corte ha autorizzato la ripresa integrale del dibattimento da parte della trasmissione di RaiTre ‘un giorno in pretura’. Non potranno essere ripresi dalle telecamere gli imputati Cosima Serrano, Sabrina Misseri, Carmine Misseri, Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano, nonché testimoni e consulenti che ne facciano esplicita richiesta, come avevano fatto gli imputati. Vietata anche la presenza in aula dei fotografi.

    Devo ammettere con piacere che è apprezzabile almeno questa decisione, che cioè il processo sia trasmesso soltanto dopo la sentenza. E’ importante perchè così si evitano atteggiamenti “mediatici” che possano influire sul giudizio.

  2. Buona sera a tutti
    MI rendo conto che per chi lavora a questi argomenti non può fare a meno di trattare questo tema che gli stessi parenti hanno voluto rendere pubblico più del dovuto a mio avviso in TV. Se ci sarà un reale merito dei media rispetto a questo caso non posso sicuramente dirlo e né secondo me i telespettatori ma forse solo a caso chiuso …ma realmente chiuso i nei salotti televisivi che hanno sempre trattato il caso potrebbero tirare le somme di quanto ci hanno proposto serenamente. Ma come telespettatrice ho abbandonato la notizia da tempo . Ho tuttavia conosciuto chi è andato sulla tomba della piccola a portare i fiori , cosa che non mi sarei mai sentita di fare . E quindi ho chiesto a questa famiglia cosa li abbia mossi in tale scelta. La loro convinzione, e probabilmente anche degli altri italiani che organizzarono un pellegrinaggio sulla tomba, che il movente della morte di Sara sia stato il sentimento dell’invidia. VERITIERO Un sentimento tuttavia presente nelle famiglie come nella società. Grazie R DiGi

  3. Per fortuna quella precisazione in ordinanza, o ci si metteva pure la Corte d’Assise di Taranto ad alimentare questo vergognoso circo mediatico. Complimenti anche al Comune che vuole la restituzione degli oneri per le affissioni di ricerca, rientranti ,a mio avviso , nei suoi compiti istituzionali!

    • (ASCA-AFP) – Damasco, 11 gen – E’ Gilles Jacquier, reporter di France 2, il giornalista morto ad Homs, in Siria, per lo scoppio di una granata esplosa contro un pullman di reporter che si stavano recando ad una manifestazione. Jacquier vinse l’anno scorso in Italia il Premio ILARIA ALPI per il miglior reportage internazionale con un lavoro sulla rivoluzione tunisina. Si tratta del primo giornalista occidentale morto in Siria dall’inizio delle rivolte civili nel marzo scorso. Jacquier si trovava in compagnia del suo cameraman Christophe Kenck, che e’ rimasto leggermente ferito. La dinamica dell’attacco non e’ ancora chiara, poiche’ – secondo quanto si apprende dal sito di France 2 – l’Osservatorio siriano per i diritti umani parla di alcuni colpi di mortaio esplosi contro il veicolo e non di una granata. Immediata la reazione del Ministro degli Esteri francese Alain Juppe’, che ha chiesto di ”fare luce sulle circostanze di questo atto odioso, che condanniamo fortemente”. Cordoglio per la morte di Jacquier e’ stato espresso da Remy Pflimlin, direttore generale del gruppo France’ Televisions, al quale France 2 appartiene. ”Il dolore per la morte di Gilles Jacquier colpisce al cuore tutti i giornalisti del servizio pubblico”.

  4. Marcello, mi hai anticipato. Sai che è già il quinto reporter che muore quest’anno? E siamo appena all’11 gennaio. Lo so quanto ho rischiato, forse me ne rendo conto soltanto adesso che guardo tutto dall’esterno. E quello che è successo a Gilles dimostra quello che ho sempre sostenuto. I giornalisti al fronte rischiano la vita soltanto per stare al fronte. Lui stava in Siria per documentare una delle tante guerre in atto, è morto insieme ai dimostranti. Non era un eroe, nè voleva diventarlo. Era semplicemente un cronista.

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