Quando la Triade manda gladioli rossi

L’ho già ripetuto più volte nei commenti, ma forse vale la pena di farci un post. Fa tanto impressione l’ormai diffusa violenza a Roma e fa soprattutto effetto a chi, come me, a Roma ci vive. Ma cominciamo a ristabilire i fatti. Roma è la più popolosa città italiana. Conta cinque milioni di abitanti, ma ospita almeno il doppio di persone (cioè dieci milioni) per almeno cinque giorni la settimana: non figurano certo come residenti tutti i parlamentari, gli studenti o chi lavora alle ambasciate o in Vaticano. Per non parlare dei turisti. Dunque anche il numero dei delitti va raffrontato a queste cifre. Non difendo certo Alemanno, sicuramente fra i peggiori sindaci che ha avuto la Capitale, ma accusarlo di  non fare niente è fuorviante. Anche la Lega, come lui, ha stravinto la campagna elettorale cavalcando la paura dei cittadini, anzi esasperando sentimenti forcaioli eppure nel suo territorio non è che si viva tanto tranquilli. Prendete per esempio sabato sera a Vigevano, neanche sessantamila abitanti, non so quante discoteche: in una, affollatissima, entrano tre tizi, abbracciano un albanese, poi gli sparano in testa, in pista, davanti ad almeno cinquecento persone. Qualche giorno prima a Torino un pregiudicato è stato ucciso con un colpo di pistola in testa mentre era in auto. Certo, poi ci sono gli omicidi di camorra a Napoli, le risse sanguinose a Genova, gli sgozzamenti a Bari: tutto in questa settimana. La realtà è che non c’è un posto tranquillo. Torniamo a Roma, prendiamo l’ultimo episodio. Di raccapricciante c’è l’omicidio di una povera bimbetta (probabilmente uccisa durante la colluttazione con il padre) ma il fatto resta la rapina di due marocchini a un commerciante cinese. E allora vogliamo parlare dell’economia cinese che sta devastando quella italiana? Vogliamo parlare della Chinatown milanese? Della marea di soldi, rigorosamente in contanti, che transitano con il  Sole Levante? Della mamma della piccola Joy che insegue i banditi che le hanno strappato una borsa con 16 mila euro?  Adesso i cinesi hanno paura degli italiani (intanto i killer sono maghrebini): vogliamo parlare allora della Triade, la mafia emergente, quella che manda gladioli rossi ai “morti che camminano”? Ricordo che anni fa all’aeroporto di Fiumicino scoprirono un meccanismo perverso: cento passaporti cinesi, sempre quelli, che appena usati erano rispediti a casa per essere riutilizzati. Salvo che una volta hanno esagerato: cercò di entrare un ragazzino con il passaporto di un vecchio. Però era carino, sorrideva sempre.

Dossier/1. Le due facce di Hong Kong, regno delle Triadi  Dossier/2. Quanti (e dove) sono i cinesi in Italia

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61 thoughts on “Quando la Triade manda gladioli rossi

  1. E gli episodi nella tranquilla Padania continuano. Ecco, poca fa.

    “E’ venuto dentro con la pistola in mano e mi diceva: ‘dammi i soldi, ti ammazzo'”. Momenti di terrore, quelli vissuti dal turco Murat, titolare di un kebab a Pioltello, nel Milanese. Un rapinatore – un italiano secondo quanto risulta ai carabinieri – ha fatto irruzione nel locale del turco, ma lui, con grande sangue freddo, gli ha tenuto testa. Il tutto sotto l’occhio di una telecamera di sorveglianza artigianale costruita da Murat con una webcam. “Io ho aperto la cassa – racconta ancora l’uomo al settimanale locale La Gazzetta della Martesana – e gli ho fatto vedere che non c’era quasi niente. Ho preso in mano due 5 euro e glieli ho fatti vedere ma non li lasciavo. Così se voleva prenderli doveva venire vicino, e io potevo rubargli la pistola”. Alla fine il bandito se n’è dovuto andare con un bottino di soli 60 euro, inseguito dal ristoratore e da un assistente armati di bastoni.

  2. Mi sono chiesta ormai da anni come fanno questa moltitudine di cinesi o di altre nazionalità ( ai di fuori dell’UE)ad ottenere il visto per poter permanere nel nostro Paese. e di starsene qui senza essere registrati. . Ma ci sono accordi internazionali? O l’Italia ha leggi particolari per accogliere tutti.? E sia ben chiaro il mio pensiero non la penso assolutamente come i legaioli. Mi piacerebbe però un po’ di legalità da parte dello Stato.
    se non altro dovrebbero dimostrare che lavorano e quindi figurare registrati da qualche parte.

  3. E’ uno dei grandi misteri. Ricordi quante volte sono state fatte inchieste per capire… dove finiscono i cinesi? Visto che non ci sono mai funerali?
    Ma il problema è un altro. Saprai benissimo che in tutta Italia ormai l’economia cinese “pronto cassa” ha fagocitato tantissimi negozi italiani. Arrivano, offrono il triplo e pagano in contanti. Poi magari stanno fuori la porta senza neppure un cliente, ma intanto hanno investito. Forse sarebbe il caso di approfondire, visto che la mafia cinese è diventata fortissima nel mondo grazie al riciclaggio.
    Mica solo in Italia. Ricordo a New York che feci un servizio sulla Little Italy mangiata letteralmente dai cinesi. Di un intero quartiere…. ci hanno lasciato solo mezza strada, Mulberry street, mezza, neanche tutta intera.

  4. “A Torpignattara, quartiere multietnico di Roma dov’è avvenuto l’ultimo delitto, c’è un calzolaio italiano. Uno dei pochi esercizi commerciali che resiste all’assalto cinese. «Sono venuti più volte a propormi di rilevare la mia attività – racconta l’uomo – offrendomi una cifra più alta di quella di mercato e soprattutto 30.000 euro di buona uscita. Il tutto sempre e solo in contanti», nonostante per le nuove norme antiriciclaggio approvate dal governo il tetto massimo dei pagamenti in denaro liquido sia di 5.000 euro”.

  5. Anche a Roma hanno comprato quartieri : tipo Piazza Vittorio Via Merulana e continuano un po’ ovunque. pagando esattamente come dici te. Lavorano nei capannoni . e non si vedono circolare. Ma la G.d.F , la pPolizia che farà?
    E se comprano locali o appartamenti a qualche chiang chung lo intesteranno no? O a società? e L’agenzia delle Entrate che farà?

  6. Buona sera a tutti
    tra i diversi commenti postati che leggo mi confondono ovviamente sono diverse Ma siete oltre ai romani anche gli italiani sono favorevoli o meno alla presenza di comunità quale la cinese che è una delle tante ? E’ questo che non è ancora chiaro . Ma questo senso che si parli di LEGA che ne ha fatto un mestiere più che un gioco politico grazie E’ incivile ma è anche inutile essere ipocriti si potrebbe sembrerà azzardato sempre fare un referendum r

  7. Ormai tanti anni fa un mio Professore ci diceva che non dovevamo temere, i non italiani, che incontravamo sull’auto, ma quelli che non vedevamo e che invece lavoravano e producevano Italia. Tutto vero. e Grazie per l’articolo. davvero interessantissimo .

  8. Io pubblicherei proprio l’articolo. Credo che la maggior parte delle persone non conoscano questa realtà.

  9. Ma cosa siamo diventati?

    Urta lo sportello di un’auto. Tempo 30 secondi, arriva il convivente della donna al volante della macchina. E l’incauto «urtatore» viene massacrato di botte. Un pestaggio per motivi a dir poco futili in cui sono stati coinvolti anche i suoceri. È accaduto a Salerno, nel popoloso rione Torrione. Vittima è un impiegato della Provincia di Salerno, A. C., 47 anni, che ha subito presentato denuncia ai carabinieri, ed è tuttora ricoverato in ospedale. L’impiegato racconta che stava passeggiando nei pressi della caserma Angelucci in compagnia della moglie e dei suoceri. Camminando avrebbe urtato senza volerlo lo sportello di un’automobile in sosta, socchiusosi all’improvviso e alla cui guida si trovava una donna. Non l’avesse mai fatto. Sul luogo dell’«incidente», si precipita in un lampo il convivente della donna al volante e aggredisce l’impiegato prima verbalmente e poi con calci e pugni, procurandogli la frattura della mandibola e dello zigomo. Nel parapiglia vengono aggrediti anche i suoceri del 47enne. Donna e convivente, dopo la mezza rissa, si sono dileguati.

  10. La gente non gliela fa più. Si è incarognita. Da qualche parte deve sfogare il malessere provocato dalla società marcia e opprimente. In modo sbagliatissimo, purtroppo.

  11. Su Internet in Cina continuano i commenti sulla vicenda e in molti puntano il dito contro l’ eccesso di “garantismo” in Italia. Molti in partenza per il Belpaese affermano di non voler portare molto denaro contante in Italia a causa della situazione, soprattutto a Roma dove, negli ultimi mesi, diversi cinesi proprietari di negozi e ristoranti hanno subito atti criminosi. Nessun riferimento, sulla stampa cinese, all’attività abusiva di money transfer dell’uomo ucciso. (Ansa)

    Sono fuori dal mondo. Oppure chissà che gli raccontano. I soldi non devono portarli, li fanno qui. E senza soldi come faranno adesso a comprare tutti i negozi?

  12. ci stiamo americanizzando in tutto , la rabbia viene a proposito di Roma per il fatto che avevano impostato la campagna elettorale all’insegna della legalità, per carità non si puo’ accusare il sindaco di tutti i crimini , ma almeno per coerenza dovrebbe almeno dichiarare che è difficile tenere sotto controllo la criminalità.
    La mafia cinese è risaputa , dall’america all’italia è sempre lo stesso, invece di criminalizzare occorre indagare , per organizzarci a vivere in un paese multietnico. dove la criminalità va combattuta , e non è ne’ di DX neppure di SN .
    Poi cosa significa la razza italiana ,quando il 98 % dei nostro geni sono uguali al Simpanze, e il 86 al topo , e da studi fatti discendiamo dall’uomo nero .
    Percio’ smettiamo di pensare di essere una razza da preservare e tutelare perchè se va avanti così saremo una razza IN ESTINZIONE

  13. ha scritto: ” pinoscaccia
    9 gennaio 2012 alle 15:19
    E’ uno dei grandi misteri. Ricordi quante volte sono state fatte inchieste per capire… dove finiscono i cinesi? Visto che non ci sono mai funerali?”

    ha ragione, infatti io vedo funerali tutti i giorni. ieri ne ho visti: 7 italiani, 2 marocchini, 2 filippini, 2 egiziani, 1 messicano, 1 cingalese e 1 laotiano. cinesi? cinesi zero. sospetto, molto sospetto…
    sono ironico.
    Lorenzo.

    1. C’è poco da ironizzare. Dal rapporto della Dia “Quando sparisce un cinese, il suo posto e soprattutto i suoi documenti vengono infatti presi da un suo connazionale. L’organizzazione ha infatti imparato a conoscere la difficoltà con cui gli italiani distinguono i cittadini orientali”.

  14. però pino non può essere solo una questione di popolazione (nel senso di elevata popolazione): guarda tokyo, 12 milioni di residenti (più i pendolari) e criminalità molto bassa. ci dev’essere dell’altro. e non tiriamo in ballo la crisi economica perché quella, purtroppo, l’abbiamo anche qui, dagli anni 90.

    (e abbiamo anche la comuntià cinese :-) )

    1. Non facevo certo il confronto con il Giappone, che oltretutto non conosco. Il rapporto era riferito al quadro italiano: c’è da capire perchè ma sicuramente il tarlo della criminalità non risparmia nessuna zona del nostro Paese.

      1. io invece citavo il giappone solo perché lo conosco, cioè un paese ad altissima densità di popolazione e con una criminalità bassissima, visto che tu fai tra le altre cose un discorso anche di densità di popolazione: “sembra” che ci siano più crimini a roma che nel resto d’italia ma solo perché c’è più gente, quindi in percentuale non sono tanti (e su questo sono d’accordissimo). insomma, a volte il confronto aiuta. non voleva essere una polemica, era proprio una domanda ;-)

        1. Sì Alice, esatto. E poi comunque tutto quello che succede a Roma fa notizia, nel bene ma soprattutto nel male. Prendi la terribile esecuzione di Vigevano: liquidata con due righe sulla stampa locale, fosse successo in una discoteca della Capitale apriti cielo.

  15. Vorrei comunque chiarire (nel dossier è spiegato bene) che il discorso non riguarda certo la comunità cinese, in massima parte trattata a livello di schiavitù. Riguarda naturalmente le organizzazioni criminali. Poi c’è porre particolarmente l’accento sul clamoroso flusso di denaro (sporco) che torna in Cina. Proprio attraverso i money transfer.

    Intanto sembra che i due marocchini non siano alla loro prima impresa criminale, già avevano rapinato nella stessa zona cittadini cinesi. E meraviglia che le Triadi non siano mai intervenute. Tanto per dare l’idea che l’Italia spesso è solo il teatro di una violenza che non conosce confini. link

  16. Un altro pezzo di made in Italy se ne va. E’ di un’ora fa l’annuncio che Shandong Heavy Industry Group-Weichai Group, produttore di scavatrici e trattori, rileverà la maggioranza di Ferretti Group, produttore di yacht d’alta gamma. Shandong Heavy, che è controllata dallo Stato cinese, pagherà 178 milioni di euro per il 75%, ha detto a Jinan Tan Chengyi, capo di una sorta di Iri della Provincia di Shandong, che si farà carico anche di 580 milioni di debiti in carico al gruppo forlivese, ha aggiunto John Davison, global head strategic investment group di Royal Bank of Scotland (che, al pari di Strategic Vlue Partners, detiene il 12,5% di Ferretti).

  17. “Inviteremo i nostri connazionali a essere piu’ consapevoli dei rischi che corrono a portare dietro denaro contante e anche a essere pronti all’autodifesa”. Così la console della Repubblica Popolare Cinese a Firenze, Zhou Yunqi, riferendo parte dei contenuti del vertice tenuto nel pomeriggio tra l’ambasciatore Ding Wei con il sindaco di Prato Roberto Cenni e il presidente della Provincia Lamberto Gestri dove è stato stilato un programma di iniziative finalizzate all’integrazione della comunità orientale”. Negli ultimi tempi sono state numerose le rapine ai danni degli orientali che risiedono a Prato. Il sindaco Cenni ha aggiunto che “i diplomatici cinesi faranno specifiche raccomandazioni ai propri connazionali, affinchè non circolino nelle strade con denaro contante, come fossero dei bancomat ambulanti”, e ha aggiunto che “ci sarà una forte sensibilizzazione a utilizzare conti correnti bancari per procedere alle transazioni tramite bonifici, considerata anche la recente normativa che dissuade dai pagamenti tra privati oltre i 1.000 euro”.

    Certo, ma come faranno adesso a spedire tutti quei soldi come se fossero regolari? Il sindaco molto sottilmente ha parlato di… bancomat ambulanti. E che significa autodifesa? La comunità cinese, come chiunque altro, non deve dimenticare che in Italia esistono delle leggi.

  18. Toh, il far west anche a Milano.

    Un giovane italiano di 38 anni è stato ucciso a colpi di pistola nella serata di martedì in strada a San Giuliano Milanese, mentre stava rientrando a casa dopo il lavoro. La vittima è Saverio Luca Verracina, nato nel 1973, operaio edile, residente in via dei Mille insieme alla moglie e al figlioletto di sei anni. Il delitto è avvenuto poco prima delle 21 di martedì proprio in via dei Mille 27, una traversa di via Brigate Partigiane, quartiere Zibido, nella zona industriale di San Giovanni Milanese, proprio di fronte all’abitazione del giovane. L’operaio è stati infatti sorpreso dal suo killer mentre stava per raggiungere a piedi il portone d’ingresso. Ancora sconosciute le cause dell’agguato: Verracina, incensurato, è conosciuta come una persona irreprensibile. Il giovane operaio, secondo quanto è stato fino ad ora possibile sapere, è stato raggiunto da tre colpi di pistola: alla schiena, a una gamba e al volto. Nessuno ha assistito all’omicidio: sono stati alcuni residenti a senire i colpi di pistola e a dare l’allarme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno circoscritto la zona del delitto e stanno svolgendo le indagini, e il personale del 118. Le modalità dell’omicidio fanno ritenere che si sia trattata di un’esecuzione: nulla al momento fa pensare a una rapina finita nel sangue o a una lite degenerata. Non si sa come l’assassino o gli assassini siano fuggiti, se con un moto o un’auto. (corriere della sera)

    1. Un operaio edile 25enne, Giuseppe Pellettieri, è stato fermato dai carabinieri in relazione all’omicidio di Luca Saverio Verracina, 38 anni, ucciso sotto casa martedì sera a San Giuliano Milanese. L’uomo, origini palermitane, con alle spalle alcune segnalazioni come assuntore di sostanza stupefacente, abitante a Caselle Lurani, aveva avuto la sera dell’8 gennaio una violenta lite con Verracina, che gli chiedeva di saldare un debito per la cessione di sostanze stupefacenti e l’aveva picchiato selvaggiamente (all’ospedale di Vizzolo Predabissi gli hanno diagnosticato 20 giorni di prognosi). Gli investigatori dell’Arma non escludono tuttavia altri moventi. La loro attenzione è comunque focalizzata su alcune testimonianze, secondo le quali la vittima l’8 gennaio aveva pesantemente picchiato il suo presunto omicida, per un debito legato allo spaccio di stupefacenti. Pellettieri ieri sera avrebbe aspettato sotto caso Verrascina per vendicarsi. Il procuratore Armando Spataro, da due giorni in servizio alla procura di Lodi, ha condotto personalmente l’interrogatorio del giovane. Il 25enne ha detto che la vittima avrebbe estratto un coltello, minacciandolo, e lui avrebbe sparato per difendersi. Vicino in effetti i carabinieri hanno trovato vicino al corpo un coltello, non insanguinato, e hanno chiesto le analisi delle impronte digitali. Verracina, incensurato, era conosciuto come una persona irreprensibile. Il giovane operaio, sposato, con un figlio, è stato raggiunto da tre colpi di pistola alla testa, alla gamba e alla schiena.

      Tutti bravi ragazzi. Italiani.

  19. Milano, morto un vigile urbano travolto da un Suv in via Varè
    L’incidente nel pomeriggio alla Comasina. L’agente, che aveva 43 anni, aveva fermato il veicolo per un controllo: il conducente è sceso per discutere, ma poi lo ha investito e si è dato alla fuga.

    Un vigile urbano di Milano è stato investito da un Suv che aveva fermato per un controllo in via Varè in zona Comasina. Trasportato in codice rosso in ospedale, a Niguarda, è morto poco dopo. Secondo quanto si è appreso, il vigile era in bicicletta. In base alle prime testimonianze sembra abbia fermato un Suv per un controllo. Dall’auto è sceso il conducente che ha iniziato a discutere, poi è risalito ed è partito a tutta velocità investendo il vigile: in città è ora caccia all’investitore.

    La dinamica del fatto non è stata ricostruita con chiarezza. Di certo due vigili, la vittima e un collega, stavano effettuando dei controlli. Il conducente della Bmw è partito cercando di investire un pedone per poi colpire il vigile che è stato trascinato per centinaia di metri. Sul posto sta per arrivare il sindaco di Milano Pisapia.

  20. Una chiamata di un cittadino, nel tardo pomeriggio, segnala la presenza in un parcheggio di un camper abitato da alcuni sinti italiani. Due vigili si presentano per un controllo, dal mezzo scende un uomo con una stampella. In quel momento passa un’auto che colpisce di striscio l’uomo. Uno degli agenti fa in tempo a mettersi per traverso per impedire all’auto la fuga. Il conducente lo centra in pieno e lo trascina per circa duecento metri. Il responsabile sicurezza del Pd Emanuele Fiano ha detto : «Così come viene raccontato l’episodio sembrerebbe l’ennesima testimonianza di una violenza urbana inspiegabile e di cui siamo testimoni troppe volte».

  21. Un video, anzi più filmati, avrebbero filmato le fasi della fuga della Bmw, dopo l’investimento e l’omicidio del vigile urbano. Gli inquirenti, oltre alle immagine delle telecamere della zona, hanno sospetti su due nomadi di origine sinti. Gli investigatori sono arrivati ai sospettati grazie alla testimonianza di un anziano giostraio che già li conosceva. Agli agenti della polizia locale avrebbe fornito il numero di un cellulare di uno dei due. Hanno messo sotto controllo le celle telefoniche e hanno intercettato alcuni messaggi importanti per l’indagine. Non solo, ma i carabinieri di Peschiera Borromeo, che già li avevano fermati altre volte, hanno diramato la loro foto segnaletica.
    Un Suv è stato rintracciato nella notte dalla polizia locale a Milano in zona Loreto. Il mezzo, che sarebbe il veicolo che ha investito e ucciso l’agente Savarino in via Varè, zona Bovisa, è stato trovato intorno alle 4, e corrisponderebbe per segni e numeri di targa a quello che si cercava. Secondo quanto confermato dal comando della Polizia locale di Milano, il Suv, un Bmw X5 targato Milano, è di colore bronzo scuro. Dalle prime informazioni non risulterebbe rubato. Sulla vettura sono state riscontrate tracce di sangue umano e la vernice verde della bici dell’agente.

  22. I due uomini visti dai testimoni sono entrambi nomadi. Sono stati ”compiutamente identificati” dalle forze dell’ordine. Di loro, quindi, si sanno le generalita’ e, essendo pregiudicati, anche altri particolari. Uno dei due sarebbe di nazionalita’ tedesca, l’altro di origini slave. Entrambi sono ancora in fuga, ormai da qualche ora. La speranza degli investigatori e’ che possano venire bloccati alla frontiera dalla polizia.

  23. Una ragazza di 18 anni è stata trovata morta in un’abitazione a Monza. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 che hanno riscontrato lesioni sospette, compatibili con un evento violento. Le indagini sono effettuate dai carabinieri. Secondo le prime informazioni l’appartamento in cui è stata trovata morta la ragazza viene condiviso da due famiglie del Bangladesh. Al ritorno in casa, i famigliari hanno trovato la giovane sul letto, con una sciarpa intorno al collo, priva di vita.

  24. Rapina con feriti stamani in un ufficio postale a Firenze, in via Canova, alla periferia della città. Un disoccupato quarantenne, Marcello Ventrella, armato, ha ferito due impiegati che non gli hanno aperto la cassaforte, non avendo le chiavi. L’uomo è stato poi arrestato dai carabinieri. I due feriti sono stati ricoverati; le loro condizioni non sono gravi. Alle cure dei sanitari e’ ricorsa anche una donna colta da malore al momento della rapina; ha riportato una contusione. “Ha sparato per uccidere. Gli impiegati sono stati graziati dalla sua inesperienza e dalla fortuna”: non hanno dubbi i carabinieri che hanno arrestato Marcello Ventrella, 40 anni, l’architetto-rapinatore che nel corso di un tentativo di ‘colpo’ in un ufficio postale di Firenze ha ferito due impiegati. Ventrella non ha opposto resistenza quando è stato intercettato e bloccato dai militari. Con sé aveva i 2.500-3.000 euro che erano in cassa e mappe di Firenze con crocette a penna di sedi di uffici postali e banche che riteneva più ‘deboli’ dal punto di vista della loro difesa.

  25. È stato fermato in Ungheria nelle scorse ore uno dei due slavi sospettati di essere gli autori dell’omicidio di Nicolò Savarino, il vigile travolto e ucciso a Milano. Il fermo è stato eseguito dagli investigatori della Squadra Mobile di Milano nel Paese dell’Est dove lo slavo si era recato riuscendo ad eludere le prime ricerche. Il fermato sarebbe la persona che si trovava alla guida del Suv che ha travolto Savarino. L’uomo fermato dalla polizia in Ungheria risulta essere un personaggio dall’ampio curriculum criminale. Al suo attivo, oltre che numerose truffe, vi sarebbero anche altri reati e svariate identità false, tanto che al momento si stanno ancora sviluppando accertamenti per risalire ai suoi veri dati anagrafici.

    Si chiama Goico Jovanovic, 24 anni, nato in Germania, di origine slava. Ha molti precedenti in Italia. E’ stato fermato al confine con la Serbia. Secondo gli inquirenti stava per fuggire in Sud America.

  26. Un extracomunitario di circa 30 anni, pare di nazionalita’ albanese, e’ stato ucciso la scorsa notte a colpi d’arma da fuoco a Casorate Primo, nel Pavese. Secondo le prime informazioni un killer lo avrebbe inseguito per strada, nella zona di piazza S.Maria, sparandogli sette colpi di pistola calibro 7.65, che lo hanno raggiunto all’addome. L’uomo e’ stato trasportato in ospedale dal 118 dove pero’ e’ deceduto. Indagano i carabinieri.

  27. Sembrava la scena di «Arancia Meccanica». Giovedì pomeriggio, a Sesto San Giovanni, intorno alle 13.30 in via XXIV Maggio, una donna di 78 anni claudicante con bastone è stata aggredita da due giovani rom, uno di 25 anni e l’altro di 16. La vittima è stata spintonata, presa a pugni, fatta cadere per terra. E rapinata. Quando gli aggressori si sono resi conto che nel portafogli non c’erano soldi le hanno sputato addosso. È intervenuta la polizia, grazie alle immagini delle telecamere del palazzo sono stati individuati e trovati davanti a un supermercato in via Carlo Marx mentre cercavano di tentare un altro colpo. La donna è stata portata al pronto soccorso: cinque giorni di prognosi per tumefazioni al volto.

  28. È stato trovato impiccato uno dei due ricercati per la rapina avvenuta il 4 gennaio scorso fa finita nel sangue nel quale morirono Zhou Zheng di 31 anni e la figlioletta Joy di 9 mesi.L’uomo, di origine maghrebina, è stato trovato impiccato in un casolare in zona Boccea. Era il più giovane della coppia di ricercati, aveva circa venti anni. Continuano le ricerche dell’altro latitante che potrebbe già trovarsi all’estero. «Siamo sempre afflitti dal dolore e speriamo che ora catturino l’altro assassino, ma la notizia ci ha dato un certo sollievo», così avrebbe commentato la notizia la sorella di Zhou Zheng. Lo riferisce un amico di famiglia.

    Autodifesa? Triadi?

    1. Due bustine di veleno per topi, il corpo appeso a un gancio a quattro metri di altezza, un abbigliamento estivo, un rifugio impossibile da raggiungere senza mezzi. C’è qualcosa che non torna in quello che gli inquirenti hanno liquidato come “suicidio canonico”. Nella morte di Mohammed Nasiri, uno dei due assassini di Zhou Zeng e della piccola Joy, ci sono una serie di punti oscuri. Dettagli che, quantomeno, fanno sorgere dubbi: forse Mohammed non era solo quando si è stretto una corda intorno al collo, ipotizza qualcuno. Particolari che portano a scenari inquietanti: qualcuno potrebbe aver deciso di uccidere il killer di Torpignattara simulando un suicidio perfetto. O quasi. Già, le Triadi.

  29. Zona a nord di Napoli insanguinata: 6 delitti in 11 giorni. A rendere vivibile un territorio già «difficile» è la faida di camorra scoppiata a Melito nel clan degli scissionisti, all’interno del quale si consuma un ennesimo scisma. Ma non solo: un uxoricidio, che non riguarda la guerra tra affiliati, ha scosso domenica notte anche la cittadina di Marano.

  30. Hanno confessato durante la notte, ma le prove, compresa l’auto ancora ammaccata e sporca, erano evidenti, fin da ieri pomeriggio quando i due presunti responsabili della tragedia di Torino, a inizio dicembre, sono stati fermati dagli agenti della polizia municipale. Dopo un mese e mezzo di indagini e riscontri, partendo dai pezzi dell’auto lasciati sull’asfalto, i vigili sono riusciti a risalire ai due che quel pomeriggio di inizio dicembre erano sull’auto che sfrecciando a tutta velocita’ ha investito e ucciso il piccolo Alex, sette anni, e ha travolto i genitori sulle strisce di corso Peschiera. Si tratta di due balordi residenti ad Aosta, dove sono stati fermati e arrestati ieri sera. Erano conosciuti dalle forze dell’ordine per vari episodi e piccoli precedenti. Si chiamano Alessandro Cadeddu, di 34 anni, e Francesco Grauso, di 26. Entrambi vivono ad Aosta.

  31. Inseguimento e sparatoria nella notte tra la polizia stradale e i passeggeri di un’auto con a bordo 4 persone che non si è fermata all’alt per un controllo. E’ successo sulla A12 all’altezza di Sarzana. Nel conflitto a fuoco ha perso la vita un uomo di 20 anni, extracomnitario, mentre tentava la fuga a piedi fra le campagne e dopo, secondo quanto si apprende, aver fatto più volte fuoco sugli agenti.

  32. LA RAPINA A TOR PIGNATTARA È STATA SU COMMISSIONE, E NASCONDE UNA GUERRA PER IL CONTROLLO DEI ‘MONEY TRANSFER’ – I SOLDI RUBATI A LIA ZHENG NON ERANO PULITI: LA DONNA RACCOGLIEVA CONTANTI DAGLI STRANIERI DEL QUARTIERE GARANTENDO “SPEDIZIONI” IN NERO – PER LE MANI DELLA COPPIA ZHENG PASSAVANO ANCHE 500 MILA € A SETTIMANA: UNA CIFRA CHE FACEVA GOLA E INVIDIA A TUTTI, SOPRATTUTTO ALLA CONCORRENZA. articolo

  33. Un altro episodio di violenza a Roma: un uomo è stato ucciso con due colpi di pistola alla testa. L’unico testimone racconta la dinamica di una rapina ma gli investigatori seguono la pista dell’agguato. E’ successo attorno alle 14 e 30 di martedì 24 in un garage condominiale in via del Fontanile Arenato (vicino via Aurelia Antica), nel quartiere della Pisana. La vittima è un uomo di 63 anni, Antonio Maria Rinaldi con precedenti per droga che aveva appena parcheggiato la sua auto, una smart nera, nel box. Il rapinatore lo avrebbe colpito con due colpi di pistola al volto. Secondo le dichiarazioni dell’unico testimone, un amico della vittima in macchina con lui al momento dei fatti, il 63enne si sarebbe opposto al tentativo di rapina da parte di un uomo incappucciato che, al suo diniego, non ha esitato a sparare. Sul luogo dell’omicidio, il medico legale e gli uomini della Scientifica per i rilievi. Antonio Maria Rinaldi lavorava nel settore delle aste immobili, in un’agenzia che si occupava di acquisto e vendita di immobili. L’uomo viveva con sua madre e con la compagna. Il killer dopo aver sparato i due colpi, sembra sia fuggito a piedi.

  34. Una donna di 54 anni è in coma dopo essere stata scippata mercoledì sera in piazza Repubblica a Milano. Alessandra G., era in bicicletta, intorno alle 19.30, quando due persone a bordo di uno scooter si sono avvicinate. E le hanno rubato la borsa. Poi la caduta e la corsa in ospedale. Sulla vicenda indaga la polizia. Secondo una prima ricostruzione, mentre la donna stava pedalando all’improvviso le si è affiancato uno scooter con due uomini a bordo. Uno di loro le ha strappato la borsa dal cestino. La ciclista si è spaventata, ha perso l’equilibrio ed è caduta con la faccia in avanti. Subito soccorsa, la donna è stata trasportata al Policlinico, in via Sforza, in codice rosso. Le sue condizioni sarebbero molto gravi.

  35. Ancora un vigile investito a Milano, da banditi in fuga che non hanno esitato a travolgerlo. Per fortuna, diversamente dal collega coetaneo Nicolò Savarino, l’agente 42enne della polizia locale se l’è cavata con una serie di traumi e contusioni. Poteva andargli molto peggio: il comandante della polizia locale Tullio Mastrangelo non ha esitato a parlare di «tentato omicidio». Alla fine i banditi sono riusciti a fuggire, dopo aver speronato l’auto civetta, e il vigile è stato ricoverato in ospedale. E’ accaduto stamattina in zona Navigli.

  36. Paura a Milano in via Marsala per due colpi di pistola, anche se alla fine l’arma si è rivelata un giocattolo. Un uomo sui 30 anni, mercoledì mattina intorno alle 11, davanti alla chiesa di Santa Maria Incoronata, all’angolo con corso Garibaldi, ha fatto partire due colpi in aria. Scappava da viale Pasubio, dove aveva rapinato un passante, il proprietario del bar «Le tre gazzelle» di corso Vittorio Emanuele. L’uomo, che era insieme a un amico, lo ha inseguito. Il rapinatore, per farli desistere, ha sparato i due colpi in aria. Lo hanno fermato due vigili urbani, non ha opposto resistenza ed è stato portato al comando per essere identificato. Un senzatetto, che si riparava dalla neve sotto i portici vicini, ha ritrovato la pistola – che l’uomo aveva gettato sotto una macchina- e l’ha consegnata agli agenti.

  37. Città che prima erano più sicure, oggi la criminalità dilaga. Ancora si trovano piccoli borghi che vivono con la chiave sulla toppa. Ma anche da loro arriverà la delinquenza. Un caro saluto

  38. Ancora un assalto a mano armata nel centro di Roma. Mercoledì mattina tre rapinatori armati di pistola hanno svuotato le vetrine e la cassaforte della gioielleria Roberto Coin in via Vittoria, tra via del Corso e piazza di Spagna. Era mezzogiorno quando due dei banditi si sono finti clienti e sono entrati nel negozio dove in quel momento c’erano due commesse. I rapinatori hanno dapprima finto di voler acquistare un gioiello ma poi hanno immobilizzato le dipendenti, facendole sdraiare a terra dietro al bancone e ammanettandole. «Parlavano inglese ma sembravano dell’est europeo», avrebbe raccontato una delle commesse. Non si esclude tuttavia che si tratti invece di pregiudicati italiani. Quindi i banditi, spalleggiati da un complice rimasto all’esterno a fare da palo, hanno svaligiato le vetrine e la cassaforte. Secondo una prima stima il valore degli oggetti rubati si aggirerebbe sui 500 mila euro.

  39. Sono entrati in una villa a Resina (frazione di Perugia) per mettere a segno una rapina e uno di loro ha violentato una donna di circa 50 anni originaria del sud America che si trovava in casa. È avvenuto ieri sera intorno alle 22:30. Nell’abitazione, al momento del colpo messo a segno da due uomini (probabilmente dell’Europa dell’Est) con il volto coperto e armati, forse di un fucile, c’era anche la nipote 14enne della donna. Da quanto emerso dalle indaginim, i due hanno atteso che tornasse a casa il proprietario dell’abitazione, un piccolo imprenditore, e la compagna, figlia della donna violentata. Si sono quindi fatti indicare dove fosse la cassaforte e consegnare la chiave. Hanno così prelevato preziosi e contanti per un valore di 20 mila euro, nonché di una pistola (priva di caricatore) dell’uomo. I rapinatori hanno legato con i fili dei caricabatteria dei telefoni cellulari tutte le persone presenti e sono fuggiti.

  40. Irruzione, attorno alla mezzanotte, nella villa di un industriale a Trezzano sul Naviglio (MILANO). L’abitazione si trova in via Signorelli in una zona residenziale. Quattro uomini, con il volto coperto e armati di bastoni e una pistola, sono hanno imbavagliato tredici persone, sorprese mentre erano a tavola. Gli uomini sono stati tutti legati: il padrone di casa, 50 anni, e il cameriere sono stati anche colpiti alla testa. I rapinatori hanno poi passato al setaccio le varie stanza della casa, prima di andarsene. Il bottino non è stato ancora quantificato. Sotto choc le persone ospiti della villa che hanno vissuto momenti di terrore.

  41. Un pregiudicato cileno di 29 anni, Marcello Valentino Gomez Cortes, è morto a Milano dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola esploso da un agente della polizia locale. corriere.it

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