I fondi neri e la primavera padana

C’è chi adesso li chiama conti offshore perchè è più elegante, ma sono sempre stati chiamati fondi neri. Probabilmente l’ultima operazione finanziaria della Lega Nord non è in nero, nel senso che riguarda investimenti dichiarati, ma si tratta comunque di soldi italiani (sette milioni di euro) trasferiti all’estero. Spetterà alla magistratura eventualmente accertarne la liceità, ma certo fa clamore. Insomma, la storia è questa. Il partito dei duri e puri ha mandato soldi in Norvegia, e vabbè, ha mandato soldi a Cipro, e vabbè,  ma quando ha deciso di investire  nell’Africa nera qualche leggera contraddizione è parsa evidente. Per i legaioli insomma l’economia della Tanzania è più affidabile di quella italiana. Intanto non è male che i cittadini sappiano che quei soldi che i cittadini del nord cercano di far fruttare provengono dal finanziamento pubblico, cioè dai soldi di tutti gli italiani, compresi i terroni.  E poi chi gestisce i frutti? Un ristretto, anzi ristrettissimo gruppo di dirigenti, così ristretto da far infuriare la cosidetta base, quelli che ci credono e non sanno come pagare l’affitto delle sezioni, per non parlare della crisi del giornale della Padania (nonostante un ampio finanziamento pubblico, ma questo è un altro scandalo). La rivolta è già in atto, tanto che c’è già chi parla di “primavera padana”. Sono caduti tanti regimi, possibile che resista quello del Po?

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11 thoughts on “I fondi neri e la primavera padana

  1. ah si, l’ho letto sul secolo XIX.
    Primavera padana??? Mah, ne dubito…. credono che esista la padania, quindi c’è poco da sperare in illuminazioni!!!!

  2. Dovrebbe essere anzi una insurrezione sia della basa legaiola , sia di tutti gli italiani , contro questa vergogna ! E hanno pure il coraggio di contestare a Monti una cena di fine anno?

  3. La questione è seria, serissima.

    Intanto il Pd chiede che si faccia chiarezza. «Stupisce sentire la mattina i vertici della Lega tuonare contro le rimesse di danaro all’estero degli immigrati e poi scoprire, il pomeriggio dalla stampa, che il partito di Bossi investe all’estero i soldi del partito», affermano, in una nota, Emanuele Fiano, Gianclaudio Bressa e Daniele Marantelli del Pd. «Non è compito nostro indagare se i leader della Lega usino i fondi del finanziamento pubblico per speculare sul mercato finanziario e non per finanziare le proprie campagne elettorali. Per questo ci sono i militanti in camicia verde che dimostrano di non gradire tanta spregiudicatezza. A noi interessa e sarà oggetto di una interrogazione parlamentare che presenteremo già domani, fare luce sugli aspetti controversi di questa vicenda. A cominciare da quelli fiscali. È bene che i responsabili leghisti, di cui danno conto i giornali, chiariscano in sede parlamentare e non solo in quella, se sono state o meno rispettate le norme in materia fiscale che lo Stato italiano prevede in questo caso di operazioni». «Rimane poi un altro dubbio – concludono – perché la Lega non ha investito in obbligazioni dello Stato italiano invece che in fondi esteri?».

  4. LA LEGA MAGNONA RINGRAZIA ROMA GODONA – QUANTO HA INCASSATO IL PARTITO DI BOSSI, NATO CON I DEBITI, IN RIMBORSI ELETTORALI? 170 MILIONI DI EURO IN VENT’ANNI, 140 NEGLI ULTIMI DIECI. NONOSTANTE NE ABBIA SPESI MOLTI MENO IN CAMPAGNA ELETTORALE – E SENZA CONTARE I CONTRIBUTI PUBBLICI A “LA PADANIA” E GLI STIPENDI A DEPUTATI E AMMINISTRATORI LOCALI.

    l’articolo da Il Giornale

  5. OT

    Si è dimesso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Malinconico. La decisione è arrivata al termine di un incontro a Palazzo Chigi con il premier Mario Monti convocato dopo le polemiche 1per le spese all’hotel Pellicano di Porto Ercole nell’Argentario pagate a Malinconico da Francesco De Vito Piscicelli. Si tratta del costruttore indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla ‘cricca’ per gli appalti del G8 e finito nella bufera dopo un’intercettazione nella quale confessava di aver reagito con una risata alla notizia del terremoto in Abruzzo. Il sottosegretario, secondo un rapporto dei Ros del 2009, avrebbe usufruito di vacanze per quasi 20 mila euro. “Contro di me c’è stato un crescente attacco mediatico” ha dichiarato Malinconico.

    Certo, ormai è sempre colpa di … un attacco mediatico. Accidenti questi media come sono cattivi: vanno addirittura a indagare sugli affarucci di politici e “tecnici”.

  6. Il gesto delle corna per Giorgio Napolitano, apostrofato con la garbata definizione di terùn. Poi, sull’onda del coro dei militanti padani (“Monti vai a fare in c…”), una dedica raffinata anche al presidente del consiglio Mario Monti (“e magari gli piace, c…””). Era la sera del 29 dicembre e nel gelo della kermesse leghista Berghem frecc di Albino (Bergamo), per scaldare il popolo verde Umberto Bossi, di fronte alle telecamere, si era esibito in un comizio parecchio disinvolto. Quelle offese rivolte al capo dello Stato e al premier, però, potrebbero costargli care. Decine di cittadini italiani lo hanno denunciato per vilipendio al capo dello Stato e offese alle cariche istituzionali. La querela contro il segretario federale del Carroccio sarà depositata in dieci città: Verona (capofila), Vicenza, Bassano, Bergamo, Brescia, Trento, Milano, Roma, Napoli, Bari.

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