Giustizia per la cinesina

Sarà che sono nato da quelle parti, ma il delitto del Pigneto mi ha colpito molto. Non fa più notizia purtroppo una rapina, neppure quando ci sono vittime, ma l’aver sparato a bruciapelo contro una bimbetta di sei mesi lascia senza fiato. Una famigliola cinese che era riuscita a costruirsi un futuro nel nostro Paese distrutta in pochi minuti. Quella piccolina aveva gli occhi a mandorla, ma era italiana perchè il suo futuro era qui. Un atto bestiale che mi ricorda un episodio vissuto in Albania nei tempi bui. Allora fu un poliziotto, segno che non basta una divisa per diventare uomini. Un criminale per non farsi prendere si fece scudo di un neonato. Il poliziotto sparò prima al neonato e poi al bandito, senza pietà. Come si fa a sparare a un bambino? Eppure succede, non solo in guerra, ma anche per cercare di arraffare quattro maledetti soldi. L’unico conforto è che tutto il quartiere farà una fiaccolata di cordoglio, i romani come i fiorentini quando furono uccisi gli ambulanti senegalesi. Ma Joy, quella cinesina, aspetta innanzitutto giustizia.

Un’altra (amara) considerazione. Ma era proprio necessario che i giornali pubblicassero le foto del recupero del povero corpo di Sarah? La barbarie di Avetrana evidentemente non ha limiti.

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47 thoughts on “Giustizia per la cinesina

  1. @ Pino. Visto che hai seguito il caso, come è finita la vicenda del poliziotto in Albania? Lì c’ è stata Giustizia o le storie assurde subiscono la fine peggiore, come spesso succede in Italia?

    1. Non è successo niente. Perchè il poliziotto ha ucciso un bandito … e la notizia del neonato neppure è uscita. Sai chi me l’ha raccontata? Un poliziotto italiano dei Nocs, gente addestrata a uccidere. Era inorridito.

      1. e pensa come può sentirsi una persona “normale”!
        E’ una piccola consolazione, ma la reazione degli abitanti del quartiere, almeno è stata civile.
        Ma possibile che Roma sia diventata di punto in bianco violenta??? Sembra di essere piombati in un poliziottesco con Merli o Milian… solo che i morti sono veri.

        1. Il problema non è Roma. Fanno impressione tutti questi delitti nella stessa città ma forse si dimentica il numero di abitanti e dunque, in questo clima di criminalità diffusa, il cosidetto calcolo delle probabilità. Il quartiere dov’è stata uccisa la cinesina (e il suo papà) fa 500 mila abitanti. Quasi il doppio di Firenze, tanto per dare un’idea.

          1. 500 mila abitanti? Poco meno di tutta Genova!
            Ma comunque un numero così alto di omicidi e aggressioni, spesso legate alla criminalità organizzata, in una città come Roma, oggi, a me fa effetto

    1. L’ ultima considerazione del post (quello tuo) ha una ovvia risposta: per vendere. E’ la più plausibile, vista sia la confusione tra diritto di cronaca e morbosità e la domanda che soddisfa la richiesta.
      Confine, giustamente riposizionato dalla Sentenza di Cassazione della Terza Sezione Penale.
      Per questo stesso motivo si vendono i giornaletti di Gossip, anche se nel gossip ci sono dinamiche e argomentazioni differenti.

  2. Troppo facile. Un giornale come il Corriere non ha bisogno di queste cose per vendere. Il fatto è che è crollata la moralità dei giornali ed è aumentata la morbosità della gente. Poi farei anche un pensierino a quei mascalzoni che hanno passato le foto.

  3. io ero già rimasta inorridita quando su “la stampa”, quotidiano della mia città, erano state pubblicate le foto dei cadaveri dei figli di saddam. personalmente, penso che da lì in poi sia stata una discesa a senso unico.

  4. poi mi viene in mente anche un’altra cosa… il giornalista ha, secondo me, anche il dovere di “guidare” il lettore, non nel senso di “portarlo dalla propria parte”, ma di aiutarlo a districarsi attraverso le informazioni. invece questo è il giornalismo del pubblico tutto quello che posso, che poi i lettori decidano da soli cosa guardare (in questo caso) e cosa no. ci metto giusto un disclaimer all’inizio. ecco, secondo me c’è una contraddizione di fondo.

  5. Ora non resta altro se non attedere che giustizia sia fatta.
    Infatti sembra che se l’assassino viene da fuori,è sporco,zingaro,negro e se ammazza una/o italiano sia piu’ facile fare giustizia.
    Alemanno vinse le elezioni cavalcando dei sentimenti di paura e pure un po’ forcaioli promettendo sicurezza e legalita’,adesso l’unica frase ad effetto che io abbia sentito è che la “pazienza è finita”…..ma è sindaco dal 2008 e la sicurezza delle periferie era il suo proclama elettorale.
    Con questo non voglio scadere nelle loro stesse retoriche ,credo sia ben difficile controllare un territorio specie se degradato.Certo che ci vorrebbero politiche territoriali, sociali e giovanili che si occupassero della marginalita’ e del
    disagio ma si sa bene che lo spread, lo stipendio di lor signori e la corruzione sono ben piu’ importanti di qualche banale omicidio per rapina.Chissa’ se il controllo di un territorio passa pure attraverso i controlli da parte di forze che abitualmente dovrebbero essere addette a questi compiti.Finita l’epoca delle ronde sarebbe interessante iniziasse quella della finanza da via Montenapoleone a Torpignattara.

      1. Certamente!
        Stabilito che il nostro è l’unico stato europeo con una polizia fiscale ma ha i tassi d’evasione fiscale piu’ alti,quindi con pochi successi della guardia di finanza, perchè non utilizzarla pure per altri scopi altrettando nobili?

        1. Allora bisogna intensificare i controlli, non utilizzarla per altri scopi ai quali sono demandate altre forze di polizia. O facciamo una lista dell’illegalità e depenalizziamo l’evasione?

          1. Le famose forze dell’ordine preposte al controllo del territorio rispondono che sono sotto organico
            Comunque era una banale proposta senza nessun seguito e nessuna polemica

          2. Non era una proposta, ma una provocazione. Fa orrore e preoccupa questa criminalità dilagante, ma il problema del fisco è altrettanto importante. Lasciamo perdere i macchinoni, ma ci sono cifre allucinanti: ma lo sai che la metà di quelli che possiedono un aereo privato, dico un aereo, dichiarano anche loro poco più di mille euro al mese? E questa non è solo illegalità, ma sfrontatezza, insomma inciviltà.
            Poi parleremo di come cavolo si fa a controllare un territorio (Roma) dove vivono circa dieci milioni di persone, la metà residenti. Cinque milioni, proprio come tutto il Veneto.

          3. Si lo so perchè ogni tanto leggo pure io i giornali ma siccome non credo sia la maggioranza dei contribuenti che possiede un aereo magari non sarebbe nemmeno così complicato stanarli.Oppure tiriamo furi dal cilindro i dati di evasione piu’ eclatanti solo quando ci fanno comodo?
            Che Roma abbia 5 milioni di abitanti non significa nulla rispetto al rapporto/indice tra cittadini e forze dell’ordine.Il programma elettorale del sindaco verteva proprio sulla sicurezza e la bonifica delle periferie .Veneto,Lazio o Calabria per me significano ben poco se parliamo di territorio nazionale.Ovvio che nelle citta’ grandi il disagio è piu’ evidente ma non è detto….tutto è spesso in relazione a dati di pancia,e non il caso di Roma,piuttosto che da fatti oggettivi.

  6. Barbarie senza limiti ormai in ascesa inarrestabile! Auspico vera e severe giustizia per la cinesina italiana! Quanto ad Avetrana sarebbe da chiudere dietro le sbarre tutta la famiglia e buttare la chiave! Un’etica per la pubblicazione ,noo?

  7. @ Irisilvi. Alemanno è uno dei peggiori sindaci che Roma abbia avuto, ma non si può fare politica su ogni cosa. Roma è da sempre ingestibile perchè non è facile controllare un territorio così vasto e popoloso.
    Sul resto, cioè sull’evasione, ci sono dati totali, oggettivi. Ed è una battaglia che va finalmente combattuta.

  8. Per tornare al post, bisogna vedere a cosa porteranno le indagini. Sapere (se possibile) chi sono i killer e il perchè di tanta ferocia. Troppi soldi: 3000 euro in tasca alla vittima, 10 mila euro nella borsetta strappata alla moglie e poi stranamente abbandonata. L’ipotesi insomma che non si sia trattato di una “semplice” rapina e magari chissà cosa c’è dietro: forse potrebbe chiarirlo proprio la comunità cinese.

  9. Svolta nelle indagini sul duplice omicidio di Tor Pignattara: è stata ritrovata dai carabinieri in una clinica l’arma dell’omicidio del duplice omicidio. Si tratterebbe di una pistola calibro 7,65: era in una struttura sanitaria della Capitale, dove sono in cura anche alcuni detenuti agli arresti domiciliari, nella zona Prenestina.

    Due persone vestite di nero, con un casco da motociclista, parlavano con un forte accento romano. E’ l’identikit dei due killer, ma insieme a loro c’era un complice. Una terza persona che che li aspettava in sella a uno scooter con il motore acceso su via Antonio Tempesta, poco lontano dal luogo dell’agguato. In tre sono fuggiti a bordo dello scooter.
    Vicino al bar che gestiva Zhou su via Casilina, c’è un SerT, un ambulatorio per tossicodipendenti. La coincidenza e e il fatto che secondo gli investigatori i banditi fossero criminali non professionisti, sbandati, fa pensare che possa trattarsi di tossicodipendenti.

  10. Ciao a tutti
    Un altro perché , penso però che la principale incertezza oltre ad un problema di razzismo suggerito dall’articolo, pare che il caso esprima una violenza gratuita. I ladri poi non hanno portato via il bottino, cosa che non giustifica l’atto, ma pare però che questi ragazzi abbiano avuto solo l’esigenza di affermare la loro violenza. Ascoltando le interviste degli abitanti del quartiere invece, non sono soddisfatti della vita che conducono nel posto in termini di sicurezza nel senso che ad es. non escono più dopo la chiusura dei negozi. Incentivare la sicurezza di un posto talvolta è mortificante per chi vi abita e per questo che resta il dubbio su certi atti . Secondo me un maggior controllo verso i nuovi giovani deve esserci all’interno di ogni quartiere con associazioni o centri di aggregazione per il recupero di coloro che spesso vengono, anche se in fondo non lo sono, emarginati e che poi lo diventano per davvero cadendo infatti in altre trappole. Augurandoci una maggiore selezione per la professionalità e la serietà di chi detiene questi centri o associazioni grazie
    Rosaria Di Girolamo.

  11. Un borsello con diecimila euro in contanti. Il borsello di Zhou e Lia. Il loro “segreto”, che, a quanto pare, tale non era. Almeno per chi li ha attesi nel buio di via Giovannoli. In questa orribile storia di sangue, si comincia da qui e da qui potrebbe ragionevolmente arrivare la soluzione. Da un rotolo di banconote stropicciate di piccolo taglio che raccontano un frammento della vita di questa giovane coppia e probabilmente consentono di illuminare la maledizione che li ha condannati, insieme alla piccola Joy.

    Perché è vero che Zhou e Lia davano una mano nel bar del padre di lei. Ma è vero anche – ora Lia ha cominciato a raccontarlo – che, in quel bar, i “clandestini” della comunità cinese affidavano settimanalmente a Zhou le loro rimesse perché provvedesse a trasferirle dallo sportello del money transfer di via Bordoni.

    “Due balordi”, si dice da quarantotto ore degli assassini. E tuttavia quel borsello racconta ora che sono quantomeno balordi informati. Conoscevano il secondo lavoro del giovane Zhou. Quello di “porta valori” clandestino. Sapevano che quel denaro, di cui era il rispettato collettore e dunque non suo, era diligentemente separato dal contante degli incassi del bar (3 mila euro che, mercoledì sera, Zhou aveva indosso e che indosso gli sono stati trovati quando è stato raccolto cadavere dal marciapiede). E sapevano che era la moglie, Lia, a portarlo in borsa, tanto che l’aggressione con lei è cominciata. segue

    1. buona sera a tutti
      forse tanto “balordi” non sono e nemmeno la violenza per l’assassinio è stata “gratuita” . Ma resto del parere che i se fossero intensificati i controlli per dare la caccia anche ad altri complici gli abitanti del quartiere devono essere rispettati nella loro privacy grazie Rosaria

  12. Sembra che la mamma di Joi abbia detto che potevano essere dell’est gli assassini di sua figlia e di suo marito….d’altro canto si sa che la mafia cinese non perdona….

    1. La donna non conosce bene l’italiano. C’è l’impressione che stia depistando tutti. Come aveva … dimenticato di dire che portavano una sacca con 16 mila euro in contanti (oltre ai tremila dell’incasso). Potrebbero essere benissimo altri cinesi, per esempio.

  13. Sembra che siano sulle tracce degli assassini. Certo che il ruolo di “portavalori clandestino” del povero Zhou apre scenari inquietanti. Specie con l’economia cinese che ha invaso tutte le città italiane. O è una questione interna, oppure è una lotta fra bande. La storia di due balordi non regge molto.
    La moglie di Zhou risponde agli inquirenti attraverso l’interprete. Figuriamoci se può distinguere pure gli accenti fra italiano vero e italiano importato. Certo è una maniera per allontanare il quadro…

    1. gia’, i cinesi…

      A chiedere di far luce sull’attività che si svolgerebbe all’interno di alcuni negozi è il consigliere Pdl del I Municipio Centro Storico di Roma Augusto Caratelli. L’uomo ucciso gestiva un Money transfer anche in un’altra zona della città, aspetto su cui anche le indagini cercano di far luce, alla ricerca di eventuali connessioni tra questa attività e la rapina finita ne sangue. «A Roma nel Rione Esquilino più precisamente in via Cairoli, via Carlo Alberto e Via Principe Umberto in anonimi negozi furgoni blindati con uomini armati fino ai denti ritirano sacchi contenenti probabilmente denaro», denuncia Caratelli. «Emblematico è un negozio di via Cairoli – spiega – la cui insegna è rappresentata da un pesce e la parola Surgelati con tanto di videosorveglianza. Un fatto gravissimo visto che precedentemente altre sei pseudo-banche cinesi sono state chiuse all’Esquilino dalla Guardia di Finanza. Grazie all’opera incessante delle forze dell’ordine e le segnalazioni mirate dei cittadini si è riusciti a scoprire questo fenomeno pericoloso per l’incolumità dei residenti ed illegale dal punto di vista del trasferimento e deposito del denaro». Caratelli chiede pertanto «alle autorità di Polizia, compresa la Guardia di Finanzia di indagare sui money transfer di Roma i cui clienti sono per la maggioranza popolazione straniera per capire se tali attività hanno ormai sostituito le banche ufficiali presenti sul territorio, aggirando di fatto la normativa vigente che riteniamo troppo blanda per questo tipo di attività».

  14. Grazie al telefono cellulare che la vittima aveva con se è stato identificato il cadavere dell’uomo ritrovato, poco prima delle 14 nel bagagliaio di un’auto in via Tempia a Torino. Si tratta di Piero Tevere, 39 anni, pregiudicato residente nel capoluogo piemontese. Secondo i primi accertamenti, è stato ucciso con un colpo in testa.

  15. E’ comparso su Facebook un gruppo chiamato “Cazzate ad Albenga 2″. Fino a qui nulla di strano. Uno dei membri ha segnalato un articolo su un cittadino marocchino che ha subito una rapina per strada da un connazionale. Anche qui nulla di strano, se non fosse per le parole con cui si è espresso il membro del gruppo: “Feccia bastarda, cosa succederà quando smetteranno di scannarsi tra di loro???”. Un altro iscritto si è sentito in dovere di intervenire, scrivendo: “Servono i forni”. Queste parole non sono di un membro qualunque, ma provengono dal profilo di Mauro Aicardi, che ad Alberga fa parte del consiglio comunale, gruppo Lega Nord.

    E’ stato il circolo cittadino di Futuro e Libertà a rendere noto l’accaduto: “Non ci vogliamo credere e speriamo si tratti di un’ identità rubata. Esigiamo immediate dimissioni dal ruolo di consigliere comunale nel caso in cui dovesse emergere che il vero autore dell’immondo auspicio risulta come da pagina facebook Mauro Aicardi nato il 15/01/1967″. Per i militanti di Fli, quella frase “non è solo un’infame e già comunque gravissima offesa, siamo davanti ad istigazione ad odio razziale, un reato perseguibile in termini di legge. L’autorità di pubblica sicurezza con tutti gli strumenti informatici e tecnologici di cui dispone risalirà ad esempio all’indirizzo i.p. del terminale reale per verificare comunque chi è l’autore”. Per ora, il commento attorno al quale si sono sollevate numerose polemiche è stato rimosso. Si attendono possibili risvolti della vicenda. fonte

    1. buona sera sono sempre titubante rispetto alla veridicità di alcune foto comunque AMEN oppure come dice un mio amico calabrese Stefano della lista Fb “passati una mano sulla pancia e pace”

  16. Non solo a Roma.

    Tre uomini entrano in un locale affollato, si dirigono verso il bancone del bar. Uno di loro va incontro a un quarto uomo, lo abbraccia e sarà un abbraccio mortale. Perché poi spuntano delle armi, rivolte alla testa della vittima, e il grilletto viene premuto più volte. Non è un film di Quentin Tarantino. È la ricostruzione dell’omicidio avvenuto sabato notte a Vigevano, in provincia di Pavia. Una vera e propria esecuzione avvenuta dinanzi ad almeno cinquecento persone nel locale notturno Sayonara, sul Ticino.

  17. È ferito. Ha un taglio alla mano sinistra che ha cercato di tamponare con una benda di fortuna. E potrebbe aver bisogno di cure. È uno dei due assassini di Zhou Zeng e della figlia Joy: un marocchino di 30 anni, con precedenti per rapina, ricettazione e per violazione delle leggi sull’immigrazione; tempo fa gli era stato notificato un decreto di espulsione. I carabinieri gli danno la caccia da cinque giorni. E lo stesso fanno con il complice, più giovane, anch’egli marocchino, forse con precedenti. Le immagini della videosorveglianza di una banca al Prenestino – dove la coppia ha abbandonato lo scooter Sh 300 usato per il duplice omicidio – ha ripreso uno degli assassini in modo abbastanza chiaro. E quella ferita, insieme con altri pesanti indizi già raccolti dagli investigatori, potrebbe incastrarlo.

    In una frenetica lotta contro il tempo, e con il massimo riserbo per non compromettere le indagini, i carabinieri non tralasciano alcun particolare. Compresa la pista delle complicità che potrebbero aver consentito ai killer di nascondersi almeno fino a oggi e quella delle reali motivazioni dell’aggressione finita male: non solo una rapina, ma una sorta di azione da «recupero crediti» nel mondo dei money transfer. La rapina era su commissione, e su questo la certezza è unanime.

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