Guardare il proprio cuore

Avete mai guardato il vostro cuore? A me stamattina è successo, all’interno di quel “tagliando” che a una certa età bisogna pur fare. Mentre il medico studiava quell’organo da un punto di vista tecnico (e qualcosa non funziona, va troppo veloce) i miei occhi stavano attaccati allo schermo. E io che vivo di parole ho difficoltà a spiegare quello che mi passava per la mente. Vorrei avere il genio di Shakespeare, o magari solo di Carmelo Bene, per essere capace di descrivere la somma di sensazioni che nascono dal guardare dentro se stessi. Io vivo perchè quel coso lì ancora gira. E dentro quel coso, per fortuna fluttuante, c’è tutta la mia vita. Ci sono tutte le gioie e tutti i dolori, le paure e gli entusiasmi per tanti anni trascorsi mica tanto normalmente. Cercavo di capire, mentre il medico insisteva nello studio, se ad ogni sussulto corrispondeva un’emozione. A memoria so di averne avute tante, ma volevo riconoscerle: una ad una. Sorridevo pensando che forse quella riga lì era il segno di quando mi hanno sparato a Baghdad e quell’altra invece di quando sono diventato padre. Prima di staccare la macchina ho dato un’ultima occhiata al mio cuore. “Ehi, non fare scherzi” gli ho detto con una smorfia. E forse lui, imperterrito, ha segnato anche quest’ultima paura.

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34 thoughts on “Guardare il proprio cuore

  1. Bellissima,questa descrizione, Pino… bella, bella! Grazie, per aver condiviso con noi questa tua emozione. :-)

  2. Ti dico solo una cosa: sembrerebbe che questo post lo avessimo scritto insieme.

    L’Amore: è questo che vedo nel mio cuore.

    Per una donna che per ora non corrisponde ma che sicuramente non è insensibile al più nobile dei sentimenti.

    E se tu la vedessi, se tu conoscessi la sua storia, la sua vita, il suo credo rivedresti molti dei trascorsi del tuo vissuto professionale e umano. Poi ti scriverò, ti racconterò.

    E se nel tuo cuore c’è posto anche per qualche preghiera beh… Speriamo che negli spazi siderali dell’onnipotente la mia “tachicardia nerudiana” venga ascoltata.

    Auguri amico mio

    Enzo

    1. Caro Enzo, noto con piacere che il tuo cuore è attivissimo. Perchè, non c’è niente da fare, si smuove, sussulta, si agita comunque e sempre per amore. Direi che non c’è bisogno che lo fai vedere a un computer: sai già cosa c’è dentro.

  3. Certo che se sei andato a far interrogare il tuo cuore vuol dire che qualcosa non era a posto o l’hai caricato troppo. Niente di male se togli piano piano un po’ di zavorra.
    Buon Anno.

  4. Spero che il tuo oltre a funzionare senza grandi problemi rimanga ricco di umanita’ e di quelle cose belle che hai condiviso con noi.La descrizione che hai fatto e’bella.

  5. La penna del gabbiano ha descritto il suo cuore. Ha dipinto le sue emozioni, lo ha sentito pulsare di gioia e tremare per la paura, ma la sua grandezza la sua bontà non è facile trovare le parole.
    Sei ‘n Gabbiano dar core tenero e granne.
    Grazzie pe’ l’emozzioni che ce rigali..

    Er còre

    Er còre quanno batte
    è come ‘n orlòggio.
    Dorme drénto er petto
    e fa sempre tic tac…

    Ce so battiti e battiti
    quanno t’innamori
    quanno er sole cala
    all’orizzonte…

    So guai seri quanno
    se stufa de fa tic tac…
    Rispettelo e nun lo spaventà
    sinnò smette de fa tic tac.

    Franca Bassi

    So contenta che er brogghe novo te piace. ;)

  6. ahhhhhhh, letto il post un’amica virtuale mi ha mandato questo per per email… naturalmente l’amica è napoletana….. comunque grazie, è sempre meglio ;)))

  7. Bella descrizione che illustra molto bene la sensazione che io stesso ho provato ad un recente controllo. Tutto bene ma un pò accelerato? Non sei il solo, dovremmo fare un club.

  8. Dica 33….tossisca….tossisca ancora….respiri profondamente…bene!
    Può avvertire quelli della Tribù che lei di salute è a postissimo! :-)

  9. Per gli antichi romani il solo Apollo, con una freccia precisa e invisibile, riusciva a bloccarlo per sempre anzitempo. Poi, seguendo i progressi della scienza medica si osservò che il suo arresto improvviso non era dovuto all’imperscrutabile umore di un dio che si divertiva a tirare con l’arco, ma molto meno poeticamente all’occlusione di un’arteria coronarica. E così il cuore compì uno spiacevole salto di classe, passando dalla condizione di sede dell’intelletto, come lo definirono i Sumeri, o di padrone assoluto del corpo, come veniva chiamato dagli Egizi, a quella di una pompa adibita ad un lavoro esclusivamente meccanico, anche se vitale. Di funzionamento molto semplice, se rapportato a quello degli altri organi del corpo, il cuore conserva tuttavia ancora una notevole dose di fascino, causato probabilmente dall’essere un organo pulsante che scandisce senza interruzione il ritmo della vita.

      1. Di sicuro non quella che fanno in alcuni paesi asiatici…

        Lo scorso anno il mio cardiologo mi ha seccamente smentito i miei timori sullo stato di salute del mio cuore (quasi in romano, “a Giò, tranquì, non mòri”), ma con sto schifo di “ladrocinio globale”, tuttora anche italiano, diplomaticamente passata come crisi economica mondiale, penso di avere perso almeno una decina di anni di vita. Peggio che fumare 2 Tir carichi di sigarette…

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