Il barbone che ha scelto la libertà

Giovanni Valentin, senzatetto di Bolzano detto «Hans Cassonetto», è morto bruciato la notte di Natale. Aveva 66 anni ed è stato ucciso dal piccolo fuoco che aveva acceso per scaldarsi. Dopo qualche giorno, si è scoperto che quella di rovistare tra i cassonetti per sopravvivere era diventata per Hans una scelta: un anno fa, infatti, aveva rifiutato un’ingente eredità – 250 mila euro in contanti, una villa, alcuni appartamenti e addirittura un bosco – che gli aveva lasciato sua madre. «Diceva che soltanto così poteva sentirsi libero» ha confidato  un’amica di famiglia, che propone ora di destinare l’eredità alle associazioni che si occupano di aiutare i senzatetto.

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6 thoughts on “Il barbone che ha scelto la libertà

  1. E dire che c’ è gente che non riesce a stare neanche un giorno, senza quella lista di cose che lui ha rifiutato.
    Qualcuno potrebbe insinuare: – L’ è matt!.
    E’ probabile invece, che aveva tanta dignità da vendere e tanta libertà da insegnare.

  2. Lo conoscevo. Era sempre tra le corsie dell’ autostazione a cercare freneticamente gratta e vinci da controllare. Due volte ha avuto la possibilità di tornare ad una vita comune,tra gli aiuti della sua famiglia ,Brava e rispettabile. Ha sempre rifiutato…quello era il suo mondo…a diversi gradi sottozero…i bolzanino gli volevano bene e in tanti gli facevano trovare piumoni e coperte nel suo giaciglio (adiacente l’autostazione fino ad un anno fa prima dell’ arrivo della casa da gioco admiral) ,perché se gli donavi qualcosa direttamente non l accettava…tante volte,finita la corsa da Vigo di Fassa (sono un autista) gli ho lasciato pagato un the o la cioccolata calda o la colazione…ciao Hans…adesso sarai libero davvero….

  3. Comunque, eccetto adesso e l’epoca a dir poco particolare che stiamo vivendo e che quindi non fa testo, avevo sentito dire che quella dei barboni il più delle volte è una scelta. Perchè quando io stessa mi sono fermata a parlare con uno di loro verso l’alba di un capodanno, non solo non ha voluto niente (soldi, birra, sigarette…) ma visto che a quell’ora non potevo certo salire a casa e svegliare tutti per le coperte al barbone che mio padre mi ci mandava insieme…gli avevo promesso che l’indomani gli avrei portato le lasagne di mia madre, e lui mi aveva promesso che restava là: invece…non c’era più. Inoltre, me lo ha proprio detto lui che a casa aveva moglie e figli ma lui ogni tanto se ne riandava perchè gli piaceva proprio la strada. E in effetti ci sono anche strutture pronti ad ospitarli ma loro…tanti di loro preferiscono proprio la strada.

    Invece Walter, che stavolta non condivido, mi ha fatto venire in mente un’altra situazione particolare, veramente di dignità: un ragazzo che non andava d’accordo con i genitori (a prescindere dalle cause e dalle colpe: che fosse una bravissima famiglia e lui lo ‘sbandato’, o il contrario, una famigliaccia e lui un bravissimo ragazzo, la sostanza è che lui non ci andava d’accordo punto) se n’è andato di casa a 18 anni, trasferendosi a Londra – credo sempre perchè voleva stare il più lontano possibile dalla famiglia, quindi dall’Italia – con pochissimi soldi, senza appoggi conoscenze amici, e inizialmente senza lavoro. Ha sopportato solitudini e sacrifici, ma ha trovato un lavoro, si è mantenuto da solo affitto di casa (e forse anche gli studi), negli anni ha fatto anche un po’ di carriera, si è sposato, non ha mai voluto riallacciare rapporti con la famiglia d’origine e, coerente fino in fondo con le sue scelte dignitose di indipendenza e libertà, alla morte dei genitori ha rifiutato perfino l’eredità. Fece parlare infatti, questa storia.
    Questo… per me è un esempio, ottimo, di libertà nell’autonomia e dignità. Il barbone…è tanto romantica come figura, ma la tendenza è quella di vivere passivamente la propria vita (o i propri dolori, le proprie croci, non lo so, ognuno ha una sua storia poi, alle spalle, a volte anche dolorosissima, per carità, non li sto “incolpando”…dico solo che quando fanno queste scelte – perchè pare che di scelte si tratti – le fanno comunque al passivo, rispetto al ragazzo di cui sopra che ha scelto lo stesso indipendenza e libertà ma nella realizzazione autonoma e personale).

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