La mamma del cafone

Per portare la mamma al ristorante è atterrato sulla spiaggia di Ansedonia come fosse lì per la Croce Rossa e non per la pasta al dente. Lui è quello stesso sciagurato Francesco Maria De Vito Piscicelli che, al telefono, durante la note del terremoto dell’Aquila, rideva beato pregustando i grandi affari sulla carne dei morti. Ma, diciamo la verità, più ancora dello sgangherato riccastro esibizionista è la signora mamma che offende la fantasia degli italiani, la mamma che non gli ha mollato un sonorissimo ceffone, la mamma che è salita come una diva del muto sul missile del suo guaglione pacchiano e filibustiere già messosi in pessima mostra. Tutte le mamme italiane che conosco si sarebbero vergognate di un simile scarafone, anche a nome dei nonni e degli avi, sino alla settima generazione. Entra dunque, questa mamma di Piscicelli, nella storia degli orrori italiani e cancella, con un solo giro d’elica, la piscina di Ceppaloni a forma di conchiglia, i furbetti del quartierino, le scarpe cucite a mano e le barche di D’Alema, “la patonza deve girare”, la casa di Scajola, il mutuo di Scilipoti… Neppure il comico Panariello, che pure dell’antropologia del nuovo ricco ubriaco di se stesso è riuscito a fare una maschera di grande successo, era arrivato a immaginare la vecchia mamma che a 75 anni si compiace per lo shuttle del suo sbruffone parcheggiato sulla sabbia davanti al ristorante nel giorno di Santo Stefano. segue

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12 thoughts on “La mamma del cafone

  1. condivido totalmente lo spirito di questo articolo. Io, mamma, a parte il sonoro pacchero, gli avrei comunque ripetuto di vergognarsi, all’infinito.
    Anche se, mi rendo conto, deve essere difficile essere madre di cotanto cialtrone.

  2. Cafoni si nasce da famiglie che li cresce senza sonori ceffoni: ad ogni capriccio vengono subito accontentati e non si dice mai un no quando hanno torto. Visto che accenni a Scajola devo aggiungerlo alla schiera dei figli-cafoni che persino quando mamma era ricoverata in ospedale aveva una scorta di polizia davanti la casa materna vuota ( e non quella “a sua insaputa”)!
    Da mamma devo dire che sono orgogliosa di non aver cresciuto un figlio cafone, e non mi vergogno d’aver dato al mio
    qualche scappellotto e detto parecchie volte no a qualche suo capriccio…

  3. E’ strano… ma pur con tutto quello che stiamo vivendo, non mi sento tanto negativa. Sento sempre di più che si sta creando come uno spartiacque: o di qua o di là…e quella tormentata ricerca tra Male e Bene che si fa sempre più urgente, assumendo contorni sempre più nitidi…
    Ci sono cose che non mi disturbo a commentare, ma il contrasto…con questa vicenda che riporto qua sotto, che neanche riesco a raccontare a voce per quanto…fa luccicare il cuore, è talmente abissale, che non ha bisogno di parole.

    http://www.corriere.it/cronache/11_dicembre_28/pensionata-ruba-carabinieri-la-invitano-a-pranzo_2e759f68-314f-11e1-b43c-7e9ccdb19a32.shtml

    Tranne una: Grazie…per la profonda differenza (dal genere di cui sopra), fondata sulla vera classe e un cuore grande così: siete bellissimi.
    (detto con il cuore)

  4. Potessi sputare in faccia (mi scuserete per il gesto) a ‘sto pezzente arricchito ed alla di lui cara mammina, giuro, lo farei…

  5. Ogni”scarrafone è bello a mamma soia”,non so se è scritto correttamente ma è, purtroppo, la verità.
    Spesso i figli sono così perchè le mamme non hanno impedito loro di diventarlo….

  6. Caro Pino ,per me aquilano che ,con mia moglie, abbiamo rischiato la vita nel crollo della casa in centro storico , il tuo post fa scattate l’applauso commosso! A uno del genere la sola sospensione della licenza di volo è …così poco! Che il pranzo , pur movimentato dall’intervento dei vigili, sia loro andato di traverso , almeno!!!

    • Dalle mie parti (Toscana) si spererebbe in un attacco imminente e potente di “diarrea” (abbiamo un termine che si usa proprio a proposito in queste situazioni!! )!!! :D :D :D

  7. A parte il piccolo particolare che la Mamma del “cafone” potrebbe essere ancora peggio del figlio, non trovo sia il caso di scandalizzarsi oltre un piccolo sorriso.
    Dove sarebbe giusto che la popolazione si scandalizzasse è sul fatto che i Governanti che continuano a sentenziare, ci hanno portato a un degrado finanziario indicibile.
    Trovo giusto che ogni cittadino paghi le tasse; ogni cittadino che giustamente pagherà le tasse dovrebbe scandalizzarsi perché non riceverà dallo Stato i Servizi di cui avrebbe diritto. Dovrebbe scandalizzarsi per il fatto che il contributo allo Stato servirà per coprire le truffe ricevute da chi doveva tutelarci. E nessuno sarà denunciato ma continuerà il solito andazzo.
    Sorridiamo di fronte al cafone coll’elicottero!

  8. Ma tale figlio sarà pur nato da tale madre! Nel senso, qualcuno gli avrà pur insegnato ad essere cafone!
    Comunque anche quelli del ristorante.. mah… capisco l’imminente guadagno ma se fossi stato il direttore del locale mi sarei incavolato…

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