L’ultimo maestro

Addio a Giorgio Bocca l’ultimo maestro.

“Dovrei essere un ottimista di ferro. Mi è andata bene nella vita, nel lavoro, nella salute. Sono un vecchio che si tiene ancora insieme anche se la vecchiaia è una fatica continua. E allora come mai sono pessimista? Lo sono sulle sorti dell’umano genere, non sulle mie, scampato ad avversità e guerre. All’umano genere le cose non vanno proprio bene” Giorgio Bocca 

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5 thoughts on “L’ultimo maestro

  1. Non ci sono mai parole per descrivere un grande e vero Uomo.
    Ci mancherà sempre la sua arte del parlar chiaro….voce sincera e dignitosa di LIBERTA’. – in barba ai grovigli ipocriti e ammassati in uno smisurato orgoglio, che, com’è noto, è il più grande limite dell'”umano genere” per l’amore e la verità.
    Quando la ‘ragione brutale’ non tradisce l’intelligenza.. ma suona all’unisono con l’Intelletto.

  2. La cosiddetta globalizzazione ha un solo dio, il dio denaro, che promette ricchezza per pochi e povertà per molti. (G. Bocca)

  3. “La crisi economica che affligge il mondo ha avuto almeno il merito di smascherare i finti esperti, le sentinelle che avrebbero dovuto avvisarci che il nemico era alle porte. E invece, quasi tutte, dormivano. Dovevano spiegarci che la crisi si stava avvicinando, e come metterci in salvo, e invece hanno continuato a parlare fra di loro, scambiandosi complimenti e attestati di stima cattedratica. Pochissimi, e inascoltati, hanno denunciato la massima presunzione della cultura liberista, il già citato acronimo della Thatcher sulla mano invisibile del mercato: TINA, there is no alternative.
    Si era alla vigilia della catastrofe e gli esperti continuavano a partecipare a dibattiti televisivi e giornalistici, in un profluvio di parole a vuoto. Un’orchestra stonata diretta da maestri che sorridevano e annuivano per far capire alla platea che erano sapienti. E invece rimestavano tra luoghi comuni, ignorando le cause della vera crisi: l’inestinguibile avidità umana e l’eterna voglia di frodare il prossimo. Avevano vista migliore i letterati, come il vecchio Tolstoj: “Il diavolo del perfezionamento tecnico ha convinto gli uomini che più oggetti fabbricheranno, e più rapidamente, e meglio sarà per tutti. E così gli uomini perdono la vita per fabbricare un numero di oggetti perfettamente inutili sia per coloro che li hanno prodotti, sia per coloro che si sono indebitati per averli”. (…)

    L’aspetto terrificante di questa crisi è che tutti noi sudditi abbiamo avuto la prova, la certezza che le nostre guide erano cieche, che i nostri saggi erano più dementi e imprudenti di noi. (…) Gli speculatori hanno creato falsi rialzi del petrolio. I centocinquanta anni di carcere dati allo speculatore Madoff non sono un deterrente che ferma le grandi banche come la Morgan Stanley o la Goldman Sachs che stanno già facendo utili enormi e restituiscono i prestiti dello stato per liberarsi presto di ogni controllo”. (G. Bocca)

    Attualissimo…no?

    e dopo le maschere grottesche di uno stato di nascita assente, il circo mediatico della popolarità più grossolana, la rassegnazione dei più poveri a non poter vivere più la vita, i precari per i quali non c’è neppure il tempo per corsi di formazione che già sono sostituiti da altri precari, non in grado di lavorare dignitosamente e professionalmente ma anzi a rischio della vita stessa, così, senza formazione, i licenziamenti di quei pochi rimasti a tempo indeterminato e per tre lire, i fallimenti di attività e di piccoli imprenditori che hanno dato l’anima e che si suicidano, la politica asservita alla Finanza, inascoltato il monito che li “assistesse l’angelo dell’intelligenza”, dopo tutto…la conclusione è: “non facciamoci prendere in giro dai Subsonica”.

    (un pensiero affettuoso a tutti gli occupanti del Teatro Valle, al bellissimo discorso della giovane attrice Ylenia in diretta ieri sera a Piazzapulita, agli ideali…in difesa della libertà e della dignità umana che sicuramente troveranno anche il “ricettario” richiesto…visto che per eredità non ci resta che un paio di corna).

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