Morire di lavoro

Uno a Foggia. Uno a Spoleto. Uno a Como. Uno a Trieste. Uno a Soriano nel Cimino (Viterbo). Uno a Rottofreno (Piacenza). Uno a Supino (Frosinone). Sette morti in 24 ore. Una strage silenziosa che si consuma ogni giorno sui luoghi di lavoro. Operai per lo più. Perdono la vita cadendo da un’impalcatura, schiacciati da lastre di peperino o da pedane cariche di zucchero, colpiti da pesi volanti o o masse di rocce. Questo il bilancio di due giorni. segue

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13 thoughts on “Morire di lavoro

  1. Un’ecatombe per la quale sembra non sembra esserci soluzione. Anche l’inasprimento della legge sulla sicurezza non è servito a molto, di lavoro si continua a morire e questo non può essere la normalità.

  2. E intanto…

    Negli ultimi 9 anni ha lavorato solo sei giorni: è stata a casa per lunghi periodi in malattia e in maternità, solo che, a quanto risulta, la donna non ha mai avuto quei figli. I carabinieri del Nas di Bologna hanno posto agli arresti domiciliari una dipendente di 45 anni dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Orsola Malpighi, finita indagata per truffa aggravata ai danni di enti pubblici e falso ideologico in documentazione pubblica.

  3. Altro che sicurezza sul lavoro. Scommetto che la maggior parte di loro erano in nero. Figurati se i titolari delle aziende pensano ad osservare la legge per la sicurezza sul lavoro. A stento pagano i dipendenti.

  4. ma anche…lavoratori “ricattati” con il posto di lavoro stesso da titolari che assurgono a veri padroni.Cavalcando in pieno l’onda di crisi, ti ripetono un giorno sì e un giorno sì: “se non ti va ben, quella è la porta, ma dove credi di andare coi tempi che corrono?” E chi ha bisogno di lavorare non può far altro che andare avanti finché non trova una valida alternativa. Intanto, magari salta la pausa pranzo, riesce a malapena a fare la pausa wc e si sente pure dire che “ruba” lo stipendio.Anche ammalarsi per lavoro è una lenta forma per morirne….

  5. Ecatombe” è dovuta anche perchè progressivamente scadenti o assenti i controlli sui cantieri , dove non sono rispettate le sicurezze , dove si puo’ assumere in nero , dove nessuno piu’ controlla , i sindacati latitano , tanto la forza lavoro non manca e per un tozzo di pane si accettano tutti i ricatti , una ennesima guerra ………..occorre parlarne sempre piu’ , dare visibilità a chi non ne ha , proporrei funerali di stato .

  6. Brava Barbara. Che quadro tristemente realistico che hai fatto: succede proprio esattamente così!
    Addirittura la prima cosa che cercano di capire durante i colloqui, prima ancora della professionalità, è il bisogno! quanto sei in stato di bisogno. Gli interessa solo quello, per poterti piegare e ricattare meglio, appunto.
    Professionalità, formazione, addestramento? ma questi non ce l’hanno manco con se stessi… lavorano per primi con una tale negligenza e approssimazione, superficialità e sciatteria che figuriamoci se prendono misure cautelative per i dipendenti. Poi tempo fa non so dove sia successo ho letto che addirittura una commessa è stata picchiata…. perchè chiedeva che le venissero pagati gli straordinari.

    Sapete tutto sommato è un bel lavoro quello nei negozi, c’è anche a chi può piacere, io l’ho fatto, ma servirebbe il sindacato delle commesse perchè non è giusto stare 8 ore in piedi come un paletto con la schiena che brucia…. e i piedi gonfi come zampogne: è disumano. Anche lì ci sono quelli che ti rispettano, e mettono uno sgabellino dietro il bancone dove ti puoi sedere fintanto che non entrano clienti, e quelli che ti fanno rivoluzionare un negozio completamente in ordine per “far finta di lavorare”! per far “sembrare” da fuori che c’è movimento! come se alla gente gliene fregasse qualcosa poi, ma pensassero a non vendere stracci piuttosto che tanto se hai tutte schifezze per me puoi pure metterti a ballare il tip tap io (cliente) neanche ti vedo, imbecille! Una volta una signora (cliente) è uscita schifata: aveva la faccia schifata, perchè la proprietaria si era messa a urlare non so che, la cliente è letteralmente scappata…. con quella bottegaia. Vabbè parentesi chiusa sennò non la finirei più, peccato perchè sarebbe anche un bel lavoro invece.

    Torniamo alle misure di sicurezza…. ma quando non c’è il rispetto, non solo per l’essere umano, per l’Altro, ma neanche per se stessi, sti trogloditi, puoi morire, anzi in senso figurato “devi”. “Sennò che ti pagano a fare”… per Lavorare?!

    (per i clienti bisognerebbe metterci tutti d’accordo: io se vedo una di queste proprietarie/i un po’ così….gli inizio da cliente a rompere le palle…e se non fanno sedere le commesse non compro! vedi come imparerebbero le buone maniere per il cassetto. Poi non parliamo di quelle clienti despote, simili ai proprietari…. magari solo delle mantenute coi portafoglio gonfio e i soldi da buttare, ma quello è un capitolo a parte…e il mestiere più antico del mondo ;-)

  7. …e anche te Lorena, ti ho letto adesso, già: occorrerebbero i funerali di Stato.
    Chissà se gli esce fuori una coscienza MORALE….. tra un soldone e un altro.

    1. L’avevo già detto, ma lo ripeto qua (poi semmai Pino accorperà i commenti).
      Con questa crisi…..che dovrebbe come minimo farci riflettere tutti un po’ di più, invece no: quando si dice NON SI IMPARA NULLA….dall’esperienza dolorosa, anzi! Del resto questi hanno una calcolatrice al posto del cervello, ma che ti aspetti.
      Dicevo, più le cose vanno male e più aumenta uno sfruttamento abominevole.
      A zappare…..

  8. E scusate, sono troppi lo so, ma per non parlare dei call-center poi. Già Curzio Maltese ne ha parlato sempre nel suo libro La Bolla – Laura che non si chiama Laura: talmente commovente che rimani…niente con un nodo alla gola, punto. E neanche Bertinotti li ha difesi…. neanche lui. Altro che sindacati.
    Ma io invece scrivo perchè vorrei davvero che vedeste “Tutta la vita davanti” di Virzì (il grande regista di Ferie D’Agosto…:))) altro film di tutt’altro genere, bellissimo, ha un acume Virzì…ineguagliabile) che è agghiacciante, semplicemente questo. E lì c’è tutto, il sindacato…. tutto! Tutto lo specchio di questa miserabilità raggiunta allo stato attuale. E’ tutto..da vedere, scena dopo scena, squallore su squallore, ma in particolare una: la videotelefonata tra Massimo Ghini e la “figlia”, l’emblema….cardine della miseria umana. E la figlia, ignorante, con quell’aria da schiaffi, prepotente che fa la lagna al padre per telefono: papà e mi paghi la quartaa??? (le “tette” da rifare, uso volutamente questo termine eh), e il padre: ma non ti pare un po’ troppo dai, anche una seconda-terza va bene…. ma la figlia istericamente: ennò lo voglio come mammaa, mamma si è rifatta la quartaaa……. Da vedere, non può arrivare così, è da vedere. Ecco, questo è il livello. (la Ferilli altro ruolo più agghiacciante di tutti… e Bravissimo Virzì).

    Misure di sicurezza?! misure di sicurezza??? ma serve civiltà…..prima.
    Ogni volta che muore qualcuno, non chiamatele morti bianche ma una domanda sola come titolo: Dov’è la civiltà.
    (?)
    Punto.

  9. E’ più forte di me: la Tenerezza. L’Umanità. La Poesia.
    La scena più bella, la mia preferita, è quando lui sta facendo la pizza…sta lavorando, e gli viene una metafora…ed esclama: ho fatto una metafora! tutto felice…. (ma non la trovo).
    I Poeti, e le persone semplici, sono la mia unica speranza.

  10. Un’esplosione si è verificata nella notte in una cartiera di Lallio, nei pressi di Dalmine (Bergamo). Un operaio di cinquant’anni è deceduto. A saltare letteralmente per aria è stata la caldaia di una cartiera, la Ca.Ma. La vittima si chiamava Rosario Spampinato e aveva 50 anni. L’incidente è avvenuto poco prima delle 4.30. L’esplosione ha distrutto la fabbrica, provocando danni ingenti. Altri operai, che in quel momento erano al lavoro insieme alla vittima, sono riusciti a mettersi in salvo

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