Piazza Tahir

La violenza non si ferma al Cairo. E il governo egiziano, apparso fino ad oggi sotto lo schiaffo dei vertici militari, annuncia le dimissioni. Il primo ministro, Essam Sharaf, ha infatti rimesso il proprio mandato a disposizione del Consiglio supremo delle Forze armate, che a stretto giro ha accettato le dimissioni. Nel frattempo, per il terzo giorno consecutivo, piazza Tahrir si è trasformata in un campo di battaglia. L’aria è stata a lungo impregnata di gas lacrimogeni sparati dalle forze di sicurezza con l’obiettivo di disperdere la folla che non aveva intenzione di indietreggiare e ha risposto tirando pietre. Si aggrava il bilancio degli scontri: sono almeno 40 i morti solo al Cairo (e due ad Alessandria), la maggior parte uccisa da colpi di arma da fuoco. I feriti sono oltre 1.800.  segue

Mi era bastato passare qualche giorno in Egitto per capire che la svolta era solo “teorica”. E passeggiare qualche ora per piazza Tahir per sentire sulla pelle che la rivolta non era certo finita. Ed ecco allora che mi ero fatto molte domande sulla tanto strombazzata, celebrata “primavera araba”,  ricordate?, rimediandomi vivaci contestazioni. Adesso al Cairo, dicono, hanno finito addirittura le bare. Si continua a morire per una democrazia che ancora resta, purtroppo, un sogno. Anche lì, insomma, hanno festeggiato troppo presto.

In Siria torturato e ucciso un cameraman

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15 thoughts on “Piazza Tahir

  1. un banalissimo passaggio di POTERE …una pura formalità…. sulla pelle di chi ci crede veramente.
    Ho il timore che questi movimenti vengano strumentalizzati da chi, poi, si mette a patteggiare per ottenere ” qualcosa”..

    “In tutte le manifestazioni, come in tante altre fin dagli anni ’90 e, in particolare, quelle più recenti degli indignati, vi è un simbolo che ritorna, quello di OTPOR, una organizzazione largamente finanziata dagli Stati Uniti dotata di strategie e metodi da scuola di guerra.
    Sarà un caso che personaggi della finanza del calibro di Mario Draghi (“se siamo arrabbiati noi adulti…”) e George Soros, o associazioni come il cosiddetto Grande Oriente Democratico abbiano dichiarato il loro appoggio alle manifestazioni degli indignati?”
    RIASSUMENDO: CHE CI SIA DIETRO “SEMPRE” LA FINANZA “ILLUMINATA” ?

  2. Quando si inizia una guerra, una lotta si sa la data ma, la fine è sempre incerta. Non dimentichiamo che dentro di noi esiste anche il male e se non siamo capaci di contenerlo, prendiamo fuoco.
    Sulla porta della mia di casa in campagna, ho scritto su una lapide di marmo: “La morte può entrare
    la violenza no”.
    Ogni giorno faccio tanta fatica per tenere a freno la rabbia che ho dentro, la sera quando mi rilasso, dalla stanchezza i miei muscoli sono stremati e tutto intorno si fa buio. Un caro saluto a tutta la torre.
    Tra pochi giorni la piattaforma di Splinder ci lascia, dove finiranno i miei scritti? :(

  3. Grossolanamente, qualunquisticamente (soprattutto perchè non sono certo addentrata nell’argomento) io penso che comunque si stanno risvegliando delle ‘forze’. Del resto è sotto gli occhi di tutti il cambiamento epocale in corso, per dirla in termini neutri…e non catastrofici. Ieri Gad Lerner titolava: europa in crisi, mediterraneo in fiamme. E i manifestanti di wall street? Insomma è chiaro a tutti, oriente e occidente, come il “nuovo ordine mondiale” – quello che forse manovra ma forse no…i rivoltosi istinti di sopravvivenza per la LIBERTA’, la DIGNITA’, e il RISPETTO (il rispetto proprio delle famose regole…in primis) – abbia mercanteggiato e soppresso le vite di tutti.
    Sarà dura…. si profilano tempi tremendi. Tutto… per non voler capire, gli istinti imbestiati che tentano di prevalere.
    Chi è che diceva la vita non è un teatro… altrochè se lo è! i fatti esterni altro non sono che il palcoscenico…dei conflitti interiori nella nostra anima.
    A capirlo.

  4. Primi passi

    Muovevo i primo passi
    ricordo che guardavo
    sempre l’orizzonte.

    Adesso che i mie passi
    sono incentri come allora
    guardo sempre l’orizzonte.

    franca bassi

  5. Il cerchio

    Quando si nasce
    iniziamo a disegnare
    un cerchio.

    Quando stiamo per
    terminare il cerchio
    uniamo gli estremi

    e la nostra vita
    bella o brutta
    si completa.

    Sta solo a noi
    gestire la linea
    del cerchio.

    franca bassi

    Vabbè sta mattina la vedo così, aspetto che esce il sole per scaldare il mio cuore.

  6. una primavera di rinascita, che sta diventando inverno di morte….. per non parlare di massacri continui in Siria!

  7. Nella notte al Cairo sono stati fermati anche tre cittadini italiani dalla polizia egiziana e trasferiti in un commissariato nel centro della capitale egiziana per accertamenti. Secondo quanto scrive l’agenzia Mena i tre italiani sono stati fermati insieme ad una giornalista palestinese con l’accusa di avere appiccato il fuoco ad alcune piante all’ingresso di un grande albergo nel centro del Cairo.

  8. Si vede che i tempi stanno mutando. I Fratelli musulmani sono sempre stati, per metodo e per necessità, discretissimi (hanno sperimentato le benevolenze dei commissari di polizia di Nasser, Sadat, Mubarak), ma questa volta hanno annunciato con un comunicato secco secco, già da padroni, di essere i vincitori della prima fase delle elezioni del dopo Mubarak. Meticolosi, i Fratelli, fino a enumerare nel silenzio dei dati ufficiali (rinviati a oggi) la nuova geografia politica del Paese: «Il nostro partito della Libertà e della giustizia (Plj) è in testa seguito da al Nour (i salafiti); terzo il Blocco egiziano». Vero, verissimo: nei nove governatorati dove si è votato lunedì (17,5 milioni di elettori su 50, 168 seggi in palio) i Fratelli, secondo i primi dati, sono al 50%, i salafiti sfiorano il 20%. Cifre, se confermate, da sbaragliare anche la più allenata immaginazione. Plj ha dominato nelle zone rurali. Ma ad Alessandria i «taleban», che hanno minacciato di dichiarare infedele chi vota per cristiani e laici, sono arrivati addirittura al 24% e sono il primo partito a Kafr al Sheikh nel Delta. (da La Stampa)

  9. Il fallimento della “primavera araba” |

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