La Terra si fa stretta

Questo batuffolo si chiama Nargis, è una bambina indiana: probabilmente è lei l’abitante “n. 7 miliardi” della Terra. O forse è Danica, filippina: c’è un contenzioso in atto. Certamente l’ultimo abitante di questo pianeta ha visto la luce in uno dei posti più affollati (e affamati): non poteva essere altrimenti.  Se pensiamo che due secoli fa eravamo “solo” un miliardo c’è da spaventarsi. Ricordo che uno dei miei primi servizi al Tg1, fine anni ’80, riguardava proprio l’esplosione demografica. Sono passati poco più di vent’anni e allora eravamo cinque miliardi e mezzo. Ma non è tutto: al ritmo attuale di crescita è già stato calcolato che fra un secolo saremo trenta miliardi. Il problema non è di spazi, ma di risorse. Anche perchè l’ottanta per cento delle risorse è fagocitato dal cinque per cento degli abitanti, i cosidetti privilegiati. Bisognerà cominciare a pensarci, seriamente. Intanto imparando a convivere: non è più tempo di confini.

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78 thoughts on “La Terra si fa stretta

  1. Nel 1800 eravamo un miliardo. Oggi 7 miliardi. Nel 2045 saremo 9 miliardi. In un mondo popolato da 7 miliardi di abitanti, qual è l’identikit della persona tipo? Oggi l’uomo medio ha 28 anni e ha tratti cinesi (l’etnia han è maggioritaria sulla Terra, ma già a partire dal 2030 il primato sarà indiano).Per l’umanità (e il pianeta) sarà una sfida senza precedenti. Il mondo come oggi lo conosciamo riuscirà a reggere una tale massa di esseri umani? Ci saranno risorse per tutti? L’ambiente reggerà l’urto? Come sta cambiando la presenza dell’uomo sulla Terra? Ripercorriamo lo speciale 7 miliardi che National Geographic sta dedicando da mesi (e continuerà a farlo) a quella che è la più grande sfida dell’umanità. L’immagine che vedete sullo sfondo è il ritratto della tipologia di uomo più comune sul Pianeta Terra. Si tratta di un maschio cinese di etnia Han, di circa 28 anni. L’immagine è stata realizzata per National Geographic dall’Accademia cinese delle Scienze di Pechino con foto raccolte per 10 anni attraverso diversi programmi statali di ricerca tecnologica. L’artista digitale Joe Lertola della Bryan Christie Design ha ricostruito la foto usando 7000 figure.

        1. Aho’ ora so napoletana!!! Quando torno in terra natia n’e riparliamo. ( sono venuta a preparare il mio buen retiro, metti che arrivino i barbari…)

          1. N’e lo mette sto telefono del cavolo che si sente computer ma in realtà e’ analfabeta

  2. 7 miliardi !!! Povera Terra e poveri tutti noi. E quando dico “poveri” non lo dico solo in senso metaforico.

      1. Eh si: tutti vuol dire esattamente tutti! Ma si vede e si sente che sei torinese. Qui tutti e’ sempre una parte: miracolo di San Gennaro….

      2. @ Francesco. Devi avere dei grandi genitori se ti ripetono sempre le cose che ti dico io ;))) Sei te che hai preso il vizio torinese di puntualizzare. Non l’ho detto a caso: non è vero che siamo tutti poveri. Loro sono i poveri, noi siamo i ricchi: non dimenticarlo. Noi siamo quelli che rubano tutto.

        1. Ma il bello è che lo sanno cosa voglio dire. Ma fanno finta di non capire ;)
          In fondo comprendo che chi è genitore voglia sempre mettere i bastoni tra le ruote del “giovane sconsiderato”. E’ un modo per metterlo in guardia dai possibili errori che può commettere. Ma io sono capa tosta e vorrei ricordare che vivo a Torino ma ho sangue calabrese, dello stesso colore dell’andujia ahahaha !!! :)
          @ Pino
          ( escluderei dal tutti solo quel 3% che possiede il 45% di tutta la ricchezza Mondiale) :(
          Sì, noi rubiamo tutto , ma l’aumento della popolazione ci renderà tutti più poveri. Le risorse del Pianeta non sono illimitate. Era molto banale il concetto. Ne stiamo vedendo un assaggio proprio in questa fase storica.

  3. @ irisilvi
    Kavafis : ho letto adesso qualcosa su internet. Non ho capito cosa c’entra nel discorso che stavamo facendo….

    1. C’e una poesia di Kavafis”Arrivano i barbari” , leggila poi magari ci potrai trovare qualcosa di pertinente.

        1. Sono felice ti sia piaciuta! Amo Kavafis come gran parte della poesia greca contemporanea. Era un uomo rinchiuso dietro le sbarre della diversità’. Condizione che gli ha permesso di guardare il mondo con occhi non compromessi dal potere e nemmeno dal popolo. Dignitosamente portava il suo fardello , in assoluta solitudine.

  4. La nascita è un evento straordinario. Ritengo che agire in favore della vita è contribuire al rinnovamento della società:comunque e dovunque. Vedere queste due cucciole mi fa sciogliere il cuore. ..
    Dicono che Il mondo sia controllato da una élite di famiglie occidentali che attraverso il sistema monetario del FMI riesce a decidere le sorti di tutti i Paesi indipendentemente dalla loro politica interna. In poche parole, questa élite è più potente di tutti i Capi di Stato e li comanda a bacchetta dal primo all’ultimo. Non so se questo è vero.
    Ma la mia convinzione è che non si può continuare il cammino nel nuovo millennio se non introduciamo la civiltà dell’amore.. “la civiltà dell’amore deve essere in punto di arrivo della storia umana”.
    Diciamo che si potrebbe iniziare dalle “3 E ” . Etica-Estetica-Economia quando quest’ultima si mette al servizio delle prime due. Ri-sogno ?.

  5. Noi siamo i privilegiati non mi stancherò mai di dirlo , il tuo post Pino mi scalda il cuore , sui confini . Oggi ero in un ambulatorio e tutti a protestare sugli stranieri che lavorano in italia, convinti che se liberassero l’italia ci sarebbe lavoro per tutti gli italiani .

    1. Scemenze. Dobbiamo abituarci all’idea di un mondo multirazziale e multietnico, senza frontiere. In virtù della (nostra) crescita zero, tra pochissimo saranno loro la maggioranza.

      (Basti pensare che dei sette miliardi che siamo oggi, quasi due sono indiani).

          1. mah!! non credo, senza dubbio l’europa dovrà abituarsi a convivere civilmente con gruppi che non le appartengono per cultura e religione, e quel civilmente che mi lascia un pò così.

  6. buona sera BELLI Ma il problema solo in parte possono essere le nascite ma l’uso che se ne fa del pianeta e le abitudini perseguite dagli abitanti Sicuramente il controllo delle nascite sulle popolazioni non so se ancora in uso in Cina e nei paesi dell’est è un qualcosa di aberrante come di contro il far nascere persone che saranno poi abbandonate a se stesse e a gravi malattie come in Africa Non è una vera difesa della vita grazie ciao a tutii

  7. Ci vollero 250mila anni per mettere insieme (nel 1800) il primo miliardo di esseri umani. Nel 1927 eravamo già il doppio. Poi un’accelerazione continua: per l’ultimo miliardino – raggiunto oggi da un bambina nata nella Filippine secondo alcuni (Danica, sotto a destra), in Turchia (il maschietto Yusuf Efe) o in India secondo altre (Nargis, sotto a sinistra) – sono bastati 12 anni (come per il penultimo). Ora però si comincia a rallentare: per toccare l’ottavo miliardo ci vorranno «solo» 14 anni e per il nono altri 18.
    La diminuzione del tasso di natalità (l’80% dell’umanità vive ormai in Paesi con meno di 3 figli per donna) non riduce i problemi di affollamento: secondo la Banca mondiale per sfamare 9mila milioni di bocche nel 2050 la produzione di cibo dovrà aumentare del 70% rispetto a oggi (se la popolazione restasse ai livelli del 2005 basterebbe un incremento del 25%).
    Problemi di spazio? È stato calcolato che 9 miliardi di persone possono starci tutte (in piedi, appiccicate l’una all’altra) sull’isola di Zanzibar (1.554 chilometri quadrati). Problemi di inquinamento? I 2,3 miliardi di nuovi arrivati (nei prossimi 40 anni) vivranno nelle aree oggi meno sviluppate (che finora hanno inquinato meno rispetto a noi ricchi).
    Ma quando abbiamo cominciato a essere «troppi»? Il boom delle nascite fu alla fine degli anni ’60 del Novecento (quando gli esseri umani crescevano del 2% annuo, oggi della metà). Nel 1970 la famiglia media sulla Terra aveva 4 o 5 figli (oggi 2,45). In quel periodo l’Europa visse l’età dell’oro (1945-1975), godendo (anche in termini di crescita economica) di quello che gli esperti chiamano «dividendo demografico»: tanti adulti in età lavorativa, meno figli da mantenere (per la diminuzione del tasso di natalità) e non molti anziani a cui pagare pensioni e sanità (per il tasso di mortalità della generazione precedente). Il resto del mondo ne ha goduto dopo: nel 1970 c’erano 75 persone «a carico» (bambini, anziani, etc) ogni 100 adulti in età lavorativa (nel 2010 sono 52 su 100).
    Il futuro? Chi lavorerà per riempire 9 miliardi di pance? L’Europa nel 2050 avrà 3 persone «a carico» ogni 4 adulti (un bel rebus su come pagare pensioni e sanità). Anche la Cina (con la sua politica di un figlio per famiglia) avrà problemi simili. Meno gente: cinesi ed europei diminuiranno (sono sotto la soglia necessaria al ricambio generazionale che è di 2,1 figli per donna) e saranno sempre più grigi. L’Africa crescerà troppo velocemente (2 miliardi di bocche alla metà del secolo). Chi sulla carta se la caverà meglio (quanto a rapporto lavoratori/persone a carico) saranno India e Medio Oriente, il cui tasso di natalità si abbassa più gradualmente che in Asia e nelle Americhe. Vuol dire che nel 2050 l’età media dal Marocco a New Delhi sarà di 38 anni: le pensioni (incubo del nostro futuro) non saranno un problema. fonte

  8. Mah. Tanti auguroni alle due piccoline – “batuffoli”! ;)))
    Ci vuole coraggio a venire al mondo adesso…

  9. tenera… è più grosso il berretto che lei!!!
    Ok vero, il problema non è tanto l’aumento della popolazione, quanto la gestione e il consumo senza regole, delle risorse!!!
    E allora mi viene in mente il monologo finale di “finchè c’è guerra, c’è speranza”
    (in molti accusavano Sordi di qualunquismo, eppure nei suoi film ci sono molte più verità che in molte pellicole intellettualoidi!!!)

    ma fino a quando reggerà questo sistema?

  10. Siamo sotto attacco, è inutile.
    Il peggiore autogoal è stato negare la crisi per così tanti anni. Per le tifoserie e i loro “guru” e le loro semplificazioni era quanto di più gratificante.
    Dall’ingenuità delle ‘soluzioni’ proposte e dai ‘ragionamenti’ che sento poi… pur con tutta l’umiltà di riconoscere che io non sono nè un’economista nè un parlamentare, non posso però esimermi dal riconoscere pure che la deriva è sempre più vicina. Tutti i discorsi, le ricerche…tutto inutile. Nemmeno più i filosofi tentano di allargare la visuale.
    Andremo incontro verso l’esperienza rovinosa, come tanti pinocchi nel paese dei balocchi. L’Europa non ha assolto il suo compito, creatrice di una cultura europea in grado di tenere in equilibrio forze tra loro opposte, completamente incapace…di diventare quel fulcro centrale, “il cuore”…del globo, officina di idee e impulsi di trasformazione mondiali…con uno spirito di solidarietà verso i lavoratori e i risparmiatori, onde poter evitare il disastro del far-west.
    I vantaggi di uno sviluppo commerciale tra i vari paesi europei con una sola valuta senza barriere, da un lato, e l’umiliazione della ristrettezza di vedute…limitata alla semplice “moneta”, dall’altro. Una moneta vecchia, che non porta nulla di nuovo. Perchè ogni moneta nasce, vive e muore, come ogni altra merce…
    Ora sembra di seguire un ‘bollettino di guerra’: le borse che crollano, lo spread sopra i 400 punti…interessi alle stelle, banche e denari fatiscenti, disoccupazione, povertà nuove povertà, ancora povertà.
    Non credo alle punzioni di condotta ma alla legge del contrappasso…semplicemente. L’Occidente non avrebbe dovuto crollare, semplicemente Trasformarsi. “Morire” tra virgolette, nel senso di quel “muori e diventa” di Goethe… tutt’altra cosa che finire in un misero default.
    Ma si sa, le cose sembra che si capiscano solo a suon di batoste – e la cosa più preoccupante è che spesso ormai neanche con queste.

  11. Siamo sette miliardi e cominca, se ce ne fosse stato bisogno, ad essere un problema. C’è pure chi si affanna a reclamare la nazionalità del 7 miliardesimo abitante di sto cakkio di terra come se fosse una cosa importante. Indiana, filippina…. russo. Bisognerà cominciare a pensare se il sistema sociale che abbiamo ci piace ed è sostenibile o se non sia il caso di ripensarci un pochino. E’ troppo facile dire: due guerrette, un paio di epidemie, un pò de fame e siamo a posto. Forse bisogna cominciare a pensare a regolare le nascite, non per legge ma per coscienza, e già che ci siamo a prendere a calci in culo tutti coloro che pensano che sia possibile e morale, brevettare risorse alimentari. Dovremmo anche prendere a calci in culo tutti quelli che fanno politica solo “pro domo mea” e tutti quelli che pensano che si possa vivere alle spalle degli altri. Insomma bisognerebbe cominciare a pensare ad un siatema di gestione delle risolre che non sia solo ecocompatibile (che brutta parola) ma anche antropo-compatibile. Mettere l’uomo, l’individuo al centro del mondo. Dovremo rinunciare a qualche pò di “roba”? Va bene! basta che il mattino, quando ci alziamo siamo in grado di godere anche solo dei raggi del sole che ci illuminano o di una goccia di rugiada che bagna l’erba del nostro giardino. Tutto il resto viene da solo, o quasi.

  12. Il problema a parere personale, non è che siamo sette miliardi. Nemmeno di risorse. C’ è tanto di quello spazio e alimenti, che potremmo vivere in 100 miliardi, se questi vengono distribuiti e consumati con ragionevolezza.
    Ma agli esseri “civilizzati” piace vivere ammassati e soppalcati uno sopra l’ altro in pochi metri quadri. Piacciono le cose che sanno di poca quantità. Le cose rare. Preferisce un monolocale (loculo) nella 5th avenue di New York che una casa di campagna in Australia. Preferisce pagare a peso d’ oro caviale, champagne e petrolio, anziché frutta, ortaggi naturali ed energia solare. Allora sì che stiamo stretti e siamo troppi. Allora si che è un problema.

    @Barba.
    No, non dobbiamo stare al centro del mondo. Già lo siamo, con i risultati in faccia che ci ritroviamo.
    Qui l’ essere umano è ospitato, come tutto il resto che vive.
    E se ci estinguiamo, peggio per noi, ce la siamo cercata. Perché le soluzioni, semplici e ottime, ci sono. Ma a corto termine non convengono. Non convengono perché chi le deve mettere in atto, cioè l’ uomo di oggi, lascia i benefici solo a chi viene dopo.

    1. Ecco Walter la penso come te. Con tutti i distinguo che la libertà di scelta (?) ti può porre credo che la stupidita’ umana non abbia limiti. Certo che un loculo in Quinta strada e’ sempre meglio che una baracca in qualche favelas….o no? ;)

  13. mo’ vi metto le sorelle bandiera, fatti più in làà… ;)))

    (mettere l’Uomo al centro è un qualcosa di molto più importante e interiore!! siamo attivamente…ospiti, di questo pianeta che stiamo distruggendo. E chi viene dopo..siamo sempre noi…in realtà).
    comunque io preferisco lo champagne!…:))

    1. Pure io! Mi piace il vino francese in assoluto , con qualche sconfinamento italiano…..il caviale? Beluga credo si chiami, si certo e pure la bruschetta con l’olio e i pomodori campani con il sapore del golfo! Sono in aliscafo e gia’ ho nostalgia….

          1. …Quanti rimorsi inutili, superflui…
            Ma il senso mi sfuggiva, allora.
            Nella mia giovinezza scioperata
            si formavano intenti di poesia,
            si profilava l’àmbito dell’arte.
            Perciò cosí precari i miei rimorsi!
            E gl’impegni di vincermi e mutare,
            che duravano, al più, due settimane.

            troppo bella.
            (e autoritratto! :)))

  14. Alla gente non interessa niente se i ghiacciai fra 70 anni si sciolgono (chissenefrega? Mica ci sono più? Cavoli di chi viene dopo). Vedi se togliendo uno zero non comincia a tremare, prendere la coscienza per il bavero e darsi da fare.

  15. Si come no! Se il costo delle risorse è aumentato è perchè cominciano ad usarle pure i cinesi, per prodotti a basso costo ma di tipo spazzatura. Spazzatura che compriamo, e loro intascano capitali che finiscono in Cina, non restano mica in Italia.
    Pure i cappelli da cow-boy e le bandiere italiane sono made in China. Che allegria!

  16. …e ci piaceva tanto, la Cina, perchè gratis! :)))
    (ora ce ne accorgiamo con gli aiuti..quanto saranno gratis…….)
    Comunque Vandana Shiva riporta tutto agli speculatori, più che a India e Cina. Non lo so, io sono rassegnata…ve l’ho detto.

    Irisilvi sì, è stupenda.

  17. Sono anche questi piccoli segnali di cambiamento: il Grande Fratello alla sua terza puntata scende sotto il 20% di share, e più precisamente fa il 17,28% con una media di 3.572.000 telespettatori. Circa la metà di quanti hanno preferito una fiction su Raiuno. Mi spiace per Alessia Marcuzzi (meno per gli autori e i manager che ci propinano un simile prodotto) ma la trovo una buona notizia. Il rigetto di questo simulacro di realtà artificialmente manipolata è una componente positiva dello spirito dei tempi. Sono tempi grami, certo, gravati da un presagio negativo, ma se non altro cresce il bisogno di confrontarsi con la realtà. Così come cresce, anche fra i giovani, il bisogno di relazioni autentiche nelle quali sia preservata la dignità di ciascuno e di ciascuna. fonte

  18. La nave dei folli. Perchè oltretutto noi siamo sulla nave dei folli. Sì, ovviamente il dramma è europeo sìììì………. l’avevate capito voi che il vero dramma non è solo nostro ma è europeo???
    Hanno negato la crisi per anni, o per l’esattezza: ci invitavano a fare shopping.
    Hanno tagliato TUTTO quel che si poteva tagliare: treni, pullman, autobus, scuole, ospedali, stipendi, pensioni, per non parlare dell’arte e della cultura EUROPEA……….
    Ma il problema non è solo italiano, sono problemi che vengono da lontano: avete capito che il problema non è solo italiano???
    Anfatti…… il ponte di messina, il TAV, i miliardi buttati nel G8 della Maddalena, inquinando perfino il mare, per non parlare di tutto il resto…..negato come la-crisi-che-non-è-solo-italiana, per non parlare di un taglio agli stipendi parlamentari di neppure 500 euro……. tanto per pagare un po’ meno ste cazzate che tocca ancora sentire!! mentre la nave dei folli va a picco.

  19. Ero ironica… Io sto sempre sopra le parti e non sopporto le faziosità a discapito dell’oggettività, e so…che il problema è europeo – lo dico spesso anche, praticamente sempre, tra cui pure sopra sotto il video del film. Ma rendersi conto del problema europa non significa nasconderci dietro pure tutti quelli dei singoli paesi… visto che oltretutto solo queste (o quasi) sono già state le basi per costruire il progetto dell’Unione Europea.

    1. @ Sissi. Il problema è mondiale.
      Africa, questa parola ricorda qualcosa? All’ Europa, anzi al mondo occidentale fa paura ancor di più, perché sa cosa andrà a perdere. E non lo vuole perdere. Si userà lo Smartphone al posto del cappello per le elemosine? Forse no, non si arriverà a questo, ma il pensarci fa orrore a tutti.

  20. Vero Walter, è proprio mondiale. E’ che…uno si aspetta ancora un briciolo di serietà nelle discussioni perlomeno in momenti gravi come questo, e risposte correlate di una Responsabilità…ma urgente e di quelle con la maiuscola proprio, che non il solito rimpiattino. Questo, solo questo dico (mi riferivo a Ballarò, che poi ho smesso pure di seguire tanto… non ne posso più). Fa orrore sì…un momento apocalittico come questo, perchè poi l’apocalisse è questo: ovunque ti giri tutto crolla. Tutto! (Federico Rampini stesso ha usato questa parola l’altra sera da Lilli Gruber).
    Io lo so… per questo tante volte mi scervello e cerco di ampliare il discorso, che poi sembra sempre astratto, sul cambiamento di mentalità, di…costruire..cominciando innanzitutto dall’Europa… ma è inutile, sia perchè tanto ormai ci siamo dentro fino al collo, sia perchè non vedo soluzioni serie e responsabili in giro, appunto, ma le solite faziosità ideologiche, i “governucoli” come li ha definiti Cacciari… sia perchè capisco che per poter avvenire questa trasformazione profonda dovrebbe adesso nello stesso momento cambiare mente tutta intera l’umanità. Possibile? ovviamente no. Prendiamo atto della deriva, che vi devo dire. Il fatto è che siamo solo all’inizio.. anche.
    Del resto.. siamo qua. Che dobbiamo fare, io proprio non lo so.

  21. @ Sissi.
    Se pensi (vicenda del nostro cortile) che l’ ex Governatore della Banca d’ Italia, mica di Abbiategrasso, è stato condannato in primo grado per aggiotaggio a 4 anni di galera e multa accessoria, ci si rende conto in che mani l’ economia mondiale è stata consegnata.
    Personalmente da incompetente, credo che nessuno di questi illustri economisti, sappia cosa fare. Prendere un debito e spostarlo da una parte all’ altra, sperando che si dissolva come polvere tra un passaggio e l’ altro, non sembra l’ idea illuminante che ci voleva per risolvere il problema economico.
    Lo dico, lo ridico fino alla stanca. Si è campati per anni sopra le righe e senza soldi. Ora che si viene a battere cassa, farfalle, cambiali e “pagherò” non funzionano più. Ci vogliono i soldi veri, e non ci sono perché non sono mai esistiti.

  22. @Walter parole sacrosante! Anche e soprattutto questo è il punto, questi soldi in realtà sono pure virtuali! Ma infatti, io pure da inesperta, a me sembra proprio un manicomio…mondiale. Come avremo fatto a creare tutto questo casino…non lo so, con la carta di credito? E allora prepariamoci a parlare cinese…tanto sennò oltre allo smartphone come cilindro ci staccano pure il gas!

  23. Fermare la deriva
    Un Paese alla deriva. È questa l’impressione che diamo all’Europa e ai mercati che continuano, come ieri, a punirci. Ricordiamoci che, con i titoli al 7 per cento, la Grecia e l’Irlanda sono saltate. Ieri a New York e a Londra erano in molti a scommettere su un nostro fallimento. Dobbiamo fare il possibile per evitarlo. Tutti insieme. L’Italia che lavora e fa il proprio dovere non lo merita.

    Il governo ha le sue responsabilità. Gravi. Anche se la crisi è globale. Dal 5 agosto, quando venne inviata la lettera della Bce all’Italia, nulla è stato fatto sul versante della crescita. L’effetto della manovra di 59,6 miliardi è in parte svanito per l’esplosione del costo del debito, in parte è ancora da realizzare. Troppi gli annunci, molte le marce indietro. Numerosi i litigi. Inspiegabili i comportamenti. Il premier straparla sull’euro, poi si corregge. Dare la colpa alla Grecia non basta, anche se Atene sceglie un referendum scellerato. Il ministro dell’Economia, Tremonti, non scrive la lettera d’intenti all’Ue e ostenta un visibile distacco. I suoi colleghi di governo e di maggioranza ne chiedono ogni giorno la testa. E chi la lettera l’ha scritta (Brunetta) si compiace dell’emarginazione del collega-rivale. Bossi blocca ogni riforma della previdenza e si inventa, alla sagra della zucca, le gabbie pensionistiche regionali. I destini personali prevalgono su quelli generali. La paura di perdere voti su quella di perdere il Paese.

    L’opposizione, salvo rare eccezioni, è apparsa nei giorni scorsi più preoccupata delle idee di Renzi e della forma bizantina delle primarie che di dimostrare con proposte concrete di avere una cultura di governo europea. Le reazioni, ieri sera, all’appello alla responsabilità nazionale del capo dello Stato, sono apprezzabili. Ma non c’è un elemento della lettera della Bce che trovi totalmente d’accordo la triade di Vasto (Bersani, Di Pietro, Vendola).

    Il tempo di Berlusconi è finito. La resistenza del Cavaliere non ha più senso. Rischia di travolgere il suo partito – che dovrebbe spingerlo a lasciare – e soprattutto il Paese. La crisi è economica, ma anche politica legata alla sua persona. Doveva annunciare prima che non si sarebbe ricandidato e chiedere elezioni anticipate. Come la Spagna. Oggi ha davanti a sé una sola strada. Presentarsi al G20 di Cannes con provvedimenti eccezionali, immediati, ma soprattutto credibili. Con atteggiamenti individuali di governo all’altezza della drammaticità di queste ore. Dimostrare che siamo una nazione capace di onorare i propri impegni, perfettamente solvibile, affidabile. Comportarsi, insomma, da statista. Almeno all’ultimo miglio. Dall’esito, deludente, del vertice di ieri sera non si direbbe. Oppure rendere possibile subito, con un gesto responsabile, un esecutivo di emergenza – anche a guida di un esponente della maggioranza – che concordi con l’opposizione i tempi e i modi per scongiurare il pericolo di un fallimento e l’onta internazionale di vedere il Paese con il cappello in mano.

    Ferruccio de Bortoli

    Ecco qua. Oltre al “problema europeo”…. e spiegato con fin troppa eleganza, anche.

  24. E pure questo:

    Il Cavaliere pensa a «misure choc»
    Tra le ipotesi, patrimoniale e prelievo forzoso

    (Corriere.it)

    Ma “quale” patrimoniale…? la casa di un qualunque cittadino che, praticamente, diventa dello Stato? Il negozietto sfitto di qualche (ex) artigiano?
    O i GRANDI patrimoni……. quelli che nessuno finora ha mai toccato, a cominciare dalla loro casta, dalle ville faraoniche, dagli yacht con rubinetti in oro e vasche di marmo?

    Prelievo forzoso dai conti correnti: “quali” conti correnti? quelli sparsi per il mondo dei grandi evasori fiscali, dei quali le Banche non fanno neppure i nomi??? O forse i loro… quelli da 20-30.000 euro al mese, pensioni comprese???
    Forse che da 10.000 euro al giorno da spendere, se diventano OTTOMILA… AL GIORNO ai poverini non sono sufficienti? E l’opposizione che dice, a parte il giochetto di sempre di tirare di qua e di là la copertina troppo corta, a parte la solita guerra tra poveri? perchè di fronte ai grandi patrimoni…….quelli di cui sopra, anche loro si sono sempre dimostrati dei lacchè.

  25. Perchè così cominciano le dittature (di qualsiasi colore). Solo che noi siamo abituati e cresciuti con la democrazia… e se pensano di farla capitolare così, oltre il limite umano del sopportabile in questa melma di corruzione nauseabonda….. qua finisce in guerra civile, sono avvertiti. Non pensassero di poter fare con l Italia quello che è successo in Argentina.
    Oppure, se è un attacco speculativo all’Europa… allora è ora che gli si ritorca contro: andando a recuperare i loro… miliardi sparsi per il mondo.

  26. [Semi OT Terremoti] Isole Canarie: Lunga (mesi) attività sismica a El Hierro dovuta ad un pericoloso vulcano sottomarino che sta deformando in parte l’isola… Una zona dell’Atlantico molto pericolosa, a rischio tsunami in “rari eventi” vulcano-sismici di magnitudo superiore a 8.

    PHOTO Gallery: http://bit.ly/upUHRD

    Video: http://bit.ly/sG8wYY

    Emergencias prepara el desalojo de 2.000 personas en El Hierro

    …La evolución del fenómeno sísmico de El Hierro se va desdoblando en dos situaciones distintas. Así, según los informes de los científicos de la Universidad de Cádiz, y en referencia a la deformación del terreno, continúan dos escenarios diferenciados. El sur de la isla muestra una remisión en el aumento de la deformación, marcado claramente por el proceso eruptivo y que se evidencia en los datos registrados en la estación GPS de La Restinga…

    MORE: http://bit.ly/rqM770

    Erupción en El Hierro: crean primera cartografía del nacimiento de un volcán submarino

    El Instituto Español de Oceanografía descubrió la imagen del nuevo cono del volcán, con base de 700 metros, altura de 100 y un cráter de 120, junto a gases que fluyen desde otras fisuras…

    MORE: http://bit.ly/uKq1iN

  27. Chi sono le agenzie di rating? Cosa c’èdietro la finanza del debito e chi controlla il nostro? E, infine, quando stringiamo la cinghia per i sacrifici che ci vengono chiesti, per chi li facciamo?

    Ma prima di parlare di economia, la Gabanelli ha anticipato il secondo tema della puntata: ilpresidente del Consiglio che è diventatoconcessionario dello Stato con una società di giochi online.

    I giochi online dovevano servire per la ricostruzione dell’Abruzzo e de L’Aquila: ma le macerie sono ancora là, mentre il giro di affari annuo per i giochi d’azzardo è di 72 miliardi. In questo settore è entrata laGlaming, 70% Mondadori: il presidente croupier ci mancava ancora (dopo il presidente operaio, il presidente pompiere ..).
    C’è anche qui il conflitto di interessi (visto che B. da la concessione a B.?): il direttore dei monopoli neanche ne vuole parlare (“è una domanda mal posta”).

    E allora i giornalisti di Report si sono chiesti perché questo ingresso nei giochi: Mondadori dovrà pagare 560 milioni alla Cir e da tre anni sono cresciuti i debiti con le banche. Grazie alla Glaming, i soldi delle puntate entreranno diritti nelle casse di Mondadori, e questa liquidità gli permetterà di pagare meno interessi sui debiti. Ma non è geniale il cavaliere?

    Effetto valanga.
    Le tre sorelle, le grandi società di rating americane sono Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch: valutano la bontà delle azioni quotate e anche la bontà del debito di una stato. Si dice che abbiamo bocciato il debito americano perché Obama aveva espresso intenzione di regolamentarle: in effetti non agiscono come enti terzi, avendo legami con fondi di investimento che guadagnano proprio sul declassamento degli stati. Tutto corretto?

    Oggi ci sono persone che guadagnano se uno stato va in crisi o se aumenta il debito: ma questo guadagno porta come conseguenza l’indebitamento degli stati (che devono vendere i loro titoli per avere soldi con cui rifinanziare il proprio debito). Questo significa poi tagli allo stato sociale, agli stipendi di chi lavora, alle scuole e alla sanità.
    Qual è lo stato reale dell’economia? C’è la crisi ma per chi? I valori dei prodotti delle operazioni finanziarie, per esempio, sono stati otto volte superiori a quelli che producono tutti insieme settori vitali della nostra economia come l’agricoltura, le industrie e i servizi. Come al solito c’è chi prende tanto, chi sempre di meno e chi rimane a bocca asciutta. Ma quanto potrà continuare questo meccanismo. Dipende solo da quanto sarà capace, chi ha interesse a non spartire la torta in parti uguali, a raccontare che il tesoro non c’è più. E soprattutto da quanto sarà bravo nel convincerci che la nostra qualità di vita dipende esclusivamente da come funzionano, giorno dopo giorno, i mercati finanziari.
    Gli effetti li vediamo nelle piazze delle città europee (ma anche a New York): che si chiamino indignati o quelli di occupy Wall Street.

    Effetto valanga è il titolo di un giallo, ambientato in Arizona, dove un padre di famiglia all’improvviso interrompe la catena dell’acquisto in debito di un nuovo refrigeratore (se quello vecchio funziona e non ci sono i soldi ..). E questo mette in crisi tutto il sistema. Anche oggi, viviamo in un sistema dove si deve lavorare, produrre, spendere e investire. Ma il profitto non viene più investito in ricerca, nello sviluppo, ma è stato trasferito nella finanza. Così come il nostro debito.

    Il risultato? Lo ha spiegato il broker della borsa di Francoforte Dirk Muller: giocare in borsa diventa come scommettere sui cavalli, non si da nessun contributo alla crescita e allo sviluppo, perché la finanza pensa solo a se stessa.

    Sono solo scommesse, che possono mettere in ginocchio il mondo. E tutto questo influisce sulle nostre vite: perché poi con il crescere del debito per le speculazioni, cresce il ticket negli ospedali, il biglietto dei mezzi di trasporto, il costo dei beni.
    Se il debito di un paese è in mano alle banche, a queste la politica deve rispondere, non ai propri elettori. E se le banche propongono (impongono) ai paese le solite vecchie insulse ricette neoliberiste (i tagli alla spesa sociale, i tagli agli stipendi, maggiore flessibilità in uscita e poi se c’è tempo in ingresso), i paesi devono obbedire.

    Le politiche neoliberali (quelle per cui è bene non tassare i redditi alti, non tassare i patrimoni) hanno dimostrato i loro effetti nel mondo: il loro risultato è stato appunto (come nell’America del reaganismo) la crescita del debito. È un sistema perverso.

    Oggi il 55% del debito italiano è in mano alla finanza (al mercato, quello che avrebbe dovuto sapersi controllare da solo): sapere che ci sono persone che guadagnano milioni di euro senza fare nulla, semplicemente vendendo i nostri titoli per poi ricomprarli quando valgono meno, mi mette in agitazione. È quello che ha fatto Deutsche Bank questa estate.

    Che con la liquidità che si è garantita dalla vendita si è comprata dei titoli derivati (cds) per assicurarsi sul debito. Il risultato: oggi DB controlla il nostro debito (e dunque il nostro fallimento) senza possedere i nostri titoli.

    5 grandi banche controllano il mercato dei cds per il 95%. Stiamo tirando la cinghia per loro? Michele Buono ha ricordato anche il piano proposto dalla Goldman Sachs ai clienti che era un vero e proprio attacco all’euro: la stessa GS che ha aiutato la Grecia a truccare i conti e che fa consulenza ai paesi europei.

    Una volta non era così: dopo la crisi del ’29, le banche erano divise in banche commerciali e banche d’affari, nessuna commistione, nessun conflitto di interessi. Fu Clinton ad abolirla, questa legge nel 1999. Se le banche non si occupano più di raccogliere il credito e fare prestiti, oggi possono piazzare sul mercatomutui subprime con cui garantire l’acquisto della propria casa a persone che non se lo potrebbero permettere. E alla prima rata che non viene pagata, scatta l’effetto valanga. La bolla immobiliare esplode, le banche vanno in crisi, e gli stati sovrani devono salvarle. Aumentando il loro debito.

    Dopo la crisi del 2008, le banche e le agenzie di rating (che avevano garantito per i mutui subprime) sono tornate alle vecchie abitudini. Non esiste trasparenza, per queste agenzie, che come si è visto, non sono indipendenti. Il risultato, in Italia, è l’aumento della percezione di povertà: oggi aumentano i working poor, persone con un lavoro che non riescono a terminare il mese. Perché lo stipendio è basso, perché c’è laCassa integrazione. Perché con la scusa della crisi le aziende delocalizzano, spostando anche attività intellettuali all’estero. Anche in settori strategici come le telecomunicazioni.

    E se i salari sono insufficienti, diminuiscono i consumi, diminuisce la raccolta delle tasse, lo stato si ritrova meno soldi in cassa ed è costretto a fare ulteriori tagli. E debiti. E qualcuno, da questa situazione perversa, ci guadagna pure. Perché se conviene investire nella finanza, nel debito, nelle scommesse, piuttosto che non nel lavoro, nelle imprese e nelle idee, questo è quello che succede.

    E non solo in Italia: Buono è andato a Berlino, dove ha intervistato dei ragazzi che spiegavano come oggi si riescano a trovare solo piccoli lavori nelle agenzie interinali, con stipendi bassi. In Germania si è riusciti a tenere la disoccupazione bassa grazie al fatto di avere stipendi bassi e gli aiuti dello stato. Le imprese tedesche sono competitive per questo: con gli stipendi bassi, ma se dovesse diminuire l’export (perché non si riusciranno a vendere più le loro auto in Spagna e in Italia) potrebbe andare in crisi. La Germania impone ai partner il rigore, ma poi si sta scavando la fossa da sola. Non solo: impone alla Grecia il pagamento del debito, ma poi gli vende le armi.

    In mezzo a tutto questo, un’Europa che non ha alcuna unità politica: anzi, la politica la detta la BCE, che presta soldi alle banche private all’1%, che a loro volta li prestano ai paesi a tassi più alti.Perché non li prestano direttamente ai paesi? La lettera della BCE è stata un atto irrituale, ma questo è dovuto alla fragilità politica dei governi (e alla loro inazione, come in Italia). Questo da spazio alle speculazioni.

    Il servizio, terminava con la storia di tre persone: il sicario dell’economia John Perkins, il presidente delBurkina Faso, Thomas Sankara che non voleva pagare i debiti del suo paese e un cantante islandese leader della rivolta.

    Sankara, non volle indebitare il suo paese, per rientrare nel debito (derivato dal periodo colonialista), preferendo investirlo in suola e sanità. Fu ucciso nel 1987.

    Perkins, ex economista che lavorava per società americane (e legate al governo), era uno di quelli che andava dai paesi del terzo mondo per farli indebitare (con progetti che non si potevano ripagare), per imporre poi la svendita dei beni di quei paesi. Il tutto per soddisfare gli interessi delle corporations: inAfrica, come in Iraq, dove i soldati non muoiono per il loro paese.

    In Islanda, il vecchio governo di centrodestra aveva indebitato il paese, svuotato le banche e piazzato amici nei posti di comando. Arrivati sull’orlo della crack, il paese si è rivoltato e ha deciso di votare ad un referendum contro la proposta di pagare i debiti con le banche straniere. Ci sono riusciti.

    Ma forse l’Islanda è un paese troppo lontano e piccolo, da essere preso come esempio. Ma almeno, come cittadini (e non sudditi) dovremmo pretendere chiarezza alle banche, alle agenzie di rating, al mercato:

    Sul debito è cresciuta un’economia vigorosa, i profitti sono finiti poi nelle mani di pochi ingordi, che si stanno mangiando anche gli stati, grazie ad una politica o incapace o collusa. L’esempio dell’Islanda è illuminante, anche se è un paese piccolo. Dimostra che i cittadini, volendo, possono innescare un cambio di modello. Si può e si deve pretendere di sapere tutto di colui a cui consegniamo le chiavi di casa: se è capace, se è in conflitto, qual è il programma, altrimenti lui te la svaligia, e ti poi dice “aspetta la ripresa dei mercati”.

    Perchè lo splendido lavoro della Gabanelli non può andare perso così. Ora io lo riproporrei sotto ogni post;
    sotto ogni post… riscrivo questo, punto. L’unica forma di dialogo, nella chiarezza (altro che i populismi di renzi).

    1. ciao NO è reale noi siamo monitorati da qualsiasi parte del mondo da associazioni ed Enti pubblici C’è anche chi lavora a questo ciaoo

  28. Da quel che ho capito il debito è reale (creatosi tipo quelli con la carta di credito..), il denaro per doverlo (in teoria) pagare..è virtuale (perché non corrisponde all’oro). Oh mi si è rotto il telefono… :-( sto col cellulare, (quando la misura non c’è ci si mette da sé) Quindi per un pò vi riposerete gli occhi! E la testa ah! ;-)

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