Le carceri malate

Nel carcere Le Sughere di Livorno è stato trovato il corpo senza vita di Agatino Filia, che aveva 56 anni. Sarebbe tornato libero oggi. E’ il decesso numero 155 nelle carceri italiane e il 54° suicidio (se di suicidio si è trattato). Già, perchè in verità questo ennesimo episodio appare assai anomalo, tanto da meritare maggiori e più seri approfondimenti. Anomalo soprattutto per il modo in cui è stato eseguito. Agatino  non è stato ritrovato infatti, come accade di solito, appeso ad un lenzuolo. Né è stato ritrovato morto in quei luoghi dove più frequentemente i detenuti si suicidano, perché sanno di poter contare sulla solitudine, come il bagno della cella o un magazzino del carcere. Agatino Filia è stato ritrovato cadavere sulle scale del carcere. Ovvero un luogo che è tutt’altro che riservato e  dove ben poteva essere visto da chi avrebbe dovuto sorvegliarlo. Agatino si sarebbe ucciso a pochi giorni dalla sua scarcerazione. Oggi infatti, a poche ore dalla morte, sarebbe tornato libero, perché la sua pena era ormai terminata. segue  Il rapporto

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10 thoughts on “Le carceri malate

  1. buona sera condivido l’idea che spesso non si tratta di suicidio non per cinismo giornalistico sebbene le situazioni delle carceri e di tutti coloro che vi lavorino non sono tra le migliori in tutti i sensi grazie

  2. Agatino Filia, 56 anni, catanese, descritto come una persona introversa, sceglieva con chi parlare ed aprirsi e si era conquistato la fiducia di molti. Su questo deve aver confidato quando, come addetto alle pulizie, ha chiesto di poter ramazzare il tratto di scala che porta all’infermeria dove poi si è impiccato. Il carcere, raccontano alle Sughere, era diventato la sua casa, dove seguiva le sue abitudini, lavorava ripagato dalle cosiddette «mercedi», la paga per i detenuti che lavorano tra le mura del penitenziario. Stava finendo di espiare la pena per un furto, ma era stato in carcere anche per omicidio, a Porto Azzurro. Il suicidio ha sorpreso e lasciato nello sgomento agenti e personale civile. Era stato seguito anche da una psicologa con la quale anche di recente aveva avuto dei colloqui. Al momento non sono stati trovati familiari, ma la questura di Catania sta facendo ricerche.

  3. Non mi pare sia centrale. Non conosco nei particolari la sua storia giudiziaria. Comunque era stato condannato anche per omicidio., come c’è scritto sopra.

  4. Solo qualche giorno fa avevamo commentanto delle “stranezze” che avvengono nelle nostre carceri. Ma non voglio fare i soliti disorsi. L’unica cosa che mi viene da dire è che questo Stato fa schifo.

  5. A proposito, non c’entra niente con le carceri, ma visto dove hai deciso di andare forse questa notizia ti interessa. Riguarda la grande apertura mentale dei tedeschi. leggi

  6. e non dimentichiamo che una buona parte degli “ospiti” delle nostre carceri, sono uomini e donne in attesa di giudizio! Quindi scontano la pena, già prima delle eventuale condanna!

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