C’è fila e fila

Kashmir pakistano – La disperazione. Il freddo che arriva. La paura di un futuro senza niente. Così le mani si protendono verso qualsiasi cosa che arrivi da uno dei tanti pullman che scaricano aiuti nelle zone del terremoto. Qui arrivano stracci, solo stracci ma ci si accapiglia anche per qualche lembo di stoffa che tra un pò, in inverno, sarà decisivo per sopravvivere.  Le mani

Metà ottobre del 2005, un terremoto devasta il Pakistan (ieri come oggi, povera terra martoriata).  Questa foto l’ho scattata a Manshera, in Kashmir, a ridosso dell’epicentro. Dopo anni me la ricordo perchè rappresenta tutta la disperazone di un popolo che, specie in montagna, non ha niente. Mi è tornata alla mente oggi, quando ho letto dappertutto della fila notturna per quel supermarket romano dell’elettronica. Una follia collettiva. Qui ci si azzuffa per la sopravvivenza, a Ponte Milvio per un giocattolo superfluo. C’è poco da commentare: basta fare il confronto. E vergognarsi (con il pensiero anche alle Cinque Terre dove non chiedono l’ultima invenzione psichedelica, ma solo magari una candela).

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92 thoughts on “C’è fila e fila

  1. Già, parole sacre.
    Istupiditi da un benessere dove neppure il declino riesce più a significare qualcosa… e senza neppure immaginare che un giorno non troppo lontano ci sarà molto di cui vergognarsi.

    1. La prima impressione che ho avuto guardando questa foto. e quella degli italiano del dopoguerra. con tante spettatiove e speranze….

  2. Una mattinata di ordinaria tensione a Fuorigrotta per la vendita dei 2500 biglietti (i restanti 500 sono andati a ruba su Internet) per la trasferta dell’Allianz Arena contro il Bayern Monaco, in programma mercoledì 2 novembre. Molti tifosi hanno trascorso la notte nei pressi per lo stadio in modo da essere i primi ai botteghini, ma la situazione è diventata difficile già intorno alle 10. E’ arrivata altra gente, molti hanno scavalcato e spinto verso le transenne chi era in fila. C’erano settemila persone per 2500 tagliandi disponibili.

  3. O meglio, io non è che sono contraria che ognuno coltivi i suoi interessi, o aspiri al meglio, secondo la sua idea di “meglio”, o che desideri una qualità di vita. Questo ovviamente no, perchè è umano. Anche la fila di stanotte, in tempi simili, in fondo può essere l’altra parte della stessa medaglia: la globalizzazione della povertà, delle nuove… povertà. Mentre quello che noto, invece, è che la gente è come frastornata…dal superfluo, dalla superficialità… dal trastullamento anche in un momento come questo, a dir poco epocale. Stasera a Piazzapulita invece, c’erano altre file ancora: di lavoratori che urlavano aspettando i dirigenti dell’azienda che neanche a dirlo… se ne va all’estero. Madri che piangevano… chiedendo cosa c….avrebbero dato da mangiare ai figli. Scene simili saranno in aumento a non finire… fino alla ‘desertificazione’ completa di tutto: dai cambiamenti climatici, ai valori, alla crescita, alla possibilità di sopravvivenza. Questa….. è la malintesa libertà, in economia come altrove, che ancora si rifiuta di comprendere nonostante si affondi sempre di più… tra una fila e un’altra per l'”iphone”.

  4. Ho evitato di commentare per non dire cose sgradevoli. Ma stare in fila dalle undici di sera alle nove di mattina per uno sconto è da pazzi. Non ci sono giustificazioni, perchè si può vivere anche senza I-pad. E un cellulare, volendo, a 20 euro si trova ogni giorno in quei megastore. Comunque, non voglio infilarmi in discorsi antipatici. La foto che ho pubblicato dice più di molte parole. Sul “segno dei tempi”.

  5. Siccome non mi ricordavo se era un cellulare, un I-pod, o una televisione…che ne so, mi viene in mente che in tempi di crisi succede anche questo. D’accordissimo invece che si può vivere pure senza I-pad, e che un cellulare te lo compri con venti euro, figurati io la tecnologia la odio…per me sono tutti uguali. Ma pure fosse stato un abito firmato… però, idem! Su questo mi trovi perfettamente d’accordo.

  6. Una cosa va chiarita: non è solo un problema romano (a Bologna già c’è la fila per l’iPhone 46 come c’è stata a Milano per l’iPad2). E neppure è un problema italiano perchè l’ultimo prodotto della Apple dedicato a Jobs sta facendo impazzire tutto il mondo. Sono i nuovi totem.

  7. ..poi magari a chi chiede 1 euro per un caffè gli dicono che se può permetterselo bene sennò farà a meno del caffè… no? Questa…è l’altra “incongruenza”. Comunque discorsi inutili, il botto lo stiamo facendo e pure pesante. In qualche modo siamo tutti responsabili… o non si sarebbe proprio creata questa situazione in cui tutto è “merce”, e relativi deliri dall’alto in basso e viceversa. Mi auguravo almeno una prontezza nel saper capire… quand’era il momento di cambiare direzione, e pure di corsa. Ma evidentemente siamo troppo infognati ormai nel materialismo esasperato da restarne imprigionati senza ‘Sentire’…più nient’altro.

  8. quando ho sentito la notizia stamattina, all’onda verde, mi son chiesto, perchè mi devo preoccupare del mio futuro, della libertà di licenziare di cui parla la lettera spedita a Bruxelles, dal nostro premier… o preoccuparmi per gli operai della fincantieri di (Genova) Sestri Ponente, che rischiano di perdere il posto, sapendo che c’è gente (e l’ho sentita) che vorrebbe un centro commerciale al posto del cantiere, perchè non inquina, da lavoro e i bravi cittadini possono passarci la domenica, senza rischiare di essere scippati per strada!

  9. E naturalmente l’altra libertaria risposta politica è stata… “libertà di licenziare”.
    Ma quanto ci piace la “libertà”. Uomini inginocchiati…. di fronte anche a quest’altro… totem.

  10. Me li ricordo bene quelli del terremoto in Pakistan, i senza tetto erano un numero enorme, non voglio nemmeno scriverlo, e faceva freddo, montagna,,, Le Ong disperate perchè la solidarietà internazionale era sorda, e questo faceva impressione pensando alla gara di aiuti per lo Tsnunami.

  11. Non ho niente contro chi ama l’elettronica e i prodotti multimediali (lo dico soprattutto da informatica!!) e capisco che uno sconto possa provocare dei turbamenti e delle file. Ma NON come è accaduto a Roma!!!!!!
    E’ estremamente triste tutto ciò… nella nostra società sta nascendo qualcosa di egoistico che ribalta completamente le priorità delle persone. C’è gente che non mangia e fa la fame, ma veste D&G anche nell’intimo.
    C’è gente che si lamenta per gli stipendi (e magari ha ragione), ma poi non sa fare a meno di iphone, ipad, kindle e flat 24 ore su 24 a casa.
    Per carità, ognuno è libero di spendere i propri soldi come vuole e se uno decide di fare qualche sacrificio per potersi permettere qualcosa anche di estremamente costoso non c’è nulla di male.
    Il problema è quando questo diventa la routine, l’abitudine, peggio ancora la normalità.
    Di sicuro è un problema che colpisce soprattutto la mia generazione, non lo nego.
    E non voglio giustificare nessuno, però ci hanno insegnato a poter avere tutto, ci hanno insegnato che un giorno avremo potuto fare tutto… invece si sa bene come sta andando a finire.
    Ci hanno fatto sentire il bisogno di avere sempre la tecnologia a fianco oppure l’ultima moda del momento. E c’è chi effettivamente è cosciente di questo bisogno, lo sente.
    Forse si è arrivati a questi punti con un lento processo di degrado morale e di principi, non lo so.
    Sicuramente molto ha influito la crisi.
    Paradossalmente, più siamo dentro la crisi, più si sente il bisogno di spendere per quello che ci fa stare bene, quasi per non pensare, quasi per dimenticare o non vedere la realtà, per nascondersi.
    Lo fa anche a me (non a quei livelli però!!).
    Certe volte penso: non potrò mai avere la pensione?? Non potrà mai avere le sicurezze e le speranze dei miei genitori? I miei figli saranno poveri?? Ma sai che? Io li spendo ora i soldi finché ce li ho e poi si vedrà… tanto quando non e li avrò più non li potrò più spendere comunque, tanto vale farlo ora…
    Credo siano in tanti che dentro hanno scatenato questo meccanismo.

  12. Infatti Siv, per certi versi ti condivido, specie quando dici “lo fa anche a me – non a quei livelli però”. Non solo io pure ormai sono anni…che mi pongo tutte le tue domande finali e vedo solo buio davanti, mi sono abituata… a vivere senza progetti nè passioni, ed è stata la morte civile proprio. Mettici pure che è la classica storia della cicala e della formica… perchè sono sempre stata il tipo che guadagna due e spende tre, mai una lira da parte anzi… (mio padre se ne faceva una malattia infatti, non ha mai digerito questo disordine d’esistenza) e quello è proprio carattere non c’è niente da fare, proprio cicala..io non ho proprio niente della formica. Ma… c’è un solo ma, non ho mai capito quelli che devono avere l’ultimo modello del, o che non mangiano ma vestono D&G, e soprattutto “la firma”: è questa dipendenza non solo dall’immagine, perchè una certa propensione per l’estetica di carattere la capisco, ma per l’immagine uniformata…. che invece non capisco. Specie quando non ci sono poi le corrispondenti possibilità economiche! che senso ha….spendere centinaia di euro per un dolce e gabbana?!? o per l’ultimissimo modello di cellulare? è il “modello”, la “griffe”, il “canone” di un’immagine stereotipata che io proprio non capisco – e per di più costosissima.
    Non so se qualcuno ha visto il film “Cuore sacro” di Ozpetek, c’è una scena in cui lei, ricchissima… comincia a prendere coscienza delle manipolazioni subliminali del business, e a un certo punto a un convegno anzichè ripetere il discorsetto aziendale se ne esce con lo sguardo assorto… dicendo: ma vi rendete conto che noi gli abbiamo instillato il Bisogno…. di questa borsetta? – parlava delle popolazioni meno abbienti, di quella parte del pianeta cui abbiamo scippato tutto insomma. E’ bellissimo quel film.
    Insomma l’interiorità non c’è più. E’stata divorata dalla plastica e dalla tecnologia, dal marchio di fabbrica per essere tutti in serie, storditi e rincitrulliti. Ricordo la mia ex insegnante di teatro, bellissima donna e sempre con una luce sul viso, quando ci parlava di riuscire a trasformare il bisogno in desiderio… questa è Libertà! e poi ripenso a tutte quelle persone dotate di un’interiorità ricca, intelligente, profonda…. ed è questa che non c’è più…tutti “in serie”, tutti plastificati. Ci credo che quando soffri poi non trovi uno che sappia darti dei contenuti importanti, ma tutt’al più predica…la solita tiritera moraleggiante. Mentre, insieme alle umanissime “autogratificazioni” cui siamo tutti soggetti in momenti di depressione senza futuro come questi, dovrebbe in parallelo nascere una riflessione… però, più profonda, anche sul senso… di questa crisi. Questo penso.

  13. E comunque miei cari, il fondo dello sprofondo in questo paese senza un briciolo di contenuto, idealità, dignità…lo abbiamo toccato quando la notte di quel devastante terremoto abruzzese…c’è stato chi ha riso… per il nuovo business nascente.
    (Al confronto ogni “fila”…suscita perfino quasi ‘tenerezza’).

  14. Una vergogna e nel contempo uno dei tanti italici misteri ! Si scrivono fiumi sulla soglia di povertà aumentata in più trati sociali , disoccupazione , precariato, bamboccioni a 50 ancora a carico genitori e poi… file per uno strumento elettronico di ultima generazione…! Boh!! Chi me lo spiega??

  15. “C’è fila e fila”

    Caro Gabbiano, dici cose sagge. I tuoi occhi hanno visto la vera sofferenza e la tua mente ricorda. Ecco! È bastata la parola “fila” per riportarti indietro all’anno 2005 e rivedere le mani protese per ricevere qualcosa di utile per vivere il nuovo inverno.
    Io vivo bene anche senza il telefonino e faccio a meno di tante diavolerie. Il mio totem è un scheletro di albero. Il piccolo pino era nato da un pinolo messo con amore da me nella mia ex terra, ma la furia dell’uomo ha reciso le sue verdi candele. Lo vedo, ogni giorno resta solo in un fazzoletto di terra a testimonianza della cattiveria umana. Caro Gabbiano, sapessi come questo mi fa soffrire.
    So benissimo cosa è il freddo per certi esseri umani che vivono lontano. Loro hanno poco e soffrono con dignità, noi abbiamo troppo, facciamo le guerre e le file ai grandi magazzini, mentre le botteghe sotto casa chiudono investite dalla valanga dei grandi megastores.
    Il consumismo se non è ben gestito ti trascina e diventa come una droga.
    Quando arriva l’estate o l’autunno e gironzolo nei boschi, raccolgo fuscelli morti, pigne e rami di potatura, faccio delle fascine e li conservo per quando arriva il freddo pungente.
    In questi giorni ho acceso il mio camino, profumo di alloro e di resina sugli abiti. Spengo la luce della stanza e mi muovo a lume della fiamma. La stanza e le vesti sanno di fumo e i ricordi di bambina tornano sereni alla mia mente.
    Lo so che vivo distante dai tempi moderni, ma non siamo tutti uguali e a me questa vita mi piace e mi fa compagnia.
    Condivido la tecnologia, ma il troppo storpia e ti rende schiavo.
    Non frequento i grandi magazzini preferisco scambiare due parole con il venditore, lo trovo più umano, lo spazio di un vecchio mercato e di una bottega di artigianato sono la mia dimensione. franca bassi

  16. Cara Franca, è molto bello quello che dici ma in fondo non è vero che vivi in un altro tempo perchè stai usando una diavoleria moderna ;))) Nessuno di noi è contro il progresso. Sarebbe ridicolo: tutti noi approfittiamo delle nuove tecnologie, sarebbe assurdo che so buttare la lavatrice e tornare a lavare i panni alla fontana, come faceva mia nonna. Non è questo il punto. Io sono un fanatico dell’elettronica. Quello che contesto è il superfluo, quell’essere schiavi. Avere oggi un telefonino è un’esigenza, averne quattro è il superfluo, come cambiarlo perchè l’ultimo tipo ha una striscia in più… L’elettronica vale …Dolce & Gabbana, dicevano bene Sissi e Siv. Cioè fare la fila per conquistare un simbolo, non l’oggetto. Fare la fila tutta la notte, dormire in piedi come i cavalli, per avere uno sconto per uno smartphone che comunque, tanto per esser chiari, costa 400 euro nonostante lo sconto è…preoccupante. Pensa, ieri quel megastore ha incassato in poche ore due milioni e mezzo di euro! La verità è che troppa gente vive al di sopra delle proprie possibilità: anche da qui arriva la crisi, dove spesso il movimento di denaro è fittizio perchè in troppi firmano impegni che non possono onorare. Insomma, in una parola: è il capitalismo, bellezza!
    (A Mosca ho visto che è un’autentica droga, la grande malattia del nostro secolo: dal comunismo a centri commerciali di cinque piani. Non c’è speranza).

    1. Ecco: centro! (noi donne ci perdiamo di più…nei pensieri e nelle parole).
      hai bucato lo schermo… come nei film! ;)))
      vabbè scappo che ho da fare saluti a tutti!

  17. Mi vergogno.
    Ieri ho comperato un telefonino a 24,90 euro. Quello vecchio, non ce l’ ha fatta proprio più, mi ha abbandonato tra il corso Garibaldi e la stazione.

  18. Vabbè c’ho solo ‘n vecchio pc, ma la penna d’oca co’ er calamaro è vicino a me su er banchettoi de scola. Scusa Gabbia’ ho preso in prestito er tu’ post. Saluti a tutta la Torre ;)

  19. Sei fantastica.

    Intanto…. Il primo Iphone 4S è stato venduto allo store di Milano Rozzano alle 8:01. “Dopo 18 ore di fila, è stato faticoso ma lo rifarei”, ha detto David al blog iPhoneItalia.com che insieme ad altri siti specializzati nei prodotti della Mela Morsicata sta portando avanti una diretta dai principali negozi Apple d’Italia a partire da ieri, quando hanno iniziato a formarsi le prime code nei vari store d’Italia, come oramai accade per ogni lancio dei prodotti dell’azienda di Cupertino.

  20. Ah scusate c’ho l’iphone ,nemmeno me ne vergogno e non ho fatto nessuna fila per comperarlo…
    Ieri la mia citta’ era bloccata per l’apertura di un supermercato,non di un centro commerciale e nemmeno di un Trony con mega sconti. Siamo avanti noi…..

  21. Io ho un Blackberry, come Obama ;))) Non ho fatto nessuna fila, anzi non sono neanche andato in un negozio: l’ho preso online…

  22. Me sa che prima o poi me convinco, ma la fila no! Gabbià lo sai che quanno me chiedono er nummero nun ce credono che nun ce l’ho, l’amichi me pijano ‘n giro e credono che nun je lo vojo da’ ;)

    1. Ma sì Franca, il telefonino è comodo. E poi puoi spegnerlo quando vuoi. Ma comprane uno facile, costa poco e funziona benissimo. Il resto è… specchietti per le allodole.

  23. Steave Jobs ha creato dei mostri. Pensate che oggi una qualsiasi azienda quando viene a fare un preventivo per un software, una delle prime cose che chiede è : ma l’applicazione potrà anche essere utilizzata con Ipad ed Android ? Persino le amministrazioni comunali sono ossessionate da questi oggetti. Io sto lavorando ad un progetto per un’amministrazione pubblica che ha rischiesto specificatamente che i servizi siano accessibili anche dall’Ipad. Ora ogni software house deve avere uno specifico team mobile che si occupa esclusivamente dello sviluppo per le creature di Jobs. Tutto per far contenti 4 stupidi fighetti narcisisti.

    Se propio avete bisogno di un dispositivo mobile comprate Android che offre molto di più e gratutiamente ed è una piattaforma open source.
    Apple non ha il supporto per il flash player tanto è vero che la metà dei siti sono praticamente inutilizzabili, ed inoltre ogni applicazzione va pagata e scaricata dall’Apple Store( Tra l’altro tracciano pure i vostri dati ;) ) Solo un pirla può comprare l’Ipad :)

    1. Infatti, come dicevo, io ho il Blackberry. ;)))

      Comunque, come si diceva, il problema non è Apple, annessi e connessi. Riguarda tutti i cosidetti status symbol (moda compresa, per non parlare dei Suv che oggi anche i…disoccupati comprano) che non riguarda solo quelli che continui a chiamare i fighetti, ma tutti, anzi in genere proprio quelli che invece farebbero meglio a risparmiare i soldi per qualcosa di più utile.
      Non si tratta di quattro stupidi narcisisti. E’ insomma drammaticamente un fenomeno assai popolare.

        1. Io avevo già scritto questo, poco più sopra

          Nessuno di noi è contro il progresso. Sarebbe ridicolo: tutti noi approfittiamo delle nuove tecnologie, sarebbe assurdo che so buttare la lavatrice e tornare a lavare i panni alla fontana, come faceva mia nonna. Non è questo il punto. Io sono un fanatico dell’elettronica. Quello che contesto è il superfluo, quell’essere schiavi. Avere oggi un telefonino è un’esigenza, averne quattro è il superfluo, come cambiarlo perchè l’ultimo tipo ha una striscia in più…

  24. Forse non mi sono spiegato bene.
    Va benissimo il computer. E va benissimo il cellulare.
    Non vanno bene tre notebook e quattro cellulari (smartphone compresi), specie per chi di mestiere magari fa l’autista e non è che viva di comunicazione.
    Io che vivo di questo ho UN pc e UN telefonino.

    1. Io ho un pc da casa , un server IBM (comprato dall’azienda per farmi fare i test anche a casa :( ) , due portatili ( uno comprato l’azienda ) , Ipad ( comprato dalla mia azienda) , Iphone ( comprato dall’azienda ) un Tablet PC Android comprato da me , Uno smartphone Android HTC.
      Ma io sono obbligato ad usare tutta sta roba per testare il software che produciamo.

        1. Ma io nel privato uso un semplicissimo SmartPhone Android. Ma ripeto, sono obbligato ad usarli , infatti me li ha comprati la ditta per cui lavoro. Mica vado a spendere tutti quei soldi per fare il pagliaccio con l’Ipad. E poi come faccio a fare i penetration tests ( che non è una pratica erotica virtuale :) ) senza avere gli strumenti da Hackerare :)

  25. Ma infatti quando dico fighetti intendo dire tutti quelli che si atteggiano tali, ma come dicevi tu molto probabilmente sono pure disoccupati. ahahaha !!!
    Invece il Blackberry è una paraculata americana. Era il telefono dei manager USA. E’ più difficile da tracciare. Infatti come è noto agli americani piace spiare man non gli piace essere spiati. O meglio gli americani possono essere spiati solo da americani Comunque ogni resistenza è inutile di fronte la potenza di un hacker europeo. ahaha !!!

  26. Io ho scelto il Blackberry semplicemente perchè lo ritengo il più funzionale alle mie esigenze, senza tanti fronzoli. E’ perfetto a livello operativo: velocissimo per le email, quindi un punto di riferimento mobile per tutte le comunicazioni. Ce l’ho da anni: prima era di servizio, cioè della Rai. Una volta uscito dall’azienda ho scelto di acquistarlo a livello personale.

    Tra l’altro neanche l’ho pagato niente. Vi rivelo un segreto personale. Ho talmente viaggiato in questi anni da aver accumulato una serie di premi con la carta American Express. Bene: con i punti acquisiti sono riuscito ad avere senza sborsare un euro un Blackberry, un pc Hp Pavillon e pure un navigatore (che però ho regalato a mio figlio perchè preferisco la cartina stradale…). Insomma, restituiti alla Rai gli strumenti minimi di lavoro, li ho ricostruiti gratis. Il resto non mi interessa. E in ogni caso non farei mai una fila, neppure per il pane: preferisco restare digiuno.

    1. …io pure! piuttosto lascio perdere.
      mi sa che un impiegato deve aver avuto la stessa impressione… quando appena entrata tra una marea di gente stavo immediatamente per riandarmene e invece lui mi ha fatto cenno di avvicinarmi… e io sono andata! ma lui, gentilissimamente e di sua iniziativa, non si è limitato all’informazione e giacchè c’era mi ha lavorato tutta la pratica…:)) mentre io sbirciavo di sottecchi intorno in attesa di qualche linciaggio… e invece con mia grande meraviglia le altre persone che pure iniziavano a capire… e a spazientirsi, erano come disorientate.. mentre ad alcune signore invece gli veniva perfino da ridere, menomale!! forse perchè la cosa è stata talmente plateale e senza neppure farlo apposta…
      ..insomma me ne sono riandata alla svelta prima che realizzassero, ma tutto è bene quel che finisce bene! o no? ;)))

  27. OT: Alle 06:13 scossa di terremoto magnitudo 4.2, epicentro nella zona compresa Garda – Monte Baldo. Trenta km in linea d’aria da casa mia. Nessun danno.

  28. Non sempre, ma se senti lo stesso rumore di quando ti scaricano addosso un camion di grosse pietre e le finestre che vibrano come mitraglia allora sei costretto ad aprire, velocemente, gli occhietti. La cosa più strana è stata che abbiamo snetito il terremoto, eccome, ma non dondolavano i laqmpadari. Boh…! mistero.

  29. ..ce ne sono due, si vede che non è stato quello oscillante ma quell’altro… come si chiama? non mi ricordo. (non so neanche se si dice “oscillante”). La cosa strana è che non ci sono stati danni, 4.2 è proprio forte come scossa!
    (comunque è preferibile uscire…quand’è così è).

    …ondulatorio e sussultorio! ecco.
    (ondulatorio e da sinistra a destra, sussultorio da sotto a sopra..quando salta il divano, tipo, ma non oscilla niente).
    Insomma almeno stavolta non c’entra la politica allora! )) – solo stavolta

  30. Il terremoto è colpa del governo che rischia di cadere. Queste sono le prime scosse di avvertimento. :)

        1. Il nuovo che avanza? Matteo Renzi è figlio di Tiziano, ex parlamentare della DC e gran signore della Margherita e della Massoneria in Toscana. Il padre controlla dalla metà degli anni ’90 la distribuzione di giornali e di pubblicità in Toscana, fa affari con la Baldassini-Tognozzi, ha buone entrature in Comunione e Liberazione ed è stato lo sponsor politico del figlio sin da quando faceva il segretario giovanile del PPI.!!!!QUANDO SI DICE VOLTI NUOVI NELLA POLITICA E DISINTERESSATI! (Iva)

          E ora denunciateci tutti !!!!
          di: Informare ControInformando News

          1. Sarà tutto questo e….anche di peggio. Intanto è uno che ha cercato di dare una smossa, di sparigliare le carte. Visto che dalle mummie non viene un’idea che è un’idea…

          2. Fa finta che non lo ha detto lui ma …un giovane qualsiasi, uno di quelli a cui tanto aspiri. Ha torto, cosa ha detto di sbagliato? O invece ha affondato su ferite fresche? Perchè per una volta invece di guardare alle persone non guardiamo alle idee? Si sono rivoltati tutti contro, segno che ha ragione. Infatti continua a decidere la vecchia nomenklatura.

            “C’è un problema di rapporti con le vecchie liturgie di partito e con il centralismo democratico: un metodo che andava bene nel ‘900”. Così, chiudendo il Big Bang della Leopolda 2, Matteo Renzi, il sindaco di Firenze, ha sfidato il gruppo dirigente del Pd: un invito ad aprirsi all’ascolto delle ragioni dei rottamatori, a tornare sui programmi e a non lasciarsi invischiare in una discussione tutta interna ai gruppi dirigenti. Renzi risponde così alle critiche di Bersani, mentre contesta a Vendola il “tradimento” dell’esperienza di governo di Prodi, quel “tradimento che portò all’inciucio che aprì la strada al governo di D’Alema”.

  31. «[…] ieri quel megastore ha incassato in poche ore due milioni e mezzo di euro!»

    Io non so se il governo c’entri con il terremoto (caso mai con il nubrifragio in Liguria … si dice “piove, governo ladro” o no? ) ma questo incasso e tutta quella gente a far la fila di notte gli hanno di certo fatto un gran piacere. ;)

  32. Ma si sa che loro sono abituati a tavolate numerose… Però si sa pure che non pagano mai… Che disastro.

  33. e’ che disastro :… Giuliano Amato € 31000 di pensione mensili. Lamberto Dini € 40000 di pensione mensili. solo per citarne due…E gli investimenti all’estero……

    1. E’ bello coltivare i sogni, ma mi sa che stai proprio sognando. Tu pensi che un giovane qualsiasi, uno in gamba, si presenti e dica: eccomi qui. E secondo te la “politica” lo accetta?
      Neppure a me piace Renzi, ma allora risiamo ai soliti: ai vari Bersani e agli altri figliocci di D’Alema. Ecco com’è messa l’Italia.

  34. No, non lo accetterà mai. la politica. Ma voglio sognare un mondo migliore.

    Qui ad Atene noi facciamo così.
    Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
    Qui ad Atene noi facciamo così.
    Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
    Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento
    Qui ad Atene noi facciamo così
    La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
    Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
    Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
    Qui ad Atene noi facciamo così.
    Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
    E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
    Qui ad Atene noi facciamo così.
    Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
    Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
    Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
    Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
    Qui ad Atene noi facciamo così.
    Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

    1550 anni passati a vuoto.

  35. Vabbè sei anziano ;) Ma è mai possibile che tutto ciò che è giusto. deve diventare sogno per questo stupido genere umano.

    1. Vero, confermo! :)))

      oh ma a me non mi fila mai nessunoo?? Pina… io che sogno, e di saggezza poca, ti ho dedicato Paolo Rossi!!
      :(((

  36. Non posso replicare sopra. Beh vuoi saperlo da sempre mi ha dato l’idea di politichese e non dimenticare che sta insieme a Civati. é Civati che ha lanciato il movimento, lo sto seguendo da più di un anno qui.

  37. Guarda che non lo sto difendendo. Ma sarebbe ora che qualcuno cominci a dire cose diverse. Lui lo sta facendo. Altrimenti teniamoci i dinosauri e buonanotte ai suonatori.

  38. …e buonanotte ai suonatori ;)))

    (l’orario adesso è giusto e …la Lazio vince a Cagliari, va tutto bene)

  39. Ah, scusa ero distratto: terzo gol!!! Adesso gli aquilotti sono secondi a un punto dalla Juve.
    Come vedi sto tornando ad occuparmi di cose serie ;)))

  40. Ieri sera Report mi ha fatto fare pace con la tv pubblica. Nonostante l’ assoluta sensazione di impotenza finalmente ho capito ,certo fin dove le mie piccole possibilità me lo permettono,ma nessuno mai aveva dato delle spiegazioni così esaustive sul potere finanziario. Ora ho capito che la Trilaterale ha un potere assoluto, nonostante nessuno , ripeto Nessuno, mai nomini quella congrega pena l’infamia. Importanti sono i nomi che compongono questa casta…..

  41. Fare la fila… povera gente e ancora il mondo deve fare i conti con le avversità. Molti drammi potrebbero essere arginati se l’uomo volesse, questo è il punto.

    un saluto
    annamaria

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