Gli “shabab”

E’ morto più o meno dov’è nato e cresciuto, tra Sirte e Misurata, in maniera molto cruenta come ha passato tutta la sua vita. Gheddafi non ha mai conosciuto vie di mezzo e anche la fine è di quelle che passano alla storia. Sono esausto nel ripetere il mio punto di vista. Passiamo oltre, mi auguro soltanto che per la Libia il futuro sia migliore del passato. Ho tanti amici, sia a Tripoli che a Bengasi, che meritano sicuramente la pace, come lo merita qualsiasi popolo. Avrei bisogno di pensare ad altro e invece forse è appena cominciata. C’è da scrivere la seconda edizione (aggiornata) del libro ed è sorprendente come sia azzeccato il titolo, pensato a febbraio agli albori della rivolta, dedicato a quelli che sono diventati i protagonisti almeno apparenti della svolta: gli “shabab”. Probabilmente è stato infatti uno di loro, uno shabab, a uccidere il raìs. Dicevo che è appena cominciata perchè già domani, sabato, parlerò del libro e dunque di Libia a Pisa, al Book Festival. Un impegno programmato da tempo, ma che capita in un momento che più attuale non si può. Quello di stare sulla notizia, del resto, è un mio vecchio vezzo…

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87 thoughts on “Gli “shabab”

  1. Un lunghissimo vertice Nato, a Bruxelles, dopo la caduta di Gheddafi. E arriva una prima data di possibile chiusura della missione, annunciata da Rasmussen: il 31 ottobre sarà l’ultimo giorno di operazioni militari dell’Alleanza. Durante il vertice, la delegazione francese ha premuto per una chiusura immediata delle operazioni, mentre Londra caldeggiava un un ritiro graduale.

  2. caro pino, ……..gli Shabab ‘hanno fatta…siamo orgoliosi di loro…Oggi a Benghazi abbiamo accolti i nostri eroi……

    Libia sara molto meglio senza Geddaffi…..sono sicuro…abbia molta fidiucia di se quando parli di loro ( gli grandi sahbab)

    Sono stato colpito delle parole di uno di loro che hanno catturato I’ex ministro della defisa, diciva inuna intervista al Jazzera: noi non siamo eroi..siamo gente che ha ragione e siamo andati al fronte per questa ragione.

    ciao bello…kimo

  3. in romagna non è prevista una visita ? grande gabbiano invidio un po’ franca per essere lì . Forse per la Libia incomincia un altro momento duro di colonialismo moderno , arriveranno le multinazionali e ti portano via tutto !!!!
    in bocca al lupo per tutto

  4. Beh BRAVI…. come non provare una tenerezza? Si sono liberati di un dittatore sanguinario e veramente potrebbe essere l’inizio di una nuova LIBERTA’. (Kimo fa l’effetto tenero di un bimbo.. non so perchè, che pare impossibile tanta ferocia..anche se comprensibile…siamo onesti, verso un dittatore – eufemismo – che ha fatto quel che ha fatto).
    IN BOCCA AL LUPO!…. allora, proprio di cuore.
    W la Democrazia…in tutto il Mondo.

  5. Auguri Kimo ! Attraverso voi ci potra’ essere una nuova LIbia? Lo speriamo tutti ma dovreste liberarvi dei nuovi padroni…
    D’altronde pure noi non ne abbiamo di padroni? Scelte ….di liberta’ oppure prove di Democrazia? Speriamo non dobbiate pentirvi un giorno di certe immagini che arrivano.Qualcuno,fra un po’ di tempo, potrebbe chiedere e non sempre ci possono essere risposte….

  6. se il “nuovo che avanza” è, almeno in parte, rappresentato dalle immagini raccapriiccianti che tutti abbiamo potuto vedere
    c’è da essere molto preoccupati e c’è da essere preoccupatissimi anche per la NUOVA EUROPA che avanza…

    Perdonare è liberare un prigioniero e scoprire che quel prigioniero eri tu. Sacre Scritture

  7. Come non essere d’accordo con voi .
    Soffrire è umano, arrabbiarsi e odiare è bestiale, perdonare è divino.
    Io ho imparato a farlo.Con tanta fatica. Gesù me lo ha insegnato con la sua vita.All’inizio,l’ho fatto, per ubbidienza. Ma con acidità e ritrosia. Poi meditando Maria che perdona e si prende cura dei carnefici di suo Figlio ho capito che si può, basta volerlo. Che libertà e sollievo!
    Quando penso a come ero ,mi ritorna in mente tutto l’astio ,il rancore che provavo per chi mi “feriva”.Però è un attimo brevissimo. Il mio cuore immediatamente distoglie lo sguardo dal passato.

    1. Franca, mi hai fatto venire in mente un bellissimo libro ma letto tanti anni fa: “Il significato occulto del perdonare” di Prokofieff, in cui è riportata per intero la lettera di Tolstoj che invitava lo Zar a perdonare gli uccisori del padre, oltre alle urgentissime riforme…per il popolo. Dice fra l’altro rivolto allo Zar: se non perdonerà i criminali ma li punirà, ne strapperà tre o quattro dai cento e dal male nascerà altro male, perchè al posto di tre o quattro ne insorgeranno trenta o quaranta e la ruota sanguinaria ruotando irrefrenabilmente manderà prima o poi in rovina la Russia cristiana…: Ella stessa invece perderà l’attimo in cui potrebbe compiere la volontà di Dio. Non compiendola, invece, si allontanerà per sempre dalla via sulla quale avrebbe potuto scegliere il bene al posto del male, inviluppandosi per sempre nelle maglie del male chiamate ragion di stato… Perdoni, ripaghi il male col bene…so quale fiume di bene e di amore si riverserebbe sulla Russia…

      E insieme alle invocazioni di riforme urgenti per il popolo…da parte anche di tutti gli altri grandi di quell’epoca. Invece niente… lo Zar non riuscì a comprendere, e arrivò il bolscevismo.
      Tutti i Grandi hanno sempre cercato di evitare esperienze tragiche e dolorose per l’umanità… ma la storia sembra ripetersi all’infinito, nel peggio, senza evoluzione, senza comprensione, senza prese di coscienza, senza proprio nessun tipo di ‘illuminazione’….compresa quella dell’intelletto, intanto, con tutto il rispetto per quella divina… Niente.

      Beh, mi ero intenerita prima sentendo parlare un libico in un italiano stentato e dopo ciò che hanno passato… ma torno all’idea iniziale, condivisa da tutti (e che sta esponendo anche Mentana ospite da Fazio): non è un buon inizio per una democrazia, e a prescindere…. dalle eventuali o fondate strumentalizzazioni esterne. Non può un rito tribale…. essere un nuovo inizio di Civiltà. Ne è l’antitesi.
      “Se si fa passare la violenza come un qualcosa di inevitabile… poi finisce per diventare preponderante” – Enrico Mentana.
      E io condivido in pieno.

  8. Chi lotta perché vuole la democrazia dovrebbe avere il buonsenso di dimostrare di volerne accettare tutti gli aspetti, compreso il concetto per cui la ragione e il torto si stabiliscono nei tribunali, e non sulle pubbliche piazze né nelle caserme. Ma tant’è…

  9. esatto! Marco… ed inoltre ,dato che NOI occidentali ci atteggiamo ipocritamente ad ESPORTATORI E GARANTISTI della democrazia in giro per il mondo, dovremmo, oltre che seminare BOMBE INTELLIGENTI, cercare di seminare I FONDAMENTI DEI SANI E BASILARI PRINCIPI DI CONVIVENZA CIVILE……..

  10. ..il libro di Scaccia; Gheddafi; la Libia, un dittatore sanguinario; ma questa fine potevano pure risparmiarsela; credo che il modo selvaggio con cui si è conclusa la vicenda, rischia di portare altre vendette, altro sangue, altro terrorismo; imsomma, altri casini sulla pelle di troppi innocenti; Gheddafi davanti ad tribunale internazionale; un processo; una condanna (non alla pena di morte…); l’occasione era buona per spezzare una spirale di sangue; terrore.

    1. (ma mi sono rifiutata di vedere i video che girano! mi bastano le foto… non riesco a guardare nemmeno quelle).

  11. RIBELLE APPARE IN VIDEO, HO UCCISO GHEDDAFI – Un presunto ribelle libico, che si presenta come Senad el SadÕk el Ureybi, ha sostenuto di essere stato lui ad uccidere il leader libico Gheddafi con due colpi d’arma da fuoco, alla testa e al petto, in un video diffuso dalla tv (filo-Cremlino) in lingua inglese Russia Today. “Lo abbiamo preso. L’ho colpito alla faccia. Alcuni combattenti volevano portarlo via ed è in quel momento che gli ho sparato due volte, alla testa e al petto”, racconta nel video. Il guerrigliero, che appare in mimetica, riferisce che Gheddafi non è morto all’istante e che l’agonia è durata mezz’ora. E aggiunge che non gli piaceva l’idea che Gheddafi fosse catturato vivo. Il video mostra, all’interno di un locale con altre persone, anche una camicia insanguinata attribuita al colonnello e un anello d’oro con inciso il nome di sua moglie. Russia Today precisa che per ora non ci sono conferme sul racconto del protagonista del video. Se il suo contenuto fosse vero, contrasterebbe con quanto sostenuto dal governo provvisorio libico, secondo cui Gheddafi è stato ucciso in una sparatoria nella città di Sirte, dove il dittatore si era nascosto.

  12. A giudicare da quanto ho letto ieri su La Stampa (la sodomizzazione di Gheddafi con un bastone) e da quanto ha detto Jalil sulla sharia come fonte di diritto, non so se la Libia abbia cominciato col piede giusto!

    Ok allora aspetto la seconda edizione!

  13. “Caro Silvio…, ferma le bombe”. Così il colonnello Muammar Gheddafi scrive al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il 5 agosto scorso, in piena guerra civile, secondo quanto pubblicato dal settimanale francese “Paris Match”.
    “Caro Silvio…, sono rimasto sorpreso dall’atteggiamento di un amico con cui ho firmato un trattato di amicizia favorevole ai nostri due popoli. Avrei sperato da parte tua almeno che ti fossi interessato alla vicenda, e che avessi tentato una mediazione prima di dare il tuo sostegno a questa guerra”, si legge sulla lettera inviata al premier italiano.”Non ti rimprovero per quello di cui tu non sei responsabile perché so bene che tu non eri favorevole a questa azione nefasta che non onora né te né il popolo italiano. Ma credo che tu abbia ancora la possibilità di fare marcia indietro e di far prevalere gli interessi dei nostri popoli”, continua l’ex rais, ucciso il 21 ottobre a Sirte, nell’est della Libia. “Ferma questi bombardamenti che uccidono i nostri fratelli libici e i nostri figli. Parla con i tuoi amici e con i vostri alleati per fermare questa aggressione contro il mio Paese. Spero che Dio Onnipotente ti guiderà sul cammino della giustizia”, conclude l’ex rais. La lettera è stata consegnata all’inizio di agosto a Roma alle autorità italiane da un coppia di amici del colonnello Gheddafi, che gestisce un’agenzia di hostess in Italia, riferisce “Paris Match“.

  14. orribile orribile orribile
    l’ultimo video sulla fine di gheddafi: lo pubblico solo perchè è la prova senza ombra di dubbio della barbarie, c’è tutta la sequenza
    (ma vi invito a non vederlo)

  15. Il cambiamento, la primavera araba? Ecco i risultati.

    Dopo la giornata di festa davanti agli ottomila seggi, in Tunisia cominciano a circolare le prime proiezioni del voto: e il partito islamico moderato EnnahdHa sarebbe il vincitore. Ad ammetterlo sono stati gli stessi rappresentanti dei partiti laici: “Ci inchiniamo alla volontà popolare”, ha commentato Maya Zribi, segretaria generale del Pdp, il Partito Democratico Progressista. Ridha Ben Fadel, portavoce del Pdm (il Polo Democratico Progressista che raggruppa i partiti principali della sinistra) ha ammesso: “Stando a quanto si apprende a livello iniziale, nella nuova Assemblea Costituente la comunità progressista nel suo complesso non potrà radunare una maggioranza”. Le percentuali ufficiose sono sorprendenti: il partito confessionale, stimato intorno al 20%, avrebbe addirittura raddoppiato le preferenze. “Siamo certi di aver conquistato 24 dei 27 distretti elettorali”, ha detto un membro dell’ufficio politico del partito, Samir Dilou, durante le operazioni di spoglio.

    L’ombra lunga dell’islam si e’ proiettata sulla Tunisia sin dalla caduta di Ben Ali, strenuo difensore dello Stato laico e che per questo aveva messo al bando i partiti confessionali, Ennahdha in testa. Ma, con l’ex dittatore in fuga, Rached Gannouchi, leader di Ennahdha, ha potuto fare ritorno in patria tra migliaia di islamici festanti. Ennahdha, in questi mesi, ha messo a frutto, politicamente parlando, il suo intrinseco legame con l’islam, ma anche una organizzazione capillare, fatta di presenze in tutte le citta’ e i villaggi, dove e’ stato ben difficile distinguere il profilo del semplice fedele islamico da quello dell’attivista politico. Tutto questo potrebbe avere contribuito a fare di Ennahdha una formidabile macchina di consensi, raccolti tra chi, in Tunisia, e’ stato deluso da chi l’ha governata in passato e spera che il partito di Gannouchi, rifacendosi alla religione, porti il paradiso in terra.

  16. Ragazzi, prima di giudicare e accusrare i rivolizonarie (che chiamate rebeli) libici, dovreste capire prima chi e’ Mumar Geddaffi, e che cosa ha fatto al suo popolo. Io personalmete preferisco averlo vivo e viene proccessato ma quando un dittatore sanguinario cade alle mane di rabbia e normale che finice cosi.
    Tanto e’ capitato anche a piazza loretto( lo sapiamo tutti). Non so perche’ l’occedente fa tutta questa polemica,,,,,,,,,ma anche loro lo volevano morto….( ma a qaule modo, che se ne frega)….I ribili l’hanno fatta finire subito e cosi il popolo libico risparmia tutto il tempo per fare processo inutile…tuttavia sara condanato a morte……Basta…..I libici vogliano andare avanti…………………………………………………………………………..

    1. Rimane la sensazione che chi viene dopo di lui non è migliore di chi c’era prima. E Piazzale Loreto dove pure le cose andarono un po’ diversamente, mi pare, dovrebbe insegnare qualcosa a chi viene 60 anni dopo, non giustificare.

  17. kimo su una cosa sicuramente hai ragione: che il processo sarebbe stato una farsa, tanto sarebbe stato condannato a morte, comunque finire in un tribunale avrebbe dimostrato che chi comanderà la libia dopo di lui è meno sanguinario… lo spettacolo e’ stato orrendo, non lo hanno solo ucciso, lo hanno linciato, non si fa neanche con le bestie
    non capisci che il suo fantasma adesso pesera’ sul futuro? che l’odio porta odio?

  18. Caro roberto, hai ragione l’odio porta odio……ma secondo me l’odio non ce’ piu, nel senso il geddaffi era nemico di tutti.
    Il popolo libico ha tolto un peso , e la fantasma di geddaffi e’ sparita…….

  19. Caro Kimo, significa semplicemente che Tu, nello specifico, sei di una spontaneità…disarmante (disarmante, lo dice la parola stessa, è un qualcosa che disarma, che non suscita odio).
    Ma…Roberto stava facendo un discorso ben preciso… da me e da tutti condiviso!
    (niente di offensivo, anzi, davvero!) Ciao:))

  20. Cara Sissi, ho capito bene. tanto non mi sono sentito offeso……e capisco anche ogni parola di Roberto.
    Mi piace scambiare discorsi, ..cosi nasce la democrazia , fare un dialogo civile….
    tutto il respeto per tutti gli opinioni………….
    ( so che il mio Italiano non e’ perfetto, ma provo di espriemere le mie idee in modo simplice)
    Salam…..a tutti…

    1. Vero. Così nasce la democrazia, scambiandoci i discorsi ;)))
      Benvenuto!
      (per me invece, che sono molto meno brava di quanto lo sei tu con l’italiano, che vuol dire Salam? scusate l’ignoranza :(((

  21. Salam… Kimo. Speriamo davvero..per questo misero Mondo, tutto… che ritrovi una Pace.
    Che bello questo scambio con te: Grazie. E… Salam a tutti!:)))

  22. Ho visto l’ultimo video e sinceramente ,nonostante Gheddafi sia stato un dittatore sanguinario , ho provato comunque pena per lui mentre lo massacravano. Fossi stato lì in quei momenti forse avrei detto : “ora basta fermiamoci”.
    Però allo stesso tempo capisco la rabbia dei libici e capisco che dopo 42 anni di dittatura e dopo tutti i morti che ci sono stati durante la rivolta quella crudeltà ci può stare.
    Faccio comunque un augurio a Kimo sperando che nella nuova Libia ci sia un po’ più di serenità per il suo popolo.

  23. …anche perchè non è che sono gli unici nella storia… che, tuttora, va avanti… a forza di massacri.
    Sì, Auguri con tutto il cuore… di pace e serenità per il popolo libico.
    (e a tutto il resto del mondo).

  24. Ragazzi, oggi I corpi di geddaffi e suo figlio sono sepoluti nel desertto in luogo segreto…..ormai per lui e’ finita.

  25. oggi i corpi di geddaffi e suo figlio sono sepoulti nel deserto in luogo segreto, ormai per lui e’ finita….dopiamo tutti guardare avanti…..

    1. …ma le forze evolutive premono… e avranno sempre il sopravvento: è l’Evoluzione dell’Umanità.
      “Voglio andare avanti!”… – non esistono parole per spiegarlo meglio…

  26. Marco, sai quanto sono contraria alla violenza, di qualsiasi tipo, che mi provoca una profondissima repulsione. Non sono neanche riuscita a guardare i video, nè mi sono azzardata a cliccare su quel link “per chi è forte di stomaco” messo da Pino. Condivido anche moltissimo il tuo commento precedente, quello sull’insegnare qualcosa e non giustificare… per chi viene 60 anni dopo: e certo, non c’è evoluzione sennò, sempre.
    Però la Storia è fatta… non solo da altrettanti massacri, pregressi e perfino attuali, ma soprattutto da “momenti” diversi. Ogni individuo, come ogni popolo, attraversa uno stadio evolutivo, e il bello è che ci riguardano tutti perchè siamo tutti legati da un filo invisibile… sempre come evoluzione umana intendo. E il ‘denominatore comune’… è che le forze evolutive premono, premono, premono! nessuno può reprimerle, prevalgono. Questa è l’unica speranza… che personalmente mi sento ancora di poter coltivare…in mezzo mondo in fiamme.

    1. (fermo restando che i famosi dubbi…sul futuro rimangono tutti eh. Sia per la barbarie, non un caso unico ma comunque barbarie resta, sia come tutto ciò che è ancora in divenire…ma allo stato attuale ancora non è. La strada è lunga… e l’evoluzione lentissima – come detto un sacco di volte. E ribadendo che condivido tutti… ma proprio tutti, sull’orrore di ciò che è avvenuto. – l’ho ripetuto più volte).

  27. quando la rabbia acceca l’uomo non più tale…
    quando bisogna vedere e rivedere immagini di torture e sodomie per sentirci vendicati
    quando a morire sono i figi degli altri..quando le guerre sono un problema lontano…

  28. Vabbè… ora se provare ripugnanza verso la barbarie, da qualsiasi parte essa venga, diventa mancanza di immedesimazione in chi soffre…davvero uno si dedica ad altro allora, perlomeno come pensieri.

  29. “Quando mi dissero che il cadavere di Mussolini era stato portato a piazzale Loreto, corsi con mia moglie e Filippo Carpi. I corpi non erano appesi. Stavano per terra e la folla ci sputava sopra, urlando. Mi feci riconoscere e mi arrabbiai: «Tenete indietro la folla!». Poi andai al CLN e dissi che era una cosa indegna: giustizia era stata fatta, dunque non si doveva fare scempio dei cadaveri. Mi …dettero tutti ragione: Salvadori, Marazza, Arpesani, Sereni, Longo, Valiani, tutti. E si precipitarono a piazzale Loreto, con me, per porre fine allo scempio. Ma i corpi, nel frattempo, erano già stati appesi al distributore della benzina. Così ordinai che fossero rimossi e portati alla morgue. Io, il nemico, lo combatto quando è vivo e non quando è morto. Lo combatto quando è in piedi e non quando giace per terra”. SANDRO PERTINI

    1. La storia è ben raccontata persino su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Morte_di_Benito_Mussolini. È verosimile che siano stati appesi proprio per sottrarli (erano già morti) allo scempio della folla, cioè esattamente il contrario di quello che abbiamo visto nei filmati libici. Magari condanne a morte discutibili dopo processi sommari discutibili; magari vilipendio di cadaveri. Ma non linciaggio, né torture.
      @kimo: non si può riduttivamente dire “guardiamo avanti”. Bisogna dare un’occhiata anche dietro, di tanto in tanto. Su una parete del museo dell’Olocausto, ad Auschwitz c’è scritto: “Chi dimentica il passato è condannato a riviverlo”.

  30. Anche io sono contrario allla violenza. la rivolta in libia e’ stata molto spontaniea,,,,i libici si sono trovati in una situazione di diffendersi dalla repressione del rigime. Giusto qaundo dire doppiamo guardare avanti senza perdere piu tempo per avere un futuro ( mi lo augro) migliore e di certo si impara dall passato ma non devo esere limitao con quel passato. Tanto la frase scritta sul museo dell’Olocausto esprime l’oponioni di chi la scitta !!!!!!!!!!!!, non e’ una cosa sacra…

  31. poi sparare ai governatore , certe volte serve per avere la liberta’. non e’ la prima volta nella storia. quando sei costretto, purtroppo deve farlo………

  32. La differenza fra noi e “Kimo” è che lui vive in Libia. Ed è giusto, anzi sacrosanto che abbia fiducia nel futuro.

  33. …è che pure a noi ogni tanto ci frulla in testa qualche “parolaccia” verso i nostri sovrani
    …è che pure a noi ogni tanto ci passa il delirio di vederli seppelliti con una risata
    …è che a noi non rimane nemmeno il sacrosanto diritto di aver fiducia nel futuro
    quindi chi stara’ piu’ male tra noi e loro?

  34. Non possiamo paragonare neanche lontanamente la nostra situazione (disastrata) con ciò che hanno passato loro…
    Va bene prendere le distanze dalla violenza, ma anche rendersi conto della situazione ‘eccezionale’… eufemismo per dire dittatura, guerra, violenze mostruose.
    Come diceva Tytty, in questo senso..se questo era il senso, è troppo facile per un popolo, seppur depresso come noi, commentare dalla nostra scrivania…tutto l’orrore che hanno vissuto, con vite spezzate o menomate per sempre.
    Io quando condanno la violenza lo faccio sempre a 360°, ma qualsiasi paragone… lo trovo fuori luogo.

    A Kimo, una poesia… invece sul ‘dimenticare’. Per un Rinnovamento, una nuova vita…

    Uomo! Dimentica! Uomo dimentica!
    Divina è l’arte del dimenticare!
    Se vuoi volare,
    se vuoi esser di casa nelle altezze,
    getta in mare ciò che in te è più pesante!
    Ecco il mare, gettati nel mare!
    Divina è l’arte del dimenticare…

  35. No? era un’allucinazione? le immagini in televisione, gli aerei Nato…
    ah già, le impressioni “soggettive”!…. tutta colpa del “relativismo”.

  36. La nuova Libia vuole tornare alla normalità, ma la strada da compiere è ancora molto lunga. Sia per gli strascichi di polemiche per la fine di Gheddafi, giustiziato dopo la cattura (ieri la sepoltura in un luogo segreto nel deserto), sia per la lunga striscia di sangue e di violenze che prosegue, sull’onda della vendetta. Negli ultimi giorni sono state trovate decine e decine di corpi di lealisti fucilati alla schiena, con le mani legate: vere e proprie esecuzioni sommarie.

  37. Comunque, succederanno cose tremende pure da noi.
    Non solo non sottovaluto affatto “il problema”, ma non mi sfugge neanche che è proprio l’Europa… ad essere sotto attacco.

  38. @sissi, aprezzo le sue parole………
    @ Roberto, sono daccordo sul diacorso della lunga strada, me questa storia di lealisti, non si sa sia vera o no, perche’ tra loro e’ capitato che mascrano che rifuta di combatere ( lo stesso modo fucilati alla schiena con le mani legate)…l’hanno fatto anche con i pregioniere di rivoltosi…..
    vorrie dire una cosa a tutti…senza manopolare la storia libica…..non conecsete Geddaffi e la sua storia vera…..una brutta e vergonognsa storia…se volete ti racconto qualcosa..ma secondo me ci vogliano altre 42 anni da racconatre,, perche’ ogni giorno del suo potere ce’ una immensa sofferenza per il popolo libico………
    repeto ancora sono contrario alla violenza e alle vedette, ma posso capire la reazione di un rivoltoso qunado lo stupprano la moglie o la sorella davanti i soui occhi……orrebile……..

    1. Kimo, in questo hai ragione. L’esperienza di 40 anni di dittatura va messa in conto mentre si analizzano i fatti recenti. Voglio precisare che i miei commenti non sono dei giudizi, per i quali non sono autorizzato né competente (tra l’altro bisognerebbe sempre usare le stesse categorie culturali di quel popolo, le nostre non vanno bene, non sono uguali e a volte nemmeno simili), ma sono solo delle sensazioni, che posso riassumere così: sono contento che Gheddafi non sia più a capo della Libia, ma ho qualche timore, basato sui fatti recenti, su quello che verrà dopo di lui, al suo posto. Solo la storia dirà se i timori erano infondati.
      Salam a te! :)

  39. Marco, capisco benissimo i tuoi timori. Anche io temo le consegunze di questi fatti recente , anzi ce’ una grande preocupazione. piano piano non ci sara la stessa rabbia, e la gente e’ contenta. Spicialmente quando il Geddafi e’ andato via. la cosa importante che dopa iniziata la prima vera araba , I popoli hanno imparato a protestare e lottare per i soui diretti umane ( forse essagera un po’ , perche non sono abitutati a dire nulla cotro la dittatura). la storia sta cambiando in un rittmo spaventoso ( speriamo per il megliore) , non solo da noi ma in tutto il mondo. la crisi economica sta faccindo una paura tremnda, e scondo me e’ una guerra invisible , che veramnete molto pericolosa………….
    un SALAM particolare da parte mia…….

  40. L’ho visto adesso. All’università Urbaniana, nei pressi del Vaticano.C’era molta gente (tutti italiani nati in Libia) e anche un paio di shabab venuti da Bengasi. Si è parlato solo del futuro della Libia, con grande affetto e partecipazione.

  41. Germania, compagnia telefonica licenzia la Hessler : ha difeso la famiglia Gheddafi. La Cenerentola di Rai 1 è stata fidanzata per 4 anni con Mutassim, il figlio del Rais ucciso in Libia con il padre. articolo

  42. Due pescherecci italiani, l’Asia di Mazara del Vallo e l’Astra di Siracusa, sono stati sequestrati dalle autorita’ libiche mentre erano in attivita’ di pesca. I due pescherecci, scortati dalle motovedette libiche, sono attualmente a venti miglia dal porto di Misurata, verso il quale si stanno dirigendo. E’ quanto riferisce la sala operativa del comando generale della Guardia costiera.

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