“Sono un black bloc e vi dico che la guerra è appena cominciata, ecco il piano”

F. è un “nero”. Ha 30 anni all’anagrafe, una laurea, un lavoro precario e tutta la rabbia del mondo in corpo. Sabato le sue mani hanno devastato Roma. E lui, ora, ne sorride compiaciuto. “Poteva esserci il morto in piazza? Perché, quanti morti fa ogni giorno questo Sistema? Chi sono gli assassini delle operaie di Barletta?”. Non i poliziotti o i carabinieri a 1.300 euro al mese su cui vi siete avventati, magari. Non quelli che pagano a rate le macchine che avete bruciato. Non il Movimento in cui vi siete nascosti. “Noi non ci siamo nascosti. Il Movimento finge di non conoscerci. Ma sa benissimo chi siamo. E sapeva quello che intendevamo fare. Come lo sapevano gli sbirri. Lo abbiamo annunciato pubblicamente cosa sarebbe stato il nostro 15 ottobre. Ora i “capetti” del Movimento fanno le anime belle. Ma è una favola. Mettiamola così: forse ora saranno costretti finalmente a dire da che parte stanno. Ripeto: tutti sapevano cosa volevamo fare. E sapevano che lo sappiamo fare. Perché ci prepariamo da un anno”. Vi preparate? F. sorride di nuovo. “Abbiamo fatto il “master” in Grecia”. segue su La Repubblica

L’attacco preparato da giorni

Per spezzare questo clima di odio, mi piace proporre un gesto di pace, tenerissimo, prima dell’inferno. La carezza di un celerino a una ragazza, una manifestante. Due persone, non due antagonisti.

“La miseria giudica il mondo e rovina ogni possibilità di pace”. (Abbé Pierre) Foto di Marco Stefano Vitiello
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169 thoughts on ““Sono un black bloc e vi dico che la guerra è appena cominciata, ecco il piano”

  1. No per tirare a campare. Perchè è il loro lavoro. Anche loro hanno dei problemi e non sono nemici. Ogni volta devo invitare a rileggere Pasolini.

  2. Mi sembra di averlo spiegato bene, quello che intendevo esprimere. Poi se vuoi capire diversamente fallo pure.
    .

  3. e per rispondere a Vitiello che ha citato Abbè Pierre
    “”Se voi comprenderete che la gioia di ogni Essere Umano è di essere Servitore della gioia di tutti, allora voi sarete la più felice delle Generazioni, perchè avete in mano dei Mezzi che mai l’umanità ha avuto per liberare i Poveri dalla Miseria”Abbè Pierre

  4. «A Valle Giulia, ieri si è così avuto un frammento di lotta di classe: e voi amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi. Mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri”. (Pasolini)

  5. Non mi sembra di aver espresso odio. Tuttaltro. TIriamo tutti a campare.
    Allora mi spiego meglio: sono costretti ad eseguire degli ordini (aldilà della loro volontà) a tutela di un governo che certamente non è dalla parte del cittadino. E leggo anch’io quello che scrivono loro. Poi ho messo un link. l’hai letto?

  6. Sicuramente eseguono ordini. Appunto: non sono loro i nemici.
    Come dico spesso a proposito delle guerre: le guerre non le fanno mai i popoli e neppure i soldati, ma chi le ordina, cioè chi governa.

    Non mi riferisco a te, ma a tutti quelli che (anche su questo blog) incitano alla violenza. Voglio che il concetto sia chiarissimo.

  7. Rammento a quei pochi che non sono a conoscenza che ” chi tira a campare” non giura fedeltà al Governo bensì alla Patria,alla Bandiera all’Italia.

  8. quante parole “in libertà”… e quanto facili da scrivere…
    grazie Pino, tu ed io parliamo e comprendiamo la stessa lingua, probabilmente perchè sappiamo che vuol dire essere in prima linea, “under fire”…

    • @ Marco.
      Complimenti per la foto che hai intitolato “vecchietta”. Con due soli colori (bianco e nero ) dice tantissime cose, con innumerevoli sfumature. Emblematica, fa riflettere e fa male a chi ha un minimo di sensibilità, a chi vuol capire.

  9. > Pina: premesso che Vitiello mi chiamavano i professori a scuola… non c’è molto da spiegare e/o da capire: senza troppi giri di parole ed elucubrazioni, il mio punto è, senza se e senza ma, NO ALLA VIOLENZA DA QUALSIASI PARTE VENGA!!!

  10. vorrei capire perchè la gente non capisce che il poliziotto al quale ricorre quando ha subito un abuso è lo stesso che va a lavorare in piazza tentando di non fare accadere vergogne tipo quelle di sabato.

    • La dimostrazione è che i manifestanti pacifici chiedevano aiuto proprio ai poliziotti per fermare i neri violenti. Proprio ieri sottolineavo l’incredibile (confortante) novità dei celerini che assistevano i cobas. Da questo si può ripartire.

  11. C’è chi dimentica troppo spesso che le parole possono essere talvolta molto più violente addirittura dei fatti. E a noi che di mestiere raccontiamo i fatti usando le parole spetta il compito di vigilare.

  12. Questo post insieme ai suoi commenti ,per me , è esemplare! Non prendero’ nessuna posizione,perchè si sa qual’è il mio pensiero. Sempre piu’ ho ragione di pensare cosa potrebbe succedere in un momento di “crisi” per il nostro paese. Se per caso qualche folle veramente dovesse accendere fino in fondo gli animi separatisti. La ragione non sempre prevale anzi…prevalgono le posizioni. Mi sento di sottoscrivere Franca.

  13. E allora Marco Stefano siamo tutti daccordo.
    Da quello che ne usciva dalle tue parole sembrava che gli unici detentori della verità eravate te e Pino.. Ciao un caro saluto..;)

  14. Oltretutto io forse sarò poco “istituzionale” come tipo – NON in senso anarchico… e non in senso “berlusconiano”, dal momento che ormai è diventata una corrente – ma penso di avere il senso del Rispetto…. A PRESCINDERE dalle classi sociali, da quanto si guadagna, da Pasolini, e dalla patria: io rispetto proprio la Persona… qualsiasi essa sia.
    E siccome mi sembra che ormai non ce ne sia più neanche l’ombra…. neanche una vaga idea…. tutti contro tutti, in una società in cui l’unica forma d’espressione è diventata soltanto l’odio…. anche sul nulla, anche come astio fine a se stesso, come cattiveria…..d’animo che se posso distruggerti ti distruggono, “a prescindere”… proprio, perfino da un eventuale tornaconto, mi sembra importante ritornare a “declinare il sostantivo”.

    Anche qui si sta prendendo la cosa sotto l’aspetto sbagliato: insomma c’è stata una guerriglia a Roma. E invece di chiedersi, di sottolineare…. come taluni conoscano solo il linguaggio della violenza, si fa il “processo” alla polizia??? Ma che c’entra??? Manco l’avessero fatto loro sto casino?!? ma che ne so, sembra l’analisi del testo… come a teatro: i fatti sono che i black block, NON la polizia, hanno messo a ferro e a fuoco la città!! è chiaro o ancora no? mica è un testo articolato di Pinter, sono fatti pure piuttosto evidenti e per milioni di danni! per non parlare delle foto sul corriere e tutti i messaggi di violenza scritti sui portoni. Di questo si dovrebbe parlare….

    • Infatti questo fa tristezza,non rabbia,quella è gia’ stata scaricata a badilate su Roma….e la rabbia è sempre distruttiva.

  15. Certo, rimane solo l’amarezza infatti. Altro che “svolta”. E come giustamente dicevi anche tu a proposito dello sputo in faccia a un uomo di 80 anni……… – e lasciamo perdere pure che si chiamasse Pannella – questo già fa capire il clima di questo paese, che tra giustamente indignati, disperati, esasperati, giustizialisti d’altro canto, e anarchie… in tutti i sensi dall’altro è veramente ridotto allo svilimento completo.
    (interessante Presa Diretta ieri sera… tanto per rimanere in tema, o quasi, di una società proprio…. che provoca soltanto sdegno).

  16. Si potrebbe pensare che in Italia non manchi soltanto una vera opposizione al regime alla puttanesca, bensì la capacità vera e propria della popolazione di reagire, anche a livello di Movimenti. Riproponiamo solo vecchie ferme di protesta: la Grande Manifestazione nella Capitale, con la solita processione-sfilata, slogan, canzoncine, fischietti e e trombette che finisce con il comizio-predica dal palco e poi tutti a casa, indignati, contenti e coglionati: lasciando così spazio a quattro cretini di dire che la radicalità è bruciare auto, sfasciare bancomat o rompere statuine della Madonna. Si potrebbe… sì

  17. “Si deve tornare alla Legge Reale.Anzi bisogna fare la ‘legge Reale 2′, alias Di Pietro, contro atti criminali come quelli di Roma. Si devono prevedere arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari”. E’ quanto propone il leader Idv Antonio Di Pietro per fronteggiare una “situazione d’emergenza come l’attuale”. Parole che fanno riferimenti agli incidenti avvenuti a Roma 1sabato durante la manifestazione degli indignati. Invoca la linea dura l’ex pm: “Non è tempo di rimpalli ma di un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche per creare una legislazione speciale e specifica che introduca specifiche figure di reato, aggravamento dei reati e delle pene oggi previste, allargamento del fermo e dell’arresto, riti direttissimi che permettano in pochi giorni di arrivare a sentenza di primo grado”. Sul fronte preventivo secondo il leader idv dovrebbero essere inserite disposizioni “già sperimentate per gli ultrà sportivi”, come “il divieto di dimora in particolari giornate, o l’obbligo di dimora”.

    “Auspico che non accada il bis del 14 dicembre con una risposta giudiziaria risibile, in alcuni casi irridente per cio’ che e’ accaduto e per chi ha subito i danni piu’ gravi, le forze di polizia”. Il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, lui stesso magistrato, punta il dito contro le toghe: “Troppo spesso l’uso legittimo degli strumenti di dissuasione da parte delle forze di polizia viene sanzionato penalmente mentre chi lancia i sampietrini, e sfido chiunque a trovarsi sulla loro traiettoria, invece di essere considerato una persona che attenta alla vita e’ descritto come un bravo giovane che ha avuto un momento di stizza e va compreso”.

  18. I guasti (e il pressappochismo) della Rete che scatena la morbosità di tanti improvvisati agenti segreti convinti di aver scoperto qualcosa di marcio, altro che marcio, marciosissimo!

    IL GRANCHIO DI REPUBBLICA.IT: LANCIA LA CACCIA ALL’UOMO NERO, L’INFILTRATO, L’UOMO CHE OSSERVA “IMPASSIBILE” I BLACK BLOC CHE SFASCIANO UNA BANCA. SERVIZI DEVIATI? – SUL WEB PARTE LA GIOSTRA COSPIRATIVA, POI LA CORREZIONE: “NELLA SERATA DI SABATO È STATO IDENTIFICATO COME UN GIORNALISTA DEL TEMPO”. SI CHIAMA FABIO DI CHIO, È CRONISTA DI NERA. L’INTERVISTA L’ingenuità degli internauti, sempre alla ricerca di protagonismo ed entrare nella storia

    E Repubblica ancora non ha ammesso l’errore.

  19. Trovo molto calzante ricordare come a Pannella sia stato “riconosciuto” il suo stare in piazza……alcune volte ,come esseri umani facciamo schifo.
    La famosa foto dello pseudo poliziotto l’avevo vista girare in internet.Ho fatto bene a non fidarmi.

  20. Sai bene quante volte ripeto di essere cauti. Sarà il mestiere acquisito nel tempo, ma prendo sempre tutte le precauzioni prima di fidarmi. Vale la pena di ricordare che la Rete è uno strumento fantastico, ma molto spesso finto, dunque pericoloso. Si spacciano ipotesi per verità. E mi spaventa anche l’andare tutti dietro alla corrente.

  21. Posso aggiungere che nel “nero” di cui sopra ,riconosco l’autonomo del ’78.Stesso linguaggio,stesse azioni (?), stessi interlocutori, stesse minacce.Non voglio pensare possa andare a finire come allora…..

  22. foto condivisa!
    a proposito della rete, mi viene in mente una strofa di “chi se ne frega della musica” di Caparezza:
    “la rete non è Che Guevara anche se si finge tale”

    Credo che il vergognoso trattamento riservato a Pannella, sia anche frutto del clima da “guelfi e ghibellini” che da qualche decennio si respira in Italia (o proprio fa parte del nostro dna)

  23. Ecco appunto…non vorrei avere la fissa ma se qualcuno ,per propri interessi elettorali,butta benzina sul fuoco qui si incendia tutto.Certo che quel qualcuno lo fa per pararsi il lato b , visto le continue contestazioni che gli arrivano dalla base.Badate bene non è che arrivino proteste in nome della civilta’, anzi, solo perchè si sentono traditi da chi ha sempre fatto i propri scandalosi affari ai quale avevano creduto,con le bandiere in mano ed il fucile pronto all’occorrenza.Lo so sono noiosa ,ma questa è una differenza da tenere assolutamennte presente.Tutto si puo’ assomigliare ma nulla è identico ,specialmente se si parla di periodi storici.

    • Già e i nuovi “rivoluzionari” neanche si rendono conto di essere strumentalizzati. Questo è il rischio più grande.

  24. @Pino. L’ analisi, a mio parere interessante, di un tuo collega: Toni Capuozzo.

    Stavolta solo un parere del tutto personale. Non in contrasto con questa puntata di Terra, che vuole solo mostrarvi i fatti. Ma in contrasto, questo sì, con il coro tutto preso a discolpare, a isolare, a condannare gli infiltrati, a salvare il salvabile.
    Avete visto la foto che campeggia sul Corriere della Sera stamattina ? Un giovane, con le mutande d’ordinanza in bella vista, che lancia un estintore. Non l’avevate già vista un’immagine simile ? E avete ancora sottomano i giornali di ieri, sabato mattina ? Tutti: si prevedono incidenti. E oggi: sorpresa, stupore, indignazione. In quel lontano G8 di Genova mi capitò di dire che una bella responsabilità ce l’avevano i sindacati, per aver tenuto ferma la manifestazione nonostante i proclami di guerra. E ieri ? Ma davvero non c’è altro modo di esprimere il dissenso che fare cortei, quando si sa che c’è chi ne approfitterà ? Si è manifestato pacificamente in tutto il mondo, tranne che da noi. Perché ? Colpa del governo o delle forze dell’ordine ? Macchè: provate a infrangere le regole a New York e a Berlino, e vedrete. E se qui non si può manifestare in santa pace, non ci sono tende, catene umane, concerti, digiuni, mille modi non violenti di dire la propria ? Non è suicida ostinarsi a fare da scudi umani ai violenti ? Hai voglia poi di cercare di isolarli, di scontrarti con loro, di piangere e fare la principessa del pisello, o alice nel paese delle brutte meraviglie. E tornano i ritornelli: sono fascisti, provocatori, fanno il gioco del nemico. Si diceva così anche delle BR, salvo poi scoprire che non le pagava la Cia.
    Ci sono solo due persone che ieri hanno fatto qualcosa di nuovo, di diverso, di coraggioso: i due carabinieri nel mezzo incendiato. Avrebbero potuto essere altri due Placanica, hanno scelto di non esserlo. E’ grazie a loro se non è stata Genova, di nuovo e ancora. In attesa del prossimo rito stanco, del prossimo corteo che farà da corpaccione ingenuo e allegro al virus dell’infiltrazione, del prossimo stupore delle anime belle, come se non ci fossero altri modi di essere liberi, come se per cambiare il mondo, si dovessero fare sempre le stesse cose, in una condanna a ripetersi.

    • Walter,più guardo quelle immagini e più si rafforza in me l’idea che i violenti cercassero il “morto”.Fortunatamente,il carabiniere del mezzo distrutto,non ha reagito .Anche se ha rischiato prima di essere bruciato e poi di essere linciato.

  25. ”Condotte violente pianificate e organizzate prima degli scontri”. E’ quanto sostiene il procuratore aggiunto di Roma, Pietro Saviotti, che coordina le indagini su quanto avvenuto sabato nel corso della manifestazione degli indignati a Roma.

    17 ottobre 2011 | 16:05

  26. …conosco qualche ragazzo di 25/25 anni che, a loro detta, frequenta, non meglio identificati gruppi “anarchici” di firenze (sono tutti schedati)….presi singolarmente sono dei sognatori, pacifici, bonaccioni con idee anche un po’ stravaganti.
    Quando si riuniscono però ( forse attraverso qualche soggetto che li manipola ?!) diventano piuttosto pericolosi…ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. La maggior parte di essi sono conosciuti dalle forze dell’ordine. Perchè non vengono monitorizzati i loro spostamenti ? E’ così difficile anticiparli per bloccare sul nascere i casini che combinano ? Mah !

  27. Adesso che è successo, se lo domandano tutti: «Perché non l’hanno previsto?». Non risponde nessuno perché nessuno capirebbe. Il Viminale sapeva, la Questura sapeva. Tutti sapevano che sarebbe stata una battaglia. Compresi gli uomini nei blindati, che da sabato mattina si rigiravano quel post rilanciato da Indymedia: «Non sarà come a Genova e come il 14 dicembre a Roma. Portate di tutto per prendere e tenere la piazza. Se ci accoppano dei compagni non paralizziamoci». Cercavano il morto. Per evitarlo era necessario farli sfogare da qualche parte. E accettare l’idea di far pagare un prezzo alla città che, per quanto basso potesse essere, avrebbe avuto comunque un effetto mediatico dirompente. articolo

  28. Ed è sempre a Genova che bisogna “guardare”.Dopo i fatti deplorevoli della Diaz, le Forze dell’Ordine hanno dovuto “rivedere” e “limitare” le loro azioni. Anche perchè se e quando hanno “provato” a sgomberare i centri sociali o in Val di Susa a “bloccare” i violenti (e ho la testimonianza diretta di mio figlio), si è parlato e scritto che venivano usati metodi cileni e che si viveva in uno stato non democratico.

  29. da IL FATTO QUOTIDIANO

    Con il neonato movimento degli indignati hanno poco a che fare. I protagonisti delle violenze di ieri a Roma hanno invece a che fare con l’eterno antagonismo italiano: l’area dell’autonomia e l’ala estrema del movimento anarchico. Corroborati, come accade sempre più spesso, da frange ultras politicizzate e, soprattutto, settimanalmente allenati agli scontri da stadio. Un quadro non tanto diverso da quello che si è visto dieci anni fa al G8 di Genova (dove però il blocco nero era composto in gran parte da militanti stranieri, soprattutto nordeuropei) e ancora prima. Con radici negli anni Settanta, come dimostrano i tanti capelli bianchi che spuntavano dai fazzoletti calati sul volto.
    Striscioni e slogan del blocco nero rimandano ai soliti noti: tra questi, Autonomia Contropotere, il centro sociale Askatasuna di Torino, Gramigna di Padova, Carc (Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo), ai quali gli investigatori affiancherebbero gruppi di ultrà di sinistra del Livorno, del Cosenza, del Venezia, del Modena. Sul sito del centro sociale torinese Askatasuna-Autonomia contropotere si legge per esempio un editoriale tutt’altro che critico verso le violenze: “Al 15 ottobre ci si è arrivati in una situazione assurda, dove gli organizzatori dei comizi finali in piazza San Giovanni, avevano desistito da tempo di sfilare verso i palazzi del potere romano, che era l’unica cosa incisiva in una giornata del genere. Le iniziative dei giorni scorsi volevano smorzare e incanalare una rabbia diffusa e irrapresentabile che oggi si è manifestata in tutta la sua espressione”.
    E ancora: “Diciamola tutta, se c’era un paese che doveva trasformare l’indignazione in incazzatura di massa, quello era proprio l’Italia, che vive un presente veramente penoso. La giornata di oggi, piazza San Giovanni nella fattispecie, si è trasformata in ore di resistenza di massa alle forze dell’ordine, chiamate a respingere una rabbia sacrosanta verso un presente di austerity. Magari non è comprensibilissimo ai più, ma le ore di resistenza romana odierna hanno detto chiaro e tondo che al debito, ai sacrifici, alla casta, all’austerity a senso unico, che ribellarsi è qualcosa che può unire, e che può succedere”. Fino alla conclusione: “Doveva finire con qualche comizio in piazza San Giovanni, è finita con ore di resistenza”.

  30. Le forze dell’ordine sanno chi sono. Ma non li vogliono arrestare perché i black bloc fanno comodo a tutti. Li si può utilizzare e/o strumentalizzare contro chi vuole il vero cambiamento dell’Italia.

    Franca e tu vuoi che le forze dell’ordine possano rifare quello che hanno fatto a Genova ?

    • La strategia è chiara: demonizziamo gli esaltati per tenere a bada il volgo…l’ ho capito io che ho solo 15 anni, anche se non ci vuole la zingara per capire certe cose.

      • Gli esaltati si demonizzano da soli.
        Tu che hai la fortuna di avere ancora quindici anni e di avere tutto il mondo davanti cerca di guardarti intorno con occhi puliti.

    • @ Francesco – Leggi solo quello che ti piace leggere. Le forze dell’ordine sanno bene chi sono. Ma lo sanno benissimo ancor prima i leader del Movimento.

  31. @ Francesco – Tu che parli di testimonianze io stavo lì, proprio a un passo, e sono stato il primo a raccontare la morte tragica di Giuliani e a dire che a sparare era stato un carabiniere. La realtà vera, ormai storica, è che stavano massacrando Placanica: prima con la trave in testa e poi lanciandogli addosso un estintore. Placanica, un ragazzino di vent’anni, ha avuto paura: questa è la sua colpa. Rileggi le parole di Toni Capuozzo: la grande novità di Roma è che quei due carabinieri che stavano per morire bruciati non hanno avuto paura e hanno avuto la forza di scappare. Tra quegli imbecilli che facevano cori da stadio intorno alla camionetta in fiamme. E cercavano la vendetta.

    E tu vuoi ancora morti?

    • Io voglio morti ? Ma che stai dicendo ? Carlo Giuliani è una storia a se. L’ho anche scritto qua che quello secondo me é stato uno scontro tra due poveri ragazzi finito molto male. Io parlo delle centinaia di persone pacifiche massacrate per le strade , nella caserma Bolzaneto e alla scuola Diaz.
      Tu mi vuoi far passare per un violento. Ma non lo sono. Si vede che sei un giornalista , sei molto abile a manipolare i discorsi. Ti “dimentichi” di alcune cose e poni l’accento su altre , proprio come fanno i tg.

      • Da giornalista sono stato fra i più decisi a condannare le violenze della Diaz (dove sono entrato per primo) e di Bolzaneto. Sei te che vuoi leggere solo quello che ti fa comodo. Devi avere sempre un nemico: dopo i poliziotti è la volta dei giornalisti (pallino peraltro comune a molti)? Non ho mai detto (nè lo penso) che sei un violento, ma che spesso usi parole che portano violenza. Istigare all’odio contro le divise è violenza: verbale ma altrettanto pericolosa.

  32. Bene. Allora si dovrebbe trovare un altro modo di protesta. Le manifestazioni, le piazze, le bandiere di ogni colore, i cori, abbiamo visto che sono obsoleti. non funzionano più. (E personalmente, non so se hanno mai funzionato).
    Cosa vogliamo fare? Costruiamo forza. Da dove si parte: nel colpire l’economia non acquistando più? Nel colpire le Banche reinserendo il Baratto, come forma di scambio? Forza con le idee Nuove, Giovani Propositive. Altrimenti ci impastiamo sempre negli stessi discorsi. O NO ?????

    • No, Pina, non condivido affatto il pensiero di Capuozzo: in uno Stato civile e di diritto si è in grado, e ripeto IN GRADO, di far concerti quanto cortei civili. Quello che fa la maggiorparte della gente poi, visto che ancora troppo sopportiamo (Pipistro docet, nell’altro post).

      Premesso che anche secondo me la violenza, tutta e di qualsiasi genere, andrebbe punita col massimo della pena (tranne che l’ergastolo per il quale sono contraria), rispetto ad altri atti illegali, non sarà comunque questa a ridurla o ad evitarla. Forse qualcuno dimentica che tra le ferree regole degli States c’è perfino la pena di morte, e non mi sembra funga da deterrente per il dilagare della violenza a New York City & around…

    • @Pina
      A questo punti l’unica vera protesta è il silenzio. Lasciamo che i politici si scannino tra di loro mentre l’Italia va in Default.
      Questa classe politica verrà schiacciata dal peso della loro incompetenza e dalla corruzione che ormai nemmeno nascondono più. Le cose da fare sono talmente tante ed urgenti che li farà implodere tra le contradizioni dei mille interessi personali e lobbistici.
      Tanto come vedi le manifestazioni vengono sistematicamente strumentalizzate contro chi le promuove. il popolo ignorante si preoccupa della violenza dei black bloc ed ancora non ha capito che con le manovre di austerity tra 2 – 5 anni saremmo messi come la Grecia. Quando poi la stragrande maggioranza del popolo si troverà con le pezze al culo scenderanno in piazza tutti autonomamente. E credo più incazzati dei black bloc.

      • Il popolo che ragiona invece si sta interrogando e come. Analizza, studia, cerca di capire dove si può svoltare. Mi sembra davvero che tu non sappia o non voglia leggere. Tutti, assolutamente tutti (addirittura anche i politici) hanno preso atto della grande manifestazione di folla e dell’indignazione reale. Isolando i black bloc nel posto che compete ai violenti: nel cesso.

  33. Già. Visto che dietro ci sono ancora e sempre i vecchi, naturalmente ancorati a vecchie idee (allucinante il pensiero di Parlato) le idee nuove spettano ai giovani. I quali si giocano il proprio futuro.
    Qualsiasi proposta va bene. Meno quella di sfasciare tutto, in senso fisico. Quella no: da vecchio, finchè ne avrò la forza, rifiuterò sempre ogni idea di violenza.

      • Spetta ai giovani qualora venga data loro la possibilità? E comunque spetta anche a tutti noi. cambiare lo sguardo, voltare pagina, e guardare avanti pronti a condividere qualsiasi cosa venga fuori di buono:anche se si deve fare un passo indietro. La decrescita .La crescita infinita è impossibile, le risorse non sono inesauribili. Chi si prepara per tempo è avvantaggiato, non credi?

  34. Credo che Franca intendesse dire che dopo i fatti deplorevoli della Diaz, e sottolineiamo (l’eufemistico) “deplorevoli”, questa volta c’è stata molta attenzione da parte di tutti, polizia e manifestanti, proprio per non ripetere gli stessi deplorevoli fatti, avendo gli occhi puntati di tutti, ormai, dai fatti di Genova in poi. Tant’è che, lo ripeto, a mio parere questa è stata stavolta: una manifestazione civile, una polizia civile, e con tanto di collaborazione tra le due parti.
    Per fortuna non si sono ripetuti quei fatti di Genova, che sicuramente tutti riteniamo “cileni”, e per i quali ci sono state oltretutto alcune condanne a confermarlo. Ordini dalla politica? non lo so, non l’ho mai capito, comunque la sostanza (e il risultato) non cambia. Stavolta, almeno, si può chiaramente addossare la responsabilità solo e unicamente ai black-block (per quel che ne ho capito io, sempre, opinione personale).

    Pino, condivido invece su Giuliani…. con tutto il rispetto però anche per il padre: una persona che rifiuta la violenza, civile ed evoluta (l’ho sentito parlare in un’intervista tanto tempo fa). Purtroppo due ragazzini entrambi, una situazione di violenza…il tragico contesto, e…. comunque non mi sento più di tanto di fare valutazioni, forse non ne sono in grado.

    • Ci mancherebbe: capisco e condivido il profondo dolore della famiglia Giuliani. Ma quello che è successo è stato il frutto di una violenza inaudita. L’altro ieri a Roma è successo anche di peggio. Per fortuna (o per caso) non ci sono stati morti.

      • Sono sincera, ti sei spiegata bene, ma, in un contesto di tensione in cui ormai una parola è troppa e un’altra pure, si prestava ad equivoci: ho capito al volo il primo pensiero di Francesco – e c’è da capirlo sul G8, naturalmente anch’io sto con lui e siamo tutti uniti su questo punto, anche tu – e ho capito quello che intendevi dire tu.

        Comunque… avrò la ‘fissa’… ma forse così si capisce meglio che intendo per “individualismo” o per meglio dire “individualità”, senza l’accezione negativa degli “ismi” Forse una buona volta bisognerà mettersi in testa che non si può andare per “categorie” e “generalizzazioni”, nella vita come nei mestieri, sia che questa generalizzazione avvenga al positivo sia che avvenga al negativo, al pari delle ‘tifoserie’ e degli ‘schieramenti’ in genere. Prima Emma non si capacitava di come non si capisse che il poliziotto a cui denunci un abuso è lo stesso che va in piazza: ma vuol dire tutto e niente! sì, certo che avrà diversi ‘momenti’…nel mestiere, uno di ufficio e un altro di piazza, ma tutto dipende dal “come”… li svolge entrambi no?. Pure l’impiegata comunale è la stessa che sta in ufficio e poi a casa con la famiglia, ma và? Ma tutto dipende dal “come” l’essere umano intende manifestarsi nell’attività. Il suo “Io”… la sua individualità come si manifesta all’esterno, al lavoro come altrove; il che vale per tutti e per tutti i mestieri della vita, ovviamente. E’ il nascere della coscienza dell’Io… non so se mi spiego, in una ‘comunità’. Mentre in un clima, chiamiamolo così, di classificazioni ‘animiche’ e di antisocialità, si continua a sperimentare quanto vi sia ben poco di ‘comunale’, nel senso originario del termine, ma prevalga il rifiuto, la circospezione, la diffidenza e spesso l’intolleranza nei confronti dell'”altro”, chiunque esso sia, catalogandolo e limitandolo all’ambito del mestiere – qualunque esso sia.
        Quindi, esasperando le “classificazioni” e le “differenziazioni”, e quindi di associazioni tra divisi e distinti, nell’arte, nei mestieri, nelle professioni, nelle specializzazioni, perfino nel campo delle anomalie fisiche e psichiche, e anche della criminalità, di conseguenza si crea la difesa istintiva del gruppo, del tipo, della categoria, della specie, della cerchia, della congregazione, del ‘clan’, della brigata, del nucleo, del reparto, della squadra, del partito, del paese, della regione, della nazione, della razza. Da qui, campanilismo, settarismo, razzismo; spezzettamento, frantumazioni, fonte di contrasti, aggressioni, sopraffazioni, che dovrebbero – sottolineo “dovrebbero” – costituire per l’uomo la possibilità di un esame analitico delle qualità deteriori della sua sfera animica, e un conseguente incentivo alla composizione armoniosa… delle qualità, corrette a virtù corrispondenti. (per ognuno…. qualsiasi mestiere esso svolga). Però…

        (mi sono dilungata, volutamente, perchè sfido chiunque a dire che “la filosofia”…. – ormai viene definita così anche se non è, ma non importa chiamiamola pure così – non aiuti a capire meglio se stessi, gli altri e soprattutto la vita).
        Da cancellarsi anche questo se non c’entra niente, al solito.

        • P.S. Altra splendida puntata ieri sera di Gad Lerner – Giuseppe De Marzo dice cose grandiose, ma come tutti gli altri… anche, se solo volessero capirli – e ora lo dico perchè quel che dicevo prima è un po’ come il discorso del Musicista della Scala di Milano, ospite da Gad Lerner: il solista… nell’armonia dell’orchestra e di strumenti ‘consonanti’ tra loro… – insomma più o meno…ora le parole precise non le ho. E del quale Gad Lerner ha commentato che “forse è il discorso più ‘politico’ della serata” ;)))
          Ecco, così.
          (non mi ricordo il nome, per questo l’ho messo con la maiuscola musicista).

      • Per me c’entra eccome ….cio’ che distingue l’essere umano è la capacita’ di entrare in simbiosi ,nell’accezione positiva,nell’immedesimarsi con l’altro da te ,nel riconoscerlo uguale.Quindi ven vengano i mischiamenti ,è l’unica maniera per capirsi.Purtroppo il settarismo ,che in alcuni casi viene usato con precise intenzioni,usa le differenze e fomenta .Se addestri un uomo alla guerriglia,poliziotto o meno( è solo un esempio),quello sara’ lo scopo del suo vivere,magari momentaneo ,invece se lo mischi nelle mille attivita’ del suo mestiere non avra’ specializzazione . Io credo comunque nelle capacita’ umane di comprensione ma ,spesso,vengo smentita dai fatti e dalle persone….

        • Brava!!! sì, proprio questo, oh menomale che vengo capita! festeggiamo eh? ;))) :)))
          in poche parole: è (anche) la ‘riesumazione’ della responsabilità individuale… inserita in un contesto sociale (e non antisociale). Mentre invece, credo, si verifica l’esatto contrario… ora più che mai. Questo. Altrimenti non c’è evoluzione, appunto. E l'”immedesimazione” nell’altro…. che giustissimamente sottolinei tu, pure per me è tra i sentimenti fondamentali…. della vita.
          Prosecco per tutti! ;)))

  35. Allora, le cose sono 3, ma la richiesta principale è un’accurata indagine da parte della magistratura italiana, sull’anomalia della mancata pre-ordinanza di prevenzione-presenza delle forze dell’ordine nelle zone centrali della capitale, esterne alle zone dei ministeri:

    1) Gli agenti delle forze dell’ordine non si mandano allo sbaraglio “all’ultimo minuto”, dopo una marea di danni incalcolabili, a ritirare anch’essi sanpietrini, come i “delinquenti estremisti” di DX e di SX, presenti in quel maledetto giorno di Roma, con il possibile pericolo di colpire dall’alto persone innocenti come mamme e bambini.

    La battaglia di San Giovanni (VIDEO): http://bit.ly/oOkXzA

    2) Le forze dell’ordine (quelli in alto loco, tuttora non hanno perso il posto) dovevano richiedere preventivamente, giorni prima, un indagine d’intelligence sull’area del percorso della manifestazione pacifica… Questo terribile episodio ha dimostrato una gravissima lacuna (forse voluta), molto pericolosa del Governo italiano, per la sempre possibile pericolisità di futuri attentati terroristici internazionali nella capitale.

    I poliziotti: «I veri indignati siamo noi»: http://bit.ly/pN1l63

    3) Se si vogliono effettuare politicamente modifiche legislative, mandare intanto a casa chi ha sbagliato e non tenerlo ben saldo nella scrivania o in altro loco d’ufficio, come succede spesso, all’italiana, da 40 anni.

    Rifugiati in una chiesa per fuggire dalla furia cieca di teppisti e polizia (VIDEO): http://bit.ly/qA9VvC

    • Non per guardare al passato, ma ai miei tempi c’erano sicuramente due strutture che funzionavano a meraviglia: la Digos e il servizio d’ordine dei manifestanti. Sembra preistoria.

      • Per sventare cellule terroristiche in questi anni, hanno funzionato perfettamente, dopo lunghe indagini d’intelligence e pedinamenti. Roma è stato un terribile espisodio che puzza di qualcosa di lasciato voluto fare in alto loco, ed è stata una grande fortuna che non ci sono state vittime tra le forze dell’ordine, i manifestanti pacifici e i “delinquenti” minorenni e non.

        • Perfetto Giorgius. Grazie.
          Mi sembra di averlo già detto da qualche parte. Ma lo ripeto qui. Mi trovavo in Via Cavour all’inizio, quando un’auto è stata incendiata e poi rotte vetrine e poi ancora incendiato un suv. Ma non ho visto forze dell’ordine bloccare i block. in quei momenti.Proprio lì.

          • E’ già stato ampiamente sottolineato da tutti (e più volte) il grande, grandissimo errore del questore di Roma che ha chiesto di non intervenire all’inizio preferendo impegnare le forze dell’ordine nella difesa dei palazzi del potere. Un errore strategico, cioè tattico, più che politico.

          • Confermo perchè c’ero anche io li. E aggiungo che quando hanno dato fuoco a quella ex caserma della Guardia di Finanza, a 50 metri c’era un plotone di polizia che li guardava senza fare niente. Per quello poi sono stati applauditi quando finalmente hanno deciso di intervenire. Salvo poi dare qualche manganellata qua e la a chi non centrava niente. I balck bloc si erano già dileguati.

      • Ho appena detto quello che una volta funzionava e adesso non funziona più.
        Pensare che una volta si definiva un “regime” quello democristiano.

        • Adesso c’è quello partitocratico. Per il momeno il capo è B. Tra un pò si daranno il cambio con Casini o Bersani. E’ troppo stanco il nano.

  36. @ Pino – Sì, infatti, certo: è stato un inferno.
    E comunque misure repressive non sposteranno di una virgola una piaga sociale sempre più dilagante, se non avviene una trasformazione interiore (siamo sempre lì).

    • Certo, Sissi, sono daccordo con te, la trasformazione deve essere interiore.
      Il guaio è che non avviene in ognuno di noi sempre allo stesso tempo e nello stesso spazio. Purtroppo. ;)

      • Già… Pina, però è l’unico punto di partenza, altro che “regole” di Berlino o N.Y. come dice Capuozzo.
        La Botteri comunicava che a N.Y. hanno multato qualcuno perchè era sceso dal marciapiede…mentre potevano sfilare solo sul marciapiede: dev’essere questo “il segreto” per cui in altre parti del mondo ha funzionato tutto regolarmente secondo te? ;)))
        (ti avevo risposto anche sopra, dicendo “no”..ma perchè avevo colto la tua risposta ironica eh, era un ‘rafforzativo’… di ciò che dicevi).

        • Si, grazie.
          Secondo me? vorrei non prendere esempio da altri paesi, quello che sogno è che gli altri prendessero esempio da noi, e si che che di cose da insegnare ne abbiamo a iosa. (in tutti campi). Però c’è chi ci è sceso ed ha raso al suolo per il momento, tutto il nostro sapere…passerà …
          Certo è che in America chi è al governo si dimette per molto meno.;)
          Si ci vuole Autorevolezza, non Autorità.

  37. Infatti gia’ si sono viste realta’ diverse,lontane anni luce dai soliti slogan ,nonostante la violenza sia sempre la stessa,vecchia maniera per tentare di rovesciare tutto,pure le cose buone che possonom nascere.Deve essere dentro noi.Non riusciamo a passare il guado.Verbalmente o fisicamente usiamo vecchi schemi che tramandiamo ai figli.
    Leggo ,piacevolmente sbigottita,i commenti di Arthas, nonostante il suo nickname contenga sapori agguerriti,porta i suoi 15 anni con fiera giovinezza e con maturita’.Da qui bisogna partire:dalle scelte dei giovani,dalle loro liberta’ di pensiero ,dalla necessita’ di scollegarsi dai cattivi maestri,antichi e manipolatori che non vogliono un futuro certo per i ragazzi,solo ammorbarli per fagocitarli.Urlare nel web e fuori non sempre paga.Noi lo dovremo pur sapere.

  38. Anch’io condivido Giorgius! Solo che…. non lo sapevo! :(((
    Sul serio, con questi ultimi due interventi ho avuto modo di capire molto meglio anch’io.

  39. Comunque, riguardo il ragionare con la propria testa… e dò anch’io un saluto al piccolo Athas:)), c’è pure chi lo fa, tipo quei due ragazzi intervistati da Bianca Berlinguer, ma credo che non sia gradito…sempre.

    In tutti i casi ora rimetto i Rolling Stones, almeno Lui…glielo spiega cantando ;)))
    ( a quelli “in alto” of course)

  40. Ho letto solo ora l’intervista di Repubblica al presunto nero e non mi ha convinto per niente.Sara’ che parla di insegnamento alla guerriglia dei “compagni ateniesi” …io i greci li conosco abbastanza bene e tutte queste capacita’ organizzative ,non me ne vogliano,non riesco a riconoscerle,nemmeno nel settore ,tra parentesi,studentesco rompitutto.
    I legami tra cellule terroristiche ,non no global, greche e italiane sono conosciute gia’ dal 2008.Una delle brigate anarco insurrezzionaliste prende il suo nome da Carlo Giuliani.La Brigata Giuliani si è macchiata di diversi attentati cosidetti anarchici ,assaltando banche e lanciando molotov contro polizia e militari in Grecia.

    da L’Occidentale del 15 gennaio 2011
    La polizia greca ha oggi annunciato di avere sventato una serie di imminenti attacchi dinamitardi da parte di una nuova organizzazione collegata a Cospirazione dei Nuclei di Fuoco (Spf) e parte di una Rete internazionale con gli anarchici
    della Fai italiana.
    Uno sviluppo che, dopo l’arresto di cinque persone fra cui una giovane tedesca figlia di un’ex della Raf (Rote Armee Fraktion), internazionalizza di colpo la rivolta greca. In un comunicato la polizia, confermando timori già espressi, rende noto che tra i documenti sequestrati nel covo degli arrestati vi è la rivendicazione di “una serie di esplosioni” che sarebbero dovute avvenire prima del processo che inizia lunedì ad Atene contro militanti di Spf per i pacchi bomba spediti a ambasciate e leader stranieri lo scorso novembre.
    Fra i cinque arrestati, sospettati di far parte o di essere collegati a Spf, figura la ventisettenne tedesca Fee-Marie Mayer, figlia di Barbara Mayer già membro della terza generazione della disciolta Raf. Nel covo, insieme ad armi, tra cui un Kalashnikov mai usato, pistole e munizioni, gli agenti hanno rinvenuto l’annuncio della “partecipazione ad una rete internazionale di organizzazioni violente”.
    Un chiaro riferimento alla Rete Internazionale Informale Anarchica cui ha recentemente detto di aderire Spf e che era stata proposta dalla Fai nel 2003. Un altro documento rinvenuto contiene critiche alla principale organizzazione armata greca, di matrice marxista-leninista, Lotta Rivoluzionaria (EA): I tre principali capi arrestati di EA hanno nelle scorse settimane, in una dichiarazione fatta uscire di prigione, criticato le azioni con i pacchi bomba in Grecia e Italia da parte di Spf e Fai. La crescente collaborazione fra anarchici greci e italiani sembra ispirarsi alle teorie dell’anarchico italiano Alfredo Bonanno rilasciato nei mesi scorsi dopo essere stato arrestato e processato in Grecia per complicità in una rapina in banca. Bonanno, 73 anni, è il massimo teorico e punto di riferimento dell’anarco-insurrezionalismo sia in Grecia che in Italia.

  41. lunedì, ottobre 17th, 2011 | Inserito da redazione
    Lettera aperta dei black bloc: “A voi pacifisti dedichiamo un Vaffanculo” – Testo

    Sulla pagina di Antifascismo Militante è apparsa poco fa la lettera degli esponenti di quelli che si definiscono black bloc o blocco nero. Ecco il testo:

    Bene. Si è concluso questo weekend dove i giornalisti sentono ancora i postumi della sbronza, ubriaci ingordi pronti ad enfatizzare ogni singola goccia di rum concorrenti in una gara di fantasia. Rimane tanta amarezza tra tutti gli indignati, pacifici e non. Gli unici a festeggiare coloro che la violenza la vedono come un fine e non un mezzo.

    Non vogliamo prendere parola per descrivere il disagio che sicuramente gli indignati “pacifici” hanno subito, non rientrando tra questi, ma pretendiamo di prendere parola per il disagio che abbiamo e stiamo subendo noi, razza mista o bastarda che condivide ideali degli uni e mezzi degli altri.

    Mi spiace esplicitare le intenzioni di sabato rubando e restringendo lo spazio a disposizione della fantasia giornalistica ormai divenuta una disciplina candidata al premio Nobel, ma sentire cazzate al telegiornale mi ferisce, e mi ferisce ancor più vedere il popolo dissetarsi con lo stesso rum di cui hanno abusato i giornalisti.

    Sabato il corteo doveva dividersi in “via dei Fori imperiali”, lasciando agli antagonisti più decisi l’opportunità di provare ad arrivare al parlamento occupando la piazza antistante per poi dedicarla all’accampamento degli indignati “pacifici”.

    Ciò non è stato neanche provato per colpa di quei 15enni teppisti amanti della violenza per la violenza. Con ciò voglio delucidarvi, cari indignati, sul fatto che il fine è sempre stato considerato lo stesso, che siamo vostri compagni e non vostri nemici, che seppur non abbiamo bandiere abbiamo un’identità propria e una dignità personale, la quale sabato ci è stata tolta doppiamente: in primis dai decelebrati fautori del bordello; sucessivamente da voi che ci avete accomunato a loro.

    Voglio informare voi cari che chi ha bruciato macchine, spaccato vetrine, distrutto santini, non era tra quelli che il 3 luglio in Val di Susa hanno cercato di riappropriarsi del cantiere ne tra quelli che il 14 dicembre a Roma hanno cercato di arrivare al parlamento. E seppur ora siete dominati da odio, incomprensione e sfiducia, vi preghiamo di non generalizzare, di non chiederci “Cosa cazzo avete fatto?!” perchè non abbiamo fatto nulla che abbia mai potuto ledervi e da quelle vandale rappresaglie ci vogliamo dissociare.

    Invece si c’eravamo in piazza S.Giovanni, non per odio ne per sete di guerra, ma per semplice difesa di un punto d’arrivo.

    Non eravamo in 500, ma in 5.000. E saremo sempre di più contro un sistema che ha solo da togliere.

    Per voi invece, cari giornalisti, cara Digos e quant’altro, mi spiace dirvelo ma a differenza di quanto pensiate non eravamo organizzati per niente. Se solo lo fossimo stati non saremmo qui a parlare di macchine bruciate o di vetrine distrutte, ma di occupazione del parlamento, di sabotaggio della Banca d’Italia e di sovversione ad un sistema che rimane mafioso e corrotto.

    Per voi altri “pacifisti” che alla prima notizia di macchine bruciate avete accusato i nostri compagni presenti e indignati come voi, che come voi erano nel corteo vi dedichiamo un bel “vaffanculo”.

    Un “vaffanculo” per non sapere ma voler giudicare.

    Un “vaffanculo” perchè in Val di Susa ci incitavate a non demordere, ringraziandoci di essre venuti.

    Un “vaffanculo” perchè sabato quando ne avevate bisogno ci avete chieste aiuto, limoni e malox

    E infine per voi luridi teppisti 15enni che avete trasformato Roma in un teatro dove siete stati attori della vostra stessa rabbia repressa, a voi che avete rovinato una grande opportunità, vi diciamo “arrivederci”, “arrivederci” a presto. La prossima volta non ci saranno i Cobas, la CGIL o i viola a urlarvi “VIA, VIA, VIA!”, ma ci saremo noi, e non saremo cosi clementi.

    Si, siamo d’accordo con la sfasciatura simbolica delle banche;

    si, non neghiamo l’uso della violenza per fini più nobili;

    si, c’eravamo in piazza S.Giovanni;

    no, i carabinieri sulla camionetta non sono scesi da soli ma li abbiamo fatti scendere;

    no, seppur non cattolici non ci saremmo mai permessi di distruggere sampietrini offendendo credenze altrui.

    no, ci dissociamo dall’assalto alle macchine di precari come noi;

    no, non ci siamo mai permessi di rovinare cortei che non ci appartenessero.

    NON GENERALIZZATE!

    Cordialmente,

    Quello che chiamate “Blocco Nero”

  42. Posso solo solo dire che mi prendo umilmente il vaffanculo per (non) “sapere ma voler giudicare”.
    Come tutti, credo, si giudicava ‘soltanto’ i fatti…. e cioè le vetrine spaccate e tutto il resto, e per i quali tutti ma proprio tutti hanno parlato di “black-block” – e io scusate se mi rifaccio a ciò che leggo sui giornali, di volta in volta, non sapendo approfonditamente le cose (il mio limite).
    Tranne che il “non negare l’uso della violenza per fini più nobili”: è inutile, su questo punto… non ci capiremo mai.
    E’ inutile che me la ripropongono in tutte le salse ogni volta, (questa questione non ancora risolta della violenza): io non convincerò loro, ma loro neanche me, basta, se ne facessero una ragione! E che cazzo. Anch’io l’ho detto in tutte le salse che ne penso della violenza e sinceramente mi sono anche stufata di ripeterlo. La pensiamo diversamente su questo, ok, pazienza, càpita.

    cioè il contrario scusate! per “(non) giudicare senza sapere” era. Nel senso che non era comunque mia intenzione giudicare…. senza sapere le cose approfonditamente, appunto. Anche qui… infatti, mi rifaccio (e rispondo) a ciò che leggo.

  43. Riportando quanto già scritto sopra, anche da altri, e ripetuto fino allo sfinimento:

    NO ALLA VIOLENZA DA QUALSIASI PARTE VENGA! scritto stampatello anche all’inizio.

    Poi lungi da me, e penso da chiunque, giudicare “da quale parte venga” perchè non sono abbastanza inserita nella materia, cioè nell’argomento. (Forse così è più chiaro).

  44. Anche Lukanikos e Kaneillos (quest’ultimo purtroppo morto qualche anno fa ma sostituito deganmente da Lukanikos ) sanno da quale parte sta il cuore.
    Questo video lo dedico a tutti coloro che non si rendono conto che dentro i black bloc c’è anche un gruppo di profonda sofferenza. Se li considerate delle bestie beh , lo sono e i loro rappresentanti più degni sono Lukanikos e Kaneillos.

    • Io stavo con i Cobas.
      Il video l’ho messo perché ieri ho sentito la politica compattarsi per promuovere leggi fasciste contro i manifestanti , che spesso sono dei poveri ragazzi che hanno perso tutto, mentre abbiamo il Ministro Romano su cui pendono pesanti sospetti di collusione con la mafia salvato da un branco di politici che non hanno neanche l’1% della dignità e del cuore che hanno alcuni black bloc.
      Io facevo parte di loro , e me ne sono andato quando ho visto che dentro cominciavano ad arrivare fascisti , ultras e infiltrati di ogni genere. Il potere divora tutto. I black bloc sono nati come movimento No Global e come gruppo di resistenza alle cariche della polizia che impedivano di fare i cortei pacifici. Ora sono l’esatto opposto E’ diventato uno strumento manipolato dalla politica. A me interessa solo dare dignità a quei ragazzi che hanno alle spalle storie difficile e complicate. Ne ho conosciuti tanti e spero che capiscano presto che è ora di uscire da quello che adesso è un manipolo di fascisti.

  45. Perchè invece se restavano come erano ,solamente violenti,tu ci saresti rimasto?Ti ripeto che conosco ,pure io, quelli del gramigna,sono solo autonomi vecchia maniera con qualche anno in meno.qualcuno ha pure grossi problemi comportamentali. Chissa’ se si comporteranno come i loro vecchi cattivi maestri….in galera si sta male ,nonostante se ne dica!
    Franca si forse è esagerato chiedere a Francesco da che parte stava,ma credo faccia bene a tutti capire.Alcune volte ribadendo un concetto si entra in sintonia pure con se stessi…

    • La violenza nasce perché alle spalle non hanno niente. Spesso hanno dei genitori con grossi problemi economici o con problemi legati ad alcol o droga. Lo Stato non li aiuta. L’unico aiuto che ricevono arriva da qualche associazione cattolica che purtroppo non riescono ad accoglierli tutti , anche perché l’area di povertà si sta stendendo e i volontari hanno un bel da fare con anziani e famiglie che non arrivano neanche alla prima settimana del mese. Per loro far parte dei No Gobal voleva dire avere una famiglia e spesso anche una casa e del cibo. I tanto criminalizzati centri sociali hanno dato un sacco di assistenza a molte persone. Spesso mi viene detto di non generalizzare. Però io vedo farlo quando si parla di queste realtà. Sono rossi , sono brutti e sono cattivi. La vera violenza è l’abbandono dei più deboli , lasciati soli da tutti perché non sono in grado di produrre e non servono più al sistema economico. Pensate anche solo agli anziani abbandonati a se stessi senza che nessuno si curi di loro, con pensioni troppo basse per essere accolti in qualche struttura che possa assisterli. E io mi chiedo come cazzo ci si possa meravilgiare se poi la gente si comporta in modo violento. Ma forse una spiegazione c’è. Quando si vive nel benessere , senza essere mai stati a contatto con queste realtà , è difficile capire come si possa arrivare a desiderare di voler distruggere tutto.

      • Ma come erano tutti fighetti! Adesso sono soltanto disperati?
        La violenza non ha mai giustificazioni: mai. Io sono nato e cresciuto in un quartiere popolare. Abitata da famiglie proletarie, a ridosso di quelle borgate su cui si è scritto tanto. Spettava a noi la scelta. Metà di noi ha deciso per una strada, metà per un’altra. C’è chi, come me, ha seguito don Luigi Di Liegro (quello che ha inventato la Caritas, cioè l’assistenza agli emarginati) e c’è chi alla sera andava a rubare le autoradio. Non mi deve insegnare niente nessuno: l’ho vissuto in prima persona.

          • Già. Adesso si scopre che i centri sociali fanno addirittura del bene. Peccato che gli eredi di Di Liegro oppure don Gallo oppure don Ciotti, per non dire di tutti gli altri, facciano del bene, assistano gli emarginati, si battino per una politica sociale più giusta…senza sfasciare tutto. Non con le molotov, ma soltanto con l’amore.

      • @ Topo su marte. Allora devi decidere se sei uno di quelli del “blocco nero” che dice Vaffanculo o uno di quelli che se lo prende.
        Altrimenti statti a casa e gioca a far menate con Java, finché capisci cosa è il bene e cosa è il male e fatti da parte. Non è roba per te. La vita non è un videogioco dove cambi ruolo quando ti conviene. Fatti da parte e invecchia tranquillo.

      • Buonasera. si di solito sono proprio i più pacifisti … a diventare i più reazionari. Sembra un paradosso. Ma non lo è.
        E non sto con i black. Ma sicuramente se si vivesse in una società più giusta dove i valori sono l’onestà, la dignità e il rispetto certi estremismi non si vedrebbero.
        O ..Naturalmente dei giovani senza lavoro né futuro e dei ricchi che tolgono ai poveri nessuno parla più….????

        • Personalmente ho ben presente i problemi. Sia dei giovani senza lavoro (visto che mi tocca personalmente) sia dei ricchi che dei furfanti. La società è marcia, ma niente – quante volte l’ho ripetuto? – può giustificare la violenza.

        • No, no, mi sa che quelli che dici te sono i “repressi”… non i “più pacifisti”, che è diverso.
          Chi rifiuta la violenza, senza ‘se’ e senza ‘ma’, è perchè ha autoeducato se stesso… stanne certa.

          (e sicuramente non vive nella meccanizzazione dello spirito, animalizzazione del corpo, vegetalizzazione dell’anima. – avrei un bellissimo articolo al proposito, che spiegherebbe meglio, ma è troppo lungo).

          • Ho parlato di razionari. non di violenti. Certo poi quando la repressione ti induce alla fame allora arrivano le rivoluzioni. Ma qui stanne certa non arriverà mai. Non tutto il popolo viene ridotto alla fame. Dividi e Impera. (come sempre).
            Persino Cristo ribaltò i tavoli contro i farisei e gli ipocriti nel Tempio. e non era certo un violento.

          • Sicuramente l’unica certezza è che è da ritenere auspicabile… che la rivoluzione, come la guerra civile, da noi non arrivi mai. Per chi ha stravaganti istinti di sopravvivenza, nonchè pretese di “civiltà” delle volte.

            Vedi, il Cristo è stato un “rivoluzionario” a livello di Amore e Conoscenza… e certamente non un violento. Ma i Vangeli vanno letti nei loro significati più reconditi, non assorbiti… e basta, dall’anima senziente. Quando ha ribaltato i tavoli e le bancarelle del Tempio, ci si chiede infatti ma Lui che era puro Amore… che perdonava tutti, pure l’Adultera ecc. ecc. perchè l’ha fatto? perchè, a differenza di ben altri atti collerici e di istinti non autoeducati, Lui era sì ovviamente per ‘rovesciare’ tutto un sistema ‘farisaico’, ma significando come a tutti coloro ancora ‘imbestiati’ in un gretto materialismo – e non ‘materia’, nella quale è stato giusto ‘penetrare’, ma proprio gretto materialismo – l’apertura di mondi spirituali viene percepita come una sventura. Non è che Lui si mette a fare il giustizialista in quel momento…. ma porta messaggi di spiritualità che, non riconosciuti da altri livelli di coscienza (i mercanti) vengono percepiti come una grande sventura.

            Ce ne sarebbero tante, anche molto più interessanti da rileggersi con occhi nuovi… da capire.
            Due esempi, quelli che mi piacciono di più: quando maledice l’albero di fico? Lui va là, e la parabola lo dice chiaro e tondo: era fuori stagione……. – e non trova i fichi. E maledice il fico, dicendo “tu non avrai più frutti”, e i discepoli che arrivano il giorno dopo trovano l’albero tutto rinsecchito. Ora, scusa, qualunque persona che ragioni un minimo…. rimane a dir poco perplessa….dalla cosa, messa così. E’ come se uno pretende di mangiare le fragole a gennaio… e siccome sono fuori stagione allora le maledice. Invece….. siccome l’albero del fico rappresenta la Conoscenza… – anche il Buddha, 600 anni prima di Cristo, il cui nome all’inizio non era Buddha ma rappresenta, nel nome, un gradino di iniziazione, ha avuto l’illuminazione sotto l’albero del fico – ma una vecchia a antica forma di conoscenza… più addormentata..più ascetica…mentre il Cristo invece ora sta portando le forze dell’Io! come novità evolutiva: in questo..senso Lui dice “l’umanità non riceverà più frutto da te”! capisci? sennò pare un capriccio.:)))

            Mentre la più bella di tutte è quella del “porgi l’altra guancia”, nel tema del Perdono, quando, come ho letto in un libro, scritto sempre da chi usa il ragionamento..in parallelo a ciò che legge, dopo uno sgarbo gratuito…sentirsi dire “porgi l’altra guancia”, il più sveglio come minimo ti risponde “ma, io veramente non ti ho porto neanche la prima…” no? Cioè non è che ‘esser buoni fa veramente rima con cogl…ni’, sai com’è. Invece, anche qui, c’è un altro ragionamento da fare, ossia chiedersi: Perchè……. quella mano tra tante facce sulla terra ha colpito proprio la mia??…..” – il famoso mettersi in discussione, sempre, ma qua non mi dilungo perchè pare che alla gente di solito gli venga l’orticaria.

            (tutto questo, e tanto altro ancora, sta scritto nei bellissimi libri di Steiner. Apposta dico che i contenuti che ho trovato in lui non li ho trovati da nessun’altra parte).
            Perdonate l’OT…. oppure potete sempre chiedervi: Perchè….. questa fra tanti blog è capitata proprio qua? ahahahah!!! ;))) se non butto in caciara ogni tanto pure i concetti seri..mi sento male.

  46. Guarda Francesco che io ero e sono affezionata a te… che eri (e sei) la pecora nera del gruppo, proprio perchè lo so che hai cuore… e che tutto quello che fai lo fai col cuore. Credo che tutti lo abbiamo capito questo, anche perchè nemmeno ti accorgi come Franca, pur sopportando certe ‘angherie da schiaffi’ delle volte, ti sta trattando con fare materno. E’ ora di finirla con sta storia che siccome rifiuti la violenza allora sei “radical-chic”o “borghese del caxxo”, ora addirittura “senza cuore” – quell’altro l’altro giorno che ironizzava con “barabba”: è ora di finirla.
    Ho peraltro anche detto, nell’altro post, come “In un paese ormai in caduta libera, chiedere di condannare la violenza senza fare nulla per scongiurarne il ricorso è un esercizio quasi più pericoloso della violenza stessa”. (articolo di Nino Luca da Corriere.it). Ti assicuro che al di là di ogni pur lecito dubbio altrui in proposito, purtuttavia non sono cretina… o almeno non completamente.
    Ma pretendo troppo se preferisco chi come un Giuseppe De Marzo ha serie PROPOSTE da fare per la gravissima situazione di un paese allo sbando, piuttosto che coloro che, pur con tutta la profonda sofferenza che nessuno gli disconosce (e oltretutto io non sono una ‘moralista’), spaccano tutto e mettono a ferro e a fuoco una città?
    Il tuo discorso è “ni”, Francesco, è inutile che ci stiamo a girare attorno: tu dici possibilmente senza violenza ma alle brutte anche con. Della serie: “o con le buone o con le cattive”. Invece io penso, scusate la nausea…dell’esaurimento-nervoso-di-una-ripetizione-al-limite-della-nevrosi: la violenza o è condannabile o non lo è, o la si giustifica o non la si giustifica, non “secondo i casi”…. mi spiego??

  47. Aggiungo io: ed è inutile Francesco che continui a rifiutare sdegnato l’etichetta del violento quando non fai altro, da sempre, che giustificare la violenza.

    • No, Francesco non giustifica la violenza.
      E’ che quando vedi che le cose non funzionano non ci stai e reagisci. come facciamo tutti. tuttoqui.
      Eduardo dice (non voglio esprimermi in latino, per scelta) ” ci tolgono l’aria” è cosa e nient. “

      • La violenza nasce dalle parole. E lui ne usa troppe che la giustificano. Incitare all’odio verso le forze dell’ordine è violenza. Ridere su un cretino che lancia un estintore è violenza. Dire che bisogna sfasciare tutto è violenza.
        Ha ragione su tutto e capisco che lo dice in senso figurato. Ma c’è chi, a differenza sua, tramuta le parole in fatti.

        • Pino, ma è la rabbia di chi vorrebbe che le cose in questo mondo funzionassero. Certo capisco che le parole riescono ad uccidere più delle armi. Ma non è il caso di Francesco, da quel che mi par di capire, altrimenti non starebbe qui a parlare.

          • Rileggi con attenzione quello che ho scritto.
            E comunque la rabbia spetta ai giovani. Noi più…maturi (?) dobbiamo ragionare (e far ragionare).

  48. Francesco non sempre mi trovo in disaccordo con te,trovo le tue argomentazioni spesso di parte ma chi non lo è,pero’ questa volta non mi hai convinto,per niente.Tu credi che ognuno di noi abbia vissuto e continui a vivere nella bambagia,ricchi borghesi che non trovano di meglio che passare il proprio noiso tempo a sbattersi in un blog.Invece penso che potresti avere delle sorprese,pure amare.Tu stesso racconti di figli di notabili del pd nati sulle colline torinesi che ora, improvvisamente, diventano paladini della rivolta per necessita’ vitali.Non sempre la poverta’ produce violenza.Non sempre l’abbandono a se stessi crea delinquenti.Solo se credi che qualcun altro debba fare qualcosa per te,che ti spetti assolutamente di diritto,che tutto possa essere tuo e se non lo hai te lo prendi.Hai voglia di averli sentiti questi discorsi…..allora sai che ti dico? facciamo distuiggere tutto ,bruciare tutto a questi novelli Attila poi riusciranno a costruire qualcosa oppure il fine ultimo non esiste.Violenza fino ad autodistruggersi?Li hai visti a 50anni come sono ora quelli che rompevano tutto allora?Non dico che a ventanni non si possa contestare il sistema ,è un diritto inalienabile ed insito nella costruzione della personalita’,poi magari si cresce…. ed è importante pure non fare la fine di Parlato.

    • @irisilvi
      No ti sbagli. Io sono un privilegiato. Ho un lavoro e guadagno anche bene rispetto ad altre categorie di lavoratori. Il mio non è un discorso di classe e poi io sono il primo che scrive sui blog ( e non solo su questo ). Io esprimo solo la mia opinione , siete voi che vi sentite attaccati. Ammeto di essere un provocatore , ma al solo fine di portare un punto di vista che spesso viene sottovalutato. E io ascolto i vostri punti di vista perché in questo blog c’è una categoria di persone che mi interessa capire.

  49. La violenza la subiamo tutti i giorni quando ci fanno lavorare come precari per 4 soldi al mese , quando ci dicono che per competere occorre riddure salari e diritti mentre c’è gente che si arricchisce evadendo le tasse ( quando va bene ) , quando riducono le pensioni , quando innalzano l’età pensionabile , quando cercano di mettere il bavaglio all’informazione , quando ci dicono che tutto va bene mentre non è vero niente , quando ci dicono che la mafia non esiste , quando la Lega dice che la Padania deve staccarsi dall’Italia , quando tagliano i fondi per l’assistenza sociale mentre sottobanco viaggiano un sacco di soldi in mazzette ecc……….
    Io non giustifico nemmeno questa violenza.

  50. “ci fanno lavorare come precari ” chi? usi il plurale maiestatis? Intanto tu te ne vuoi andare dall’italia mica perchè sei precario,trattato male ,senza lavoro …solo perchè vuoi guadagnare di piu’! E’ un tuo diritto giusto? …….

  51. Purtroppo Francesco segue stereotipi difficili da combattere, dovrei dirgli come dico agli amici americani quando hanno già tutto scritto: “togliti il dischetto!”. Siccome sono stufo, è ora di chiarire definitivamente. Mi rivolgo a lui e anche a quelli del “vaffanculo”. Io sono quello che sono perchè ho scelto la strada pulita. Sono nato povero in una famiglia povera: il capofamiglia era mio nonno, tramviere, comunista puro e duro, uno dei primi sindacalisti attivi di quando il sindacato era una cosa seria. Da lui ho imparato il rigore (in seguito anche da mio padre), da mia nonna l’amore per gli altri, da mia madre il senso di giustizia. Sono riuscito dopo anni durissimi a inserirmi in un mondo chiuso come quello del giornalismo. Sono stato arrestato da giovanissimo perchè durante gli scontri avevo preso a pugni un poliziotto: mi sono salvato solo perchè ero minorenne. Mi fermo qui.
    Aggiungo di avere un figlio molto in gamba, ma disoccupato. Non precario: disoccupato, da cinque anni. Che ha fatto il servizio civile in una casa famiglia assistendo i ragazzi a rischio. Che non scappa all’estero per guadagnare di più, ma cerca ancora di trovare un buco in Italia, il suo Paese.
    Tutto quello che ho l’ho conquistato. Sono diventato popolare come giornalista andando per guerre, figuriamoci. Probabilmente molto più bravo di altri non ho raggiunto i vertici perchè ho preferito frequentare strade e non corridoi.

    Francesco stava con i Cobas. Beh, deve sapere che ad ogni manifestazione sono il primo ad essere chiamato da Bernocchi, il leader: e lui mi parla di manifestazioni. Ci sarà pure un motivo. Ma Francesco, quando forse toglierà il dischetto dalla testa, scoprirà che la politica (tutta, anche quella che gira intorno) fa schifo e magari s’interrogherà sugli strani accordi di potere fra il disubbidiente Casarini e il nuovo astro democratico Vendola. Non lo dico io, basta leggere qui.

    Insomma, mi sono rotto i coglioni. Adesso potrà dire quello che gli pare, per me non conta assolutamente niente.

  52. E’ stato arrestato il ragazzo fotografato sabato nel corso degli scontri con i Black bloc a Roma, mentre lanciava un estintore in piazza San Giovanni. E’ un giovane studente universitario romano – Fabrizio Filippi, 24 anni, originario di Bassano Romano (Viterbo) – con precedenti per stupefacenti, noto con il soprannome di «er pelliccia». La sua foto con il volto mascherato e il braccio teso dopo il lancio aveva fatto il giro del mondo, finendo sulle copertine di centinaia di giornali e sui siti web. «Io pensavo che mio figlio stesse all’università . Mi dispiace” ha detto il padre. Articolo

    • Stava spegnendo la macchina solo che si è fintio improvvisamente e per l’icazzatura l’ha lanciato in malo modo. :)

      • figlio di impiegati, frequentava per modo di dire un’universita’ privata (primo anno di psicologia a 24 anni!) , precedenti per stupefacenti, su facebook indica come interessi il tennis, la musica elettronica e leggere oltre che desiderare “una relazione passionale con una ragazza” – davanti ai fotografi ha svuotato l’estintore e poi lo ha lanciato verso i poliziotti – si e’ sentito un eroe, invece e’ solo un piccolo stronzo, detto “er pelliccia”

        • ahahaha troppo forti i romani : “er pelliccia”. Mi piacerebbe sapere perché questo soprannome. Menomale che quel giorno non aveva la pelliccia , avrebbe preso fuoco :)

  53. Ecco chi coccola la violenza: istruzioni per l’uso per chi ha sfasciato o sfascerà. In un Paese serio sarebbe favoreggiamento. Per non dire complicità.

    “NON ANDARE NEL PANICO. NON PARLARE”. Comincia così il post di Indymedia “per tutti quelli a Roma il 15 ottobre”. Un vero e proprio decalogo per “non cedere alla pressione psicologica” creata secondo loro da media e polizia attraverso la diffusione di foto e filmati sugli scontri nella Capitale di sabato scorso. Le immagini “non sono necessariamente una prova” perché se “la polizia ha una foto sfocata o un video dall’alto in cui potresti essere ritratto non vuol dire che sappiano chi sei e non è detto che abbiano delle prove contro di te”. E allora ecco le regole da seguire per rimanere “invisibili”.“NON TI VANTARE, NON FARE LA SPIA, NON PARLARE DI ALTRI, STAI AL SICURO”. segue dal Fatto Quotidiano

  54. E questi sono i giovani che devono prendere le redini del presente e traghettarle nel futuro? Un branco di vigliacchi che si nasconde dietro maschere e profili bassi? Che chiede l’ Avvocato, cioè una icona dello stesso Sistema che vogliono distruggere?
    Dalle mie parti si dice: “Picciriddazzi”, niente altro che “picciriddazzi” da mandare a letto senza cena.

  55. Una domanda al padre del giovane Fabrizio :
    gentilissimo Signor Filippi quando è l’ultima volta che ha dato una occhiata al libretto universitario di suo figlio ?

    si faccia coraggio !!

    distinti saluti, marcello

  56. @Pino
    Pino uno di noi ;)
    Mi dispiace per tuo figlio , veramente.

    Però non capisco perché t’incazzi così tanto con me ?

  57. Marco Pannella a ruota libera contro Pd e Rosy Bind oggi a ‘Un Giorno da Pecora’, il programma di Radio2. A Pannella non sono andate giù le parole pronunciate dal Presidente del Partito Democratico nel giorno dell’ultimo voto di fiducia sul Governo Berlusconi, quando alcuni Radicali sono entrati in aula a differenza del resto del centrosinistra. Perché – gli chiedono – il 14 ottobre non è andato sull’ ‘Aventino’ insieme all’opposizione? “Perché col cazzo che ci hanno invitato e perché andare con degli stronzi impotenti non mi andava, io non vado a fare stronzate con gli stronzi. E noi non facciamo ‘il resto’ di nessuno!”. Se la sta prendendo con la Bindi, che ha definito stronzi i Radicali che hanno votato i 14 ottobre? “La Bindi è stata male interpretata. Quando ha detto ‘stronzi, stronzi, stronzi’ si stava presentando, essendo lei la Presidente degli stronzi. E’ come quando io arrivo, mi presento e dico ‘piacere Pannella'”, ha attaccato il radicale. Dunque non è molto convinto che le forze di opposizione vogliano includervi nei loro progetti? “E’ noto che Bersani, Vendola e Di Pietro hanno stabilito che devono avere una politica sostanzialmente con Casini. Loro hanno detto: con tutti, tranne che con i radicali”. Sabato scorso è stato allontanato dagli ‘indignados’ della manifestazione di Roma: è ancora irritato con loro? “Quella gente era sincera ed onesta con se stessa – ha detto Pannella -e solo per questo cosa dovrei fargli, dargli il reato d’opinione?”.

  58. POLITICA CHE SCHIFO

    Michele Iorio si conferma per la terza volta consecutiva presidente del Molise. Il candidato del centrodestra (e anche dall’Udc di Casini) ha ottenuto il 46,94% dei voti contro il 46,15% di Paolo Di Laura Frattura, sostenuto da tutto il centrosinistra. Il testa a testa è durato per circa undici ore e si è dovuto attendere la fine dello spoglio per avere il quadro esatto della situazione. Determinante, come già accaduto in Piemonte, il consenso ottenuto dal Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, che ha sottratto preferenze soprattutto al centrosinistra. “Per un pugno di voti in Molise vince il candidato di destra, inquisito, grazie ai voti di Grillo, tolti al centrosinistra” dice Dario Franceschini, capogruppo Pd alla Camera.

  59. Più che altro che schifo gli italiani. C’è ancora gente che vota per questa destra. Il popolo degli evasori non abbandonerà mai questo governo che promuove l’illegalità attaccando la magistratura. Tra l’altro oggi i “giudici comunisti” di Milano hanno anche scagionato B. dal reato di frode fiscale nel processo Mediatrade. E poi se la prendono con i black bloc.

  60. Francesco rispondero’ qua per non sovrapporre un mucchio di replica.
    Ho sorriso quando ho letto il tuo commento in mia risposta.”vi sentite attaccati” hai detto.Intanto ,vi sentite chi?
    (…)

  61. Ecco, ci stiamo presentando un pò tutti.
    Meglio chiarire. Poi anche a me non piace quel “voi”: anche questo quante volte l’ho detto? Ognuno risponde per se stesso. Sempre. Non mi piacciono nè i gruppi nè i gruppuscoli nè le bande. Al lavoro sono stato sempre considerato un “cane sciolto” perchè – guarda caso – ho sempre ragionato con la mia testa. Non stava bene, soprattutto se devo essere sinceri a quelli democraticissimi di sinistra che volevano che mi accodassi alle loro lotte (spesso di potere) come un cagnolino, dando voti a quelli che poi diventavano capibastone e facevano carriera.
    Sentirmi omologato mi fa venire l’orticaria.

  62. Visto che avete tutti un passato “tumultuoso” abbiate fede. Mi omologherò anche io. Datemi tempo. Fatemi solo sognare ancora un pò.

  63. 18 Ottobre 2011
    Maroni: “Chi organizza manifestazioni
    dia garanzie patrimoniali sui danni”

    Dai, come si fa a rimanere seri. Ma ve l’imaginate voi i black block che “accendono” un muto. Se mai gli danno fuoco alla banca.. :)

  64. Francesco di che ti preoccupi?Anzi sei avanti perchè sai di sognare.Pensa che pure er pelliccia ,ora,dice che si è fatto trascinare dagli eventi e chiede scusa a suo padre(?)pover’uomo….

  65. Se la situazione non fosse tragica in questo Paese ci sarebbe veramente da ammazzarsi dalle risate. Già immagino il processo : sigonor giudice “er pelliccia” è innocente. Assolto, il ragazzo non ha peli sul petto ahahaha !!! :)

  66. pino, scusa, mi intrometto.
    tu sei cresciuto con i tuoi principi, io pure, molti altri pure…ma quel mondo lì è finito.

    io continuo a seguire i miei principi, ma sono di fatto fuori dal mondo, e ci sto bene fuori, mi allontano sempre di più.
    non ho, davvero, non ho nessuna idea su queste cose che sono successe, davvero, non voglio esprimere pareri perchè davvero non potrei.
    ma la gente che oggi ha 40 anni è cresciuta in un altro modo, ed ha magari figli di vent’anni.
    sono cresciuti in un altro mondo, con l’idea della crescita infinita, ok, sempre la solita dai tuoi tempi, peccato che ai tuoi tempi garantisse (per ora) una buona pensione, ai mei un po’ meno, ai loro….(??)
    la tua pensione diventa un privilegio, suppongo.
    è tutto sbagliato perchè il mondo ha continuato a girare nello stesso modo, che però non regge più, semplicemente.
    questi sono cresciuti con tutto pronto e non sanno nemmeno qual’è la stagione delle arance (per dire), con tutto il rispetto, che coscienza vuoi che abbiano delle cose reali?
    se uno non si rende conto delle cose piccole, come fa a rendersi conto delle cose grandi?
    la faccio troppo semplice?

    anch’io mi sono fatta il culo (e me lo faccio), e allora? secondo te questo a chi è nato in un altro mondo dice qualcosa?
    e chi gliel’ha costruito, questo mondo qui? noi, o babbo natale?
    come possiamo pretendere che funzioni, se vogliamo arance tutto l’anno? (e allo steso tempo lavoro per tutti, magari laureati, e poi troppo caldo d’inverno e troppo freddo d’estate ecc ecc ecc)
    io figli non ne ho fatti, di proposito, ma mi sento comunque responsabile in ogni gesto.
    e gli altri? i supposti adulti? (non il governo ladro, ma NOI)
    mah…..

    le mie sono solo domande, eh…
    non ho risposte, le avessi….

  67. E’ importante intanto far capire con chi stanno parlando.
    Il resto non mi interessa: non faccio politica e non ho nessuna intenzione di farla.

  68. Non ho replica sopra. Ma rispondo a Sissi, Non ho intenzione di replicare in questa sede. E si che potrei controbattere ogni tua parola. Non amo scrivere qui pezzi lunghi quanto una pagina. Mi annoierei ed annoierei te. Rispondo solo con due parole. Tu parli di “Buono” Io parlo di “GIUSTO” .e c’è una differenza infinita. ;)

    • No, scusa, non mi puoi mettere in bocca parole che non ho detto però. Solo questo. Quando mai ho parlato di “buono”? a me mai piaciuta questa parola, mi sa di… moraleggiante. Ho parlato di Amore…. e Conoscenza. Tra i quali è contenuto, ovviamente, anche il Giusto.
      Insomma la verità nel pensiero, la bellezza nel sentimento, e il giusto nella volontà: in una parola, l’armonia.
      Tranquilla.. su questo ;))) davvero.

    • Ahhh! sì ma lì era.. in senso ironico per come viene raccontata di solito la storia “dell’altra guancia”: come una favoletta, appunto, della serie: “siccome noi siamo tanto buoni… porgiamo l’altra guancia…”, appunto era una sottolineatura del termine “buono” sempre inteso con quel non so che di moraleggiante…come usa la parrocchia no. E che poi, messa così, farebbe pure rima con c….. appunto. Oltretutto. Mentre invece lì sta a significare un discorso ampissimo, profondissimo, importantissimo… come il tema del mettersi in discussione anche se ‘apparentemente’ non si vedono le cause…di un qualcosa, e come il tema del Perdono..per i medesimi motivi, appunto, non per una retorica “bontà”.

      Oh sennò io sono più per Oscar Wilde è: “meglio essere belli che buoni, ma è molto meglio essere buoni che brutti” ;)))
      ecco io ragiono (anche) così! quindi figurati certi moraleggianti termini su di me..quanto attecchiscono:)))

      (lo so che ti trovo d’accordo su quanto sopra, prima, davvero ;)))

  69. Intanto capire questo è già un grande risultato.
    Mi sto dannando da mesi per ristabilire questo, sbaragliando l’idea che i nemici siano loro.

  70. @ Pina.
    Col regime militare? come in Egitto? (la provocazione è voluta…non perchè ce l’abbia con te nello specifico ma perchè temo…di non essere troppo lontana dalla realtà se penso che c’è ancora gente che vorrebbe questo).

    Io la mia proposta l’ho fatta. Si chiama Triarticolazione Sociale. Si chiama Libertà…. Uguaglianza, Fraternità.
    Soprattutto fondata sulla Libertà e non sulla coercizione. Ma ho anche precisato che non è attuabile, ancora. Nè ho intenzione di mettermi a fare la rivoluzione o una guerra civile perchè venga attuata: serve prima di tutto una rivoluzione interiore… perchè venga innanzitutto veramente compresa.

  71. Infatti quando io insisto nel voler rimettere l’Uomo al centro… con discorsi che sembra esulino dal contesto andando a finire chissà dove, non è un ‘caso’: insisto che tra imperialismi e marxismi tutto ancora si continua a considerare tranne che l’Essere Umano… al centro della vita. Tranne che la considerazione della Persona. La persona proprio non esiste, ancora: esiste la categoria, il mestiere, la collocazione sociale, il conto in banca, il partito d’appartenenza, il guadagno mensile, TRANNE…che l’essere umano nella sua essenza.
    Invece solo e unicamente ripartendo da qua… si può instaurare quel discorso di libertà e uguaglianza e fratellanza… ancora ritenuto tanto utopistico.

  72. Prima o poi qualcuno prendera’ coscienza.Magari i piu’ folli ,i piu’ idealisti,gli ingenui,quelli che ancora nulla hanno capito,i meno furbi …ogni parola che riguardi la Coscienza come adempimento a se stessi,non è mai sprecata,mai urlata al vento.Bisogna ricordarla spesso.Grazie.

    • Grazie a te..che mi capisci, però mi rendo conto che il discorso è un po’ più complicato. Insomma va capita bene la triarticolazione, proprio perchè non diventi un’altra dittatura, ma c’è in gioco l’evoluzione…. nostra e futura. E si tratta di rinunciare solo a una piccola parte d’egoismo, appunto perchè non è una dittatura ma è l’Essere Umano… riposto al centro.
      Insomma va letta, comunque i tempi sarebbero anche maturi.

      • Da qualche altra parte già mi sembra di averti risposto. I tempi sarebbero maturi se tutti si svegliassero nello stesso momento. Sai quante persone hanno parlato come te, come noi, insomma, nell’antichità….
        Nooo qusto è il vecchio continente pieno di cultura di filosofia, di storia….ma a quanto pare non è servito a nulla finora.
        Solo i soldi e l’apparire contano.
        Ecco solo una decrescita potrebbe riportarci a ridare valore alle cose importanti della vita. Forse, mi sbaglio, ma penso che siamo al punto che bisognatornare indietro, per andare a vanti

  73. La ‘purezza’ non mi interessa.
    Pina, non sarebbe come in passato.
    Comunque non ho nè voglia nè tempo per parlare. (oltretutto ne ho già accennato varie volte e per il resto esistono i libri, io chiudo qua – sono stata fin troppo ripetitiva, e mi scuso anche).
    Buona lettura, e saluti a tutti.

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