Il giorno dopo: tanta amarezza ma anche la speranza di una svolta importante

Foto di Marco Stefano Vitiello

(…) Una sola speranza ci resta ed è legata a quei giovani che non ascoltano, che si tappano le orecchie di fronte ai discorsi improntati al pessimismo e che nel loro cuore sognano e sperano. Ce ne sono ben più di quanto si possa immaginare e molti erano in piazza ieri: li abbiamo visti battere le mani a polizia e carabinieri, li abbiamo visti provare a cacciare dal corteo gli incappucciati, li abbiamo visti piangere di rabbia. Ragazzi, il futuro è vostro se imparate subito a rifiutare la violenza, a non tollerarla mai, a isolare chi la predica e la mette in atto, a denunciarla il giorno prima e non quando ormai il corteo è partito. Il futuro esiste se ve lo costruite con speranza e tenacia e se non ve lo fate scippare da chi non crede in nulla. La Stampa  RASSEGNA STAMPA NEI COMMENTI

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126 thoughts on “Il giorno dopo: tanta amarezza ma anche la speranza di una svolta importante

  1. I cosiddetti Indignados italiani hanno fallito. O, forse, noi italiani non abbiamo compreso a fondo il significato dell’indignazione. (…) Non sono state portate idee, nessun programma, nessuna richiesta, nessuna pretesa. Gli Indignados italiani hanno perso una grande occasione e ne sono responsabili perché da domani non si parlerà del futuro delle nuove generazioni, della disperazione delle vecchie, ma di una manifestazione con centinaia di migliaia di persone rovinata da un gruppo di criminali vestiti di nero. PeaceReporter

    Racconta chi non si è girato dall’altra parte – e ora raccomanda Iddio di non essere citato con nome e cognome – di aver riconosciuto tra i “neri” i torinesi di “Askatasuna”, i “Carc” di Rovereto, i padovani di “Gramigna”. Qualcuno assicura di aver intravisto facce note dei romani di “Acrobax”. Qualche ultras della Roma e del Cosenza. Addirittura operai di Pomigliano, “o almeno così dicevano di essere”. Già, “i neri”. Ma chi sono, davvero? Chi sono i 500, i 1000, i 1.500 (i numeri sono e resteranno ballerini) che, in un solo pomeriggio, si sono presi una piazza che non è la loro e un movimento che grida di non volerli? (…) ”Questa gente, sono i nostri nemici – strilla nel suo cellulare Luca Casarini, dal cassone di un camion con cui sta portando una decina di migliaia di persone verso marciapiedi sicuri – A questo punto, il Movimento deve avviare una riflessione seria, profonda, senza ipocrisie per dirsi che questi sono innanzitutto un nostro problema”. Che è poi quello che pensa Andrea Alzetta di “Action”: “Dobbiamo andare a un regolamento al nostro interno con alcuni centri sociali”. La Repubblica.it

    Insulti, rabbia e indignazione. Dopo la guerriglia che ha messo a ferro e fuoco il centro di Roma, sul web si scatena l’ira contro i black bloc. Sul portale Indymedia, sito che tradizionalmente si fa portavoce dell’antagonismo, è riapparso un delirante comunicato dell 17 di settembre da un utente anonimo che invitava all’ «insurrezione» in occasione della manifestazione del 15 ottobre. Nella nota «si invitavano tutti i rivoluzionari a combattere, a portare di tutto per prendere e tenere la piazza, a rispondere colpo su colpo alle forze dell’ordine, a non fare come a Genova». (…) Oggi a quel post rispondono centinaia di commenti sdegnati e furibondi. «Siete solo dei vigliacchi, che rubate il futuro di chi vuole costruirlo» è lo sfogo di un utente anonimo. E ancora: «Avete distrutto il movimento no global, l’onda ed ora gli indignati. quando è che ci farete il favore di sparire per sempre?». «Complimenti vivissimi, finalmente vi siete mostrati per quello che siete, degli autentici, genuini, ineguagliabili, straordinari imbecilli», è il leit motiv ricorrente fra i frequentatori del forum.

    (…) Una donna con la maglietta «partigiani per sempre» è l’unica a piantarsi davanti al gruppo. «Cosa state facendo, siete impazziti»? Le danno uno spintone, quasi la gettano a terra. La gente che assiste alla scena si ribella. «Fascisti» urlano contro i ragazzi in nero, «sarà contento Berlusconi». Come se nulla fosse. C’è un lavoro da fare, e lo fanno. Le vetrine vanno in mille pezzi, con le commesse rannicchiate sotto al bancone che piangono di paura. Esproprio, saccheggio. Gli incappucciati escono dal negozio e lanciano alla folla il bottino. Pacchi di pasta, confezioni di filetto e salmone. Nessuno li raccoglie. I buoni erano la stragrande maggioranza, erano tanti, e sono stati sconfitti dalla violenza di pochi. Corriere.it

    In un giorno che sembra non debba finire mai, il questore di Roma Francesco Tagliente e il suo dispositivo di ordine pubblico conoscono la loro Caporetto. Il Viminale si era preparato a difendere la quiete della “città proibita”, il quadrilatero dei Palazzi della politica, confinando il corteo in un gomito obbligato (piazza della Repubblica-Largo Corrado Ricci-San Giovanni) che, nelle intenzioni, doveva imbrigliarlo nel reticolo del quartiere Esquilino. Dove un’eventuale devastazione – questo il ragionamento – avrebbe avuto obiettivi meno sensibili. Qualche bancomat, qualche semaforo, qualche bottega, qualche cassonetto. Il questore, e con lui il prefetto, Giuseppe Pecoraro, avevano riproposto – senza per altro farne mistero alla vigilia – quel format di “dissuasione statica”, che già aveva dato pessima prova di sé il 14 dicembre dello scorso anno. Reparti (2000 uomini) e mezzi schierati a chiudere i varchi della “zona rossa”. Con tempi di reazione lunghi e farraginosi. Nessun “filtraggio” significativo e nessun intervento sul corteo e nel corteo. Da accompagnare come un fiume, dalla sorgente alla foce, sorvegliando che non tracimasse. Ebbene, non ha funzionato. La Repubblica.it

  2. una occasione perduta , ma i giovani sapranno come far sentire la loro voce, solo gli stolti comunque non hanno capito !!!! io ho fiducia e spero che si sappiano meglio organizzare , spero che non si facciano manipolare dai partiti

  3. La faccia pulita del Paese…. la tenerezza di giovani senza passato senza futuro smarriti nel nulla… ma tenerissimamente puliti. La bellissima complicità con le forze dell’ordine, mandati allo sbaraglio e con gli stipendi dimezzati… un Rinnovamento della nostra Civiltà, che non può morire sul nascere: le forze evolutive premono, se ne facessero una ragione.
    “… per la prima volta sono stati gli stessi dimostranti – quelli veri, quelli pacifici, quelli indignati – a respingerli: è la novità più bella di una giornata disgraziata”.
    Grazie, Marco Stefano Vitiello. Sincerissimamente, con tutto il cuore.

      • ah scusa… ma non l’aveva scritto lui ieri nell’altro post? ho fatto il copia-incolla del tuo pezzo in neretto nell’altro post infatti, ma mi sembrava che riportavi in neretto quanto già detto da lui… con gli occhi distrutti dai lacrimogeni ecc.
        (beh, tranquillo, se non incasino tutto… – pacificamente…. – perderei la ‘coerenza’ ;)))

  4. sempre da peace reporter

    E ancora i cori: sempre “Silvio pedofilo”, “Silvio vaffanculo”. È tutto molto limitato e cieco. Gli Indignados si muovono contro un sistema asfissiante politico-finanziario, di cui fanno parte tutti, anche i sindacati. Il bersaglio non è un solo governo e gli Indignados, per definizione, non possono e non devono sopportare il cappello di alcun partito. Magari, un giorno scopriremo che un corteo silenzioso, sobrio, senza musica e alcol spaventerebbe maggiormente i vampiri che ci guardano dall’altro.

  5. “In un paese ormai in caduta libera, chiedere di condannare la violenza senza fare nulla per scongiurarne il ricorso è un esercizio quasi più pericoloso della violenza stessa. La violenza, in Italia, non è ancora arrivata. E non saranno certo gli studenti medi a sconvolgere il nostro paese.
    Quando scoppierà la scintilla tra i 1400 operai colpiti dalla chiusura dell’Irisbus Iveco; quando i cittadini sardi che da un anno parlano di scendere in piazza «con i forconi» decideranno che è arrivato il momento; quando i profughi detenuti ingiustamente e gli altri migranti, sfruttati e sottomessi, anziché arrampicarsi sulle gru e sui tetti decideranno di ribellarsi;
    quando l’esercito dei lavoratori atipici e dei giovani disoccupati, anziché competere tra loro o deprimersi nel privato scateneranno la loro rabbia per le strade, come i loro coetanei di Londra, Parigi, il Cairo o New York; allora potremo dire che in Italia è arrivata la violenza. Non sarà un bello spettacolo.
    Il contrario della violenza è la politica. La crescita degli spazi di democrazia, il ritrovato rapporto con la politica a tutti i livelli, il rispetto per il nostro Parlamento e per le istituzioni repubblicane, un governo che in questa tempesta tuteli il lavoro, l’istruzione e la ricerca, la solidarietà sociale”

    Nino Luca da Corriere.it – e non so nemmeno di quand’è.

    Non ho messo la conclusione, oltretutto, proprio per non metterla in faziosità politiche: vi ho letto sopra, vi condivido in pieno. Ma c’è anche quest’altro “aspetto della medaglia” che è impossibile sottovalutare.

  6. da Dagospia

    Tre video girati da operatori amici degli sfasciatutto, dall’altra parte della barricata. Sono stati messi su youtube e su siti dei centri sociali. Nel primo video c’è il boato da stadio e la gioia all’esplosione del blindato dei carabinieri; nel secondo una carica della polizia e la reazione a colpi di bombe carta; nel terzo una lezione su come distruggere una banca (in questo caso all’incrocio tra via Labicana e via Merulana) in meno di un minuto netto.

  7. Tra gli arrestati ci sono ragazzi provenienti da diverse città italiane come Bari, Trento, Catania, Siracusa, Brindisi, Varese e Napoli.

  8. I cattivi maestri. Scrive Valentino Parlato sul Manifesto:

    A Roma ci sono stati anche scontri con la polizia e manifestazioni di violenza. Meglio se non ci fossero state, ma nell’attuale contesto, con gli indici di disoccupazione giovanile ai vertici storici, era inevitabile che ci fossero. Aggiungerei: è bene, istruttivo che ci siano stati. Sono segni dell’urgenza di uscire da un presente che è la continuazione di un passato non ripetibile. articolo

    L’aspetto confortante viene, sullo stesso giornale, dalle risposte. Il cattivo maestro è massacrato. Forse davvero sta cambiando qualcosa.

    1. I black bloc sono istruttivi? a me sembra che abbiano semplicemente distrutto TUTTO manifestazione compresa.
    2. Quindi Parlato ci dice che la risposta sta nelle nazionalizzazioni, nell’Iri….Siamo davvero alla frutta.E l’atteggiamento comprensivo verso quei fascisti che incendiano macchine e sfasciano vetrine mettendo di fatto il bavaglio alla manifestazione?
    3. avendo subito la violenza di essere cacciati dalla piazza,davanti a tutto cio’ ho provato lo stesso senso di impotenza e di rabbia che provo quotidianamente davanti alla violenza di un sistema come quello in cui ci troviamo.
    4. Ma che dite? Gli scontri sarebbero istruttivi?Non ci sono motivazioni per le devastazioni effettuate dalle teste calde, non c’è movente politico, è violenza fine a se stessa, inutile,dannosa e politicamente fallimentare. Per piacere riflettete un pò di più quando scrivete!

  9. No: l’urgenza di uscire da un presente che è la continuazione di un passato non ripetibile consiste solo nel Rinnovamento. La complicità di alcuni con le forze dell’ordine per difendersi vicendevolmente…. dalla violenza, è quanto di più civile si possa chiedere a un Paese che ancora ha un cuore che pulsa: non di nazionalismi, ma di sentimenti veri, e soprattutto umani.

  10. ecco perche’ la sinistra radicale è completamente sparita dal quadro politico, usa vecchi schemi, non ha capito il cambiamento, uno come valentino parlato che sostiene che la violenza e’ stata istruttiva e’ fuori dal mondo, per fortuna non lo segue piu’ nessuno

    • Vero, la penso come te. – Roberto -.
      (dovevo proprio dirlo, solo questo, perchè adoro la vera complicità in buonafede e la comprensione, mi si allarga il cuore! vi voglio bene… a tutti).

  11. Da un lato gli scontri. Dall’altro le ragioni di una generazione. Che non vuole lasciare il campo alla violenza. Che non vuole ritornare ai margini del discorso pubblico. Che insiste affinché le proprie ragioni vengano prese in considerazione dalle classi dirigenti. E, soprattutto, non vuole che il 15 ottobre finisca nell’elenco delle occasioni perdute. Le reazioni e i commenti dei movimenti sono numerose. leggi

  12. Manifestazioni all’insegna della non violenza ,per avanzare sacrosante proteste, come sempre e ancora una volta inquinate e fatte degenerare da criminali soliti! Ma ormai non è possibile colpirli d’anticipo?

  13. Circola su Facebook, nella pagina dei Grillini “Tg in movimento”.
    E’ sicuramente di parte, però dà da pensare. Ovvio gli altri 2.495 black block, non avevano tutti queste panze da metalmeccanico di Pomigliano D’ Arco o di Ultras da curva dello stadio, ma è una pulce nell’ orecchio da considerare, a mio parere.

    • Secondo me è fuorviante. E’ ben chiaro a tutti chi erano i black bloc ieri.
      Magari questi tre panzoni sono alti dirigenti del movimento Cinque Stelle ;)))

  14. Ancora una volta “il grande fratello” è riuscito a sviare la nostra attenzione da ben più grossi problemi

  15. NEW YORK. Tafferugli e feriti sabato sera a Times Square, a New York, con la polizia a cavallo che ha cercato di disperdere i manifestanti del movimento Occupy Wall Street per impedire l’ccoupazione del piazza-simbolo della «Grande Mela», a quell’ora oltretutto piena di turisti e spettatori dei teatri di Broadway. Il movimento degli Indignati americani compie in queste ore il primo mese di vita. La polizia ha fermato 88 giovani. Una ragazza è rimasta ferita alla testa cadendo durante la carica degli agenti. Due poliziotti sono stati portati in ospedale per le ferite subite mentre respingevano i manifestanti. Una ventina di arresti sono stati operati per l’irruzione in una filiale della Citibank nei pressi di Washington Square Park. Nel vicino parco ci sono stati 14 fermi per violazione del coprifuoco che scattava a mezzanotte. Una vicina filiale della Chase Bank è stata assediata per solidarietà ai 14mila impiegati licenziati dall’istituto. Fermati anche cinque manifestanti che giravano a volto coperto.

  16. Sono appena tornato da Roma. Sono più incazzato di prima. L’avevo detto proprio venerdì prima di partire che finiva così ed infatti è andata così. Tutto come da manuale. La gente di questo Paese , per quanto mi riguarda. ha solo una speranza: emigrare. Se prima avevo ancora un minimo di speranza ora non più. A gennaio me ne vado, anticipo la mia fuga da questo Paese di merda. L’unica cosa giusta che ha detto B.

  17. No, questo Paese ha ancora una grande parte “buona” e che vuole realmente cambiare. Pacificamente.
    Non cambieranno mai invece i violenti che nella vita non hanno altro scopo che distruggere: tutto, comprese le speranze.

  18. Sono la mamma di uno di quei ragazzi presenti alla manifestazione.
    Ieri Roma,qualche mese fa in Val di Susa.
    Ogni volta tanta paura,rabbia, impotenza.
    Seguo come in trance le immagini che scorrono sul video.
    Fughe,spintoni,urla,botte,spari,fiamme…sangue.
    Con il fiato sospeso,il tempo sembra si sia fermato.
    Ma perchè non smettono? Possibile che non riescano a venirne fuori?
    E poi un sospiro di sollievo.Squilla il telefono.
    “Mamma,ciao,tutto bene”.
    Sia ringraziato Dio !
    PS scusate,ho dimenicato di scrivere che sono la mamma di un carabiniere..però sarei potuta essere la mamma di uno dei ragazzi che avrebbero voluto manifestare pacificamente.

  19. Non voglio fare polemica perché sinceramente non me ne frega più un cazzo di questo Paese. Ma una cosa ve la voglio dire. La polizia ieri non ha fatto niente per fermare i black block. Li hanno lasciati fare. Con i Cobas ne abbiamo buttati fuori un sacco di questi stronzi fascisti dei black block ( chiamiamoli con il loro vero nome : ultras e fascisti travestiti da anarchici ). Abbiamo chiesto alla Polizia di cacciarli da P.za San Giovanni. Ci hanno risposto noi da qui non ci possiamo muovere. E ce li avevano a 50 metri. Basta, ho detto tutto.

    • Ho pubblicato molti commenti, riproponendo i punti di vista più disparati, soprattutto da sinistra. Quei black bloc, lo scrivono giornali “democratici” , provengono dai centri sociali, ci sono anche i nomi. Dire fascisti è troppo facile. Anche i leader storici del movimento hanno capito che bisogna intervenire: è ora di aprire gli occhi. E’ da ieri che sottolineo la grande, positiva novità che la grandissima parte della folla li ha isolati e addirittura consegnati alle forze dell’ordine. Come non ho tralasciato di rimarcare le mancanze delle forze dell’ordine. Tu puoi pensarla come ti pare, ma la verità ormai è davanti agli occhi di tutti. E non accetto, sia chiaro, la benchè minima giustificazione alla violenza.

        • E la tua battuta, oltre che da stupidi, è da megalomane.
          Non c’è bisogno che assumi il ruolo da protagonista. E’ da ieri che sottolineo l’impegno della parte buona del corteo. E anche gli errori tattici dei poliziotti. Invece di stare solo dietro al tuo cervello cerca per una volta di leggere quello che scrivono gli altri molto più maturi di te nelle analisi, come per esempio i cronisti di Repubblica che anche loro stavano in mezzo agli scontri e che sicuramente non sono fascisti.

          • Un’ultima cosa. Tu evochi la fuga come una liberazione e invece è un segno concreto di fallimento.
            Chi resta almeno ha la forza ancora per cercare di cambiare le cose.

    • A Gennaio, e con molta soddisfazione. Stai tranquilla , qui rimarranno tuo figlio e i black block a menarsi dalla mattina alla sera. La gente cattiva come me va via. ;)

      • Sempre caustico con …i servitori dello Stato.
        Comunque io ho abitato per molti anni “tra i crucchi”.Non ci amano molto.
        Per quanto concerne mio figlio,almeno,ha un’identità definita e ha già scelto la sua strada ( ed ha “solo” 28 anni).E se indossa il casco non è per nascondersi.
        Dei “bb” ho solo capito che il loro obiettivo è …rompere.Tutto.

  20. E io mi chiedo, dopo mesi e anni di provocazioni, arroganza ed autodifesa (violenta) del potere politico e finanziario, dopo anni di strangolamento dell’informazione e salvataggio della delinquenza politica con il diniego delle autorizzazioni a procedere, salvataggio dei propri interessi economici da parte di un parlamento che boccheggia, provvedimenti che colpiscono sempre le stesse fasce di popolazione, annichilimento delle risorse per istruzione e sanità….
    Ripeto, mi chiedo: cosa vi aspettavate da una corda tesa e sempre sul punto di spezzarsi?
    Quello che stupisce è il relativamente esiguo numero dei violenti – peraltro di incerta provenienza – rispetto a chi pensa che ancora, in questo paese, sia possibile cambiare le cose secondo un percorso democratico e costituzionale.

  21. Credo che sia ora di riproporre la famosa poesia di Pasolini, scritta nel ’68.

    La poesia di Pasolini

    «Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi quelli delle televisioni) vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio delle università) il culo. Io no, amici. Siete paurosi, incerti, disperati (benissimo) ma sapete anche come essere prepotenti, ricattatori e sicuri: prerogative piccoloborghesi, amici.
    Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti io simpatizzavo coi poliziotti!
    Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
    Quanto a me, conosco assai bene il loro modo di essere stati bambini e ragazzi le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui, a causa della miseria, che non dà autorità. La madre incallita come un facchino, o tenera, la salvia rossa (in terreni altrui, lottizzati); i bassi sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi caseggiati popolari, etc. etc. »
    «A Valle Giulia, ieri si è così avuto un frammento di lotta di classe: e voi amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi. Mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque, la vostra! In questi casi ai poliziotti si danno i fiori, amici.» Pier Paolo Pasolini

  22. Pure io ci credo ancora. In quasi tutti i cartelli delle manifestazioni c’ era scritto: siamo il 99%. Meno l’ 1% di Black Block, e delinquentume vario, sono 98%. Sempre tanti siamo… che restiamo.
    Meno male che ieri non si è andati oltre alle persone ferite, e nessuna famiglia ha qualcuno da piangere.

  23. Pure io credo.Credo ancor piu’ dopo cio’ che ho visto ieri.Non posso dire di averlo visto con i miei occhi ,di essere stata lì,ma le immagini passate sono chiare.Credo in quella parte di giovani e pure meno giovani che vogliono costruire non distruggere nonostante tutto.Nonostante chi invece distruttivo lo è per mestiere.Si perche’ penso che se una piccola parte di cani sciolti puo’ partire autonomamente ,esiste chi invece lo fa scientamente ,con un progetto in testa che non si limita al solo caos temporaneo.Ma le immagini di guerriglia le avete viste? Erano tattiche studiate a tavolino altro che rabbia repressa. E per fortuna non si è fatto troppo male nessuno:solo la citta’ e la possibilita’ di manifestare.

  24. Vedi, perchè noi ragioniamo. Ieri è stata una giornata importante. Fra le analisi ne ho trovate alcune interessantissime. Quella della Stampa che ho messo nel post è la più bella, ma molte altre sono da leggere con grande attenzione.
    C’è invece chi ottusamente si rifiuta di ragionare, di alzare la testa, aprire gli occhi. Basterebbe rileggere la nota di Peace Reporter, per non dire di Pasolini. Chi ancora – giovane o vecchio – è schiavo degli stereotipi, convinto che i nemici siano i celerini, non solo è fuori della storia ma non ha capito proprio niente.

    Vale la pena di riproporre un pezzo tratto da Peace Reporter.

    Le manifestazioni di Spagna, Israele e soprattutto di Wall Street hanno insegnato che non ha senso marciare senza senso e che soprattutto i numeri non contano: sono più efficaci 300 persone che arrivano all’improvviso nel cuore finanziario di un Paese che non un milione di persone davanti a una basilica. E ancora i cori: sempre “Silvio pedofilo”, “Silvio vaffanculo”. È tutto molto limitato e cieco. Gli Indignados si muovono contro un sistema asfissiante politico-finanziario, di cui fanno parte tutti, anche i sindacati. Il bersaglio non è un solo governo e gli Indignados, per definizione, non possono e non devono sopportare il cappello di alcun partito. Magari, un giorno scopriremo che un corteo silenzioso, sobrio, senza musica e alcol spaventerebbe maggiormente i vampiri che ci guardano dall’altro.Non sono state portate idee, nessun programma, nessuna richiesta, nessuna pretesa. Gli Indignados italiani hanno perso una grande occasione e ne sono responsabili perché da domani non si parlerà del futuro delle nuove generazioni, della disperazione delle vecchie, ma di una manifestazione con centinaia di migliaia di persone rovinata da un gruppo di criminali vestiti di nero.

    Come – aggiungo – non hanno senso le scritte su Carlo Giuliani, antiche e piene di odio. guarda

  25. Io rimetto in tutta umiltà, le parole che si trovano sotto la foto dell’ articolo. Sono importanti, sono parole sane che servono a tutti noi. Non le dobbiamo dimenticare perché senza queste se ne va via la speranza come ultimo atto. Speranza che si consegna come scettro, a chi ha voluto tutto questo.

    Una sola speranza ci resta ed è legata a quei giovani che non ascoltano, che si tappano le orecchie di fronte ai discorsi improntati al pessimismo e che nel loro cuore sognano e sperano. Ce ne sono ben più di quanto si possa immaginare e molti erano in piazza ieri: li abbiamo visti battere le mani a polizia e carabinieri, li abbiamo visti provare a cacciare dal corteo gli incappucciati, li abbiamo visti piangere di rabbia. Ragazzi, il futuro è vostro se imparate subito a rifiutare la violenza, a non tollerarla mai, a isolare chi la predica e la mette in atto, a denunciarla il giorno prima e non quando ormai il corteo è partito. Il futuro esiste se ve lo costruite con speranza e tenacia e se non ve lo fate scippare da chi non crede in nulla.

    @ Francesco, o Mouse. Se vai via, avrai forse salvato te stesso dai problemi economici e da un certo malessere. Ma la società quella marcia, che giustamente rifiuti, la trovi sempre attorno a te. Poi scapperai pure dalla Germania?

  26. Ero in attesa dei commenti dell’anima nera e provocatoria di questo blog. Cullavo in realtà la grande illusione che arrivassero parole finalmente sagge o quantomeno riflessive. Invece niente, tutto come prima. Purtroppo neanche questa lezione gli è servita, dunque il suo destino è ormai quello di rimanere prigioniero di se stesso e della sua rabbia cieca.

  27. Racconta chi non si è girato dall’altra parte – e ora raccomanda Iddio di non essere citato con nome e cognome – di aver riconosciuto tra i “neri” i torinesi di “Askatasuna”, i “Carc” di Rovereto, i padovani di “Gramigna”. Qualcuno assicura di aver intravisto facce note dei romani di “Acrobax”. Qualche ultras della Roma e del Cosenza. Addirittura operai di Pomigliano, “o almeno così dicevano di essere”. Già, “i neri”. Ma chi sono, davvero? Chi sono i 500, i 1000, i 1.500 (i numeri sono ballerini) che, in un solo pomeriggio, si sono presi una piazza che non è la loro e un movimento che grida di non volerli? da repubblica

  28. Mi da tristezza leggere e sentire certe analisi,sempre le stesse (Il Manifesto) .Anni e anni a ripetere la stessa solfa,talmente vecchia che puzza di muffa.Parlato ripete le stesse cose da 30anni,se l’è cucita addosso la “rivoluzione” ,ci vive e campa.Ho letto qualche commento e spero che pure qualcuno della redazione lo legga e ne faccia buon uso.Sono fuori dal tempo,dalla storia e il giornale è obiettivamente illeggibile.Vedano loro .Chissa’ se riusciranno a far sborsare, ai loro lettori, ancora qualche euro durante uno dei tanti periodi,cronici,di magra.Valentino Parlato come Norma Rangeri non mi fanno nemmeno piu’ sorridere,solo tristezza.

  29. Mi viene in mente di un viaggio insieme a Valentino Parlato in Libia, invitato ufficialmente perchè grande amico di Gheddafi…. Il suo commento forse andava bene trent’anni fa, quando c’era chi incitava a uccidere il commissario Calabresi per esempio… Ieri anche Pannella è stato cacciato via dal corteo.

  30. Se volete sapere chi sono quelli di Askatasuna ve lo dico io. Sono i ricchi della collina torinese. I padri di questi sono tutti in forze al PD ed hanno rubato un sacco di soldi durante le olimpiadi ed hanno interessi negli appalti della TAV.
    Fatelo sapere a quelli di Republica ;)

    • Ti credo sulla parola, ma questo mica esclude che ci fossero, anzi. Non fai altro che esaltare le parole di Pasolini. Cioè che fra gli incazzatissimi ci sono i figli di papà e che i veri proletari stanno dall’altra parte (del resto nel ’68 la facoltà di architettura mica era destinata ai figli degli operai).

      • Infatti c’erano insieme ai fascisti dei gruppi ex ultras e delle perferie di Roma. Questo è un esempio di governo delle larghe intese che parte dal basso ahahaha !!!
        Hanno paura del movimento , quello vero , che non ha niente a che fare né con i partiti politici né con i violenti. Io ieri ho visto un sacco di padri e madri insieme ai loro figli , giovani coppie che erano li perché vogliono avere una stabilità per poter fare un figlio. Tanti pensionati con una incredibile forza e tanto sdegno per questa situazione. Tutto il resto fa parte del teatrino politco e mediatico che divora tutto , che frena il cambiamento.

        • Fai ridere con queste tue classificazioni. Insisti con i fascisti e… gli ex ultras (e chi sarebbero?). Rifiuti l’idea di sacche incredibili di violenza dentro i centri sociali. Per fortuna se ne sono accorti finalmente anche i leader del movimento. Sul resto, sulla gente pacifica e realmente indignata, lo hanno (lo abbiamo) detto e ripetuto tutti. Insieme alla consapevolezza che questa minoranza scellerata ha rovinato una grande manifestazione.

    • Per questo si possono permettere una bardatura del genere allora.Sono figli di papa’! Invece del rolex a natale si fanno regalare la maschera antigas e una bomba carta…

  31. di MICHELE SERRA da La Repubblica del 16 ottobre 2011

    I black bloc farebbero una splendida carriera a Wall Street. Sono una piccola cricca di speculatori, del tutto indifferenti alla ricaduta delle loro gesta sulla società. Se ne fregano delle conseguenze, del prezzo che fanno pagare agli altri, vivono per il brivido di sentirsi un´avanguardia, disprezzano la massa disarmata, considerano il mondo il palcoscenico delle loro scorrerie. La politica, per loro, è come l´economia per i peggiori gangster della Borsa: qualcosa da privatizzare, da usare per i propri comodi, da piegare alla propria supremazia. Sono quasi tutti giovani maschi. Rarissime, quasi introvabili le donne. Come nella finanza, come in ogni campo di battaglia dove si menano le mani per mostrarsi vincenti, dove si fa male agli altri, dove si frega il prossimo. Difficile, per i pacifici e gli inermi, difendersi, specie in un periodo storico come questo che è fatto di guerre per bande, con le grandi organizzazioni politiche in affanno, e i movimenti di massa facili da scalare, da strumentalizzare, da dirottare. Ci vorranno molto coraggio e molta fantasia, in futuro, per inventare forme di lotta politica che non offrano a questi giovani pescecani la trippa, troppo facile, dove affondare le zanne.

  32. Giusto. Questo significa guardare dentro e pensare oltre. Prendersela con fascisti e celerini (meglio ancora se celerini-fascisti) è ormai ridicolo, quasi patetico. Sicuramente stupido.

    • @irisilvi
      No, a Berlino c’è un partito che mi piace molto. Nato dalla rete , qualcosa di molto potente che oggi vale il 10%. E non ha niente a che vedere con le buffonate di Grillo, sia ben chiaro.

      • Tu hai questo difetto di fondo: credi troppo nella Rete. Può essere un veicolo, ma la vita reale è un’altra.
        (Quanti hanno creduto alla “rivoluzione” di Grillo per tanto tempo…)

      • Beh se è nato dalla rete lo puoi raggiungere,con i potenti mezzi, pure da qua.Non mi permetterei mai di volerti far cambiare idea,se così hai deciso così devi fare.Essendo tantissimo piu’ anziana di te ho gia’ visto nelle mie precedenti lune che chi tanto dice,purtroppo,poco fa. Allora perchè ti agiti e sbraiti tanto se nulla t’interessasse di questo disperato Paese? Se senti di essere uno degli eletti,di avere potenzialita’,di non essere ingabbiato dentro stereotipi,di stare dalla parte giusta ,perchè dovresti regalare tutto questo potenziale ai teutonici? Non mi dire per soldi,ti prego….

    • Poi tutto tacque, vinse ragione, si placò il cielo, si posò il mare,
      solo qualcuno in resurrezione, piano, in silenzio, tornò a pensare…

  33. Di fatto i black block sono i figli dei potenti. Lo dico da sempre, Lo so che detto da me non ha l’autorevolezza di Michele Serra. Ma credo di averlo detto infinite volte. Poi in mezzo ai “capi” black block ci finiscono anche i disperati delle periferie o di altre situazioni di degrado. E anche loro purtroppo sono manipolati.

    • Ma và? Ci sei arrivato?
      Per amore della chiarezza tu sei famoso (qui) invece per parlare solo e continuamente di fascisti e di celerini.

      • Sinceramente è da sempre che esprimo le stesse posizioni. Ho sempre detto che i black block sono parte del potere. Ma mi avete ridicolizzato. E poi a me non piace la fama, a me piace rimanere nell’anonimato.

        • Ti abbiamo contestato (non ridicolizzato) perchè ogni volta ti sei scagliato solo contro i poliziotti, i veri nemici secondo te. Tanto che alla vigilia di Roma parlavi di “black cops” e spesso hai usato gli stessi slogan scritti su quella camionetta bruciata dei carabinieri. I black bloc non sono parte del potere come intendi te, cioè infiltrati, ma come lo intende Michele Serra che invece gli attribuisce un ruolo molto preciso, autonomo e devastante. E’ tutta un’altra storia.

          • Anche i poliziotti sono vittime del potere. Ma i poliziotti che si divertono a massacrare i manifestanti pacifici sono peggio dei black block.( voglio sempre ricordare quello che hanno combinato al G8 di Genova).

      • E certo. Sono inquadrati soltanto nella testa.
        Ok, liquidiamoli pure come fascisti (del resto i comportamenti sono fascisti). Così è più facile, comodo e rasserenante. Ma non capiremo mai cosa sta succedendo.

  34. Ecco è proprio questo! Si vede perfettamente che c’è una regia, un inquadramento militare.
    Questi non possono nascere spontaneamente.
    Certo io li ho visti gli autonomi distruggere citta’,quartieri,idee ma non erano neppure loro così organizzati.
    Poi non si nascondevano il volto, si sapeva perfettamente chi erano,quali centri frequentavano,dove trovarli.
    Insomma saro’ fissata ma questi puzzano….

  35. (…) Una falange inizia a tirare petardi ad altezza d’uomo contro i manifestanti, e sampietrini divelti, e bottiglie. Una pioggia di pietra e metallo, contro il corteo finché non arriva la polizia. Fino a quel momento, gli unici che avevano provato a reggere l’urto dei guerriglieri metropolitani erano stati quelli del servizio d’ordine dei Cobas, i più organizzati. Ne avevamo viste tante, in questi anni, nelle piazze: ma i Cobas soccorsi dai celerini, mai. (da Il Fatto)

    • Io ero appena dietro il gruppo dei Cobas. E posso confermare che è stato fatto di tutto per cacciare i violenti dal corteo. E ripeto, è stato anche richiesto alla polizia di intervenire su un gruppetto di BB. Ma niente , non si potevano muovere dalla loro posizione. Cose assurde veramente.

      • Mi pare che altri testimoni (quello che hai appena letto lo ha scritto Luca Telese) sostengono che i poliziotti sono intervenuti. Ovvio che aspettavano ordini.

      • Gli ordini li danno i superiori, non i passanti. Ci sono delle procedure: essere in un posto non basta per arrestare qualcuno, occorre una minaccia concreta di pericolo. Ma temo che stiamo guardando il dito del saggio che indica la luna…

  36. L’ho letto Michele Serra ma non mi dice nulla rispetto alla loro identita’,molto sulle loro azioni,infatti li tratta come dei viziati contestatori asserviti al sistema.Ma perchè io non sono convinta?

    • Puo’ essere,cerco solo di capire.Dove non mi è chiaro chiedo.Non ho nessuna idea precostituita ,me le faccio ,specialmente in questi casi terribili per me,man mano che leggo e guardo le immagini.Anzi mi considero fortunata perchè posso leggere qua.

  37. In via cavour c’erano questi stronzi che devasatavano tutto. Tutti i manifestanti pacifici gridavano di smetterla. Ed hanno iniziato a tirarci contro bombe carta e pietre. Appena abbiamo iniziato a reagire la polizia ci ha caricato mentre i black block si sono dileguati. Ma non potevano caricarli qualche minuto prima ? Ca nesciun è fess…….

  38. Questo video dice tutto secondo me. E’ la povera ragazza che si è presa una manganellata senza aver mosso un dito.
    Non mi sembra una pericolosissima black block.

    In piazza San giovanni avremmo dovuto riunirci per fare i collettivi. Ma li c’era solo un sacco di polizia , mentre in via Cavour i black block devastavano tutto.

  39. Ricominci. Continui ad attaccare solo e soltanto i poliziotti. Avranno fatto pure degli errori ma la colpa della violenza non è certo loro. Sono stufo, chiaro?
    Come dice Irisilvi qui stiamo cercando di capire. Siccome tu hai capito tutto puoi anche evitare di andare oltre. Non accetto più questi discorsi a senso unico: valli a fare su Indymedia che lì sono tutti contenti. La caccia al celerino non la fa neppure Il Fatto (da questo filmato non si capisce niente) che invece si è distinto per la pacatezza nei giudizi.

  40. Io non ho voglia di entrare nelle polemiche, ma TUTTI pure Lucia Annunziata proprio tutti sono concordi nel dire che la colpa è di questa frangia violenta, non certo della polizia, con cui anzi c’è stata perfino collaborazione.
    Poi odio ripetermi, l’ho detto fin troppe volte quello che penso a proposito della violenza, basta non ne posso più di ripetere sempre le stesse cose.
    Aggiungo invece, in merito a differenti dubbi di cui sopra, che dopo certe esternazioni di Cossiga non è che bisogna essere dei gran geni…per farseli venire. Però come al solito, sono solo tutte supposizioni perchè tanto la verità non la sapremo mai…..
    Non resta che rendersi conto che è diventato veramente un paese di m…….. con i tagli alla cultura e tutto quello che succede soltanto da noi, con tutto il rispetto verso i veri manifestanti pacifici e teneri di cui già ho parlato più sopra, e la naturale e giusta esasperazione oltre che indignazione, per la quale Pipistro ha giustamente osservato quanto ci sia da stupirsi che la violenza sia stata una piccola percentuale rispetto a un popolo veramente CIVILE… oltre che esasperato.

  41. Per il vergognoso “linciaggio” a Pannella, un grande politico ultraottantenne, protagonista di mille battaglie civili, dal divorzio ai referendum, ad opera mica di black bloc ma di gente ignorante (eufemismo), occorre ringraziare le poetiche paroline di panzer Bindi: “I radicali? Quando gli stronzi so’ stronzi, galleggiano senz’acqua”. Come se la signora fosse (politicamente) vergine.

  42. Giusto , vi lascio alla ricerca della vostra verità. La prossima volta comunque venite alle manifestazioni così almeno forse capirete qualcosa in più.

  43. Tu sicuramente neanche eri nato quando io partecipavo alle manifestazioni. Prima da cittadino e poi da cronista. C’era tanta gente alla manifestazione ieri di cui mi fido ciecamente (alcune analisi le ho già proposte: partono tutte da sinistra, tanto per chiarire). Gente che sicuramente ha capito molto più di te, arroccato sulle solite ritrite idee fisse e chiuse di cui preferisco fare volentieri a meno.
    Come se la verità fosse la tua.

  44. “I violenti che hanno devastato Roma sono contigui ai centri sociali, occupano le stesse case e lavorano nelle stesse cooperative. Per il movimento è difficile però disfarsene o isolarli perché rifiutano ogni confronto. Lo dimostra il nichilismo con cui occupano le piazze”.
    L’analisi di Carlo Bonini, la Repubblica

  45. La “contestazione” a Pannella da l’idea del clima che stiamo vivendo.Certo che fa un certo che veder sputare in faccia ad un uomo di 80anni.Ecco questo mi fa pensare ….si c’è quella controversa storia del voto alla camera.Si o no? Boh comunque Pannella ha un coraggio da vendere.

  46. Per la precisione: “Va detto che i cinque radicali hanno votato contro il governo Berlusconi. E’ una cazzata l’accusa a Pannella perché il numero legale per il voto c’era grazie alla presenza dei due deputati sudtirolesi della SVP. I radicali sono entrati quando il numero legale era certificato”.

    Certo tutto questo è frutto della rabbia, l’odio comunque verso il governo. Dimenticando che nessuno di quelli in piazza (parlo di quelli pacifici) ha fatto neppure l’uno per cento delle battaglie civili di Pannella.

  47. L’aggressione a Pannella, è scritto sopra, è la conseguenza diretta della inelegante presa di posizione della Bindi, l’accesa “pasionaria” che fa parte integrante del Sistema. Il guaio è anche quello di credere ancora a certa gente, assolutamente incapace di creare un’opposizione seria e dunque ugualmente responsabile del disastro.

  48. …quasi quanto il populismo e il qualunquismo diventato… nei confronti di un grande come Pannella (e un pacifista per eccellenza).
    …per la serie spiegabile ma non giustificabile.

  49. Con tutto il rispetto per la rabbia, vorrei sapere quei signori (alcuni ragazzotti) che facevano quando Pannella rischiava di lasciarsi morire per regalarci le leggi in assoluto più civili che abbiamo in Italia.

  50. Sto guardando il Tg1. E’ ricomparso quell’imbecille di Paolini durante la diretta di Zucchini. Ma una selciata a lui, mai?

  51. Un controllo capillare di una città come Roma sarebbe impossibile anche in uno Stato di Polizia. Questi teppisti agiscono con la logica della guerriglia urbana consapevoli della certa impunità e che se a qualcuno di loro fosse torto un capello diverrebbe martire consacrato da tutti i giornali e viedogiornali. Non mancano i mezzi alla ns. polizia, manca il sostegno morale della Nazione e giustamente si comportano come da manuale e le città prendono fuoco.

  52. A questo punto spero che i movimenti si ritirino e che lascino in mano il futuro di questo Paese ad Alfano , l’avatar di Berlusconi , Fini , Casini , Montezemolo , Marchionne , Bersani , D’Alema e tutta la cricca della finanza nazionale ed internazionale con la complicità dei media e della casta dei giornalisti. Auguri italiani……… ;)

    • Sarò brutale: non hai capito niente.
      Ogni persona perbene e ragionevole sta dalla parte dei movimenti. Ma le stesse persone non stanno sicuramente dalla parte di chi vuole sfasciare tutto, ottenere il cambiamento con la violenza. O con il disfattismo, come te.

      • No no , io ho capito benissimo. Siete voi che non avete capito che chi vule rovesciare Belrlusconi ci vuole usare per poi mettercela in quel posto. Anche Draghi ha detto che solidarizza con i movimenti. hahahaha !!!
        Un pò come il vigile che ti ferma per una stronzata e ti dice , capisco che ha problemi econmici, ma la multa te la devo fare lo stesso…….

        • Ecco, sono due cose completamente diverse invece: Draghi simpatizza con i poteri anglofoni, il vigile per strada per forza deve fare la multa… anche se al buon cuore è affidata una parte di possibilità di evitarla, ma una parte… non è che può fare di testa sua. Sennò anche negli uffici allora: tutti cattivi perchè ti mandano le bollette… ma che ragionamento è?

  53. “Il sacco di Roma indigna tutti, anche chi, come noi, non può (e normalmente non dovrebbe) parlare di politica e, quindi, indignarsi di questo o di quel governo: e ci mancherebbe altro… Però, nel giorno in cui – per una volta – la Polizia, i Carabinieri e la Guardia di Finanza sono stati dalla parte della brava gente (perché stavolta è stato chiaro a tutti quello che accade nelle piazze quando i black-bloc attaccano), noi abbiamo avuto modo di notare altre cose.
    Primo: si ha un’idea di quanti sbirri bastardi dovrà fare a meno il Paese nei prossimi mesi, a causa delle ferite riportate e di come la loro età stia incredibilmente avanzando?
    Secondo: se il governo ha tagliato altri 60 milioni di euro al comparto sicurezza, con quali soldi si ripareranno i blindati e le attrezzature devastate se già da un paio d’anni non vediamo più arrivare nulla di nulla?
    Terzo: chi aiuterà i reduci del 15 ottobre a superare lo choc dell’aver dovuto fronteggiare un’orda di Unni troppo violenti per dirsi solo ragazzini “difficili”?
    Vi immaginate cosa significhi stare ore a prendere sampietrini addosso, a vedere molotov incendiare i blindati, a dover indietreggiare davanti a giovani criminali (e potenziali assassini) che ti lanciano addosso estintori o gavettoni di piscio mentre stringono pollice e indice delle mani attorno al proprio sesso in segno di scherno?
    Potete solo lontanamente immaginare cosa significhi per chi, dopo vent’anni di servizio, deve stare a prenderle ogni maledetta domenica da ragazzini impuniti?
    Alla fine della giornata, secondo i dati diffusi, si sono contati 12 arresti (!!!)
    Dodici arresti?
    Ok.
    Altri li identificheranno, ma mentre i nomi degli uomini in divisa finiti sotto processo (giusto o ingiusto che sia) sono puntualmente catalogati, associati a immagini, pubblicati e ripubblicati fino a divenire noti a tutti, di questi teppisti così cattivi da far impallidire i Guerrieri della Notte di Walter Hill o il quartetto di Clockwork Orange di Stanley Kubrick, non rimane alcuna traccia nell’immaginario collettivo, nemmeno quando, dopo un paio di giorni di gattabuia vengono rimessi in libera circolazione.
    E allora si dirà: colpa dei giudici…
    Eh no! Colpa di una legge che nessuno cambia, semmai. E poi, volete che qualcuno, tra qualche giorno, non dirà che è stata la polizia, a provocare gli scontri? A lanciare pietre? A sparare lacrimogeni ad altezza uomo?
    Piuttosto: qualcuno ci spiega perché il vero mito resta Carlo Giuliani mentre di quel tenente dei Carabinieri col naso frantumato da un sanpietrino nessuno parla?
    Forse vogliono tutti un altro morto, da qualsiasi parte esso arrivi, così si può parlare, disquisire, analizzare, progettare, criticare.

    E’ così che si recide la sottile linea tra il torto e la ragione: gli Indignati, i NoTav, chi protesta per i rifiuti, per il lavoro che non c’è… Quando prendi botte, quando sei costretto a darle, perdi il senso di tutto e finisci col non capire più perché stai lì e chi è il vero nemico. Quando prendi botte, poco importa se oltre la cortina di gente organizzata che finirà con l’armarsi e fare fuoco (secondo me è solo questione di tempo), c’è gente che protesta pacificamente e per una causa sacrosanta. Quando parti di corsa i cattivi si spostano e tu affondi la carica in un accampamento di gente pacifica, ma quando lo capisci può essere troppo tardi. E poi, pensi, perché stanno lì? Perché non se ne vanno?
    Non riesco a odiare Carlo Giuliani, ma tutti odiano me.
    E ieri ci sono stati tutti un po’ più vicini solo perché l’evidenza era tale.”

    • Franca, io l’avevo letto… hai fatto bene a metterlo per esteso.
      Dice tutto questo articolo, mica ci vuole tanto a capirlo… e la solidarietà, almeno da parte nostra, è veramente sincera.
      E’ stata una voce unanime su questo… e mi sembrava l’unica nota “positiva”…se di positività si può parlare in una situazione come questa.

    • Forse tu non hai mai visto cosa vuol dire finire sotto la rabbia degli sbirri. Ti assicuro che menano gli indifesi e puntano a fare il massimo dei danni. Chiedi a tuo figlio chi sono le zecche. Se ti saprà rispondere sappi che tuò figlio non è più un uomo ma una macchina.

      • Non mi piace il modo dispreggiativo di come “dici” sbirri. Sento disprezzo e non voglia di confronto.
        Io so che mio figlio è un uomo.E come tutti gli uomini ha i suoi limiti.Non reputo una macchina l’operaio che ubbidisce al caporeparto.Nè l’insegnante che ha dei programmi da seguire.Men che meno mio figlio,mia figlia e mio marito che hanno degli ordini da eseguire.

      • E’ l’ultima volta – te lo dico ufficialmente – che parli così delle forze dell’ordine. Sono parole come queste che scatenano poi l’odio e la violenza. Non te lo permetterò più.

  54. Il conto dei feriti è rimasto salito a 135, di cui tre gravi, tra black block, manifestanti e forze di polizia. Di questi, 30 sono manifestanti, tra cui due, ricoverati al Policlinico Umberto I e all’Aurelia Hospital, hanno subito l’amputazione di alcune dita a causa delle esplosioni di bombe carta. Sono invece 105 gli uomini feriti tra le forze dell’ordine: 50 sono carabinieri, 35 sono agenti della polizia e 20 della guardia di finanza.

    Venti le persone fermate, 12 quelle arrestate: cifre destinate a salire nelle prossime ore e nei prossimi giorni, quando altri responsabili delle violenze saranno identificati grazie ai filmati delle telecamere e alle testimonianze. La maggior parte dei teppisti hanno fatto ritorno alle città di provenienza e si cercherà di individuarli grazie alla collaborazione con le autorità locali. Tra i fermati ci sono sei minorenni e persone provenienti da Bari, Trento, Catania, Siracusa, Brindisi, Varese e Napoli.

    Gli arrestati sono tutti giovani, dai 20 ai 30 anni. Ci sono anche quattro donne tra i manifestanti. Gli altri arrestati sono: un ventunenne appartenente all’area anarchica, già noto alla Digos; due ragazzi nati all’estero ma residenti da tempo in Italia e altri due con precedenti specifici per reati contro le forze dell’ordine; un ragazzo che era già stato denunciato per aver partecipato a un rave party. Infine altri due manifestanti arrestati provenivano rispettivamente da Trento e da Catania.

  55. Per Nichi Vendola «era importante che anche i black bloc andassero all’inferno», ma così non è stato ed hanno «scippato la parola a chi si ribella alla precarietà». I black bloc, ha detto il leader di Sel, «tolgono spazio alle ragioni degli indignati, così coloro che hanno portato il Paese alla rovina hanno avuto motivo di conforto nel vedere le ragioni del dissenso stritolate tra sampietrini e lacrimogeni». Ma in questo modo, ha concluso, «si imbocca un vicolo cieco, perchè tutta la politica dovrà sempre confrontarsi» con i temi sollevati dagli indignati.

    «Ieri è stata una giornata nera per la democrazia italiana – ha detto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini – Dobbiamo difendere i cittadini onesti che vogliono girare tranquillamente per la loro città, e dobbiamo difendere la possibilità degli Indignati di poter esprimere pacificamente il loro dissenso. Per questo dobbiamo mettere in galera i delinquenti che ieri hanno messo a ferro e fuoco Roma. Esprimo la solidarietà alla polizia che ieri ha fatto miracoli evitando il peggio. La politica buona sa ascoltare le ragioni anche degli Indignati, ma i violenti e i delinquenti vanno solo messi in galera».

    «I black bloc sono nemici del popolo italiano, dei precari, dei lavoratori, dei giovani, dei pensionati e delle famiglie che ieri erano a Roma per manifestare pacificamente per un futuro migliore e che si sono trovati in mezzo alla guerriglia messa in atto da criminali incappucciati e violenti». Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli.

  56. Un altro giovane è stato arrestato per gli scontri alla manifestazione dello scorso 15 ottobre, nella capitale. Si tratta di un ragazzo di diciannove anni, romano, finito ai domiciliari, che aveva tentato di assaltare il mezzo idrante della polizia in piazza S.Giovanni. L’accusa è di devastazione, saccheggio e resistenza pluriaggravata. Il giovane era stato fermato in flagranza di reato dagli agenti del commissariato dopo aver lanciato dei sanpietrini contro i contingenti delle forze dell’ordine e per aver preso parte a un tentativo di assalto a uno dei veicoli-idranti della polizia di Stato. In quell’ occasione, come è emerso anche dai video e dalle foto acquisite dagli investigatori, il diciannovenne aveva anche tentato di aprire le porte del mezzo per cercare di fare uscire gli agenti. L’atteggiamento violento non era cessato nemmeno dopo l’intervento dei poliziotti del commissariato Trevi, riusciti a bloccarlo. Il giovane aveva, infatti, continuato ad aggredire gli agenti, tentando di scappare. Il diciannovenne era stato in un primo momento denunciato in stato di libertà.

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