Era il simbolo della rivoluzione

Sette anni di carcere. E’ la dura condanna a Yulia Tymoshenko stabilita dal tribunale del distretto di Pechersky, a Kiev. L’ex primo ministro ucraino e simbolo della rivoluzione arancione del 2004, secondo il giudice Rodion Kireyev, è colpevole di abuso d’ufficio. Il caso risale al gennaio 2009, quando, secondo la corte, la Tymoshenko ordinò all’azienda statale di energia Naftogaz di firmare un contratto svantaggioso per la fornitura di gas con la Russia. Sulla condanna arriva l’allarme dell’Unione Europea: “La Ue rifletterà sulle sue politiche verso il governo di Kiev” ha detto Catherine Ashton, alta rappresentante per la politica estera dell’Unione. “C’è ancora l’appello” ha risposto preoccupato il presidente ucraino Yanukovich. Alla lettura della condanna la Tymoshenko, cinquant’anni, sorrideva. Mentre il giudice continuava a leggere si è alzata in piedi e si è rivolta alla corte: “Cari amici, voglio solo dirvi che sono contraria a questo verdetto e che il 1937 è tornato” ha detto, facendo riferimento alla repressione delle purghe staliniane contro i dirigenti ucraini. segue

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