Altro che primavera araba

L’appuntamento era a Saloum, al confine con la Libia. Non riuscivamo a trovarci perchè non ci conoscevamo di persona (all’andata l’autista era un altro) e la confusione era tanta. Poi finalmente aggancio l’uomo che doveva riportarci al Cairo. Più che uomo, era un ragazzo. Faccia pulita, simpatico, la conoscenza di un pò d’inglese sufficiente comunque per capirci. La strada era lunga e non si poteva fare tutta di seguito. Così ci siamo fermati a Matruh, poi un’altra tappa a El Alamein (un mio desiderio) e quindi saltata Alessandria ci siamo infilati nel deserto per raggiungere la capitale. Abbiamo fatto amicizia durante il viaggio, ma adesso non ricordo il suo nome. Ci aveva parlato dei problemi, lui cristiano in un Egitto che aveva cambiato solo la facciata. Sarebbe rimasto al Cairo perchè c’era un convegno di cristiani copti. C’eravamo ben presto resi conto che l’atmosfera era incandescente: già la sera davanti all’albergo, dietro piazza Tahir, c’erano stati scontri. Adesso penso a lui, dopo aver letto della strage, più di venti cristiani uccisi dall’esercito. Naturalmente prego per lui, spero cioè che non sia fra quelle vittime. Ecco, questa è la famosa “primavera araba” dove gli estremisti musulmani distruggono le chiese e i militari sparano sulla folla. Pensare che gli abbiamo dato una mano, convinti come al solito di portare la democrazia.

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94 thoughts on “Altro che primavera araba

  1. Ciao Gabbiano sempre più complicata, la storia forse un giorno la scriveranno con qualche verità, per adesso ci stanno solo girando intorno.

  2. Guarda che pure a noi, prima di comprarci, hanno bombardato a tutto spiano…
    Purtroppo quello della violenza è ancora quasi l’unico linguaggio che l’essere umano’ conosce.
    Tante cose nascono dal caos… tutt’è valutare se si è veramente pronti per realizzarle, o è solo caos… con gli istinti in tumulto e scatenati; e se sono pronti anche quelli abbarbicati al potere.

    (il che, ovviamente, possono saperlo soltanto loro).

  3. Barba… il tuo nipotino? come sta?
    non ti ho detto niente..ma ti ho pensato anch’io. (con il cuore).

    (ma se non ti senti di parlarne ti capisco, non ti preoccupare, non voglio essere invadente! un bacetto, ciao!)

  4. Un’altra nave italiana è stata sequestrata dai pirati somali. Alle 06.45 ora italiana, a circa 620 miglia ad est dalle coste della Somalia, la Montecristo del gruppo D’Alesio di Livorno ha lanciato l’allarme di security per un attacco di pirateria. Dall’ultima comunicazione ricevuta dal comandante, risulta che la nave è stata attaccata da un barca con cinque persone armate a bordo. Il comandante ha subito messo in atto la procedura di sicurezza prevista per evitare l’attacco. Da 10 ore – dicono dall’ufficio stampa dell’armatore, il Gruppo D’Alesio – cerchiamo di stabilire un contatto ma invano e questo silenzio ci fa supporre che la nave sia stata sequestrata». A bordo viaggiano persone: sette italiani, dieci ucraini e sei indiani. articolo

    • Riuscito il blitz delle forze speciali britanniche e americane per liberare l’equipaggio della nave italiana Montecristo sequestrata dai pirati somali. Undici pirati si sono arresti davanti all’operazione militare. L’operazione è stata coordinata dall’ammiraglio Gualtiero Mattesi in qualità di Comandante della Task Force dell’Operazione Nato Ocean Shield. La Farnesina ha confermato che gli undici pirati che hanno sequestrato la Motonave italiana Montecristo si sono arresi e sono stati arrestati. Il blitz è stato compiuto da due unità della Marina Militare degli Stati Uniti e del Regno Unito, che hanno operato sotto la direzione dell’ammiraglio italiano Gualtiero Mattesi, in qualità di Comandante della Task Force dell’ Operazione Nato Ocean Shield.

  5. Certamente stavolta non in maniera diretta, ma è chiaro che nella caduta di Mubarak ci sia lo zampino degli occidentali, che non si rendono conto di intraprendere una strada molto pericolosa…

  6. # Sissi (OT) Grazie per il pensiero al mio nipotino che è ancora all’ospedale ma pian piano le cose vanno migliorando. Sono riuscito a sentirlo al telefono e mi si è aperto il cuore. Non sappiamo ancora quale sia esattamente l’entità del danno. Spero di cuore che alla fine le cose vadano meglio di quello che pensavamo…. se Dio vuole.

  7. Non credo sia giusto accomunare le realtà che hanno dato vita alla “primavera araba” con i gruppi di potere che, a loro danno, stanno ostacolando il processo di democratizzazione del Paese, ovvero chi ha tutto l’interesse ad alimentare il fuoco della ‘controrivoluzione’.

    Allego un interessante articolo sull’argomento e saluto cordialmente,
    Francesca Bozano

    GLI SCONTRI DEL CAIRO
    | lunedì 10 ottobre 2011 | Giuliana Sgrena |

    Si tratta degli scontri più sanguinosi tra copti e forze dell’ordine avvenuti in Egitto dopo la rivoluzione. Finora le vittime sono: 24 morti e oltre duecento feriti. Ma non si tratta di uno scontro tra cristiani e musulmani, molti musulmani si sono schierati con i cristiani, altri contro. Le proteste dei copti sono una reazione agli incendi di molte chiese nel sud del paese e alla copertura data a questi fatti dal governatore di Assuan, Nustafa al Sayed, di cui chiedono le dimissioni. I maggiori scontri si sono avuti al Cairo davanti alla sede della tv, per la versione dei fatti diffuse e ritenute parziali. Ma i manifestanti anche musulmani protestano contro l’esercito che sta governando la transizione egiziana verso le elezioni del 28 novembre in accordo con i Fratelli musulmani.

    Le vittime di questa alleanza conservatrice-islamista non sono solo i copti ma anche tutte le forze laiche-progressiste protagoniste della rivoluzione egiziana. Sono le stesse forze – giovani, donne, blogger e democratici – che continuano a scendere in piazza Tahrir per rivendicare gli obiettivi della rivoluzione: democrazia, giustizia, uguaglianza di genere e il ritiro dell’esercito. Una rivoluzione che i militari e gli islamisti (che non erano nelle piazze per chiedere l’allontanamento di Mubarak) vogliono scippare.

    Anche in Tunisia, sebbene in modo meno violento, gli islamisti potrebbero riuscire a vincere le elezioni del 23 ottobre e imporre un ritorno indietro rispetto alle conquiste finora raggiunte dalla rivoluzione dei gelsomini. Per la Costituente si vota anche in Italia, i tunisini in Italia avranno tre seggi, sosteniamo le liste democratiche e progressiste, sarà un piccolo contributo a quella rivoluzione.

    http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli/gli-scontri-del-cairo/#more-32073

  8. Mah. Ho parlato di aiuto inconsapevole. Ovvio che l’entusiasmo della rivolta non sia da confondere con i nuovi governanti. Ma lo zampino dell’occidente c’entra, altrimenti Mubarak e Ben Alì non sarebbero mai caduti. E questi sono i risultati.

  9. Lo ‘zampino dell’Occidente’ non lo metto assolutamente in discussione (anche se forse, in Egitto, c’era più di autentico che altrove), ma mi spiace, di fronte a questi scontri sanguinosi, leggere: “Ecco, questa è la famosa “primavera araba””.
    Io non credo lo sia. Ciò a cui stiamo purtroppo assistendo è semmai il tentativo di arrestarla, la “primavera araba”, ovvero, appunto, come riportavo: “Le vittime (…) non sono solo i copti ma anche tutte le forze laiche-progressiste protagoniste della rivoluzione egiziana. Sono le stesse forze – giovani, donne, blogger e democratici – che continuano a scendere in piazza Tahrir per rivendicare gli obiettivi della rivoluzione: democrazia, giustizia, uguaglianza di genere e il ritiro dell’esercito. Una rivoluzione che i militari e gli islamisti (…) vogliono scippare”.
    Il tutto, chiaramente, in vista delle vicine elezioni.

    • Forse non mi sono spiegato. La primavera araba è rispettabilissima e tutti noi siamo con un popolo che finalmente vuole la libertà. Ma sta succedendo quello che personalmente temevo: che forze esterne sfruttino l’entusiasmo dei giovani per rimescolare la situazione. E non è detto che la situazione migliori. Non lo dico adesso ma se segui i link che ho messo è la nettissima impressione che ho ricevuto appena messo piede in Egitto. Tra l’altro, se mi permetti, la mia generazione non riesce neanche a fatica a coniugare democrazia con regime militare, scusami. Il problema non è solo il conflitto cristiani-musulmani. Appena la folla torna ad affacciarsi a piazza Tahir è un massacro. Non c’è più Mubarak, ma chi ci guadagna?

      Lo stesso discorso più o meno vale per la Tunisia e per la Libia. Gli interventi occidentali hanno rivoluzionato l’assetto, ma io andrei molto cauto nel ritenere positivi i cambiamenti.

  10. @ Francesca Bozano

    Io mi sento di condividerti, pur non conoscendo approfonditamente la questione, ‘sento’ che i popoli, TUTTI, hanno sete di libertà e di democrazia. E’ finito il tempo dei dittatori e dei tiranni. A me, nel mio piccolo, è capitato di parlare con un egiziano qui in Italia, e gli brillavano gli occhi di fervore, non di aggressività violenta, di fervore di entusiasmo, mentre con un sorriso luminoso e parlando malamente italiano mi diceva che è il popolo, ora è popolo! una tenerezza infinita.
    Quell’articolo lo conferma, come lo confermano gli ospiti stranieri che di volta in volta ho modo di apprezzare da Gad Lerner, persone civili, luminose…che chiedono umilmente, spaventate, e sempre coraggiosamente diritti semplicemente umani.

    Siccome oltretutto c’è una regressione mondiale… a livello di “democrazia”, ed è un’epoca oscurantista per tutti, inutile negarlo, a maggior ragione è comprensibile il beneficio del dubbio… quando bisogna prendere atto dei fatti, e cioè un massacro. Ricordo le bellissime parole di Benazir Bhutto…. ecco quello è un bellissimo esempio (orientale) di civiltà, livello elevato di accoglienza di pace.. democrazia, vera libertà.
    Credo però, pur nella mia ignoranza in materia che ribadisco, che i dubbi di Pino o anche di altri, siano proprio in generale…. perchè consci delle strumentalizzazioni tipiche dei momenti di caos, dei cambiamenti epocali, di tutte le guerre e guerriglie in genere, e, a maggior ragione in stati tanto divisi tra fondamentalismi e forze evolutive che premono che invocano il nuovo; e in un mondo in cui (quasi) nessuno ti aiuta se non per un proprio tornaconto. Allora ti chiedi: ce la faranno? proprio come popoli… saranno pronti per una democrazia e una libertà tanto agognata ma per le quali serve prima di tutto civiltà? Questi penso siano gli interrogativi dubbiosi, quelli che fanno temere una caduta dalla padella alla brace. “Tutto qua”, se così si può dire, ma io non li scredito affatto. Come sempre, come già detto…i livelli sono tanti, è proprio questa la difficoltà.

  11. Scusate è! io coi nomi sono un disastro!! (se stessi in politica farei scoppiare la terza guerra mondiale)
    volevo dire Hafez Haidar! Letto proprio sulla Torre.
    Insomma questo:

    Sogno di vivere in un mondo senza frontiere e senza paure dove la guerra è un ricordo di un vecchio passato. Sogno di vivere in un mondo dove non esistono bombe né kamikaze, dove una madre non versa lacrime sul viso insanguinato di un neonato. Sogno di vivere in un mondo dove gialli neri bianchi e rossi si tengono tutti per mano, dove cristiani musulmani ed ebrei pregano nello stesso luogo, illuminati dalla stessa luce che irradia tutti i giorni i cuori dei bambini. Hafez Haidar

    Quando l’anima…è semplicemente bellissima.

  12. Che ci siano complotti e il tentativo di riportare tutto a com’era prima è evidente. Gli USA e gli Israeliani non permetteranno mai che i popoli arabi si liberino per arrivare a degli Stati Democratici con libere elezioni. I giovani arabi lo hanno capito. Ed hanno anche capito che non serve bruciare la bandiera americana , ma combattere contro i prorpri tiranni che sono il braccio esecutivo del volere imperialista. Qualcosa è cambiato profondamente. C’è un’intera generazione che da Wall Street fino ad arrivare in Spagna passando per il Nord Africa che ha capito che bisogna ribaltare questo ordine mondiale fatto di finanza e repressione. Prima o poi cambierà qualcosa è inevitabile. Le nuove generazioni sono pronte a prendersi il loro futuro.
    Il 15 Ottobre il moviemnto 15M darà prova di quanto detto sopra. La manifestazione avverà contemporaneamente in 400 città del Mondo. ;)

    • Stupendi propositi, ma forse ancora è un’illusione. Guarda gli “shabab” libici, che conosco bene. Gheddafi di fatto non c’è più, ma certo il potere non è passato alle nuove generazioni. Sta solo cambiando capotribù (tra l’altro è problematico anche questo).

  13. @pinoscaccia:

    >>se mi permetti, la mia generazione non riesce neanche a fatica a coniugare democrazia con regime militare, scusami.

    Faccio finta per un momento di appartenere a tutt’altra generazione e rispondo: nemmeno la mia!
    Però si spera che – anche attraverso il voto, fra poco – il cammino continui in direzione della democrazia.

    >>Il problema non è solo il conflitto cristiani-musulmani.

    Assolutamente no, infatti, questo lo abbiamo puntualizzato a più riprese.

    >>Appena la folla torna ad affacciarsi a piazza Tahir è un massacro. Non c’è più Mubarak, ma chi ci guadagna?

    Vero, è anche stato re-istituito lo stato d’emergenza, che era uno dei primi punti contro i quali si erano battuti i fautori della “primavera araba” in Egitto, Ma dubito che siano disposti a tornarsene a casa, a questo punto, accontentandosi di questa ciambella riuscita senza buco. Purtroppo, se qualche mese fa erano scesi in piazza al grido “Pacifici, pacifici”, forse anche questa rivoluzione dovrà passare attraverso molto sangue. Ma, come in Siria, ho idea che più sarà cruenta la repressione più il popolo si mobiliterà in misura massiccia e con convinzione. Spero non si debba arrivare a tanto però.

    >>Lo stesso discorso più o meno vale per la Tunisia e per la Libia. Gli interventi occidentali hanno rivoluzionato l’assetto, ma io andrei molto cauto nel ritenere positivi i cambiamenti.

    Non sono sicura che sia proprio lo stesso discorso: come dicevo, la mobilitazione egiziana mi è parsa dall’inizio più autentica soprattutto di quella Libica, e, d’altra parte, gli interessi in gioco sono diversi, ma certo l’ingerenza occidentale è maledettamente globale e ineluttabile.
    L’eccesso di ottimismo, secondo me, stava nel credere che, destituito Mubarak, i giochi fossero fatti, così, in quattro e quattr’otto. Però la presa di coscienza, la reazione, il tentativo – non fallito, ma più che mai in atto – credo restino segnali positivi, anche alla luce degli ultimi avvenimenti.

    • Sicuramente la mobilitazione è stata più autentica, ma i risultati sono quelli che sono. Mi vien da ridere poi sulla “democraticità” delle elezioni. L’ho visto in Afghanistan, in Iraq, in Albania quanto siano vere in certe condizioni….
      Comunque ognuno è libero di pensarla come gli pare.

  14. Quello che è cambiato è la consapevolezza del popolo. Ci vorrà tempo , ma i “regimi economici e politici” non hanno futuro se il popolo è consapevole. Posso andare avanti ancora 5 – 10 anni. Ma inesorabilment il Mondo cambia. In alcune regioni del Sud Italia solo fino a qualche decennio fa veniva proibito alle donne di entrare nei bar. Oggi questa stupida tradizione resiste solo in alcuni paesini dove c’è un’alta concentrazione mafiosa. Le nuove generazioni vogliono la democrazia ed un’economia sostenibile. Ne va del nostro futuro e del futuro dell’intero pianeta. Questa consapevolezza con in tempo si trasformerà in classe dirigente ed in voti politici. E’ solo questione di tempo. Il mio è certo ottimismo ma è anche la sola strada che la natura ci concede.

    • Io ho fiducia in una certa parte del popolo. Se si potesse avere fiducia in tutto il popolo la situazione mondiale non sarebbe questa. In Italia non ce ne rendiamo conto , ma i movimenti giovanili e alternativi sono qualcosa che vanno oltre la protesta. In Germania , giusto per fare un esempio a caso :) , i movimenti nati e gestiti dalla rete ormai controllano il 10% dei voti. In Spagna stessa cosa. In Italia abbiamo Beppe Grillo che fa tanto folcrore con il concetto di “internet e politica” ma che non ha niente a che vedere con la rete globale dei veri Ingdignados anti capitalisti. In questi movimenti non ci sono i black block con i sanpietrini nelle mani , ma onesti cittadini , tra i quali molti laureati , che hanno deciso di riprendersi il futuro . E’ il blocco sociale che dovrebbe essere l’attuale classe dirigente, ma che è stato represso e mobbizzato perché c’è ancora la vecchia guardia che ha fame di soldi e potere. Io ho fiducia in questo. Poi non è detto che questi riescano nel loro intento. Ma la spinta al cambiamento c’è. Poi c’è chi crede ancora agli attuali politici e alle lobbies. Un pò come credere che un ladro possa riportati indietro quello che ti ha rubato senza nemmeno chiederglielo.

  15. Bè, non ci racconteremo che, per quieto vivere, sarebbe stato meglio rinunciare in partenza alla democrazia e accontentarsi di quella che poteva esser definita – espressione da morir dal ridere! – una “dittatura soft”?
    Il popolo egiziano ci sta provando davvero a cambiare le cose e forse ha maggiori possibilità di riuscirci, rispetto ad altri.
    Sono d’accordo con Mouse – col quale probabilmente condivido anche una certa propensione all’ottimismo (ma non a proposito del prossimo 15 ottobre, temo…) – che a fare la differenza, qui, sia il grado di consapevolezza maturata e promossa dalle migliori forze in gioco, quelle portatrici delle istanze più positive.
    Una consapevolezza che trova voce, fra l’altro, nel ritorno del Partito Comunista Egiziano e nella sinistra militante dei nuovi sindacati, non tanto per il richiamo ideologico volendo obsoleto, ma a testimonianza di come stiano prendendo piede sia l’attenzione ai diritti umani sia l’aspirazione a uno Stato democratico e laico.
    Consapevolezza condivisa anche dai liberali, che rompono quindi l’alleanza con i Fratelli Musulmani, proprio quando questi ultimi, al contrario, la stringono col neonato partito ultra-salafita della “Jama’a Islamiyya” (quelli che hanno ucciso Sadat, terrorizzato l’Egitto in tutti gli anni ’80 e ’90, sgozzato i turisti a Luxor nel 1997, ecc,) e flirtano con i vertici del potere militare.
    Consapevolezza dei limiti dell’attuale legge elettorale (1) e del rischio di “rigurgiti di mubarakismo” (2) (3), ma anche consapevolezza del proprio ruolo da protagonisti in una rivoluzione che nessuno è disposto a farsi scippare facilmente, con l’immediata denuncia e l’aperta condanna di ogni tentativo in tal senso – inclusi gli scontri di ieri (4) – visto che è proprio grazie alla comunicazione e alla diffusione di informazioni e notizie che la “primavera araba” ha potuto avere luogo (5).

    (1) Political blocs united in condemning elections law, but split on boycott http://www.almasryalyoum.com/en/node/500618
    (2) Down with Mubarak, Long Live Mubarakism? http://www.foreignpolicy.com/articles/2011/09/27/down_with_mubarak_long_live_mubarakism?wpisrc=obinsite
    (3) “White circle, Black circle” aims to expose Egypt’s NDP candidates in hiding http://bikyamasr.com/42722/white-circle-black-circle-aims-to-expose-egypts-ndp-candidates-in-hiding/
    (4) The Third Arab Bloggers Meeting (AB11) 3 http://arabloggers.com/blog/the-third-arab-bloggers-meeting-ab11-3-%E2%80%93-6-october-2011-tunis-%E2%80%93/
    (5) The military has gone too far http://www.almasryalyoum.com/en/node/503904.

    P.S. per errore ho invertito i link (4) e (5), scusate…

    • Allora, o non riesco a spiegarmi oppure ti rifiuti di capire.
      Tu fai un discorso, io ne faccio un altro.
      Non bastano quattro link per farmi cambiare idea, specie dopo che ho visto con i miei occhi come sono messi adesso gli egiziani e dopo aver parlato con alcuni di loro, poeti (quindi sognatori, figurati un pò), due giorni fa in Ciociaria. Non siamo d’accordo, succede.

  16. Veramente non è mia intenzione far cambiare idea a nessuno, ma solo offrire il mio punto di vista, a chi potrà eventualmente interessare, corredato da alcuni link sia per completezza sia perché fanno riferimento ad articoli che ho trovato interessanti.
    Certo non “mi rifiuto di capire”, ma ammetto che forse non ci arrivo, quindi torno a chiedere, semplicemente: per quieto vivere, sarebbe stato meglio rinunciare in partenza alla democrazia e adattarsi al regime di Mubarak?

    • Io so due cose. 1. Che Mubarak è stato fatto fuori dagli americani perchè non gli stava più bene. 2. E che adesso in Egitto c’è un regime militare: anche pesante (antitesi della democrazia).
      Non travisare quello che dico. Mai, per carità, bisogna rinunciare alla libertà ma secondo me non è questa la strada o comunque troppa ancora ce n’è davanti. Si è trattato sicuramente di una vera rivolta popolare, ma i fatti dimostrano che i risultati sono per ora molto scarsi (a proposito di “primavera araba”).
      Il resto, come diceva il mio amico Baldoni, è…chiacchiere e politica.

        • E’ in piazza a prendere (purtroppo) bastonate, non ad accorciare la strada verso la democrazia.
          Da vecchio cronista, un insegnamento che mi ha sempre accompagnato è quello di non discutere con le persone dichiaratamente di parte. E da quel che intuisco da un breve giro sul web tu sei molto di parte.
          Allora faccio come te ponendoti due domandine semplici semplici: 1. ti sta bene la lunga mano americana? 2. ti sta bene il regime militare?

  17. Forse vado fuori tema, ma ho la sensazione che quando parliamo di Egitto in realtà pensiamo Cairo. Per quanto grandissima, non è tutto. Il problema della popolazione dell’immensa zona interna non l’ho sentito molto da piazza Tahir: sopravvivere nella miseria, per loro non basterà andare al voto, anzi forse non ci andranno neppure.
    Quando si è votato il referendum per la (prima e provvisoria) modifica della Costituzione ha votato circa il 40% degli aventi diritto; su quelli si è contato il circa 70% delle approvazioni, ma si può ben capire quanto basso sia in realtà il risultato. Noi parliamo di diritti civili, sacrosanti, ma non so come parleremmo se fossimo dei disperati del Fayum.

    • >> Noi parliamo di diritti civili, sacrosanti, ma non so come parleremmo se fossimo dei disperati del Fayum.

      Infatti i diritti civili non possono prescindere da quelli umani.

      • ma c’è una sequenza: l’uomo per essere libero deve aver mangiato, altrimenti è un mortalmente libero. Non sto polemizzando, mi sto solo mettendo nei panni di quegli egiziani che non sanno nemmeno cosa siano FB e le rivoluzioni organizzate con la rete, perciò in piazza , da quei giovani acculturati avrei voluto sentire più richieste concrete, insieme a quelle di libertà. Altrimenti il futuro non cambierà molto rispetto al passato. Tutto qui.

        • Infatti. Ma che importa? Tutti contenti che adesso non c’è più il dittatore. Come in Libia sono contenti che non c’è più Gheddafi. Mai a chiedersi se egiziani o libici (per non dire dei tunisini dopo Ben Alì) stanno meglio. Quanto è bello e romantico parlare di “primavera” dove ancora c’è l’inverno.
          Ma tanto ormai è tutto finto. Siamo alleati con Arabia Saudita e Pakistan: guardate un pò che succede da quelle parti (senza considerare che sono i finanziatori e gli ospiti di al Qaeda). Intanto in Siria c’è il massacro. In Ciad i francesi hanno fatto una carneficina. Ma che bello il mondo, madama dorè.

  18. Il controllo dei militari è pesantissimo anche fuori del Cairo. Ho fatto tutta la costa dalla Libia fino alla capitale. Ho dormito nei villaggi, mi sono fermato ad Alessandria. Ci sono carri armati dappertutto. Questa situazione altamente militarizzata oltretutto concede scarsa fiducia, come ho già detto sopra, nelle elezioni. Ho bene in mente l’esperienza di Iraq e Afghanistan. Come possono essere votazioni libere se sono interdette intere città come Falluja o Ramadi e addirittura quartieri di Baghdad come Sadr city? Oppure in Afghanistan dove i talebani hanno ancora il controllo del 70 per cento del territorio? Chi controlla i seggi? Ovvio che sono elezioni fasulle per mettere un pupazzetto che risponde ai signori occidentali. Ho la vaga impressione che in Egitto vincerà chi deve vincere, non chi indicherà il popolo.

  19. sì Gabbiano: fare le elezioni per far contenti noi e ottenere quello che vogliono loro con la ns approvazione. La commedia della vita in politica diventa farsa :)

  20. Torna a parlare il presunto nuovo numero uno di Al Qaeda, Ayman al Zawahiri. In un videomessaggio diffuso nella notte su diversi siti jihadisti, il medico egiziano che si ritiene sia il successore di Osama Bin Laden elogia i ribelli libici dopo la conquista di Tripoli e invita gli algerini all’azione per rovesciare il governo del presidente Abdelaziz Bouteflika. Parole dure anche contro il nemico di sempre, gli Stati Uniti. Al Zawahiri invita i ribelli libici ad adottare la legge coranica per dar vita a un regime islamico. “La prima cosa che la Nato farà sarà chiedervi di abbandonare l’islam”, dice nel video di 13 minuti, registrato probabilmente tra agosto e settembre. Al Zawahiri bolla come “gang occidentale” l’alleanza militare che ha sostenuto i ribelli del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) e li invita a “fare attenzione ai complotti dell’occidente e ai suoi sbirri” nel momento in cui si accingono a costruire il nuovo Stato. “Non permettete loro di ingannarvi e di privarvi” di quanto ottenuto con “sacrifici e sofferenza”. Quindi aggiunge: “Se mi congratulo con il nostro popolo in Libia per la sua vittoria contro il tiranno, invito il popolo di Algeria a seguirne i passi. I vostri fratelli in Tunisia e in Libia hanno gettato i loro tiranni nella spazzatura della storia, perché non vi ribellate anche voi contro i vostri”. fonte

    • E meno male che gli integralisti islamici non fanno uso di alcolici, altrimenti tutti a seguire le farneticazioni di questa vecchia sagoma ammuffita e puzzolente. Ma neanche un brufolo ci si dovrebbe fare spremere da questo “dottore” specializzato nella produzione di odio.
      Si congratula…ma per favore! C’ è da scommettere che costui il corano non lo ha mai letto e non gliene frega niente.
      Lo utilizza solo come scusa per sfogare la sua malvagità.

    • Lì si vuole arrivare: all’Algeria, che è ai ferri corti con l’amico della Francia, il Marocco, che sositene il Polisario, che tiene duro con Alaeda, che non riconosce il CNT, che ha accolto Aisha, e ……..ha una popolazione che sta ancora sta riflettendo fra dittatura e guerra civile.
      Che cosa è mai oggi la sovranità nazionale….

  21. Letto in rete 24H fa:

    il 2012 si aprirà con un nuovo conflitto bellico, certi di coprire l’imminente domino borsistico finanziario mondiale, sotto un’indefinita minaccia terroristica… Lo hanno già fatto in passato, lo rifaranno a breve termine.

  22. Ma che dice? Ma se sono proprio i giovani di “Maspiro”, giovani copti, che alleati strategici dei giovani blogger laici del 6 Aprile hanno iniziato la rivoluzione. E in Egitto che mano avremmo dato, noi italiani m i scusi? La rivoluzione d’Egitto e quella libica non hanno nulla a che fare l’una con l’altra. Lascio un link al mio blog che commenta i fatti avvenuti al Cairo davanti a Maspiro, il Palazzo della Tv. Preciso che io al Cairo ho vissuto 6 anni.
    http://paologonzaga.wordpress.com/?p=97&preview=true

  23. Ringrazio Silvia per aver citato il mio libro come testo sulla rivoluzione egiziana, i Fratelli Musulmani e l’Egitto. E’ sicuramente un testo che aiuta moltissimo a comprendere i meccanismi della rivoluzione, le sue dinamiche, chi erano i protagonisti a Gennaio quando scoppiò e chi sono invece i protagonisti oggi, un testo scorrevole e per questo adatto un pò a tutti, perchè aiuta ad approfondire chi già conosce l’argomento e aiuta a comprendere chi invece ha seguito poco. Ringrazio ancora Silvia per il complimento, la invito a contattarmi su facebook e pormi pure le domande che vuole. Ho creato anche una pagina a nome del libro, dove posto le ultime notizie, in inglese ed in arabo, sull’Egitto:http://www.facebook.com/groups/158534614231183/?ref=ts
    Saluti.

  24. Invece io ho seguito l’inizio della rivolta in Libia e nessuno sa meglio di me quanto la storia libica sia diversa da quella egiziana: l’ho ripetuto molte volte. Anch’io ho scritto un libro sulla Libia e anch’io ho un blog specifico, anch’io me ne occupo su facebook e su twitter…non ci facciamo mancare niente…. e sono contento dunque di promozionare altre opere. Qui lo sanno tutti e non ho bisogno di sottolinearne i pregi: preferisco che lo facciano gli altri.

  25. @pinoscaccia:

    >>E’ in piazza a prendere (purtroppo) bastonate, non ad accorciare la strada verso la democrazia.

    Per fortuna c’è ancora chi è disposto a scendere in piazza per ‘prenderle’ e non solo invocando il diritto di ‘darle’, come purtroppo sta invece accadendo presso una certa parte del “movimentismo” nostrano (motivo per cui, prima, mi dichiaravo scettica nei confronti delle dimostrazioni previste per questo sabato 15 ottobre).
    Certo non condivido l’opinione che l’unico risultato che otterranno saranno le bastonate nè che le attuali proteste – accompagnate parallelamente dall’impegno di quanti, oltre a ‘manifestare’, stanno percorrendo anche la difficile strada istituzionale, con tutti i limiti del caso, organizzandosi per presentarsi alle elezioni e facendo il possibile per assicurarne uno svolgimento il più democratico possibile – siano inutili allo scopo di “accorciare la strada verso la democrazia”.
    Non si tratta di un “parlare di primavera” ingenuamente “bello e romantico”, ma, rispetto al disfattismo che bolla come fallimentare l’esito di una situazione ancora tutta in divenire, mi sento invece di condividere l’articolata analisi di Paolo Gonzaga – il cui lavoro conosco bene e ammiro molto – anche in virtù dell’accuratezza dei suoi approfondimenti soprattutto sul campo.

    >>Da vecchio cronista, un insegnamento che mi ha sempre accompagnato è quello di non discutere con le persone dichiaratamente di parte.

    Da scenografa e attivista “diversamente giovane”, invece, amo discutere con tutti e, particolarmente, con chi può offrirmi spunti e prospettive differenti.

    >>E da quel che intuisco da un breve giro sul web tu sei molto di parte. Allora faccio come te ponendoti due domandine semplici semplici: 1. ti sta bene la lunga mano americana? 2. ti sta bene il regime militare?

    Non mi stanno bene nè l’una nè l’altra cosa e mi sfugge il senso della domanda visto che, anche da quanto ho scritto fin qua, dovrebbe essere emerso in maniera abbastanza evidente. O forse dal “breve giro sul web” si evince – oltre al mio essere “di parte” (molto? dichiaratamente? e quale parte, poi, se posso chiedere?) – il contrario?

  26. @ Francesca Bozano

    Ma questo cos’è un processo on line a Pino Scaccia? Mi sembra che la sua opinione l’abbia non soltanto educatamente fornita, ma tante di quelle volte in questo stesso post che un bambino in terza elementare avrebbe anche capito.

    >> Veramente non è mia intenzione far cambiare idea a nessuno, ma solo offrire il mio punto di vista (…)

    Solo che l’impressione che si evince è l’esatto opposto, dal momento che ripeti, e lo fai ripetere anche agli altri, lo stesso concetto almeno 15 volte.

    Anch’io amo discutere con tutti, ma difficilmente mi prendo il disturbo su questi toni arroganti, nè su prosopopee narrative in concorrenza con chi di libri ne ha scritti sei – e suppongo che bisognerebbe prima leggerli per essere in grado almeno di reggere un confronto, oltre alla presunzione di concorrenza.

    Probabilmente sei dalla parte del Partito e di chiunque sacrifichi la propria vita per Esso. Vien solo da chiedersi perchè, visto l’eccesso di energie, non vai a dare una mano ai poveri egiziani che di codeste chiacchiere se ne infischiano, o meglio: non gli servono.

    Noi altri sicuramente abbiamo tutti intenzione di salvare la democrazia, da qualsiasi parte stia tu… che forse a qualcuno importa ma non ne vedo qui dentro.

    • Anche perchè l’Egitto, come tutto ciò che succede nel mondo (specie quello difficile), è soltanto uno dei miei interessi. Ho cercato di allargare il discorso ma evidentemente a voi non interessa. Mi pare che abbiate avuto tutto lo spazio per offrire la vostra opinione. Io ho detto la mia, a questo punto non ha più senso. Chi mi conosce qua sa che non amo le discussioni infinite, mi annoiano, specie con chi appunto non è disposto a spostarsi di un millimetro ma porta avanti tesi precostituite o visioni di parte. I dibattiti sono un’altra cosa e non accetto lezioni da nessuno.
      (Figurati, faccio anche promozione agli altri libri).

  27. No veramente a me interessa eccome… oltre ai fatti ‘circoscritti’ minuziosamente riportati. Solo che fatico a capirlo, mi viene il mal di testa con tutti quegli intrecci di cui in ogni caso… non sapremo mai la verità.
    (oltre ad avere sicuramente anch’io altri interessi, col permesso del “Partito” eh).

  28. Dopo essermi occupato della strage di cristiani in Egitto (perchè di questo si tratta) mi sono occupato di pena di morte, della rivoluzione ucraina, di Amanda, di due amarissime storie italiane oltre ad aver aggiornato su tutto quello che c’era da aggiornare. Il blog va avanti.

  29. Varrebbe anche la pena di riportare qui sotto alcuni interventi, visto che ci stiamo rigirando su noi stessi… (Francesca Bozano ha detto anche alcune cose giuste è, a mio personale parere sempre, io l’ho anche condivisa più sopra, ma pure le risposte sono altrettanto esaustive, con tutti i ragionevoli dubbi, che non significano stare “con” o “contro”…. mammamia!).

    – Ovvio che l’entusiasmo della rivolta non sia da confondere con i nuovi governanti. (Pino Scaccia)

    – Forse non mi sono spiegato. La primavera araba è rispettabilissima e tutti noi siamo con un popolo che finalmente vuole la libertà. Ma sta succedendo quello che personalmente temevo: che forze esterne sfruttino l’entusiasmo dei giovani per rimescolare la situazione. (Pino Scaccia)

    – Io so due cose. 1. Che Mubarak è stato fatto fuori dagli americani perchè non gli stava più bene. 2. E che adesso in Egitto c’è un regime militare: anche pesante (antitesi della democrazia). (Pino Scaccia)

    – (…) Ma che importa? Tutti contenti che adesso non c’è più il dittatore. Come in Libia sono contenti che non c’è più Gheddafi. Mai a chiedersi se egiziani o libici (per non dire dei tunisini dopo Ben Alì) stanno meglio. Quanto è bello e romantico parlare di “primavera” dove ancora c’è l’inverno. (e ampliamento del discorso) – Pino Scaccia.

    – Quello che è cambiato è la consapevolezza del popolo. Ci vorrà tempo , ma i “regimi economici e politici” non hanno futuro se il popolo è consapevole. Posso andare avanti ancora 5 – 10 anni. Ma inesorabilment il Mondo cambia. In alcune regioni del Sud Italia solo fino a qualche decennio fa veniva proibito alle donne di entrare nei bar. Oggi questa stupida tradizione resiste solo in alcuni paesini dove c’è un’alta concentrazione mafiosa. Le nuove generazioni vogliono la democrazia ed un’economia sostenibile. Ne va del nostro futuro e del futuro dell’intero pianeta. Questa consapevolezza con in tempo si trasformerà in classe dirigente ed in voti politici. E’ solo questione di tempo. Il mio è certo ottimismo ma è anche la sola strada che la natura ci concede. (MouseonMars – Francesco)

    – (@Francesca Bozano) Io mi sento di condividerti, pur non conoscendo approfonditamente la questione, ‘sento’ che i popoli, TUTTI, hanno sete di libertà e di democrazia. E’ finito il tempo dei dittatori e dei tiranni. A me, nel mio piccolo, è capitato di parlare con un egiziano qui in Italia, e gli brillavano gli occhi di fervore, non di aggressività violenta, di fervore di entusiasmo, mentre con un sorriso luminoso e parlando malamente italiano mi diceva che è il popolo, ora è popolo! una tenerezza infinita.
    Quell’articolo lo conferma, come lo confermano gli ospiti stranieri che di volta in volta ho modo di apprezzare da Gad Lerner, persone civili, luminose…che chiedono umilmente, spaventate, e sempre coraggiosamente diritti semplicemente umani. (molto umilmente…io).

    Più l’accenno a tutti i Grandi Meccanismi, quelli notoriamente molto più grandi di noi.
    Fortunato chi ha risposte ‘preveggenti’, a questo punto! perchè di questo si tratta, certo non di promuovere la controrivoluzione, per favore. Almeno per quel che leggo io.
    Stop, saluti.

  30. Non capisco e sono sorpresa quanto costernata dalla crescente (ora esplicita) ostilità e dalla piega polemica che ha preso questo dibattito. Perché tale era, a mio avviso: un dibattito condotto con rispetto ed educazione, peraltro nemmeno in radicale dissenso, visto che, come precisato più sopra, “può succedere” di non essere d’accordo e che male c’è? Soprattutto, poi, quando il tema è la democrazia, rilevarlo diventa perfino ridondante…
    Non capisco l’accusa di arroganza nè quella di aver protratto oltremodo la discussione reiterando le mie argomentazioni, giacché mi pare d’aver risposto con pertinenza man mano alle questioni sollevate aggiungendo, se potevo, informazioni in merito. Spero non sia stata letta come pedanteria, ma sicuramente non voleva essere “un processo on line a Pino Scaccia”, piuttosto sembra sia diventato un processo a me (????).
    Non capisco perché, in un mondo sicuramente ‘difficile’ in cui accadono tante cose e ognuno ha la propria rosa di interessi variabilmente vasta, non ci si possa appassionare a uno o più temi in particolare e dedicarsi ad approfondirli. Così pure in un blog come questo, che tratta molti argomenti, che seguo da tempo e che spesso ripubblico su Facebook e Twitter: ho letto anche i nuovi post e non sono intervenuta nei commenti – come non avevo fatto nei precedenti – perché, semplicemente, mi sono sempre trovata in perfetto accordo, sentendo di non aver nulla da aggiungere o obiettare in particolare a quanto detto dall’Autore, ma anche perché non mi ero resa conto che quello dei commenti fosse uno spazio intelleggibile solo alla cerchia di habitués menzionati tanto spesso in questo thread, definita “chi mi conosce qua” et similia…
    Che poi le ‘chiacchiere’ siano e restino chiacchiere può essere vero e non solo in questo caso, ma allora a che pro scrivere di qualsiasi cosa? Certo questo – e mi rivolgo a Sissi, in particolare – non mi ha mai fatta sentire nella posizione di ingerire su come qualcuno dovrebbe disporre del proprio tempo altrimenti, su come impegnarsi socialmente o chi aiutare e in quale modo (specie qualcuno del cui impegno non so nulla).
    Non capisco perché l’intervento – molto garbato – di uno scrittore specializzato nell’argomento si sia traformato (senza grazie a Dio trovare riscontro) in una competizione a chi ce l’ha più lungo (il curriculum letterario, s’intende!) o ci si senta in dovere di sottolineare che il CdS “dia ragione” all’uno o all’altro.
    Non capisco i riferimenti al “Partito” e, immaginando che si parli di quello “Comunista” (oddio i comunisti!!!!), ricordo ai distratti che l’unica volta che l’ho menzionato – quello egiziano, eh?! – ho aggiunto la precisazione che conteneva un “richiamo ideologico volendo obsoleto”.
    Allo stesso modo non capisco perché si osservi come “qui dentro” non importi a nessuno quale sia “la mia parte”, in primo luogo perché non ho sollevato io l’argomento (limitandomi a rispondere brevemente, non senza sconcerto), in secondo luogo perché non mi identifico in alcuna ‘parte’ (da cui, appunto, lo sconcerto) e, infine, perché esula sia dall’argomento del post sul quale si stava discutendo, sia dal contenuto dei miei interventi.
    Ciò che, invece, capisco e condivido è la noia per le “discussioni infinite” e “specie con chi appunto non è disposto a spostarsi di un millimetro ma porta avanti tesi precostituite o visioni di parte”, quindi, come avevo fatto nel mio primo commento, torno a salutare cordialmente scusandomi per il lungo O.T. (pratica alla quale mi lascio andare raramente e solo se tirata per i capelli, ma che però, a differenza di altro, non sembra costituire un problema per il titolare di questo spazio nè per i suddetti habitués).
    Rientro quindi – anche un po’ mortificata – nei ranghi dei “lettori silenziosi” chiudendo questa breve e non simpaticissima esperienza con, ne sono certa, buona pace (per non dire sollievo) di tutti. Escludo si rispondere agli eventuali ulteriori interventi o alle successive risposte, che, comunque, restano benvenute, giacchè, a differenza di Pino Scaccia, mi pregio ancora di “prendere lezioni” volentieri, dalle persone e dalla vita, riservandomi poi di dar poi loro il peso che meritano, naturalmente.

  31. @ Francesca Bozano

    Abbiamo capito che sei a favore della Rivoluzione (egiziana) per la libertà, e che qualsiasi altrui dubbio a tal proposito si traduce unicamente in un presunto e gratuito “stare contro” o “voler frenare la rivoluzione araba” (addirittura).

    Tale è l’unilateralità di chi, con una ripetitività incalzante di domande, sempre le stesse, e autorisposte, sempre le stesse, vorrebbe forse imporre il proprio pensiero, appellandosi all’occorrenza ad eventuali e, confermo, democraticissimi… dissensi ( ma soltanto i propri naturalmente, perchè gli altrettanto democratici dissensi altrui diventano all’improvviso “ridondanti”, quando non addirittura “ostacolanti” alla grande causa – paologonzaga.wordpress.com).

    Solo che, vedi, la democrazia poggia prima di tutto su dubbi e teorie complesse… quali accennate anche sopra in ulteriori e differenti interventi, per i quali è richiesta soltanto una semplice ma pur accurata lettura, onde evitarne non solo la ripetizione all’infinito, ma perfino la “sorpresa quanto costernata” incomprensione, chiamata all’occorrenza “ostilità” – come la rivoluzione parzialmente condivisa di cui sopra, diventata in automatico una “disfattista controrivoluzione”, per il technicolor in bianco e nero e la sua perenne semplificazione: o stai “con” o stai “contro” – senza possibilità di sfumature.

    Quando tutto ciò, poi, si manifesta non nella sfera delle convinzioni private – come tutti quei contenuti individuali interiormente conquistati e giustamente contrapposti… nella “differenziazione” di vedute e di pensiero – ma nel merito di una realtà ESTERNA oggettiva e concreta, adducendo (ripetitive) semplificazioni rivoluzionarie, e “prescindendo” da elementi imprescindibili quali il regime militare in atto, il massacro non appena la folla si affaccia a Tahir, il conflitto che a maggior ragione non è ‘solo’ cristiani-musulmani (è una complicanza questa, non un’ulteriore semplificazione) e l’immensa arretratezza delle zone interne, suscita quantomeno il beneficio del dubbio… di una ridondanza non proprio democratica ma di obsolete quanto poco oggettive posizioni di parte – per chi se lo pone, certo, il “dubbio”, non per chi vive di certezze, con la verità in tasca perfino sull’esito finale di una drammatica e contorta vicenda.

    Certo che a parole si fa presto a parlar di democrazia, quando di fatto all’invisibile e contrastatissimo Dubbio si contrappone l’entusiasta gratitudine verso chi “per fortuna ancora è disposto a prenderle”. (il suggerimento di collaborazione in merito era unicamente un invito alla coerenza, perchè io sono a favore della Libertà a 360 gradi, nella sfera privata di chiunque).
    Semplice punto di vista, il mio, differente…. ma il più possibilmente oggettivo e fondato sulla realtà, piuttosto che su “schemi” – precostituiti, progressisti od obsoleti che siano.

    ( con tutto il rispetto per un dibattito per me sempre aperto e scambio di opinioni, che, ribadisco, non sono state neppure prive di condivisione. Quando e se vorrai… arrivederci al prossimo scambio e confronto ).

  32. Sono stato sostituito da una Francesca. ahahahaha !!!
    Si vede che questo nome porta con se uno spirito rivoluzionario.

      • Purtroppo i rivoluzionari sono sempre stati dei perdenti perché appaiono al popolaccio come degli eretici. Figuriamoci in Italia , un Paese che vive tra il moralismo cattolico e l’idividualismo sfrenato , tra un’enciclica del papa e una barzeletta blasfema del presidente del Consiglio. I risultati si vedono.

        • Senti Che Guevara…:))) esistono anche rivoluzionari come Gandhi eh. E a questo tipo di rivoluzione a mio avviso dovrebbe arrivare una civiltà evoluta. Personalmente provo un istintivo ribrezzo per ogni fatto cruento e di sangue, ma al di là di questo, perchè non voglio ora ‘universalizzare’ un dato soggettivo e personale, dovrebbe diventare un dato di fatto oggettivo per una civiltà evoluta entrata nel terzo millennio! Non a caso trascorrono i millenni… e la storia non è, o per meglio dire non dovrebbe essere una ripetizione costante del passato, senza innovazione. Poi certo, in casi estremi….come la realtà egiziana ecc. forse non si può fare altrimenti, ma allora ne va preso atto a testa china… mortificati… come un fallimento! dell’umanità in genere, allo stato attuale. Non “inebriarsi”… capisci, all’urlo della Rivoluzione.
          Anche Gesù Cristo allora – per chi crede – è stato un Rivoluzionario. Anche la trasformazione della coscienza…. è rivoluzionaria, anzi soprattutto! Perchè poi la realtà esterna non è altro che lo specchio di quella interiore degli individui che la rappresentano! – che magari fossero un minimo individualisti, almeno, ma nel vero senso… originario del termine (originario e non politico) e NON unicamente nell’accezione negativa…del termine.
          A me si può dir di tutto tranne di essere mai stata una inserita negli “schemi”, e in tutti i sensi. Sempre sopra le righe, sempre a cercare, interiormente, risposte, verità e libertà.
          E per concludere col nostro belpaese…visto che l’hai citato, ti chiedi perchè siamo così divisi? Perchè abbiamo questa politica mentre all’estero ancora non si capacitano delle ‘nostre’ scelte? Evidentemente hanno un livello di coscienza talmente differente dal nostro… che gli si creano altre realtà – difettose, ugualmente difettose – ma altre realtà, corrispondenti.
          Io la penso così ma evidentemente…parlo non so più che linguaggio stravagante.

          • Cioè la violenza o è giustificabile o non lo è.
            E nel terzo millennio per me dovrebbe stare al primo posto…nella classifica delle varie aberrazioni umane che (ancora) esistono.

    • A modo suo lo è stato anche lui. Solo che era dalla parte opposta. Comunque il peggior Presidente della Repubblica Italiana. Quasi un golpista.

      • Quello che diceva che le giovani maestre delle scuole più erano giovani ragazzine… e più andavano picchiate….
        Appunto.
        (ma di che stiamo parlando… ma “avanti e in alto”, veramente, l’unico nuovo slogan – dio-lo-volesse – come dice anche Battiato!).

  33. @Sissi
    E chi parla di violenza. Tu citi Ghandi. Ed infatti questi sono i veri rivoluzionari. Ma le rivoluzioni si compiono se hai il popolo che ti segue. Se Ghandi fosse stato solo durane il suo famosissimo discorso , nessuno ricorderebbe il suo nome. Il concetto è molto semplice , c’è chi progetta il palazzo , ma poi c’è chi lo dve costruire. ;)

  34. Francè… facciamo a capirci ;)))
    …tutta la differenza era nel “come”… nel famoso fatidico “modo” di porsi e farsi seguire. Tutta là, la differenza.
    Ti condivido invece quando più sopra, ora, hai detto che hai fiducia in una parte di popolo. La stessa poi che ho visto sempre da Gad Lerner ultima puntata, compreso Giuseppe De Marzo e i suoi discorsi intellettualmente onesti, puliti e lungimiranti. Perchè “la spinta per il cambiamento c’è”, fosse anche ‘solo’ quella dell’esasperazione, e il Mondo è in trasformazione, tutti i nodi vengono al pettine… di uno sviluppo capitalistico deviato. Peccato solo che sia, o siamo, non so, una minoranza…. o non ci ritroveremmo così: con una democrazia in bilico, e a rischio di rivoluzioni anche qua. (dove le “ragioni”, se di ragioni si parla, ovviamente ci sono tutte… e diecimila di più).

    • Il come ? Possibilmente in modo pacifico. Ma se la controparte è uno Stato dittatoriale ci sono poche alternative alla protesta violenta. Ora , tralasciando il fatto che dietro le proteste libiche ci sia la mano Occidentale , chi potrebbe pensare che Gheddafi si sarebbe potuto dimettere se in Libia ci fosse stata una rivolta pacifista ?
      Per quanto riguarda l’attuale crisi mondiale io penso che la protesta contro la finanza e le lobbies , appogiate dall’attuale classe politica , stia avvenendo nel modo giusto. Gli Indignados non sono dei violenti. Le loro istanze vengono diffuse tramite la rete. Le manifestazioni sono pacifiche. Sono gli Stati , che tramite le forze dell’ordine , provocano gli scontri per poi strumentalizzare la protesta per presentarla al popolaccio come manifestazioni di squallidi black block che spaccano le vetrine e inzozzano le strade. Capisci che ad un certo punto si rischia anche di poter arrivare alla lotta violenta. In questo caso , se si vuole evitare lo scontro , bisogna rassegnarsi ed accettare la violenza della politica e del potere economico che ci vogliono far lavorare senza diritti e per 4 soldi al mese. Ognuno poi farà le sue scelte.

      • Infatti in Libia guarda caso la maggior parte del popolo libico non stava contro Gheddafi. E adesso sta peggio. I tuoi discorsi come al solito sono molto teorici e talvolta fuorvianti.

        • Si faccia una domanda e si dia una risposta , ti direbbe Gigi Marzullo.
          Osservando questo microcosmo come si fa nn ricordare che al Popolo non servono longae manus perchè è bravissimo a fottersi da solo, il Popolo ! Il Popolo che ha scelto Barabba per intenderci , dal momento che lorsignori non esitano a scomodare Gesù Criso . It’s democracy baby , dicono ,  quando le Francesche Bozzano che si affacciano vengono messe in fuga e le Sissi e le Irisilvi restano e imperversano.
          Ma è un pochetto che non vedo video di UFO nei commenti, che succede ? A proposito di tenere alto il tono della conversazione ;-)
          Altro che primavera araba ! 

          • Allora seriamente: se le Francesche scappano vuol dire che non sanno reggere un dibattito, ma solo ripetere pedissequamente il loro punto di vista. Non ho toccato una virgola, ho solo risposto. O devo essere d’accordo con i fratelli musulmani per …alzare il tono? Ma per piacere.

        • La riflessione seria era ll’altra : quella sul popolo bue !!!
          Si Roberto di solito sono loggato col nome del mio blog ;-)

          • Comq mha po esse……. ma ancora nn ti sei stufato che ti ripetano pedissequamente il tuo ? Passi il Gabbiano ma qua fra cani da polpaccio e pappagalli me pare no zoo ;-)
            Pure l’unica voce fuori dal coro si chiama Topo , stiam freschi !!!

            Roberto hai troppo ragione : concedersi un po di scemenza dietro a un nick scemo e’ scemo pero’ … ;-)

  35. Mi dispiace Francesco ma in Libia non è andata proprio come la presenti…..
    eppure basta che leggi qualche post ,non devi nemmeno spendere 20 euro di un libro
    come si puo’ tralasciare la longa manus occidentale visto che ha promosso ,attuato ,portato avanti la sommossa ?
    poi dopo la dittatura di Gheddafi pensi ci sara’ una democrazia ? per piacere ….quella storia finira’ come è iniziata
    altri paesi come l’Iraq e l’Afghanistan insegnano

  36. @ Francesco

    (rassegnazione che brutta parola!)
    No, il mio discorso era un altro. Logico che da Gheddafi, come in posti del mondo dove accade anche di peggio, è impensabile una protesta pacifista. A parte che non ne sarebbero neanche capaci. Ma il punto… interrogativo secondo me da porsi è: perchè…. si ritrovano un Gheddafi? Noi: che abbiamo fatto di male per ritrovarci con un paese allo sbando completo? Sono quelli che io chiamo “livelli di coscienza”… che si rispecchiano all’esterno, ritrovando – certo in linea generale – la stessa condizione di sè. Siccome tutta l’umanità è malata… perchè sta compiendo un percorso evolutivo – se ancora è definibile come tale, perchè sembra sempre più regressivo invece – più o meno ci riguarda tutti.
    Dittatori e tiranni altro non sono che l’eruzione di furore di un ‘focolaio’, di una malattia già esistente. Apposta dicevi bene ieri, con la consapevolezza dei popoli…che è cambiata: infatti è tutto qua “il segreto”.

    E capisco naturalmente, sì, che non sempre è possibile agire pacificamente. Ma un conto è avere un Gandhi come modello, un conto è quando “l’aver ragione” diventa il passe-partout per ogni sorta di istinti inferociti e scatenati. Con tanto di giubilo come reazione, e un’esaltazione chiamata giustizia. Questo dico, cioè dicevo – dipende da che lato lo affrontiamo il discorso. Allora l’enfasi della rivoluzione, dello scatenamento di massa, vissuto perfino come una vittoria popolare con tutte le aberrazioni delle guerre civili: NO. Se proprio non è possibile fare altrimenti, in casi estremi, lo capisco, non sono scema: ma allora sono momenti epocali e tragici… per l’umanità. Cioè realtà orrende… di fronte alle quali bisognerebbe come minimo ammettere il fallimento umano! questo dico. Non inebriarsi ed autoesaltarsi “perchè è giusto così e non si può fare altrimenti”, in quanto la violenza o è giustificabile o non lo è! bisogna decidersi (come già detto) non è possibile “ni”: o è SI’ o è NO, punto. ( e va da sè che la risposta è NO, se c’è civiltà).

    Purtroppo allo stato attuale c’è mezzo mondo in fiamme… quindi evidentemente siamo ancora così. E sarà lunga… Francesco, perchè come diceva anche Pino, più o meno, non è che si ottengano risultati eclatanti. Tu credi davvero di poter vincere non sulle manganellate, non sulla politica no… ma proprio sulle lobbie e i loro ‘disegni’? Tu credi davvero che siano i personaggi famosi che vediamo quelli che decidono? No… noi neanche li vediamo, non compaiono… mentre, come diceva Gaber nel suo splendido monologo “Mi fa male il mondo”: “e lì, chissà in quali magici e ovattati saloni…che a voce bassa e con modi raffinati…si decidono le sorti del nostro mondo”.
    Ora, finchè principalmente non cambia il livello di coscienza individuale e collettivo, le speranze sono poche… pari a quella minoranza che ha capito. Pure Giuseppe De Marzo – coordinatore del 15 Ottobre – parlava di “rimettere l’uomo al centro”… ma come si fa ancora ad affrontare certi discorsi… non “siamo” pronti dai su, non so più come spiegarlo.
    Mi chiedi: allora che soluzione c’è? Non-lo-so! non posso saperlo! o meglio, lo saprei… ma serve la presa di coscienza NUOVA da parte di tutta l’umanità intera compresi i grandi poteri: ti pare fattibile ora come ora?? strano che non sia crollata tutta la Torre! Fai la cortesia, se ti va e quando hai tempo, leggiti “I punti essenziali della questione sociale” di R.Steiner. Ma un mio amico, cresciuto con l’educazione marxista, mi ha risposto che Marx gli fa una pippa… a questo! – scusate il termine. Roberto si era troppo divertito quando ne avevo più o meno accennato!
    Non siamo prontiii… dobbiamo farcene una ragione. Millenni di guerre e massacri e nefandezze ancora, da sopportare. Purtroppo è così – e vienimi anche a dire che sono pessimista, non c’è alcun problema.

    (e scusate la lunghezza).

  37. Non avete capito il mio discorso. E credo che non lo capirete mai.
    Comunque lo so anche io che la Libia adesso è una colonia anglo-francese. Era “divertente” l’immagine di Cameron e Sarkozy che parlavano ai “ribelli libici”. Mancava solo B. che è stato cacciato a calci nel c…. ahahaha !!!

    • Capirti? Come facciamo a non capirti? Sono mesi che ripeti la stessa solfa. Piuttosto cerca te di scendere dalla nuvoletta e di guardare la realtà.

      (Berlusconi in Libia aveva fatto un affarone e tu che inneggi a francesi e inglesi non ti rendi conto che a rimetterci sono gli interessi italiani)

  38. Pino: che accadra’ ora?

    Obama a Iran, nessuna opzione esclusa
    Teheran dovra’ rendere conto su complotto pianificato in Usa
    (ANSA) – NEW YORK, 13 OTT – ”Continueremo ad applicare contro l’Iran le piu’ dure sanzioni, perche’ il Paese venga sempre piu’ isolato”. Ma “nessuna opzione viene esclusa” in risposta al complotto pianificato da Teheran che doveva portare all’uccisione dell’ambasciatore saudita a Washington. Lo ha detto il presidente Usa Barack Obama. Il complotto, ha aggiunto, “é stato diretto da persone nel governo iraniano” e qualcuno a Teheran ”dovra’ renderne conto”.

    • Obama ha fallito. I poteri forti lo hanno schiacciato. Nei desideri più profondi degli ultranazionalisti americani e israeliani c’è il desiderio di invadere anche l’Iran ( l’obbiettivo più ambito). Forse prima o poi una bella scusa la troveranno. Spero di no , perché invadere l’Iran è troppo pericoloso oltre che ingiusto.
      Per il momento fare la voce grossa con gli iraniani può generare consensi in quella grossa fetta di repubblicani coglioni ( i fascisti e razzisti del T-party , popolo di bassa lega (ogni riferimento alla nostra Lega è puramente voluto) ) che godono solo quando vedono esplodere le bombe negli altri Paesi.

  39. VERSO IL 2012 – LA SUA RICETTA È UN MIX DI POPULISMO E LIBERISMO CHE AFFASCINA I TEA PARTY
    I repubblicani e l’«altro nero»
    che vorrebbe scalzare Obama
    Il re delle pizze Cain balza in testa ai sondaggi per le primarie

    NEW YORK – «Il tuo piano economico? Quando ho letto il titolo – 9-9-9 – ho pensato che fosse il prezzo scontato di una pizza». Il candidato repubblicano alla Casa Bianca Herman Cain – un nero di 65 anni con un passato di matematico, imprenditore e banchiere centrale – sorride a denti stretti davanti al sarcasmo del suo avversario John Huntsman. Poi, sotto i riflettori del dibattito televisivo di martedì scorso, arriva la stilettata di un’altra candidata. Michele Bachmann attacca Cain tirando in ballo, addirittura, Satana: «Se prendo il tuo piano 999 e lo capovolgo, penso che il diavolo sia nei dettagli» sibila la ex beniamina dei Tea Party, riferendosi alle credenze popolari che vedono nel 666 il numero del demonio.

    Così la destra radicale e «antitasse» si è improvvisamente innamorata di questo candidato «improbabile» ma con la lingua affilata e il «pedigree» del duro. Un liberista fino al midollo che parla solo di crescita e di imprenditori che creano lavoro, che invita i neri ad evitare l’autocommiserazione e a non attendere favori dallo Stato. E che ai ribelli della protesta anticapitalista dice: «Se siete senza lavoro non prendetevela con Wall Street ma coi vostri fallimenti».(…)

    (Corriere.it)

    Ecco qua. Auguri Mondo.

  40. IL CAIRO – Maikel Nabil Sanad, 25 anni, oggi è al 54esimo giorno di sciopero della fame, pesa poco più di 40 chili, la famiglia disperata denuncia: la sua vita è in pericolo, la sua morte peserà sull’Egitto. Il blogger del Cairo, attivista pacifista, cristiano ma da sempre contrario a uno Stato confessionale e militare è in carcere dal 28 marzo per «insulti alla giunta» che regge il Paese da quando cadde Mubarak, in attesa di un governo e un presidente eletti liberalmente e civili che ancora per mesi non saranno realtà .Condannato inizialmente a tre anni per aver denunciato sul suo blog la repressione dell’esercito («non cammina mano nella mano come il popolo, al contrario»), Sanad aveva visto il verdetto annullato all’indomani degli scontri di domenica 9 ottobre, in cui sono morte almeno 26 persone, la maggior parte copti che protestavano contro l’ennesima distruzione di una chiesa nel Sud. L’annullamento della sentenza sembrava un gesto di benevolenza delle autorità verso la minoranza cristiana, ma l’illusione è durata poco. Sanad non è stato liberato, soprattutto verrà giudicato anche questa volta, alla fine del mese, da un tribunale militare, come tutti i dimostranti (centinaia, se non migliaia) finiti in carcere durante e dopo la rivoluzione del 25 gennaio. «E’ il caso più grave di soppressione della libertà di coscienza e d’espressione in Egitto da anni», denuncia Human Rights Watch.

  41. La violenza è tornata ieri sera a scuotere la Tunisia dopo la decisione di cancellare le liste proposte da Petition Populaire in sei circoscrizioni, per la presenza di candidati un tempo inquadrati nel partito dell’ex presidente Ben Ali. Questa mattina una folla di manifestanti ha attaccato il palazzo del governatore di Sidi Bouzid. La polizia è stata costretta a sparare in aria per disperdere i manifestanti, come la notte scorsa. ll tribunale di Sidi Bouzid è stato saccheggiato e incendiato. Nel saccheggio alcuni manifestanti si sarebbero impossessati anche di quantitativi di droga sequestrati. Elicotteri volano sul centro della città per disperdere i manifestanti. Il governo ha imposto il coprifuoco notturno a Sidi Bouzid. Il coprifuoco è stato imposto dalle 19:00 alle 5:00 ed entrerà in vigore già a partire da questa sera. Gli incidenti sono partiti ieri proprio da Sidi Bouzid, dove è stata incendiata la sede del partito confessionale Ennahdha, vincitore delle elezioni; saccheggiato il municipio e assediato il governatorato, per poi allargarsi ad altri centri vicini. Strade sono state bloccate dai manifestanti a Sfax e Kasserine, disordini ci sono stati a Regueb, una motrice è stata incendiata nella stazione di Menzel Bouzayene.La decisione contro Petition Populaire, ha scatenato a Sidi Bouzid – città da dove partì la rivolta che fece cadere il regime di Ben Ali – la furia di migliaia di persone, sono scese in strada assediando la locale sede del partito di Rached Gannouchi, per poi darla alle fiamme. Assaltati e saccheggiati anche il municipio e il governatorato. La polizia è intervenuta, con un fitto lancio di candelotti lacrimogeni ma i manifestanti hanno preso possesso virtuale della città, presidiando le strade principali e gli incroci.

  42. Piazza Tahir | Pino Scaccia

  43. Il fallimento della “primavera araba” |

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