E la chiamavano Bell’Italia

Un’anziana, che era a passeggio con il marito in sedia a rotelle, è stata scippata mercoledì prima di mezzogiorno in via Passo Sella, nella zona Est di Milano. Due uomini le hanno strappato la collana, e la 75enne è caduta in avanti. Per fortuna ha rimediato soltanto qualche escoriazione al ginocchio e al gomito. Un testimone ha assistito alla rapina e ha chiamato il 113. Grazie alla descrizione dei due rapinatori, la Volante è riuscita a fermarli poco distante, in via Tommaso Pini. Il testimone ha confermato il riconoscimento e questo ha permesso di arrestare per rapina i due italiani pregiudicati (uno di 41 e uno di 38 anni) e anche di recuperare la collana che avevano gettato a terra poco lontano. fonte

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13 thoughts on “E la chiamavano Bell’Italia

  1. non ho parole!
    Anzi, mi chiedo, ma se i rapinatori fossero stati extracomunitari, che rilievo avrebbe avuto la notizia?

  2. Aggiungiamoci pure i palazzi che crollano, le strade che franano, gli ospedali senza posti letto, le ambulanze senza barella, e dimenticati pure da Obama (nel suo discorso di ringraziamenti a tutt’europa) :(((
    Ma in compenso signori… nella Capitale è arrivata la..”cattomovida”!
    altro che dai “grattacieli della musica”… N.Y. e l’affascinante ‘trasgressione’ della Grande Mela… no, noi qua in Italia abbiamo la cattomovida! vi prego… :)))

  3. Tutto per un bicchiere d’acqua. Un uomo di 65 anni, titolare di un bar di Messina, è ricoverato in coma per una grave emorragia cerebrale dopo essere stato colpito con un pugno al volto al termine di una lite nata per futili motivi. Venerdì un ragazzino di 13 anni era entrato nel bar chiedendo un bicchiere d’acqua. Ad una smorfia del titolare del locale, che comunque lo aveva accontentato, il ragazzino avrebbe reagito buttandogli l’acqua in faccia. Il giorno dopo il barista lo avrebbe avvicinato e rimproverato sonoramente. A quel punto, ancor più indispettito, il minore è tornato alla carica spalleggiato da uno zio di 40 anni. Sarebbe stato quest’ultimo a colpire il barista che è stramazzato al suolo privo di sensi. Dopo il ricovero in ospedale i medici si sono riservati la prognosi e posto l’uomo in coma farmacologico. I responsabili dell’aggressione sono stati identificati domenica sera ed interrogati negli uffici della Squadra Mobile di Messina. La lite è avvenuta in un bar nella centralissima via Santa Cecilia anche se la polizia non ha ancora voluto fornire l’identità della vittima e dei due aggressori.

  4. Tratto da “tempostretto”

    Ha impiegato meno di 24 ore la Squadra Mobile per individuare l’uomo che ieri mattina ha sferrato un violentissimo pugno nei confronti del titolare di un bar rosticceria di via Santa Cecilia. Si tratta di un incensurato che da oggi pomeriggio si trova negli uffici della Questura per essere sentito dagli investigatori. L’uomo ha già confessato il suo gesto ma ha detto di aver voluto solo difendere il nipotino dall’atteggiamento dispotico del barista. Una versione tutta da verificare e che lascia qualche dubbio. Adesso sarà il sostituto procuratore Fabrizio Monaco a dover valutare le risultanze investigative e decidere il da farsi. Se, cioè chiedere al gip l’arresto dell’aggressore, o limitarsi ad una denuncia trattandosi di un incensurato che ha subito confessato e che si trovava regolarmente a casa all’arrivo della Polizia e non ha tentato di rendersi irreperibile. Intanto sono sempre gravi le condizioni del barista, G.G. 65 anni. L’esercente è ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Neurochirurgia del Policlinico. I medici hanno deciso di non operarlo per rimuovere l’ematoma alla testa causato dal violento pugno. Un gesto inqualificabile che sarebbe stato scatenato da futili motivi. Secondo quanto ha ricostruito la Polizia venerdì sera un ragazzino sarebbe entrato nel bar ed avrebbe chiesto un bicchiere d’acqua. Il gestore avrebbe mostrato un po’ d’insofferenza ed avrebbe servito l’acqua accompagnandola con qualche mugugno. Il ragazzo ne ha bevuto un sorso e poi, indispettito dall’atteggiamento del commerciante, gli avrebbe scaraventato in faccia l’acqua rimasta nel bicchiere. Ne è nato un alterco ma senza gravi conseguenze. Il ragazzino però è tornato a casa ed ha raccontato tutto allo zio che ieri mattina, accompagnato dal nipote, s’è recato nel locale. La discussione è stata breve perché poco dopo il suo arrivo l’uomo ha colpito il barista con un pugno in pieno volto. Poi zio e nipote si sono allontanati mentre l’esercente è stato trasportato in ospedale. Inizialmente le sue condizioni non sembrano gravi. La situazione è peggiorata nel corso della giornata e ieri a tarda sera i medici sono ricorsi al coma farmacologico.

  5. Spero proprio che il ceffo non se la cavi così. Dobbiamo darci tutti una calmata e le lezioni servono. Il barista ,non lo sappiamo, potrebbe pure avere un brutto carattere ma sicuramente si è preso il pugno in faccia e rischia la vita. Non male il ragazzino che gli ha tirato il bicchiere d’acqua in faccia: cresce proprio bene, ha ricevuto una grande educazione. Quando sarà grande non chiamerà più nessuno zio, ma se la sbrigherà da solo.

  6. Purtroppo a Messina di questi episodi ne succedono parecchi. E’ questione di mentalità cristallizzata, che non fa rendere assolutamente fieri di appartenere a questa città. Ieri ci stava scappando il morto, ma quanti episodi che non balzano alle cronache, solo perché si risolvono con ceffoni e risse, mai denunciati.

  7. Non per…tirarti su di morale, ma non solo a Messina. Molti episodi in questi giorni stanno succedendo a Milano e anche a Roma. La violenza purtroppo è diffusissima.

  8. Si, ci siamo, ma Messina è un “paese” di 275.000 abitanti, non ha i milioni di abitanti di Milano o Roma. Cioè per intensità supera le metropoli. E sinceramente non tira su il morale sapere che questa piaga è diffusa. Si parla ovviamente di questo tipo di episodi.

  9. Questa la potevi mettere sotto il post “Pubblicita’ “.Due dei commenti su 25 parlavano della rivista Oggi come peculiarita’ da parrucchiere.Eppure dal mio parrucchiere non l’ho mai trovata.Sara’ un caso certamente pero’ mi viene da pensare che una delle lavoranti è uscita con il vecchio 60 dalle superiori ,un’altra si sta laureando,lavorando,in economia e tutto il resto è adeguato alla media nazionale.Meditate gente,meditate…..

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