La vergogna di Perugia

Il primo impulso è stato di fastidio e dunque la decisione di non occuparmi di un caso su cui avevo già detto abbondantemente la mia, a prescindere dalla sentenza. Forse l’avevo scritto intuendo cosa sarebbe successo. La spinta mediatica è stata così forte, la pressione americana così scandalosa (e costosa) che tutto sembrava già scritto. Troppo bella, troppo ricca, troppo appoggiata e troppo attrice Amanda per soccombere. La madre di Meredith ha puntualmente smontato tutte le sue bugie recitate con l’immancabile lacrimuccia, ma i giudici di Perugia le hanno voluto comunque credere. Voglio fidare nella buona coscienza, che cioè l’abbiano assolta in base a un principio giuridico sacrosanto, che cioè la condanna deve avvenire “al di là di ogni ragionevole dubbio”. E purtroppo i dubbi c’erano, frutto di un’inchiesta sbagliata e di perizie scellerate. Abbiamo comunque fatto una figuraccia: o tenendo per quattro anni in galera due innocenti oppure, adesso, liberando due colpevoli. M’infastidisce soltanto…l’apprezzamento del Dipartimento di Stato americano che ora ha scoperto…la bontà del sistema giudiziario italiano, sol perchè abbiamo salvato la biondina di Seattle. Proprio loro che non ci pensano due volte a giustiziare. Sicuramente Amanda diventerà una diva, contesa a suon di dollari, scriverà libri, girerà film, starà sempre in televisione, lascerà interviste esclusive. L’unico conforto viene dai quei cori “vergogna vergogna” che spero l’accompagnino per molto tempo e magari da qualche incubo notturno. Forse sognerà di due ragazze, entrambe straniere, capitate in una cittadina di provincia italiana. Una, inglese e taciturna, che voleva solo studiare e l’altra, americana e viziata, che tutte le sere invece voleva far feste e festini. Sicuramente non erano amiche, mai state.

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122 thoughts on “La vergogna di Perugia

  1. da poliziotti.it

    “Giustizia è Morta”
    Raffaele Sollecito e Amanda Knox assolti per non aver ucciso Meredith Kercher
    …intanto la Star è Amanda e di quella povera vita spezzata nessuno parla più…

    Già da qualche giorno la sensazione era che qualcosa nell’impianto accusatorio nella vicenda dell’omicidio della povera Meredith Kercher si fosse incrinato, si respirava un certo disfattismo dei media che non facevano altro che idolatrare i due presunti assassini che in fondo, tanto assassini, non dovevano essere.
    A pochi minuti dall’assoluzione in appello di Amanda Knox e Raffaele Sollecito in molti si stanno chiedendo se in realtà “Giustizia è Morta”.
    Ed è così che tornano liberi cittadini del proprio mondo Amanda e Raffaele, con una sentenza che in molti si aspettavano e che in tanti ritenevano impossibile anche per il fatto che un altro attore della vicenda, Rudy Guede fosse già stato condannato per il medesimo delitto in concorso con la “coppia assassina” più discussa degli ultimi anni.
    Una vicenda che, dopo i recenti flop investigativi basati solo ed esclusivamente sulle evidenze scientifiche, impone fortissime riflessioni soprattutto ad altissimi livelli per fare in modo che si ritorni a prendere per davvero i colpevoli e non a rinviare a giudizio persone che, alla fine dei conti, dovranno anche essere risarcite per ingiusta detenzione carceraria (che paga la società civile).
    Credo sia sotto gli occhi di tutti che le ultime vicende di sangue alla ribalta della cronaca siano state per la maggioranza assalite dalla febbre ” CSI “, noto telefilm americano che imperversa sulle reti commerciali italiane e…. di “Aria di America”, in questa vicenda, non sembra esserci solo quella delle fiction.
    Quei telefilm, dicevamo in particolare, hanno fuorviato l’immagine del nostro lavoro e che ammantandosi di un’aura magica con le tecniche di indagine che mostrano pare abbiano assunto negli ultimi anni unica e vera valenza probatoria all’interno delle aule dei tribunali.
    Se però gli ultimi episodi delittuosi, nonostante le tecnologie più avanzate e i luminari più competenti nell’ambito della genetica forense, non sono stati in grado di inchiodare i presunti colpevoli, è chiaro che qualcosa si è spezzato e forse il lavoro del poliziotto, che troppo spesso viene considerato un panzone fannullone, non solo da certi ministri, è stato troppo svuotato, svalutato e ridimensionato.
    Amanda Knox, Raffaele Sollecito sono solo l’ennesimo orrore giudiziario come quello di Chiara Poggi a Garlasco o di Yara Gambirasio a Bergamo, vittime quest’ultime che forse mai avranno giustizia vera e concreta forse perché ormai costa troppo avere una polizia che sappia fare le indagini aldilà delle evidenze scientifiche che dovrebbero servire da supporto alle accuse e non essere loro stesse l’impianto accusatorio.
    Poco personale, pochi mezzi, poche risorse affliggono anche le indagini più serie altrimenti non si spiega per quale motivo, negli ultimi anni, si riesca ad assistere a tante assoluzioni.
    Poco materiale umano a fare le indagini significa poco lavoro vero da dedicare alle indagini perché oberati da quella burocrazia opprimente che anche gli uffici investigativi più importanti devono sostenere .
    Pochi mezzi significa anche poco addestramento, poliziotti lo si può nascere ma nessuno “nasce imparato” e le tecniche di investigazione, l’acume investigativo, come si usa definirlo nei riconoscimenti ufficiali, non può essere solo il frutto dell’abnegazione del singolo o della volontà del medesimo di aggiornarsi (magari a spese proprie).
    Se questi scempi giudiziari avvengono è anche grazie a quel meccanismo perverso che ci vede sempre più vecchi, sempre più passa carte, sempre meno preparati per colpa di quei pochi soldi che ancora da Roma riescono ad arrivare alle periferie così da non garantire quell’altissimo livello di preparazione proprio di una Polizia Europea.
    E’ ora che chi di dovere consideri come l’evidenza scientifica sia evidente fino a prova contraria, poiché nessun evidenza scientifica potrà mai sostituire la capacità dell’umano investigare, elemento necessario per scendere negli inferi dei singoli attori così da trarne e ricercare quello che davvero serve a un giudice….che tante volte, forse, crede più alle perizie che ai verbali di polizia.
    Rendere le indagini una sorta di equazione matematica da laboratorio, così com’è stato negli ultimi eclatanti casi di cronaca, significa solo collezionare queste figuracce che il popolo italiano non merita.
    Figuracce che, intendiamoci, passano anche da quell’enorme potere che hanno i media di veicolare l’umano sentire riuscendo sempre più spesso a far decidere ai giornalisti le motivazioni di una sentenza.
    L’Italia ha perso ancora una volta agli occhi del mondo, la Polizia e le forze dell’ordine ancora una volta hanno perso di credibilità, Meredith si trova in una tomba senza giustizia e questo, una giovanissima e bellissima vita come la sua non lo merita….e forse è quello che più conta e disgusta.
    Che si cambino le cose al più presto dunque nella speranza che in questo caso l’America possa essere solo un riferimento televisivo…e nulla di più!

  2. Giustissimo, sono d’accordo. Ormai i magistrati (responsabili delle inchieste) puntano tutto sulla…scienza, tralasciando un vero lavoro investigativo, come si faceva una volta. Per pigrizia, soprattutto, ma non solo.

  3. certo è che vespa ha lavoro per 10 anni.
    e il plastico di Vespa andrà all’asta e risolleverà le finanze della RAI!

    • vedi, sei ingenerosa: chi ci vive di rendita è mediaset con quarto grado… figurati, per amanda, ha spezzato anche il filo della povera melania…. forse non ti sei accorta che sono nati nuovi fenomeni

          • no,no ..L’avvocato di Amanda ha detto : “Fai la dichiarazione tua, poi andiamo a Porta a Porta.”.Davvero.

            E poi no, Pino quelle reti non le ho viste e non le vedrò “mai”. .

          • Sì vabbè…a Porta a Porta c’è Paolini, non Amanda… quella già sta sull’aereo e le interviste le darà tutte in America, dovrà ripagare gli sforzi,no?

  4. E anche questa volta la giustizia è andata a farsi benedire!!! La legge è uguale per tutti o la legge è uguale per tutti gli uguali?

  5. Gli avvocati però c’erano…. caspita !!
    AH complimenti per il pezzo. che hai scritto. (stavo per dimenticarmene) ;)

  6. Quando la Corte legge la sentenza, Perugia si divide tra colpevolisti e innocentisti ma per strada tutti parlano di Amanda e Raffaele, nessuno di Mez. “Che non era amica di Amanda – precisa Arline, quasi a voler prendere le distanze -, si conoscevano certo, ma venivano da due mondi differenti e si muovevano in due contesti diversi”. I Kercher forse se lo sentivano che sarebbe finita così, perché nel pomeriggio aveva ripetuto più volte che era di Meredith che, invece, si sarebbe dovuto parlare. “Si parla della storia di Amanda, della storia di Raffaele, ma qui la storia è quella di Meredith che era una ragazza solare, vivace, contenta di esser venuta a studiare in Italia e uccisa in un modo brutale. Non lo meritava. E nessuno meriterebbe di morire in quel modo”. (Ansa)

    • Tu dici? Tu pensi che i giudici abbiano tutti questi rimorsi? Io penso che in un tribunale coscenzioso non sarebbe stata permessa la diretta televisiva, come dire che hanno ufficializzato un processo mediatico. Così tutti a riflettere sulle lacrimucce e non sulla sostanza.

      • mah diciamo che ci spero. immagino che sia difficile condannare quanto assolvere, e che quasi mai c’è la certezza assoluta, in un senso e nell’altro.

    • Io non riesco a stare nei panni nè di chi assolve nè di chi condanna… cioè proprio nel ruolo di “giudice”.

  7. Per me sul pezzo di paroleingiaccablu è “ni”, sempre. Nel senso che lo pensavo anch’io, parlandone prima per fatti miei, cioè non qui sul blog, che si tende troppo alla scienza. Poi però ho pensato anche che servono proprio le prove scientifiche, scusate è, proprio perchè non siamo in un romanzo giallo di Poirot. Sennò addio, facile per chiunque supporre, incanalare, e tutto ‘torna’… con alibi veri o presunti, col ragionamento, con la fantasia… ma servono prima di tutto le prove. Questa, al di là ora del caso specifico che non quadra neanche per me – nel senso non è che sto difendendo Amanda e Raffaele, non è uno schieramento il mio che ribadisco non ho neanche seguito a fondo, – è proprio una questione di principio generale.
    D’accordissimo invece sull’americanizzazione della giustizia per chi ha i soldi. Sempre più o meno stato… comunque. (Pannella da quel dì che lo dice). Ripeto che il post precedente lo condivido riga per riga .- tranne qualche dubbio (anche) su Guede, in quanto sembra non essere proprio esattamente “il povero cristo di colore”, ma un altrettanto tipino… dal padre adottivo persino ricco. E con ciò comunque ‘dimenticato’, perchè non ha certo usufruito di fior di avvocati come gli altri due.
    Poi su tutto il resto… grande stima verso chi ancora lavora bene, in buonafede e professionalmente… in un mondodisquali in cui si verifica di tutto… tranne che la giustizia.

  8. Le prove scientifiche devono servire ad avvalorare l’inchiesta. Un serio lavoro investigativo può portare a riscontri certi, a prove, a testimonianze. Affidarsi esclusivamente ai periti, come succede ormai da troppo tempo, è sintomo quantomeno di pigrizia.

  9. Perchè non mettete da parte questo bieco qualunquismo e cercate di farvi un paio di domande sul COME e sul PERCHE’ abbiano preso tale decisioni i magistrati della Corte d’Appello di Perugia?

  10. …di pigrizia o di convenienza ?
    I Giudici sono sempre più inclini a catalogare tutto nell’estremamente classificabile specie se rapido e a basso costo, una indagine fatta di intercettazioni,pedinamenti, incroci di tabulati, di materiale umano che davvero smonta pezzo pezzo la vita degli indagati costa talmente tanto che è meglio lasciar fare agli esperti dei RIS: costano meno, producono certezze scientifiche(ma non probatorie), piacciono all’opinione pubblica e….se non ci riescono loro chi ci potrebbe riuscire ? Quei panzoni che escono con le macchine senza i colori di istituto e si fregano solo lo stipendio ??? In Italia basta che chiami la scientifica ti pari il fondo schiena da tutto, vi pare normale ????
    A questo siamo arrivati e ANCHE per questo questo il processo è andato più facilmente a rotoli aldilà dei legittimi dubbi su determinate influenze esercitate da una certa stampa e forse anche da un certo stato extra europeo.

    • Già ti ho detto che siamo d’accordo. Ormai è tardi, ma subito dopo il delitto si poteva fare un buon lavoro. Conosco bene Perugia e so perfettamente che come tutte le città di provincia nasconde ben pochi segreti…Come dici te: si poteva ricostruire nei dettagli la vita (e il percorso) di tutti di protagonisti.
      Nel caso specifico poi le pressioni esterne, secondo me, sono state determinanti.

    • Sentite, per me avete ragione entrambi. Niente di più facile (anche) che manipolarle… le “prove scientifiche” se non c’è un sano lavoro, investigativo e di tutti i generi, a monte. Nello stesso tempo, capisco il fervore di chi ha già il quadro logico della situazione, davvero senza ironia, lo condivido logicamente, ma ricordo che… servono le prove! allora ammettiamo pure di far casino certe volte su questo no? quella dell’olgiata adesso stanno uscendo le intercettazioni con telefonate mai tradotte prima. Perchè? E perchè il “congelamento della scena” non avviene mai nei tempi, ma molto più tardi?
      Io sono contraria agli “schieramenti” di tutti i generi, non soltanto quelli politici, va messo tutto in discussione e poi vediamo da quale parte propende il difetto no?

    • Siccome il nuovo ospite (Alemanno, spero soltanto omonimo del mio sindaco) si esprime per enigmi, spero di indovinare quello che vuole dire, visto che lo ha già detto su Facebook.
      Se continuo a parlare di danni mediatici evidentemente sono convinto delle responsabilità pesanti della stampa. Ma cerchiamo pure di uscire dal solito clichè. Quando il presidente di un tribunale concede l’autorizzazione alla diretta televisiva è lui che lo trasforma in un processo mediatico. Quando i protagonisti di ogni fattaccio (Avetrana, Parolisi, anche Perugia, per non dire di Cogne) vanno in televisione e non parlano magari ai giudici, quando la gente fa a pugni per stare in prima fila… la colpa non è della stampa. Cerchiamo di farci un bell’esamino di coscienza tutti. E renderci conto che ormai viviamo in una società marcia. Oltre che finta.

  11. Ci sono anch’io nel campo delle opinioni, sia chiaro, non ho la presunzione di sapere tutto e di avere ragione per forza dico però che siamo arrivati al punto che non si riesce più a ottenere uno straccio di sentenza certa per il semplicissimo fatto che le perizie hanno più valore, troppo spesso, di un indagine condotta alla vecchia maniera che molte volte non trova spazio per il costo umano e di risorse che comporta ma anche per una malsana tendenza dei giudici a considerare oro colato le perizie.
    Questa è la mia posizione perchè se in questo processo ci fossero state delle indagini preliminari vecchio stile dove magari la polizia stessa è padrona dell’indagine, come non lo è più dal 1989 dove il dominus è il PM che fa, disfa e ripristina come meglio crede pur non sapendo, tante volte nulla, di indagini di polizia ecco che sempre più spesso ci ritroviamo a risarcire i danni per indebita carcerazione.
    Sia chiaro non è che tutti PM sono degli inetti e tutti i poliziotti sono degli ottimi inquirenti sta di fatto che il procuratore america style in Italia è ora che venga riformato così come è anche ora che le perizie non possano, per legge, costituire unico elemento dell’impianto accusatorio perchè in questo appello se non fossero state solo le evidenze scientifiche a essere determinanti sarebbe stato più difficile assolvere i fidanzatini.

    • Questo sì… lo penso anch’io. Come nel caso di Chiara Poggi… anche.
      Però ripeto, parlo da..inesperta, quindi taccio ora… erano i miei personali pensieri! ma ti condivido comunque, specie nell’ultima riga.

      Ah N.B. Io non ho mai pensato dei “panzoni che escono con le macchine a fregare lo stipendio”… anzi! Ripeto che secondo me il problema è un miscuglio…non so come dire. Guai ad affidarsi solo alle cose scientifiche – e lo penso proprio su tutto, in generale: la scienza ha i suoi limiti. Mentre invece serve proprio il ragionamento, la ricostruzione, capire…. prima di tutto. Però, ovviamente, serve anche la scienza, questo dico. Cioè che, come tutto poi nella vita… serve trovare quel punto d’incontro tra il pensiero e la scienza, senza che quest’ultima prenda il predominio sul primo, no, ma l’ho detto anche prima. Figuriamoci se io che metto sempre l’anima al primo posto, posso farla sostituire dalla scienza. Però serve anche quella.

  12. Ma guarda che sono tre volte che ti do ragione… Ho amici poliziotti proprio a Perugia. So perfettamente che in provincia nulla sfugge. Ovvio che lo spartiacque è stato quello… purtroppo troppo spesso si ha a che fare con giovanissimi pm senza esperienza che umiliano le indagini di investigatori esperti.
    Anche dopo la sentenza si è continuato a discutere delle perizie, avvalorando bugie colossali (che potrebbero essere decisive) sulla presunta amicizia delle due ragazze. Sapere come…passavano le serate, in modo così diverso, forse poteva essere illuminante anche sul resto.
    Buonanotte.

    Che palle con questi replica!!! Non ne posso più. Ovviamente la risposta era per l’amico “poliziotto”.

    Buonanotte. Peccato, la conclusione con il sorriso di Meredith sarebbe stata perfetta.

  13. Nessuno è colpevole fino a prova contraria, e mi sembra che se fosse stata comprovata la loro colpevolezza stanotte sarebbe stata la loro prima notte di tutta una vita in carcere. Ma così non è e non sarà mai, perché in tanti non hanno svolto al meglio il proprio lavoro. In ogni caso, come ho scritto sul mio profilo fb, se sono stati loro la giustizia italiana ha fallito rimettendo in libertà due assassini, e se non sono stati loro, ha fallito ugualmente, togliendo questi quattro anni di vita a due miei coetanei. E in tutto questo c’è una famiglia, in Inghilterra, che ancora aspetta la verità e alla quale va tutta la mia solidarietà. Anche io sono partita per il progetto Erasmus un anno fa, e quindi capisco bene quella mamma, quel padre e quei fratelli che hanno visto partire la loro bambina piena di entusiasmo e voglia di studiare e non l’hanno più vista tornare se non nella stiva di un aereo entro quattro lamiere.

  14. chissà perchè, a proposito della tua citazione sul Dipartimento di Stato USA, mi vengono in mente altri episodi… la strage del Cermis, l’assassinio di Calipari e tanti altri.

  15. …Concludendo:Rudy Guede è un cattivo guaglione, nero e povero, e sconta 16 anni di carcere per concorso in omicidio. Meredith Kercher è una ragazza di Croydon, la Londra proletaria a sud del Tamigi. Raffaele Sollecito e Amanda Knox appartengono a famiglie ricche e potenti. Guede è complice di un assassinio che non si sa chi ha commesso, Meredith è morta e Sollecito e la Knox vengono assolti. La galera non la auguriamo a nessuno, ma ci finiscono sempre e solo i “Cattivi guagliuni” (dalla pagina dei 99 posse).

  16. Noto la poca chiarezza che hanno avuto i miei commenti, o per vostra poca attenzione o per mia negligenza verbale, e voglio pensare la seconda.
    Punto primo: non voglio difendere Amanda e Raffaele, non avendo in mano carte, testimonianze, prove e quant’altro. Né io né voi che riuscite tranquillamente ad esprimere giudizi su tutto ciò ove occhio umano possa posarsi. Semplicemente valuto i fatti che abbiano dinanzi agli occhi: due processi, uno di primo ed uno di secondo grado, che sono giunti a due conclusioni diametralmente opposte (25/26 anni di reclusione il primo, doppia assoluzione il secondo), il che mi fa sospettare non dell’operato dei giudici, ma di quello degli inquirenti, periti e affini. Il quadro indiziario è quantomai incompleto ed incerto, di conseguenza non si è superato l'”oltre ogni ragionevole dubbio”, che è un principio imprescindibile del diritto penale. Di conseguenza, l’assoluzione. Ci vedete qualcosa di male? Qualcosa di cui vergognarsi? Io, francamente, no.
    Punto secondo: sulla macchina mediatica siamo perfettamente d’accordo, il giudice che ha autorizzato l’ingresso disgustoso di centinaia di telecamere e la diretta in mondovisione dovrebbe farsi più di qualche esame di coscienza, perché si spettacolarizza la morte di una giovane vita.
    Punto terzo: attendiamo il processo in Cassazione per avere un’ultima risposta, sperando sia il più coerente possibile con la realtà dei fatti, perché dove c’è un reato c’è anche un colpevole, e se c’è un colpevole deve esserci la giusta pena.
    Spero di essere stato più chiaro che in precedenza.

    • Finalmente hai messo giù un pensiero articolato. Ma continua a non piacermi l’approccio: nessuno di noi dà giudizi, ma esprime opinioni. E su quello che abbiamo davanti agli occhi, proprio come te.
      Visto che siamo andati oltre e abbiamo affrontato il problema delle investigazioni, forse siamo arrivati al punto. Probabilmente con una competenza superiore alla tua.

  17. @ Lorenzo Alemanno

    “Il quadro indiziario è quantomai incompleto ed incerto, di conseguenza non si è superato l’”oltre ogni ragionevole dubbio”, che è un principio imprescindibile del diritto penale. Di conseguenza, l’assoluzione. Ci vedete qualcosa di male?”

    Sì. Perchè allora potevano assolvere per insufficienza di prove, non assoluzione piena per non aver commesso il fatto, con tutti i (ragionevoli) dubbi che c’erano. Tu hai ragione, come già ti dicevo, quando dici che “l’oltre ogni ragionevole dubbio” è un principio imprescindibile del diritto penale, ci mancherebbe altro: servono le prove, e pure certe. Ma Paroleingiaccablu ha ragione quando sostiene che spesso le perizie hanno più valore di un’indagine seria alla vecchia maniera: ci si attiene ‘soltanto’ a quelle, alla tecnologia ormai, e si perde il quadro generale, lo sguardo d’insieme che comunque è, e rimane, pieno di lati oscuri. Anche quelli sono da considerarsi delle ‘prove’. Insomma i dubbi restano, e non ne farei neanche una questione squisitamente economica (@ Pina).
    Poi hanno dato l’assoluzione piena per non aver commesso il fatto, nemmeno per insufficienza di prove! ti pare giusto?

      • Con me?!
        ah!!;)))

        (per esempio Misseri..continua ad autoaccusarsi e i giudici non gli credono: perchè? Perchè al di là delle perizie scientifiche..poi uno se la fa una propria idea no. – Anche se ribadisco che le prove scientifiche e non certe ma stra-certe sono fondamentali, non è che si può condannare sulle opinioni – sennò torniamo direttamente alle condanne senza processo e così via).

    • Non è la prima volta che l’appello ribalta completamente il primo giudizio. Nel caso di Pacciani fu addirittura clamoroso: 14 ergastoli in primo grado, completamente annullati nel secondo.

  18. Certo, per giudicare le sentenze bisognerebbe avere competenze e conoscenze che io non ho. Da cittadino qualunque noto che di certo si è fatto un gran pasticcio se due gradi di giudizio raggiungono verità processuali così discrepanti. Certo si è fatto un gran pasticcio, soprattutto in sede di indagini (e di perizie). Da cittadino qualunque restano molti dubbi e molte domande, oltre alla sensazione, che altri hanno descritto meglio di me, che “la legge è uguale per tutti ma per qualcuno è più uguale”. Un uomo è stato condannato per omicidio in concorso con degli innocenti? E non capirò mai come uno che viene scagionato dopo quattro anni di ingiusta detenzione, per prima cosa, immediatamente, di getto… scrive una lettera a Remo Croci, inviato di “Quarto Grado” (cfr. http://bit.ly/pVefwm). E la messa in scena del finto furto? E le mille versioni dei fatti?… e l’accusa a P. Lumumba?…

  19. @ Marco Alici

    …erano quelle che anch’io, nella mia altrettanta ignoranza in materia, definivo timidamente delle “prove”…
    (il Giudice Imposimato ha detto che se ha accusato Lumumba allora era là… e non da Sollecito come ha detto poi).
    Comunque guardate, per me, secondo il mio pensiero, non avranno voluto rovinargli la vita perchè nel dubbio… e perchè molto giovani. Vedrai che avranno ragionato così – del resto come dice anche Pina, la galera non si augura a nessuno… e capisco quanto sia difficile sia condannare sia assolvere, ripeto che io sono proprio la persona meno adatta per questo.
    Rimane come dice quella povera mamma, una ragazzina di 21 anni… seria, solare, studiosa…che non è più tornata a casa, morta tra violenze bestiali di droghe e violenza e sesso di gentaglia completamente fuori di testa.
    (a prescindere da chi siano realmente costoro).

  20. Un pensiero di tristezza per chi non c’è più. Per il resto, è da molto tempo che so: “La legge non è uguale per tutti”
    Un caro saluto a tutta la torre

  21. Comunque ci teniamo con le parole perchè rispettiamo la sentenza, ma “troppo bella” mi pare una vera esagerazione. Forse per chi tira all’ordinario…farà di lei una star, ma è soltanto una provinciale dedita alle ’emozioni forti’: droga, fotografie coi cannoni, biancheria sexy per chiuse di sesso di due giorni…. tutta qua la vita la vita ordinaria, terra-terra e per niente trasgressiva – perchè perfino per trasgredire serve un certo fascino – della “brava ragazza” con le lacrimucce in tasca da “vera amica”.
    (e questi sono “dati di fatto”…. non pettegolezzi).

    (Ora apparentemente non c’entra, ma mi viene in mente perfino l’articolo di Michele Serra, bellissimo uomo, nella Posta dell’ultimo numero del Venerdi, quello del 30.09.11 – riguardante altro… ma da leggersi, veramente molto bello).

  22. Dell’assoluzione di Amanda e Raffaele ha parlato anche il pm Manuela Comodi. “Non condivido niente della sentenza – ha detto il pm Comodi -, neanche la condanna per calunnia che contraddice in modo clamoroso l’assoluzione per l’omicidio. E’ una sentenza che non fa giustizia”. Il pm ha affermato che sicuramente la procura generale farà ricorso in Cassazione. Perché “nulla è crollato” con la perizia degli esperti nominati dalla Corte d’Appello di Perugia. “Ora – ha detto Comodi – vedremo le motivazioni. Io difendo quello che ho letto, e cioè la relazione della polizia scientifica. Che è seria, precisa, puntuale, attendibile, a differenza della perizia”.
    A chi le ha detto che Amanda era in partenza per gli Stati Uniti, ha risposto: ”Le auguro buon viaggio. Penso che questa sara’ l’ultima volta -ha aggiunto- che la vedremo in Italia almeno nell’ambito di questo processo”.
    Insomma, per lei partita chiusa. Definitivamente. Se pure in Cassazione fosse di nuovo condannata è scontato che gli Stati Uniti non concederebbero mai l’estradizione.

  23. Continuo a leggere le dichiarazioni di Amanda e Raffaele che parlano di “vita ripresa”, di “vita recuperata”. E non hanno neppure il pudore di pensare alla vita di Meredith che non potrà mai essere recuperata. Anche se non sono loro i colpevoli abbiano almeno la coscienza del silenzio.
    Viene da ridere (amaramente) poi alle dichiarazioni della sorella di Amanda che adesso chiede il rispetto della privacy. Ma và? Intanto, per la sorellina avevano già prenotato albergo e aereo…

    Il sostituto procuratore Giuliano Mignini: “Una pressione mediatica inaccettabile e una decisione quasi annunciata, i veri errori sono dei periti di questa corte d’appello”

  24. Intanto Sollecito andrà nella nuova villa della sua famiglia a Bisceglie… mi hanno urtato le ipocrite dichiarazioni di suo padre, a questo punto se stava zitto era meglio!

  25. C’ ERANO UNA VOLTA I GIOCHI CIRCENSI.
    E ci sono ancora.
    Generalmente mi astengo dal commentare notizie di cronaca oscura. Troppi i mercanti attorno e dentro il Tempio. Troppi. Ogni volta di più. Ma l’ eccezione conferma la regola.
    Già, la regola. Senza stancarsi mai a dire che si pretende dalle regole e dalla Legge che facciano Giustizia.
    La Legge è Legge e non sarà mai Giustizia.
    Tant’ è che NON esiste un Ordinamento Giuridico in tutto il mondo che possa vantarsi di essere perfetto.
    Allora si, si può parlare di Giustizia, con la bilancia in precisa ortogonalità.

    Quasi tutti a stracciarsi le vesti per la Sentenza.
    Qualcuno ha letto le Motivazioni del Dispositivo di Sentenza? No. Non esiste ancora.
    Allora sarebbe bene aspettare il momento opportuno, prima di gridare Vergogna o Tripudio.

    Installato il tendone da Circo Giudiziario, sono sfilati tutti gli attori e i giocolieri a recitare la loro parte.
    Produzione cinematografica impeccabile. Giornalisti compresi.
    E’ stato messo pollice in alto, si è decretata l’ assoluzione di due presunti assassini (che personalmente ritengo tali, alla faccia di qualunque dispositivo), tra psicologi, criminologi plastici e tuttologi dell’ ultimora. E’ questo personalmente, che provoca sdegno.
    Il sistema indiziario e gli impianti accusatori non funzionano? Forse, ma sono gli stessi che hanno permesso di ritornare con relativo successo sui delitti della Signora Alberica Filo Della Torre e di Simonetta Cesaroni, dove va ammesso senza sconti, che le indagini vecchio stile in questi due casi hanno fallito.
    Una cosa ha fatto però schifo, anziché ribrezzo: Il ghigno soddisfatto dell’ Avvocato Bongiorno, dopo la Sentenza.
    Si, quello ha fatto schifo veramente.
    -“E’ contenta Avvocà? BRAVA!”
    Lo faccia davanti la madre della povera Meredith, se ha coraggio; lei almeno, ha accettato con dignità la Sentenza.
    C’ era da sperare che le due “facce d’ Angelo” rubassero un’ ovetto Kinder per avere Giustizia? No, troppo belli e troppo ricchi. E adesso di più.
    Lo spettacolo è finito. Andiamo in pace.
    Anzi no. C’ è Barletta.

  26. dal “Corriere della Sera”

    = La donna (Amanda) che ha scaricato tutte le lacrime, quasi senza pudore, non è più la ragazzina spensierata che nei blog si firmava Foxy Knoxy. Non è più la ragazzina che Elis l’albanese ricordava come una partner ideale di sesso sfrenato, e non è neanche l’autrice del diario giovanile in cui alternava considerazioni sugli angeli e confessioni sulle serate alcoliche, sulle storie d’amore, sugli oggetti erotici, stilando liste di maschi con i quali fare sesso. = articolo

  27. ….Nemmeno nell’ultimo giorno è uscita dalla sua doppiezza. La «studentella scema e spudorata» diventata un «Genio del Male» per alcuni, la Vittima designata (dal pregiudizio pubblico e giudiziario) per altri, ieri era un’altra persona ancora: una fidanzata distaccata e commossa, una accusatrice della giustizia che l’ha tradita, infine una bambina indifesa. Da oggi forse è una donna in fuga dal passato. Non siamo in un giallo, ma resta ogni ragionevole dubbio su chi sia davvero Amanda, l’ex ragazzina cresciuta in una cella di sei metri quadrati, Amanda che in carcere ha studiato giapponese, che suonava la chitarra nelle messe settimanali dei detenuti, che si dice atea ma non si stancava di discutere di religione con il cappellano, che ama Jovanotti specialmente quando canta: «Io lo so che non sono solo anche quando sono solo».

    (conclusione dello stesso, dal Corriere.it)

  28. Adesso bisogna pensare a Meredith Kercher. Bisogna dare giustizia a questa ragazza uccisa, quando aveva soltanto 21 anni, alla fine di un gioco perverso. I giudici di appello hanno stabilito che Amanda Knox e Raffaele Sollecito non sono i complici di Rudy Guede. Ma un’altra sentenza, pronunciata in Cassazione, aveva già accertato che complici ci sono. Che quella sera di quattro anni fa, nella villetta di via della Pergola a Perugia, c’erano tre persone accanto al corpo agonizzante di Mez. E dunque vanno cercati e perseguiti. corriere.it

  29. “Mai come in questo processo (ieri c’erano circa 400 giornalisti accreditati, molti dei quali americani), l’aspetto mediatico ha sopravanzato di gran lunga quello giudiziario. E il caso è diventato internazionale. I media inglesi, che stanno dalla parte della vittima, la povera Meredith Kercher, hanno ribattezzato la bella Amanda «Foxy Knoxy», giusto per sottolineare la sua sfuggente furberia. I media americani, invece, sono tutti per lei. Giorni fa, Rai News24 ha trasmesso un’antologia delle trasmissioni popolari che negli Usa si occupano del caso. Credevamo di essere noi, con il «Novi Ligure Show», il «Cogne Show», l’«Erba Show», il «Garlasco Show», l’«Avetrana Show», ad aver toccato il fondo della morbosità e cavalcato, senza vergogna e senza misericordia, ogni dettaglio delle tristi storie. In America fanno le stesse cose. Anzi, di più: fanno il tifo per l’ American Beauty .
    La Cnn ha messo in campo tutti i suoi mezzi per seguire il destino della connazionale. L’Abc ha dedicato la più importante trasmissione del mattino ad Amanda che «combatte per la sua salvezza». Anche la Cbs non è stata da meno: grandi collegamenti con gli inviati a Perugia. Ancora una volta ci troviamo di fronte a uno dei grandi dilemmi della modernità: la sovrapposizione dei racconti e la loro lotta, la «realtà» che diventa un format, a secondo del contenitore in cui finisce. Del resto, la vicenda sembrava fatta apposta per avere un destino televisivo: i giovani amanti, la ragazza bellissima, la «Venere in pelliccia», il sesso, la droga, l’assassinio di un’amica, le notti brave della Perugia by night…
    Per contrastare i media italiani e inglesi, la famiglia Knox si è fatta aiutare da un ufficio stampa e negli Usa è rimbalzata solo l’immagine della ragazza americana vittima di un’ingiustizia. Se a questo si aggiunge il pasticcio delle indagini e la sconfessione dei periti, si capisce quanto la storia sia sfuggita ai binari del procedimento giudiziario per imboccare quelli più fantasiosi e pop della tv. Tanto non è l’esito del processo che interessa (Meredith è stata quasi del tutto dimenticata), quanto la seducente ambiguità effusa mediaticamente dall’immagine di Amanda”. ALDO GRASSO Corriere della Sera

  30. Vergognoso è che esistano persone che inveiscano contro due ragazzi che, secondo verdetto giudiziario, risultano essere innocenti. Solita italietta forcaiola.

  31. Vergognoso che una ragazza che si chiamava Meredith sia stata massacrata e che ,in questa italietta forcaiola,non paghi nessuno .Qualcuno puo’ spiegarlo alla madre e alla sorella di Mez che secondo verdetto ,l’unico a pagare,in nome del popolo americano è un “negro” ?

  32. Se Sollecito e Knox fossero stati due poveri marocchini o romeni voi pensate che l’esito di questo processo sarebbe stato lo stesso ?
    Comincio a pensare che anche la giustizia è sotto il controllo della politica e del potere economico. I due “ricchi fighetti” di Perugia salvati ( sentenza indubbiamente politica ), mentre a Torino due donne volontarie del 118 , attiviste NO TAV , sono state in carcere perché prestavano soccorso ai manifestanti feriti durante le contestazioni al cantiere di Chiomonte. La cosa che mi ha stupito di più è che lo stesso Giudice Caselli , noto per i suoi successi contro la mafia ed il terrorismo e per il suo severo rispetto delle leggi e della Costituzione , nonostante l’evidenza che le due donne non fossero delle pericolose black blok riconfermava il loro arresto . Fortunatamente la protesta dei movimenti hanno fatto comprendere alla Procura di Torino che le due donne dovevano essere scarcerate in quanto lontane da ogni forma di violenza e per non aver commesso nessun reato se non quello di manifestare contro un’opera voluta da chissà chi.
    E poi c’è ancora chi crede che le Procure sono dei covi di pericolosi comunsti.

  33. E’ finito – per ora – il “circo americano”.
    Non c’è altro modo per definire l’indegno spettacolo offerto dalla tifoseria USA.
    Preso atto del dispositivo della sentenza, che si può anche accettare ma non condividere, resta da chiedersi e io mi chiedo:
    1) come la Corte di Perugia motiverà la contraddizione tra l’accertata responsabilità per calunnia (delitto per cui non basta il dolo eventuale, ma è necessaria la certezza della non colpevolezza del calunniato, Lumumba) e l’assoluzione.per gli altri capi di imputazione; (lo leggeremo)
    2) come farà il governo ad ottenere l’estradizione della Knox qualora la Cassazione dovesse ribaltare la decisione della Corte d’Appello.
    Pronti a concedere estradizioni incondizionate ad ogni cenno degli yankee (v. caso Cipriani) e proni alle disinvolte decisioni di certi giudici USA (v. caso Parlanti), assisteremo ad una grassa risata e leggeremo forse altri vergognosi cablo di diplomatica italica condiscendenza che ci verranno poi forniti da Wikileaks.

  34. “Ma come si ricomincia una vita interrotta? L’avvocatone David Whole spiega alla tv che i milioni in arrivo per la prima intervista dovrebbero aiutare. “Da 1 a 5 milioni di dollari”: la corsa dei network (Abc, Cbs e Nbc) è già cominciata. Per non parlare di quello che potrebbe offrire Hollywood. Ma è presto per i conti. Ora è il momento della festa” Repubblica.it. Ecco.

  35. (da poliziotti.it)

    Isterismi sulla “Scene Crime” ai tempi di “CSI”

    Quando la fiction non basta più
    E’ ora di rimettere mano a formazione, corsi e protocolli di Polizia affinchè la giustizia sia reale e sostanziale

    Il circo impazza, da Perugia a Seattle, dall’oceano a Giovinazzo, ormai è isterismo totale, non si contano le ore di programmazione mediatica dedicate alla vicenda sulla ex coppia assassina di Perugia; ciascuno esprime la legittima opinione che l’agorà mediatica consente di condividere.
    Ubriacato da questo pomeriggio di “opinioni imposte”, perché dove giri giri si parla solo di loro, fa male che in pochi si ricordino di Meredith e che si parli solo del tripudio che la Knox ha suscitato al rientro in patria.
    Entrare nel merito di una così difficile sentenza è durissima perché per come sono state sparigliate le carte appare impossibile giudicarli davvero colpevoli oltre ogni ragionevole dubbio.
    Il disastro vero è la giustizia, la sostanzialità della stessa, la capacità di essere davvero capace di assicurare i colpevoli alle patrie galere e con tutti i crismi per cui nessuno possa essere in grado di instillare così facilmente in una Corte di Assise il dubbio che una persona possa essere tanto colpevole quanto innocente.
    Probabilmente è di una sorta di problema etico di cui dobbiamo parlare ma forse anche di più di un problema pratico, tecnico scientifico, teorico, come se dovessimo per certi versi riscrivere il manuale del buon investigatore perché troppi sono ormai i presunti colpevoli diventati troppo facilmente possibili innocenti.
    Mi concedo un parallelismo che non tutti probabilmente capiranno ma se a seguito del G8 di Genova del 2001 il Dipartimento della Pubblica Sicurezza è corso ai ripari con l’istituzione di un centro di addestramento iper specializzato per la gestione dell’ordine pubblico presso la Scuola di Polizia di Nettuno dopo i recenti fatti che hanno visto naufragare così miseramente indagini importanti come quella sull’omicidio di Meredith credo che sulla scia della stessa emergenza si debbano rivedere i metodi di formazione dei colleghi delle squadre mobili e degli stessi colleghi della polizia scientifica che, appare evidente, deficitano di una qualche possibilità di ben coordinarsi per giungere insieme e solo insieme a un certo modo e a un certo metodo per assicurare i colpevoli in galera.
    E di un rinnovato modo di tenere i corsi POLGAI sto parlando, magari interdisciplinati in maniera più stretta con quelli della Polizia Scientifica, corsi da tenere con aggiornamenti costanti, anche con stage più frequenti e prove pratiche da attuare periodicamente così da concepire nuovi modi e protocolli con un richiamo maggiore a un interdisciplinarietà che da questa vicenda, a mio avviso, come in altre, appare carente.
    Dobbiamo così evitare la sindrome da ” CSI ” investendo in un qualcosa che ridia slancio, vigore e corpo al lavoro del Poliziotto sempre più svuotato e sempre più ostaggio dell’effetto fiction.
    Corsi che dovrebbero vedere i magistrati sugli stessi banchi dei Poliziotti perchè come non ci si improvvisa investigatori non ci si può improvvisare dominus delle inchieste.
    Credo sia troppo facile prendersela con la presunta e indimostrabile sudditanza politica dello Stato Italiano rispetto a quello Americano perché anche ci fosse, e non posso escluderlo (ma chi me lo prova?) non possiamo non rilevare che quello che in questa inchiesta è mancato è forse l’assoluta certezza, a posteriori, di aver fatto un buon lavoro di indagine.
    Probabilmente è facile a “bocce ferme”, quando certe pressioni sono venute meno, in un aula di un tribunale poi, criticare come poteva essere fatto il lavoro di repertazione e non solo ma è vero anche che se tutta la polemica è così facile farla su questo aspetto evidentemente il Dipartimento della PS, la Polizia di Stato, i colleghi tutti, in un rigurgito di rinnovato orgoglio, devono imporsi, tutti, non solo a Perugia, un vigoroso sorso di autocritica affinchè non si dia così facilmente da mangiare agli avvocati difensori.
    Certo non può essere sempre colpa degli inquirenti ma, come sostiene qualcuno, non esistono delitti perfetti ma indagini fallite.
    Una cura quindi deve essere trovata, nuovi metodi e nuovi sistemi di interconnessione tra professionalità apparentemente lontanissime ma assolutamente complementari come quelle che coinvolgono squadre mobili e polizia scientifica affinché non solo a posteriori si liberino presunti innocenti ma soprattutto che da subito si arrivi a dare un volto a un assassino perché, aldilà di tutte le nefandezze che le famiglie Sollecito e Knox additano a vari livelli ai colleghi della mobile di Perugia, la cosa più grave è che Meredith e la sua famiglia non ha avuto vera e sacrosanta giustizia.
    Quel sorriso strappato alla bellezza del mondo deve avere un colpevole….che non è, e lo sappiamo, solo il “povero” Guedè.

  36. “Per il momento Amanda Knox è assolutamente innocente”, ha detto il presidente della Corte d’Assise d’appello di Perugia, Claudio Pratillo Hellmann nel tentativo di chiudere il cerchio di polemiche 1 a due giorni dalla sentenza che ha assolto 2 Amanda Knox e Raffaele Sollecito dall’accusa di omicidio nei confronti di Meredith Kercher. “Non potevamo tenerla preventivamente qui in attesa della Cassazione”, ha aggiunto riguardo al ritorno negli Usa 3 della studentessa americana. E così il giallo su chi ha ucciso Meredith Kercher rischia di restare irrosolto. “Questa rimarrà una verità insoluta. Nessuno potrà dire come sono andati i fatti”, ha spiegato ancora il presidente della Corte. “La dinamica è difficilmente ricostruibile. L’unico che potrebbe dirlo – ha aggiunto – è Guede. Ma lui ha solo detto che ha sempre pensato che (sul luogo del delitto, ndr) vi fossero Amanda e Raffaele. Però questo non vuole dire che c’erano. Non sapremo mai se Amanda e Raffaele c’erano o no”.

  37. Io non sono d’accordo.
    Il fatto è grave, gravissimo.
    La perdita di una ragazza irrimediabile.
    Ma le sentenze si rispettano, si impugnano se non si condividono.
    E giudicare una sentenza ancora non scritta mi pare davvero eccessivo.
    I processi si fanno in aula non in piazza, meno che mai sui giornali o in tv.
    Mi spaventano i cori per strada e chi cavalca l’onda delle emozioni.

    Protestare contro una sentenza non ha senso.
    La giustizia fa acqua in Italia, tutta, sempre.
    Quelle proteste andrebbero indirizzate non a chi applica la giustizia ma a chi la regola, la organizza e la amministra.
    Prima di giudicare un pilota, prima di applaudirlo o fischiarlo, occorre fornirgli un’auto efficiente, una pista sicura, e soprattutto delle regole solide e stabili.
    Occorre riempire il serbatoio di benzina, assicurarsi che le gomme siano gonfie e nuove, i freni non consumati.
    Solo dopo avere verificato tutto questo possiamo accomodarci in tribuna e diventare spettatori.

    Credo che l’indignazione sia una risorsa importante in un paese.
    Credo che la rassegnazione tracci il perimetro di una società destinata ad affondare.

    Proverò conforto dai cori, però, solo quando li sentirò sotto altri Palazzi

      • Qualsiasi sistema l’uomo abbia inventato per “fare giustizia” è per natura imperfetto.
        Questo è inevitabile.
        Basta rilevare come la stessa percezione sensoriale è un fatto soggettivo e non oggettivo.
        E’ del tutto plausibile che più testimoni oculari del medesimo fatto abbiano una percezione diversa.
        Poi, siccome la narrazione di una percezione sensoriale precedente richiede una elaborazione intellettuale, esperienziale, insomma l’utilizzo di doti cognitive ed interpretative, la rappresentazione di un fatto accaduto è sempre soggettiva.

        Se questa è la premessa si coglie la delicatezza e la difficoltà di organizzare in astratto un sistema processuale che dia garanzia di “giustizia” quando poi il sistema deve confrontarsi con il caso concreto.

        La sentenza chiude un processo affermando la verità che la sensibilità di un giudice, a valle di un processo immaginato per garantire la serenità del giudizio, riesce ad esprimere.
        Un processo che per norma di grande valore DEVE essere svolto a porte aperte, davanti agli occhi di tutti.

        E’ quindi necessariamente una verità relativa, la migliore (o dovrebbe essere la migliore) verità possibile.

        E proprio il rischio dell’errore insito nel sistema che porta ad immaginare più gradi di giudizio.

        Ma ad un certo punto il processo di deve arrestare ad un punto sul quale l’individuo o la collettività possano contare.
        Se così non fosse l’uomo vivrebbe in una condizione di processo permanente, nella impossibilità di raggiungere un risultato, cesserebbe ogni significato della giustizia in se.

        Ma non basta ancora in italia.
        In un sistema come il nostro si può immaginare anche di scardinare il giudicato in casi eccezionali, rimettere i discussione tutto.

        Insomma, il sistema si riconosce per imperfetto e proprio per questo sono posti presidi per rimediare ad errori.

        Certo, una sentenza può non essere condivisa, anzi è normale la parte soccombente non la condivide.

        Ma ciò che mi lascia del tutto perplesso è quando a si contrappone alla giustizia dei tribunali, imperfetta si ma per lo meno professionale, regolata da un sistema pensato appunto per fare giustizia, la giustizia di strada o dei media.
        Come se la pubblica opinione, che non ha letto gli atti, che non ha assistito alle prove, avesse margini di errore più ridotti rispetto al giudice.
        Perchè se è vero che il processo è pubblico temo che nessuno tra il pubblico possa conoscere il caso così come il giudice e le parti.

        Quello che mi spaventa è quando di fronte ad una sentenza, o peggio di fronte ad una iniziativa giudiziale si ricorre al giudizio del popolo, si decide di andare in televisione a spiegare.

        Allora, e concludo scusandomi dell’essere forse prolisso.

        Le sentenze si possono non condividere, ma deve essere difeso ad ogni modo ed in ogni sede il principio che la giustizia può essere fatta SOLO con le sentenze, ogni altro modo di fare giustizia è certamente peggiore.

        Tutto qui

        r

        • Sono fuori e quindi non in grado di rispondere adeguatamente sul piano tecnico. Dico solo per ora che esiste la verita’ giornalistica oltre quella giudiziaria. E non e’ detto che la seconda sia migliore.

          • Io non ci ho capito niente.
            A me questa cosa che “più testimoni oculari del medesimo fatto abbiano una percezione diversa” mi fa diventare matta. Anche perchè con le due correnti predominanti dell’epoca poi, che sono 1. malafede e ipocrisia, alternata a 2. la stupidità, viene pure da chiedersi (a volte) se ci sono o se ci fanno.
            A meno di non stare completamente fuori..dalla realtà, mi dici come si può percepire “soggettivamente” un assassinio, un furto, o una qualsiasi violenza o atto illegale?? La percezione sensoriale è una cosa, la percezione visiva e soprattutto OGGETTIVA di quel che si ha davanti agli occhi, un’altra. Insomma, io posso “percepire soggettivamente” un insulto e riderci su piuttosto che arrabbiarmi, ma ciò non toglie che quello E’ e RIMANE oggettivamente un insulto: A PRESCINDERE dalla mia percezione individuale! La reazione è soggettiva e individuale, come il gusto, come un’opinione… perchè siamo tutti su differenti ‘frequenze’, stadi, lunghezze d’onda, ma esiste (o dovrebbe esistere) un’OGGETTIVITA’ che esula dal contesto delle reazioni individuali e personali. Altrimenti, per l’esattezza, si chiama giudicare e/o pensare unicamente “col proprio metro” – privi di ogni obiettività e oggettività di merito – in base al quale è giusto e vero unicamente ciò che ci appartiene come livello di coscienza, o che ci favorisce… come convenienza, insomma tutto che ci riguarda senza saper uscire da se stessi con occhio critico e soprattutto obiettivo. Mi spiego?

            Sulle elaborazioni intellettuali poi, ci sarebbe da stenderne di veli pietosi… allo stato attuale: sempre perchè appunto la testa viaggia per conto suo, in certi casi, in base alla propria personalissima inclinazione d’essere e di ragionare, si ‘intellettualizza’ stravolgendo completamente l’evidenza di ciò che spesso è assai più semplice da capire… perfino per un bambino alle elementari. Non mi stancherò mai di riportare quella poesia di Hermann Hesse chiamata appunto “Psicologia” – quella del gambero e dell’aragosta :))) : insomma alcuni dovrebbero lasciar proprio perdere le “rielaborazioni”, che è meglio. Anche in quel caso saranno dei perfetti voli tanto pindarici…. quanto prettamente “soggettivi”, appunto, per poi proiettarli a forza sul malcapitato di turno. Saranno solo proiezioni psicologiche di se stessi, se manca l’OBIETTIVITA’, sempre, nel giudizio e nel pensiero. (per non parlare del processo di immedesimazione…nell’altro, che quasi mai nessuno fa, preferendo appunto riversare il proprio ego nell’altro).

            Ora se penso che esiste un vecchio film giapponese in cui 5 persone e in perfetta buonafede riescono a dare 5 versioni diverse dello stesso delitto… mi dite come si posso fornire 5 versioni diverse, – e in buonafede, ripeto, non perchè qualcuno stia mentendo – ma in buonafede…5 versioni diverse dello stesso delitto a cui hanno assistito?? Mah.
            Cioè la verità per me è una. Poi esistono le più disparate opinioni in merito a un fatto, che ognuno che giudichi esclusivamente col proprio metro la sentirà vera, ma ciò non toglie che la verità è una… non centomila.

  38. Ma lui si riferiva ai “processi di piazza” o giornalettistici-televisivi, il cosiddetto circle-theatre, di gran moda ultimamente da Seattle a Perugia passando per Stratford on Avon.

    (anch’io non riesco a dir niente – capisco Naide – se non ormai proseguire con i cosiddetti “voli pindarici” in qualcosa che avrei da scrivere. Ma…fuori luogo qui, vero?…)

  39. Rashomon! Sì, cercherò di trovarlo e soprattutto di capirlo..perchè è assurdo, devo trovare la motivazione:))
    Solo che io già ho la ‘fissa’ dell’obiettività, proprio nella vita, non riesco a capire come nella Giustizia si possa andare a soggettività e relativismi.
    Allora, va bene che esistono infiniti stadi di coscienza. (che quindi influiranno sulla vita propria e in relazione con gli altri, ovviamente, come scelte, inclinazioni caratteriali, professionali, morali, gusti, opinioni, consapevolezze ecc. – e quindi anche nella percezione sensoriale e individuale della realtà esterna). E questa è una cosa.
    Poi esistono dei canoni però, oggettivi, i fatti, oggettivi, e per l’appunto delle leggi, cui far riferimento. (perchè il relativismo etico per me è un’altra cosa ancora). Ora, non è che siccome siamo tutti differenti livelli di coscienza la Giustizia può adeguarsi al livello dell’uno o dell’altro, con poteri discrezionali… altrimenti si verificano proprio quei casi dei post precedenti, del tipo stanno fuori per un omicidio o stanno dentro per un ovetto kinder: l’assurdo.
    Quindi la giustizia è una di quelle poche cose che non può andare a stati di coscienza soggettivi e individuali.
    (che poi è quello che generalmente fanno i media, senza appunto conoscere le carte dei processi; o le ‘tifoserie’..ecc).

    Entrando nell’Umano, poi, è gradito anche uno spirito di immedesimazione ( e questo sì… è personale e soggettivo, come la ricerca della qualità… che non si può circoscrivere nei canoni usuali, peso, misura e numero, ma è individuale. Ed è proprio ciò che mi auguro, quella “percezione soggettiva”…che riesca però ad ampliare l’autocoscienza…svolgendo un lavoro in tutta onestà su se stessi…e in una parola a renderci tutti più umani. E’ complicato lo so).

  40. Ah P.S. Tu dicevi “illuminante” perchè è un esempio di quello che dicevi tu, cioè di come ognuno capisce le cose a modo suo secondo la propria..realtà interiore? no? (un po’ come Pirandello).

  41. Ciao Sissi,
    Si, in un certo senso si.
    Ci sono fatti semplici che è semplice percepire e quindi semplice raccontare.
    Ho visto Marco alle 10 e mezza in piazza.
    Altri fatti sono più complessi ed è possibile che ciascuno di noi li percepisca in modo diverso.
    Immagina di dovere raccontare una discussione o un litigio a cui hai assistito.
    Qualcuno Ti domanda: ma nel litigio hanno alzato la voce? urlavano? erano aggressivi?
    Siccome Tu non puoi riprodurre quello che hai visto o sentito lo racconti secondo la Tua esperienza.
    Se sei una persona che bisbiglia, sei mite e silenziosa racconterai di uno scontro violento ed urlato.
    Se sei un tassista lo racconterai in un altro modo, se sei un pugile dirai, ma no, stavano discutendo pacatamente.
    Nessuno ha mentito, ciascuno ha raccontato secondo la propria esperienza.

    Poi aggiungi le condizioni in cui racconti, la suggestione, la paura anche di sbagliare, la pressione, chi come e dove ti fa una domanda e la frittata è fatta.
    O il tempo trascorso dal fatto.

    E tutto questo è solo un pezzo piccolo del problema.
    Perchè quando la ricostruzione di un fatto la devi fare non per prove (ho visto marco) ma per indizi (un passante mi ha detto di avere visto marco) tutto diventa sempre più complesso, fumoso.

    Insomma, non voglio dire che tutto è relativo, dico solo che ricostruire un evento del passato, se proprio una telecamera non lo ha ripreso, magari da due o tre angolazioni diverse, non è ne semplice ne scontato

  42. Caro Scaccia, esatto.
    Letteratura, vagoni di letteratura su questo argomento.
    Mi creda, a volte illuminante

    ho molto rispetto per il suo mestiere, del tutto diverso dal mio
    io, piccolo piccolo, faccio una piccola parte di quel mondo che è stato fischiato fuori dal Palazzo
    un giorno sugli scudi, un giorno nella polvere
    non puoi sapere prima cosa ti aspetta
    dipende da come sente la piazza li di fuori
    forse da quanto è stato bravo chi governa gli umori delle piazze

    è del tutto normale avere opinioni differenti e certo non pretendo di convincere nessuno delle mie
    il blog è il suo
    non vorrei disturbare.

    Buon lavoro

    • Nessun disturbo, anzi grazie per la possibilità di dibattere. So bene quello che si prova a raccogliere confidenze per strada, o nei bar, anche per un cronista è sempre difficile stabilire la verità. Figuriamoci a provarla. Dunque, capisco. Il problema non è della piazza, cioè dei fischi, se un giornalista dovesse tener conto degli insulti (spesso meritati) che riceve la categoria dovremmo nasconderci. Il problema è di sostanza. Sono abbastanza vecchio per ricordare numerose inchieste giudiziarie balorde, errori investigativi iniziali che poi sono risultati decisivi, il pressappochismo, la testardaggine di alcuni inquirenti per sostenere, come dicevo qualche commento fa, che una sentenza va sicuramente rispettata ma si può benissimo non condividere. La storia che i cronisti non conoscono gli atti è antica e falsa. Un cronista di giudiziaria che segue un caso conosce benissimo gli atti, talvolta essendo lui stesso sbirro, aggiunge particolari che sono sfuggiti. Quindi è assolutamente in grado di valutare e contestare un giudizio. Il problema di certa magistratura, e anche di chi collabora, è spesso quella di sentirsi al di sopra di tutto e di tutti. E non è così. Il rispetto è sempre massimo, ma è democrazia pura per un cronista dissentire. Non la buttiamo sul piano tecnico. Sul caso di Perugia ci sono pareri molto discordanti di persone preparatissime. Il dubbio che si sia trattato di un errore è molto forte. Non lo dice la gente, lo dice il procuratore generale per esempio: motivandolo.

  43. Ecco. uff! perchè se è “letteratura”, visto che non possiamo metterci a fare un processo qui sul blog, – nè ne avrei alcuna voglia – ha meno valore?

    Ciao Roberto, già, hai ragione… te ne dò atto. A volte la faccio troppo semplice…ma stiamo sfiorando interrogativi e considerazioni importanti e profonde, secondo me. E mi stai confermando quello che ho sempre pensato: tutto dipende dall’ampliamento della coscienza. Ne avrei di pensieri per la testa ma poi Pino ha già detto “letteratura”… e già è così complicato riuscire a esprimerli. Gli esempi che hai riportato sono veri, e in effetti non si può pretendere un’obiettività assoluta: ognuno narrerà secondo se stesso e la propria esperienza (la propria percezione).
    Però io continuo anche a pensare che al di là della propria esperienza, della propria realtà, un minimo di obiettività bisognerebbe averla… tutti quanti, tutto qua.

    (vorrei dire tante cose ma non posso, o davvero sfociamo nella letteratura o nella ‘filosofia’ – virgolette, non sono un’esperta. Però, siccome.. è affascinante approfondire anche la Giustizia da queste altre ‘angolazioni’, che poi sono profonde e importanti secondo me, e siccome hai trovato Rashomon illuminante, cioè ti ha fatto fare delle considerazioni… sottili, io mi sento tanto di suggerirti un pezzo teatrale, molto bello, che è stato anche un film. Allora lo dico a Pino, se ti va contatta lui e fatti dire, è bellissimo… fidati, ma tragico. Proprio in buonafede te lo dico, perchè secondo me è un bel regalo, veramente).
    Ciao!

  44. Sissi, naturalmente a te non spetta.
    Ma a chi fa un certo mestiere (il mio e ancor di più quello di Roberto) non serve la letteratura, basta il mestiere. Credimi.

    (Prima forse sono stato ingeneroso e ho fatto solo cenno a comportamenti negativi. Per onestà ne potrai citare altrettanti dove l’intuito dell’investigatore ha risolto il caso).

  45. @ Pino

    Anche questo che hai detto condivido. I dubbi, ragionevoli, ci sono. E noi non abbiamo nessun diritto, noi come folla intendo, di ‘infierire’. Ognuno può avere le proprie opinioni, ma… in effetti devono o dovrebbero essere sempre più responsabili. Per questo evito sempre di intervenire in queste cose, non conoscendo le carte, niente, anche se stavolta è…talmente tragica la vicenda, e per tutti… – per una ragazzina morta in quel modo violento, e, nel caso di una condanna, per altri due giovanissimi in carcere tutta la vita… non lo so, forse ci siamo sentiti coinvolti sull’onda emotiva.
    Mai più, non mi sono mai sentita di ‘giudicare’ persone e fatti di cronaca, come già detto, e continuerò a non farlo.
    (chiedo scusa per l’eventuale ‘invadenza’ e opinioni superficiali).

  46. La folla spesso sbaglia, il suo “giudizio” è di pancia, vero, senza conoscere gli atti nè la tecnica. Ma altrettanto spesso ci azzecca. Comunque il discorso fra me e Roberto non era tra …appartenenti alla folla. Prescindeva dalle emozioni.

    • Lo so, avevo capito… che Roberto era più un esperto dell’ambito – compresi gli scambi tra voi, più ‘tecnici’.
      Ma io rispondevo per me stessa, come una che fa parte della “folla”..in questo momento, e come parte ‘dialogante’ nel contesto.
      Dai ci siamo solo messi tutti in discussione! ti pare poco? ;)))

      Anzi, scusa, volevo ringraziare Roberto per avermi risposto, a maggior ragione che è un esperto della materia.
      Convinta anch’io che vagoni di letteratura in merito siano illuminanti…invece (e no che non servano). Perlomeno per chi svolge un lavoro inerente alla Giustizia con passione.. e ponendosi interrogativi e riflessioni più approfonditi… oltre ai fatti, come mi sembra facesse Roberto. – apposta l’idea di quel pezzo teatrale in tema, proprio illuminante secondo me
      (mentre prima, il mio commento in cui ti condividevo, Pino, era in riferimento al tuo commento precedente, quello in cui parlavi dei dubbi. Però capisco pure che tu sei proprio più razionale, non c’è niente da fare, e questo non è un blog di ‘filosofia’ – virgolette sempre). Ciao notte.

  47. Scusa se insisto, non vorrei diventare petulante nelle puntualizzazioni, ma ovviamente in tribunale o in altri contesti prevarranno razionalità e professionalità. Ma qui siamo su un blog. Che può essere di taglio giornalistico o quant’altro, orientato più sul riferimento dei fatti che non sulle semplici opinioni, ma pur sempre un blog: non un tribunale, non un’agenzia Ansa.
    Penso che naturalmente Roberto, nel suo ambito professionale, sia razionale… nello studio delle carte dei processi inerenti i “fatti”; quanto te, nel tuo ambito giornalistico, nel riportare il più obiettivamente possibile gli altrettanti “fatti”.

    Mentre per un attimo, prima, in un contesto ciarliero come quello di un blog, si era andati più in generale ad ampliare…il profondo senso della Giustizia, con considerazioni e opinioni più personali e non circoscritte solo al lato “tecnico” della vicenda particolare, tutto qua.
    Il che ribadisco che anche per me può essere molto illuminante. – razionalità e letteratura non si escludono a vicenda, o almeno non dovrebbero. Da Rashomon a quel libro che proponevo, riguardante sempre il tema della Giustizia, un vero capolavoro… per le infinite sfaccettature, le vaste implicazioni di tipo sociale, storico, filosofico e perfino teologico che comporta (ma una teologia al di sopra delle religioni), sono la riprova di come una costruzione drammaturgica, specie se complessa, possa aprire orizzonti interiori e intellettuali oltre alla parte più “tecnica” del mestiere, qualsiasi esso sia.
    Io la penso così, e ne sono fermamente convinta anche, ma non so se mi spiego, quindi non insisto più.

    • Ecco qua. A parte il fatto che non è da prendersi “alla lettera”… Roberto, io non sto proponendo un “inquirente filosofo”, per cortesia non facciamo ancora più confusione. Ma il punto nodale, che noto di volta in volta nella vita stessa, è questa considerazione che si ha della ‘filosofia’ tra virgolette, o dell’interiorizzazione stessa, come un qualcosa di astratto, di estremamente fantasioso…
      Ho già detto che ci sono contesti che richiedono espressamente delle caratteristiche specifiche, non sono scema: ovviamente in un processo si studiano le carte, i “fatti”, gli indizi, le testimonianze, le perizie scientifiche ecc. ecc, certo non un testo teatrale di Pinter, nè di Schopenhauer. Premesso ciò, premessa indispensabile alla quale tutti ci atteniamo, mi dispiace molto questa dicotomia tra testa e anima, come quella famosa tra arte e tecnica – laddove per “arte” intendo, ora, qualcosa di più ampio del semplice contesto fine a se stesso, ma proprio…quella genialità di essere, quell’anima… che si contrappone solitamente alla “tecnica”. Se si ampliasse la conoscenza, dal cui termine poi deriva la coscienza, vedresti che saremmo tutti un po’ meno barbaricamente “folla”, non soltanto tecnicamente presenti e intellettualmente-interiormente assenti, cioè in una parola più umani…più evoluti!
      (sono stufa delle ‘separazioni’, delle dicotomie, per me l’equilibrio è dato proprio dall’armonia… tra testa sentimento e volontà).

      (quei tre testi teatrali, che poi uno, il capolavoro, è inerente la Giustizia, gli altri due no ma sono ugualmente bellissimi, io li trovo per l’appunto illuminanti. Tutto ciò che fa riflettere, che induce ad ampliare…la semplice percezione razionale-logico-minerale, serve non solo come accrescimento della persona stessa, qualsiasi mestiere svolga, ma anche alla bravura e alla genialità del mestiere stesso. Questo dico. Comunque vabbè, so che Pino odia le discussioni infinite, concluso qua… rispondevo a Roberto ora, Altavilla, natureillement:)))
      Ciao.

  48. ma ti rendi conto o no che continui a stare sulle nuvole mentre in terra si discute su cose concretissime? ma ti rendi conto o no che era una discussione fra un giornalista e, credo, un poliziotto? ma ti rendi conto o no che io mi riferivo a lui, non a te? tu hai tutto il diritto di filosofeggiare, lui no, cioe’ non mi piace un inquirente che fa filosofia e ci potevi pure risparmiare l’ennesima puntualizzazione ;))
    la vita non e’ teatro o, come diceva pino, letteratura

  49. Vabbè tanto a me non mi capisce mai nessuno! Tu parli sempre come Pino, incisivo e..razionalissimo, sembri il suo alter ego! Io parlavo solo con Roberto prima, l’altro logicamente, che non lo so esattamente che mestiere faccia ma non è fondamentale per me saperlo. Mi relazionavo con lui, chiunque esso sia, in base a qualcosa che aveva scritto e ne è nato un dialogo…mica una disputa da banco degli imputati… appunto! (sorriso, punti esclamativi per accentuare ciò che dico, ma non sono arrabbiata logicamente).
    E comunque nemmeno io sto “filosofeggiando”, come secondo me non lo stava facendo lui, Roberto, diventato il nuovo protagonista di questa… surreale piece pirandelliana, perchè la vita non è teatro… ah! ;)))
    Erano opinioni…che per un attimo esulavano dal contesto tecnico-scientifico, tutto qua; ma poi se mi parli io ti rispondo scusa è – pensavo ti riferissi a me con l’inquirente filosofo, in caso contrario scusa… l’estensione inutile della questione, davvero.

  50. :))) ahahah sei spiritoso..è? no mi hai fatto ridere, veramente.
    Ma infatti, pure se non sembra… odio appesantire le questioni, mi sa che ho fatto casino..ma senza volerlo, davvero.
    Aggiungo solo che temevo anche che Roberto fosse rimasto male ieri sera, e mi dispiaceva, tanto più che stava gentilmente rispondendo a me..dunque non vorrei neanche essere ‘la causa’ dei grovigli incasinati “oltre il limite umano”:)))) E poi perchè, come detto e ridetto, penso che si trattasse ognuno delle proprie opinioni…niente di più!
    questo ribadivo, pur con tutti i ‘contorni’ eventualmente fuori tema nel caso, che per me non sono così fuori tema…ma non lo ripeto più: promesso ;)))

    (@ Pino se vuoi cancellare tutto..che ne so, io sui blog sono così, viaggio tra i pensieri…esco va:)))

  51. Quattro anni esatti. Tanto è passato dall’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa nella sua abitazione in via della Pergola a Perugia. Solo un mese fa sono stati assolti in secondo grado dall’accusa di omicidio Raffaele Sollecito e Amanda Knox, tornati in libertà dopo 4 anni in cella. E ora la studentessa americana torna a far parlare di sé. La Knox, infatti, ha scelto di festeggiare Halloween travestendosi da ladra. A provare il tutto le telecamere del sito scandalistico Tmz.com che l’hanno immortalato nella sua Seattle. Inutile dire che molti siti, soprattutto inglesi, hanno stigmatizzato le foto di Amanda in versione topo d’appartamento. E la scelta della Knox non è piaciuta in particolare ai genitori di Mez. «L’anniversario è ovviamente un momento molto difficile per noi e queste immagini non ci aiutano», ha detto al Mirror il padre di Meredith.

  52. …che Franca, tipo me quando tento di parlare di politica…riesce sempre ad essere molto delicata. D’animo.
    (interpretazione personale).

  53. A un mese dall’assoluzione per il delitto di Meredith Kercher e dal suo ritorno negli Usa dopo quattro anni di detenzione in Italia, Amanda Knox ha lasciato la casa di famiglia ed è andata a vivere con James Terrano, il suo primo fidanzato, in un piccolo e modesto appartamento nella chinatown di Seattle, a Maynard Avenue. Lo apprende l’ANSA da fonti vicine alla ragazza americana. Reduce dalla relazione sentimentale avviata a Perugia con Raffaele Sollecito e interrotta dopo il delitto Kercher – per il quale anche il ragazzo è stato assolto in appello – Amanda, arrivata a West Seattle, nella casa di famiglia, aveva confidato agli amici di voler trascorrere un periodo tranquillo con i suoi. Ma l’incontro con James Terrano, ospite nella stessa casa, é stato di nuovo ‘fatale’

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