Troppo bella e troppo ricca

“Hanno ucciso per niente, ma hanno ucciso”: lo afferma il procuratore generale Manuela Comodi nella sua replica nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher. “Sono giovani – ha detto il magistrato riferendosi agli imputati – ma anche Meredith lo era. Meritano il massimo della pena che per fortuna nell’ordinamento italiano non è quella di morte”. fonte

Credo che in queste parole ci sia tutto il senso di un processo-spettacolo. Non conosco abbastanza il caso, cioè nei dettagli, per permettermi un giudizio di merito. Ma l’accusa è così decisa nelle sue convinzioni di colpevolezza che merita rispetto. In attesa della sentenza invece tutti i media americani hanno già assolto la bella Amanda che ha tutti gli ingredienti per passare da vittima. La faccia d’angelo, ma soprattutto il fatto che è ricca. Non è cosa da poco: gli americani, che pretendono di darci lezioni di giustizia, sono molto sensibili sotto questo aspetto. Avete per caso mai visto un ricco perdere una causa o addirittura andare alla sedia elettrica? L’ultima condanna a morte, quella di Troy Davis, lo conferma: non sono bastati i numerosissimi dubbi per salvargli la vita. Ho letto da qualche parte che negli Stati Uniti gli errori giudiziari sfiorano il 65 per cento (probabilmente c’è anche il caso di un italiano, Carlo Parlanti, che ha sempre urlato la sua innocenza). Il problema è che lì sono errori “irreparabili” e la battuta del procuratore di Perugia ha colto nel segno: Amanda può sperare almeno in un nuovo processo se fosse nuovamente condannata. Tutti in questi giorni vanno dalla sua famiglia a raccogliere sfoghi. Ci fosse uno che pensasse allo strazio della madre di Meredith. “Anche lei era giovane. Ed è stata uccisa”. Hanno detto che Amanda è stata “crocifissa dai media”. Strano, con una struttura pubblicitaria costata un milione di dollari. Non so se la coppia sarà assolta, ma certo sarebbe facile per tutti addossare le colpe su Guede, un ragazzotto povero e, toh, addirittura di colore. Perfetto, come nei film.

Advertisements

32 thoughts on “Troppo bella e troppo ricca

  1. Ho scambiato qualche battuta con Meo Ponte, poco dopo ll’apertura del processo di appello e mi aveva descritto con molta dovizia di particolari le carenze della perizia scientifica dell’accusa, poi confermate dai periti del Tribunale. Ma la tua analisi ninfa una grinza…

  2. Infatti ho chiesto semplicemente di aspettare la sentenza. Se saranno assolti, buon per loro ma non è che devono essere assolti “per forza”. Sicuramente la giustizia italiana è più rigorosa di quella americana, addirittura…fin troppo. Per cui non devono darci lezioni. Su Troy Davis c’era una montagna di dubbi: eppure è stato giustiziato, senza appello.

  3. ecco appunto, proprio loro hanno ben poco da ergersi a difensori della giustizia!
    E questo processo è un film, l’ennesimo caso mediatico…. a spese di Meredith e di Rudy, che secondo me, sarà l’unico a pagare!

  4. Stanno trasmettendo ora tutto in diretta. Ormai siamo veramente oltre i limiti. Un processo (vero) trattato come un reality show. Tutto è uno show. Così non valgono tanto le prove, la discussione tecnica sulle perizie contestate, ma come Raffaele e Amanda sanno presentarsi al pubblico. Hanno già parlato dichiarandosi naturalmente innocenti. Che senso ha? Non capisco come il presidente del Tribunale abbia potuto concedere un’opportunità del genere. Poi non lamentiamoci se la gente non sa più distinguere tra realtà e funzione. Come può se è tutto uguale?
    Non hanno nessuna valenza giuridica il pianto di Amanda o le riflessioni di Raffaele. Una volta si parlava genericamente di “processo mediatico”. Dopo Perugia non è più un modo di dire. Non sono i protagonisti ad andare in televisione, ma è la televisione ad andare dai protagonisti.

    Il presidente della corte ha chiesto rispetto “per la bellissima ragazza che è stata brutalmente uccisa, e per la sorte dei due giovani imputati”. Per questo, ha chiesto di evitare “tifoserie da squadra”. E di chi è la colpa? La sentenza è prevista non prima delle 20 di questa sera.

  5. Articolo
    “Sfido chiunque intenda smentire che il processo di Perugia non sia stato un processo “amandacentrico”. Un rito celebrato davanti alle parabole e alle telecamere di tutto il mondo: come in un set cinematografico del noir internazionale. Con almeno tre nazioni direttamente coinvolte: la nostra, l’America e l’Inghilterra. Di fronte al nuovo scenario giudiziario che avanza e porta con sé l’ipotesi per niente remota di una assoluzione, è comprensibile che lo scontro in aula sia stato molto acceso. Soprattutto in queste ultime udienze: le parti hanno giocato tutto le loro carte per convincere la Corte. Sia sul piano giuridico, sia su quello più strettamente emotivo e umano. (…) Il verdetto sarà pronunciato in diretta tv, ma senza pubblico in aula per motivi di spazio: 360 le testate accreditate. E la Cnn in pole position”.

  6. Non conosco neanche qua la vicenda, con le carte e gli approfondimenti intendo, e non mi permetto assolutamente giudizi di nessun tipo nello specifico, voglio solo dire tre cose perchè l’anello al naso in Italia ancora non lo abbiamo messo: 1. che se fosse successo nei progrediti States ci sarebbe la pena di morte (come già detto appunto, anche nel post); 2. che siamo un satellite, non spazzatura; e 3. che abbiamo capito tutti che favorirebbe un’imbiancata di facciata per la “missione di pace” in Afghanistan, agli occhi degli americani, loro sì..un popolo alquanto ‘giovane’.

  7. Non mi cimenterò nel giudizio sulla eventuale colpevolezza o meno degli imputati, ma ribadirò ciò che è nella mia convinzione più profonda: se riescono a provare senza ombra di dubbio che sono colpevoli, che li chiudano a vita dietro alle sbarre, ma se questo non sarà possibile per mancanza di prove certe non è giusto che debbano essere agnelli sacrificali per dare una “giustizia”
    fittizia che credo, nemmeno la famiglia kercher vorrebbe.

  8. Sono d’accordo e infatti neanch’io entro nel merito. Meglio un colpevole fuori che un innocente dentro. M’infastidisce soltanto questa pressione, pesantissima: l’opinione pubblica americana è convinta da tempo della loro innocenza. E non è accettabile, il giudizio deve essere sereno.

  9. In ogni caso, visto che hai citato la famiglia Kircher i primi a pensare che Amanda e Raffaele siano colpevoli sono loro. La madre ha anche smentito l’ultima sceneggiata di Amanda sulla presunta “grande amicizia” con Meredith: “Amanda è arrivata a Perugia all’inizio di ottobre, Meredith è stata uccisa ai primi di ottobre. Andavano a due diverse università. Meredith stava studiando italiano, aveva preso tutti i gradi degli esami in italiano. Frequentavano amici diversi, non uscivano insieme”. Non bastano quattro lacrimucce a ribaltare l’esito di un processo.

  10. @Pino
    Quello che hai scritto nel post credo che sia il riassunto che descrive prefettamente la realtà di questa vicenda. Anche io la penso così. Aggiungo che la battuta del magistrato riassuma a sua volta l’arroganza e l’iposcrisia degli americani , che amano giustiziare ma non amano essere giustiziati.

  11. Io non so che pensare, non lo sapevo prima e non lo so neanche adesso – non ho seguito neanche la diretta perchè ho avuto da fare. Ritengo il tutto gravissimo, in ogni caso, proprio come segno dei tempi: che in una cittadina medievale come Perugia, centro universitario e incontro tra culture, debbano succedere ste cose demoniache tra alcol, sesso, droga… e la povera Mez, studiosa…che non c’entrava proprio niente con ste storie squallide, giovanissima sta al Camposanto. Chiarisco: anch’io sono garantista, e ragiono “meglio un colpevole fuori che un innocente dentro”, come è già stato detto. Però è anche gravissimo che ‘passino’ fatti del genere, e mi dispiace moltissimo per la famiglia di Mez che non ha avuto giustizia, a questo punto.
    Ma ripeto io proprio non posso fare il giudice, non ne sono proprio in grado, veramente.

  12. Mi chiedo quale valenza possa avere un colpevole fuori dal carcere e quindi tutti i gran discorsi sul garantismo, se contrapposto al silenzio delle vittime.Tanto possono stare tranquilli i fautori del meglio un colpevole fuori etc etc perchè la stragrande maggioranza dei delitti rimane impunito in Italia.

  13. No, scusa, la frase precisa è “… che un innocente dentro”. Fa differenza…. Non è “chissenefrega di un colpevole fuori”, non è affatto questo il senso, ma “piuttosto che un innocente dentro”: cambia. Cioè tra i due mali, due tragedie entrambe, piuttosto che incarcerare un innocente meglio un colpevole fuori.
    Tutt’è riuscire a stabilire la colpevolezza, appunto, ma ripeto che non ho seguito le cose approfonditamente e non mi sento di fare giudizi.

    • Anche perchè ho già detto che la famiglia di Mez non ha avuto giustizia, e che è gravissimo che ‘passino’ festini a base di droga e sesso in cui ci rimette la vita lei, seria e completamente fuori gioco con ste cose. Quindi non ho certo ‘esultato’ per una liberazione che non riesco a…inquadrare, come dire. Non mi cambiate il senso delle mie parole, grazie.
      Ma chi è che si è pronunciato, finora, con una opinione certa, in un senso o nell’altro? Nessuno. E altrettanto non mi sento di fare io, a maggior ragione che non ho neanche seguito la cosa. (con permesso sempre).

  14. Non era per te nello specifico,Spesso leggo questo detto chiaramente o tra le righe.Ma non è un giudizio pure questo , ammantato di purezza garantista ? Boh….

    • Ma, ripeto, secondo me no. Cioè se ci pensi, se ti immedesimi: piuttosto che un innocente dentro! che ne so a me fa orrore, sai gli incubi kafkiani? che ne so. Poi per me il discorso si allargherebbe perchè comunque io non credo più di tanto nella giustizia.. di questa terra. Ma diventa complicato spiegare – del resto non è la prima volta che dico che ritengo l’essere umano anche un essere spirituale… e con ciò senza disturbare la “giustizia divina” eh, c’entra niente manco questo, è proprio un discorso un po’ più complicato.

  15. La battuta è una sintesi del vero senso di giustizia che dovrebbe (dico: dovrebbe) ispirare sempre i tribunali. La condanna deve essere sempre comminata “al di là di ogni ragionevole dubbio”. Non è questione di garantismo, è questione di giustizia.

    Come la penso io l’ho espresso chiaramente nel post e continuerò a dirlo, ma il problema vero è che i dubbi c’erano. Quelle perizie balorde hanno rovinato tutto. In ogni caso abbiamo fatto una figura pessima: o abbiamo tenuto due innocenti in carcere per quattro anni, oppure ci siamo lasciati suggestionare dalla grancassa mediatica (americana) e ora abbiamo liberato due colpevoli. Non ci sono terze vie.

    Così la biondina di Seattle ora diventerà una diva: del resto ha già dimostrato di saper recitare. Probabilmente è già in corso l’asta per i diritti. Così va ormai il mondo (cioè male).

  16. Vabbè scusa, io mi esprimo male con i termini… “legali”. Infatti è quello che volevo dire: è questione di giustizia anche quella, certo! Ci mancherebbe. “La condanna comminata al di là di ogni ragionevole dubbio”, cioè nel senso che non devono esserci dubbi… no? questo significa. Comunque per me sì, questo significa. O si è certissimi… oppure chi è che si prende la responsabilità di mandare un innocente in galera, scusate è.
    Questo in generale.
    Per il resto il mondo va malissimo, concordo. E da noi, se ne parlava già nei post precedenti, penso anch’io che i bambini alle elementari sarebbero più istintivamente lineari. Si sa che serve il “congelamento della scena”, così si chiama no? dall’inizio, da subito, ma pare che non lo facciano quasi mai!
    Che vi devo dire guardate insisto: non-lo-so. Veramente.

    • (ah, e io ho il vizio di riagganciarmi sempre ai commenti e di dire ciò che penso io, ma logicamente condivido anche il tuo post eh. Tranne che per Guede, che è “ni”: nel senso che non è un ‘santo’… ho saputo che è stato disconosciuto dal padre adottivo, pure molto ricco, perchè un po’ così.. droga ecc. – quel che ho saputo eh, me l’ha detto mia madre figurati, niente di preciso e concreto, neanche in questo, ripeto ciò che ho saputo per sentito dire. Però certo lui non ha usufruito di fior di avvocati come gli altri, e allora neanche questo è giusto. Questo penso).

  17. Un coro di «Vergogna» è stato ripetuto e urlato nei confronti degli avvocati che si apprestavano ad essere intervistati. «Bastardi» e «venduti» hanno gridato dalla folla insieme a fischi e insulti.
    «Rispettiamo la decisione dei giudici ma non comprendiamo come sia stato possibile modificare completamente la decisione di primo grado». Così ha commentato la famiglia di Meredith Kercher, in una nota. «Restiamo comunque fiduciosi nel sistema giudiziario italiano, sperando che la verità possa finalmente essere accertata», hanno detto i familiari di Meredith Kercher.

    Dagli Usa arriva l’apprezzamento per come si è conclusa la sentenza della corte d’assise d’appelllo. «Gli Stati Uniti apprezzano lo scrupoloso riguardo con cui il caso (di Amanda Knox) è stato trattato dal sistema giudiziario italiano», ha commentato il portavoce del dipartimento di Stato, Victoria Nuland aggiungendo che «l’ambasciata a Roma continuerà a fornire assistenza consolare ad Amanda e alla sua famiglia». Ecco, appunto.

  18. E si vede che già ‘parteggiava’ per lei. Se conoscendo o meno i fatti… ovviamente lo sa lui.
    (comunque prima quando dicevo “chi è che si è pronunciato finora con una opinione precisa in un senso o nell’altro”, intendevo sulla colpevolezza o innocenza… non come sguardo generale Stati Uniti- Italia – peraltro da me condiviso).

  19. La vergogna di Perugia | Pino Scaccia

    • Ma io il post l’ho condiviso. Appunto questo dicevo.
      Ma sia nel post, che nei commenti, nessuno si è dichiarato sul verdetto “colpevolezza/innocenza”, questo dico. Perlomeno io, lasciamo perdere il termine “garantismo” errato, ma per non aver seguito a fondo la vicenda.
      Anzi, anche altri come me, non sono entrati nel merito, appunto, ma abbiamo affrontato il discorso giustizia americana vs. italia ecc.
      Stop, concluso;)))

  20. Stamattina mentre guidavo il filobus, sentivo, controvoglia, i discorsi di due pensionate siciliane, che si lamentavano per il corteo degli operai della fincantieri (che qui a Genova, ma anche negli altri stabilimenti, stanno rischiando il posto). Prima hanno incolpato gli immigrati, per la crisi economica, poi sono passate a lamentarsi della brutta legge che c’è in Italia (uso le loro parole), che ha liberato quei due della tv.
    Ecco, quel “quei due della tv”, riferito ad Amanda e Sollecito, credo che spieghi un pò di cose.
    Io sono contro la spettacolarizzazione dei processi, ma avrei preferito che lo stesso risalto mediatico, fosse stato dato ai processi thyssen krupp o eternit….

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s