Ecco i verbali (sequestrati) di Totò Riina

Sequestro… preventivo (dodici ore dopo la loro pubblicazione sul web) per i verbali dei due interrogatori di Totò Riina (luglio 2009 e luglio 2010) pubblicati (per ampi stralci) ieri mattina dal nostro giornale in versione cartacea e, contemporaneamente, in versione integrale, su Repubblica.it.  La decisione è stata presa dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta che ha emanato un “decreto di sequestro preventivo” e ha indagato i giornalisti Attilio Bolzoni e Lirio Abbate per violazione del segreto istruttorio”.  Abbiamo deciso di pubblicare questi verbali. Il capo dei capi parla a ruota libera: da Andreotti a Falcone, da Borsellino a Ciancimino. E parla anche dei servizi segreti: è questo che spaventa i magistrati? Eccone ampi stralci.

TUTTA LA VERITA’ SU VIA D’AMELIO

Si parla del boss: tolgono il giornale dalle edicole

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9 thoughts on “Ecco i verbali (sequestrati) di Totò Riina

  1. La magistratura che sequestra i verbali; ma a chi interessano? a me no (eppure faccio il giornalista) non ne sento proprio il bisogno di leggere quello che disse il topone; Dio in terra della mafia; ma chi se ne fotte? sono con i due giornalisti indagati; succedono cose turche in Italia; a Castellammare addirittura la camorra ha fatto il giro delle edicole; non vendete Metropolis… hanno fatto pure visita ala redazione del giornale; quale sgarro quello di Metropolis? ha pubblicato una storia del carcere di un matrimonio di un boss. Ma!

    Giovanni Farzati, Reporte senza frontiere, giornalista di Positano News

  2. @ Giovanni.
    Come a chi interessano? Interessano a tutti quelli che vogliono capire il perché della Mafia.
    Per sconfiggere la Mafia bisogna anche monitorarla nelle sue dinamiche sociali, come funziona e agisce.
    Come un tumore, va studiato. Sempre.
    Così che un giorno non avranno modo, queste bestie, di entrare nella tua redazione o di altre testate giornalistiche e permettersi nessun tipo di minaccia.

  3. Non so ma leggendo questo post ed i commenti mi è tornata alla mente un’intervista di qualche tempo fa,se non erro a La7,fatta per strada a cittadini del nord,esattamente lombardi.Ebbene il giornalista chiedeva cosa ne pensassero della mafia.Uno disse che lui lavorava con persone del sud e che gli avevano assicurato che non esiste.Tutto inventato sulla mafia,lui credeva a queste persone con le quali aveva un rapporto sincero.Altri nulla sapevano,non avevano veduto,sentito nulla e nulla potevano dire.Per altri ancora non era un problema loro, comunque meglio tenere la bocca chiusa.
    Questo nel magico mondo di formingopoli,dove tutto va bene e se qualcosa non va esiste sempre la soluzione.Divina? Forse.

    1. Per noi cronisti, c’ storicamente un test per capire se hai davanti un mafioso. Gli chiedi: cos’ la mafia? Se lui risponde “la mafia non esiste”, hai colto nel segno. E’ un mafioso.

  4. considerate sempre che, nella mentalità di un siciliano, prima ancora che di un mafioso, in maniera ‘attiva’ vale ‘excusatio non petita, accusatio manifesta’ (spero di aver scritto correttamente). Insomma, se io, non (esplcitiamente) richiesto, me ne esco con: “No, tu non c’entri nulla, e lui neanche…” probabilmente ti sto discolpando per non farti capire che mi vendicherò. Probabilmente, chiaro, ché la mentalità di un popolo è una generalizzazione, mica una scienza perfetta.

  5. Capire il perchè della mafia; credo che si sappia il “perchè”; oppure si fa finta di non capire e non vedere; Pino Scaccia è il suo “test” del mafioso, rispondi; la mafia non esiste, sei mafioso, diciamo che è tanto vicina a noi tutti che non si riesce a metterla a fuoco.

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