Vergogna

Una foto per lei, con la sua immagine. E un’altra per tutti, senza di lei. Succede a Senise, in provincia di Potenza, dove una scuola pubblica decide di dare ai ragazzi di quinta elementare un’immagine ricordo depurata della presenza di una bambina down. Gianna Fregonara ci racconta in prima pagina sul Corriere la storia, sollevata dalla Gazzetta del mezzogiorno. “Le maestre, dopo che Mariapaola Vergallito (madre di uno dei bambini ritratti) sulla Gazzetta del Mezzogiorno ha raccontato la storia, ora chiedono scusa, dicono che si è trattato di un caso sfortunato, forse una leggerezza, che la prima foto era venutamale e che quando l’hanno rifatta la bambina era assente. Insomma, una coincidenza (aspettare un giorno per avere la classe completa?). Assicurano che non è stato un imbroglio crudele (ma la foto brutta è stata considerata adeguata alla famiglia della bambina down). Chissà in quanti conoscevano il segreto della doppia realtà e chissà come deve essere sembrata intelligente lì per lì la trovata di differenziare le foto per bambini diversi, in fondo persino pietosa. A questo punto non si sa di chi sia stata l’idea, se le maestre sono state pressate da genitori ansiosi delle performance dei propri figli e infastiditi da una realtà non corrispondente al sogno di perfezione, se davvero la superficialità si sia trasformata in sventatezza“. segue su Giornalettismo

“La mia bimba down, io sono pazza di lei”

Quando la scuola non aiuta i bambini disabili

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13 thoughts on “Vergogna

  1. Credo fermamente che la vita di ognuno, anche quella che chiede di nascere, quella malata o debole, quella in declino, è un bene assoluto e intangibile.
    Questo fatto mi fa riflettere anche sui casi in cui “la scienza ” evoluta lascia la libertà ad una madre di interrompere la gravidanza se il bimbo in grembo non rientra nella cosidetta “normalità”.. Un egoismo dei genitori oltre ogni confine.
    Ci vuole amore, e la cosa che temo di più è l’ignoranza. da lì nasce la causa di tutti i mali.
    Credo di aver espresso il mio pensiero correttamente, stavolta.

  2. SIAMO un Pese sempre meno attento e disposto alle esigenze dei bambini…specialmente di quelli che purtroppo hanno dei problemi.

  3. Siamo ancora a queste discriminazioni, poi cosa più grave siamo in una scuola elementare, luogo dove si deve insegnare i fondamentali sul rispetto e l’amore per gli altri. Come siamo ancora indietro, quanta strada ancora c’è da fare. E’ bene che si denuncino queste vicende, ma si intervenga anche rivolgendo alle autorità preposte spiegazioni ed interventi, soprattutto se si tratta di bambini in età scolare. Goffredo.

  4. Senza parole. Verrebbe a molti di esprimersi in questo modo, come saggiamente esterna Marco Alici.

    A me viene da dire così: oggi, e ogni volta che apprendo queste notizie io sono down. Considero tutti down.

  5. La vicenda della foto di classe distribuita nelle due versioni con e senza la bambina Down rappresenta, al di là delle intenzioni delle maestre quanto meno molto superficiali, un’ immagine simbolica di quella che rischia di diventare la nostra società.
    Ci sono tanti modi di “cancellare” i bimbi Down: non facendoli venire al mondo, grazie alle analisi sempre più “efficaci” che segnalano la loro presenza ancora prima della nascita, teorizzando che la loro presenza nelle classi costituisce un peso per l’andamento della didattica (Presidente della Provincia di Udine); c’è poi chi propone l’eliminazione della figura dell’insegnante di sostegno (Fondazione Agnelli); non manca anche chi vorrebbe che il sostegno fosse pagato privatamente e affidato a personale esterno alla scuola (disegno di legge dei senatori Bevilacqua e Gentile).
    Alle maestre consiglio soltanto di cercare di immaginare cosa può provare una bambina di 10 anni, che già deve faticare molto più degli altri ad essere accettata, sapendo che i suoi compagni hanno la foto della classe senza di lei.
    A bambini dico: rifate la foto anche con Francesca, sarà ancora più bella. E anche se i “grandi” ve lo propongono, non rinunciate mai a un mondo dove c’è un posto per tutti!

    Francescogiovannelli@gmail.com

  6. Incommentabile.
    (Grandissimo Olmi, ospite stasera da Fazio – una poesia…allo stato puro. Come tutti i Grandi, che poi si somigliano tutti tra di loro. Sono stanca delle parole, sprecate nelle meschinità della vita, stanchissima. Grazie Olmi… non mi sento di aggiungere altro).

  7. Ho dedicato anch’io un post sulla vicenda nel mio blog laprofonline. Una mia lettrice, nonché amica blogger Diemme, ha commentato così:

    «Se i genitori fossero persone civili, che hanno qualcosa da insegnare ai figli, riporterebbero indietro tutte le copie delle foto pretendendo quella con la classe completa.

    Questa sì che sarebbe una lezione di civiltà. Per tutti.»

    Chissà se qualche genitore l’ha fatto?

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