Toh, un altro

In questo strano Paese che è diventato l’Italia, ecco un altro episodio d’inciviltà. Anche stavolta riguarda un autista di mezzi pubblici. Ricordate i casi di Roma, Milano, Palermo? In questo caso è meno grave perchè non è stata messa in pericolo l’incolumità dei passeggeri, ma è segno sicuramente di mancato rispetto verso i cittadini-utenti e magari anche di interruzione di servizio pubblico. I fatti: l’autista dell’Atac, in servizio sulla linea 775, a un certo punto fa una fermata non prevista. Va dall’altra parte della strada a ritirare soldi da un bancomat. Solo che c’è la fila e ci mette dieci minuti. Quando torna i passeggeri sono già scesi, prendendo un altro autobus. Tutto documentato da un filmato. Era così urgente, doveva pagare una rata durante il tragitto, non poteva aspettare la fine del turno?  Questi “signori” ancora non hanno capito che ormai viviamo in pieno villaggio globale e, nonostante la blindatura dei sindacati, le prove sono così evidenti che magari l’azienda …talvolta è costretta a intervenire. Certamente non bisogna generalizzare, ma i casi cominciano a diventare troppi. E vanno a discapito proprio dei lavoratori seri.

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67 thoughts on “Toh, un altro

  1. E pensare che infrastrutture sono una base importante per l’economia di una Nazione. E i servizi pubblici fanno parte di queste infrastrutture; e fanno parte di queste infrastrutture anche i Dirigenti, in questo caso, dell’ATAC…

  2. Hanno già sottolineato che non si tratta dell’Atac, ma dell’autista di un’azienda esterna che copre i percorsi periferici della città. Come se facesse differenza.

  3. bè io sono autista, a Genova. Se solo uno di noi si azzardasse a fare una cosa simile, t’assicuro che rischierebbe il linciaggio! Giustamente!

  4. @Marcello
    Non so se hai detto seriamente o scherzavi soltanto. Se parlavi seriamente non ti lamentare se i soldi che ti trovi in tasca a causa del malgoverno varranno sempre meno. Farai parte di quelli che si lamenteranno ma potrai riconoscerti fra i colpevoli. È anche a causa della gente come te che l’Italia va male.

    • se guardi bene attentamente, prima di replicare sdegnato, in fondo al posto ci sono due punti ed una parentesi che stanno a significare SORRISO…..quindi è uno scherzo…..

  5. Le tasse ripagano tutti, con più servizi. Ma gli idioti strafottenti come quello dell’ articolo…restano.
    Piuttosto, anche io vado a piedi.

  6. #Walter – a me fà decisamente piangere. Solo un’accozzaglia di imbecilli può pensare che uno spot infantile come questo possa convincere gli evasori a pagare le tasse. Gli evasori si eliminano toccando loro il portafogli. E’ l’unica cosa che capiscono. Invece si limitano a tartassare chi fà errori formali o si frega qualche foglia di fico e lasciano in pace quelli che si rubano milioni di Euri. Se alla mafia si confiscano i beni perchè non si può farlo anche ai grandi evasori?

    • @ Barba.
      Che c’ entra questo spot con l’ articolo inserito da Pino? personalmente la dice tutta.
      Più servizi? Come quello che il buon Pino ci segnala?
      Non dico assolutamente che le tasse non vanno pagate, anzi mi batto per il contrario.
      Ma deve cambiare anche modo di pensare, e quindi di agire, per evitare situazioni come quelle dell’ autista.
      Sinceramente viene da pensare che viviamo in una giungla d’ asfalto; villaggio globale (forse) è troppo ottimista.

  7. OT – Pinoooo mi hanno cambiato l’avatar era così bella quella facina con la bocca incerottata. Qualche volta mi aiutava a non dire cavolate. :-)

  8. #Walter, sono d’accordo che lo spot è attinente. Dico solo che dubito possa avere qualche efficacia. A certa gente, come l’autista ad esempio, non è certo uno spot che gli fà cambiare atteggiamento nei confronti delle regole. Forse una manina sul portafogli è più efficace. Come gli asini, conoscono solo bastone e carota.

  9. Fossi un giudice toglierei dalla busta paga i dieci minuti circa di sosta, moltiplicati per i posti a disposizione su un autobus pieno (posti in piedi compresi) oltre all’ equivalente del prezzo del biglietto di ogni posto.

  10. E pensare che siamo in un periodo di massima crisi e che avere un posto di lavoro è quasi un privilegio, soprattutto se si tratta di un posto di lavoro presso aziende municipalizzate. Quindi – in teoria – chi ce l’ha, si comporta in maniera ineccepibile e fa di tutto per tenerselo stretto o almeno, così dovrebbe essere…

    Non esprimo commenti sul mancato rispetto nei confronti dei passeggeri. Sarei curioso però, di sapere, quanti di questi passeggeri hanno scritto un reclamo – a mezzo raccomandata – alla direzione dell’Atac, per denunciare l’accaduto; perché se si vuole combattere questo malandazzo generale, non si può limitarsi ad aspettare che – per puro caso – qualcuno filmi la scena, ma bisogna essere noi stessi, in prima persona, a denunciare tutto ciò che non va, pur consapevoli che il marcio, risiede nei piani alti e che questi episodi, altro non sono che la materializzazione dello stesso.

    Sarà interessante seguire il caso, per poter capire se il tizio si comporta così, perché magari, ha “santi in paradiso”…

  11. Ecco poverino… io non sono d’accordo che sia licenziato. Va bene la sospensione temporanea come qualunque sanzione in qualsiasi azienda, ma siccome non sono successi incidenti, nè ha messo a repentaglio la vita altrui, il licenziamento secondo me no – tanto ora avrà capito e non lo farà più.

      • È stato sospeso e rischia il licenziamento l’autista di Roma Tpl, società che si occupa del trasporto pubblico su gomme nelle periferie della Capitale, che lo scorso 7 settembre ha fermato l’autobus 775 per andare a prelevare soldi da un bancomat. Da Roma Tpl hanno fatto sapere che, fermo restando che si tratti di un «comportamento non conforme e punibile», l’autista non si è fermato per dieci minuti come raccontato dal testimone: gli autobus sono dotati di un sistema che registra gli orari di apertura e chiusura delle porte e in quel caso sono state aperte alle 14.38 e richiuse alle 14.42. Insomma, quattro minuti. All’autista è stata applicata immediatamente una sospensione cautelativa ed inviata una richiesta scritta di chiarimenti. Ora avrà cinque giorni di tempo per spiegare le sue ragioni. Lunedì è stato convocato dall’azienda per un colloquio di chiarimento e a seconda della sua versione si valuterà la possibilità o no di licenziarlo.

  12. Questo post lo metto in relazione al precedente.Il vigile vs l’autista.Tutti e due usano violenza,materiale e morale.Sembra non abbiano coscienza del proprio ruolo e nessun rispetto per i cittadini.Usano i mezzi e un piccolo potere a loro concesso,come forza personale e privata.

    (OT) Ma la Gelmini è veramente ministro dell’istruzione?

  13. #Irisilvi, spero che Pino mi perdoni un OT a seguito del tuo. Lo svarione della Gelmini è da spanzarsi dalle risate ma…. se la Signora Ministro scivola su una buccia di banana in fondo lo fà a fine di bene. Forse non riesce a migliorare l’istruzione degli italiani ma di sicuro riesce a stimolarne lo spirito creativo. Basta gironzolare per la rete per rendersene conto.

  14. Ancor piu’ della gaffe, la signora ministro mi ha fatto girare i neutrini per l’arroganza dimostrata.Ovvio che non è una scienziata e che lo svarione è da attibuire a qualcuno dei suoi collaboratori,ma assumere quell’aria di lesa maesta’ rende esattamente l’idea di come appare.

  15. Io credo che facciano molti più danni quelli che non pagano le tasse che questi casi , fortunatamente rari , di autisti un po’ “spavaldi”.
    Io avrò la fissa per Belusconi , ma Pino ha la fissa per gli autisti. Ognuno ha le sue manie. ahahaha !!!

  16. Io ho la fissa della legalità. Dunque, forse, qualcosa ci unisce ;)))

    (Comunque, il paragone dell’autista con gli evasori fiscali c’entra come i cavoli a merenda).

  17. Ho già detto che anch’io ritengo esagerato in questo caso il licenziamento per una scemenza, tutto sommato: una sospensione mi pare più che sufficiente. Gravissimo è il comportamento di chi gioca con il telefonino e potrebbe causare incidenti, lì sarei molto più drastico. Tuttavia, da questo “perdonismo” (che mi appartiene) nasce alla fine la giustificazione della piccola illegalità che poi porta alla grande illegalità.

    • Non sono d’accordo. Tutti abbiamo un lato ombra, il nostro doppio, che non conosce fondo per il baratro. Ma sta sempre a noi, alla nostra autocoscienza saperlo autoeducare. Non è che se uno fa una cazzata ora – e bisognerebbe saper valutare che tipo di cazzata… perchè non è “tutto uguale”, c’è tutta una scala… di gravità, ovviamente – questo automaticamente significa che tra un mese o un paio d’anni ammazza la moglie, (è un esempio…per dire). Come non farei paragoni azzardati con cose, per l’appunto, ben più gravi. Sempre perchè c’è tutta una scala… d’intensità, sennò diventa giustizialismo.

      • Non è un discorso individuale. La legalità è cultura.
        Non c’entra niente con la criminalità, la piccola illegalità non è lo spinello della situazione. Ma la l’illegalità porta sicuramente ai grandi abusi, dove tutti si sentono furbi e fregano gli altri (l’evasione fiscale ci rientra), tipico di noi italiani,

  18. La giustizia và somministrata con intelligenza ed equità. La pena dovrebbe essere proporzionata alla mancanza. Nella fattispecie il licenziamento sarebbe eccessivo ma condannerei, per un paio di mesi, questo autista ad essere retrocesso in fondo alla fila ogni volta che raggiunge la cassa del supermercato o lo sportello di banca o posta. Così, tanto perchè capisca che a nessuno piace stare ad aspettare i comodi degli altri e soprattutto di coloro che sono preposti a dare un pubblico servizio.

  19. è inutile Pino ,non saremo mai tedeschi
    dagli appennini alle alpi,ai padaniesi piacendo,rimaniamo profondamente italiani
    con i nostri vizi privati e le pubbliche virtu’ ,facciamo dell’autoperdonismo il nostro vessillo
    fin da piccoli ci hanno inculcato quel scagli la prima pietra etc etc

  20. Credo che siamo tutti d’accordo (forse) su un punto: il colpevole va punito ma, come dice Barba, una giustizia giusta deve essere commisurata alla colpa. Altrimenti daremmo 30 anni di galera a tutti, anche a chi ha rubato un pacco di biscotti. Quest’autista è sicuramente farfallone e se ne frega di chi deve aspettarlo per i comodi suoi, ma se si dovesse licenziarlo, cosa bisognerebbe fare agli autisti che guidano con i gomiti perchè hanno le mani impegnate nei telefonini?

    • Agli autisti che guidano con i gomiti, perché hanno le mani impegnate con i telefonini, bisognerebbe dare innanzitutto, una seria sanzione amministrativa ed a seguire, una denuncia per messa in pericolo della vita altrui.

  21. Comunque è importante saper intuire il livello di coscienza delle persone. Specie in fase di assunzione… fanno tutti quesi test allucinanti… ma non vi accorgete di com’è tutto così ‘meccanico’… da robot, adatto per le macchine, da scienza meccanicistica e limitata? Il livello di coscienza morale…e non moralistico, moraleggiante, bisogna saper distinguere! quando c’è quello, quello Morale……certe cose non accadono, e nemmeno le peggiori. Avrò la fissa.

  22. Lo so, quella non è una cosa che va a “test”. Non è una cosa meccanica, infatti. Ma trovo ridicoli certi test – per non parlare degli ultimi, si sono ‘evoluti’: la domanda su chi era miss italia di qualche anno fa alla facoltà di medicina?!? no, parliamone. E anche là: test, esami truccati per entrare a Medicina. Una facoltà delicata e importante come questa! Ora, se una persona ha un livello di coscienza…un po’ più elevato, manco gli sfiora di mettere a repentaglio la vita di futuri pazienti per i propri guadagni! Insomma, pensa a Tiziano Terzani, e dimmi se farebbe mai ste cazzate. (lo so che senza essere Terzani di gente seria ce n’è tanta, ma è un esempio all’eccesso…proprio per rendere meglio l’idea. E per me “il segreto” sta tutto qua, ma ripeto: ho la fissa).

      • Mi era venuto in mente prima, perchè quel discorso sull’autoeducazione dei propri istinti – che io ho comunque seguito per altri versi e su altri fronti – lo aveva fatto proprio lui. Secondo poi perchè era talemente elevato.. che va da sè tanta ‘paccottiglia’ se l’era lasciata alle spalle: era saggio. Anche con quel pizzico di paraculaggine che non guasta mai ;)))

  23. Non parliamo di moralità perché se dovessimo andare a fare questo ipotetico test ai parlamentari , o più semplicemente ai dirigenti dell’ ATAC , mi sa che quell’ autista a confronto risulterebbe un cittadino modello. Per non parlare dei giornalisti. ahahaha !!!

  24. Sì però sia ben chiaro che io per moralità intendo qualcosa di più elevato dei moralismi eh. Come tutti gli ismi. Insomma io non metto alla forca una velina per capirci, perchè continuo a ritenere caxxi privati una con chi scopa e quanti se ne scopa e se vuol fare spettacolo piuttosto che ingegneria. L’importante è che si rispetti il prossimo, senza rompere i coglioni a nessuno… per l’appunto – e in tutti i sensi.

  25. Boh avro’ la fissa anch’io di certo ma siamo tutti figli del nostro tempo e di questi costumi
    pretendiamo dagli altri il massimo della rettitudine per poi giustificarci non appena mettiamo il ditino sulla marmellata
    bisognerebbe cominciare a guardarsi dentro,onestamente,sai quanto si potrebbe imparare….
    ok parlo per me,sebbene non abbia a cuore autoflagellazioni….

  26. Infatti io mi guardo dentro, e da una vita anche. E hai detto bene: tutt’è distinguere il ditino nella marmellata da altre cose ben peggiori. Sarà banale… ma tanto banale quanto vero.

    • Io nemmeno pretendo il massimo della rettitudine dagli altri: lo ritengo anche questo giustizialista. Sono a favore della libertà…. oltre a non credere nella perfezione, che ovviamente abbiamo tutti un percorso da fare. E la libertà per me consiste non nel pretendere da un altro qualcosa, ma metterlo in condizione di rendersi conto… ed evolvere. Senza rompergli i coglioni su ciò che fa o che non fa nella propria vita privata”

      • @ Sissi
        Sono d’accordo : “vivi e lascia vivere”.
        Chi pretende troppo dagli altri è perché non ha volgia di fare un c…. Semplicemente vuole che gli altri facciano anche per lui ahahahahaha !!! :)
        Eh , avrei dovuto fare filosofia ahaha !!!
        Adesso vi saluto , vado a fare peccato. ahahaha !!! Notte

  27. Ehh te lo stavo per dire!! ahahaha…sei una cosa terribile con le parole! (e per la politica) ;)))
    Sì, esatto, è proprio questo: quando vivi nel rispetto degli altri e senza ledere la libertà e la dignità altrui, basta: nessuno può venirti a dire cosa devi fare o non fare nella tua vita – le tue scelte ecc.
    Invece a me pare (anche) l’epoca in cui avviene l’esatto contrario: nella sfera privata di un altro… si impongono i 10 comandamenti più altri quindicimila, poi fanno delle cose terrificanti che ci sarebbe da chiedergli: e allora? tutto quei codici moraleggianti dove sono? Sono quelli della “doppia morale”…… no.

  28. Scusate, ma non capisco: prima ci indignamo per quello che è a tutti gli effetti un comportamento inaccettabile e poi appena si paventa la possibilità di una sanzione nei confronti dell’autista, di colpo, tutti a rammaricarsi per il poverino. Non sono d’accordo. Non è ragionando in questo modo che miglioreremo la società. La società la si migliora, assumendosi ognuno le proprie responsabilità, fino in fondo.

    Non mi pare che il tizio sia stato costretto con la minaccia di un’arma a fermarsi e fare il prelevamento al bancomat. Lo ha deciso lui, arbitrariamente, durante il servizio, consapevole di compiere un’infrazione al regolamento, oltre che, una mancanza totale di rispetto verso i passeggeri. E questo è grave. Poi che guidare con il telefonino in mano, sia più pericoloso, non ci piove, ma non può essere un’attenuante. Anzi, secondo me c’è un’aggravante: ai bancomat, si può prelevare 24 ore su 24. Quindi non ha scusanti.

    Trovo poi ridicola la presa di posizione dell’azienda che sottolinea, trattarsi di una fermata di quattro minuti e non di dieci, come se la cosa fosse meno grave. Pago il biglietto, per un servizio. Un’autista, deve condurre l’autobus – non è un amico che mi dà un passaggio – e non farsi gli affaracci suoi. Se per esempio, uno di quei passeggeri avesse perso una coicidenza o fosse arrivato in ritardo ad un colloquio di lavoro, perdendo così la possibilità di lavorare, l’episodio non sarebbe grave, ma gravissimo.

    Indipendentemente dalle sanzioni che gli verranno comminate dall’azienda, non mi auguro che venga licenziato, ma che impari il valore delle sue azioni, soprattutto in relazione alle conseguenze che queste causano agli altri, che se ne assuma la responsabilità. Cioè, che impari il rispetto.

    • @ MarioCircello

      Sì, non fa una piega. Specie quando concludi col ripetto per gli altri – perchè ovviamente il comportamento rientra nella sfera del rispetto, cioè della mancanza di rispetto…altrui, che è tutto da imparare.
      Ma io dicevo “poverino” solo e unicamente perchè il licenziamento mi pare troppo. Non si tratta di buonismo idiota, ma, al contrario, proprio di una richiesta di serietà… nella decisione della sanzione. Prenderne uno nel mazzo e licenziarlo perchè funga da “esempio” o da deterrente per gli altri, è tutto tranne che serio. E’ punitivo. E’ giustizialista: uno per tutti. E non sono d’accordo, sono altresì per la chiarezza. Lui paga per ciò che ha commesso, e non per il mondo intero. Questa è la differenza. Allora analizziamo cosa ha commesso: mancanza di serietà. Mancanza di disciplina per farsi i caxxi suoi in orario di lavoro. Andrà sanzionato come tutti quelli che in orario di lavoro vanno dal parrucchiere o a fare shopping!

      Che altri al suo posto abbiano fatto di peggio utilizzando il cellulare o quant’altro, ovvio che non è un’attenuante. Ma non può neanche essere un’aggravante. Insomma non è che se altri hanno fatto di peggio, si prende il primo che capita – che però questo NON lo ha fatto – per farne di tutta un’erba un fascio e fornire dimostrazioni esemplari: non è serio, oltre che confusionario. Lui pagherà per il suo personalissimo errore, e gli altri per i loro.
      Poi che quei 4 minuti possano costituire l’eventuale causa della perdita di un colloquio di lavoro, scusa, ci sta come ragionamento… ma non ci sta di fatto: ovvio che chi prende i mezzi pubblici avrà calcolato almeno 4 di minuti di margine. Responsabilità individuale per responsabilità individuale… sono valide entrambe.
      Ma soprattutto non si può uniformare e mettere sullo stesso piano ogni cosa, è populista e qualunquista, e i linciaggi non li sopporto. O quantomeno…devono avere dei validissimi e gravissimi motivi… – sempre appunto per saper distinguere.
      Solo in quel caso dirò: spiegabile, ma non giustificabile.

      • Ciao Sissi, non mi riferivo direttamente al tuo commento, ma in generale all’atmosfera dei commenti che è passata, da indignata, a più o meno comprensiva e tollerante. Per quanto riguarda l’aggravante, temo tu non abbia compreso: l’aggravante è che ai bancomat, puoi prelevare a qualsiasi ora del giorno e della notte (non si è fermato in farmacia a prendere un farmaco indispensabile ad un familiare gravemente malato; non sarebbe comunque corretto, ma potrei comprendere, dato che magari la farmacia chiude, prima che lui finisca il turno) quindi non ha scuse.

        Ovvio che lui deve pagare per il suo errore e non essere un capro espiatorio, per tutti gli altri casi. I linciaggi, non li condivido nemmeno se ci sono motivi gravissimi: linciaggio e civiltà, sono antitetici.

        Vedi Sissi, esigere giustizia, non significa essere giustizialisti, ma chiedere il giusto. Il perché, lo ha detto benissimo Pino in suo commento precedente: …da questo “perdonismo” nasce alla fine la giustificazione della piccola illegalità che poi porta alla grande illegalità.

        Ciao e buona domenica :)

  29. Beh, è quello che in fondo si diceva. Senz’altro va punito: la sospensione, senza stipendio, per un certo periodo credo che possa servire da lezione. Il confronto con gli altri comportamenti era per ricordare che la giustizia va comunque commisurata. Fatto sta che per esempio delle 32, diconsi 32, denunce di Milano non si è più saputo nulla.

  30. Leggendo e rileggendo l’articolo ed i commenti, ragionando su quanto le azioni dell’uno, scatenino poi reazioni nell’altro, questo episodio, mi ha riportato alla mente un gravissimo fatto di sangue, accaduto il 27 settembre 2001 a Zugo.

    Un tizio – Friedrich Leibacher – entrò in parlamento e si mise a sparare all’impazzata, causando 14 morti, 15 feriti, ed infine si suicidò. Ovviamente, la stampa confederata, lo etichettò come un folle, uno squilibrato, senza approfondire più di tanto, né chi fosse, né cosa lo avesse spinto ad una reazione tanto sconsiderata, quanto violenta.

    La stampa e la televisione cantonale – negli anni successivi – hanno invece approfondito seriamente, svolgendo un’indagine a 360° sull’autore della strage e sui perché, scoprendo che il tutto, prese origine da una lettera di protesta che Friedrich Leibacher, spedì alla direzione regionale dei trasporti pubblici, nella quale denunciava la pessima abitudine di un’autista di bere alcolici, prima di entrare in servizio e durante le pause (non è un caso isolato, come vogliono farci credere, poiché conosco – personalmente – autisti che bevono alcolici, mentre sono in servizio, durante le pause [abito a 50 metri dal deposito dei bus, di fronte al quale, ci sono due bar che frequento e che frequentano anche gli autisti]. Uno è amico di mio fratello, ed un giorno, mentre aspettava l’orario di fine scuola per andare a prendere i ragazzi con l’autobus, lo incontrai al bar e si bevve tre bicchieri di vino bianco, nell’arco di dieci minuti. Naturalmente glielo feci notare, ed ottenni una risposta molto scorbutica e che da allora, non mi saluta più…). La vicenda si trascinò per sette anni, in vari procedimenti giudiziari, ma l’autista rimase al suo posto. Questa frustrazione, fu l’origine di quella tragedia.

    Questo – per quanto estremo, ed isolato – è un esempio di come, un comportamento che in sé, può non apparire tanto grave, abbia poi scatenato tutta una serie di reazioni, giungendo al tragico epilogo.

  31. @Mario Circello:
    ho letto e riletto questo commento ma…..non ho capito!!!!Insomma prima ci bacchetti,giustamente,per le nostre tanto italiche contraddizioni per poi portarci un caso forse un po’ troppo estremo.Ora non dico che quel signore omicida non avesse motivi di frustrazione,ma pensa se ognuno di noi,sentendosi frustrato nei confronti della giustizia dovesse commettere atti così inconsulti.Pensa a b. ad esempio! La reazione a catena era gia’ dentro i meandri articolati dell’anima di quel tizio ,scatenata da una delle tante motivazioni che la vita ci presenta.
    Che si potrebbe dire di un autista frustrato perchè ingiustamente colpito da una sanzione troppo pesante?

  32. Ciao Mario, volevo solo dirti che so non ti riferivi espressamente al mio commento, ma ero tra quelli del “poverino” e dunque..;))) Comunque hai ragione, uno che ferma un autobus per prelevare al bancomat si commenta da sè, e non lo voglio in alcun modo giustificare. Mentre avevo capito che il tuo discorso sull’aggravante fosse sì in relazione agli orari continuativi del bancomat, ma anche ad altri e peggiori esempi d’infrazioni che però tu non consideri come “attenuanti” del caso in argomento. Io, riguardo a quest’ultima, giustamente ti riconosco che il cosiddetto “peggio” non può certo diventare un parametro, ma ognuno deve rispondere delle proprie (ir)responsabilità; vorrei solo far presente che nella graduatoria delle caxxate… a prescindere dalla disponibilità di orari – anche il telefono funziona 24 h su 24 – c’è chi mette a repentaglio la vita altrui e chi si ‘limita’ a farsi i fatti suoi, e mentre il primo caso è gravissimo, nel secondo direi che una sospensione possa bastare, tutto qua. – cioè non ho detto di non sanzionarlo, nessun “perdonismo”!

    Ah…comunque avevo letto il tuo interessante approfondimento sull’italica gestione…più su:)) – un po’ di corsa e superficialmente perchè mi viene il mal di testa con tutti quei giri di nomi ecc., e io la politica non la reggo – il che già la dice tutta su certi livelli di coscienza – altro che test “psicoattitudinali”. Invece con il tuo ultimo intervento non ho capito bene che vuoi dire…ma ho la sensazione che quel che descrivi sia drammaticamente in aumento. Si entra nel quadro clinico però, in questi casi, secondo me. Nella sfera degli equilibri e squilibri interiori e psichici, per cui capirai che in quest’epoca a dir poco particolare… ;)))

    Ah P.S. “esigere giustizia, non significa essere giustizialisti, ma chiedere il giusto”.
    E ci mancherebbe, sono due cose ben distinte! l’una è…giusta:) l’altra come tutti gli ismi ne rappresenta una distorsione.
    Solo che ce ne sarebbe da dire anche qua…sarebbe un discorso lungo e complicato, da approfondire prima di tutto con se stessi….dentro di sè.

  33. Poi uno fa tanto, spreca tempo e parole, per trovare soluzioni giuste, eque, non giustizialiste, di presa di coscienza anche e soprattutto per chi sbaglia… ed ecco qua: questo invece è talmente ligio alle regole da far scendere dall’autobus una bambina di dieci anni per 30 centesimi in meno sul costo del biglietto: ????????
    Poi dici perchè ti stressi a commentare su un blog. Ecco! vale abbastanza da sè l’episodio, anzi gli episodi, come risposta?

    (non che siano tutti così, ovviamente, ne abbiamo già parlato: qua non si va per “categorie”, ma per responsabilità individuali. Ma tra tutti quanti, di ogni “categoria” del mondo, recuperassero un minimo di umanità e di educazione civile!! che la loro assenza è l’unico denominatore comune…per ogni “categoria” di appartenenza).

  34. La notizia (altrimenti non si capisce).

    Sta provocando dure reazioni di condanna il caso della bambina di dieci anni obbligata mercoledì scorso a scendere dalla corriera dal controllore. La bimba aveva con sé un biglietto acquistato prima dei recenti rincari, e quindi inferiore di 30 centesimi al nuovo prezzo della corsa. «Scaricata» a Oderzo, dunque, mentre la mamma la attendeva a Meduna. Solidarietà alla famiglia è già stata espressa dal Presidente della Provincia Leonardo Muraro. E al coro di disappunto si sono aggiunte due voci. «Forse il controllore non ha mai sentito parlare di Yara Gambirasio, di pedofilia e di quant’altro minaccia i bambini», ha dichiarato Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori (Odm) e consulente della Commissione parlamentare per l’infanzia. La stessa commissione presieduta da Alessandra Mussolini che ha aggiunto: « Per imporre il rispetto di una regola legittima si è fatto un danno maggiore, rischiando di mettere in pericolo la sicurezza della bambina». L’azienda di trasporto «La Marca» ha già avviato un’indagine interna. Ma resta una domanda: un passeggero che sale a bordo senza un corretto titolo di viaggio deve essere «scaricato» o multato? Senza contare che, in questo caso, un po’ di buon senso non sarebbe guastato.

  35. Quando succedono episodi come questo mi piacerebbe sempre vedere le facce dei protagonisti. Ecco vorrei proprio guardarlo il controllore: e sputargli in un occhio. Sicuramente lui si sente un eroe, sarà convinto di aver fatto bene il suo lavoro. Mi dispiace anche di non essere stato lì: avrei dato io i 30 centesimi alla bambina. A proposito: possibile che sulla corriera non c’era nessuno che ci ha pensato? Oppure come al solito ce ne freghiamo di quello che ci succede intorno?

    • Non ti avevo letto : infatti!
      No ma è una società sempre più cafona, punto; non ci sono altre spiegazioni. Se poi si aggiungono nervi tesi per la crisi e contenuti rozzi come “modelli”, per non parlare del dilagare di sostanze a tutti i livelli, dai ragazzini agli adulti di ogni “categoria” e mestiere, la decadenza, regressione, violenza… sono sicure, proprio.

      Ah P.s.: mi sa che il tipo di cui sotto si era allontanato un momento proprio per pagare il biglietto… chiedendo gentilmente all’autista di aspettarlo, che c’era la moglie con i bambini a bordo.
      Ma che ne parliamo a fare?

  36. Sì, c’è stato un altro caso simile, ma ora non me lo ricordo… come al solito, nè dove e nè come era andata esattamente. Comunque più o meno era che un uomo ha chiesto all’autista se lo aspettava un attimo che doveva fare non so che, e a bordo c’erano la moglie e i bambini; l’autista gli ha detto di sì, invece è partito e se n’è andato, scaricando la donna altrove, di notte, in una zona semideserta. Più o meno così.
    Allora, il licenziamento abbiamo detto essere eccessivo perfino per uno che se ne va al bancomat, ma la richiesta di educazione UMANA e civiltà è sempre più urgente. E per tutti.

  37. Pensavate che fosse finita? Eccone un altro | Pino Scaccia

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