Corrida, ultimo atto

L’ultimo olé. Risuonerà domani pomeriggio nella Monumentale, di nome e di fatto, arena della Plaza de Toros di Barcellona, dove si terrà l’ultima corrida, prima che entri in vigore il bando della controversa tauromachia che resta – e rimarrà a lungo – una delle prime associazioni mentali alla parola o all’idea di Spagna. Lo spettacolo crudele, la lotta, in genere impari, tra il torero munito di spada e il toro, ferito e sfiancato dai banderilleros, che gli conficcano nel corpo spuntoni accuminati prima del colpo finale, non sarà più in cartellone nella seconda città del Paese, quella che da sempre ama distinguersi dalla capitale.  Repubblica.it

Ho visto una sola volta una corrida dal vivo, non in Spagna ma a Bogotà. Sono rimasto choccato dalla violenza, anzi dal sadismo con cui era trattato un povero animale, così forte e così barbaramente umiliato. So bene che fa parte della cultura spagnola e anche della vita, divisa sempre fra bene e male. Ma è una pratica incivile che va abolita. E’ il primo passo quello di Barcellona, città magica (ah, le passeggiate per le ramblas), talmente bella che non ha bisogno di sangue per attirare. Speriamo che sia seguito.

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12 thoughts on “Corrida, ultimo atto

    1. P.S. Anche se mi rattrista sapere che domani, un altro innocente, sarà vigliaccamente torturato e barbaramente ucciso.

  1. ho seguito tanti anni fa a Barcellona la mia unica e ultima corrida , tanto sono rimasta addolorata dalla violenza verso mil toto vittima designata.
    Io ingenuamente non avevo conmpreso fino a qual momento che la vittima sacrificale era il toro , che il toro non avrebbe avuto scampo, una barbarie

  2. Io la corrida la ho vista in Camargue. Quella cruenta non mi è piacciuta, anzi, per fortuna è venuto un acquazzone e ce ne siamo andati. Ma lo spettacolo più bello ed emozionante è stata la corrida incruenta nella quale tredici ragazzoni vestiti di bianco con una fascia rossa ai fianchi si fanno rincorrere dal toro nell’arena e per evitarne le cornate fanno delle vere e proprie acrobazie. Mi sarebbe venuto da dire “ad armi pari” ma non è proprio vero. I ragazzi non hanno nulla per difendersi se non la velocità e l’agilità mentre il toro ha pur sempre un paio di corna da paura. Per una volta è l’uomo ad essere la preda.

  3. Era ora.
    E non dispiace se nelle ultime corride, i tori sacrificati a questa barbarie, eseguono un bel servizio con le corna, nel viso dei toreri, di chi organizza e di chi vede questi orrendi spettacoli.
    Stesso per le Encierros.

  4. Sono di ritorno da Barcellona e, l’unico ricordo dell’arena che mi porto nel cuore, è semplicemente quello dell’ormai grande centro commerciale di Plaça d’Espanya dal cui terrazzo ammirare il meraviglioso spettacolo della Fontana Magica! E sono contentissima così… :)

  5. Stavo riflettendo su questa stranezza.Non associo mai la Spagna alla corrida e mai lo sento fare da altri,mentre tu all’estero dici Italia e subito esce la parolina magica:mafia.Sara’ forzata come comparazione ma tutte e due sono segno di barbarie per un paese cosidetto civile…..

  6. Erica Jong le ha messe tutte insieme (ma non con la mafia), scrive così:
    ogni paese ha il suo circo, l’america ha hollywood, la spagna la corrida e l’italia la chiesa cattolica.
    bè se ci pensi… come darle torto?

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