Roma violenta

“Due vigili urbani in moto ieri sera hanno ammanettato un ragazzo, poi uno di loro ha iniziato a picchiarlo. Lo ha anche colpito al volto con il casco. Quello che ho visto non potrò più dimenticarlo Saranno state circa le 22.40, quando ho notato due motociclisti della municipale che sfrecciavano: inseguivano un ragazzo a bordo di uno scooter. Avrà avuto diciassette, forse diciotto anni. Lo hanno fatto scendere. Erano concitati, su di giri, lo hanno strattonato e preso a spinte, poi gli hanno messo le manette ai polsi. A quel punto è iniziato il pestaggio”.  Esordisce così, con la voce tremante dalla rabbia, una lettrice di Repubblica.it.  Ma il comandante dei vigili urbani di Roma contesta: il ragazzo era ubriaco, è stato lui ad aggredire.  Tutta la storia su Repubblica.it Nell’articolo è riportata la versione del comando della polizia municipale. Al di là delle responsabilità penali del ragazzo, che saranno accertate, ma è vero che è stato pestato quando aveva le manette ai polsi? A questo bisogna rispondere. Quella violenza era necessaria oppure era una vendetta? Il comandante fa appello ai “documenti dei verbali”: quali verbali, quelli della pattuglia? I vigili urbani avevano tutto il diritto (anzi, il dovere) di intervenire e bloccare il ragazzo, ma se è vero quello che è successo dopo, quando non era più in condizione di nuocere, siamo assolutamente fuori della legalità. Oltre che del convivere civile. Il comandante si dice indignato. Indignati siamo invece noi cittadini. Non accetteremo mai tutori della legge così violenti, anche se lo fanno per difenderci. Spero che esca qualche filmato. 

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27 thoughts on “Roma violenta

  1. Dai una divisa ad un uomo, anche di fattorino e quello che un minuto prima era un agnellino si sentirà leone e non piu gazzella… se questa divisa poi è di Vigile Urbano (dipendente comunale, faccio presente) ecco che si sentono Rambo e Goldrake.. Mi viene subito in mente un episodio analogo per la superficialità della difesa dei vigili quando a Firenze muore una ragazza di 17anni…
    Ma da un paese dove i comandanti della Diaz sono sempre in servizio e dove i poliziotti comandati da quei comandanti non si sono ribellati a quegli ordini (siamo mica in guerra che devi eseguire per forza) puoi aspettarti anche questo…

  2. Quello che non accetto infatti è proprio questa prepotenza. Anche se inseguono l’autore di una strage possono comportarsi così. Il loro compito è bloccarlo e consegnarlo alla giustizia. Tutto il resto è violenza gratuita, arroganza del potere che gli dà, appunto, la divisa.

    Diciamo che il G8 riguarda un altro contesto, che è quello delle manifestazioni. Ma di episodi singoli come quello di Roma, insomma legati a episodi di cronaca, ce ne sono molti e li ricordiamo tutti. Purtroppo in genere non pagano e questa è la vera ingiustizia.

  3. purtroppo ancora una volta sentiamo di soprusi sui deboli…sono inaccettabili tutti gli atti di prepotenza,soprattutto
    quando i responsabili sono coloro i quali dovrebbero prevenirli…

  4. Padre Brown!!!!!!!!! Salutami, per favore, sono io Sissi!…. già mi ha trattato male Pino… pace, peace! ti ricordi???… eri mio “fratellino”…
    sennò saluti a tutti, e veramente, proprio per sempre.

    N.B. STOP A QUESTA VIOLENZA INAUDITA e sotto TUTTI i fronti, in giro, proprio TUTTI, che non capisco cosa ci sta succedendo.

  5. Nel frattempo Repubblica ha trovato altri testimoni.

    “Basta”, “fermatevi”, “lasciatelo”. Urla, panico, sirene delle volanti. Caos in viale Angelico. Lorenzo Basile, 33 anni, ieri sera dopo la partita all’Olimpico della Roma era in strada e ha assistito al pestaggio di un giovane da parte di un vigile urbano, denunciato a Repubblica.it da una lettrice. “Ero uscito dallo stadio e stavo andando a cena al Ristorantino in via Muggia – racconta Basile – quando ho visto un vigile enorme, che potrei riconoscere tra mille, che aveva buttato in mezzo alla strada quel ragazzino. Poi lo ha fatto alzare e ha provato ad ammanettarlo vicino a un cancello in viale Angelico, ma il giovane si divincolava e non ci è riuscito. Alla fine le manette sono scattate: una volta bloccato il ragazzo, però, il vigile lo ha colpito con 4 o 5 pugni fortissimi in pieno volto, e il sangue ha iniziato a uscire”. Un mio amico – continua il racconto di Basile – si è avvicinato al collega del vigile per cercare di bloccare il pestaggio. “Ma l’altro vigile era sconvolto. Continuava a ripetere: ‘Oddio che ha fatto, è impazzito'”. Basile racconta anche di aver lasciato il suo nome agli agenti di polizia per testimoniare, e afferma che questa sera stessa presenterà denuncia alla questura. “Intanto le persone aumentavano – conclude -. Tutti continuavamo a ripetere ‘Lascialo, lascialo’. Ma il vigile stringeva forte le mani del ragazzo, che urlava è stato fatto salire su un’auto della municipale e sono arrivati altri vigili e poliziotti che hanno fatto allontanare in moto il vigile che aveva colpito”. Anche alcuni ristoratori della zona sono corsi in strada. Hanno raggiunto un capannello di persone: “C’era un giovane con il volto pieno di sangue, aveva un occhio tumefatto e le mani erano dietro la schiena con un vigile che lo bloccava – racconta un altro dei presenti -. All’inizio c’erano solo pochissimi vigili, poi uno di loro è stato fatto allontanare: è salito sulla moto in direzione San Pietro”. “Le altre persone che c’erano hanno iniziato a urlare ‘no, non lasciatelo andare via’. Poi sono arrivati altri agenti. Si è fermato anche un signore distinto in sella a un motorino per cercare di aiutare”, racconta Ivan, titolare del Ristorantino in via Carso. Anche il suo socio, Stefano, è arrivato sul posto. “E’ stato caricato su un’auto della municipale e portato via. Ho chiesto spiegazioni e mi hanno raccontato che era stato pestato dai vigili. C’erano tante persone, alcune avevano il cellulare in mano e hanno ripreso tutta la scena”.

    E intanto il comandante dei vigili continua a dirsi indignato, parla di diffamazione e minaccia querele. Pensasse seriamente a quello che è successo invece. Forse non si rende ancora conto di quanti testimoni hanno assistito alla scena. E se stavano per linciare quel vigile forse qualche motivo ce l’avevano. Non è che sono tutti pazzi. Fido nel rapporto della polizia per arrivare alla giustizia. La stagione degli energumeni deve finire. E anche di chi li difende.

    1. Adesso si mettono anche i vigili. Mi sa che nelle forze dell’ordine ci sia qualcosa che non funziona più. Troppa aggressività , troppa violenza. Posso capire lo stress a cui sono sottoposti gli agenti , ma ormai sono troppi i casi di pestaggi che sempre più di frequente si concludo con la morte di qualche ragazzino. Sembra di essere tornati indietro al tempo di Mussolini. Anzi, forse nel periodo fascista queste cose non succedevano nemmeno. Via questo governo di fascisti. Non possiamo avere come Ministro dell’Interno uno che appartiene ad un partito politico che parla di secessione e con un Ministro dell Difesa dichiaratamente fascista.

      1. Non buttarla in politica come al solito. Stiamo denunciando i fatti. Non c’è proprio bisogno di strumentalizzarli, diventa controproducente. Il governo qui non c’entra proprio niente. E di politica non c’è niente. Probabilmente è frutto della violenza che c’è nella società. Non essere banale, per piacere. Sfruttare il presunto pestaggio di un vigile urbano di Roma per invocare la cacciata del governo è puerile.

  6. non so se mi fa più incavolare il pestaggio da parte dei vigili o la ridicola difesa del comandante!
    Spero che paghino, se vengono accertate delle responsabilità…. ma visti i precedenti, ho qualche dubbio che le cose andranno secondo giustizia!

  7. Addirittura patetico è il riferimento ai verbali. Come se la verità fosse nei verbali scritti da altri vigili urbani. Spero, ripeto, che la polizia abbia invece sentito tutti i testimoni e ricostruito i fatti.
    Niente e nessuno potrà mai giustificare la violenza. Colpire una persona ammanettata, cioè non più in grado di difendersi nè di offendere, è contro la legge. Se sarà accertato, naturalmente, saremo indignati noi cittadini se a quel vigile non sarà fatto niente. Oltretutto, una difesa così ad oltranza, sentirsi così protetti, favorisce sicuramente la presunzione d’impunità.

  8. Il consigliere comunale Pd Athos De Luca annuncia che “presenterà una interrogazione per far luce sull’accaduto”. E l’onorevole Donato Mosella di Alleanza per l’Italia chiede che “il ministro dell’Interno faccia chiarezza” e annuncia un’interrogazione parlamentare: “Fare luce su questo episodio – conclude il parlamentare – credo serva a tutelare i cittadini ma nello stesso tempo a tutela e garanzia del buon nome dei vigili urbani”.

  9. Un sindacalista dei vigili urbani racconta che “durante tutta questa vicenda era presente anche il padre del ragazzo che anzi avrebbe cercato persino di calmare il figlio. Nessun pestaggio dunque, ma solo, ci viene riferito dagli operanti, una signora che inveiva contro gli agenti invitandoli ad andare a pestare il “loro” presidente del Consiglio!! In tribunale poi, nel processo per direttissima il ragazzo, assistito dal suo avvocato di fiducia, ha confermato la versione raccontata dai poliziotti municipali; tant’è che è stato richiesto il rito abbreviato per i reati contestati. L’agente intervenuto ha riferito che al termine del dibattimento processuale il ragazzo ed il genitore hanno cordialmente colloquiato con lui sull’evento scusandosi per l’accaduto”. Peccato che cozzi completamente con le (numerose) testimonianze.

  10. Speriamo questo non significhi qualcosa che si sta modificando….ok non buttiamola in politica ma i pestaggi da parte dei vigili fanno pensare ad una mano forte che spinge. Io non sto a Roma ,non conosco Alemanno…..

    1. @ iriisilvi
      Condivido quello che hai detto. Poi di questi tempi Roma sta vivendo una particolare stagione di violenza. Forse il Sindaco Alemanno, che aveva promesso “ordine e disciplina” , sente il fallimento della sua azione politica. Allora la prima cosa da fare per “farsi un po’ di pubblicità” è quella di dire ai vigili di usare il pungo di ferro. Poi come al solito qualche coglione si sente autorizzato a sfogare le frustrazioni sul primo ragazzino indifeso che gli capita sotto mano ( anzi sotto pungo ).

  11. Direi che è addirittura troppo facile buttarla in politica. Mi pare inverosimile che arrivi un ordine dall’alto di pestare i ragazzini, colpevoli o meno, in motorino all’uscita dello stadio. Prendiamo l’episodio per quello che è (quando sarà accertato): l’arroganza di un uomo in divisa.

  12. Ok Pino ma non puo’ essere che si incita all’ordine e disciplina assoluto… come ipotesi ovviamente .Magari è solo uno sfigato, arrabbiato con il mondo che lo fa lavorare alla sera…..e con i ragazzini in motorino che rompono ,oh se rompono.

    1. @ Pino
      Certo che si sentono intoccabili. Alla fine i responsabili della macelleria del G8 sono tutti liberi e tranquilli. Addirittura qualcuno ha fatto pure carriera. Se ci fossero pene severe per queste mele marce credo che ci penserebbero due volte prima di pestare un ragazzino. Ma sono protetti perché alla fine anche le forze dell’ordine sono una casta. Di fatti se vuoi entrare a farne parte o hai una buona raccomandazione o devi essere figlio di qualcuno che già ne fa parte.

  13. “Io purtroppo non ho assistito a tutta la scena – spiega un lettore che ha inviato una foto dei vigili con il ragazzo a Repubblica.it – ma sul luogo sono arrivato dopo poco e non c’erano signori col cane, padri o segni di colluttazione sul volto del poliziotto. Il lettore spiega anche di aver visto i due vigili passando in auto su viale Angelico: “Il ragazzo non aveva ferite e ancora non era ammanettato – spiega – e quello senza casco (un uomo alto due metri, molto robusto e con i capelli brizzolati) teneva le mani intorno al collo del ragazzo. Poi ho parcheggiato l’auto poco lontano e quando sono tornato indietro ho trovato tutte le persone che stavano intorno che urlavano. Il ragazzo era ferito e ammanettato. Mi hanno raccontato che i vigili lo avevano sbattuto sul cofano di una macchina e, dopo avergli messo le manette, l’agente senza casco ha iniziato a picchiarlo”. E ad una ragazza che insieme a moltri altri spettatori gli urlava di smettere, il vigile ha urlato: “Zitta che dopo tocca a te”. Inoltre il lettore spiega che ai poliziotti sopraggiunti dopo il pestaggio molti hanno lasciato le proprie generalità offrendosi di testimoniare sull’accaduto.

  14. Difficile che io commenti la violenza, di qualsiasi genere e da qualsiasi parte provenga, perchè proprio come tale si commenta da sè, non è che ci sono ‘ragionamenti’ da fare. Nemmeno è una novità constatare che c’è chi è professionista e chi non lo è, chi è leone con le pecore e pecora con i leoni, tutto già risaputo.

  15. «È stato terribile, non dimenticherò mai la violenza di quel vigile: ha impugnato le manette e le ha usate contro di me come tirapugni». Le parole di un ragazzo di appena diciott´anni e il verbale di arresto di quello stesso giovane firmato da due agenti della municipale e convalidato da un giudice del tribunale di Roma. Due versioni opposte di una stessa storia. Le parole, peraltro tardive, contro gli atti, le carte. È giallo su un presunto pestaggio avvenuto a Roma, in zona Prati, martedì sera. Ha il volto pieno di botte e lo zigomo incerottato, Andrea Di Stefano, 18 anni e qualche mese, arrestato per lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale, poco lontano dallo stadio Olimpico, dove era appena finita la partita Roma-Siena. Un caso che sembrava banale, uno dei tanti, quello di un giovane senza patente e un po´ alticcio, un ultrà magari frustrato, che se la prendeva con i vigili e finiva in manette. E così è stato trattato. Dagli agenti che lo hanno fermato, dal giudice che ha convalidato l´arresto rimandandolo subito a casa perché incensurato, dallo stesso ragazzo e dal suo avvocato. Liquidato in pochi minuti ieri mattina in una delle aule in cui celebrano i processi per direttissima. Repubblica.it

  16. «Non abbiamo ancora chiarezza da questo punto di vista. Ovviamente la polizia municipale sta conducendo un’inchiesta interna per sapere se questa storia ha fondamento o no»: così il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

    Sì, inchiesta interna. Quando il comandante dei vigili, a episodio ancora in corso, si è subito apertamente schierato. Pensate un pò quanto può essere approfondita (e oggettiva) l’inchiesta.

  17. Le foto che hai postato valgono più di qualsiasi verbale.
    A meno che il neo maggiorenne non ha deciso di prendere a testate le manette dei pizzardoni romani.
    Certo, questo non è il luogo per fare processi, ma almeno qui è chiaro chi è che deve dare spiegazioni sulla vicenda.
    Eccesso di difesa? non sembra, possono scrivere quello che vogliono sui verbali, ci sono le testimonianze e le ferite.

  18. Per avere indebitamente intascato 25mila euro dopo aver truccato i verbali di infrazione stradale, sono stati arrestati Pierangelo Valorio, capo della polizia locale di Arconate (centro in provincia di Milano il cui sindaco è il sottosegretario ai Trasporti e coordinatore del Pdl lombardo, Mario Mantovani), e due agenti, di cui uno non più in servizio. I tre, ovvero l’intero personale del comando, sono accusati di associazione per delinquere, falso e peculato: avrebbero soppresso o modificato un centinaio di verbali di contravvenzione elevati per gravi infrazioni facendo risultare di avere incassato somme inferiori a quelle effettivamente incamerate. Le ordinanze sono state firmate dal gip Bruno Giordano, su richiesta del pm Ferdinando Esposito, dopo la denuncia di un cittadino.

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