L’ultima vittima

Non scopro alcunchè di sconvolgente se dico che ormai la nostra vita è uno specchio. Se non passa in televisione, significa che non è successo. Discutiamo di divi mezzidivi e share manco fosse la crisi cosmica. Ci accapigliamo appresso a vere o presunte rimozioni. L’ultima vittima è la MagnaCosta, conduttrice bravina e di bell’aspetto, dunque capace di trascinare gli animi.  Sia chiaro: rispetto al suo ex partner e soprattutto a chi l’ha sostituita fa un figurone, probabilmente meritava miglior sorte e maggior tatto. Ma a leggere della sua “disoccupazione” ribolle il sangue mentre risulta patetica la sua “scorza dura” che le permetterà (garantisce) di “sopravvivere anche a questo”. Regina del 7 per cento, che è un traguardo molto modesto, s’infuria perchè, da quel che sembra, dovrà stare un anno in panchina (comunque scrivendo un libro già contrattualizzato). Penso a quei giovani giornalisti precari (migliaia) che devono sopravvivere davvero e passo oltre, per non dire cose veramente spiacevoli.

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40 thoughts on “L’ultima vittima

  1. Caro Pino, il mondo dei “privilegiati depressi” è veramente sconcertante; a parte gli abiti “griffati” e un look tutt’altro che sobrio (della serie: “sono io la notizia, non ciò di cui parliamo”) trovo ancora più sgradevole lo spazio esagerato che le viene dedicato dai media e, come te, anche io mi astengo dall’aggiungere altro.

    • Bravo: ecco la signorina è del tipo “sono io la notizia”. Purtroppo la colpa è dei giornali che della sua sostituzione ne fanno un “evento”. Manco fosse Oriana Fallaci.

  2. La questione è un po’ più sottile e indipendente dal caso singolo e riguarda le pari opportunità tra i sessi. Perchè sostituire (sempre) lei e non lui? La domanda è retorica, visti gli scempi nei confronti del rispetto verso le donne svelati negli ultimi giorni con il silenzioso beneplacito delle stesse.

  3. Cara Elena, ma quale sottile! Mica vorrai credere che sia stata sostituita in quanto donna. Anzi, sicuramente era molto più gradevole (dunque, di successo televisivo) di Porro e di Telese. E non mi pare – parere personale – che possa rappresentare comunque la povera vittima del sessismo. Proprio i fatti degli ultimi giorni hanno dimostrato – per altri casi – che bisogna stare molto ma molto attenti a santificare…

    • Indubbiamente, io non santifico nessuno e ho specificato che la situazione è “indipendente dal caso singolo” e gli avvenimenti degli ultimi giorni dimostrano proprio che non c’è parità di opportunità nell’accesso ai posti di responsabilità e di potere.

      • Beh, magari hai scelto un momento sbagliato … visto che è il periodo delle donne-direttore….
        (In ogni caso una conduttrice non ha proprio potere, dunque non può essere l’icona della riscossa)

  4. Me li hai demoliti tutti….uno per uno
    Chissa’ se da orfana riusciro’ a capirne qualcosa,non del vostro mondo sia mai ,ma di cio’ che mi gira attorno
    Forse è il momento di leggere e ascoltare le notizie con la natura del Buddha senza contaminazioni o attaccamenti e con il potere di distinguere i fatti dalle illusioni.

  5. L’hanno sostituita per riequilibrare il programma che era troppo spostato a sinistra. Anche La7 , partita come rete che dichiarava di voler fare un’informazione indipendente , si sta allineando al quel sistema partitocratico che rende l’informazione incomprensibile. Ora c’è Porro , il segugio. Ma che schifo……
    Eliminata anche La7 dal “mio palinsesto”. Mi rimane solo Rai3 ;)

  6. Se parli di equilibrio, c’è Telese adesso contro Porro. Ma il discorso di fondo (vale per le illusioni) è che troppo presto si danno etichette di libertà. Si definisce “libera” sempre la tv che rappresenta le nostre idee. Ma non è democrazia.

  7. Dico la verità: comincio anche a essere stufo di ristabilire le cose come stanno, fuori da etichette, schieramenti, passaparola, girotondi, mailing-list… Ma chi me lo fa fare? Ormai viviamo in una società “pecorona” dove si fa fatica a ragionare e ci si accoda al profeta del momento. Facebook poi ne è la sintesi sublime dove è facile mettere “mi piace” o condividere o far parte di un gruppo. Capisco che è triste, evidentemente abbiamo bisogno di nuovi profeti. E non ne troviamo.
    Silvana, non è che te li demolisco tutti, è che ne ho piene le tasche di falsi martiri. C’è addirittura chi è diventato supermilionario praticando il mestiere di vittima. Senza qualunquismo, sappiamo tutti chi sono le vere vittime.

  8. @ Pino
    La libertà di informazione io la vedo come la possibilità di fare un programma che sia “sbilanciato”. Ognuno ha diritto di dire ciò che pensa. Io credo che abbia più senso fare due trasmissioni , una magari condotta da Santoro e una condotta da Bel Pietro. Ma non una sterminata quantità di programmi che hanno lo stesso ” Format ” del contraddittorio obbligatorio e permanente. Se io voglio criticare la destra non devo essere obbligato ad invitare uno che mi smentisca. Che lo faccia in un suo progrmma o sul suo giornale. La verità è che le trasmissioni di “sinistra” fanno un buon ascolto mentre quelle messe in piedi dalla destra sono state tutte un flop. E per questo motivo hanno imposto la teoria del contraddittorio permanente che genera solo confusione in chi guarda quelle trasmissioni.

  9. Non è così, non è vero che sono un flop: dipende dalle trasmissioni.
    Questa è una tua idea, piuttosto originale. Facciamo tanti giornalini così ognuno sceglie il suo? La libertà d’informazione è rappresentata sempre dalle due parti, dal contraddittorio. E’ una regola precisa. Io voglio un dibattito, non trasmissioni di parte. Ognuno ha appunto il diritto di dire ciò che pensa, ma sullo stesso argomento e nello stesso momento.

  10. Personalmente la mia trasmissione ideale è “Report” della mitica Gabanelli. Un giornalismo di inchiesta che mostra la realtà così com’è. Senza il fastidiosissimo commento di politici e di giornalisti schierati.

  11. Un’ottima trasmissione. Ma ricorda sempre che la verità assoluta non esiste. Esistono i fatti. Che contengono almeno due verità.

    (Vedi, già definisci mitica la Gabanelli. E’ molto brava, ma perchè mitica? Le inchieste le fanno gli inviati, non la conduttrice. Tutto distorto, tutto appunto mitizzato).

  12. Io leggo Pino e cerco di farmi un’opinione.E’ difficile credimi stare da questa parte,pensare che la manipolazione è all’angolo che ti fa l’occhiolino e tu niente ci puoi fare se non tentare ,debolmente,di reagire.Vero:ognuno di noi legge,commenta,fa sintesi di quello per cui si ritrova e si inorgoglisce se alcune volte il tuo pensare è corrisposto da qualcuno che ammiri.Non è questa la democrazia vero? Siamo tutti dei pecoroni all’altare di Zuckerberg….beh io che non sono nessuno sto male quanto te e non mi piace neanche un po’ che per avere visibilita’ si debba diventare martiri anzi finti martiri miliardari.Siamo tutti beoti che attendono il liberatore in nome di cosa?
    Non ci capisco piu’ nulla ma non so se questa passivita’ latente e strisciante possa far piu’ danno di un’idea alla Francesco”sparala piu’ grossa che puoi tanto qualcosa o qualcuno colpira’ “

  13. “La verità non esiste. Esistono i fatti.”
    Sta proprio qui a lato questa frase.

    Forse, si confonde il termine Verità con “punto di vista”.
    Mi hanno sempre insegnato che la verità è una, ma vista da diverse angolazioni, quindi interpretabile a ciò che ci fa comodo, o in base alle proprie formazioni culturali.
    E se non si vede, non significa che non esiste.
    Per ritornare all’ argomento: anche nel Giornalismo, si crede che presa una poltrona, debba stare attaccata al fondoschiena all’ infinito.
    Fate un lavoro entusiasmante e utile, si. Ma mica siete santi.

  14. Ovvio che è una provocazione: la verità esiste. Ma ognuno vede la “propria”.
    Sul fatto della poltrona sono d’accordissimo. Ci si scandalizza quando si è sostituiti, dimenticando come si è ottenuto quel posto: i meccanismi sono gli stessi.
    Di santi infatti non ne vedo in giro ;)))

  15. Beh allora provocazione per provocazione pure i fatti ci vengono raccontati e sono sempre mediati da chi li legge con il proprio occhio.Io continuo a volermi fidare da chi mi racconta,senza verita’ ,ma con la consapevolezza di essere testimone.

  16. Ho appena detto che ognuno ha la sua verità. Anch’io mi fido solo dei testimoni diretti, quando sono attendibili. Sono mesi e mesi che vado ripetendo, per esempio, che sulla Libia sono state dette un sacco di fandonie. Ormai lo hanno capito tutti, solo che io l’ho detto a maggio (ho il libro “Shabab” come prova).

  17. Io invece proprio non capisco, non capirò mai…perchè continuano a venire attaccati e tacciati di vittimismo giornalisti/e che si costruiscono la propria professione e la propria vita esattamente come fa il mondo intero. Io questa cosa proprio non la capisco! Come si è ottenuto un posto poi bisogna saperlo con certezza: una di queste è quando in fase di intercettazioni si sente un Porro che dice “ora gli facciamo un culo così”, per esempio. O personaggi non qualificati che fino all’altro ieri erano starlette (noti anche nelle cariche istituzionali). Allora in questi casi….. è palese. Ma su ciò che è palese si preferisce sorvolare, certo che banalità.
    Intanto sono andati via Santoro, neanche più a La7 – e aveva l’ambiziosa pretesa di chiedere delle semplici garanzie – la Dandini, Maurizio Crozza – che ora forse torna, ma intanto gliel’hanno tolto quel suo programma che funzionava benissimo – Saviano e Fazio con “Vieni via con me”, poi chi altro…. vedrete che tra un po’ saranno a rischio anche Gabanelli e Fazio. Con buona pace della democrazia, appunto.

    (ah! boicottare perfino un film di Madonna…. poi, bisognerebbe ricordarsi che queste cose avvengono solo in Cina… dove hanno tolto i poster di Sharon Stone).

    • Vittime vittime vittime oh quante vittime. Ben pagate, però. Pagatissime.
      Evvai tutti nel grande circo del pianto: come se la Dandini fosse uguale alla MagnaCosta. C’è appena qualche decennio di televisione di differenza.
      Ognuno la pensi come gli pare. E magari metta pure un lumicino sotto i santini, dica una preghiera, faccia quel che vuole.
      Per me, di fronte a tanti giovani precari, è scandaloso, addirittura indecente battersi per le “disoccupazioni” d’oro. Se siamo seri.

      • Io non santifico nessuno – per quanto a volte tenda a idealizzare…ma questo proprio nella vita stessa, mi capita spesso quando ho stima di qualcuno, e peggio per me se poi magari rimango delusa, è un problema mio semmai. Nè faccio paragoni: nel giornalismo come nell’arte, quelli veri…logicamente, non hanno senso i paragoni.
        Allo stesso modo non mi piace mischiare i discorsi, per quanto importantissimi entrambi, ma preferisco la chiarezza: una cosa è il giornalismo, una cosa è il precariato. Sono due argomenti diversi. Come già accennato sopra, la vergogna sta tutta in certe squallide scorciatoie…. chiamiamole così come eufemismo, di gente senza contenuti che va avanti come sappiamo. Un’altra è trovare addirittura vergognoso che una giornalista – magari non un genio incompreso ma ho forse parlato di geni? – ancora giovane, in piena carriera professionale, comunque con delle qualità…visto che perlomeno avrà studiato, s’incazzi perchè sostituita, e per giunta da un Porro. Trovare vergognoso che siccome ci sono i precari… allora una giornalista che pensa a sè e al suo lavoro esattamente-come-tutti I repeat non debba pensare ai propri diritti e alla propria professione, al momento interrotta. Boh! Vi capite da soli, come al solito.
        Sennò il discorso è un altro, e allora parliamo della vergogna del precariato e della non meritocrazia: per l’appunto tutto un altro discorso.

        • Il discorso è lo stesso. Ci sono migliaia (ripeto: migliaia) di giovani giornalisti disoccupati che hanno studiato e sono bravi. Ma non trovano un buco. Chi l’ha trovato e magari per un attimo, ma solo per un attimo lo perde, la smetta di frignare. Tutto qui.

          (Non è che ci sono i giornalisti e ci sono i precari. Il giornalismo oggi è il bacino più grosso di precariato: Ci sono giornalisti che a quarant’anni non trovano neppure il contratto da un mese. Non lo capisce solo chi non ne capisce niente di questo mestiere e confonde la popolarità della televisione con chissà quali meriti e magari addirittura la santità).

          • Ma perchè deve smettere di frignare! è proprio questo il punto che non capisco! ma perchè se ha lavorato per un attimo deve sentirsi graziata, accendere ceri – per rimanere in tema, visto che ti è presa con sti ‘santini’ – e tornarsene buona buona a casuccia a far tortellini? ma che discorso è?!? E’ proprio questo che non capisco! Ma perchè se in un qualsiasi settore professionale uno/a ancora giovane viene all’improvviso stroncato non dovrebbe incazzarsi? non lo capisco.

            Diversa è l’altra parte del discorso perchè, pur non capendone assolutamente niente di giornalismo, lo so……. sono consapevolissima che ci sono ottime persone, preparate e senza chance. Lo so! Le intercettazioni di questi giorni sono già abbastanza chiare. E dirò di più: hanno veramente se non altro fatto cadere quel velo d’ipocrisia per cui adesso non abbiamo più i minimi dubbi di come si fa carriera! in certi ambiti. E guarda che io sono mooolto incavolata per questo. E non perchè non ne avessi avuto le possibilità… ma perchè mi ritengo anche una povera cretina…. sicuramente, ma anche con un briciolo in più di dignità – oltre che di intenzioni serie e di fatto… di studio. Allora insisto che siamo alla deriva, lavoro non ce n’è, o funziona tutto come sappiamo – senza bisogno appunto di confondersi ulteriormente le idee con le popolarità da starlette.

          • Ok, facciamola frignare. Ma non dica scemenze, presentandosi come vittima del maschilismo. Il problema è un altro e lei lo sa benissimo.
            L’importante è che non si senta una vittima. Anche perchè stroncata de che? Ci metterà pochissimo a rientrare nel giro. E’ che la televisione dà alla testa, ci si sente insostituibili, divini, tutti quei fans che carini. Simona Ventura pareva immortale e invece la Cabello è più brava di lei.
            Il problema è per chi nel giro non entrerà mai. E non certo per incapacità.

  18. Pero’ ammetterai che alcune volte ci si puo’ sbagliare o solamente credere ,in buonafede, che l’assoluta ricerca dell’obiettivita’ è come il santo graal:tutti ne parlano ma nessuno l’ha mai visto.E che si puo’ partire da un’idea iniziale per poi rendersi conto di essere stati gabbati.Molte volte ci si ingabbia da soli,dentro convinzioni logore che puzzano .Sarebbe piu’ opportuno lasciar perdere e vivere in una posizione amebica che tanto vale?
    Ci vorrebbe Giorgio ora “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”

  19. La verità è una sola. Lo sappiamo tutti. I punti di vista sono solo “punti di convenienza”.
    L’evasore fiscale ti dirà che le tasse sono troppo alte e quindi è giusto evaderle. Chi ha un lavoro da dipendente ti dirà che l’evasione non può essere giustificata in nessun modo considerando poi la condizione attuale in cui ci troviamo. Ma la realtà qual’è ? Semplice , in Italia ogni anno tra evasione , lavoro nero e corruzione vengono sottratti alla collettività circa 400 miliardi di Euro. Poi avoglia a fare discorsi e vedere la cosa da mille punti di vista.

  20. A proposito di televisione (tanto per dire come siamo messi….)

    Notiziona! Paolo Crepet a La vita in diretta: “Ogni volta che un bambino viene sottratto da una parte e spedito da un’altra è un trauma” (da Mariano Sabatini)

  21. Mi era sfuggita la… ehm… notizia.
    Comunque sul “Corriere”, a domanda: “Cosa farà nei prossimi mesi da disoccupata?” Lei ha il buonsenso di rispondere: “I disoccupati veri sono altri. Io sono comunque una privilegiata. […]”
    Per il resto, se crede di aver subito un’ingiustizia, può sempre presentare denuncia al Tribunale del Lavoro. Perché mai dovremmo occuparcene noi?

  22. Tribunale del Lavoro? Fino a prova contraria certi contratti sono a termine, legati alla trasmissione. Se l’azienda ha deciso di sostituirla magari ha sbagliato, ma ne ha tutto il diritto. Se non è così, faccia causa. Appunto. Ma la colpa è dei giornali, come dicevo.

  23. Caro Pino, faccio qui la mia sommessa considerazione invece che continuare sopra, che sembrerebbe una poco gradevole conversazione a due voci. Forse avrò scelto il momento sbagliato, ma a me pare che una berlinguer o una varetto non facciano primavera e che per l’accesso concreto alle pari opportunità, nel giornalismo come altrove, si debba dare molto più spazio al valore (mi sta diventando antipatico il termine “meritocrazia”). Invece il modello dominante è quello che ti suggerisce di farti una passeggiatina nel lettone di putin del capo, di qualsiasi capo. E questo è lo spirito dei tempi, nonostante ci siano un sacco di persone che lavorano onestamente senza compromessi, ma nessuno, o molto pochi, se le fila. Sarò troppo depressa? may be, ma mi sento soffocare da questa regressione che stiamo vivendo.

  24. Sono assolutamente allineato e solidale, non per puntualizzare ma pensi che certe scelte siano fatte con la pistola puntata alla tempia? Purtroppo, non solo per le donne, è la fase storica della “scorciatoia”. Molto triste.

  25. enaparola….. per capirci qualcosa ho dovuto leggere il post ma pure tutti i commenti….
    e non ho capito che conduceva sta MagnaCosta/CostaMagna: ma il cognome si scrive proprio così. Beh è adatto é? ;)

  26. mi mancano le inchieste… quelle di Zavoli, quelle di Joe Marrazzo,… un certo tipo di giornalismo televisivo non fatto da capipopolo! E allora ben vengano trasmissioni come Report o Presa diretta,
    Ma mi mancano figure come quelle di Igor Man, di Biagi, di Arrigo Levi….
    E meno male che c’è il proprietario di questo blog!!

  27. “Dov’è il problema? Ma chissenefrega se una è bella o brutta o così così. Non credo che l’estetica sia una categoria decisiva per tenersi o perdere un posto di giornalista davanti alla telecamera. Si chieda piuttosto «la bella Luisella» se la sua rimozione non sia magari stata determinata dalla pessima abitudine di interrompere gli interlocutori e di sovrapporre la sua voce a quella di un Tizio impegnato a rispondere. Pessima abitudine che quei cattivoni dei maschi definiscono maleducazione”.

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