La ragazza del ’19

Mi ha lasciato quando ho cambiato vita. Era sempre spaventata, naturalmente, quando ero fuori e chiedeva solo che le fossi vicino nel momento dell’addio. Ha scelto un giorno storico, l’11 settembre, perchè la madre di un inviato non è una donna qualsiasi, è un pò inviata anche lei. Bisognerebbe scrivere un libro sulle madri degli inviati. Facevo questo mestiere da tanti anni, ma non ha mai capito fino in fondo quello che facevo. Le mischiavo le località, dicevo Pale invece di Sarajevo fidando che non capisse dove andavo, minimizzavo sempre poi accendeva la televisione (in realtà era accesa tutto il giorno) e scopriva dove stavo. Allora pregava. Però una madre resta una madre. Ricordo che in collegamento dai Balcani avevo il giubbotto antiproiettile e per terra si vedeva un pò di neve. Al telefono mi disse: “Vedo che fa freddo, copriti”. Come se il pericolo fosse stato il freddo. Una volta mi chiese: “Ma perchè vai lì, c’è il terremoto!” E io: mamma, ma io vado proprio perchè c’è il terremoto. Le prime volte che mi sono ritrovato dentro una guerra ho scoperto tutto quello che mi aveva raccontato dei bombardamenti a Roma, delle fughe nei rifugi, della carestia. Era di una generazione che non ha avuto una vita facile, ma anche una tempra fortissima e grandi valori che mi ha trasferito. Forse non sono stato un ottimo figlio, ma sicuramente era molto orgogliosa di me, ero il suo gioiello, si vantava di me. Almeno questo sono riuscito a darglielo.   “Nel 1919”

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45 thoughts on “La ragazza del ’19

  1. Se mi ami non piangere!
    Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
    se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento
    in questi orizzonti senza fine,
    e in questa luce che tutto investe e penetra,
    tu non piangeresti se mi ami.
    Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
    dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
    Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli
    al confronto.Mi è rimasto l’affetto per te:
    una tenerezza che non ho mai conosciuto.
    Sono felice di averti incontrato nel tempo,
    anche se tutto era allora così fugace e limitato.
    Ora l’amore che mi stringe profondamente a te,
    è gioia pura e senza tramonto.Non piangere più, se veramente mi ami!
    Padre G. Perico – Sant’Agostino

    Ti abbraccio caro PIno.

  2. Il tuo ricordo di lei è degno dell’orgoglio che provava per te.
    Anche mia mamma ha scelto un momento importante, per andarsene. Era una ragazza del ’44 e non c’è stato luogo in cui non mi abbia raggiunto. E non era sempre facile farlo…

  3. Non esistono ottimi figli, e poi i bilanci si fanno sempre alla fine. Aveva ben motivo di essere una mamma orgogliosa, perbacco. Come hai motivo di esserlo tu per averla avuta accanto per tanto tempo (io l’ho persa che avevo 17 anni). Grazie per averlo raccontato qui.

  4. Pino un forte abbraccio, una mamma che muore è un pezzo importante della nostra vita che vola via per sempre, allora scopri che puoi solo piangere e pregare (se lo credi giusto)..Anche il giornale per il quale scrivo, Positano News, pubblicherà il tuo scritto, in onore di tua madre, coraggio, la mia è morta in un freddo giorno di febbraio del 2004.
    Giovanni Farzati, reporter senza frontiere, Positano News

  5. un omaggio di un figlio ad una mamma straordinaria , come straordinaria la mamma di Aisa una mamma stupenda che ho conosciuto a bologna in chirurgia pediatrica ricoverata da febbraio con un bambino malformato , probabilmente frutto dell’uranio impoverito, Aisa viene da Sebrenica, Lei Aisa è stata salvata da un’altra mamma speciale la sua , quando si è accorta che i serbi violentavano tutte le donne e le bambine .
    Una sera ha preso per mano Aisa e le sorelle per portarle lontano dai serbi , aveva poco prima assistito ad una violenza inaudita , una mamma nel campo con in braccio due gemelline , il serbo si è avvicinato ne ha sgozzato una poi ha intimato alla mamma di non piangere, di non urlare altrimente l’avrebbe fatto anche con l’altra , Ebbene questa mamma con tanta forza è riuscita ad allontanarsi , aveva ache un bambino in pancia .
    Finita la guerra il padre non è piu’ tornato, la madre ha allevato 4 figli.
    Ora Aisa 25 anni si trova ancora a soffrire per salvare questo suo figlio , meravigliose queste mamme , tremende le guerre le violenze non viengono solo dalle bombe ma dalla bestialità dell’uomo

  6. Quando manco’ mio padre mi sentii per lungo tempo, come se una parte di me se ne fosse andata insieme a lui.Era ancora troppo giovane e mi sentivo colpevole per non avere capito e per non essergli stata vicina.Eppure non ero lontana da lui ,solo distratta dall’eta’ ingrata .Quell’eta’ che non ti permette di capire quanto importanti siano i tuoi genitori,fino a quando non li perdi.
    Questo ho cercato di spiegarlo a mio nipote in quei durissimi,maledetti giorni in cui perse suo padre.Ma non ci sono parole.Non ce ne sono di belle o di brutte.Come non ci sono parole di vicinanza ,parole per spiegare un dolore così grande.Solo il silenzio .

  7. Affettuose condoglianze caro Pino.La tua “lettera” mi ha emozionato e commosso ,ricca di sentimento
    che riveli anche raccontando piccoli particolari sulle sue preoccupazioni relative al tuo lavoro.Ora è un angelo che da
    lassù ti guida e ti protegge.Un abbraccio MSILVIA

  8. Caro Pino, caro vecchio amico dei tempi belli e spensierati, ho letto ora della morte di tua mamma e non poteva averlo fatto che in una data così memorabile e significativa.Sono certa che ogni anno tutte le persone che ti conoscono e che sono legate a te, inevitabilmente l’11 settembre riporteranno alla mente anche il suo ricordo ed avranno un pensiero ed una preghiera anche per lei. Ti abbraccio e ti sono vicina con tutto il mio affetto.

  9. Mi hai fatto piangere… :’)
    Mi hai fatto venire in mente le mie nonne… anche loro mi raccontavano della guerra, delle distruzioni, dei rifugi, dei sacrifici, delle notti insonni. Al di là di quanto hai potuto vedere nel mondo, di catastrofi e guerre, non sarà mai uguale a quel che han vissuto loro, alle loro sensazioni perché sapere di avere una casa, un tetto, una certezza di vita oltre la guerra è una speranza che loro non avevano. I veri eroi, ho sempre pensato, sono loro. Quella generazione, l’ultima, che ha vissuto la guerra; l’ultima generazione che ha visto i più anziani essere capofamiglia ma anche la prima che ha dovuto passare il potere ai figli. Ho notato che un po’ tutti gli anziani hanno gli stessi vizi: non vogliono abbandonare le loro cose (perché sono stati già costretti a farlo una volta e ora ne sono gelosi), non voglio abbandonare le loro abitudini (perché fanno parte delle loro certezze) e pretenderebbero di “comandare” i figli in quello che fanno (perché ai loro tempi quando erano giovani sono stati a loro volta comandati da chi era più “grande” di loro). Ho provato tanta tenerezza per queste persone, nella loro confusione e nella loro fatica a capire con quanta velocità dopo la guerra si muoveva il mondo. Quando se ne sono andate le mie nonne ho sentito come se qualcosa si fosse spento per sempre. Sono le voci che non ci sono più. Voci testimoni di un tempo che presto sapremo studiare solo sui libri di scuola ma nessuno udirà più i suoni, i rumori, i lamenti.
    Condoglianze, Pino.

  10. l’11 settembre, di tre anni fa, all’alba di un giorno autunnale, mentre il sole ad est squarciava le poche nubi all’orizzonte, oltre gli alberi di melo della mia campagna, il mio papà esalava l’ultimo respiro, diventando il mio angelo….sa , Pino, ha raggiunto suo fratello, dopo 70 anni….quel mio zio , che lei conosce , Enzo, disperso in Russia, di cui abbiamo tanto parlato e di cui lei mi ha aiutato a rincorrere la tracce e i…ricordi. Ora , anche papà è diventato un…ricordo…ma solo per ciò che riguarda i gesti e il calore dei suoi abbracci….lui è qui, con me, sempre.
    Invisibile ma persistente.
    E come la frase che ho dedicato ad Enzo, e che appenderò ad un tronco di betulla, laggiù in Russia, fra pochi giorni, così dico a lei, queste semplici parole:
    ” Quando si scompare, non si muore; si diventa solo invisibili ”
    Le auguro, Pino, di riuscire ” a vedere” sempre , d’ora in poi, attraverso il velo celeste del tempo, gli occhi di sua madre……..e di “sentire”, fra i fremiti delle foglie, smosse dal vento, il tocco leggero e impercettibile di una mano, che le sfiora una guancia : la tenera mano di un angelo, provi a chiamarlo…..”mamma”..
    un dolce abbraccio.

  11. Mi dispiace tanto. Sono commossa. Non puoi che esserne orgoglioso: ti ha reso libero di scegliere la tua vita, come solo una mamma che vuole tanto tanto bene sa fare. Ora ti protegge da lassù. Un abbraccio a te e un bacio alla tua mamma.

  12. caro Pino come sempre mi capita ultimamente non avevo capito. avevo letto il tuo post mi era piaciuto molto , ma non l’avevo legato alla perdita recente della tua mamma, perdono una mamma speciale per un figlio speciale e amato da tutti noi , un saluto particolare a una ragazza del 1919

  13. Forse non sarai stato un ottimo figlio (sempre secondo il tuo giudizio) ma sicuramente sei stato un figlio speciale che ha reso orgogliosa la madre, cosa che non è affatto scontata.

    Mi dispiace molto che tu l’abbia persa, ma ciò che resta di lei è un patrimonio di ricordi ed esperienze che nessuno potrà mai portarti via.
    Un abbraccio.

  14. Ho letto parole bellissime…ma penso anch’io che non ci sono parole per dolori così grandi.

    Se anche le ore ci separano di nuovo

    Siamo sempre insieme nel sogno

    Come sotto un albero in fiore.

    Disimpareremo tutte le parole che sono gridate

    E parleremo di noi come può fare una stella

    di un’altra stella

    Disimparando tutte le parole gridate

    Come sotto un albero in fiore.

    Reiner Maria Rilke

  15. Caro Pino, Lei ti resterà sempre vicino. Una madre anche quando si spegne la sua luce illuminerà ancora la tua strada. Sono soltanto questi i veri valori.

  16. M’arincresce Pi, ma er commento de sopra è sortito co l’avattarre co ‘n mostro azzuro. Nun è corpa mia, gni tanto sorte e me perdo er trulletto. ‘N abbraccico

  17. L’amore che lega una madre al proprio figlio non ha eguali. L’amore tra un uomo e una donna può anche finire, ma quello eterno esiste solo tra i primi due. Il legame di sangue li unisce per sempre così come l’istinto protettivo di una mamma che si preoccupa perchè tu non senta freddo, supera quello del rischio della vita, non perchè non ci pensi ma solo perchè in merito non saprebbe cosa dirti, ci si sente impotenti..ed evita di dare raccomandazioni che consapevolmente ritiene da subito inutili.Da mamma che sono comprendo la sua perenne non serenità. Con i ricordi di lei stai continuando ad essere un figlio esemplare e lei continua di certo a sentirsi fiera di te. Lettura he mi ha commossa. Continua così, ora tocca a te proteggerla nei ricordi.

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