Tutti in piazza per i marinai

Sono ormai circa sette mesi che nel Corno d’Africa sono state sequestrate le navi “Savina Caylyn” e “Rosalia D’Amato” dove, tra decine di marittimi rapiti e tenuti prigionieri sotto il tiro delle armi, ci sono Enzo, Giuseppe, Gennaro e Vincenzo, i quattro cittadini di Procida che pur di guadagnarsi da vivere onestamente, rischiano quotidianamente la vita lontano dalla propria isola e dai propri affetti girando il mondo in lungo e in largo. Dinanzi al perdurare di questo assurdo dramma che continua nonostante le allarmanti notizie che giungono proprio dalla “Savina Caylyn” dove i marittimi sequestrati, costretti a vivere in condizioni igienico-sanitarie terrificanti e disumane, sono allo stremo delle forze e dopo le grandi manifestazioni di protesta tenutesi sull’isola di Graziella per denunciare in merito l’immobilismo delle Istituzioni preposte e per chiedere con forza l’immediato rilascio dei nostri concittadini, la protesta si sposta a Roma. Infatti è stato indetto per domani, mercoledì 7 settembre in piazza Montecitorio, dinanzi all’ingresso della Camera dei deputati, un presidio di protesta affinché Governo e Parlamento si mobilitino da subito per restituire alle proprie famiglie tutti i lavoratori sequestrati dai pirati somali. Gennaro Savio

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8 thoughts on “Tutti in piazza per i marinai

  1. Sciopero della Cgl, serve o non serve? ma, certo è il momento di capire il mondo del lavoro fino in fondo, senza tatticismi o balle, in questa giornata di sciopero credo che i più disperati siano i familiarid ei marinai rapiti, quelli si che hanno tanta paura, credo che la società di oggi sia ferma per prima cosa con la testa, con le idee, dove tutto è da sistemare, in primis la politica.

  2. Ma un Ministero degli Affari Esteri ,Servizi Segreti o altre istituzioni , non ci sono per azioni adeguate ? Possibile che occorrano sempre manifestazioni di piazza per smuovere queste…tartarughe?

  3. Si spendono vagonate di milioni per addestrare personale militare, che sta in attesa di ordini che non arrivano. Lasciando perdere quelli per le spese diplomatiche, altrimenti ci si perde di casa.
    Per un paese che si rispetti i casi sono due: si contatta il Governo somalo, o quello che ne rappresenta una parvenza diplomatica e lo si dice chiaro e tondo: 3 giorni.
    Se entro tre giorni non vengono liberati sani e salvi i nostri concittadini, li veniamo a prendere noi. Punto.
    Si dice e si fa, senza inutili salamelecchi e perbenismi. Ma… siamo un paese rispettabile?

  4. Colpi d’arma da fuoco contro un elicottero della Marina MIlitare italiana davanti alle acque somale. Nessun danno all’equipaggio del velivolo. Il fatto è accaduto alle 6.30, in prossimità di Kismaayo, 400 km a sud di Mogadiscio, nelle acque prospicienti le coste somale. Elementi ostili – riferisce la Marina – hanno esploso da terra colpi di armi da fuoco verso l’elicottero EH101 della nave Doria in ricognizione. Il mezzo, mentre si trovava in volo di perlustrazione per acquisire informazioni sui movimenti di battelli sospetti di azioni contro il traffico mercantile in transito, è stato colpito da una raffica di colpi di armi da fuoco che ha causato una perdita di carburante ed è successivamente rientrato a bordo di nave Doria per verifiche tecniche.

  5. Paese rispettabile? Comincio ad avere dei dubbi e la cosa mi lascia un profondo amaro in bocca. Il più bel paese del mondo per cultura, opere d’arte, genialità, generosità e inventiva si stà imbarbarendo. E non è solo la classe politica che da sola fà schifo assai, ma pian piano questo degrado coinvolge sempre più ampi strati della società. Ci aggrappiamo alla futilità del gossip per dimenticare i problemi e perdiamo tempo a fare e rifare una legge finanziaria da schifo per non colpire gli interessi di tizio e di caio e non ci curiamo di chi ha veramente bisogno di una risposta, anche energica, da parte dello stato. Vorrei che questi marinai potessero almeno sentire la nostra solidarietà per avere la forza di sopportare una prova così difficile e dolorosa.

  6. Sale la tensione tra Roma e New Delhi. Alla luce degli sviluppi della situazione in Kerala e dei capi di imputazione a carico dei due militari italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, l’ambasciatore a New Delhi, Giacomo Sanfelice, è stato richiamato a Roma per consultazioni con il Governo. È quanto riferisce la Farnesina. La notizia arriva dopo che la polizia indiana ha formalizzato le accuse per omicidio nei confronti dei marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, agli arresti in India.

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