Allarme Gargano

Nel blog che avevo sul sito del Tg1 ho ospitato per molto tempo una questione ambientale importante che riguardava Marina di Lesina, nel Gargano. Il primo post è stato pubblicato il 24 luglio del 2008, più di tre anni fa, e ha ricevuto quasi trecento commenti. Avendo trasferito qui “La Torre di Babele” e non essendo ancora conclusa la vicenda, riprendo la questione.

Lesina (Foggia) – Se ciò che alcuni spifferi rivelano fosse vero anche solo al 50%, ce ne sarebbe abbastanza per una di quelle intriganti puntate del commissario Montalbano, anche se a molti chilometri dalla Sicilia. Nel villaggio estivo di Marina di Lesina al confine con il Molise e all’interno del parco del Gargano, ultimo pezzo di quell’incantevole Puglia a non essere ancora stata selvaggiamente cementificata, è stato trovato del gesso nelle fondamenta, con un dissesto idrogeologico causato da un canale che le autorità competenti non si sono preoccupate di impermeabilizzare. Con la conseguenza che il prefetto di Foggia ha previsto la chiusura delle abitazioni situate nella zona rossa dal prossimo primo settembre, ovvero dove vi sarebbe il rischio di voragini. Circostanza che però alcuni sondaggi effettuati da privati cittadini hanno escluso, mentre le perizie ufficiali non sono state rese pubbliche. Lecito chiedersi: perché prima di chiudere case e pezzi di questo villaggio non si stabilisce effettivamente se vi siano rischi? Perché i risultati ufficiali non sono stati resi noti? Qualcuno sta cercando di affrettare la costruzione di Marina di Lesina due  pochi chilometri più a ovest, dove un istmo protetto è rifugio sicuro per specie rare e per un pezzetto di Puglia ancora incontaminato? Domande a cui, in un qualsiasi altro Paese civile e progredito, vi sarebbero già risposte precise ed esaustive da parte di comune, provincia, regione e autorità di bacino. Ma non a Lesina, dove alcuni rumors si lasciano sfuggire che ci sarebbe un tentativo di speculazione edilizia, con la svalutazione colposa della vecchia Marina da parte di grossi nomi imprenditoriali, non solo locali, che avrebbero poi il via libera per l’ennesima colata di cemento. E a farne le spese sarebbe l’ambiente e i proprietari delle case che tra pochissimo verranno chiuse. Intanto in questi giorni sul litorale del bagno centrale (uno di quei lidi che non riapriranno, su ordine del prefetto) si scorgono in volo aerei da turismo e elicotteri privati. È già arrivato il momento del sopralluogo da parte di noti investitori? Basilio Lamiota

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