Appello per Kate

Il tempo della sua detenzione è scaduto. Da ieri Kate Omoregbe, la ragazza nigeriana di 34 anni che si trova nel carcere di Castrovillari, dove ha scontato una condanna a 4 anni di reclusione per droga, può uscire dalla sua cella e tornare in libertà. A trattenerla ancora lì, ricorda l’editoriale dell’Avvenire, qualche piccolo ritardo burocratico e le ferie estive, che hanno bloccato il provvedimento di scarcerazione in qualche ufficio. Eppure per Kate – che potrebbe uscire domani per una riduzione di 90 giorni dovuta a buona condotta – tornare alla vita normale potrebbe significare morte certa. La ragazza, fuggita dalla Nigeria in Italia dieci anni fa perché nel suo Paese rischia la lapidazione, avendo rifiutato di sposare un uomo più vecchio di lei e la conversione dal cattolicesimo all’islam, nonostante dieci giorni fa abbia presentato richiesta di asilo politico alla questura di Cosenza,potrebbe essere espulsa. Infatti la legge prevede per il reato da lei commesso – detenzione di droga – la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione. segue su Repubblica.it   Firma l’appello

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31 thoughts on “Appello per Kate

  1. Fatto…
    rischia la lapidazione, i discorsi stanno a zero (per me).
    Ecco i casi in cui dare asilo politico, non ai criminali. Ma non voglio comunque ‘semplificare’ il problema, capisco anche che è di vaste proporzioni.

    1. No… avendo rifiutato di sposare un uomo più vecchio di lei, e (avendo rifiutato) la conversione dal cattolicesimo all’islam.

  2. Non so che dire Quarchedundepegi. Fa orrore, semplicemente, e si capisce meglio quando si dice che l’inferno è qua… sulla terra. Non riesco a commentare la violenza, specie le atrocità.
    Non sopporto neanche le “classifiche” nella vita, il discorso è molto… più complesso. Ed è impossibile su un blog.
    Non posso che augurare al Mondo un’Evoluzione più veloce… per realizzare l’Essere Umano.
    (non la bestia).

  3. Servono soprattutto persone qualificate, per poter agire veramente nel Mondo, in casi estremi come questi.
    Io credo molto negli antroposofi, o comunque in alcuni di loro. E’ la Vera… visione umanistica della vita. I contenuti che ho trovato in Steiner non li ho trovati da nessun’altra parte, insisto. Proprio perchè non è la “setta”, il “gruppo”, il “guru”, la “fede”… ma una Ricerca, una Ricerca, una Ricerca. Tutta interiore. Non è uno schema di regolette…. come spesso fanno i religiosi, tutti, compresi i buddisti. E’ Evoluzione, Evoluzione, Evoluzione.
    Ma, forse intristita, preoccupata seriamente per il fatto che l’umanità sta rischiando di perderla….del tutto l’opportunità dell’evoluzione, ora mi vengono in mente solo le parole degli antroposofi amici di Steiner ai primi del ‘900, e soprattutto le sue. Loro chiedevano di ‘esserci’… anche nelle vite successive (come il buddismo, non credo ci sia una vita soltanto), e di poter Lavorare con lui, di poter partecipare…
    E lui ha risposto: “Ma sarete pronti ad attraversare a piedi nudi un’Europa distrutta?”.

    Per come va tutto quanto… per chi è sensibile al degrado, l’involuzione, la parabola discendente che abbiamo intrapreso… non mi prende per matta: mi capisce.

  4. Non “compresi i buddisti”, compresi “alcuni” buddisti… – non è che li conosco granchè per delinearli, e comunque non vado per categorie e generalizzazioni. Oh! mi è ripresa l’incomunicabilità! non pirandelliana ma virtuale.
    Insomma, intendevo dire: massimo rispetto per le culture (e religioni, spiritualità, quelle vere) millenarie. Profonde, bellissime. Ma che spesso… sono ridotte proprio al nulla. Proprio a delle ‘regolette’, assunte, assimilate, e quel che è peggio, anche per un tornaconto. Questo.
    Mo’ basta perchè continuo a rendermi conto.. che è impossibile spiegarsi per iscritto, tra estranei, infiniti livelli di coscienza, concetti importantissimi riassunti al minimo, senza approfondimenti seri ma che non possono sicuramente ‘uniformarsi’ in slogan. Come dire.
    Notte… sognando la civiltà.

  5. Ovviamente, ho firmato senza esitazione.

    Però, non posso fare a meno di pensare a quella condanna a quattro anni per droga. Premesso che non amo giudicare senza conoscere – e che non so proprio nulla né di Kate, né del suo processo – faccio un semplice ragionamento: quattro anni per droga, non vengono comminati ad un consumatore occasionale, a chi è in possesso di quantità minime per uso proprio, ma per spaccio comprovato o a chi ne detiene quantità tali, da poterlo dedurre.

    Di conseguenza, mi trovo in conflitto con me stesso, perché se da un lato sono totalmente solidale con Kate, per il suo diritto di sposare chi vuole e di professare la religione che più le aggrada, dall’altro non amo per nulla chi spaccia droga…

      1. Marco, non ho mai sostenuto il contrario.

        Sono perfettamente consapevole che, in uno Stato di diritto “una persona che ha commesso un reato e scontato la relativa pena è una persona libera”, così come ero consapevole – nel mentre lo scrivevo – che nella sua estrema sintesi, il mio commento avrebbe potuto dare adito a fraintendimenti.

        Ho solo espresso un pensiero – che a mio avviso ha ragion d’essere – che voleva al contempo essere, uno spunto di riflessione.

  6. @Sissi
    Non conosco abbastanza la teoria steineriana. Sono però contentissimo se penso che i miei nipotini vanno in una scuola steineriana. Il grande ha iniziato qualche giorno fa la prima elementare.

  7. @ Quarchedundepegi

    che carini! :)) in bocca al lupo!! – speriamo che siano bravi gli insegnanti, perchè poi pure là…dipende come le ‘tramandano’ le cose, sempre.
    In realtà non c’entrava niente comunque, infatti mi scuso che ogni tanto ritiro in mezzo Steiner, anche perchè odio gli “indottrinamenti”, e come non sopporto le prediche io altrettanto non mi piace farle. Solo che, vabbè a volte era per la triarticolazione..o per la solita tendenza di cambiare la testa della gente – ho questo vizio – ma stavolta mi era venuta proprio come reazione allergica. Quando sento atrocità e nefandezze mi fanno talmente schifo che mi è venuta come reazione istintiva di pensare al mio vecchio medico…così bello elevato così pieno di amore ma soprattutto elevatissimo!
    Elevato, elevato,. elevato è la mia fissazione. Trogloditi e bestie per me dovrebbero avere un”evoluzione’ a parte, o regredire tranquillamente nella loro involuzione senza tirare giù tutti gli altri – vedi sono proprio come gli angeli caduti, lo capisco lucifero quando ha detto ” e perchè io mi dovrei sacrificare per sti deficienti?”. Come non capirlo… :)))
    Ovviamente è una battuta, gelida, ma dovuta allo sdegno. E’ il minimo.

    P.s. giacchè ci sto rispondo a Mario Circello, non vorrei che si riferiva a me perchè sopra ho detto “ecco i casi in cui dare asilo politico, non ai criminali”. Ma io mi riferivo a quando albergano i terroristi… mentre ovvio che anche lo spaccio di droga è criminale. Ma, a parte che come dice Marco Alici ha comunque scontato la sua pena, questo è un caso limite di una donna che scappa dalla violenza, religiosa e ‘sentimentale’, e da morte certa. Ha fatto quel che ha fatto, e ha pagato per questo, ma come ‘attenuante’ considererei che non ha venduto morte per comprarsi la ferrari ecco. Poi certo…infatti ha scontato 4 anni di carcere, per carità, mica stiamo dicendo che è santa maria goretti.

    1. Giusto per puntualizzare tecnicamente, la condanna per detenzione di droga è di quattro anni, punto. La legge sull’immigrazione prevede che a chi è condannato per droga sia applicata l’espulsione. Due atti distinti, anche se concomitanti. Tanto è vero che il secondo può essere annullato con la concessione dell’asilo politico.

    2. Ciao Sissi, il mio intento era proprio quello di stimolare una riflessione, sia sulla questione morale, sia sulla questione legislativa, perché per esempio, in altre Nazioni, per casi analoghi non è prevista l’espulsione, poiché aveva già il permesso di soggiorno, mentre sarebbe stata espulsa, qualora fosse stata in attesa di asilo (politico od umanitario).

      In Svizzera, il dibattito è d’attualità, a causa dell’aumento della criminalità e soprattutto in Canton Ticino (dove vivo), le destre populiste, premono per far sì che ogni straniero che delinque, venga espulso senza attenuanti.

      Ma ciò che più di tutto mi attrae e mi incuriosisce in vicende del genere è il fatto che la maggioranza delle persone, si schierano o a favore o contro, senza il minimo spirito critico, senza mai valutare il singolo caso, senza approfondire. Per gli uni è una santa e per gli altri è un demonio. Secondo me – essendo Kate una persona – non è né l’uno, né l’altro o se vogliamo è un po’ dell’uno e un po’ dell’altro. Come tutti noi.

      1. E’ finita nel modo migliore l’odissea di Kate Omoregbe, la giovane nigeriana di 34 anni che se estradata nel suo Paese avrebbe rischiato la lapidazione. Da stasera la donna è una rifugiata politica. Libera. La svolta decisiva nella vicenda che ha riguardato la donna, uscita dal carcere di Castrovillari lunedì scorso dopo avere finito di scontare una condanna per spaccio di droga (accusa che ha sempre respinto) e da allora nel Cie di Roma a Ponte Galeria, é arrivata in serata.

        A comunicarla i ministri degli Esteri Franco Frattini e delle Pari Opportunità Mara Carfagna che hanno parlato di una decisione che è stata presa in tempi “velocissimi”. “Oggi, ancora una volta – hanno detto Frattini e Carfagna – l’Italia ha dato prova di essere un Paese in prima linea nella lotta per il rispetto dei diritti fondamentali, tra questi, in particolare, la tutela della vita e il rispetto della donna”.

  8. Completamente d’accordo con MarioCircello. Aggiungo: escono prima dal carcere gli omicidi. Non è che lei, visto che è nera, ha subito, nel nostro civilissimo paese, non nel suo che in fatto di civiltà sta a zero (almeno nel modo in cui trattano le donne), una discriminazione? C’è gente che per buona condotta si vede “abbuonare” anni, non tre mesi.

  9. Ho letto la sua storia. Abitava con altre tre connazionali in un appartamento. La polizia ha fatto irruzione e ha trovato droga. Ha arrestato tutte e quattro. Lei si è sempre dichiarata innocente.

  10. E’ stata scarcerata Kate Omoregbe, la giovane nigeriana che ha chiesto asilo politico in Italia, dopo avere scontato una condanna per spaccio di droga, perché teme la lapidazione nel suo Paese essendosi convertita alla religione cattolica e rifiutata di sposare un uomo più anziano di lei impostole dai suoi genitori. Ad accoglierla davanti al carcere di Castrovillari il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli, che da settimane stava attuando una campagna di solidarietà in suo favore. “Adesso – ha detto Kate Omoregbe dopo la sua scarcerazione – voglio restare in Italia, accogliendo la proposta di ospitalità del presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, e laurearmi. Tornare in Nigeria, infatti, per me significherebbe la morte certa”.

    Il ministro degli Esteri Franco Frattini è convinto che a Kate Omoregbe, vada “concesso l’asilo senza indugi”. Come fu già nei casi di Sakineh ed Asia Bibi, il ministro Frattini scende in campo in difesa dei diritti e della libertà di Kate e sul suo blog ‘Diario Italiano’ scrive: “l’ordine di scarcerazione di oggi è un primo elemento positivo. Le autorità faranno certamente il loro dovere, ma la mia opinione – di fronte al pericolo di un atto di barbarie, quando una riconquistata libertà si trasformerebbe in una trappola così brutale, è che l’asilo vada concesso senza indugi”.

  11. Anche il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna è impegnato a salvare la vita di Kate e a evitarle la pena di morte che presumibilmente le toccherebbe in sorte nel suo Paese di origine.

  12. Devo dire che la Carfagna ha dimostrato di fare molto a favore delle donne, è brava.
    E menomale che l’Italia ha dato una prova di civiltà, salvando la vita di una donna.
    Complimenti a entrambi i ministri per la solidarietà umana.

  13. Praticamente la “Ministra”, che rappresenta il Governo, cioè lo Stato, è impegnata contro se stessa, che rappresenta il Governo, cioè lo Stato.
    Kafka riderebbe, noi no.

  14. Onestamente, stavolta la questione mi sembra un pò diversa tecnicamente. Non è una questione politica, ma di leggi. L’asilo politico non è una decisione del governo, ma del Viminale. E la ministra, insieme con il ministro degli esteri Frattini, spinge per una soluzione positiva della vicenda. Sbaglierò, ma la questione non è poi così paradossale.

  15. Questione di interpretazioni. Ma la Legge, per come la vedo io, dovrebbe servire alla Società che è fatta di uomini, non essere servita. Ma si entra in un discorso complicato che non interessa nè alla sorte di Kate Omoregbe, nè ad altri.
    Di sicuro, se viene espulsa per ritornare nel suo Paese di origine, lo Stato italiano è complice di un eventuale assassinio, con buona vittoria dell’ ottusa burocrazia.

  16. L’asilo politico è l’interpretazione, appunto, di una condizione che va oltre le leggi. Visto che forse stavolta prevarrà il buonsenso, lasciamoli in pace…

  17. Si hai ragione, lasciamoli in pace. Però potevano pensarci prima che venisse scarcerata. E’ una situazione delicata che andava risolta prima, non con la consueta “emergenza”. Speriamo bene.
    Buonanotte a tutta la Torre. Agli squali no, a loro solo incubi. ;-)

  18. Una bella notizia. Si spera che la stessa velocità venga usata, per riportare a casa i poveri marinai sequestrati, dal Corno d’ Africa.

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