Il senso della vita

Continua, incessante, il mio tour italiano (manco fossi una rockstar) e mi capita di attraversare tesori di cui pochi hanno conoscenza. Ieri ho scoperto Cori, cittadina del basso Lazio ricca di storia e di angoli deliziosi. L’occasione è stata una splendida rassegna, “Frammenti di attualità” alla terza edizione. Dopo l’atto unico di Pirandello “L’uomo dal fiore in bocca” ho coordinato un dibattito su “Il senso della vita”. Protagonisti quattro scienziati, è stata l’occasione per guardare dentro di noi interrogandoci su un percorso che fatalmente ha una fine. Il senso della vita, già. Vorrei chiederlo anche qui: qual’è?

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11 thoughts on “Il senso della vita

  1. Averlo saputo… ti avrei raggiunto per gustarmi la serata. Fatti sentire :)
    PS > “dare un senso alla vita può condurre a follia, ma una vita senza senzo è il tormento dell’inquietudine e del vano desiderio. E’ una barca che anela al mare eppure lo teme.” (E.L.Masters – George Gray, Antologia di Spoon River)

  2. “Il senso della vita”. Per ognuno di noi ha un senso, il bello è che può dare il senso che vuole, basta sapere cosa si desidera fare del proprio tempo, solo così si ottiene il vero senso della vita.
    Caro Gabbiano, paesini come Cori la nostra Italia è ricca e non basta una vita per vederli tutti. Ecco questo potrebbe essere un bel senso della vita, iniziare a girare la terra che ci sta accosto.ciao;)

  3. Il senso della vita a,è spenderla e averla spesa guardando gli altri negli occhi senza ombre,e avere la certezza di dare il meglio di se per gli affetti e non solo,la gioia di chi ci circonda sia per noi la stessa gioia,così molto semplicemente

  4. Una volta ho fatto un sogno. Mi trovavo seduto ad un tavolo, con altre persone che non conoscevo. Non avevo idea di come ero finito lì, ma il mazziere incominciava a distribuire delle carte, a me e alle altre persone. Ognuno di noi aveva davanti una quantità di gettoni a disposizione, e francamente, neanche di questo mi capacitavo del come fossero lì, davanti a me.
    Ad un certo punto si inizia a giocare. Il gioco anche quello era sconosciuto, ma riuscivo a vedere gli altri in viso, e ad ogni sguardo, le regole del gioco cominciavano a farsi largo tra la confusione, lo stupore e la paura. Eravamo lì, a guardarci negli occhi, cercando di spiare tra di noi ogni movimento che potesse far capire, quali erano le nostre intenzioni.
    Tutto attorno al tavolo il buio, il niente. Nemmeno la nostra ombra. La luce arrivava dall’ alto, e illuminava molto bene il tavolo e tutti noi attorno, ma era indistinguibile la sua provenienza.
    Così, si cominciò a giocare, ed ad ogni mossa, le regole che nessuno conosceva cominciavano a diventare familiari con il tempo che passava. Le persone attorno a quel tavolo erano tante, ognuna con un viso ben definito e a volte con tratti poco marcati. Ma in comune una cosa: tutti avevano quel senso di curiosità, nel cercare di capire le regole del gioco, mista a paura. Paura che via via che le carte andavano distribuendosi, si dissolveva.
    Si passò un sacco di tempo attorno a quel tavolo, con la fortuna per ognuno che ora girava con il vento giusto e altre volte no. Chi puntava forte, chi barava, o chi addirittura cercava di non puntare neanche. Ci fu anche chi perse tutto, chi si alzò, tirando per la rabbia le carte in aria e se ne andò, c’ era chi veniva sostituito e chi vinceva spesso, con un sorriso bastardo e compiaciuto sotto il naso.
    Alla fine rimasero in pochi. Quei pochi se la giocarono fino all’ ultimo gettone a disposizione. E per ultimo ne rimase solo uno seduto a quel tavolo, felice e sorridente. Ma anche stanco. Stanco di ore e ore buttate tra le carte, gli sguardi, la tensione, i gettoni lì davanti che aumentavano e diminuivano.
    E chiese quindi al mazziere, così, senza timore alcuno: -“cosa ho vinto?!” – “Niente, caro signore. Proprio un bel niente.”
    Rispose il mazziere. –“Ora per cortesia lasci il tavolo ad altri.”
    -“Ma allora per tutto questo tempo, per cosa ho giocato a fare?!” E questi gli disse: -“Per il semplice piacere di giocare.”
    Poi … il risveglio.

  5. Il senso della vita, credo che faccia venire un mal di testa pazzesco a tutti i comuni mortali; per me, terra terra..il senso della vita è di cercare di vivere serenamente, scoprendo le piccole cose, una cena con gli amici, un bicchiere di vino, stare in poltrona a leggere un libro, e tante altre cose, questo (e tanto altro)ci fa godere la vita, come bello è vivere la vita a tutto gas (ex motociclista) ci vorrebbero due ruote esclusive e rotte esclusive e tanti chilometri, poi una lunga dormita e femmina.
    Poi i sensi della vita sono tanti, c’è un mio amico cranico da museo che gode un sacco a restare sempre connesso ovunque,

  6. Il senso, lo scopo, il fine, di una cosa è quello che gli conferisce colui che quella cosa ha costituito. Il senso della vita ? La vita non ce la siamo data noi, questo e certo. Ce la siamo ritrovata un bel giorno del passato ed un altro giorno del futuro la renderemo, prima o poi, anche questo è certo. Speriamo che anche quel giorno, alla fine, sia bellissimo. Questo però dipende da noi ma non è difficile: basta lasciar fare a chi ci ha fatti e fidarsi. Coraggio !

  7. È una parola!

    Life is an opportunity, benefit from it.
    Life is beauty, admire it.
    Life is a dream, realize it.
    Life is a challenge, meet it.
    Life is a duty, complete it.
    Life is a game, play it.
    Life is a promise, fulfill it.
    Life is sorrow, overcome it.
    Life is a song, sing it.
    Life is a struggle, accept it.
    Life is a tragedy, confront it.
    Life is an adventure, dare it.
    Life is luck, make it.
    Life is too precious, do not destroy it.
    Life is life, fight for it.

    M. Teresa

  8. Non è facile racchiudere in poche parole quello che credi di aver capito della vita e quello per cui valga la pena viverla. Per me il senso della vita è rappresentato dall’aprirsi agli altri, soprattutto a chi ha bisogno del mio aiuto per compiere anche l’azione più semplice. Molte le scelte che ho compiuto in funzione di questa mia “missione” e che, sono certa, non saranno state compiute invano. Ecco, anche credere che il Bene sia pagato col Bene e l’Amore con l’Amore,in una dimensione superiore, puo’ costituire parte del senso che la vita ha.Perché la vita non si chiude con il nostro passaggio sulla Terra.

  9. il senso della vita ” accorgersi che non siamo soli che l’altro fa parte di noi , il tenere accesa la fiammella della condivisione, della solidarietà , che il mondo non è diviso in razze , ma che le razze siamo tutti noi , che la nostra felicità sarà condivisa in questo mondo variegato, fatto di colori sfumature amore.
    La guerra non ha senso spegne il senso della vita .
    Quando diventiamo ciechi e lo siamo molte volte sforzarci di guardare oltre le apparenze .

  10. Come un tic nervoso potrei dire evolversi…. se non mi facesse pensare alla via crucis.
    Oppure un’eterna coppa di champagne con le bollicine… se non fosse una metafora noiosa.
    Saper restare sempre sulla cresta dell’onda… questa la mia verità. O un’altra utopia.

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