Battaglia finale intorno al bunker

Ho rischiato nello scattare questa foto. E’ l’ingresso di Bab al Aziziya, il bunker di Gheddafi dove si sta sviluppando in queste ore la battaglia finale per il controllo della nuova Libia. Le milizie del regime ci stavano portando a un incontro con il raìs e naturalmente erano vietatissime le immagini. “Per la sicurezza” era la solita spiegazione che ora ha un sapore amaro. Era l’estate di tre anni fa. Ricordo che Gheddafi ci fece aspettare parecchio per poi regalarci, fatto rarissimo da quelle parti, una conferenza stampa secondo i canoni di ogni regime, nel senso che il leader parla e i giornalisti ascoltano. E ha parlato a lungo del “popolo sovrano”, ha sempre creduto nella sua gente. Ma addirittura profetico è il discorso fatto la mattina dopo all’aeroporto militare intitolato a Mitiga, una ragazzina uccisa dagli americani ventisette anni prima. “Sapete quando ho capito che non potevamo diventare schiavi? – aveva chiesto retoricamente  Gheddafi alla folla -. Quando ero un giovane ufficiale dell’esercito libico e non potevo entrare qui, a casa mia. Comandavano loro. La monarchia aveva venduto il Paese agli americani come hanno fatto tanti Paesi allora e anche adesso. Tutta colpa del petrolio”. Il discorso, non lungo, era stato accompagnato dalle ovazioni della folla. Ancora contro gli americani: “Quella non può essere la democrazia. Amo il popolo americano ma la gente deve ribellarsi perchè il potere è delle masse e non si può invadere il mondo con la violenza. La mia grande speranza adesso è riposta nel fratello Obama, un africano che deve però dimostrare di non avere paura e smetterla di sentirsi schiavo dei bianchi”. Non aveva capito niente, o forse aveva capito tutto. “Shabab, la rivolta in Libia vista da vicino”

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84 thoughts on “Battaglia finale intorno al bunker

  1. “Fratello” Obama comincia a chiedere a Gheddafi: arrenditi. Ha paura di fare la fine dell’Afghanistan?
    Il presidente Usa ha aggiunto: “Per evitare un bagno di sangue”.
    Frattini ha dichiarato nelle stesse ore: “Gheddafi arrenditi, per evitare un bagno di sangue”. Ma che è, il ministro degli esteri o un traduttore dall’inglese all’italiano?

  2. Perchè, gheddafi ha ancora diritti dopo quello che ha fatto al suo popolo? Diritti di essere umano? ha ancora diritto di annoverarsi tra gli esseri umani? Te le sei beccate pure te le esplosioni. Sai bene che non era un film quello che ha fatto al popolo libico.

  3. Se dovessimo buttar giù tutti i dittatori staremmo freschi. E perchè in Libia sì e, per esempio, in Siria no? Chi siamo noi per decidere? Senza allargare il discorso alla famosa “esportazione di democrazia” ti ricordo soltanto che sotto Gheddafi il ministro della giustizia era Abdel al Jalil, quello che adesso è il capo degli insorti, il liberatore. Era lui che metteva in galera la gente. E comunque resto profondamente contro la pena di morte. Un essere umano non ha alcun diritto di uccidere un altro uomo, mai.

    • Qualunque persona di buon senso non accecata da rabbia e odio ,è contro la pena di morte e la violenza gratuita.
      Stia in galera per il resto dei suoi giorni. Questo è il massimo e il minimo al tempo stesso.
      Pure suo figlio lo ha “tradito”. Non certo per amore del popolo libico, ma per salvarsi la pelle, ancora in tempo…e non è detto che ce ne sia pure per lui.

  4. Il discorso cambia, diciamo che la storia la scrivono sempre i vincitori e chi perde ne paga le conseguenze. Ma sulla giustizia ci sarebbe molto da discutere, e lo sai bene.

  5. Forse l’esilio sarebbe la soluzione.Ma ho l’impressione ,leggendo qua e la ,che ormai sia tardi anche per questa soluzione.Ora se lo prendono,se non scappa come uno dei figli,lo giustizieranno.E’ sempre uguale il destino dei dittatori:sangue versano e con il sangue vengono destituiti.

  6. Comunque di questi esaltati in giro ce ne sono parecchi, Se contiamo gli ultimi cento anni avoja a scrivere pagine con il sangue. Me sa che nun semo tanto normali se continuiamo a parlare di democrazia e di giustizia. Ecco perché preferisco parla’ co’ l’arberi armeno loro sanno vive!

  7. SAIF AL ISLAM E’ LIBERO, “CONTROLLIAMO TRIPOLI”

    …Non solo per gli abitanti, terrorizzati dal susseguirsi di esplosioni e dal volteggiare dei caccia nel cielo, ma anche per i giornalisti stranieri che si trovano nell’hotel Rixos e che, verso le due del mattino, si sono visti comparire davanti, in carne e ossa e sorridente, il figlio di Muammar Gheddafi, erede designato al potere, dato agli arresti fin da domenica sera…

    MORE: http://bit.ly/o6pa83

  8. Allora come si fa a credere ad al Jazeera quando la prima notizia data da Tripoli è stata l’arresto di Saif? E come si fa a credere che il tribunale internazionale dell’Aja sia un’istituzione seria quando ha confermato e accreditato una notizia falsa? Le fonti dei ribelli continuano a dire quello che vogliono e il mondo fa finta di crederci. La verità è che fin dall’inizio in Libia è in atto innanzitutto una guerra di propaganda.

    Saif libero è una notizia importante, per tanti motivi. Gli aerei della Nato continuano a bombardare il bunker di Gheddafi (non sanno fare altro) ma se suo figlio e suo erede può permettersi di attraversare la città e presentarsi addirittura nell’albergo dei giornalisti in pieno centro significa che sul “controllo” ci sarebbe molto da interrogarsi. Ho espresso i miei dubbi fin dall’inizio e i fatti continuano a darmi ragione. Ho già detto e ripeto che in certe situazioni credo solo a quello che vedo. Non sto lì e devo accontentarmi delle immagini o delle informazioni di qualche amico fidato. Ecco Saif festante a Tripoli è un fatto. Di cui bisogna tener conto.

  9. Poche ore di tregua. E con il sorgere del sole sono cominciati gli spari. La battaglia di Tripoli continua. Non si ferma. Anzi, aumenta di intensità dopo che la Nato ha bombardato il bunker di Gheddafi. Ed è proprio nei pressi del compound che si stanno consumando gli scontri più duri. I soldati lealisti starebbero usando armi pesanti.

  10. La Libya di queste ultime ore sembra la fotocopia degli ultimi istanti della dittatura di Saddam Hussein, con le scene già viste tipo quel ministro che acclamava vittoria mentre dietro di lui incalzavano le cluster bomb americane… E’ facile alzare i ditini della vittoria, a 2 passi dall’Hotel dei giornalisti stranieri assiediati, usati iquesta notte da Saif come scudi umani.

  11. Quel ministro irakeno era un cretino. Se continuano a bombardare il bunker a Tripoli significa che non sanno dove sta Gheddafi. E il fatto che Saif giri indisturbato la dice lunga sul controllo della situazione. Anche perchè i combattimenti proseguono in altre zone. Lo stesso comando alleato ormai ammette che “non è ancora finita”.
    La differenza tra Saddam e Gheddafi è che Saddam (sunnita in un Paese di sciiti) controllava appena il 20 per cento dell’Iraq. Gheddafi evidentemente ha un’altra forza interna, infatti resiste al mondo intero da sei mesi e mezzo.

  12. CAOS POST-GHEDDAFI – RIUSCIRÀ IL CONSIGLIO NAZIONALE DI TRANSIZIONE (CNT) GUIDATO DA JALIL AD ATTUARE IL PIANO PER LA DEMOCRAZIA CHE HA IL SOSTEGNO DI 32 PAESI? – L’EX MINISTRO DEL RAIS DOVRÀ TENERE UNITI CIRENAICA E TRIPOLITANIA, ISLAMISTI RADICALI E NAZIONALISTI, FRATELLI MUSULMANI E SOCIALISTI ED ESULI – NELL’ALA MILITARE I RIBELLI DI MISURATA ACCUSANO QUELLI DI BENGASI DI AVER FATTO POCO. E ANCHE I BERBERI DETTERANNO LE LORO CONDIZIONI. articolo

  13. “Sulla gioia hanno preso ben presto il sopravvento la paura, la preoccupazione, l’insicurezza. La festa è diventata in poche ore il preludio di un possibile incubo, fatto di guerriglia, attentati, vendette violente”. (Lorenzo Cremonesi da Tripoli – Corriere della Sera).

  14. Al tg stanno dicendo che i ribelli sono arrivati al compound del rais, che ci sono state esplosioni nel bunker e che i lealisti sparano ai bambini!!!!

  15. Sì, pare accertato che i ribelli hanno circondato il bunker. Che i lealisti sparano sui bambini da ieri: in effetti sparano sulla folla. La situazione resta comunque molto complicato e si rischia una grande confusione. Gheddafi a parte, a leggere le notizie non c’è più da raccapezzarsi. Poco fa l’annuncio che “i ribelli hanno preso il controllo di Ras Lanuf” (un posto che conosco bene…). Ma non l’avevano preso tre mesi fa?

  16. Sempre più mi rendo conto di quanto fosse vero un vecchio adagio caro a mio padre: “en tempo de guerra gh’è più balle che terra”

  17. mi viene in mente un film che si chiamava wag the dog (titolo italiano: sesso e potere….vabbè…) dove inventavano a tavolino una guerra in un paese se non ricordo male dell’est, con scene di guerra finte ecc, tutto finto, tutto inventato, tutto nei tiggì e tutto ovviamente creduto da tutti.
    non ricordo bene perchè, ma c’era anche una storia per la quale poi tutta la gente si era messa ad appendere scarpe ai lampioni, aveva un significato e tutti “manifestavano” così (se la memoria non mi inganna)
    in quel caso era per distogliere l’attenzione da uno scandalo sessuale che coinvolgeva il presidente degli stati uniti, che dire….bei tempi, ai tempi di clinton?
    mah, c’è poco da ridere :(

  18. Proprio mentre è stato attaccato il suo (presunto) rifugio, Muammar Gheddafi torna a parlare. Raggiunto al telefono dall presidente della Federazione internazionale di scacchi, il russo Kirsan Ilyumzhinovha, ha spiegato di essere a Tripoli. E che «combatterò fino alla fine». Insomma il Raìs non molla. Intanto la battaglia di Tripoli continua. Non si ferma. Dopo scontri durissimi, i ribelli avrebbero conquistato il compound di Bab al Aziziya. L’assalto si è svolto dall’ingresso ovest. Una battaglia durissima. Anche la Nato è intervenuta con bombardamenti. Ma ora i ribelli festeggiano con spari in aria. Proprio sotto il compound, dove si ritiene che ci fosse Muammar Gheddafi, ci sarebbero tunnel lunghi fino a 30 km che lo collegano al mare. Quindi gli scontri potrebbero continuare anche all’interno. (Corriere della Sera)

  19. Con un instant-book sulla Libia, di estrema attualità, stasera vado a una rassegna sul lungotevere a parlare dei dispersi in Russia, cioè di una guerra di settant’anni fa. Certo che la vita del reporter è strana, ma quella dello scrittore pure peggio ;))) Beh, mi informerò al ritorno sugli sviluppi della battaglia di Tripoli.

  20. Penso che la situazione rimanga invariata fino a stasera. Nel Live di RT News si sentivano principalmente le raffiche di mitra dei soliti ribelli che non fanno altro che sprecare munizioni… In un breve RVM si è visto il ferimento di un cineoperatore libico a bordo di uno scooter.

  21. ;) Ciao Gabbia’ glieri m’ha telefonato mì’ sorella, ha terminato de legge er tu libbro. Gabbia’ j’è piaciuto anche se è tristo. Dopo che l’ha letto ha scerto de fa ‘n viaggio ‘n Russia e sta settimana parte. Quanno torna te fa pubbricità!. Aho su er volume mì’ me manca quarche cosa, nun te sei scordato de fa la dedica?

  22. [OT Terremoti] Sisma in Virginia, USA – Magnitudo 5.9 a bass profondità… Sembra assurdo ma un professore universitario americano già l’anno scorso aveva messo in guardia su un sisma nei dintorni dell’area epicentrale (vedi archivio Google).

    • February 15, 2011 – East coast was past due for a big quake

      …Based on that, Won-Young Kim, who runs the seismographic network for the entire Northeast at the Earth Observatory, said New York City is due for another big quake about every 100 years – but an exact timeline is hard to pin down.“It can happen anytime soon,” said Kim. If it happened tomorrow, he added, “I would not be surprised. We can expect it any minute, we just don’t know when and where”…

      MORE (VIDEO Inside): http://bit.ly/nePmSt

  23. La follia della comunicazione:Gheddafi non è piu’ a Tripoli(notizia data dall’ambasciatore libico in Italia a tg24).Ribelli dentro al compound messi in fuga dai lealisti! Mah…..

  24. Sì , effettivamente sembra non si capisce niente. Notizie che si rincorrono senza che nessuno sia in grado di dare conferme o smente. Io mi concentro nel capire la finanziaria. Forse è meglio che stare dietro a tutte queste notizie come se fosse il calcio minuto per minuto.

  25. Quattro giornalisti italiani sarebbero stati rapiti a Tripoli. Lo riferiscono fonti diplomatiche italiane che sono già al lavoro. La Farnesina ha attivato tutti i canali nella capitale libica. Si tratterebbe di due inviati del Corriere della Sera, uno di Avvenire e uno della Stampa…

  26. …Si tratta di Elisabetta Rosaspina, Giuseppe Sarcina del Corriere della Sera, Domenico Quirico de La Stampa e un altro collega inviato di Avvenire. Lo ha confermato Bruno Tucci il presidente dell’ordine dei giornalisti del Lazio. Nei giorni scorsi l’inviato del Corriere della Sera, Lorenzo Cremonesi, era finito in mezzo ad una sparatoria.

  27. Stavano andando in macchina da Zawiya a Tripoli i quattro giornalisti rapiti in Libia, quando un gruppo di lealisti hanno fermato la macchina nella quale viaggiavano, uccidendo l’autista. Lo ha detto Bruno Tucci, il presidente dell’ordine dei giornalisti del Lazio. I cronisti, secondo quanto appreso, sono stati poi portati un un appartamento nel quale a uno di loro, il giornalista del quotidiano ‘Avvenire’, è stato permesso di chiamare il giornale da un telefono fisso per avvisare del rapimento.

  28. Libia, rapiti 4 giornalisti italiani: “Stiamo bene”

    …Si tratta di Elisabetta Rosaspina e Giuseppe Sarcina del Corsera, di Domenico Quirico della Stampa e di Claudio Monici di Avvenire. Proprio quest’ultimo è riuscito a mettersi in contatto col suo giornale e ha detto: “Stiamo bene”
    Secondo l’emittente Al Jazeera sarebbero stati fermati dalle milizie di gheddafi mentre stavano dirigendosi verso la città di Zawiya. i soldati avrebbero ucciso il loro autista. Si troverebbero presso una casa di persone sconosciute…

    MORE: http://bit.ly/pp0HBe

  29. Ciao gabbianella Sirvana, grazzie’ pe’ la notizzia drènto a sto trullo nun so gnente. Che aria tira accosto a te? Li video nun se vedono ciao

    • Ciao Franca!!!!Se per “aria” ti riferisci al clima non saprei come spiegare…..se ti racconto che stamane c’era la nebbia,uguale come a novembre,forse riesco a spiegarmi.Stattene beata nel tuo trullo e se pure non ti arrivano notizie fresche,tanto meglio!Esci, parla con un albero,sorridi al sole,fai l’occhiolino alla luna e urla alle stelle.Tutto l’universo è in attesa .Un solo pensiero positivo vale mille notizie(cattive).Ti abbraccio forte .
      P.S.scusa Pino e pure alla Torre…..

  30. Sono stati liberati i quattro giornalisti italiani sequestrati mercoledì mattina in Libia. Sarebbero stati portati prima in un garage con una piccola finestrella e poi in una casa privata a Tripoli e da qui rilasciati e accompagnati nella zona in mano ai ribelli. Nei momenti del sequestro i giornalisti sono stati malmenati e rapinati di tutto: passaporti, computer, denaro e telefoni satellitari. Il loro autista è stato assassinato davanti ai loro occhi. Giuseppe Sarcina, inviato del Corriere della Sera, ha evidenti ferite al volto. Mercoledì mattina prima di mezzogiorno l’altra inviata del Corriere, Elisabetta Rosaspina, è riuscita a chiamare il direttore Ferruccio de Bortoli dando la notizia della loro liberazione e ha subito rassicurato che stanno tutti bene: «Sono stati momenti difficili e concitati, ma stiamo bene». La giornalista ha ricordato l’autista: «Noi siamo liberi, è finita bene, ma ci porteremo per sempre dentro la ferita per la morte del nostro autista». articolo

  31. Guerre e variazioni climatiche: Un rapporto più stretto di quanto si possa pensare?

    I normali cicli climatici che governano il clima della Terra sembrano avere un’influenza importante sulle guerre civili nei paesi tropicali ed equatoriali. A sostenerlo è uno studio svolto presso la Columbia University, dove si è ipotizzato un legame tra clima e conflitti scoppiati dal 1950 ad oggi…

    MORE: http://bit.ly/q0FQJv

  32. lo credo che sia vero. Quanno er callo picchia su la capoccia nun è facile raggiona’. Eppoi li guerrafonnai ce mettono er carico da dodici e sguazzano co’ er commercio de le armi, inzomma le cassaforti se riempono de sordi sporchi de sangue , ma loro nun ce fanno caso, che hje frega de li morti.

  33. Prosegue la caccia a Muammar Gheddafi e ai suoi figli. I ribelli hanno fatto sapere di essere vicinissimi al Raìs. Ma l’ex dittatore non smette di far sentire la sua voce: «La Libia sia dei libici, non della Francia, non dell’Italia, non dei colonialisti», ha detto Gheddafi in un nuovo messaggio audio trasmesso dalla tv al Orouba. Il leader libico ha esortato i connazionali in tutto il Paese a «combattere l’invasione straniera» e ad accorrere a Tripoli, «donne e bambini» compresi, per «affrontare e stroncare gli insorti», e in tal modo «purificare» la capitale. Il Colonnello ha anche rivendicato che «la schiacciante maggioranza» della popolazione è dalla sua parte.
    Gli insorti però sostengono di aver circondato un complesso residenziale nella parte centro-sud di Tripoli, non lontano dall’ex roccaforte di Bab al-Aziziyah, all’interno del quale presumono sia nascosto il leader libico Muammar Gheddafi con i suoi figli, scortati da un gruppo di militari a loro fedeli. Secondo quanto riporta Sky News, sul quartiere di Abu Salim sarebbe in corso un bombardamento Nato. La struttura si trova non lontano dal compound. «Loro sono assieme, in una piccola buca», ha detto Muhammad Gomaa, uno degli insorti coinvolti negli scontri. «Sono tutti insieme là dentro – ha detto – la faremo finita. Oggi finiremo il lavoro».

  34. Sto seguendo il TG 1, quando sento parlare di guerra santa mi vengono i brividi…ma questo “ndo stà?

  35. @ irisilvi
    Ma non ti preoccupare , dalle previsioni prevedo che questo sarà un autunno caldo…….

  36. @ Francesco:
    Non si chiede all’oracolo di predire il futuro, di enunciare l’avvenire; lo si interroga, prima d’imboccare la strada che sembra buona, per sapere se la via è libera o preclusa e, qualora sia preclusa, su ciò che convenga fare per avere probabilità di aprirsene l’accesso.”

    • Le multe le beccassero tutti quelli che non rispettano il codice della strada, vedi episodi negli incroci senza semaforo e nelle stramaledette rotatorie (più di una volta mi sono trovato davanti anziani inesperti entrare contromano nelle rotatorie). Un’altro pericolo sono i ciclisti, donne e anziani che invadono la corsia opposta all’uscita di un incrocio, non rispettano i semafori rossi o se ne fregano di pedalare all’interno delle corsie preferenziali peri ciclisti… Non siamo un popolo moderno, siamo rimasti ancora quelli del passo prima io… :-(

  37. I corpi di oltre 30 uomini, con ogni probabilita’ soldati lealisti di Gheddafi, sono stati rinvenuti, crivellati da colpi d’arma da fuoco, soprattutto in un accampamento militare nel centro di Tripoli, in una delle aree dove negli ultimi giorni si sono concentrati gli scontri. Almeno due erano ammanettati e questo potrebbe significare che gli uomini sono stati ‘giustiziati’. Cinque cadaveri sono stati ritrovati in un vicino ospedale da campo. Uno di loro era legato a una barella in un’ambulanza, con l’ago di una flebo ancora attaccato al braccio. Alcuni dei cadaveri indossavano uniformi militari, ma altri erano in abiti civili. A indicare che si trattava di soldati fedeli al rais e’ il fatto che nell’accampamento c’erano le bandiere verdi del regime e immagini del colonnello.

  38. La Cam di RT News è attiva anche questa mattina, per ora non si sentono forti combattimenti come ieri pomeriggio, segno forse che siamo quasi vicini a vederla finita questa maledetta guerra, in cui sono sono morti troppi civili indifesi.

  39. Sono giorni che lo penso, e lo dico anche come la sera a Maiori: Gheddafi secondo me sta a Sirte, dove ha studiato e ha i suoi amici d’infanzia, gli unici che (forse) non lo tradiranno.

  40. Un mese nelle carceri del Rais. Mentre fuori infuriava la guerra civile. È la disavventura di tre italiani arrestati e detenuti in condizioni durissime, e liberati solo tra domenica e lunedì scorsi, quando Tripoli è caduta in mano ai ribelli. Si tratta di Antonio Cataldo, 27 anni, di Chiusano di San Domenico in provincia di Avellino, Luca Boero, 42 anni, genovese; Vittorio Carella, 42 anni, di Peschiera Borromeo in provincia di Milano. Farnesina e Viminale hanno smentito che si tratti di contractor (agenti di sicurezza privata, ingaggiati per affiancare e istruire le milizie ribelli), e non si conoscono ancora i motivi per cui sono entrati in Libia dalla Tunisia. Si sa però che non sono riusciti a raggiungere Tripoli perché lo scorso 23 luglio sono stati catturati dalle milizie lealiste che controllavano la zona di confine.
    Trenta giorni in un carcere nella capitale, probabilmente la prigione di Abu Salim, teatro di violenze ripetutamente denunciate da Amnesty International e del massacro di 1.200 prigionieri politici nel 1996, o nelle immediate vicinanze. Poi, lo scorso 21 agosto, la liberazione. Gli insorti durante la loro avanzata hanno man mano spalancato le porte delle carceri liberando tutti i detenuti anti-Gheddafi, e tra questi anche i tre italiani. Testimoni raccontano che erano «molto scossi» e che hanno riferito di aver subito «violenze» durante la detenzione. Indossavano stivali e borse militari. Una volta liberi comunque, i tre italiani sono stati presi in consegna dai ribelli, che li hanno accompagnati all’Hotel Corinthia di Tripoli, dove si trovano anche molti degli inviati italiani e internazionali che stanno raccontando la guerra. Sabato i tre – assieme ai quattro giornalisti italiani rapiti due giorni fa dai gheddafiani – torneranno in patria a bordo di una nave che salperà da Tripoli.

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