Fuochi nel Mediterraneo

Tutti a guardare alla Libia come se fosse un film, in attesa della parola fine. Titoli “trionfanti” sulla conquista di Tripoli, sulla fuga di Gheddafi, sul tradimento di Jallud. Le notizie arrivano sempre da fonti degli insorti, poi addirittura gli Stati Uniti frenano: Gheddafi non solo non va via, ma è pronto a combattere fino all’ultimo. Posso aggiungere che Jallud non contava più niente nel regime da almeno vent’anni e che è la ventesima volta che Bengasi ottiene il controllo di Brega. Insomma, tutto come prima mentre le forze Nato continuano i bombardamenti. E’ chiaro che prima o poi Gheddafi mollerà perchè non può governare da un bunker, ma secondo me la svolta non è così vicina com’è annunciata ogni giorno. La verità è che sono passati più di sei mesi e il rais sta ancora lì, altro che rivolta popolare: in Egitto e in Tunisia ci hanno messo tre giorni a rovesciare la dittatura. Piuttosto, mi preoccupa il ritorno dei fuochi a Gaza. All’ennesimo raid aereo israeliano (tre palestinesi uccisi) Hamas ha risposto con la fine della tregua. Tutto può di nuovo succedere. E quelli sono eventi che da tempo immemore condizionano realmente la pace nel mondo.

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44 thoughts on “Fuochi nel Mediterraneo

  1. e tutto nel momento giusto per raffreddare il movimento delle Tende che chiedeva una politica che permettesse agli Israeliani una vita, invece che una vita militarizzata.

  2. Non conosco questo movimento ma se penso a quando hanno boicottato bar rafaeli perché ha scelta di diventare una top model anziché arruolarsi…mi sa che la vita militarizzata gli piace. Proprio stamatt invece chiedevo della Libia, dicendo proprio che dopo le stragi tutto è rimasto come prima….e neanche se ne parla più.

  3. Secondo Lei, che conosce meglio di me l’area del Nord Africa, quanto è concreto il rischio di una presa del potere da parte dell’islam più intransigente?

  4. Sui Territori è la solita storia: c’è chi la pace proprio non la vuole. Inutile rifare una storia travagliatissima lunga decenni. I ruoli spesso s’invertono: non si capisce più chi sono le vittime e chi i carnefici. Di sicuro la Striscia è l’ombelico del mondo. Non è piacevole la vita per nessuno, ma non si riesce a risolvere la questione.
    Per quanto riguarda l’Africa del nord sostengo da tempo che il rischio dell’islamizzazione è molto forte e concreto. Basta vedere cosa succede dove c’è stata la svolta. E noi occidentali siamo così ciechi da non vedere che stiamo favorendo di fatto i gruppi più estremisti. Ricordo a Bengasi durante la rivolta seguire l’imam come capopopolo.

  5. Per l’ennesima volta in questa strana guerra i ribelli libici hanno annunciato in mattinata di aver conquistato l’importante snodo petrolifero di Brega. Ma nel pomeriggio hanno dovuto ammettere di aver di nuovo abbandonato la zona industriale della città in seguito al contrattacco delle truppe fedeli a Gheddafi.

    Ecco, appunto. Come sei mesi fa. Tanto per chiarire a chi non conosce la Libia, Brega sta a 200 chilometri da Bengasi, non da Tripoli. E la guerra continua.

  6. Il vento della speranza soffia (va) da Djerba verso la Libia, « MAKTUB

  7. Grazie per la risposta! Sono d’accordo con Lei, il rischio di islamizzazione dell’area nordafricana è molto forte e si cadrebbe così dalla padella alla brace.

  8. Qui, sempre Roberto, mi dai ragione! ma la torre è ancora in piedi!?! :-) Devo dire però, per non conoscere quel movimento delle Tende e perché Mcc43 non favella, che mi è venuto un dubbio: e se si riferiva a un cambiamento una sorta di nuova coscienza che si sta manifestando in tanti in Israele, tipo anche uno scrittore una volta ospite non so dove, famoso, che ha avuto il figlio morto negli scontri (guerra) coi palestinesi che diceva che bisogna entrare in un altro ordine di idee, la pace ecc. Ripeto che sono contraria alle stigmatizzazioni dei popoli per quanto possediamo tutti naturalmente le nostre caratteristiche. Allora forse intendeva questo? P.S. Ora non c’entra ma è bellissimo, leggetevi se vi va “Di sana e robusta costituzione” di Don Gallo, pag. 27 e 28 sull’indifferenza, e poi pagina 33-34 – e all’ironia di Don Gallo…un sorriso luminoso.

    • Le dimostrazioni oceaniche in Israele vengono chiamate , delle Tende, perchè sono iniziate con delle persone che hanno montato la loro tenda in strada per protestare contro gli affitti troppo cari. Chiamato anche movimento J14 dalla data di inizio . Non favellavo perchè sto percorrendo il web in cerca di notizie non addomestica, sulla LIbia e su Israele/Gaza ;)

      • Visto. Su Israele non so, sulla Libia le notizie che trovi non sono sconvolgenti per me che conosco la situazione, diciamo che sono piuttosto vere, dunque importanti. Soprattutto rispetto alle solite fonti “addomesticate”.

        • In ogni caso, devo ripristinare il mio vecchio slogan di battaglia: LA VERITA’ NON ESISTE, ESISTONO I FATTI. Non ci sarà mai una notizia realmente non addomesticata, perchè comunque la fonte sarà di parte, quindi diffonderà la sua verità (figuriamoci poi su Israele, dove le verità sono sempre almeno due). L’unico sistema per sapere realmente quello che succede è fare la somma delle varie notizie.

  9. P.s. @Roberto scusa per l’altra sera… Ora scherzavo (sopra), ok, ma l’altra volta diciamo che..ho fatto un pò di confusione ecco, non so come dire. Credevo stessi ‘parteggiando’ per qualcuno…per amicizia, e a cui somigli anche caratterialmente (secondo me). Quindi scusami, davvero. (sennò mi prendi per matta sul serio ;-) no dai veramente. E poi perché mi dispiace – sul serio). Fine parentesi “personale” ma è importante!

  10. Il movimento delle “Tende” in Israele. ahahaha !!! scusate ma mi fanno ridere. Protestano solo per mascherare la loro ricchezza Sono loro i principali artefici di questa crisi e di questo sistema capitalistico marcio. Non saranno mai degli “indignados europei”. I valori del popolo europeo non sanno manco cosa vogliano dire. Gli Israeliani sono come la DC , vanno dove gli conviene. Un pò sono europei , un pò sono americani e tra un pò si sentiranno cinesi…….
    Finchè ci saranno gli Israeiliani nel Medio Oriente non ci sarà mai la pace.Che vadano aff…………

    La tenda è il posto giusto dove devono stare , visto che sono degli abusivi che occupano con la prepotenza il territorio palestinese.

    Sarebbe anche ora che levassero le tende dai territori palestinesi ahaahahaha !!!

  11. “Sono loro i principali artefici di questa crisi e di questo sistema capitalistico marcio. Non saranno mai degli “indignados europei”. I valori del popolo europeo non sanno manco cosa vogliano dire. ”

    Possibile che ogni discussione su Israele non possa prescindere dalla solita merda antisemita?
    Scaccia, cosa ne pensa?

    • Non è un discorso antisemita. Anche i fascisti in Italia adoravano Dio. Ricordate il loro motto : “Dio , Patria e Famiglia” ?
      Ma nonostante questi “buoni propositi” Mussolini promulgò le leggi razziali e ci portò in guerra. E poi smettiamola con la religione. La questione Mediorentale è un problema di geopolitica legata ad enormi interessi di potere ed economici.

  12. In genere non scrivo dietro domanda e questa sollecitazione mi ricorda polemiche antiche, come se si facesse la conta di amici e nemici. Tuttavia non mi sottraggo.
    Io penso che – com’è noto – la discussione sia impossibile. Le idee sono così contrastanti che non si riesce mai a parlarne seriamente e soprattutto pacatamente. Non c’è dubbio che le frasi riportate sono forti, ma ne potrei citare molte altre altrettanto violente da parte israeliana. Nel pieno rispetto di ogni opinione, ci tengo tuttavia a ribadire una volta per tutte che si parla di politica, non certo di religione. L’antisemitismo non c’entra. E non tiriamolo sempre fuori per chiudere ogni discussione. Nella Striscia si bombarda e si muore. Parliamo di quello e soprattutto di come si può fare per arrivare alla pace.

    Giusto per chiarire definitivamente. Ho letto e riletto il commento “incriminato”: mai una volta, neppure una volta, si parla di ebrei. Ma di israeliani. Sarebbe ora di finirla con questo alibi.

  13. qui sotto trovate un post su facebook a cui si sono accodati numerosi …pacifici israeliani, ripreso da un sito che si annuncia come “informazione corretta”… peccato che non ci sia una parola sui tre palestinesi uccisi da un raid aereo e anche dei soldati egiziani uccisi ….per errore…notare soprattutto il finale dove si cerca in tutte le maniere di arrivare alla pace… guerrafondai, altro che storie

    Annuncio pubblico: pare che i palestinelli abbiano dichiarato la guerra. Infatti da due giorni non smettono di bombardare Israele. Si contano decine e decine di missili sparati da Gaza contro i villaggi e i civili israeliani. Nel QUADRO DELLA LEGITTIMA DIFESA, Israele risponderà. Ma spero che stavolta, la risposta sia talmente dissuasiva, da fargli perdere una volta per tutte questo gusto ignobile che hanno per la morte. Se ve piace tanto, l’avrete. (Claudia P.)

  14. Scaccia
    Mi presento. Sono catalogabile come razzialmente europeo, secondo la classificazione vigente nei commenti. Il mio sangue è un curioso incrocio di tedesco e fiorentino. Faccio politica in quella area che è condannata ad essere considerata come sinistra, radicale. Non credo di potermi considerare un fan di Netanyahu. La deriva razzista in Israele, i pericoli dell’ultranazionalismo, sono un problema concreto, basti leggere lo splendido lavoro di Shlomo Sand (tu guarda, israeliano). Nonostante tutto, la società civile israeliana riesce ancora a produrre voci e pensieri di pace, dopo sessantanni di follie, morti e colpe da ambo le parte. Gli “indignados” di Tel aviv non sono che l’ultimo esempio. Affanc.. ci manderei certi semplificatori,certi razzistelli da quattro soldi.
    Di gente come “mouseonmars” ne conosco a badilate in real life. Il suo discorso (chiamiamolo così) è di un antisemitismo strisciante e vomitevole, il riferimento a chi manovra l’economia, a chi non è ascrivibile alla magna europa, è palese.
    Fino a quando esisterà questa gente, specie dalla mia “parte”, continuerò a guardare alla gente di Israele con simpatia.

    Grazie e saluti.

    • E tu saresti di estrema sinistra. A me sembri più un fascitello da 4 soldi. Hai le idee confuse mi sa. Al massimo sei un boghesotto D’Alemiano o Veltroniano. Vai anche tu a mettere la tenda a Tel aviv con quelli che bombardano per ritorsione come facevano i tedeschi quando la resistenza uccideva uno di loro. Per ogni tedesco ucciso volevano la testa di 30 italiani.

  15. Sottoscrivo IN PIENO Pino Scaccia – risposta chiarissima elegante e imparziale – e Roberto Altavilla. Notare prepotenze e sopraffazioni non è né antisemita né razzista e neppure nazionalista, ma per l’appunto chiamare le cose con il loro nome: prepotenza sopraffazione e guerra. Di cosa si meraviglia Mr. Orange? un israeliano lo ha affermato pubblicamente in televisione: “perché vi meravigliate? Pure in America c’erano gli Indiani ma poi sono stati sterminati” Chiarissimo mi sembra. E a Lei?

  16. @ Mr. Orange
    So perfettamente, e su di loro confido, che in Israele c’è gente di valore e soprattutto pronta alla pace. Alcuni sono miei amici. Purtroppo non rappresenta ancora la maggioranza: spero di sbagliarmi, ma i fatti purtroppo lo confermano.
    Non mi metto a difendere nessuno (apprezza che almeno qui, senza filtri, sono ospitate tutte le opinioni) e soprattutto chi esagera e forza i toni, ma personalmente ribadisco che non accetto l’ombra dell’antisemitismo come chiusura puntuale di ogni dibattito. Leggo cose da parte israeliana che fanno spavento per la violenza.
    Finchè ci sarà questo scontro (non solo verbale) non tiferò mai per nessuna parte. Ma neppure ignorerò gli infiniti atti di guerra.

  17. P.s. Non avevo letto la risposta, mi riagganciavo come già detto a Pino e a Roberto. Anche ora ci tengo a sottolineare che io stessa sapevo, e ne avevo accennato ieri sera (mio commento h 22.50), di profonde prese di coscienza che si stanno facendo sentire tra gli israeliani. Non posso provare che fiducia ammirazione e rispetto verso persone illuminate che allargano la visuale dalla critica all’ autocritica con relativa messa in discussione, a favore non dell’ultranazionalismo ma della coscienza. Spero che anche il mio pensiero – lontanissimo da antisemitismi e razzismi di qualsiasi tipo – si capisca. Sono per la libertà l’uguaglianza la fraternità…fra tutte le persone e i popoli del Mondo.

  18. Spesso le parole hanno la stessa consistenza della brezza mattutina o del rumore delle stelle al mattino.Altre volte possono ferire,fare molto male,creare dei conflitti insanabili.Con cio’,lo stesso, mi sento di osservare e condividere questo pensiero,di un moderato israeliano per la pace e la convivenza,Amos Oz.

    Nel mio mondo,la parola compromesso è sinonimo di vita. E dove c’è vita ci sono compromessi.Il contrario di compromesso non è integrita’ e nemmeno idealismo e nemmeno determinazione o devozione. Il contrario di compromesso è fanatismo, morte.

  19. In Italia rispuntano di nuovo in rete i P.N.D.P.I. (vedi notizia su di oggi su Repubblica.it http://bit.ly/p2wCtO ) – Ma è possibile che sto paese di pecoroni e di stambecchi non riesce, una buona volta, a fare il salto di qualità sociale-culturale-tecnologico, seppellendo, con “4 solai” spessi di cemento armato, queste orrbili, fasciste, schifezze del passato?

    • Il suo video aveva fatto il giro del mondo. Una giornalista della tv libica, con una pistola in mano, si era detta pronta a diventare «una martire», promettendo di combattere a difesa del regime. La donna, riferisce la Cnn, è stata arrestata dai ribelli.

  20. Le ultime notizie da Cremonesi del “Corriere” che sta in Libia e di cui mi fido. Conferma la confusione e la manipolazione.

    Informazione e propaganda si accavallano in un brusio contraddittorio e caotico, specie in queste ultime ore. Al Jazeera riportava ieri testimonianze da Tripoli su scontri in centro, in piazza Algeria e nei quartieri di Fashlum, Suq al Jumaa e Arada. «L’intifada di Tripoli è iniziata», proclamava l’emittente. In serata, altri reporter hanno confermato di aver udito esplosioni multiple nella capitale. Sparatorie sono state segnalate nel sobborgo orientale di Tagiura. Alcuni tripolini hanno riferito che, mentre folle di oppositori del regime sono uscite in piazza dopo il digiuno, un sms è stato inviato ai cittadini, esortandoli «a scendere in strada per eliminare gli agenti armati» del nemico. Il portavoce del regime, Moussa Ibrahim Gheddafi, ha ammesso scontri «limitati» in alcuni quartieri di Tripoli, aggiungendo che «gli infiltrati» sono stati respinti. L’altra notte la radio dei ribelli aveva annunciato che «circa 10.000 combattenti hanno liberato l’aeroporto internazionale di Tripoli». Ma la tv libica ha mostrato che è nelle mani delle forze lealiste.

  21. Secondo fonti libiche il Colonnello avrebbe lasciato Tripoli «per rifugiarsi in Algeria». Una possibilità, questa, smentita da più fronti. A partire dallo stesso Colonnello che in un discorso audio spiega: «Rimarrò a Tripoli fino alla fine, ma ho paura che brucerà». E chiama a raccolta i suoi fedeli: «Venite da tutte le regioni per liberare la capitale dai ribelli». Durante gli scontri di Tripoli, secondo un bilancio ufficiale, sarebbero morte 376 persone tra forze lealiste e ribelli. Un migliaio i feriti. Intanto bombe Nato hanno colpito il bunker del rais a Bab al-Aziziya, nei sobborghi di Tripoli.
    L’UDIO- Nessuna resa. Nessun passo indietro. Muammar Gheddafi parla ai suoi fedeli. «Sono qui a Tripoli, non possiamo andare via». Il colonnello libico afferma che «non ci possiamo arrendere, resisteremo fino all’ultima goccia di sangue, sono qui come vi ho promesso». E chiede aiuto: «Ho paura che Tripoli brucerà. Venite da tutte le regioni, dobbiamo liberare la capitale dai ribelli»Insomma il raìs non è fuggito. Con lui anche il figlio che è apparso in televisione.

  22. Libia: giornalisti in sotterranei Rixos

    … Non appena i combattimenti nella strada di fronte all’hotel si sono intensificati, cosi’ come i sorvoli degli aerei Nato, i giornalisti hanno messo gli elmetti in testa, indossato i giubbotti antiproiettili e sventolando teli bianchi con la scritta ‘tv’, si sono rifugiati nei sotterranei del Rixos…

    MORE: http://bit.ly/n91FSM

  23. Pino il Corriere ed i tg stanno dicendo che il regime di Gheddafi è caduto e che i figli siano stati catturati assieme alla guardia presidenziale.

  24. Il rischio di islamizzazione ? Sarebbe come chiedersi se in Italia , dopo una guerra civile , quanto sia probabile il rischio di una “cristianizzazione”. Nessuno si vuole mettere nella testa che se quei popoli sono in quelle condizione è in gran parte colpa dell’occidente ? Dobbiamo accettare che quei popoli hanno tutto il diritto di vivere in uno stato mussulmano e soprattutto dobbiamo accettare il fatto che siano loro i padroni del petrolio che hanno sotto i loro piedi. I terroristi , lasciamoli perdere. Sono più frutto di macchinazioni internazionali che altro. Io mi preoccuperei di più dei “fondamentalisti cattolici” che si preparano ad una nuova crociata contro gli arabi che si vogliono democratizzare. Pensate se fossero loro a gestire il petrolio ? Gli USA crollerebbero in due giorni e gli Israeliani sarebbero ridotti ad una riserva indiana.
    Speriamo . Allah akbar !!!

  25. Loro i padroni del petrolio? Ma che film hai visto? Non sai che a Bengasi si stanno da tempo studiando le quote (in base al numero di bombe lanciate)? Occidentali, naturalmente: americani in testa. La realtà è che, caduto il libico Gheddafi, anche la Libia è diventata una colonia. Fatti, non parole.
    Comunque, non so se ti sei accorto che ho aperto un altro post.

    • Si si appunto. Ed è proprio dal petrolio che nasce tutto l’odio per i mussulmani , mica per altro. Ma prima o poi salta tutto. Gli americani sono ancora convinti di poter controllare all’infinito quella zona. Se il Nord Africa riesce a democratizzarsi sono guai per gli Yankees. La chiave di lettura per me è questa. Con me lavora una ragazza iraniana. Mi ha fatto capire tantissime cose.Lei dice sempre che i fondamentalisti non sono altro che la fotocopia della nostra mafia. Sono appoggiati dai governi e dalle lobbies perchè il popolo vuole la democrazia , e in quel caso perderebbero tutto il loro potere. Lei dice sempre che Ahmadinejad non è altro che un Berlusconi in versione iraniana. E non gliel’ho suggerito io.

  26. Con te è un lavoro, mica un passatempo…;)))
    Conosco bene l’Iran: è un Paese diviso a metà. Sicuramente Ahmadinejad è appoggiato dalle lobbies che sono però religiose prima che economiche. La mafia è un’altra cosa: uccide per incrementare i suoi interessi. Lì si impiccano i gay e gli uomini hanno tutto il diritto di stuprare le donne, la legge del Corano è legge dello Stato. I raffronti sono impossibili.
    Dove proprio siamo distanti è sulla tua idea di democratizzazione del Maghreb. Dimentichi che sono società tribali e comanda sempre il più forte. E quando non ce la fa, come in Libia, chiede aiuto all’esterno, diventandone ancora una volta schiavo. Oppure affidandosi, come in Egitto, ai carri armati dei militari, pensa un pò che libertà. Altro che primavera araba.
    Gli Stati Uniti si possono battere solo in una maniera, con l’economia.. E infatti ci sta riuscendo la Cina.

  27. a proposito di democratizzazione dell’africa, leggi qui…

    Egitto, dopo la rivoluzione arriva la repressione dei tribunali militari “No Military trials for civilians” è nata nel marzo scorso, quando la luna di miele fra il popolo egiziano e l’esercito è arrivata al capolinea. Secondo l’associazione, nel Paese ci sono 12mila persone rinchiuse nelle carceri dopo un processo militare farsa.

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