Nelle mani dei pirati

“Mi chiamo Francesco Lubrano Lavadera, abito in una splendida isola del Golfo di Napoli, Procida, e da sei mesi alcuni miei paesani stanno vivendo una esperienza terrificante. Sono nelle mani dei “pirati” somali, parlo delle due navi italiane di Compagnie Armatrici Italiane la “Savina Caylin” e la “Rosalia D’Amato“. Anche il Santo Padre nell’Angelus li ha voluti ricordare, ma il tempo che passa e il silenzio assordante di tutti i media nazionali rende quest’attesa, principalmente per i familiari, una ferita aperta e sanguinante. (…)  La mia coscienza mi impone di parlarne, la mia coscienza mi impone di non tacere, il mio cuore fa a cazzotti con il cervello perché  “è stato imposto il silenzio”, e il silenzio è stato rispettato da tutti i procidani, che solo per una “fiaccolata” sono scesi in piazza a manifestare solidarietà per i familiari, ma adesso basta, è venuto il momento di gridare ad alta voce LIBERATELI!!! Sono uomini di pace, sono padri e figli che non meritano di tornare alle proprie case in bare di legno con tanto di bandiera tricolore, abbiamo già vissuto queste esperienze e non vogliamo ripeterle”.

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12 thoughts on “Nelle mani dei pirati

  1. il silenzio su quello che lo Stato fa, speriamo, va bene, ma ricordare questi connazionali “detenuti per caso” , solo perchè marinai di una nave, è doveroso. Per quel che è nelle nostre possibilità dobbiamo diffondere. grazie

  2. E’ terminata da poco la manifestazione di protesta che ha portato nel porto di Marina Grande di Procida circa 3 mila persone (secondo gli organizzatori). I cittadini chiedevano l’immediata liberazione degli ostaggi Giuseppe Lubrano Lavadera, comandante della nave, e Crescenzo Guardascione, secondo ufficiale, sequestrati a bordo della ‘Savina Caylyn’ dai pirati lo scorso 8 febbraio al largo della costa somala. Altri due marittimi di Procida si trovano sulla ‘Rosalia D’Amato’, sequestrata anch’essa dai pirati il 21 aprile scorso: si tratta di Vincenzo Ambrosino, allievo di macchina e Gennaro Odoaldo, primo ufficiale di coperta. I cittadini mostrano un cartello con la scritta ‘Liberi subito’ e chiedono un maggiore impegno del Governo italiano. Centinaia di manifestanti, all’arrivo di aliscafi e navi di linea, sono saliti sui natanti incatenati l’uno all’altro indossando della magliette sui cui è impressa la scritta ‘liberi tutti’. Le loro sono state occupazioni ‘lampo’: gli aliscafi e i portelloni delle navi venivano liberati dopo circa venti o trenta minuti. All’arrivo della nave Adeona della Caremar, i manifestanti hanno forzato il cordone creato dalle forze dell’ordine riuscendo ad occupare il portellone della nave. Un centinaio di manifestanti, inoltre, ha tentato di bloccare la partenza del traghetto Naiade della Caremar diretto a Pozzuoli: grazie alla mediazione delle forze dell’ordine e del sindaco, i manifestanti hanno solo causato il ritardo della partenza.

  3. Ostaggi dei pirati somali, La Russa:
    «Pronti al blitz se c’è pericolo di vita»
    Il ministro ha assicurato l’arrivo per domani, sabato, dell’Andrea Doria nei pressi della petroliera sequestrata

    NAPOLI – In questi mesi più di una volta i militari italiani sarebbero stati pronti a intervenire, «sia in altri casi di pirateria, sia quando al largo della Libia venne sequestrato il rimorchiatore italiano Asso 22». A dichiararlo è il ministro della DifesaIgnazio La Russa, in un’intervista al Giornale. Aggiungendo che darà «l’ordine di luce verde agli uomini della Marina, in caso di evidente pericolo di vita per gli italiani presi in ostaggio (da febbraio, ndr) dai pirati sulla petroliera Savina Caylyn».

    Il ministro ha spiegato che il blitz resta l’estrema ratio nelle operazioni di liberazione degli ostaggi,e ha assicurato che domani, sabato, il cacciatorpediniere Andrea Doria arriverà nei pressi della petroliera per reperire nuove informazioni e capire le intenzioni dei pirati somali.

    Rispetto alle richieste di maggiore sicurezza delle navi mercantili che navigano in acque somale, La Russa ha fatto sapere che da settembre le imbarcazioni che seguiranno rotte rischiose viaggeranno con una scorta armata, composta dai fanti di marina del reggimento di San Marco.
    (Tratto da: corrieredelmezzogiorno.it)

  4. La Russa: “Pronti al blitz se c’ è pericolo di vita”.
    Quindi se li trattano bene, possono rimanere ostaggi fino a far le ragnatele?
    Meno male che si è mobilitato il popolo.

  5. Ma se il padre di uno dei marinai ha detto che a questo punto non sanno nemmeno se sono stati portati a terra… Questo perchè i pattugliamenti delle ns navi sono stati sospesi per questioni di costi.
    Allora dove vuole farlo il blitz, questo … Sministro ?

  6. I familiari dei 5 marittimi italiani della Savina Caylyn, la petroliera sequestrata dai pirati somali l’8 febbraio, sono infuriati. «Da due mesi siamo senza notizie dei nostri cari – spiega Nicola Verrecchia, il figlio del direttore di macchina della nave, Antonio -. La domanda che ogni minuto dei 197 giorni di sequestro sta ossessionando la mia famiglia è questa: quali sono le modalità concrete per giungere ad una definitiva, quanto positiva, risoluzione del sequestro della Savina?».

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