Pensioni e democrazia

Una volta si diceva: è come sparare sulla croce rossa. Specie da quando alla croce rossa sparano davvero, la battuta va aggiornata. E’ sicuramente più attuale dire: è come sparare sulla Casta. Mi fanno anche un pò pena poverini, tutti a parlar male di loro che in fondo pensano al bene dei cittadini e che cosa fanno di grave oltre che suonarsele da soli? Dal vecchio adagio: “se la suonano e se la cantano”. Insomma, sono loro che fanno le leggi e ti pare che si danno la zappa sui piedi? Nessuno capisce il loro dramma delle ferie corte, sarà che c’è gente (che loro rappresentano) che in ferie proprio non ci può andare. Prendiamo le pensioni, per esempio. Stanno lavorando sodo per cercare una riforma che faccia risparmiare qualche lira (euro) alle casse statali. Giusto, sono pagati per questo: per risparmiare. Nessuno evidentemente gli ha ricordato che invece di inventarsi tabelle e tabelline basterebbe guardare in tasca propria. Complimenti sinceri e vivissimi all’Espresso in edicola questa settimana che ha svolto un fior fiore di inchiesta elencando  tutti i 2307 parlamentari pensionati. Non mi dilungo nei dettagli, basterà leggere la lista ma certo fa impressione che un imprenditore ricchissimo come Benetton prenda 2345 euro al mese, che per una persona normale sarebbe un’ottima pensione, e per lui sono gli spiccioli per le sigarette. Per non parlare di Squitieri, Gino Paoli, Carla Gravina. E poi Toni Negri, eletto mentre era in galera per terrorismo, principi del foro o intellettuali di grido come Carlo Taormina, Arbasino, Asor Rea, Bettiza, Scalfari, La Volpe: tutti pensionati. Dopo cinque anni di mandato e ancora prima dei cinquant’anni d’età… lo Stato deve pensare al loro mantenimento… Non è roba da poco: in tutto costano al Belpaese 200 milioni di euro. Tre esempi illuminanti, tre trombati che dopo essersi strenuamente battuti per i lavoratori vivono ora alle nostre spalle (pur avendo un altro impiego): Pecoraro Scanio, 49 anni, 5802 euro di pensione; Diliberto, 55 anni 5302 euro di pensione; Folena, 51 anni, 5527 euro di pensione. E’ la democrazia, bellezza!

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122 thoughts on “Pensioni e democrazia

  1. Purtroppo abbiamo un problema: i legislatori fanno le leggi per i cittadini, ma anche per i legislatori. Altrimenti, se la materia fosse regolata da un organismo terzo, il problema sarebbe risolto domattina se non stasera. In altre parole: conflitto di interessi.

  2. L’ho letto l’articolo eccome,dalla a alla z 2308 ex deputati ed ex senatori che ogni mese prendono un vitalizio da 1700 a 7mila euro.Certo che fa impressione trovare nomi come Carlo Taormina Cesare Previti ,Romano Prodi,Pasquale Squtieri,Vittorio Sgarbi,Lucio Magri???,Franceso De Lorenzo….,Fabrizio Del Noce,Vincenzo Visco,Vittorio Cecchi Gori,Demetrio Volcic.Per tanti di questi sono sciocchezzuole,la mancia per i nipoti…
    Non so dove portera’ questa nuova fase di rivolta verso le istituzioni, mi ricorda gli anni 90,non mi piace specialmente perchè non c’è futuro.Nessuna aria di rinnovamento ,tutti dentro quel calderone stantio.Poi sono anni che Gian Antonio Stella insieme a Sergio Rizzo scrive della casta,tutto gia’ visto direbbe qualcuno ,ma forse ora sono cambiati i termini economici e di interesse.Come nel 92?

  3. Anche se tutto questo l’ho immaginato mille volte, leggerlo mi da il voltastomaco. E’ veramente uno schifo, ci mettono le mani in tasca tutti i giorni.

  4. “Se i legislatori fossero seri”
    appunto!
    Ormai gli statisti son tutti morti, rimangono i politici ma soprattutto i politaciucci!

  5. FACCIAMOCI DEL MALE, leggiamo i numeri della Casta legiferante
    Il 21 settembre 2010, il deputato Antonio Borghesi ha proposto l’abolizione del vitalizio che, al parlamentare spetterebbe dopo soli 5 anni di mandato, mentre al normale contribuente dopo 40 anni.
    Questi gli esiti della votazione:
    Presenti: 525
    Votanti: 520
    Astenuti: 5
    Hanno votato sì alla proposta: 22
    Hanno votato NO alla proposta: 498.

    I numeri si commentano da soli.
    Ci sarebbe da dire anche sui privilegi. Perché oltre a ricavare una “cifra” con l’ attività di Parlamentare, i nostri Rappresentan-ti, ne spendono pure pochissimi:

    Indennità parlamentare (stipendio base)
    5.486 euro netti al mese. (5.613 euro per i senatori)
    I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge: Art. 69.

    Diaria (rimborso spese per il soggiorno a Roma)
    3.503 euro mensili.
    Con penale di 206,58 euro per ogni assenza dalle votazioni, dove si considera presente, il parlamentare che partecipa almeno al 30% delle votazioni effettuate nell’arco della giornata.

    Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori
    3.690 euro mensili.
    (I senatori hanno invece un “contributo di supporto” di 4.180 euro mensili, 1.680 versati direttamente al senatore e 2.500 versati al gruppo parlamentare di appartenenza).

    Spese di trasporto e di viaggio
    GRATIS + ulteriori 1.108/1.333 euro mensili.
    (I senatori percepiscono 1.650 euro mensili che comprendono anche le spese telefoniche)
    I parlamentari usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.
    Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino, e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è pre-visto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, e a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

    Spese telefoniche
    258 euro mensili.
    I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche.

    Assistenza sanitaria (integrativa)
    TOTALE STIPENDIO NETTO MENSILE:
    14.269 euro al Deputato e 15.000 euro al Senatore.
    I contribuenti italiani pagano circa 240 MILIONI di EURO ALL’ANNO per stipendiare i 945 Parlamentari al LORDO di imposte, contributi ecc. (agevolazioni sui trasporti escluse).

    Il Parlamentare ha anche diritto a:
    Assegno di fine mandato (liquidazione)
    Al termine del mandato parlamentare, il parlamentare riceve un assegno che è pari all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
    Praticamente, la sola indennità lorda è di 11.704 euro, cifra che occorre moltiplicare per ogni anno di mandato non inferiore ai 6 mesi. Se il mandato fosse di cinque anni, il parlamentare ottiene una “liquidazione” di 58.520 euro.

    Assegno vitalizio (pensione)
    Il parlamentare, dopo 5 anni di mandato effettivo, riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti.
    L’importo dell’assegno varia da un minimo del 20 per cento a un massimo dell’60 per cento dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.
    La pensione di un parlamentare va da un minimo 2.304 euro a un massimo di 6.912 euro al mese. Per garantirsela bastano 5 anni di mandato.
    Cinema, stadio, teatro, pranzi e cene (soprattutto quelle al Transatlantico), giornali, musei e molto altro, sono tutti spesati, o dati a prezzi ridicoli.

    1. Molto interessante: hanno votato sì alla proposta soltanto 22 su 525. Questa si dice trasversalità. Litigano (o fanno finta) su tutto, in nome nostro, ma in loro trovano subito l’accordo.

  6. Io sono contro la violenza ma se qualche pensionato vero che incontra per strada uno di questi e, per rabbia, gli tira una statuetta della torre di Pisa, l’urna del Sangue di San Gennaro, la tibia di San Gregorio o qualsiasi altra santa reliquia non gli vogliamo riconoscere almeno qualche attenuante??

  7. Vero,, un conto sono le chiacchiere,un conto è leggere le cifre. Certe pensioni se le sognano lavoratori da 40 anni, questi le intascano dopo cinque anni. E hanno la sfrontatezza di ridurre quelle degli altri.

  8. A questo punto,passo dall’altra parte…in molise ad ottobre si vota, va a finire che mi candido!

  9. Grazie Pino!! Magari ne avessi il coraggio,non so se riuscirei a sopravvivere fino al raggiungimento della pensione..

  10. A volte mi viene la tentazione di istituire un tribunale (il più goliardico possibile) per giudicare questi signori e comminare loro pene altrettanto goliardiche che vanno dalla gogna, alla colla e penne di gallina di scontarsi nelle piazze delle nostre città. Sò che con la “faccia de tola” che si ritrovano supererebbero in fretta la vergogna ma….

  11. Sicuramente il discorso delle pensioni dei parlamentari è una vergogna. Ma quello che io trovo più grave è che tutti sanno che abbiamo un’evasione fiscale record nel mondo ed una quantità di lavoro nero che si aggira intorno al 3o% ma nessuno vuole metterci mano. Basterebbe recupera il 25% dell’evasione e non avremmo bisogno di fare nessuna manovra. Il discorso sulla casta è diventato ormai un’arma di distrazione di massa. Un altro enorme problema , sempre legato alla politica, dove si annidano 10 miliardi di euro di sprechi , sono l’elevato numero di assunzioni pubbliche derivate da anni ed anni di scambi di voto. In Sicilia ci sono 15.000 dipendente pubblici ( assessori , portaborse , consulenti , ecc… ) mentre il Veneto , paragonabile alla Sicilia per numero di abitanti , ne ha solo 3000. E tralasciamo il confronto tra la qualità dei servizi offerti. Estendiamo il discorso a tutta l’Italia ed arriviamo tranquillamente a circa 100.000 persone pagate per non fare un emerito …….
    Poi mi vengono a dire che sono una testa calda se mi incazzo quando vogliono toccare le pensioni o quando ci viene detto che ci vuole maggiore produttività e quindi più flessibilità. Tutta stronzate. La maggiore produttività per fare cosa , visto che in Italia si produce solo più la pizza e qualche vestito firmato ? Dove sono gli investimenti per creare occupazione ?
    Mi viene in mente Della Valle che fa ristrutturare il Colosseo a sue spese , ma ha metà delle sue aziende in Cina. Non sarebbe meglio se riportasse un pò di lavoro in Italia ?
    Certo il Colosseo è importantissimo , però alla fine ci guadagna. Per un bel periodo , durante la ristrutturazione , lo tappezzeranno di pubblicità. Chissà di quale marca ? E’ un volpone Della Valle , ma chi vuole prendere per il culo …
    In questo paese gli imprenditori sono un branco di pezzenti che vogliono fare impresa con i soldi pubblici. Loro non rischiano mai niente. L’Italia è degli operai. Tutti gli altri sono mantenuti dal sudore di tanta brava gente.

  12. Visto che vogliono mettere le mani nelle tasche dei pensionati, è giusto ricordare quanto siano indecenti. Non è distrarre da altri problemi. Perchè questo è un problema.
    Non è che ogni volta bisogna fare un discorso completo sui massimi sistemi. Non è che ogni volta bisogna ricordare quanto siano mascalzoni gli “schifosissimi ricchi”, come li definisci. Un argomento per volta. Anche perchè parlare sempre di tutto e di tutti è come non parlare di niente. Tu sei esperto di informatica, io di comunicazione: fidati.

    (Della Valle non ha mai nascosto di essere un paraculo, non prende in giro nessuno. Ho conosciuto il padre, vecchio e onestissimo scarparo. Il figlio ha costruito un impero, partendo da un paesino di tremila abitanti. Dando lavoro a migliaia di operai. Per cortesia, non facciamo qualunquismo: la classe operaia da quel che dì che non va più in paradiso).

    1. @ Pino
      Volevo semplicemente dire che il tema delle pensioni dei parlamentari non fa altro che avvalorare il fatto che questa classe politica ha superato il limite della decenza. Certo , anche loro dovrebbero diminuirsi la pensione. Ma non vorrei che, se mai arrivassero a tagliarsi qualche privilegio, poi si ripresentino al popolo come dei verginelli puri e immacolati. Non sono certo questi tagli che risanerebbero i conti dell’Italia. Io vorrei sentire questi signori parlare di lotta all’evasione. Sarò ripetitivo ma è questo il punto. Basterebbe ristabilire la legalità per risolvere i problemi finanziari italiani. ( facile a dirsi vero ).
      Invece battono sempre per la solita strada. Se faranno macelleria sociale la corsa verso il default sarà ancora più rapida di quanto già non lo sia.
      Voglio dare delle cifre per farvi capire perchè sono incazzatissimo :
      – Stima ( per difetto, in quanto non riescono a capire bene quanti soldi della mafia siano coinvolti ) dell’ammontare dei capitali su fondi esteri evasi dall’Italia = 400 Mid di Euro
      – Stima ( anche questa per difetto ) dei capitali dell’intero sistema mondiale nelle società offshore 11.000 Mid di dollari praticamente il 30% dell’intero prodotto dell’interno Pianeta Terra che è di 35.000 Mid di dollari. In pratica con quei soldi, che non si sa bene a chi appartengano, si potrebbe azzerare l’intero debito USA o addirittura azzerare tutti i debiti degli stati europei e ne avanzerebbero pure.
      Stiamo parlando di un capitale immenso che sfugge al controllo di qualsiasi stato, perfino ai “potentissimi” Americani.
      Quelli son tutti soldi rubati ai cittadini onesti di tutto il mondo. I possessori di quei soldi sono quelli che vivono moooolto al disopra di ogni possibilità e di ogni legalità.

    2. Ma il punto è proprio questo. Secondo me siamo arrivati al punto in cui la gente deve capire perchè ci troviamo in questa situazione e chi sono i responsabili. Se si analizza una cosa per volta non si da la visione reale del problema. Infatti vediamo che la BCE ci impone una manovra mentre sento gente dire che era meglio quando c’era la lira. Non capiscono proprio un emerito ……
      Ci piovono manovre sulla testa e non sanno manco perchè. Un ammasso di capre. Poi basta che gli dici tagliamo le pensioni ai parlamentari e si sentono contenti. Sono convinti di aver avuto la loro vendetta.

      1. La gente da tutti questi discorsi capisce solo che sei incazzato. Io non metto bocca quando parli di “warm”, ma tu non sai, per esempio, che al massimo la gente normale legge con attenzione le prime tre righe. Non ti sfuggirà che ormai si va a slogan, infatti. Altrimenti non arriva niente, non è efficace. Ma fai come vuoi.
        Io sono d’accordissimo con te sull’euro, tanto per dirne una, ma la gente sta a sentire magari i vertici leghisti che rimpiangono la lira. Loro non sparano le cazzate tutte insieme, ma una al giorno così restano impresse ;)))

        1. E’ propio così. Tante parole per dire quello che tu hai riassunto in due righe. E lo so ma non ce la faccio. Son fatto così. Non è per presunzione o altro. Ma giuro che prenderei un megafono e andrei in giro tutto il giorno per cercare di risvegliare la gente. E non perchè io sia il portatore della verità assoluta , ma per cercare una reazione di un popolo sempre più passivo. Siamo arrivati al punto che se fai un graffietto all’auto di qualcuno rischi di ritrovi in coma all’ospedale e se gli dici che gli stanno fregando il futuro alzano la spalla e ti prendono pure per scemo.

  13. certi discorsi sui “padroni” non li fa neanche piu’ bertinotti…. se gli imprenditori italiani fanno lavorare all’estero sicuramente e’ perche’ sono dei filibustieri ma anche perche’ i sindacati hanno chiesto di tutto e di piu’ e fare impresa da noi e’ sempre piu’ difficile: per anni hanno chiesto contemporaneamente aumento del salario e riduzione dell’orario di lavoro, e poi si meravigliano che un’azienda chiude?

    1. Non vorrei essere ripetitivo. Ma mi spieghi perchè in Germania crescono al 5% ? Eppure i loro stipendi sono molto più alti di quelli italiani. Se fosse vero il discorso della corsa alla competitività attraverso la riduzione dei salari , la Germania sarebbe la più sfavorita rispetto al mercato cinese, dove lo stipendio medio è di 300 dollari. Ma così non è. Dove sta il magico potere dei tedeschi , che nonostante questi stipendioni , quest’anno la BMW ha aumentato le esportazioni del 50%. Ovviamente frutto dell’enormi vendite sui mercati orientali.
      In Italia i sindacati hanno fatto un grosso errore. Si son fatti fregare secondo la logica che l’abbassamento del costo del lavoro avrebbe aumentato la competitività. Ecco il risultato : lavoratori più poveri , più precari e crollo del mercato interno. Ringraziamo governo , confindustria e sindacati. Pensa che si sono resi conto anche loro dell’enorme stronzata che hanno combinato. Adesso perfino Confindustria dice che bisogna dare più soldi ai lavoratori ( lo dicono solo perchè hanno capito che hanno abbattuto il mercato interno ). Siamo veramente al mondo alla rovescia. Ora gli stessi personaggi si vogliono mettere nuovamente intorno ad un tavolo. Per fare cosa ? dare 200 euro in busta paga chiedendo in cambio l’innalzamento dell’età pensionabile ( così pagano meno contributi ) e una drastica riduzione dei diritti per i lavoratori. Se pensano di risolvere così i problemi della competitività italiana stiamo freschi. Ci manca solo che arrivi il salvatore Montezemolo con il piano Marchionne per l’Italia. Basta imprenditori , ci hanno rotto le ……. Ci è bastato già il grande mitico e glorioso Cavaliere…….

          1. Io ti voto e voto pure Naide in amicizia! Non si fa così in Italia?Ma in che collegi vi presenterete?Ah solo capolista of course

  14. Non rispondo piu’ alle provocazioni di Francesco,Specialmente quando scrive “In questo paese gli imprenditori sono un branco di pezzenti che vogliono fare impresa con i soldi pubblici. Loro non rischiano mai niente. L’Italia è degli operai. Tutti gli altri sono mantenuti dal sudore di tanta brava gente.” Non ho nessuna voglia di raccontare quanto si possa essere sfruttati come ,piccoli,imprenditori da persone alle quali avevi dato fiducia,lavoro e qualche volta pure aiuti personali.Lasciamo perdere va’.

    1. @ irisilvi
      Io non parlo degli imprenditori onesti o delle piccole aziende. Anche loro si fanno il mazzo e contribuiscono a mantenere questo stato. Io parlo di quelli che rubano e che vanno avanti a colpi di mazzette. Parlo di grossi gruppi finanziari. Quelli sono i ricchi schifosi che io intendo. Io non disprezzo il ricco e la richezza purchè sia frutto del lavoro e non di furberie o ruberie.
      Parlo di imprenditori straccioni. Si , parlo di quelli che tramite cricche e cricchette investono con i nostri soldi. L’impreditore , quello vero . è colui che mette in gioco se stesso e i suoi capitali.
      Spero di essere stato chiaro.

      1. Francesco: io speriamo che me la cavo! Altrimenti mi sa che mi tocca emigrare tra i crucchi ,come vuoi fare tu ;)
        Solo che ho superato i limiti di eta’…..

      2. Non parli degli imprenditori onesti e delle piccole aziende, ma, per come ti esprimi, ci metti dentro al calderone dei dannati anche quelli.
        Se ti spieghi meglio, le persone ti capiscono.
        Certamente nessuno, in questo luogo virtuale, possiede il dono di leggerti nel pensiero.

  15. infatti ormai lo conosciamo tutti a memoria: ripete la solita lezioncina (sotto qualsiasi argomento) in maniera oltretutto sgradevole, offendendo un sacco di gente, poi se uno gli risponde a tono si offende e se ne va… poi torna ma mica cambia…

  16. Tutto sommato Francesco ha ragione.
    E’ che si lascia prendere “la tastiera” dalla rabbia.
    Non riesce a centrare il problema nel preciso contesto…e parte per la tangente.
    Purtroppo esprimendo le sue giuste ragioni o rivendicazioni, come una ruspa sul bordo di una piscina.

  17. …e menomale!
    Francesco fa delle analisi molto lucide della realtà, e condivido tutto quello che ha detto! (purtroppo). Anche nell’altro post, quello dei cinesi.

    Ma questo è solo un saluto.
    Ciaooo!

  18. Sai una cosa? Non c’entra niente, ma mi piaceva condividerla. Oggi su Google+ mi ha messo fra quelli che segue Roberto Saviano. Neanche ci conosciamo di persona: mi ha fatto piacere. Significa che in fondo valeva la pena di vivere una vita onesta di cronista.

    1. Chissà cos’è questo google +… infatti non ho mai aderito all’invito per farne parte.
      Dev’essere tipo facebook…

      1. Si è una specie di facebook , ma si basa sul concetto delle “cerchie”. In sostanza hai la possibilità di creare vari gruppi ( appunto le cerchie ) e per ognuno di essi puoi impostare cosa condividere. E’ un sistema meno invasivo di facebook che ti da la possibilità di avere più controllo sulla tua privacy. Cosa che con facebook è impossibile.

        1. Grazie ;)))
          immaginavo, no ma internet mi stressa di fondo… tutto questo parlare..dopo un po’ mi stressa, niente google +:)))

  19. Visto che mi hai chiamato Web Master ora ti spiego perchè un commento è tecnicamente un post.
    Quando invii un commento verso un server web tramite il protocollo http, stai effettuando una “POST” request ( e cioè usi nell’header i cosiddetti “Verbs ” in questo caso appunto il “POST” verb ).
    Quando invece scarichi una pagina o dei dati dal web server utilizzi il verbo “GET” ecc..
    Quindi i miei commenti sono a tutti gli effetti dei “POST” ahahahaha !!!
    Ora mi banna veramente ……..

  20. No, mi piace invece ;))) Allora mi devi spiegare qual’è la differenza fra chi scrive e chi commenta. Come si chiama sul web quello che nei giornali si chiama articolo? E in televisione si chiama servizio? Insomma come si distingue un autore da un commentatore?
    (Considera che per noi comuni mortali l’articolo si definisce normalmente post, proprio per distinguerlo). Con calma, anche domani…

    1. @ Pino
      Visto che hai lavorato in Rai , facciamo un esempio televisivo. Ovviamente rimaniamo sempre sul tecnico. Il tuoi servizi ( ricordo quelli dalla Libia per esempio ) quando arrivano in Rai , vengono montati in un RVM giusto ? I seguenti commenti di esperti o politci al tuo servizio sono anch’essi dei montaggi e quindi degli RVM. Come vedi tecnicamente il parallelo con il POST torna…. ahahahaha !!! ;)

      1. Ma che dici? Sei completamente fuori strada. Intanto gli RVM sono ormai superati dal digitale e io dalla Libia mandavo dei “file”. Sì, “file” come quelli che mettiamo qui. E casomai anche i servizi che ancora resistono in elettronica non sono… montati, ma poggiati. Cioè messi su una cassetta pronti per andare in onda. I miei servizi li monto io e, con il digitale, anche fisicamente, sicuramente come autore. Il parere (quando c’è) è comunque montato da un giornalista, cioè da un autore e soprattutto c’è un responsabile che decide di trasmetterlo, il potere è il suo. Ecco la similitudine con un blog: un commento sbagliato può anche non essere pubblicato, se c’è la moderazione, o cancellato.
        Ma perchè non parli di cose che capisci molto più di me e lasci stare la televisione? ;)))

  21. Posso dare una mia interpretazione sulla disputa letteraria dei post? La differenza sta negli apostrofi! C’è chi li sa mettere =scrittore ,chi non li sa mettere (pure per me eh) =commentatore.Poi esiste una terza categoria che si colloca tra i postatoricommentatori ai quali va tutta la mia gratitudine in quanto se ne fregano,della forma ,ma diventa un piacere casereccio leggerli,sanno di pane fatto in casa.Genuino.Mi permettono di riflettere quanto i’articolo e spesso sono approfondimenti di valore,spesso con piccole frasi raccontano un mondo.I nomi non servono,ma qui ne ho trovati parecchi.Una solo richiesta , non essere definiti e non sentirsi “opinionisti”,sarebbe troppo…..sconcio.

  22. A volte può dire molto un “commento”: diventa una specie di post, un articolo, se vi sono espressi dei contenuti.
    Certo se uno interviene solo per fare ‘chat’ e salutini esprimendo il nulla… la differenza si sente. Il problema è che ormai anche sui giornali, per non parlare dei social network, spesso si parla di aria fritta: mille giri di parole…ma per dire che?
    No, per me non c’è molta differenza tra ruoli e definizioni, un po’ come uno che fa il regista ma potrebbe tranquillamente far l’idraulico – come testa, e con tutto il rispetto per gli idraulici – e magari un altro fa per l’appunto l’idraulico ma ha i contenuti e il senso artistico di un genio nascosto. Tecnica e anima, forma e sostanza…il conflitto resterà sempre lo stesso. Personalmente prediligo la sostanza, il contenuto…all’involucro. Ma riconosco le difficoltà oggettive, anche di sintesi e di spazio, per lanciare temi e articoli su un blog: intanto viene recepita la metà di quel che si dice, poi di solito il cazzeggio va per la maggiore, la gente ama distrarsi senza voler pensare troppo. C’era un periodo in cui scrivevo cose più approfondite infatti, ma ci ho anche praticamente rinunciato.

  23. Allora spuntano i domandoni: cosa è un blog? Un luogo virtuale di intrattenimento? Un salotto digitale, con approfondimenti di fatti e situazioni? Uno scannatoio dove insulti in rima, fanno da spartiacque tra scontro e confronto di idee?
    Di certo se non c’ è democrazia, tanto per ritornare all’ argomento del post, va in pensione dopo un colpo di tosse.

    1. Un imbavagliamento della libertà culturale e di pensiero già c’è. In generale intendo, non è questa un’altra di quelle questioni squisitamente italiane… ma proprio consuetudine a un’ipocrisia generale. Mera ricerca di sudditanza, anche, in certi casi. Come nella vita.
      Personalmente l’ho preso per un ‘salotto virtuale’, un luogo d’incontro come un altro, cercavo di ritrovare quel calore un po’ bohemien nelle serate col mio amico pittore… ipnotizzata dalla sua cultura unita a un’ironia al vetriolo, sempre intelligente, i racconti della sua vita che equivalevano a un film… ma infatti lui ce l’ha a morte coi social network, ha detto che li odia quelli come noi: “gli opinionisti!” ha imprecato. Ma siccome, pur inclusa nella ‘specie’, prediligo ironia e autoironia…ho sorriso dandogli pienamente ragione. A meno che… torna il discorso di prima dei “ruoli” e delle “definizioni”, alcuni non abbiano veramente qualcosa da dire, facciano dei ragionamenti cioè, con verità e consapevolezze…. che è un piacere leggerli o starli ad ascoltare. Un po’ la differenza tra una mia amica tutta perfettina – almeno lei si sente così – e le sue squallide e vuote serate…ma “definite” normali, con “ruoli” d’apparenza predefiniti, e quel…vedi? non posso dire certi aggettivi su un blog! …del mio ex localino…ma dove si respirava cultura, ironia, intelligenza, conoscenza. (col mio barman e il mio amico pittore, entrambi di 80 anni pure; ma anche musicisti, discografici, attori, ex cameriere..tra cui anch’io, e tutti più o meno scombinati ma vivi. Ma con senso estetico ;)))
      Poi, è un’altra conseguenza della crisi…pure questa: scrivere su un blog anzichè viaggiare, non è mai stato il mio obiettivo nella vita.
      Ma come nella vita…. alla fine sono sempre incontri… di infiniti livelli di coscienza.
      (per me questa frase è tutto. C’est tout).

  24. Il blog è uno spazio (virtuale) personale, per cui può essere qualsiasi cosa, cioè dipende da chi lo gestisce, da come lo imposta, da quello che cerca o che propone. Anche un forum è una piazza virtuale La differenza con un blog è che il moderatore si limita a “osservare” il dibattito, mentre un blogger ne è parte attiva.
    Di sicuro, un blog senza commenti è come una cornice senza quadro.

    1. La differenza tra un blog e un forum è nel tipo di relazione tra quelli che scrivono: generalmente nel blog è del tipo “uno-a-molti” (o al limite “pochi-a-molti” in quelli gestiti da un gruppo), mentre nei forum è del tipo “molti-a-molti” e, a parte il ruolo dei moderatori e degli amministratori, la comunicazione si svolge su un piano paritetico. D’altra parte il blog (web-log, giornale di bordo, diario informatico) nasce come spazio personale, quasi intimo. Quanto ai commenti, io credo invece che in teoria in un blog potrebbero anche non esserci affatto: quello che realmente qualifica un blog sono i contatti, il numero di persone che lo legge.
      Questo in teoria. In pratica le cose non sono mai tutte nere o tutte bianche, e ognuno gestisce il proprio spazio come crede. Ed è vero, un luogo dove si può discutere, commentare, concordare o dissentire è molto più vivo e vitale. Anche più difficile da gestire. Questo l’ho imparato su questo blog. :)

  25. Vorrei insistere sul discorso che il debito della nazione è una trappola che viene messa in atto da banche , politici e multinazionali per derubare interi popoli e nazioni. Vi consiglio quindi di guardare su youtube : “DIARIO DEL SACCHEGGIO” uno stupendo documentario che spiega le cause che hanno portato l’Argentina. alla povertà. Le somiglianze con la situazione italiana è impressionante. Guardandolo avvolte sembra che si stia proprio parlando dell’Italia. Se non lo avete visto e se veramente volete capire cosa ci sta capitando e a cosa potremmo andare in contro vi prego di guardarlo. Il documentario è diviso in 11 parti. Io posto qui solo la parte 2. Ma se avete la voglia e la pazienza guardatelo tutto fino alla parte 11 che si conclude dicendo una cosa sola : Il popolo Argentino è riuscito a fermare gli sciacalli solo quando sono scesi in piazza. Il popolo unito è imbattibile…
    Parte 2

    Parte 11 il finale

  26. @ Francesco

    Nessuno si augura questo, spero. Arrivare al cambiamento tramite una guerra civile è terrificante. Io non posso neanche vederle quelle immagini. C’è da augurarsi un cambiamento e una presa di coscienza civili, con civiltà.
    So che ne siamo lontani, lontanissimi. Ma io sono per la NON VIOLENZA, è inutile.

  27. @ Sissi
    Certo che nessuno si augura questo. Di sicuro non si arriverà a quei livelli. Ma ci andremo molto vicino. Già adesso si parla di privatizzare e liberalizzare seguite a politche neoliberiste. E’ la stessa cosa che avvenne in Argentina prima di arrivare al crollo totale. So che ci vuole tempo a guardare le 11 parti del documentario. Ma se non lo guardi tutto , non capirai mai come si può arrivare a certe cose. Anni ed anni di bugie. Alla fine il popolo derubato è esploso. Quindi per evitare di arrivare a quella situazione , forse è meglio che il popolo si faccia sentire.
    Menen ( il presidente argentino che ha dato il colpo di grazia ) è la fotocopia esatta di B.
    Parte 5 e 6 ;)

  28. Ecco dove stanno i limiti di un blog. Questo è sicuramente libero, è fra i pochissimi d’informazione, che non ha moderazione, dunque tutti posso scrivere liberamente. Però un blog (lo dice la legge) ha delle responsabilità, perchè non è uno spazio aperto e anonimo ma risale all’autore che si assume anche l’onere dei commenti. Resta infatti un “diario personale”, Per cui quando Francesco insiste sull’idea della rivoluzione mi viene sempre l’orticaria. Quoto Sissi e la stragrande maggioranza dei frequentatori di questo blog: la strada non è quella della violenza. E qui non passerà mai!

    Poi la storia del “pueblo unido” è molto romantica, ma assai antica. I cittadini sono tutti pupazzetti in mano ai poteri forti. Se divagassi anch’io potrei per esempio ricordare le vicende delle brigate rosse, fagocitate dai servizi segreti ma non è il caso.

        1. Vero. Ma comunque in quel caso cambierei lo pseudonimo e posterei da un proxy server russo o polacco. Sarebbe divertente però !!!
          Quelli della polizia postale penserebbero che dietro ci sia la mano dei comunisti sovietici e del KGB ahahaha !!!! ;)

          1. Ti divertiresti poco. B. chiederebbe la tua testa a Putin al prossimo weekend in dacia. E poi il mio amico Oleg ti scoprirebbe subito…

  29. Non è un’ incitazione alla violenza. Ma solo un invito ad una presa di coscienza. E ribadisco che il popolo argentino fece una manifestazione pacifica. Questo dimostra che non avete visto il video parte 11. Non che sia obbligatorio , ci mancherebbe altro , ma fare un processo alle intenzioni senza sapere quello che voglio dire è un errore.
    Pino, ovviamente sei padrone di togliere quei video e quei commenti. Ma il mio punto di vista è quello.
    Visto che il tema del post ha come argomento le pensioni e la democrazia , mi sembrava opportuno evidenziare come ciò che pare acquisito in realtà non lo è mai definitivamente.
    Comunque per pacificare gli animi vi dico che , se ne avete voglia , di guardate i video ma non scendete in piazza. Ma almeno uscite sui balconi con le pentole ed i coperchi.

  30. Rileggendo il post ed i commenti mi frullano per la testa molte parole: giustizia sociale, democrazia, rivoluzione, compromesso, etica, disponibilità, incazzatura, esasperazione, repressione, violenza e via dicendo. Ma ormai mi rendo conto di non essere quasi più capace di dare loro il giusto peso.E’ come se il mondo fosse diviso in più strati in ognuno dei quali il significato di queste parole prende una conotazione diversa. Quello che per me è etico per altri è una banalità, quello che per me è violenza per altri è un mero strumento per raggiungere un obiettivo, quello che per me è giustizia per altri è solo un impiccio. Non sò se l’età mi ha fatto perdere un pò di elasticità mentale ma mi sento un tantino out

  31. @ Barba
    Io credo che il periodo della pensione è di per se un’opportunità. Dopo una vita di lavoro e sacrifici finalmente ci si può dedicare a se stessi. Ovviamente questo dipende da come ognuno sa valorizzare il proprio tempo libero. Ma il fatto che tu sia “sulla Torre” denota una certa vitalità e la voglia di capire e partecipare. Non credo tu sia out ;)
    Almeno che tu non sia un leghista che va a Pontida ad ubriacarsi con l’acqua del Po…… ahahaha

  32. Durello e Soave, altro che acqua del Po e quando è il caso isso il tricolore non la mariuhana e che cavolo è! E’ vero a dispetto delle 64 primavere sono ancora un curiosaccio famelico ma mi sono incancrenito un pò su certi valori che ormai sembrano desueti.

  33. Caro Giorgio, intanto sei un giovanotto. E comunque dobbiamo prendere atto che spetta a noi difendere certi valori. Insomma, il lavoro pulito qualcuno dovrà pur farlo….

  34. Caro Pino, ti ringrazio per il giovanotto. Il discorso della gioventù, non solo anagrafica, sarebbe un discorso lungo da fare ma non è questo il post giusto.

  35. Sicuramente! Più che “vecio” come dite voi al nord, direi uno dei “saggi” come c’erano – una volta – al Tg1…
    E non ti far fregare da questi ragazzotti tutto pepe ;)))

  36. @ Barba: sono i differenti livelli (stati) di coscienza! di cui parlavo, io mi spiego tutto solo così.

    @ Francesco

    Ma io sono anni che temo la stessa fine dell’Argentina…lo so benissimo quello a cui stiamo andando incontro, e ti condivido sempre in tutto quel che dici; nè la mia era una critica di alcun tipo al popolo argentino, ci mancherebbe altro. Avevo visto il video 11… dopo il 2, e durante quella canzone meravigliosa, più l’atrocità che hanno passato…mi scorrevano le lacrime impotente completa. Non sono certo di quelli che dicono “la gente per bene non va in piazza”…. eh. Ma, pur pacifica che fosse, hanno vissuto la guerra civile. Io dico solo che ci sono altri mezzi per il cambiamento, tipo l’allargamento della coscienza, cercando di evitare guerre, rivoluzioni, violenza. Condivido Pino che l’idea di popolo va presa con le mollette: non il popolo inteso nel suo senso più alto, ma proprio quel “popolo” che, non dimentichiamoci, ha scelto barabba, hitler, mussolini. Sì, spesso sono pupazzetti nelle mani dei grandi poteri o di ciò che la coscienza non gli aveva rivelato prima – e in tanti casi manco dopo. Vedi perchè insisto che siamo tanti differenti livelli di coscienza, è inutile.

    Per il resto sono d’accordo con te sugli Stati, tutti, completamente inchinati al mondo della Finanza: se i politici si rendessero almeno conto, tornando al titolo del post, che oltretutto sono diventati completamente inutili, forse si regolerebbero di più. Il mondo è in mano alle regole spietate del denaro, le leggi le fanno loro, sta in mano agli economisti e alle banche in realtà.
    Ed è proprio questo il punto, la fine di un mondo, di un capitalismo diventato una stortura, per il quale chissà se un giorno l’occidente proverà un forte senso di vergogna, come diceva R. Steiner (sempre quel filosofo che mi piace).
    Per l’Europa, oltre a condividerti che evidentemente c’è qualcuno cui non fa comodo un’Europa forte, centrale, che possa fare da fulcro d’equilibrio tra le due polarità della Terra (oriente/occidente), penso che il casino è iniziato molto tempo fa.
    Da una parte il trionfo dell’era dell’industria e della tecnica e, dall’altra, la consacrazione della sconfitta degli impulsi spirituali europei provenienti dalle correnti del classicismo e del romanticismo, dell’individualismo filosofico, della scienza ispirata da Goethe, delle idee democratiche e liberali del socialismo originario etc. C’è stato un appassimento di tutte le forze di vita interiore, spirituale, idealiste-culturali nel vero senso della parola, e, come conseguenza: distruzione della natura, desertificazione interiore, l’accumulo di armi di distruzione di massa. Anima? sono quelle che Erich Fromm definisce anime necrofile – “arimaniche” secondo la terminologia antroposofica (Steiner), in balia di denaro e potere.
    La fede cieca nella scienza, lo sciovinismo nazionale e di partito, il modo di vivere materialistico, l’imbavagliamento della vita spirituale e culturale hanno fatto il resto con i risultati che sono noti: Auschwitz, Hiroshima, Gulag, carestie, genocidi.
    Adesso ci risiamo, senza soluzione, con altro tipo di catastrofi intendo, e c’è chi dice siamo soltanto all’inizio.

    P.S. Tu che vai a Berlino, lì pare che siano in tanti a conoscere l’antroposofia di R. Steiner e la Triarticolazione sociale, sai? Ti piacerebbe molto, secondo me. Tu già ragioni così… è il nuovo umanesimo, l’Uomo al centro della vita, l’essere umano al centro… sui criteri di libertè, egalitè, fraternitè… nel loro senso originario, senza deviazioni. E’ molto bella.
    Vabbè ciaoo! sarà lunghissimo:)))

    1. @ Sissi
      A Berlino c’è quel movimento culturale che mette assieme i desideri dell’uomo con la necessità comunque di integrarsi in una società moderna. Non è un caso che in quella città ci vogliono andare a vivere tanti giovani. Detto in poche parole una città a misura d’uomo dove il denaro è al servizio del lavoro e delle passioni di ognuno e non il contrario. Certo non è tutto rose e fiori , ma credo che sia un modello che tutta l’Europa dovrebbe seguire.

      1. @ Francesco

        Vedi. Perchè si vede che è l’economia al servizio dell’uomo e non il contrario. Il punto centrale è la persona… e non il profitto. L’agire economico non deve essere fine a se stesso….. ma un mezzo per provvedere alla collettività, tramite il soddisfacimento delle necessità e la creazione di prodotti sì, ma anche fornire sicurezza con il lavoro e il guadagno. Non conta il valore di mercato dell’uomo, ma la sua dignità…. e la sicurezza di un’esistenza dignitosa.
        Certo, mica è chiedere la luna… mi rendo conto. Ma qua…. come ormai è diventato un po’ dappertutto comunque, proprio per quanto dicevamo, è “la luna”. Sì, ti dicevo che ne avevo sentito parlar bene anch’io. Come appartamenti, costi, esentasse per affittuari, una ricca vita culturale. Intanto è un esempio… anche se la Merkel non fa sconti a nessuno.
        In tutti i casi… lo sai che temo. In generale… proprio.

  37. all’erta stò! ora però stacco perchè se no diventa una chat e non voglio togliere altro spazio ad una discussione molto più seria.

  38. @ Roberto… spiritoso ;))

    Io non ci sono mai stata a Berlino eh, però leggevo , sempre, che lì pare che siano in tanti a conoscerla e che dalla caduta del muro in poi hanno perso un’altra occasione storica per attuarla. Siccome Steiner l’aveva già proposta nel 1912, dicendo che o l’Europa attuava il suo compito, cioè questo, oppure sarebbe accaduto qualcosa di tremendo: infatti è arrivato il nazismo.
    Ora ci risiamo, in altre forme (ed è pure mondiale la cosa).

    Allora, adesso la accenno va. Funziona così: è a immagine umana, dell’Uomo appunto, e come l’Uomo è tripartito tra testa, cuore, arti, cioè pensiero, sentimento, volontà, così lo Stato: sfera politica, economica, culturale (religiosa a scelta) indipendenti, staccate, separate l’una dall’altra. Che possono venirsi in aiuto qualora ce n’è bisogno, ma proprio per poterlo fare devono essere staccate, autonome, non devono interferire normalmente.
    Egalitè: leggi, politica, Stato.
    Fraternitè: economia (abbiamo visto che il liberismo porta solo egoismo, in economia – pur concedendo tutta la libertà d’impresa, anzi… si parla perfino di non tassare le entrate, perchè sarebbe come una tangente che lo Stato prende tra produttore e compratore, comunque libertà d’iniziativa e di finanziamenti… questo sì, ma fraternità sennò subentra l’egoismo che vediamo. E quindi l’Uomo non è una merce, ma la merce è quella da lui prodotta, ogni uomo, anche dipendente, in ogni lavoro diventerebbe come l’imprenditore di se stesso.
    Libertè: ambito culturale-spirituale-religioso (libertà di pensiero e di espressione, di produzione artistica, di religione compreso l’ateismo: LIBERTA’.

    Poi: una rendita garantita dallo Stato per tutti, non in maniera bolscevica ma ragionevole, proprio come diritto alla vita e all’esistenza, come diritto di cittadinanza. A quel punto si può scegliere il proprio lavoro – che resta con differenti retribuzioni e guadagni – in base alle proprie attitudini e inclinazioni. Ma con possibilità di studio, gratuito, e di evolversi. Se per dire, io posso studiare quanto voglio, ma in matematica sono una capra e non farò mai….. l’ingegnere aerospaziale, mi ‘accontenterò’ di fare composizioni di fiori in un vivaio perchè quello so fare. E magari mi piace pure! Mi spiego? Non è detto che debba farlo tutta la vita però, posso crescere, cambiare idea, studiare, scoprire nuove attitudini. Tutte attuabili, dipenderà da me, ecco perchè rimette l’Uomo al centro. C’è anche la gestione temporanea della proprietà privata: non è la collettivizzazione delle imprese… no, è una “gestione temporanea”. Se un dipendente di qualsiasi azienda ha delle idee brillanti per quell’azienda, è giusto che ne assuma temporaneamente la gestione. Quando avrà finito e arriverà un altro, toccherà a lui e così via. (sempre perchè c’è lo sviluppo dell’essere umano al centro della vita). Poi…. il denaro dovrebbe scadere dopo un tot di anni, così si rimette in circolo – e si eviterebbe di polverizzare miliardi nel giro di un secondo, oltre che è mezzo virtuale, ora. Sempre a immagine del corpo umano: il sangue deve circolare no? e così il denaro. Tanto non c’è problema di pensioni, perchè c’è la rendita originaria statale.

    Poi che altro… sì insomma è a immagine umana. Però, ci sono due però: 1. come glielo spieghi che è la “tesi” dell'”essere in divenire”, anzichè dell’avere. 2. c’è ancora il rischio che con la rendita statale non lavorerebbe più nessuno (per i medesimi motivi del punto n. 1). Insomma non deve diventare un altro “modello” preconfezionato, serve moralità….. serve più coscienza! a portata d’umano, proprio. Non siamo pronti, non ce la possiamo fare ancora. Allora, rimette l’Uomo al centro, perchè come vedi va oltre…. il gruppo, la categoria, la specie, la cerchia, la congregazione, il clan, il club, la brigata, il nucleo, il reparto, la squadra, il partito, il paese, la regione, la nazione, la razza, la religione. Da cui: campanilismo, settarismo, razzismo, in forme più o meno dissimulate o camuffate. Va OLTRE. Concepisce l’Essere Umano, come essere anche anzi soprattutto spirituale inserito nell’esperienza umana, in evoluzione e in divenire nelle proprie capacità e nel proprio allargamento di coscienza.
    Ah! più di così non lo so spiegare. Poi va approfondito, logicamente. Si capisce?

    1. oh ho sbagliato data adesso l’ho visto! nel 1919, non 1912. Vabbè… non è che fosse fondamentale. O forse 1917.

  39. menomale ero preoccupata!
    è lunghissimo… grazie per avermi letto ;)))

    (però va approfondito eh! può funzionare… poteva funzionare… se solo fossimo un tantino migliori. E invece ce la stiamo mettendo tutta per diventare sempre più disumani. Sì mica tutti… però in linea generale… boh. In bocca al lupo al mondo intero, veramente).

  40. Eh Roberto è un casino… qui. Come faccio. A parte la fatica…ma poi uscirebbe proprio un saggio, dovrei riportare più pagine di articoli… peccato perchè ne ho uno pure sull’articolo 18 (sempre in chiave..triarticolata:))) molto bello). La cosa che mi piace di più poi, è che più approfondisci più capisci che favorisce proprio tutti. Non predilige una categoria, che so imprenditori piuttosto che operai o viceversa! Infatti niente mi darebbe più fastidio che di venir fraintesa. Per esempio, un mio ex…amico, quando gliel’ho accennata mi ha risposto: “Marx gli fa una pippa”!:))) (e lui è cresciuto con educazione marxista eh). Perchè è di stampo marxista? a me pare tutto fondato sulla libertà invece, ed è proprio questa la bellezza. Dunque, ora mi è venuto il dubbio che si capisca che vuole togliere la proprietà privata. Invece NO. Non è così. Non si intende contestare il diritto alla proprietà privata di un’azienda: attraverso l’attività dell’azienda, nell’organizzazione, nella realizzazione del prodotto, si esprimono le qualità individuali dell’imprenditore o del gruppo di persone. Che un’impresa sia efficace e produttiva, evidentemente, è interesse di tutta la comunità e questo può avvenire solo se le qualità delle persone che hanno dato l’impulso hanno modo di farsi valere e di esprimersi nel modo più libero. E la proprietà privata ne è il presupposto indispensabile. L’indipendenza dell’imprenditore nelle sue scelte va tutelata, e questo è interesse di tutti. Questo ci tengo a chiarirlo. Però vedi… poi parte un articolo lunghissimo, insomma non sono formulette che si possono dire così… io prima ho fatto un riassuntino ma proprio..’poverello’… tanto per dare un’idea. Ma non serve a niente – già di per sè.. – così, perchè in realtà è tutto…. un discorso ampissimo. Non deve essere un ‘modello’, uno schema, sennò rischia di diventare un’altra mezza ‘dittatura’, per carità! E poi bisogna lavorarci su, tutti quanti…. apportare idee, trasformazioni, capirla bene… il tutto illuminato dalla moralità però, quella vera….. e da impulsi spirituali e più umani. Non posso proprio qua, peccato.
    Però se ti interessa leggiti i libri di Steiner che sono belli già di per sè, tipo “La filosofia della libertà” è la sua opera principale. Mi pare. E poi anche la Triarticolazione logicamente. Insomma è proprio tutta un’altra visione della vita, ma tutta fondata sulla Libertà. Non poteva che attecchire questa… con me ;)))

    (unita all’onere… di una maggior responsabilità… lo so. E’…in chiave evolutiva, capisci, non si ferma niente… dà un senso a tutto… anche al dolore, alle sofferenze, insomma..da una parte…sì c’è un sacco di responsabilità di mezzo è… però da una parte aiuta, ecco. A dare un senso, alla vita).
    Di nuovo grazie a te! per la simpatia…tutta ricambiata:)))

  41. Solo quest’altro.

    Dicevo che nessuno vuole abolire la proprietà privata…la produzione della merce è l’elemento peculiare di un’impresa e lo Stato non deve interferire nell’attività imprenditoriale ed economica. La legge può solo occuparsi dei rapporti tra uomini (quindi anche di quelli all’interno della fabbrica), o dell’impatto ambientale di un’industria (interesse di tutti), ma nessuna carta bollata deve ostacolare l’iniziativa imprenditoriale, nessun vincolo burocratico, nessuna intromissione da parte dello Stato; perfino ogni tassazione sulle imprese e sulle merci dovrebbe, come meta, essere annullata. (questo perchè il capitale, come dice ovviamente la parola stessa, è in rapporto con la testa. Non in modo volgarmente esteriore, ma in modo interiore: cioè riguarda lo spirituale che è nell’uomo. Cos’è lo spirituale? Sono per esempio le facoltà che ciascuno sviluppa. Gli artisti sono persone che hanno sviluppato facoltà che possiamo definire altamente spirituali. Sono esseri che hanno spiritualizzato la propria natura, quale che sia la natura della loro creazione. E ogni lavoro è un processo di discesa delle facoltà sulla Terra. Per esempio in tutti i lavori manuali si agisce sulla natura, c’è una modificazione del mondo attraverso l’azione dell’uomo….).

    Tornando all’azienda: l’operaio invece, ancora oggi è abituato a pensare di vendere la sua “forza lavoro” all’imprenditore e di venir pagato per questo; sembra quindi che si svolga uno scambio economico, come se l’imprenditore dovesse approvvigionarsi di forza-lavoro come fa con le altre materie prime per la realizzazione del prodotto, della merce. La realtà invece, nella sua essenza, e sottolineo nella sua essenza, è ben diversa: l’operaio è un collaboratore dell’imprenditore poichè ciascuno dei due non può fare a meno dell’altro; l’operaio non vende la sua forza-lavoro: solo le merci possono avere un prezzo, il lavoro umano no. La mercificazione del lavoro umano è un’ingiustizia sociale concettuale. L’operaio collabora con l’imprenditore e dalla comune opera vengono prodotte le merci: solo a quelle può essere assegnato un prezzo. Del ricavato, una parte andrà all’imprenditore e una ai suoi collaboratori, secondo rapporti stabiliti in precedenza.
    Quindi quelli fra imprenditore e operai sono rapporti che non devono essere discussi come una compra-vendita economica ma sono rapporti di diritto fra uomo e uomo che come tali devono venir sanciti da leggi che potranno essere diverse da luogo a luogo o in successivi momenti ma che devono avere le loro radici nella coscienza della giustizia e della dignità umana presente in quella comunità.

    Dunque…. l’esigenza di libertà decisionale da parte degli imprenditori (riconosciuta) non può, alla luce di quanto detto, basarsi sull’utilizzo di una forza-lavoro alla stregua di una merce, adottando la tecnica dei licenziamenti e delle assunzioni allo scopo di ridurre le spese e la produttività dell’azienda nei momenti di necessità e viceversa.
    E’ pur vero, d’altra parte, che le imprese hanno esigenze pratiche reali che devono venir soddisfatte per il bene di tutti, ma le soluzioni andranno ricercate altrove. Ad esempio modificando il tipo di tassazione delle imprese, rendendolo più elastico e meno vincolante (tassazione merci è una forma larvata dello Stato nelle imprese, è come se nella formulazione del prezzo, che dovrebbe svolgersi tra produttore e commerciante, e tra commerciante ed acquirente, si sovrapponesse una sorta di “tangente”), oppure studiando meccanismi di mobilità, ad esempio tra attività che esistono sullo stesso territorio ma con ciclicità produttiva diversa e complementare: tentativi del genere già ci sono.

    Per concludere: dato che l’ingerenza dello Stato nelle imprese crea come contraccolpo che le imprese a loro volta cercano di influire sul livello politico-statale per condizionarne le scelte legislative (multinazionali…con ricerca di manodopera a basso costo…ecc), la via da percorrere non può essere questa. E’ la proprietà dell’azienda il cardine del problema. Marx aveva proposto la collettivizzazione delle imprese ma è un meccanismo antieconomico, che non tiene conto della necessità dell’iniziativa individuale nelle imprese. La proprietà privata è necessaria, indispensabile, ma ciò che è dannoso a livello sociale è la persistenza del controllo di un individuo, o di un gruppo circoscritto, su un’impresa quando cessino le caratteristiche che la rendono socialmente utile, giusta e corretta nella gestione.

  42. …Dovranno quindi esistere leggi e organismi sociali che sorveglino le attività delle imprese e che ne tutelino un eventuale passaggio della proprietà ad altri che risultino più idonei, ove necessario. E’ chiaro che tali leggi dovranno naturalmente garantire anche gli imprenditori, a cui comunque andrà riconosciuto un congruo indennizzo per l’attività svolta sino ad allora.

    Sappiamo, leggiamo spesso che l’Europa non ha una sua linea politica. In effetti l’Europa vive sulla scia americana comportandosi come una società fondamentalmente capitalistica, ma in cui vi è un tentativo di rispetto per i diritti umani. Tuttavia il capitalismo ha certe leggi e certe necessità, che prima o poi entrano in conflitto con i diritti umani: le circostanze attuali lo dimostrano. Quindi il capitalismo va trasformato ma senza perdere quello che di buono ha fatto per l’umanità come produttività, disponibilità di merci e quant’altro. Questo è il compito dell’Europa, l’unico che possa farle trovare un suo ruolo specifico di fronte al mondo: costruire una vita sociale al cui centro non vi siano nè esigenze economiche nè uno Stato accentratore, ma l’individuo umano quale perno della vita economica, politica e culturale. I contenuti di questo scritto vogliono indicare una possibile direzione di ricerca.

    ua che fatica. Dato che anche Federico Rampini parlava della ricerca e dello studio di un nuovo ‘capitalismo’…. ecco un orientamento: Umano. (da studiare bene, logicamente).

    Avrei concluso:))) – spero si capisce.

  43. Logicamente so anche che mi ridono in faccia è. Non saprei come dirlo a quelli delle fabrichèette col figlio trota che l’azienda è di proprietà “temporanea”, e qualora non sia più giusta e socialmente utile te ne vai a casa con un indennizzo e la passi a un altro. Pensano che mi sono appena drogata :)))
    O i soldi che scadono…. a tutti gli investitori in Borsa – che poi tutti a ridere su quanto è scemo Pinocchio quando sotterra le monete per moltiplicarle: invece così è proprio diversa la cosa…uhm sì…proprio.
    Ma so anche che giovani studenti e giovani economisti animati di fervore… potrebbero innamorarsi di una nuova visione della vita e della società, e questo secondo me sarebbe un nuovo ’68. (senza violenza).

    Non ho ancora visto il video 4 e 5 di Francesco, ma li guarderò! per quanta angoscia mi metteranno che già lo so… sperando di non finire come l’argentina. Ciao a tutti (concluso davvero).

  44. Meritata pensione per una vita d’inferno
    Quello del deputato o senatore è un lavoro usurante: il fegato si ingrossa per le colazioni di lavoro. Il muscolo cardiaco si stressa per l’ansia da poltrona (mi ricandideranno? Ce la farò a stare a galla?). L’articolazione dell’indice si va deteriorando per l’abuso di votazione (sempre a pigiare quel pulsante!). E poi ci sono tutti i viaggi di rappresentanza, e tutti i viaggi per tornare a casa, e le auto blu che non riesci mai a fare due passi, e le intercettazioni che non riesci mai a fare due chiacchiere in pace, e gli anniversari delle stragi che non ci puoi andare se no ti sputano, e il sesso che se non stai attento finisci su Dagospia, e i regali che se non li denunci come regali prima o poi qualcuno denuncia te, e la televisione che se ci vai troppo ti giochi le tonsille a forza di gridare, ma se ci vai troppo poco non sei nessuno, e l’autostima che essere considerati dei parassiti abbassa il tasso di… e i libri che non leggerne è normale ma se non ne scrivi non sei nessuno…Una vita d’inferno. È naturale che, per andare in pensione, sia sufficiente aver lavorato 5 anni… O due anni e mezzo? O un anno e tre mesi? LIDIA RAVERA

    Il Fatto Quotidiano, 9 agosto 2011

  45. Buongiorno a tutti (compresi Commentatori e Postatori che dir si vogliano).

    Vorrei sapere cosa ne pensate della Rivoluzione Silenziosa in Islanda. Forse un buon metodo pacifista per cambiare le cose?!

    In pratica secondo le notizie (passate del tutto inosservate da noi) il popolo islandese ha preso la crisi per le corna, destituito il Governo (che aveva approvato il soccorso internazionale per il debito pubblico) e deciso di incriminare i colpevoli della gestione fallimentare (banche e sistema finanziario, nonchè i politici approvatori). qui un articolo

    http://www.libreidee.org/2011/08/facciamo-come-lislanda-niente-tagli-banchieri-in-galera/

    un caro saluto,
    Francesca Cenerelli

    1. Purtroppo in questo caso sono gli italiani ad esser molto diversi dagli islandesi…

      Subire e sfogarsi su blogs e socialnetworks: ad un certo punto si dovrebbe approdare in un progetto concreto, invece non succede.
      Dunque da noi nè silenziosa, nè pacifica, ma assente non dico la rivoluzione, ma una benchè minima proposta per una gestione etica ed onesta del Paese.. fa male, pur se ci si consola nella lettura di chi alza il velo del silenzio.
      francesca

        1. No Pino, permettimi: questo plurale non mi sta nemmeno con l’ironia… io non ho assolutamente deciso che mi rappresentassero. Come me molti altri. Si sono autorappresentati. la casta rappresenta la casta.

  46. @ scriviapenelope

    Io la proposta l’ho fatta, ma è caduta nel nulla. Personalmente non mi occupo di politica, scusatemi, ma non fa per me, non ne sarei proprio capace. Oltretutto il popolo italiano è molto diviso, molto spezzettato, racchiude tante anime diverse anche nella stessa ‘opposizione’, quindi la vedo particolarmente difficile. L’unica cosa che auspico è una crescita generale, non solo economica, nel ritrovare quei valori che ci sono sempre appartenuti – li disse Barba tempo fa: il cuore, la simpatia, il sudore del lavorare onestamente, lo spirito di sacrificio, la semplicità…. d’animo, insomma eravamo umani. – a parte certe pagine di storia – . E per finire, sempre a titolo personale ho una serie di problemi, che in un mondo che si fa ampiamente i caxxi propri scusate se “ogni tanto” me li faccio anch’io: ne va della mia sopravvivenza.
    Apprezzo molto il tuo articolo, il tuo desiderio di risveglio…però.
    Auguroni a tutti, più di questo non è nelle mie possibilità di fare.

    1. personalmente non credo che il popolo italiano in questo momento sia “diviso”, anzi: mai come ora è stato omogeneo nel pensiero sullo stato delle cose.

      Il problema è che ce lo fanno credere. Dividi et impera funziona ancora.
      Quanto all’individualismo, non lo credo se non come componente di un essere assolutamente sociale, quale è l’uomo.

  47. ..anzi, per l’esattezza, mi prendono o per matta, o mi dicono “povera pupa” come se stessi altrove, sulle nuvole.
    Ma infatti sono la prima a sostenere che ho tutt’altra concezione della vita, meno di partito ma più interiore-filosofica e nello stesso tempo concreta, attinente alla realtà. L’individualismo e l’egoismo sono entrambi forti esperienze dell’Io. E ci appartengono a tutti, proprio a tutti….senza fare falsi moralismi. Ma l’evidenza dell’Io, la primaria evidenza dell’Io non perde mai la connessione con il resto dell’umanità, ne ha anzi bisogno per realizzarsi. E’ tipica della nostra era, la coscienza ‘metafisica’ dell’Io, cioè la coscienza individuale legata al resto dell’umanità. Il punto di partenza è un egoismo, necessario per l’incarnazione e per un’autocoscienza, che poi evolvendo si lega al resto dell’umanità, consapevole che siamo tutti legati da un filo invisibile (come diceva anche Pino, che condivido pienamente).
    E’ un discorso che può sembrare astratto, ma non lo è affatto.
    “Io non voglio indifferenza, voglio più coscienza”, cantava Pino Daniele. Questo è. E questo è un percorso individuale, che possiamo fare solo con noi stessi. A quel punto anche l’esterno ci corrisponderà…. diversamente.

    P.s. Oltretutto sembra che io dica delle cose astruse, ma nel mondo artistico – teatro, cinema, pittura, perfino televisione – sono in tanti, praticamente quasi tutti a conoscere R. Steiner eh. E questo non per “sentito dire” o per averlo letto – come con Berlino – ma proprio perchè lo so: potrei fare nomi di attori famosissimi, e non, che credono fermamente in quanto sopra esposto, e conoscono benissimo l’antroposofia, frequentano conferenze in merito ecc.
    Ecco, evidentemente a me appartiene di più questo, questa visione della vita, del mondo, della realtà. Ci sono proprio cresciuta, l’ho acquisito quasi con il latte materno…ce l’ho dentro al punto che per spiegarla bene – oltre a non poter riportare qui un intero libro, per ovvie ragioni – non saprei nemmeno da che parte iniziare.
    E’ un percorso…tutta una ricerca e tutto un percorso da fare.

  48. @ scriviapenelope- Francesca

    “Individualismo” non lo intendevo in senso politico…eh. Ma proprio una componente umana che, come dici tu e come proseguivo anch’io, poi si va a legare al resto dell’umanità. Era come punto di partenza per formare completamente un “Io”..non so come dire.
    Per il resto non saprei, non ho alla mano le statistiche, non frequento ambiti politici ripeto, ma a occhio e croce…vedo caos, gente incazzata, e parecchia, ma proprio compattezza e armonia… no, non direi. La mia impressione è questa.

  49. IL PERSONAGGIO
    «Ripulisco la reputazione dei politici»
    Notizie nascoste sul web per 10mila euro
    Informatico padovano assoldato per intervenire sui motori di ricerca. Via le informazioni sgradite: «Non è illegale, ma è un imbroglio»

    PADOVA — «Ripulisco la reputazione dei politici su internet, cioè faccio sparire dai motori di ricerca le notizie negative sul loro conto. Ci sono politici disposti a pagare sino a 10 mila euro per questo». A parlare è G.M., 29 anni programmatore padovano, che fa il consulente in una società di servizi informatici per le imprese. «Da noi vengono amministratori pubblici e istituzionali del veneto—dice —. Abbiamo lavorato anche per un parlamentare vicentino». E’ la
    moderna declinazione della polvere sotto il tappeto: una volta per nasconderla si usava la scopa, oggi, nell’era globale di internet, dove conta molto più un giudizio negativo registrato su una pagina web, che un insulto durante un comizio, ci si rivolge ad un «mago» del computer. «Sono i responsabili delle relazioni esterne o i portavoce a contattarci— racconta il giovane tecnico —. Vengono qui, di solito prima delle elezioni, quando le ricerche sui candidati aumentano in modo sensibile, e ci chiedono di passare col cancellino le pagine che parlano male dei loro assistiti. L’operazione non è illegale, ma è comunque un imbroglio. Controinformazione, la chiamiamo noi».

    G.M., che chiede di non svelare il proprio nome («non lavorerei più», dice), prosegue: «La richiesta di solito è generica: i politici che chiedono di intervenire sui risultati dei motori di ricerca non dicono mai che hanno truffato il fisco o che hanno procedimenti penali in corso. Ci fanno presente che hanno notato su internet qualcosa che nuoce alla loro reputazione e ci chiedono di renderla invisibile ». Ma come si fa a nascondere le notizie negative, che compaiono su «Google» o «Yahoo» (due dei principali motori di ricerca)? Il trucco è semplice. «Eliminare una data informazione da internet è difficile, anzi impossibile — spiega il programmatore —, ciò che si tenta di fare quindi non è cancellare la notizia, ma nasconderla. Ci muoviamo così: prima si fa un’analisi del contesto, per capire quali informazioni siano presenti su internet; poi si valuta il loro grado di accessibilità. Più una notizia è visibile, cioè compare ai primi posti dei motori di ricerca, più alto è il suo grado di accessibilità.

    Infine si studiano le contromosse. Se la notizia negativa compare nella prima pagina del motore di ricerca, l’obiettivo è riempire i primi posti della pagina stessa con contenuti favorevoli. In modo da far scalare la notizia cattiva nelle ultime pagine. Per farlo si creano per esempio siti ex novo, di solito blog. La tecnica è nota, si chiama: search engine optimization, cioè ottimizzazione per i motori di ricerca. Di solito però si usa per mettere in evidenza il nome di un’azienda o di un prodotto. Per i politici, invece, funziona al contrario ». E i costi? «Si può andare dai 2 mila ai 10 mila euro. Ma anche di più. Dipende quale obiettivo si intende realizzare. Un europarlamentare ci ha chiesto anche di creargli un blog che contenesse commenti positivi dei visitatori. Abbiamo dovuto inventare profili di utenti e scrivere post fasulli. Lì il costo è salito. Ma ai politici questo non interessa. Per loro si tratta di un investimento, che di solito viene pagato con i finanziamenti della campagna elettorale».

    G.V.

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