Bombe e soccorsi

Siamo costretti a occuparci ancora di una tragedia del mare, non solo perchè si ha notizia di altri cento disperati morti tra le onde, ma per una voce insistente, quindi vera: una nave della Nato si sarebbe rifiutata di prestare soccorso al barcone in difficoltà. Le acque erano quelle libiche: evidentemente la nave era impegnata in missione di guerra e non poteva perdere tempo nel salvare i poveracci che scappavano magari proprio dalle bombe “atlantiche”. Non ho mai avuto granchè fiducia nella Nato, ma se fosse vero quello che si dice, sarebbe la conferma che le cosidette missioni umanitarie, intervenire a favore delle popolazioni deboli, è solo una gigantesca allucinante falsità. 

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17 thoughts on “Bombe e soccorsi

  1. nooooooooo, non ci posso credere, Pino.
    E per la nostra Costituzione noi non possiamo entrare in guerra e allora la chiamiamo “Missione di Pace”..

  2. sarebbe la conferma che le cosidette missioni umanitarie, intervenire a favore delle popolazioni deboli, è solo una gigantesca allucinante falsità.

    ma va?
    ;)

  3. Di solito, quella di non prestare soccorso è una specialità maltese.
    Complimenti al comandante della nave, evidentemente non ha ben presente l’etica di chi viaggia per mare.

  4. «Il Ministro Frattini ha anche chiesto all’Ambasciatore Sessa di sollecitare una discussione all’interno dell’Alleanza atlantica per il possibile adeguamento del mandato della missione di salvaguardia delle popolazioni civili in Libia, sulla base delle risoluzioni delle Nazioni Unite 1970 e 1973, affinché vengano opportunamente considerate la tutela e soccorso anche di coloro che per cause belliche sono costretti a fuggire su barconi mettendo a rischio la propria incolumità».

    Fatemi capire: altrimenti la tutela e il soccorso sarebbero esclusi? Cioè dispieghiamo uomini e mezzi per salvare un libico che sta a Tripoli mentre lasciamo morire un libico che sta su una barca? Ma stiamo scherzando o siamo proprio in debito di neuroni nel cervello?!?

  5. “Qualcuno però poteva intervenire prima e non l´ha fatto. In zona c´era un rimorchiatore cipriota che già ieri aveva segnalato la presenza di quelle centinaia di extracomunitari partiti dalla Libia in gravi difficoltà. E lo sapevano anche i mezzi aerei e navali della Nato che da mesi operano in quel cielo ed in quelle acque. Ma nessuno ha mosso un dito. Il rimorchiatore si è tenuto a debita distanza dal barcone lanciando in mare due zattere di salvataggio per evitare che quei disperati potessero raggiungere il loro rimorchiatore che non poteva soccorrerli tutti”. (Repubblica.it)

  6. e’ qui che “la mia rabbia” vedi nella incoerenza della nostra “grande civiltà” ma come andiamo a porgere gli aiuti e quando si tratta di aiutare veramente tutta l’umanità sparisce.
    Poi mi chiedo ma tutti questi Enti Umanitari(uno a caso F.A.O.) cosa hanno fatto per togliere la miseria nel mondo.
    Per carità non parliamo di “carità”. Questa parola non la sopporto proprio, così come la commiserazione. “poverino” e ” “poveretto” Tuttaipocrisia. Scusa forse sono andata fuori tema.

  7. Ciao Gabbia’, ho anche tanta paura! Quanno conto le stelle me perdo. Er celo de notte me sembra pulito, armeno credo. Forze co’ er bujo se nisconneno mejo le magagne.Serena giornata e bon volo

  8. E’ difficile da commentare! Un tempo le navi si fermavano a soccorrere anche i naufraghi di navi nemiche. Era l’etica della salvaguardia dell’uomo in mare. Se le navi erano diverse allora mi pare impossibile che i cuori di più comandanti si siano inariditi a questo punto. A meno che…. non ci siano ordini superiori. Per noi italiani non fà differenza. Soccorrerli in mare o a Lampedusa, dove inevitabilmente sbarcano, è la stessa cosa Gli altri probabilmente dovrebbero portarseli a casa loro e magari non ce li vogliono proprio. Morire è tremendo di per se stesso ma morire vedendo una possibilità di salvezza che ti guarda e non fà nulla per aiutarti deve essere ancora più tragico e straziante.

  9. [OT Afghanistan] Afghan journalist fights for freedom

    Fahim Dashty has been through a lot in his life. His anti-Taliban stance brought him close to death, and his critical journalism has forced him to close his paper. But he won’t be kept down…

    MORE: http://bit.ly/oOU6hf

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