Contro tutti i talebani

Alla fine, ve ne sarete accorti dalla…latitanza, ho scelto di non portare il computer a Diamante. Ho fatto bene perchè c’è talvolta bisogno di uno stacco, soprattutto in un posto così delizioso e accogliente come lo scrigno calabrese. Tra peperoncino, cedrate, murales, sole e chiacchiere ho dimenticato il resto del mondo, nonostante abbia parlato per ore di guasti e paure. Era diverso però: in quella piazzetta sembrava di stare nel salotto di casa e non c’era rabbia, c’era solo l’interesse a capire, il piacere di parlare insieme. Ho talmente staccato che trovo faticoso riprendere le fila di un discorso sull’attualità, costretto oltretutto ad affrontare un risveglio brusco e doloroso. Innanzitutto la tragedia norvegese, ovvio. Dopo i miti inglesi spariti in un attimo, ecco altri falsi miti che sprofondano nella realtà amara. Almeno due: la Scandinavia società perfetta e la crociata antislamica. Il folle stragista di Oslo è biondo, alto, con gli occhi azzurri e una fede incrollabile: quella cristiana. Peggio di un kamikaze che s’immola ad Allah ha compiuto una carneficina in nome di una religione. In molti sono rimasti sorpresi e umiliati, non potendo titolare stavolta sul “solito” terrorismo islamico. Ho sempre combattuto i fondamentalismi, tutti. I talebani sono quelli che non discutono, che non hanno dubbi, che non s’informano e non si interrogano: seguono la loro fede (spesso cieca) e basta. Non sono forse talebani i leghisti che aprono un ufficio a Monza (tre ministeri in cento metri quadrati) con la foto di Bossi alle pareti – talebani e patetici -, o la Polverini che si fa scorrazzare in elicottero per sagre e s’incavola pure se qualcuno la contesta? Ma talebani sono anche quelli che vedono l’inferno in una p4 che non esiste. E anche quelli che credono a santoni e profeti. Andremmo troppo lontano. Concludo con il ricordo di due donne famose appena morte. Due dive molto lontane fra loro e molto diverse. Amy Winehouse che ha buttato un talento straordinario con una vita completamente sballata: spero che i giovani ricordino solo la sua musica. E Linda Christian, il triplo degli anni di Amy, che invece la vita se l’è goduta fino in fondo. L’ho conosciuta a Roma, in un attico di via Frattina. Abbiamo parlato della sua nipotina prediletta, Ylenia: lei era convinta che fosse viva, una fuga d’amore. “Se solo mi somiglia un pò…” ammiccò sorridendo. Poi (era già vecchia) m’invitò fuori a cena con occhi maliziosi. La sua droga è sempre stata l’amore. Non ci andai. (Foto: la serata a Diamante)

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118 thoughts on “Contro tutti i talebani

  1. Sono tornato dalla Norvegia il due luglio: terra fantastica,popolo freddo, donne meravigliose. Vita eccessivamente cara. Dal primo momento ho avuto l’impressione che i due attentati non fossero affatto opera dei “soliti noti”. Sicuramente sei a conoscenza che la Scandinavia ha un triste primato in fatto di problemi di salute mentale. E droga, per noia. Hanno tutti redditi molto più elevati in tutta Europa. Fenomeni da analizzare sotto il profilo di intelligence, sociale, psicologico e – ahimè – psichiatrico. E penso di aver capito diverse cose. Buona domenica Pino, mi collego con il cellulare ma non è la stessa cosa

  2. Contro tutti i talebani, c’è da sperare che non si riproducano. Non li cambia nessuno. Violenza e ottusità in un tutt uno. Ego ammorbato da cecità, nei confronti del prossimo. Prossimo che non conta, non pensa, non decide.
    Pensa e decide il talebano per lui, per gli altri.

  3. Da sempre refrattaria e diffidente a TUTTI gli …”ismi”.
    Bentornato Gabbiano e un affettuoso saluto alla Tribù.

  4. Beh , caro Pino con un solo articolo hai recuperato tutta la attualità , abbandonata per un pò durante la tua “latitanza”! Bellissimo il paragone con i talebani! E mi chiedevo , ingenuamente, se , pur volendo tagliare i costi della politica , la istituzione delle sedi ministeriali distaccate di Monza (bossiane e calderolensi) non siano un ulteriore, indotto sperpero inutile di denaro pubblico, in un momento che più nero economicamente, e non solo, non potrebbe essere! Già ,ma forse faccio tenerezza con queste mie perplessità…!

  5. Quante brutte notizie! Non sapevo di tutti questi nuovi morti. Ho cercato su internet e ho visto il viso incantatore del biondo assassino.
    Delle volte il desiderio di uccidere si nasconde sotto angeliche spoglie.
    Hai fatto benissimo a staccare la spina, altrimenti non siamo esseri umani, ma viviamo come macchine.
    Per la cantante Amy, un vero peccato che non sia riuscita a venire fuori dal suo mondo dorato privo d’amore.
    Per Linda ha vissuto molto e ha anche avuto molto.
    Il riposo solo lui sa quando bussare alla porta e quando arriva non ci fa sconti.
    Lo so che sei un Gabbiano fedele e questo ti fa molto onore.
    Una notizia strana che non vedo nel tuo post e l’ho sentita per radio mentre con la mia carrozza andavo a trovare i miei amanti (L’arberi de la terra della Sabina) che ogni volta che mi preparo per la partenza per la Puglia sto con loro.
    Ecco la notizzia, sembra che fa ridere, invece me so’ incazzata solo a sentilla e se er sor sceicco me stavo accosto lo prennevo a carci su li stinchi e je riempivo la capoccia de cazzotti fino che nun se svejava pe faje legge er su nome.
    Gabbià, ma se possono spenne 16 mijardi de euro solo pe’ scrive er nome su la sabbia? Lo so che sto nome è così grosso che se pole legge da lo spazzio, ma a noiantri che ce frega de legge “ Hamad” . Eppoi chi c’ariva ne lo spazzio mica semo tutti sceicchi ricconi, questo nun lo sa che doveno lavorà pe’ guadagnasse la vita.
    Speramo che quanno j’arriva la sòra commaraccia a la porta se ricordi de faje cancella co’ la lingua er nome.
    Gabbia’ me sa che sto sceicco è ‘n tantino megalomene e aveva bisogno de conferme!
    A sor Sceicco, nun so se co’ li bajochelli che t’aritrovi hai fatto la scòla pe’ legge puro ner penziero?
    Se invece nun lo sai fa’, e sei puro guercio, te dico io istesso spenne li sordi!!
    Vabbè, se nu lo sai, su la terra ce so’ ‘na marea de regazzini e tanti vecchiarelli che se moreno de fame e se je rigali ‘n tozzarello de pane te dicono puro grazzie.
    Vabbè se ce so li sbaji nun fa gnente, ripasso stasera mo devo annà a sistema la mì’ terra, Gabbià accosto ce so’ certi orchi veri mica queli de le favole. franca bassi

  6. (…) “niente poteva far immaginare una violenza così sfrenata e feroce, se non proprio l’odio speciale che provocano la calma e la bellezza”.
    (Repubblica).

    Avrò la fissa… ma per me questa è ‘la chiave’ di tutto, ogni volta, cioè ogni maledetta volta.

    (la pacifica e multietnica Oslo, in un Paese “pacifico, tranquillo, con un basso tasso di criminalità (…) che ora rischia di perdere la sua anima, quella che ha costruito una società pacifica, egualitaria, dove i cittadini godono di poche ristrettezze alla loro libertà”, è stata ferita al cuore. Non ‘soltanto’ da quell’intolleranza verso l’Altro, ma soprattutto da quella sorta di ‘allergia’ che sovente si manifesta in tutta una scala di vari gradini d’intensità, dalle manifestazioni più meschine fino allo scatenamento delle forze più oscure e aberranti, dinanzi alla calma, la bellezza, la pacificità).

  7. Si, bisogna andarci nel profondo nord, per capire in parte, quella perfetta fissa mobilita’ che rasenta la follia. Non ho mai creduto, dati confermati, che il loro sistema di vita porti alla felicita’. Che attraverso i loro modelli si possa aspirare all’integrità morale o altro… Penso sempre che dal caos nasca una stella danzante. Stamani sentivo che le Nazioni Unite,su invito del Buthan, apriranno un tavolo perché venga inserito come parametro del pil interno ai paesi, anche il livello di felicita’ delle persone.Solo chi ha la morte dentro puo’ commettere tali delitti. Chi e’ votato al suicidio morale puo’ ammazzare dei ragazzini con fredda lucida follia

    1. (Stavo in fila al supermercato,d’altronde che si puo’ fare con 15 gradi ed una pioggia battente,e seguivo il blog.Non sono riuscita a resistere ed ho commentato.Cercando di correggere il mio reiterato “follia”è partito il commento….mi sono in…cavolata,ho buttato il cellulare .Ora,arrivata a casa, vorrei continuare,posso?)

      Chi è votato al suicidio morale puo’ ammazzare dei ragazzini con fredda lucida aberrazione.In questo caso travestito da fondamentalismo cristiano ,ma sostanzialmente è l’incapacita’ di dare una forma alla vita.La ricerca della perfezione,culturale,fisica,materiale porta inevitabilmente alla distruzione o al tentativo ,come la martellata di Michelangelo sul ginocchio di Mosè!
      Quale significato ci potra’ essere , se accanto alla piu’ raffinata ricerca tecnologica ,si assiste al bisogno di una ricerca interiore che sfocia nella dannazione religiosa?

  8. Parlo anche per conoscenza diretta. Sono stato tre volte a Oslo. Ho visto per il centro ragazzi pendolare con le bottiglie in mano. Non facevano casino, ridere urlare correre, come fanno tutti i ragazzi perchè evidentemente era fuori delle “regole”. Non mi sono sembrati felici. Le regole servono, ma quando sono troppe si vive male.

    1. Ho visto per il centro ragazzi pendolare con le bottiglie in mano. Non facevano casino, ridere urlare correre, come fanno tutti i ragazzi perchè evidentemente era fuori delle “regole”. Non mi sono sembrati felici. Le regole servono, ma quando sono troppe si vive male.

      Ho chiesto a un mio amico che vive da anni in Svezia. La Svezia non è la Norvegia, ma alcuni tratti culturali accomunano le nazioni scandinave. Questa è la risposta:

      «Direi che qui andiamo molto ben oltre la voglia di sfuggire al conformismo, che pure esiste nelle società scandinave, soprattutto da parte dei giovani, perché una quota di conformismo e’ da mettere in conto in una società beneducata e ben organizzata.

      Qui nessuno tenta di spiegarlo in quel modo, credimi. La verità e’ che dei lucidi pazzi possono nascere in qualsiasi società. “Lucido” perché questo soggetto e’ chiaramente in possesso della parte raziocinante, ma non della parte emotiva ed empatica. La definizione corretta in questi casi e’ “psicopatico”.

      A dimostrazione di questo c’è la somiglianza con l’attentato in Oklahoma… eppure la società USA e quella norvegese non potrebbero essere più distanti. Competitiva fino al sadismo l’una, e vendicativa da occhio per occhio. Comprensiva, solidale e strutturata per l’integrazione del diverso questa. I presidenti USA vanno in TV a sbattere pugni sui tavoli e fare proclami da telefilm di quarta lega. Ieri il presidente del consiglio norvegese ha detto “Fronteggeremo questo lutto con più amore, più civiltà e più comprensione nel modo in cui gestiamo la nostra società”.
      I norvegesi, come gli scandinavi in genere, non sono stupidi. Non si bevono le favolette bibliche dei guerrafondai. Sanno benissimo che se reagiscono con aggressività, sul lungo periodo avrà vinto l’attentatore, e che questo deve essere solo motivo di stringersi l’uno all’altro in unita’, tutte le razze e le religioni insieme. Solo cosi’ si passa sopra a episodi come questi»
      .

  9. Non ho parlato di paradiso terrestre, anche se frettolosamente riassunto in quel modo l’idea può sembrare quella. Ma, dallo spunto di Repubblica, mi interessava mettere l’accento su ciò che mi preme di più e che ho sempre pensato conoscendo un tantino il mondo e l'”anima umana”: quell'”allergia”, non mi vengono altri termini, quell'”odio speciale” appunto, che taluni istintivamente provano verso tutto ciò che è semplicemente e naturalmente Bello. La semplice intuizione di una bellezza interiore immancabilmente in alcuni suscita impulsi refrattari, di malanimo – fino allo scatenamento degli istinti peggiori, laddove ormai diventa proprio delirio allo stato puro, appunto. Questo il punto di partenza perverso che mi interessava sottolineare, evidentissimo anche nelle manifestazioni più stupide e grossolane di tutti i giorni.

    Dopodichè, senza idealizzazioni edonistiche, vanno riconosciuti alla Norvegia tutti quei tentativi di civiltà, dal tentativo multietnico “all’abolizione del petrolio per le generazioni a venire, selezionando i loro partner economici in modo da escludere dittatori e violatori di diritti umani e corrotti” (da Repubblica, sempre).
    (segue… mi tocca fare così ormai, non leggo più, e peggio ancora sono fuori città dove il computer funziona peggio)

  10. Paradiso terrestre? Mi viene da dire: “beato o sole mio!”. Quel sole che ti scalda l’anima e ti induce a sognare e ad uscire per godere della natura. Ne ho visitate diverse di città del nord europa e spesso mi sono scoperto a pensare:se sovessi vivere qui mi suiciderei dopo tre giorni. Tenore di vita altissimo, organizzazione perfetta (….o quasi), pulizia e lindore ma ….sole, quello dell’anima, zero o un pò meno. Se entri in un pub irlandese e vedi uno al bancone che beve una birra ti sembra che debba spararsi da un momento all’altro, salvo poi fare un casino, festoso e micidiale, appena si aggiunge un’altro sventurato del week end. Lo stesso in Germania, tutti composti, allineati e coperti fino a quando non hanno debordato con la birra. Allora escono gli istinti più abominevoli e primordiali. E’ un pò il leite motiv comune di quelle latitudini. Noi italiani ne abbiamo a valanghe di diffetti ma vivaddio, per quanto mi riguarda, abbiamo una mare di qualità che ammorbidiscono le nostre lacune. Viva il sole, quello in cielo e quello dell’anima.

  11. Breivick , un giovane che fa strage di giovani , la destra populista xenofoba che avanza , la morte di Carlo Giuliani, Emy Winehouse ( talento smisurato ) che si distrugge con alcol e droga a soli 27 anni , i giovani indignati che soffrono per la mancanza di lavoro e per il precariato , i black block e potrei continuare…..
    Forse bisogna cominciare a rendersi conto che c’è qualcosa che non va. La cosa che ci accomuna tutti è che questa classe dirigente che non ci da obbiettivi per il futuro. Si vive alla giornata. Loro sono troppo impegnati ad arricchirsi. Ci viene richiesto solo di essere flessibili e produttivi. Poi dell’anima chi se ne frega. Non siamo delle macchine e la compressione delle emozioni prima o poi si trasformano in ribellione e nei casi peggiori in follia. Se non si cambia registro sarà sempre peggio. A breve sono convinto che la comunità di hacker si scatenerà pesantemente. C’è un’idea distruttiva anche se si è scelto la via pacifica. Ma questi sono talmente impegnati a spostare ministeri e a cercare di non finire in galera che manco si rendono conto che sono seduti su una polveriera. Una guerra generazionale più che una guerra tra poveri. L’egoismo de padri che si ripercuote sui figli. La crisi la stanno pagando i giovani e non dite che non sappiamo fare i sacrifici…………..

    1. Francesco hai la fissa. Apri la mente, ragiona. Parlare di egoismo dei padri è assolutamente ridicolo. Se i figli hanno qualcosa, è quello che hanno costruito i padri. E spesso non sanno approfittarne. Se non capisci questo sei fuori della realtà.

  12. Resta comunque il fatto che basta legge anche qualche bolg italiano per capire che di potenziali Breivik ce ne sono a dozzine. Hai voglia ad essere contro il rilascio del porto d’armi. Questa gente non si ferma di certo davanti alla burocrazia e siccome sono dei piccoli nessuno sono oltretutto difficili da tenere sotto controllo.

  13. Francesco frena!!!! L’egoismo dei padri? ma che ka…o dici. Io mi sono fatto un culo così non solo per dare a mio figlio quello che non ho auto ma anche per dargli educazione e senso di responsabilità. Il più piccolo nucleo di società è la famiglia e se non riesci a creare lì regole condivise da rispettare proprio perchè condivise e non perchè imposte, allora sei tu, genitore, che hai fallito. Poi, certo, anche l’ambiente ha la sua influenza. Anche la politica, quando vedi qualche laureata con 110 e lode che si trascina nel precariato per anni e qualche somaro o merluzzo d’acqua dolce che è stato bocciato tre volte di seguito alla maturità e che quadagna 10000€ al mese facendo il consiglere regionale, senza saper spiaccicare due parole in croce, in una regione dove la gente si fà il culo della madonna e corre tutto il giorno per mettere insieme uno stipendio.

  14. @Barba:capisco perfettamente ogni tua singola parola,la comprendo da dentro l’anima.Da chi i veri sacrifici li ha vissuti sulla propria pelle.Senza padri o figli che paghino per colpe altrui,semplicemente perchè così si deve fare.Con la consapevolezza di chi cerca di trovare un signidficato e di trasmetterlo.

  15. Ci stanno provando.. almeno per certi aspetti, a costruire una civiltà migliore, più libera…in tutti i sensi, dalla corruzione alle ossessioni affaristiche da P2 (almeno quella esiste, sì?).
    Sul piano umano…invece, personalmente non ho mai avuto un’anima nordica, ma sento di appartenere a tutto il Sud del mondo, per carattere, per l’attaccamento sensoriale alla natura, alle voluttà della vita: sempre pensato che dai diamanti non nasce niente. Dunque non solo non sto idealizzando niente e nessuno, ma anzi da sempre sono proprio refrattaria alla freddezza, agli schemi mentali, ai ‘modelli’, alla rigidità, ai moralismi, compresi i sentimentalismi, fioco riflesso di quel fervore…. di cui parlavo nell’altro post, urgente trasformazione della civile ma gelida efficienza nordica. Credo che l’alto numero dei suicidi, tipici di tutte le civiltà tecnologicamente ricche e avanzate, sia dovuto proprio a quel gelo interiore, in cui la realtà è tutta conchiusa in uno schema mentale, in un “modello” esistenziale, statale, sociale. familiare, e personale… a discapito dell’anima: è un’evoluzione prettamente materialista, un’interpretazione totalmente meccanicistica… della realtà. In questo vuoto, in questa dicotomia fra… “testa e pancia”, senza passare per la regione del cuore, si inserisce quello che in arte si chiama “il doppio”, il nostro lato ombra, origine, nei casi clinici, di ogni schizofrenia. Nel freddo del cuore, nell’inverno dei sentimenti, senza calore, senza entusiasmo, senza slanci naturali verso l’Altro, senza Fervore….. arriva spesso la tristezza della depressione, il non-sense della vita, e, talvolta, le degenerazioni: dal suicidio, alla percezione squlibrata di sè e degli altri, alle esaltazioni ‘spiritualistiche’, ai disturbi psichici e deliranti, fino agli omicidi folli, in una spirale di ossessioni distruttive.
    Ma questi sono casi limite, appunto, non si può ‘condannare’ un’intera civiltà per l’azione di alcuni esaltati – lo abbiamo già detto anche per altri popoli. Ma c’è da esaminare i fatti, i singoli tragici episodi, cercando di analizzarli e di capire perchè sono così pericolosamente in aumento. Steiner diceva che la pazzia sarebbe arrivata a dilagare come il colera, come un’epidemia. Perchè? per quale dilagante squilibrio interno? Per caso stiamo fallendo… come umanità?

  16. Quando ero bambino, a cavallo tra gli anni ’50 ed i ’60 avevo avevo perfino pudore a chiedere a mia madre, in latteria, se mi poteva comperare una rosetta con una cucchiaiata di un cioccolato simile alla nutella che ancora non esisteva. I giovani d’oggi probabilemente la vedono ogni volta che aprono la porta del frigo. Quando a quindici hanni ho deciso di smettere di studiare prima di andare a casa a dirlo mi sono cercato un posto di lavoro perchè non era pensabile altrimenti. E quando mi sono accorto, avevo già famiglia e figlio, dell’errore micidiale che avevo fatto mi sono diplomato da lavoratore studente uscendo con 51 alla maturità. Il giorno tipo iniziava alle sei e trenta del mattino. Lavoravo fino a circa le tre o tre e mezzo. Tornavo a casa, mangiavo un boccone, studiavo e alle 19 e trenta via all’TC statale fino alle 21 e trenta. Quattro lunghi anni che sono stati i più belli ed i più duri della mia vita. Se proprio vuoi dare una colpa ai padri dì che sono stati, complice un certo benessere economico, troppo di manica larga e non hanno saputo insegnare ai loro figli ad affrrontare le difficoltà ed a stringere i denti per affrontare la vita e superare le difficoltà. Altro che egoismo.

  17. Ognuno di noi (padri) può raccontare la storia di una conquista faticosissima. Allora era la sopravvivenza, e le spalle erano scoperte. Inutile andare oltre.

  18. @ Francesco

    Gli italiani immigrati in America negli anni ’70, venendo dal nulla e dalla miseria più vera e cruda che possa esistere, hanno lavorato, stralavorato, fatto sacrifici enormi… per conquistarsi quella sopravvivenza e un piccolo dignitoso benessere. Poi i figli…… invece, andavano a distruggere tutto, le notti bevute, lampioni e vetrine frantumate. Chi ha fallito? Non si può generalizzare, non tiriamo fuori di nuovo il ’68, anno di fermenti vivi… pure se l’immaginazione al potere non ha funzionato. Mi è rimasta impressa al riguardo la domanda di una giovane conduttrice, tempo fa su raitre, ad affermati professionisti di quella generazione: “ma non pensavate a noi!?”, ha chiesto, quasi stizzita. Ora non ricordo chi, ma l’intervistato di turno, ha risposto: No. Noi vivevamo il momento, il cambiamento, l’epoca. Eravamo troppo impegnati a fare quello in cui credevamo, a portare avanti le nostre idee, i cambiamenti. Io ci aggiungo: ma perchè avrebbero dovuto pensare a noi??? Sì vabbè l’importanza della famiglia… cristiana, ma a un certo punto conta pure e soprattutto la Persona, il proprio percorso culturale, le proprie scelte di vita, la libertà… del proprio modo di essere. E almeno avevano delle idee…. da portare avanti e in cui credere, sicuramente meno distruttive del ‘nichilismo’, anzi della ‘nientite’ attuale – che già il nichilismo sarebbe troppo – e sicuramente meno prigioniere degli schemi attuali, prettamente Economici, meccanicistici, aridi.

    Amy Winhouse è morta come Jim Morrison. Sono geni… e sregolatezza. Sono personalità tormentate ma profonde, fragili ma sensibili, autodistruttive… ma creative. Non paragonabili a quel vuoto assoluto di tanti che, pur con una grandissima infelicità interiore, si autodistruggono e basta. In una società che oltre alla tecnologia, al modello economico e al darwinismo sociale, poi ‘cristianamente’ si defila alla ponzio pilato senza assumersi responsabilità alcuna di questo fallimento, anzi senza neppure riconoscerlo. – in questo ti condivido.

  19. Lasciamo perdere. Questa è la dimostrazione di quello che volevo dire.
    Si avete ragione !!! Il risultato dei vostri sacrifici sono 1.900 miliardi di debito ed una società che fa schifo. Grazie di cuore !!!

  20. Ma tu cosa credi di essere Francesco? Talmente sopra tutto e tutti da permetterti pure di ringraziare ? Chi? Comincia da te stesso ,mica sei un ragazzino di 20anni?Di questa societa’ che fa schifo sei una cellula pulsante .Vorrei solo segnalarti che hai scelto di andartene perchè ritieni di meritare di piu’ economicamente .Te ne vai lì dove “la destra populista e xenofoba avanza” non in Africa …..il tuo egoismo alcune volte è carico,troppo carico.

    1. Hai ragione , sono proprio un egoista e aggiungerei anche cretino. Sai, mi sono laureto prima del tempo previsto , studiando anche di notte per cominciare a lavorare il più presto possibile. Non volevo pesare sulla mia famiglia. Ma guarda un pò che cretino che sono. Potevo fare come i figli dei borghesi , che stanno parcheggiati all’università per anni e pure a scrocco. Poi , tutte le botte prese per cacciare i fascisti di casapound dall’università. Ma che pirla vero. Poi l’enorme aiuto ai movimenti giovanili che chiedono semplicemente un lavoro ed un casa. Ma no , chi me lo ha fatto fare , ho rischiato pure di finire in galera perchè abbiamo una polizia moooolto democratica. Che coglione , potevo farmi i fatti miei visto che ho un buon lavoro. Si, avrei potuto pensare benissimo a me stesso dai. Ma Adesso è arrivato il momento di pensare veramente solo ai fatti miei e quindi posso dire di essere “maturato”. Sto diventando il buon padre di famiglia che va all’estero per comprarsi una casa e farsi una famiglia. Sto diventando un normalissimo cittadino che pensa ai c… suoi. ;)

      1. Cio’ significa che sei uguale a tanti,molti di noi che si sono fatti il lato b per riuscire ad emergere ,a dare un senso ,non solo economico,al proprio vivere.Che ha dovuto combattere contro i mostri costruiti da false ideologie alle quali ci siamo,mi sono aggrappata,per non diventare un automa:lavoro e basta!Sei tu che hai continuamente questa necessita’ giovanilista di fermarti a quell’idea del rompere tutto ,sempre.Infatti io non ci credo.Se ,come dici,sei andato oltre,perchè ti senti braccato? Forse una risposta ,senza presunzione eh,potrei averla….quando ci si distanzia da un vecchio pensiero,un ideale che non ci piace piu’,ci sta un po’ stretto,si tentano nuove strade con lo sguardo rivolto all’indietro.Come se non si fosse sicuri del nuovo percorso.Allora si mette in discussione il nuovo,instabile pensiero, ma non ci piace nemmeno piu’ il vecchio.Insomma non c’è nulla di male nel volersi costruire un futuro dignitoso,è che sembra non piaccia a te.

    1. Mah Franca,non potrei essere mamma di Francesco ,te non so (hai figli così grandi?).Ma quando parlo di caricatura della realta’ penso ad un’immagine non troppo veritiera,magari verosimile…Insomma non credo sempre a cio’ che scrive…..

  21. Per purificare lo spirito, ogni tanto va buttato pc, e altre trovate per fare dell’ uomo il tizio sempre connesso con il mondo; hai amato il silenzio a Diamante, terra calabra, l’ultimo vero lusso, il silenzio, lontano dalla massa che gira a settemila e ne combina di tutti i colori una scelta esistenziale;
    occhi azzurri, un angelo sterminatore; adesso noin siamo più sicuri nelle grandi adunate dei cattolici, i talebani che descrivi sono un distorto modo di pensare che io credo che sia da distimici, quasi folli (Giovanni Farzati)

  22. No veramente , lasciamo perdere. Non ne vale la pena. Non ho voglia di fare una discussione inutile. Dai mettiamola così : I giovani non hanno voglia di fare niente in quanto hanno già tutto e allora , stremati dalla noia quotidiana, si “dilettano” a far saltare in aria le città e ad uccidere la gente come avviene nei film o nei video games. Semplice no?
    Da ora in poi vi darò sempre ragione ;)

  23. Ok, ho capito io invece. Credo che Francesco parlasse dei “padri” della globalizzazione. Io stessa sono andata troppo indietro nel tempo, o per dirla in poche parole: queste sono le conseguenze degli yuppie… non degli hippy. Una parte era contestatrice, all’epoca, ma mica tutti, per non parlare dei voltagabbana. Ovviamente la sua ‘denuncia’ dei padri non era da intendersi “alla lettera”, cioè non era riferita a quei padri che si sono sacrificati per i figli, o a quelli che hanno contestato e portato avanti idee… come il grande Gaber. Ma allude ai padri di questa globalizzazione fautrice del particolarismo anzichè dell”universale’, delle disuguglianze al posto della fraternità, di impoverimenti di massa grazie a delocalizzazioni e interessi di pochi, e a causa dei quali i giovani non trovano più un lavoro nè un futuro.
    Vorrei ricordare che le scelte di vita, di lavoro, di futuro, di “come” e “dove” vivere, sono assolutamente libere e personali. Ma c’è una differenza tra delocalizzazioni selvagge a difesa di egoismi particolaristici e aziendali, e la libera scelta di sentirsi “cittadini del mondo” – nella vera visione ‘globale’, appunto – quando non addirittura costretti per condizioni sociali-economiche-politiche totalmente disastrate. In questo senso, al posto delle prediche suggerirei una profonda analisi correlata di autocritica: perchè il mondo esterno non si può cambiare, ma mettersi in discussione si può.

    1. @ Sissi
      Sei l’unica che capisce ciò che voglio dire. Lo dico seriamente. Tutti subito a pensare alla propria storia personale. Forse si stanno chiedendo se sono stati dei buoni genitori. Ma quello che volevo fare era un discorso molto più generale . Mi sa che hanno la coda di paglia ;)

  24. Perbacco, un ritorno in grande stile! In venti righe c’è tutto quello che c’era da dire.
    Da parte mia dico solo che l’autore delle stragi norvegesi a me pare solo un folle squilibrato, uno che proprio non sta bene di salute. Ci vuole un secondo a dire che non c’è proprio niente di cristiano in quello che ha fatto. E non mi sentirei di scomodare i massimi sistemi per cercare di capire. E… per una volta non è colpa di Berlusconi ;)

    Certamente sono state dette delle verità in merito. Una su tutte: i fondamentalismi sono uno dei mali peggiori di questo mondo. Un mio amico dice che peggio dell’ignoranza, per la quale c’è rimedio, è la presunzione di sapere, per la quale non c’è rimedio. Tuttavia non mi pare quel fatto di cronaca il giusto spunto per iniziare la discussione sui pregi e difetti della società contemporanea. Magari la fine della Winehouse (confesso: ne ignoravo l’esistenza prima d’ora!) si presterebbe meglio a comprendere che la “nostra” generazione (ho quarant’anni, mi ci sento dentro) non è attrezzata per gestire le difficoltà, perché è stata bambina in un’epoca in cui per la maggior parte non ce n’erano e quelle che c’erano erano ben filtrate dai nostri padri (ecco, forse questa è l’unica colpa che possiamo imputar loro, ammesso che lo sia). Loro invece, che venivano dal nulla, erano meglio disposti a mettersi in gioco, non avendo nulla da perdere, col vantaggio di vivere un’epoca in cui gli sforzi erano meglio ripagati. In più, parafrasando i versi di una nota canzone di I. Fossati, la giostra girava più piano, era più facile rimanere in piedi.

    Mi scuso se questi pensieri sembrano un po’ sconnessi: probabilmente lo sono. ;)

  25. Essere talebano significa non guardare più in là del proprio sguardo. Fa la sua storia, io potrei fare la mia: e ci sono anche finito in gattabuia battendomi per la libertà di tutti. Fa l’eroe non sapendo che mio padre ha lasciato casa e anch’io a suo tempo ho lasciato casa per cercare fortuna. Altro che autocritica. Inutile sprecare altre parole, sarebbero inutili. Io parlo con chi mi sta a sentire.

  26. Marco è vicino alla verità. La nostra colpa è di aver viziato i figli. I nostri genitori ci hanno fatto forti prendendoci a schiaffi. Sì, in questo abbiamo sbagliato.

    1. Io non avrei usato il termine “viziati”: di schiaffi ne ho presi eccome da mio padre, forse anche più di quelli da lui presi dal suo. Né ho avuto tutto il desiderabile (mentre intorno a me vedevo vestiti, vacanze, televisori e stereo, moto e moto, macchine, viaggi…). Intendo proprio “protetti”, ad esempio “scegliendo al posto di” anziché permettere di scegliere autonomamente.

    1. @ Pino
      Stai tranquillo , non ho intenzione di far saltare in aria Montecitorio. E poi dovresti leggerti la storia dei talebani. Non sono quelli che tutti pensano. I veri talebani siamo noi occidentali.

      1. Ecco, non hai capito niente. La storia dei talebani la conosco benissimo. Talebano lo uso come aggettivo: si tratta di fondamentalisti. In tutti i campi. Ci sono i cacciatori fondamentalisti, gli “armaioli” fondamentalisti, i fondamentalisti del palio di siena. Talebani, tutti.
        Non ho paura che fai saltare in aria Montecitorio. Non è un luogo che frequento.

  27. @Francesco ora diro’ una cosa che mai avrei voluto fare in un blog,in questo blog .Sei veramente Stronzo!Pino poi la togliera’ se vuole.La coda di paglia a chi? Ma che ne sai? Che cosa vuoi?Sei cattivo,prova afare il genitore poi magari ne parliamo.No con me no ,figli non ne ho.

    1. @ irisilvi
      Siete voi che prendete le cose sempre sul personale. Forse perchè avete dei pregiudizi nei miei confronti o forse perchè semplicemente non vi sto simpatico. Boh , non so !!! Quando ho parlato di “padri” mi riferivo ad una classe dirigente ( che di certo non è composta da 20enni ) che ha dimenticato per strada un pezzo della società ( i più giovani appunto ). Quando si fanno scelte politiche che spostano in avanti i problemi ( che ricadranno sulle spalle delle nuove generazioni ) che andrebbero risolti subito tu come lo definiresti ? Egoismo , mancanza di senso di responsabilità o cosa ? Non so , forse sono io che mi spiego male………..

      1. @Francesco io parlo per me e per me rispondo.La simpatia non c’entra,non fare la vittima sacrificale che non ti si addice! Leggo cio’ che scrivi e ti rispondo ,come fanno tanti qua dentro .Mi sembrava di averti spiegato il mio pensiero,sei tu che poi fai dell’ironia(parere personale) dove non se ne sente la necessita’.La vuoi fare ?Sacrosanto diritto ma poi ti devi aspettare la risposta.Pure io ero ironica sull’epiteto dato,ma non si era capito vero?

  28. Sono sicura che Francesco si difende benissimo da solo, nè io sono l'”avvocato” di noantri, ma proprio a titolo di informazione personale: si può sapere come funziona una buona volta? per caso qualcuno può dare a un altro del talebano egoista infantile e viziato – e questi sono solo gli ultimi epiteti… di una lunga serie – e l’altro in controrisposta non può neanche fare dell’ironia? O, come accade ultimamente, a qualcuno ancora non è chiara la differenza tra l’insulto e l’ironia? totalmente privi di quest’ultima dote, compresa l’auto—-ironia? No, sul serio non capisco.

    @ Francesco

    Grazie, è che cerco di capire, e da una parte viene pure istintivo ogni tanto andare sul personale – riportare l’esempio personale cioè – a meno di non essere degli storici con le analisi in pugno di tutte le epoche. D’accordo pure con Marco Alici che si è ampliato il discorso, dato che si era partiti dalla Norvegia e dal gesto di un folle e si è finiti ai disastri economici e politici globali (fanno comunque parte del periodo a dir poco particolare). Mentre quel che non capisco è la relazione tra l’esempio personale del tempo che fu e l’epoca attuale: l’uno non esclude l’altro. Trasformare ed evolvere idee o ideologie che furono è umano: al contempo non escludono, o non dovrebbero escludere, una lucida analisi e critica – nel caso pure autocritica – della realtà esterna. Manco fosse un paradiso…che per l’appunto può attendere.

    1. (l’ultimo pezzo ovviamente – cioè da dove menziono “Marco Alici” in poi, per intenderci, era riferito alle ‘spiegazioni’ lette, non a Francesco).

    2. @ Sissi
      Devo continuare a dirti che interpreti sempre bene il mio pensiero. Tu sai spiegare bene quello che io penso. Ti ringrazio. Il discorso che hai fatto sull’ironia esprime esattamente un lato del mio carattere. Ma forse viene mal interpretata. Non so , forse qualcuno pensa che io voglia prendere in giro gli utenti di questo blog. Ma non è così. Boh , sinceramente non so darmi una spiegazione se non quella di pensare che non sto simpatico a qualcuno…..

      1. @Francesco
        No, è che accade spesso anche me nella vita: ci sono persone, tipo un”amica’, che si sentono autorizzate a dir di tutto ma proprio tutto, pure autoincensandosi con quell’aura chiamata “maturità”. Ma guai a rispondere con ironia: per alcuni suona peggio di un…V-moment ;)))

    3. Il Mondo non gira intorno a me ??? Il Mondo gira intorno al Sole. Comunque, visto che addirittura siete arrivati al punto di pensare che io, con i miei commenti, voglia solo mettermi in mostra, vi darò la prova che non è vero salutando tutti definitivamente. Forse un momento che aspettavate da parecchio tempo. Tolgo il disturbo.

      @ Sissi
      Un saluto particolare a te ;)
      Se per qualche motivo tu volessi contattarmi, vai sul mio blog.

      Ciao !!!

      1. Evidentemente non sei in grado di reggere un dibattito serio. Tu spari accuse a raffica, ma appena ci sono le repliche, forti in antitesi alle tue “urla”, te ne vai. Sia chiaro che nessuno ti ha cacciato via. Tanto per chiarire, mi dispiace sottolineare che non hai capito il senso neanche stavolta: non parli di te per metterti in mostra, mai pensato, ma solo per rafforzare un’opinione dimenticando che il quadro è molto più generale. Ti chiedo solo di non fare la vittima: non ti si addice. Ho sempre avuto coraggio delle mie azioni: se non ti volevo ti avrei cancellato. Ma non puoi neppure pretendere che certe “talebanerie” passino in silenzio.

  29. L’ironia è una cosa seria. Certi discorsi non sono ironici. Sono cocciutamente faziosi e disgreganti.

    E poi questa storia della simpatia. Basta rileggere quello che scrivi. Non sono le opinioni, ma l’arroganza con cui le esprimi come fossero verità definitive. Evidentemente da queste parti, non parlo solo di me, c’è gente con una maturità tale da rifiutare lezioni, soprattutto lezioni di vita.

  30. Infatti la crescita personale non ha nulla a che vedere con la maturita’.Si puo’ fare le bimbe/i a vita,censurando gli altri con il proprio credo perfettissimo.L’importante è continuare con una assurda diatriba ,malcelata da oscure divergenze che probabilmente si possono registrare tra i piu’ comuni vizi capitali.

  31. Io noto solo che qualsiasi discorso si affronta finisce in acredine, per l’esattezza, più che divergenze e confronti d’opinione. Il che caratterialmente non mi appartiene neanche un po’, anzi mi infastidisce alquanto. Ribadisco che rispondere a insulti, risate o parolacce con una certa ironia, la ritengo una cortesia. Ma evidentemente piuttosto bisognerebbe allinearsi rispondendo altrettanto: chissà, forse è una crescita personale.
    A proposito di “personale”: mio padre ha sempre lavorato onestamente e benissimo, grande Uomo intelligente e molto brillante, e si è laureato solo quando ha potuto, cioè da sposato, senza vacanze, senza un w.end. Come tutta la mia famiglia, tutti i miei parenti, tutti. Mio zio si è laureato con un pezzetto di matita, non aveva i soldi per comprarsi neanche quella. Io non mi sono mai laureata, ma ho sempre lavorato, SEMPRE, e ho fatto tutti i tipi di lavori, onesti, senza essere mai stata una ‘schizzinosa’ a tal riguardo: i sacrifici e il c.lo ce lo siamo fatto tutti, ma proprio tutti. Ok? Tanto per chiarire.
    E soprattutto…. non ho mai rifiutato neanche mezza “lezione di vita”. A cui sono sempre stata non grata, di più, gratissima… se così si può dire. Spero che gli esempi “personali” valgano anche nel mio caso… o aspetterete tutti insieme un post su “sissi”: special thanks. Ma senza “i credo”, quelli li trovate sicuramente altrove, come le faziosità – che non ho mai sopportato.

    Il mondo è bello perchè vario, fatevene una ragione: libertà di pensiero e divergenze comprese… tranne che aspre, correlate di un’acredine diventata veramente insopportabile.
    Cari saluti a tutti.

    1. Interrogati, se ti va, da dove e quando nascono queste acredini. Ricordo, come altre volte, la filosofia buddista: tutto dipende dall’approccio. Se uno aggredisce sarà aggredito. Se urla troverà sempre chi urla più forte di lui.

      1. Tutt’è rileggere, regolarmente, e riconoscere CHI E’ che aggredisce. Uno fa un discorso, è la sua propria personalissima opinione, non “la verità definitiva” – anche perchè non siamo a un quiz, nè a un congresso di premi nobel, ok? Non insulta nessuno: è la propria personalissima opinione.
        Immancabilmente arriva qualcuno a trasformare le (eventuali) divergenze di opinioni in un ring, con tanto di uscite antipatiche e arroganti. A quel punto scatta la risposta ironica…(cortesia personale) e dall’altra parte arrivano gli insulti. (stronzo! in questo caso. E l’elenco sarebbe lungo).
        Personalmente non ho mai insultato nessuno, anzi cerco perfino di interpretare e rimetter pace, da sempre. L’unica che si è scusata per una frase poco carina – e usata unicamente in fase di litigio, certo non come espressione abituale come invece abitualmente fa qualcun’altro – sono stata proprio io. Allora, la filosofia buddista vuoi sapere qual’è? quella di interrompere questo giro di acredini che non mi appartiene, ma neanche un po’! e di cui sono veramente stufa.

        (parlo di me e per me stessa proprio perchè non sono l’avvocato difensore di nessuno, ma i meccanismi di cui sopra li noto anche su altri).

        1. Che non insulta nessuno è una tua personalissima opinione. Le parole, come sai, possono essere violentissime. E lui non dice mai il suo parere, lo urla. Non può addossare le colpe di tutti i mali ai padri. Ovvio che i padri reagiscono. Non può continuare ad annunciare la rivolta senza che gli si risponda. Ma chi è, Zaratustra? O magari Santoro? Lui urla ed è chiaro che in risposta riceve urla. Poi scappa.
          Ma perchè poi lo dico a te? Mica sei il suo avvocato difensore.

          1. …sono folle anch’io, evidentemente, nell’immedesimarmi e aver capito… che i “padri” non erano quelli di famiglia. E lui non è che “urla” ma dice chiaramente, di getto, ciò che pensa. L’ha detto che è sempre stato un po’ sopra le righe…ma a me piace chi è così.

            Inoltre, dimenticavo, (ma questo esula da francesco): la libertà d’opinione per me comprende non solo la critica ma perfino gli ‘epiteti’, qualora non siano estremamente pesanti e offensivi e corrispondano a ciò che uno pensa. Quello che non capisco, a quel punto, è l’incazzatura su una risposta (ironica) di rimando. Insisto.
            A buon intenditor… – ma poi perchè lo dico a te? mica sei “talebano”, a censura della libertà d’opinione.
            :))) – il sorriso ce lo metto solo perchè sennò ora… corro seri rischi, mi sa.

  32. Ho quasi la stessa età di Pino con il quale mi trovo daccordo su tutto. (qui). Leggo Barba e mi trovo daccordo. Poi leggo Francesco e mi trovo daccordissimo con lui. E ancora leggo Sissi e mi trovo daccordo con Lei: Ancora leggo Marco e mi trovo daccordo con Marco. Solo una cosa non condivido Marco questa volta: “La presunzione di sapere” fa proprio parte dell’ignoranza.Socrate affermò che, essendo conscio della propria ignoranza, egli era più saggio di coloro che, essendo ignoranti, continuavano a professare la propria sapienza (teoria della dotta ignoranza). La consapevolezza del sapere di non sapere è una coscienza e una verità evidente e innegabile, Insomma Socrate pose il sapere di non sapere a fondamento di qualunque altra verità e conoscenza.
    Ora trovandomi daccordo con tutti ho cercato empaticamente di capire gli stati d’animo di ognuno in altre parole mi sono immedesimata nei pensieri dei miei simili . Sarò “Folle”? o “Talebana”. ;)

  33. Torniamo a Oslo.
    L’aspetto terrificante della tragedia è che sul profilo Twitter di Anders, lui non segue nessuno, ma ci sono 1164 “followers”, gente che lo segue nel delirio.

  34. Allora cercare di capire le ragioni di ognuno è “Follia”? Mentre se andassi diritta con la mia ragione senza minimamente condividere il Pathos con l’altro sarei una “Talebana”. Si allora sono “FOLLE” davvero.

  35. Pina… ti rispondo con Oscar Wilde (sempre) va; ed è che… “essere buoni significa stare in armonia con se stessi. Essere cattivi è stare in armonia con gli altri” :)))
    uaaaaa!!! alla faccia dell’empatia che pure ce nè tanto bisogno… (detto, immagina, coi toni di Gaber ;)))
    Dai, sto scherzando. Grazie che mi e ci capisci tutti – anche perchè, ora non per ingratitudine, ma insomma non è che diciamo delle cose trascendentali. Bello il tuo discorso su Socrate, altra vittima sacrificale…dei suoi tempi:))

    E vorrei che Francesco tornasse, anche se ora leggo il suo blog. Non è detto che io rimanga incollata qui, perchè sono abbastanza inaffidabile, ma mica può lasciarmi sola! :(((

  36. Guarda che io non ho cacciato Francesco. Come ho già detto, lo avrei potuto fare con un semplice click una delle tante volte che ha esagerato. Ma deve imparare ad accettare anche le reazioni spropositate quando i suoi interventi sono spropositati. Ecco che torna il buddhismo. Quando è intervenuto tranquillamente tutti sono stati tranquilli, quindi la storia dell’antipatia è una scemenza. Fare il talebano comporta dei prezzi.

  37. Il problema è che questa necessita’ di mettere pace tra le acredini altrui la senti solamente nei miei commenti.Mai entro nelle tue argomentazioni se non per rispondere ,di malavoglia devo dire.Che cavolo vorrai non lo so,poco mi interessa,so solo che ne hai fatto la tua questione personale.Tante volte ti ho chiesto di lasciarmi perdere.Ti rinnovo l’invito.Le tue personalissime opinioni te le puoi tenere,e se sono così faziosa perchè continui a darmi lezioni che mai imparero’?Lasciami perdere per favore.

  38. Sai Sissi, spesso ho postato questo :”essere buoni è facile, il difficile è essere giusti” V: Hugo. Tiè ;)
    Ciao buonanotte a tutti

  39. Ops dai Francè torna, torna, torna da casa aspietta a te…… in fondo diciamo e vogliamo tutti le stesse cose. Non sono un padre, ma sono una mamma.. mwhaaaa aribuonanotte

    1. Adesso non fare la buonista. E’ abbondantemente maggiorenne. Probabilmente, come si diceva sopra, noi vecchi genitori abbiamo sbagliato nel coccolarli troppo.

  40. Rispondo qui a Sissi perchè i “replica” come al solito provocano casini. Solo ipotizzare che io sia un censore è talmente ridicolo che non può farmi incazzare. Forse addirittura esagero nella libertà d’espressione altrui, a tal punto da fidarmi.

  41. @ Pina: è per amor di ‘giustizia’ che sto perdendo tutto questo tempo! altrimenti neanche ti parlerei più.. ricordi? ;))) tiè.

    @ Irisilvi Brava, hai capito che l’unica che insulta sei te: dallo scompisciarti dalle risate, senza argomentazioni e/o motivazioni, allo sviare i contenuti di qualcun’altro – i miei per primi – portandoli altrove, e ad altri comportamenti tra il ridicolo e l’arrogante. Poco importa, il mondo è vario, ripeto, e soprattutto tranquillizzati: non rientri minimamente tra i miei pensieri, nè tra i miei interessi. Ci lasciamo perdere a vicenda, mi sembra. Tranne quando esageri con certe acredini…. del tutto fuorvianti e disgreganti, a cui mi viene istintivo porti un limite. Si chiama rispetto, per gli altri.

    1. Allora, rispetto per rispetto. Comincio a essere stufo io di questo scontro frontale. Basta. Ci si può benissimo ignorare, volendo. E l’intervenire a favore di altri è assolutamente gratuito, chiunque sa rispondere da solo e farsi rispettare. Basta, chiaro? Io non voglio assolutamente fare il giudice, quindi non assegno torti o ragioni, ma il ruolo di arbitro mi spetta e il match personale deve finire. Altrimenti lo faccio finire io.
      Fuorviante e disgregante sono due aggettivi miei, già usati sopra.

    2. Ma chi ti credi di essere? Comincia tu a rispettare gli altri,questo per fortuna non devo impararlo da nessuno e tantomeno da te ,presuntuosa .Tra i tanti lavori il piu’ riuscito sicuramente è la cuoca:giratrice di frittate.La super partes per i fatti suoi.Bravissima,complimenti continua così,basta che mi ignori.Oppure sei il giudice del blog? hai questo compito dato dal cielo? Tu decidi che cosa si puo’ dire e se un commento puo’ avere tendenze irrispettose.ma se ti viene istintivo pormi dei limiti…che ci vuoi fare ,unta dal signore!Alla faccia della censura.

  42. Ma coccolare chi? A 40anni si è perfettamente coscienti di quello che si dice e ancor piu’ di quello che si fa.L’essere stati amati e coccolati da piccoli non è un privilegio ma un diritto. Solo se si è stati amati si puo’ amare ,pure questo si impara da piccoli.E credo sia un dovere imprescindibile di un genitore trasmettere ,insieme alle regole,la capacita’ d’amare.Questo si puo’ fare solo attraverso l’esempio.Saroì tarata ma per me quel Breivik non ha mai conosciuto il valore di una carezza…

    1. Non parlavo delle coccole ai bambini che sono obbligatorie. Parlavo delle coccole ai figli grandi. Coccolare, cioè proteggere. C’è un’età in cui bisogna volare da soli.

  43. Avresti dovuto pensarci prima (…)
    Per me, sempre che di “match” si tratti, è assolutamente finito, ma da quel dì – ammesso che sia mai iniziato.
    Buonanotte a tutti… tra parole, parole, parole…

    1. Comincio adesso. Togliendo insulti che – ricordi Buddha? – non possono che provocarne altri di risposta. Il match non è finito da quel dì visto che si tratta di questo stesso post. Comunque, giusto: bando alle ciance. D’ora in poi sarò attentissimo.

      1. @ Pino

        Condivido in pieno, sono ‘scesa’ abbastanza.
        Saluti, anche i mei definitivi, stavolta.
        (oppure censura pure, esattamente come preferisci).

  44. “E’ già domani”, questo titolo l’ho prelevato in prestito scritto su la capoccia dar Gabbiano di Frontiera in una vignetta di Enrico Bertuccioli.
    Il nostro gabbiano delle volte scrive post lunghi e delle volte a me basta un titolo per stimolare i miei scritti.
    La sua frase che voleva significare altro, mi è piaciuta e l’ho messa nel commento qui sotto.
    Come una semplice frase ci può far riflettere! Anche quando scrivo, inizio da una semplice immagine a una parola a un gesto per fare i miei scritti.
    Ero ragazza e l’amici mi chiamavano alle feste, non mi chiamavano per la bellezza, dicevano che mettevo tanta allegria e che riuscivo a vedere le cose che sarebbero accadute.(preciso non sono una maga, leggo e osservo tutto quello che cresce e muore sul nostro pianeta).
    Amici ci sono sempre stati i momenti bui e ci saranno sempre! Ognuno di noi è di complemento al vicino.
    Dobbiamo unire le nostre risorse, possiamo lottare senza che ci accapigliamo tra di noi.
    Rendiamoci conto che ognuno di noi è un miracolo della vita, ognuno di noi può seminare tanto tantissimo, ma se ci lasciamo dominare dall’invidia dal negativo è finita.
    Io faccio molte cose, ma molte altre non sono portata, anche se mi piacerebbe farle, ma poi mi rendo conto che ho dei limiti e non ho la capacità per farle. Mi piacerebbe volare ma non ci riesco, ci sono persone portate per la politica, altri per l’economia altri…io posso regalare un po’ d’amore, una carezza, un sorriso e scrivere con semplicità su alcuni aspetti della vita.
    Un esempio di negativo che mi sta sempre vicino. Un orco vero, che non si stanca mai di ferirmi, ancora fino a ieri mi ha attaccato, ma io indifferente mi lascio scivolare il suo negativo, sapete amici la reazione? Lui abbassa gli occhi quando mi vede e io posso guardare senza provare nulla, e mi dico nella mia mente: così giovane come vive male la sua esistenza è un povero diavolo che non sa vivere.
    Ho compreso che la mia indifferenza lo rende sconfitto, non si da pace! Non vi racconto di quante meschinità è capace pur di attendere una mia reazione, ma io aiutata dalla mia natura so guardare avanti. Anche se apparentemente lui vince, le sue meschinità scivolano dalla mia pelle e sono ancora capace a sorridere dentro e fuori, invece nel suo volto leggo solo la sua insoddisfazione di non riuscire a demolire la mia serenità.
    Quando leggo un post, sinceramente delle volte mi trovo in difficoltà a rispondere. Quando sotto poche righe o sotto una immagine vedo che tutto si frantuma, amici restiamo uniti e cerchiamo di mettere il meglio di noi e non dimenticate che ognuno di noi è un miracolo irripetibile della vita e già domani è un altro giorno.
    Vi dono questa mia poesia che ieri ho scritto mentre mi trovavo nella terra dei Sabini e un piccolo passero si trovava sulla mia mano. La dedico a voi e a quel povero diavolo insoddisfatto della vita. Mi dispiace che non sono capace di mettere l’immagine ma la vostra fantasia lo può fare. franca bassi

    Primo volo

    Ieri sotto le tegole
    del mio casale
    ho trovato un nido.
    Un pugno
    di sei teneri passeri
    cinguettavano a la vita.
    Oggi nel sistemare la tegola
    ne ho trovati solo tre
    uno impacciato è uscito dal nido
    impaurito è finito
    nel palmo della mia mano.
    Ho sentito il calore
    del suo corpicino
    il piccolo cuore batteva alla vita.
    Il passero sul palmo
    ha cinguettato
    con la punta del mio dito
    le ho regalato una carezza.
    Il piccolo passero
    ha scaldato il mio cuore
    l’ho baciato e l’ho rimesso
    nel suo nido.
    Domani controllerò
    se ha spiccato il suo
    primo volo.

    franca bassi
    PS.
    Comunque se non volete perdere tempo a cercare l’immagine la trovate nella mia casa:
    http://ceglieterrestre.splinder.com/post/25245809/una-mia-giornata

  45. ;) Cia Gabbià dopo ch’ ho visto la vignetta, nun volevo posta’ sto commento. Co’ sta vignetta c’hai fatto lo sciapoo e puro la permanente!! Chiara è bella! Inzomma me so cecata l’occhi pe’ scrive e mo commento listesso. Bona giornata a tuttiquanti mo vado a vede li passerotti.

  46. @Pino. Si veramente esplicativo. Grande !!! Anzi Grande anche Pietro.
    No, Sissi , non ricordo e tantomeno ricordo il motivo. Ma per togliere la parola…….. ce ne vuole, davvero.
    Chiarisco poi “per amor di giustizia” non è certo che rispondi a me. A me hai risposto perchè ti andava di fare una battuta scherzosa; l’ho capita e ti ho risposto altrettanto scherzosamente, ma questa volta non l’hai capita te. Ed hai innescato così una miccetta alla quale potrei rispondere: “beh potevi benissimo tacere nei miei riguardi” e così sarebbe iniziato un focolaio, e poi necessariamente “lo scontro”. .
    Invece no, ti rispondo con le parole di Thomas Gordon e che condivido pienamente “Credo fermamente che la pace nel mondo non possa realizzarsi finchè le nostre relazioni interpersonali non saranno pacifiche”
    Come vedi è molto difficile farsi capire, e a mio avviso è di gran lunga più difficile saper “ascoltare” che parlare…….

  47. Una micro-buona notizia và:
    Quella cosa inutile denominata Paulus Lombardus delle Orobie, al secolo Paolo Sizzi ha cancellato il suo blog.
    Prima che lo faceva la Polizia Postale, o che qualche allogeno chiudesse lui…per sempre.
    Chiedo scusa per i congiuntivi, con grado di lucidità pari all effimero nulla… fa caldo.

      1. Non è che c’ è caldo, è che manca il fresco.
        Comunque, un talebano innocuo sul Web. Meno male.

  48. Stavo pensando proprio a lui in questi giorni… al Lumbardus Erectus… Mi date una buona notizia. Sicuramente era innocuo rispetto al folle criminale norvegese, ma il suo verbo duro e puro poteva alla fine fare pericolosi proseliti. Meglio così, uno in meno. Adesso spetta ai Borghezio e compagnia brutta.

  49. A proposito del pazzo criminale di Oslo.
    Un festino a base di buon vino rosso francese ed escort di alto livello. Era la ricompensa molto terrena che Anders Behring Breivik progettava di concedersi prima della sua plateale azione terroristica. C’è anche questo particolare nel manifesto di 1.500 pagine messo in rete dal fondamentalista cristiano reo-confesso, in cui l’autore argomenta con un fiume di parole la sua chiamata alle armi contro l’Islam.
    Beh, almeno i kamikaze di Allah pregano prima di uccidere (e uccidersi).

  50. Scherzi a parte, il Lombardus non aveva futuro, in quanto agiva in solitudine (credo). Per Borghezio e compagnia brutta è difficile ottenere lo stesso risultato, con una struttura politica e propagandistica efficiente che lo sostiene.

  51. Pero’ ,proprio perchè agiva da solo e non aveva confronto,se non qualche insulto o adepto a me faceva paura.Non è detto che ora sia finito il suo talebanesimo anzi.Quel genere di persone si autoalimentano di intolleranza e ottusaggine.Veicolo perfetto per creare mostri.

  52. Già. Ma anche i talebani di qualsiasi perversione sociale sanno che la propaganda è il migliore mezzo per ottenere proseliti. Anche con atti terroristici.
    E il fantasma del Nazionalsocialismo è duro a divenire per sempre cenere.
    La massa, almeno dal bagaglio personale di informazione a riguardo, si conquista creando massa.
    Da soli, senza una struttura organizzativa, non si va da nessuna parte, se non con atti fini a se stessi come quello allucinante di Oslo.
    Personalmente il Sizzi faceva solo ridere.
    Pure dalla pagina “La Lumbardia” il Paulus Lombardus ha alzato i tacchi. Non c’ è più attività.

  53. Una considerazione interessante arriva da un lettore di “Arab News”, tale Arshath Rahman, che commentando un editoriale pubblicato sul sito si chiede perché il termine “terrorista” venga usato solo per i musulmani, mentre per Breivik si preferisce parlare di “killer”. “Se ad ammazzare 90 persone in Norvegia fosse stato un musulmano – scrive Rahman – i media non ci avrebbero pensato due volte prima di definirlo ‘terrorista’ e di parlare di attacchi ‘terroristici’. Come se il termine fosse riservato ai soli musulmani”.

    1. esatto, parole sante, su questo bisognerebbe riflettere assai.
      ma assai assai…..
      riflettere, più che altro, non tanto su quello che hanno scritto, ma su quello che abbiamo pensato anche NOI.
      uno squilibrato, no?

  54. Che confusione!!!,Killer,talebani,Borghezio che schifo!!! Perchè gli avvicinano il microfono??

    1. Veramente lo chiamano addirittura al telefono, per fare ascoltare in diretta e in differita, le sue “perle di saggezza”.

  55. La rivolta dei lettori del Giornale contro Feltri
    L’ultima sparata di Vittorio Feltri è riuscita a far imbufalire anche i suoi fan più accaniti. Appena postato sul web, l’editoriale in cui l’ex direttore del Giornale accusava i giovani laburisti massacrati ad Utoya di essere stati “incapaci di reagire” – perché se “cinquanta persone si lan-ciano insieme sul killer hanno la possibilità di farlo a pezzi con le nude mani”, e loro invece, “egoisti”, non hanno avuto il coraggio di farlo – i lettori del quotidiano si sono scagliati contro il fondatore di Libero. Articolo.

    1. Feltri, colui che alla morte di Enzo Baldoni ha concluso che avrebbe dovuto consultare Alpitour… anzichè il Diario?

      (non potevo tacere, ma di nuovo…’sipario’).

  56. Sì quello. Ma fece anche di peggio: fece insultare, da direttore, Baldoni da “betulla” Farina. Vergognoso. Ha ragione quel lettore: a Feltri allora consigliai di andare in Iraq invece di scrivere da un salotto e adesso sarebbe stato meglio a Oslo. Già, Feltri sempre quello che ha detto che gli inviati non servono, scrivere da Baghdad o da Milano è la stessa cosa. Certo, per le stronzate inutile fare tanti chilometri e guardare che succede.

  57. Vittorio Feltri…”Il Borghese” piccolo piccolo.

    Si ricopia paro paro un post del Blog: Piovono rane di Alessandro Gilioli.
    Scusa l’ interferenza Pino, ma sembra un commento appropriato. Per la lungaggine, non è colpa mia se Mister Feltri dice stupidaggini a raffica.

    La prima patacca accertata è del 1990, ai tempi in cui Vittorio Feltri dirige “L’Europeo”: un’intervista sul rapimento Moro a tale Davide, “carabiniere infiltrato nelle Br” che avrebbe fatto irruzione nel covo di via Montenevoso.
    E’ un racconto “esplosivo” su presunti memoriali e audio di Moro dalla prigionia, con tanto di dettagli erotici sui brigatisti Franco Bonisoli e Nadia Mantovani sorpresi nudi a letto. Peccato che sia tutto falso, dalla prima all’ultima riga, e il “Davide” in questione non esista neppure.

    Nasce così, quasi vent’anni fa, il fenomeno Feltri: un misto di bufale (come quella su Alceste Campanile “assassinato da Lotta Continua”, mentre è stato ucciso da Avanguardia nazionale), rivalutazioni del fascismo (”Peccato che a scuola si continui a studiare la Resistenza”) e linguaggio da bar (vale per tutti il titolo sul calcio negli Usa: “Agli uomini piace, alle donne no, ma i negri non lo sopportano”, da cui si deduce che i “negri” non appartengono alla categoria né degli uomini né delle donne.

    Nel ‘92 Feltri è contattato da Andrea Zanussi, editore de “L’indipendente”, al quale spiega che il quotidiano “ha bisogno di una bella iniezione di merda”. Detto, fatto. è il periodo di Mani Pulite e lui lo cavalca proponendo titoli come “Cieco, ma i soldi li vedeva benissimo”, riferito a un presunto tangentista non vedente.
    Segue un falso scoop sulla morte di Pinelli, un attacco a Indro Montanelli (”è arrivato il tuo 25 luglio”), e il linciaggio di Norberto Bobbio (”mandante morale dell’omicidio Calabresi”), più un po’ di insulti alla Guardia di Finanza (che in quel periodo sta indagando sul Cavaliere).

    Quasi inevitabile nel ‘94 la promozione al “Giornale”, appena lasciato da Montanelli. Qui Feltri si fa riconoscere subito per i titoli farlocchi tra cui un mitico “La lebbra sbarca in Sicilia, contagiati a Messina quattro italiani” (vero niente). Notevole anche “Berlusconi vende la Fininvest”, così come la patacca sui miliardi di Milosevic “trasportati in sacchi di juta dalla Serbia all’Italia”.

    Altrettanto sballate le accuse ai giudici Piercamillo Davigo e Francesco Di Maggio di essere soci in una cooperativa edilizia con Curtò e Ligresti. Non mancano nuove “inchieste” revisioniste sul fascismo, come quella sull’attentato di via Rasella corredata da una foto falsificata della testa di un bambino staccata dal tronco: la cosa arriverà alla Cassazione, che nell’agosto 2007 condannerà il direttore parlando di un “quadro di vere e proprie false affermazioni”.
    Avanti così, e nel ‘95 Feltri si inventa che “la scorta del presidente Scalfaro ha sparato a un elicottero dei pompieri” (ovviamente è il periodo dello scontro politico fra il Quirinale e Berlusconi).

    Di due anni dopo è un’intervista taroccata a Francesco De Gregori contro il Pci, un pezzo per cui il cantante porta Feltri in tribunale ottenendone la condanna. Sempre nel ‘97 una nuova – più grave – patacca costa a Feltri il posto: è quella sul presunto “tesoro” di Antonio Di Pietro, cinque miliardi di lire che l’ex pm è accusato di aver preso da Francesco Pacini Battaglia. Dopo parecchie querele, alla fine è lo stesso direttore a dover ammettere che si tratta di “una bufala”.
    Segue per Feltri un periodo al “Borghese” e al gruppo Riffeser, fino alla fondazione di “Libero”, dove chiama a scrivere il puparo di Calciopoli Luciano Moggi e l’ex agente del Sismi Renato “Betulla” Farina.
    Per lanciarsi, il quotidiano ha bisogno di fuochi artificali: di qui la falsa notizia che un centro sociale milanese è un covo dell’Eta basca, di qui uno “scoop” su Donna Rachele titolato “Mussolini era cornuto”. Poi arrivano le accuse trasversali a Sergio Cofferati per l’omicidio Biagi (”La Cgil indica i bersagli da colpire”) e un altro falso scoop su Berlusconi (”Vuole lasciare la politica”).

    Ma non basta, e allora Feltri parla di pedofilia pubblicando cinque foto di preadolescenti nudi in pose inequivocabili (con conseguente radiazione dall’Ordine, poi tramutata in “censura”). Di questa fase resta però ai posteri soprattutto l’elegante prima pagina con un disegno di Prodi nudo a quattro zampe e con il sedere alzato, pronto a farsi sodomizzare da un tappo di champagne con la faccia di Berlusconi.

    Richiamato in agosto al “Giornale”, Feltri parte subito con la campagna più desiderata dal suo editore, puntando a tre obiettivi: intimidire i giornalisti non allineati (occhio che se critichi il premier ma poi paghi la colf in nero o non versi gli alimenti all’ex moglie, io lo scrivo in prima pagina); livellare tutti nel fango per provare che Berlusconi non è peggiore di chi lo attacca, in base al “così fan tutti” autoassolutorio; far fuori quanti nella Chiesa osano criticare il premier.
    Così in poche settimane “il Giornale” diventa una fabbrica di linciaggi in serie: da Eugenio Scalfari a Enrico Mentana, da Gustavo Zagrebelsky a Concita De Gregorio, da Dino Boffo a Ezio Mauro, fino a Ted Kennedy e Gianni Agnelli (a Feltri infatti piace sparare anche sui morti).

    A proposito: negli ultimi anni di vita, Indro Montanelli diceva che non riconosceva più il suo “Giornale”, gli sembrava “un figlio drogato”. Adesso pare entrato in un’overdose senza ritorno.

  58. Sui ministeri al Nord è scontro aperto tra Quirinale e Lega. Al punto che oggi Giorgio Napolitano ha inviato al governo contestando l’apertura delle sedi distaccate dei dicasteri, che il Carroccio esibisce come un fiore all’occhiello.”Una apertura che confligge con la Carta costituzionale – dice il presidente – e il Quirinale che è garante dell’Unità” deve intervenire. Oltretutto Napolitano sottolinea che l’inaugurazione è stata fatta “senza nemmeno che vi fosse un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale”, dunque senza che esista una legge operante. E aggiunge: “Non è pensabile una capitale diffusa, c’è Roma”.

  59. Certo che pure tu in questa foto c’hai un occhio…da paura! Stavi forse parlando di Brunetta o dei ministeri al nord? ;)

  60. Ne ero certa….infatti l’occhio è antisecessionista.Si vede!
    (Tanto per non dimenticare che il primo obiettivo di un leghista purosangue è la padania staccata dal resto del Paese)

  61. (ora confesso una cosa che penso da tanto:ci speravo in un governo ad alleanza leghista perchè ero certa che nulla avrebbero combinato,se non perdere voti e consensi dalla base)Io Sono Italiana! Grazie Pino ma non ho bisogno del visto di nessuno.Sono Italiana!

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