Le amare “belinate” di Genova

Dieci anni dopo ancora non si riesce a spiegare la Genova del g8. Cioè il perchè, chi c’era dietro. Ancora soprattutto resta l’amarezza di una giornata terribile, piena di sangue e di un odio inusitato. E che continua a dividere il Paese. Forse la pagina più amara della storia italiana recente. Voglio solo ricordarla, senza altre parole, riproponendo il post scritto a caldo. Sembra scritto oggi, drammaticamente attuale.

23 luglio 2001Veleni e sangue. Lutti e rovine. Quel che resta del supervertice di Genova è sicuramente l’antivertice. Io che stavo lì non ricordo una sola immagine degli otto “grandi” ma ricordo invece le gabbie, le sassate, gli spari, le ambulanze, le lacrime, la rabbia, la paura e la grande, inusitata violenza. Quando ancora si poteva girare per la città senza il rischio di essere bastonati, sono andato in via del Campo e ho fatto una visita al “museo” di De Andrè, dov’è conservata la sua chitarra. Insieme a me sono entrati anche molti poliziotti che stavano facendo la guardia ai carrugi di una bellezza splendida e oscura. Il “guardiano del museo” ha commentato con una sola battuta: “Adesso Fabrizio avrebbe detto: belinate, solo belinate”. Quel che è successo nei giorni successivi non è stata una “belinata”. Ma una storia grave, pesante. Ho visto i neri trasformare la città in un campo di battaglia, devastando tutti e tutto. E ho visto poliziotti picchiare come ossessi, spesso gratuitamente. Ho visto cose molto sporche. Stavo a due passi dalla piazzetta dove Mario, un carabiniere di vent’anni ha ucciso Carlo di ventitrè. Sono stato in mezzo al corteo di festa (fantastico: con suore e streghe) e sono stato accecato dai lacrimogeni. Sono stato la notte del blitz prima fuori, poi dentro la scuola Diaz. Quanto sangue! Eppure, vivendo dentro l’inferno, non so spiegarmi perchè tutto ciò è successo. So che i ragazzi che contestavano il vertice hanno ragione, ma so anche che non si può usare quella violenza. So che la polizia deve difendere lo Stato, ma so anche che non può essere più violenta dei violentatori.

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25 thoughts on “Le amare “belinate” di Genova

  1. C’ero anche io a Genova. Quello che è successo è frutto delle menti malate di chi ci governa. Era una cosa voluta , pianificata. Una ferita che non si è ancora rimarginata perchè il nostro Stato in quell’occasione ha sospeso la democrazia scatenando le forze dell’ordine contro il popolo. I black block non potranno mai giustificare quello che è successo alla Diaz. La morte di Carlo Giuliani , ucciso da un carabiniere ancora più giovane di lui è la tragica e triste metafora di quello che è successo quel giorno : cittadini contro cittadini , poveri contro poveri. Il popolo , quello vero , quello con il cuore, non dimentica………..

  2. La violenza, da qualunque parte si generi, provoca naturali reazioni a catena, lo sappiamo bene tutti…e non fa sconti a nessuno. Certamente una divisa d’ordinanza dovrebbe indurre, a chi la indossa, di pensare 1000 volte prima di infierire con pugni, calci, manganellate su chi ha il torto di trovarsi nel posto sbagliato…non credo sia facile in certi momenti ragionare freddamente, a volte si tratta di attimi e forse è pure umanamente complicato mantenere il giusto contegno e distinguere fra chi è buono e chi è cattivo.
    Per quanto riguarda la vergognosa spedizione punitiva alla Diaz e sopratutto la morte del giovane Giuliani è già stato detto e scritto di tutto . Giorni di straordinaria follia collettiva e grandissime minchiate trasversali…..

  3. Possono esistere le belinate grottesche? Allora c’erano pure quelle: i frutti finti sugli alberi di aranci nelle vie dove passavano le auto dei signori del G8

    1. Questo è la dimostrazione di come la politica sia lontana. E tra l’altro mi ricorda un racconto di una signora di origini rumene: secondo lei Ceauşescu non sapeva niente del paese, perché una volta che attraversò la campagna dove viveva lei, la desolata strada è stata trasformata, per poche ore, in una finta via ricca di alberi da frutto.

    1. AGGIORNAMENTO………..

      Oslo, 22 lug. (TMNews) – L’esplosione avvenuta nel centro di Oslo, in Norvegia, è stata causata da una bomba. Lo ha reso noto la polizia. L’attentato ha provocato “morti e feriti”, anche se non è disponibile un bilancio preciso.

      La forte esplosione ha devastato il centro di Oslo, nella zona dove si trovano gli uffici del primo ministro, il ministero delle Finanze e la sede del tabloid Verdens Gang (Vg).

      Secondo due membri del governo, il primo ministro Jens Stoltenberg non si trovava nei suoi uffici al momento della deflagrazione; l’agenzia Ntb ha aggiunto che il capo del governo si trova “al sicuro”.

      Le immagini della tv norvegese mostrano una zona di guerra, con edifici distrutti, vetri ovunque, il fumo denso che si alza dai palazzi, persone insanguinate, ambulanze. “Vedo che delle finestre del’edificio del Vg e della sede del governo sono in frantumi. Delle persone insanguinate sono in strada” ha raccontato un giornalista della radio pubblica Nrk.

      “Ci sono vetri ovunque, C’è il caos totale” ha aggiunto il giornalista, Ingunn Andersen, che ha dichiarato di aver pensato, in un primo momento, “a un terremoto”.

      1. La Norvegia,
        paese della Nato, ha 500 soldati impiegati in Afghanistan e i caccia dell’aeronautica norvegese partecipano ai raid aerei dell’Alleanza contro il regime libico.

  4. Il portavoce di Avinor, il centro di controllo aereo della Norvegia, ha riferito che è in corso una
    riunione per valutare la necessità di CHIUDERE LO SPAZIO AEREO sulla Norvegia. Lo riporta l’edizione online del quotidiano Aftenposten. Secondo il portavoce Sindre Anonsen, al momento il
    traffico aereo è «normale», ma potrebbe essere decisa la chiusura. All’aeroporto internazionale di Oslo, Gardermoen, i poliziotti in servizio – normalmente disarmati – sono stati dotati di armi e controllano tutte le vetture in entrata ed in uscita dall’aeroporto che sorge ad una cinquantina di chilometri dalla capitale.

    1. I media locali parlano di almeno otto persone ferite. Un giornalista della Bbc presente sul luogo ha parlato anche di un morto e di molte persone ancora intrappolate tra le macerie. Secondo fonti della polizia citati dall’emittente norvegese NTB, i morti sarebbero due.
      In un primo momento si era parlato di una bomba all’interno della redazione del tabloid norvegese “Vg”: l’edificio, situato accanto a quello del primo ministro, ha subito seri danni.

      1. Città sotto attacco, premier illeso: «La situazione è grave»
        Uomo spara sulla folla, 5 morti all’incontro laburista.
        E ad Utoya, località di villeggiatura non lontana dalla capitale norvegese, una sparatoria è stata registrata presso un campo estivo dei giovani laburisti, partito del premier Jens Stoltenberg, che era peraltro atteso in giornata per un incontro. A sparare, secondo quanto rivelato da alcune fonti, sarebbe stato un uomo vestito da poliziotto. I due eventi potrebbero non avere alcun legame tra loro, anche se la coincidenza legata alla presenza del primo ministro lascia aperti molti interrogativi. Non si hanno ancora molti dettagli sulla sparatoria.

  5. Scrivi:”Dieci anni dopo ancora non si riesce a spiegare la Genova del g8″.
    E posso darti perfettamente ragione.
    Sono genovese ma vivo attualmente in Svizzera. Sono scappato dall’Italia dove pensavo si potesse vivere “mica male”.
    Oggi ti chiedi come mai tanto odio e tanta violenza. Io mi chiedo, e lo scrivo sul tuo seguitissimo blog: “Come mai nel 2011 in Italia non si riesce a vivere “come si deve” e continuano ad esserci così tanti “furbetti” che rovinano la nazione? Abbiamo un territorio meraviglioso; abbiamo industrie eccezionali; abbiamo arte “da vendere”; abbiamo città uniche (Genova è una di quelle); abbiamo possibilità turistiche stupende; abbiamo, e abbiamo avuto, menti uniche (basta citare Leonardo da Vinci e Guglielmo Marconi); abbiamo la migliore gastronomia del mondo; ecc. ecc. ecc.
    Se siamo in queste condizioni è perché ci sono troppi “furbetti” o disonesti.
    Mi piacerebbe sentire il parere dei tuoi lettori.

  6. [OT Norvegia] “22”/07/2011 – La pacifica Oslo dilaniata da un terribile attentato… :-(

  7. La pacifica Oslo. Non ci potevo credere quando ho sentito la notizia. Dopo anni di “lotta al terrorismo” ci ritroviamo con le bombe che ora esplodono in Europa invece che negli USA. Siamo proprio dei cretini noi europei. Ci stiamo facendo distruggere sia economicamente che fisicamente. Occhio agli americani signori………

    1. francè le bombe dei terroristi non dovrebbero esplodere da nessuna parte…come del resto tutte le bombe!!!
      la pseudopotente america ( ridotta ad un mucchio di debiti) condiziona il mondo intero da almeno 80 anni…il discorso
      è lungo ed assai difficile per essere liquidato con qualche slogan antiamericano o pacifista….

      1. @ Marcello
        Non mi posso mettere di certo a scrivere un libro su un blog. Ma ci sono tanti fattori che portano a pensare ai neo-nazisti come dei soldati al servizio dei poteri finanziari che battono sulla strada del capitalismo selvaggio. E questo è un fenomeno presente da molti anni negli USA e che ora si sta globalizzando. Sono gli stessi che hanno ucciso Kennedy , che promuovono le guerre, che investono enormi quantità di capitali in Cina che instaurano dittature nei paesi Sudamericani, che foraggiano i signori della guerra in Africa……
        Inoltre faccio presente che i black block sono stati infiltrati pesantemente da questi “militanti” di estrema destra che si presentano come anarchici ma in realtà hanno molti “padroni” e anche molto potenti. G8 Docet.

  8. Parafrasando Walter dal post “la fine dell’impero”: quando penso alle degenerazioni di cui sopra, perchè sono definibili soltanto come ‘forme degenerate’, comincio a pensare che il default della globalizzazione ci sta proprio bene…
    (a proposito, sai che sia Ronchey che Kissinger mia madre è rimasta allibita che non li conoscessi….:))) aiutooo, excuse-moi!)
    Sugli addobbi di Ceausescu, come quelli di Genova – tipici dei regimi dittatoriali – come non pensare a Tremonti e il suo ‘entourage’ che per anni non ha fatto che negare la crisi economica… e adesso parla di “Titanic”? O c’è uno scollamento dalla realtà, o c’è un ritardo nella consapevolezza di ciò che accade, due son le cose. E lo scempio tristemente noto è quando chi si rende conto “prima”, e civilmente e assolutamente pacificamente ha l’assurda presunzione di spiegarlo, deve pagare con la vita o col sangue il proprio stato più evoluto: solita storia, da millenni… per quanto taluni in un quarto d’ora riescano a cancellare millenni di civiltà.
    A volte non è “il silenzio preoccupante degli onesti”… ma la preferenza di un dignitoso silenzio.

    Q@

  9. @ Quarchedundepegi

    Per quel che conta…hai ragione – preferirei avessi torto:))
    Noi in particolare siamo il fanalino di coda da sempre, abbiamo paura perfino di andare dal medico perchè ci chiediamo ‘come’ ha avuto quella cattedra, quel posto da primario? E’ talmente tutto un raggiro, l’onestà un tale optional raro…che tra un po’ servono ‘conoscenze’ pure per l’elettricista. Tutto il nord dell’europa è sicuramente più efficiente e civile.
    Così, mi sento solo di dedicarti una frase di una bellissima persona che avevo accanto… ma che avrò la fortuna di portarmi dentro per sempre: bisogna sostituire l’efficienza… con il fervore!!! – il fervore del cuore…-
    It’s really the true.

  10. Cari amichi ‘n caro saluto. Se ce vortamo deréto ‘gni epoca c’ha avuto li drittoni.
    La sòra Onestà è ‘na bella donna, ma de facili costumi e se trova accosto a noiantri, ma quanno li bajochelli soneno nun è facile mantenesse onesti.
    Pe’ furtuna che c’è sempre quarcheduno che nun molla, ricconta scrive la verità e la lassa pe’ redità.
    Ma li sòri Drittoni e li sori Disonesti ce saranno puro fra cent’anni c’è la mutazzione de li nomi.ciao

  11. E’ l’estrema destra che si sta espandendo in tutto il mondo. Molto pericolosi perchè spesso governati da un sottobosco potentissimo di lobbys e membri deviati delle forze militari e di polizia. Sembrano una rivisitazione di quella destra americana guerrafondaia che ci ha portato a fare due guerre : Iraq e Afghanistan. L’Europa è sotto attacco non ci sono più dubbi. Dobbiamo fare molta attenzione.

  12. Si tratta del Nazi-Terrorismo, l’origine (la mente) di questo gruppo terrorista mondiale dovrebbe essere nell’est Europa ex URSS (Estonia o zone limitrofi); l’intelligence internazionale ha continuamente sottovalutato il problema in questi ultimi 10 anni, anche se le principali stragi nei campus scolastici americani ed europei degli anni scorsi avevano più volte evidenziato il problema filo-nazi all’interno della rete digitale…

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