I vent’anni che hanno cambiato il mondo

Lo so, vi sto trascurando. Però anche i gabbiani possono essere pieni di impegni. Scrivere libri è molto faticoso, non tanto prima, e neppure durante, ma soprattutto dopo. Quando li devi promozionare. Naturalmente una fatica piacevolissima che comprende già impegni, pensate, fino alla fine di ottobre. Bando alle ciance, domani volo al nord, fino a Cividale del Friuli per un appuntamento di prestigio, il Mittelfest. Gli ospiti sono di altissima levatura ed è un onore per me partecipare. La rassegna compie vent’anni ed è una concomitanza straordinaria con il mio Speciale Tg1 sui “vent’anni da inviato”. Si parlerà di come (e quando) è cambiato il mondo, sul “filo delle guerre” com’è intitolato il mio incontro durante il quale presenterò, oltre a numerosi spezzoni televisivi, sia “Lettere dal Don” che “Shabab” cioè da un conflitto del passato fino all’ultimo, ancora in corso . Insomma, non ci facciamo mancare niente.

A Cividale del Friuli, ieri sera

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28 thoughts on “I vent’anni che hanno cambiato il mondo

  1. Se ti serve una mano, che sò: mettere francobolli, volantinaggio, andare in giro col Torpedone a fare pubblicità del libro…qua stiamo. :D
    In bocca al lupo per i tuoi incontri.

  2. ;)Pe’ nun sbaja io me vado a mette a mollo. Chissà se quambia quarcosa. Armeno ce provo a smove l’acqua calla co’ quela fredda. Eppoi la luna è piena e le stelle ‘gni sera me riàlano aggratis ‘na scèna nova.

  3. Io mi sono fermata qua

    ma siccome neanche ero nata… “mi sono fermata” allo stato di nascita: assente:))

    (scherzo eh)

  4. ;) Quarcheduno ha visto svolazza’ su la torre ‘n Gabbiano? Qui er brogghe piagne! Mica se renne conto che lui svolazza e noiantri lo stamo aspetta su sto scojo e co’ sto callo mica è giusto!

  5. Anvedi a l’orizzonte è comparso er Gabbiano? Se lo sapevo prima, m’ arisparmiàvo l’inchiostro, e de sti tempi tocca fa listesso de l’avari. Vabbè rega’ mo me tocca lavora’ sinno a fine mese me magno un par de ciufoli. Se rivedemo su lo scojo co’ le notizzie nove, ve saluto!

  6. Io guarderei con piacere Speciale Tg1, ma l’orario in cui viene trasmesso è veramente un ostacolo! Ma perché i programmi più interessanti devono essere trasmessi nel cuore della notte?

  7. Caro Gabbiano, l’invidia è un sentimento che non mi appartiene. Ma mi è difficile trovare una parola alternativa a l’invidia, per scrivere il mio stato d’animo. Delle volte mi piacerebbe essere le lenti dei tuoi occhiali scuri, per conoscere tutte le emozioni che la tua mente racchiude. Vedere le immagini che i tuoi occhi hanno visto, anche se spesso sono immagini di grande dolore. Nel tuo peregrinare, nel tuo dolce volare, hai raccolto in tanti anni la vera sofferenza, il vero amore fraterno e il grande orrore delle maledette guerre. Per questo che hai fatto provo un sentimento strano, ma puro. Grazie per raccontarci tutto quello che hai visto. Non ti fermare i fogli bianchi aspettano. La verità si può narrare solo se si è visto e se si è sinceri, altrimenti la storia, con parole non vere per i posteri cambierà. Tu sei un gabbiano sincero e il tuo lavoro lo farai sempre con amore rispettando la verità. Grazie per tutto quello che ci doni.
    Visto che domani andiamo in giro vi lascio questo mio scritto.

    Ringrazio il mio Dio ogni momento, per darmi ancora la possibilità di avere una mente che ricorda. Quante cose non funzionano, ma vi prego non lamentiamoci solamente, facciamo qualcosa, qualcosa buono per noi per il nostro vicino. Lasciamo sulla terra una nostra traccia di positivo. Non dobbiamo sempre attenderci un compenso per le azioni che seminiamo. Il rispetto per quello che ci circonda è il rispetto di noi stessi.

    Radici

    Solo se guardo il cielo
    ogni giorno ogni notte
    ci trovo la tua grandezza!
    Con i miei passi
    accarezzo l’erba del prato.
    Con la mia voce sussurro
    le parole al mio vicino.
    Lascio scivolare un pugno
    di sabbia colorata tra le dita.
    Sulla riva del mare raccolgo
    frammenti di conchiglie
    e sassolini colorati per farne gioielli.
    Non serve urlare i propri pensieri
    potresti disturbare il canto degli uccelli.
    Quando i venti accarezzano la pelle
    ascoltiamoli in muto e rispettoso silenzio.
    Rispettiamo la natura e amiamola
    non serve uccidere gli alberi
    distruggiamo le nostre radici
    e i nostri ideali.
    Serve tanto rispetto!
    La costanza e l’amore ci porteranno
    per mano per trovare la strada
    da seguire da percorrere fino alla fine.
    franca bassi

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